Esperienze
La mia missione è aiutarti a comprendere e affrontare le dinamiche relazionali che influenzano il tuo benessere, offrendoti uno spazio sicuro e accogliente in cui esplorare le tue emozioni e costruire nuove possibilità di cambiamento.
La nostra vita è un intreccio di relazioni: con la famiglia, con il partner, con gli amici, con il lavoro e, soprattutto, con noi stessi. Il mio approccio sistemico-relazionale non si limita a osservare il singolo individuo, ma considera l’insieme delle sue connessioni e delle dinamiche che le caratterizzano. Insieme, possiamo esplorare come queste influenzino il tuo stato d’animo e il tuo comportamento, lavorando per costruire nuove modalità di interazione più funzionali e soddisfacenti.
Se ti senti bloccato in schemi di relazione ripetitivi, vivi situazioni familiari o lavorative difficili o vuoi semplicemente comprendere meglio te stesso e il tuo modo di rapportarti agli altri, il mio percorso può offrirti strumenti concreti per ritrovare equilibrio e benessere.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia del lavoro
Principali patologie trattate
- Borderline
- Dolore
- Sindrome da deficit di attenzione e iperattività
- Stress
- Bulimia
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Consulenza psicologica
50 € -
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Orientamento scolastico
50 € -
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Parent training
60 € -
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Psicoterapia familiare
60 € -
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Colloquio psicologico
50 € - 65 € -
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Indirizzi (2)
Corso Giuseppe Garibaldi 162, Portici 80055
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Recensioni
12 recensioni
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M
M.Z.
Renata si è dimostrata un'eccellente psicologa, che è stata in grado di farmi sentire a mio agio durante le sessioni e di farmi riflettere su alcuni aspetti a cui non avevo mai pensato prima. Mi sono sentita ascoltata e sostenuta durante tutta la durata del percorso e ora mi sento molto più consapevole della persona che sono e degli aspetti della mia personalità su cui devo lavorare
• Consulenza online • colloquio psicologico •
Dott.ssa Renata Maratea
Ti ringrazio per la recensione e sono felice di aver vissuto questo percorso insieme. Mi trovo molto d'accordo con quello che dici e sono sicura che continuerai a lavorare su questi aspetti, grazie alla tua personalità riflessiva e tenace. Un caro saluto.
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B
Bernardo Raffaella
Professionista eccellente molto empatiica ,disponibile..x me esperienza importante,mi ha aiutato tantissimo,la consiglio!!!
• Dott.ssa Renata Maratea • colloquio psicologico •
Dott.ssa Renata Maratea
Raffaella è stato un piacere fare questo percorso con lei e la ringrazio tanto per le belle parole, oltre quelle che già ci siamo dette in privato. Un caro saluto.
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S
Stefano M.
Mi sono trovato molto bene.
Molto disponibile
La consiglio vivamente.• Consulenza online • colloquio psicologico •
Dott.ssa Renata Maratea
Grazie mille Stefano, sono contenta tu ti sia trovato bene. Un saluto.
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G
G.B.
Mi ha aiutato parecchio a ritrovarmi. Un professionista esemplare, la consiglio vivamente.
• Consulenza online • consulenza online •
Dott.ssa Renata Maratea
Grazie mille, sono felice di esserti stata di aiuto! Un caro saluto.
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M
MR
La dott.ssa Maratea è stata un grande aiuto nel cominciare a ricostruire il dialogo con me stesso. Nonostante le difficoltà del mio caso, mi è stata vicino e mi ha supportato in modo strategico e funzionale. Per adesso sto seguendo un altro percorso per alcuni mesi, ma son certo che tornerò da lei non appena potrò.
• Consulenza online • consulenza online •
Dott.ssa Renata Maratea
Grazie mille per la recensione e per il tempo speso insieme. Ogni percorso può avere la sua efficacia e sono sicura tu ne stia seguendo uno utile. Un caro saluto.
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N
Nadia Sapino
La dottoressa è stata sempre molto disponibile nei miei confronti visti i miei imprevisti lavorativi e le mie tempistiche ridotte. Mi ha aiutato a capire meglio come funzionano i meccanismi mentali che mi portano a provare certe emozioni e a compiere certe azioni, sempre tutto con estrema delicatezza e gentilezza. La consiglio a tutti coloro che hanno bisogno di un terapista attento e empatico. Spero presto di riuscire a riprendere la terapia con lei e continuare il mio percorso.
• Consulenza online • consulenza online •
Dott.ssa Renata Maratea
Nadia ti ringrazio tanto per la recensione e anche per la tua predisposizione all'ascolto e al confronto avvenuti durante il percorso. Sono felice di esserti stata d'aiuto. A presto.
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A
Alessandro
La visita con la dottoressa Maratea è stata ottima, mi ha messo subito a mio agio e non ha perso tempo nel farmi le domande giuste per cominciare a capire già un pochettino il perché del mio appuntamento.
Alla fine dopo la lunga seduta, mi ha fatto sentire già meglio e dopo ieri, non sarà l'ultima volta.
Consigliatissima!• Dott.ssa Renata Maratea • consulenza psicologica •
Dott.ssa Renata Maratea
Alessandro grazie mille per il tuo feedback. Sono lieta tu ti sia trovato bene, ci vediamo presto.
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M
Mario
La dottoressa è stata molto disponibile nell'organizzazione dell'appuntamento e rispetto a esperienze passate ho sentito di essere ascoltato già dalla prima visita. Molto professionale e preparata!
• Dott.ssa Renata Maratea • consulenza psicologica •
Dott.ssa Renata Maratea
Grazie mille Mario, lieta di averti accolto. A presto.
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M
Maria
Ho avuto un'ottima impressione dal primo colloquio e penso di continuare questo percorso, che mi ha colpito fin dalle prime battute.
• Dott.ssa Renata Maratea • consulenza psicologica •
Dott.ssa Renata Maratea
Grazie Maria, mi fa molto piacere che ti sia trovata bene. A presto.
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A
A.M.
Mi sono trovato subito bene anche se è stato il primo incontro, penso di continuare sicuramente.
• Dott.ssa Renata Maratea • consulenza psicologica •
Dott.ssa Renata Maratea
Ne sono contenta, grazie per le recensione. A presto.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 10 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno. Sono una donna di 50 anni. Fidanzata x 12 e spostata da 29 con lo stesso uomo. Il rapporto è sempre stato "movimentato", alti e bassi, litigarello. Purtroppo ho sempre "abbozzato" e cercato sempre di mediare e accondiscendere a cose che nn mi andavano bene, x il quieto vivere. Abbiamo avuto diverse crisi, cercavamo di chiarire ma alla fine le cose nn cambiavano e nn chiarivamo, finché un anno scopro il suo tradimento. Inizialmente allontano mio marito e dopo un mesetto torniamo insieme e i primi tempi andava bene, ma qnd ogni tanto tornavamo sull'argomento xke ci stavo male lui dava la colpa a me.. se tu nn ti comportavi cosi, è capitato... si scusa l'avrà detto ma sempre con il ma. Piano piano il rapporto è diventato chiuso, parliamo poco, nn si fanno cose insieme, io mi irrigidisco ed inizio a nn sopportarlo. Siamo andati da uno psicologo ma nn è servito. Ho detto di separarci. Ma è quasi un anno e lui ancora sta in casa con la scusa che nn ha soldi, che lui vuole recuperare (ma sa benissimo che anche da parte sua nn prova piu nulla ma lo dice solo x paura, xke da 40 anni che lavora nn si è messo soldi da parte). Abbiamo due figli quasi maggiorenni e prima erano solo grida e sgridi nei loro confronti, ora è un cagnolino che li porta, li prende, ci parla... cose che facevo solo io con i miei figli. Io mi sto chiudendo sempre piu e mi sento un po scansata anche dai ragazzi xke io ho sempre fatto le cose per loro e mi sento sostituita, xke lui lo fa con prepotenza (ha detto che stiamo lottando x ACCAPARRARSI i ragazzi, cosa assurda). Non lo sopporto piu. Siamo andati da un legale e aspettiamo l'atto di separazione ma nn so quando se ne potrà andare. Come posso superare questa apatia che mi prende, nn riesco proprio a fare nulla, sembra a volte che sia depressa, ho anche paura del dopo che resterò sola (i ragazzi vivranno con me), ma nn saprò cosa fare con loro, e in generale, poche amiche escono. Sono reoccupata x il mio oggi ed il mio domani. Grazie
Buongiorno, innanzitutto la ringrazio per aver condiviso una storia così densa e dolorosa. Da ciò che racconta, emerge una grande fatica, ma anche una profonda capacità di tenere insieme la famiglia per tanti anni, nonostante le difficoltà. È importante riconoscere che questa ‘apatia’ che sente oggi non è un segno di debolezza, ma può essere compresa come la conseguenza di un lungo periodo in cui lei ha dovuto contenere, mediare, rinunciare e gestire da sola un equilibrio precario.
Nella prospettiva sistemico-relazionale, ciò che chiamiamo ‘sintomo’ – come la chiusura, la mancanza di energia o la tristezza – è spesso la voce di un sistema familiare che sta cercando un nuovo modo di funzionare. Dopo anni in cui il suo ruolo era quello di tenere unita la famiglia, oggi il sistema si sta modificando: la coppia si sta separando, i figli stanno diventando grandi, e lei si trova a dover ridefinire la sua posizione. È un passaggio faticoso, ma anche un momento di potenziale trasformazione.
La paura del ‘dopo’ è comprensibile: per molto tempo la sua identità è stata intrecciata a quella di moglie e madre, e ora le viene chiesto — interiormente e concretamente — di ricostruire un senso di sé più autonomo. Questo non significa cancellare il passato, ma riconoscere cosa vuole portare con sé e cosa desidera lasciare andare.
Sarebbe utile in questo momento lavorare sul significato di questa ‘apatia’: che cosa le sta dicendo di sé, dei suoi bisogni, dei suoi limiti e desideri? Spesso, quando non riusciamo più a fare, è perché per anni abbiamo ‘fatto troppo’ per gli altri, e il corpo e la mente chiedono una pausa, uno spazio per ascoltarsi. Non serve forzarsi a reagire subito: può essere più utile cominciare ad ascoltare cosa prova, senza giudicarsi.
Potrebbe esserle d’aiuto un percorso psicoterapeutico centrato sulla rielaborazione del legame di coppia e sulla ridefinizione dei legami familiari. In terapia, si può lavorare su come ciascuno — lei, suo marito, i figli — sta occupando nuovi ruoli, e su come trasformare il dolore e la rabbia in risorse per ripartire. A volte la separazione non è la fine del sistema, ma l’inizio di una sua nuova organizzazione, più autentica e sostenibile per tutti.
Infine, rispetto alla solitudine che teme: spesso, quando uno spazio relazionale si svuota, non si tratta solo di ‘restare soli’, ma di imparare a stare con sé stessi in un modo nuovo. Recuperare legami, anche piccoli — un’amica, un’attività, un interesse personale — può essere un primo passo per riscoprire parti di sé che per anni sono rimaste in ombra.
Salve vorrei chiedere un parere davvero molto serio.....
Io ho 38 anni e il mio compagno 44 e stiamo insieme da 11 anni ....stiamo benissimo ci amiamo davvero moltissimo ma quando si avvicina il periodo che mi devo trasferire li a vivere insieme lui si tira indietro e diventa molto nervoso e agitato ......io vedo che non lo fa apposta e vorrei risolvere questo problema.....secondo lei xké fa così?grazie mille
Buongiorno, da come ne parla si percepisce che tra voi c’è un legame profondo e affettuoso, costruito nel tempo e fondato su un sentimento sincero. Ed è proprio questo che rende difficile comprendere perché, nel momento in cui il rapporto sembra poter fare un passo ‘naturale’ verso una maggiore vicinanza — come andare a vivere insieme — il suo compagno reagisca con nervosismo e chiusura. È comprensibile che per lei questo generi confusione e preoccupazione.
In una prospettiva sistemico-relazionale, questi comportamenti non vanno letti solo come ‘paura dell’impegno’ o ‘immaturità affettiva’, ma come segnali di un equilibrio che cambia. Ogni volta che una coppia passa da una fase all’altra — dal frequentarsi al convivere, dal ‘noi due’ vissuto a distanza al ‘noi due’ nello stesso spazio — il sistema si riorganizza. E questa riorganizzazione può riattivare vecchie paure o dinamiche apprese nella storia personale di ciascuno: il timore di perdere autonomia, il ricordo di modelli familiari conflittuali, la difficoltà a integrare intimità e indipendenza.
Il nervosismo che nota nel suo compagno potrebbe essere un modo, più o meno consapevole, con cui il suo sistema interno cerca di difendersi da qualcosa che percepisce come potenzialmente destabilizzante, anche se in realtà desiderato. È possibile che ami profondamente la relazione, ma che convivere gli faccia riemergere vissuti di controllo, di invasione o di perdita di libertà che non riguardano direttamente lei, ma la sua storia affettiva.
Per questo, invece di chiedersi solo ‘perché fa così?’, può essere utile domandarsi insieme ‘che significato ha per lui e per me questo passo?’. Quali aspettative, paure, rappresentazioni ciascuno di voi associa alla convivenza? Per qualcuno vivere insieme significa sicurezza, per altri può riattivare l’idea di costrizione o di perdita del desiderio.
Sarebbe importante che queste domande trovassero spazio in un dialogo aperto, senza giudizi né pressioni. Potrebbe dirgli, ad esempio: ‘Ho notato che quando si avvicina il momento di vivere insieme diventi più agitato, e mi piacerebbe capire cosa succede dentro di te, senza giudicarti’. Questo tipo di comunicazione favorisce un clima di fiducia, in cui anche lui può dare parola a ciò che forse nemmeno riesce a spiegarsi fino in fondo.
Se questa difficoltà si ripete nel tempo o diventa fonte di sofferenza per entrambi, un percorso di consulenza di coppia potrebbe aiutarvi a comprendere insieme le dinamiche che si attivano nel vostro sistema e a trovare un modo per affrontare il passaggio di vita senza che diventi minaccioso. Non per ‘correggere’ uno dei due, ma per leggere cosa la relazione sta cercando di dirvi attraverso questa tensione.
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