Salve dottori Io ho davvero bisogno di un aiuto. Mi chiamo Michela ho 20 anni e sono fidanzata or
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Salve dottori
Io ho davvero bisogno di un aiuto.
Mi chiamo Michela ho 20 anni e sono fidanzata ormai in casa da cinque anni.
La mia vita é triste, non ho un rapporto con i miei genitori, in realtà con mio padre nn parlo, non mi chiede mai come sto, non si interessa di me, quando a mio fratello più piccolo lo ricopre si attenzioni.
Non ho un rapporto bello con tutta la mia famiglia, tra litigi e discussioni si va avanti ed è molto difficile.
Ho problemi con il cibo, non mangio quasi niente e pensano che sia una vittima ma in realtà è che davvero ho tanti problemi.
Come ho detto sono fidanzata da cinque anni, e psicologicamente non sto bene, ho rinunciato a tutto per lui a tutto anche ad uscire da sola per andare a fare spesa, sono sempre a casa, 24/24 aspetto lui che viene la sera.
È un ragazzo molto dolce quando stiamo insieme stiamo bene, però quando non stiamo insieme è molto ossessivo nei miei riguardi, mi riempie di domande sul passato sul presente e mi fa le stesse domande ogni volta che gli vengono in mente, anche se gli spiego, lui ogni tanto rifà le stesse domande, tante volte non mi crede mi da addosso, mi offende si arrabbia e mi urla contro se non “altro”
Quando poi gli passa stiamo bene, torniamo a sorridere e mi dice dice che sono la donna della sua vita e tantissime altre cose.
Siamo molto innamorati però tante volte penso di non farcela più, lui mi mette alla scelta se nn faccio una cosa che vuole lui non posso starci insieme, ad esempio se voglio fare sport, se lo faccio lo perdo.
Non posso avere amicizie, non posso uscire ecc ecc.
Però lui può fare quello che vuole, la sera esce si ritira anche di mattina, lui a 24 anni.
Il problema è che non riesco a prendere una posizione, non so cosa fare per stare bene, ci tengo tantissimo a lui, però soffro sia se sto con lui perché mi uccide mentalmente, ma soffro ancora di più se la nostra storia finisce.
In famiglia le cose vanno malissimo, sono troppo sofferente, vi prego potreste darmi un consiglio.
Attendo una vostra risposta
Cordiali saluti
Io ho davvero bisogno di un aiuto.
Mi chiamo Michela ho 20 anni e sono fidanzata ormai in casa da cinque anni.
La mia vita é triste, non ho un rapporto con i miei genitori, in realtà con mio padre nn parlo, non mi chiede mai come sto, non si interessa di me, quando a mio fratello più piccolo lo ricopre si attenzioni.
Non ho un rapporto bello con tutta la mia famiglia, tra litigi e discussioni si va avanti ed è molto difficile.
Ho problemi con il cibo, non mangio quasi niente e pensano che sia una vittima ma in realtà è che davvero ho tanti problemi.
Come ho detto sono fidanzata da cinque anni, e psicologicamente non sto bene, ho rinunciato a tutto per lui a tutto anche ad uscire da sola per andare a fare spesa, sono sempre a casa, 24/24 aspetto lui che viene la sera.
È un ragazzo molto dolce quando stiamo insieme stiamo bene, però quando non stiamo insieme è molto ossessivo nei miei riguardi, mi riempie di domande sul passato sul presente e mi fa le stesse domande ogni volta che gli vengono in mente, anche se gli spiego, lui ogni tanto rifà le stesse domande, tante volte non mi crede mi da addosso, mi offende si arrabbia e mi urla contro se non “altro”
Quando poi gli passa stiamo bene, torniamo a sorridere e mi dice dice che sono la donna della sua vita e tantissime altre cose.
Siamo molto innamorati però tante volte penso di non farcela più, lui mi mette alla scelta se nn faccio una cosa che vuole lui non posso starci insieme, ad esempio se voglio fare sport, se lo faccio lo perdo.
Non posso avere amicizie, non posso uscire ecc ecc.
Però lui può fare quello che vuole, la sera esce si ritira anche di mattina, lui a 24 anni.
Il problema è che non riesco a prendere una posizione, non so cosa fare per stare bene, ci tengo tantissimo a lui, però soffro sia se sto con lui perché mi uccide mentalmente, ma soffro ancora di più se la nostra storia finisce.
In famiglia le cose vanno malissimo, sono troppo sofferente, vi prego potreste darmi un consiglio.
Attendo una vostra risposta
Cordiali saluti
Buongiorno Michela,
storia e vita complessa, si sente tutta la sofferenza.
Si sente anche che c'è una difficoltà di scegliere in generale, in particolar modo per il suo bene.
Sarebbe utile cominciare un percorso di terapia che le possa far comprendere come può imparare a scegliere per sè e per la sua vita.
Le auguro davvero il meglio!
Dott.ssa Patrizia Provasi
storia e vita complessa, si sente tutta la sofferenza.
Si sente anche che c'è una difficoltà di scegliere in generale, in particolar modo per il suo bene.
Sarebbe utile cominciare un percorso di terapia che le possa far comprendere come può imparare a scegliere per sè e per la sua vita.
Le auguro davvero il meglio!
Dott.ssa Patrizia Provasi
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Salve Michela, per quello che ha descritto potrebbe essere utile intraprendere un percorso terapeutico al fine di individuare le cause originarie della sua problematica relazionale. Cordiali saluti
Buongiorno, in casi simili al suo ho visto che alcune sedute di terapia familiare hanno sbloccato la situazione. Rimane la problematica col cibo, che va presa in mano e risolta per non trascinarla e renderla più complessa; molto probabilmente anche questa è legata alle difficoltà di rapporto che vive.
Si faccia aiutare, un percorso di cura può cambiare la vita.
Cordialmente F. Ferretto
Si faccia aiutare, un percorso di cura può cambiare la vita.
Cordialmente F. Ferretto
Gentile Michela,
Sono d'accordo con i colleghi. A partire dalla situazione che descrive e dalla sofferenza che emerge dalle sue parole, mi sembra che lei possa valutare di iniziare un percorso psicoterapeutico psicoanalitico. Purtroppo, a volte, le situazioni difficili possono creare malesseri e sintomi su diversi fronti: meglio iniziare un percorso che consenta di affrontarli uno per uno e, soprattutto, non da soli.
Cordiali saluti
Alessia Vaudano
Sono d'accordo con i colleghi. A partire dalla situazione che descrive e dalla sofferenza che emerge dalle sue parole, mi sembra che lei possa valutare di iniziare un percorso psicoterapeutico psicoanalitico. Purtroppo, a volte, le situazioni difficili possono creare malesseri e sintomi su diversi fronti: meglio iniziare un percorso che consenta di affrontarli uno per uno e, soprattutto, non da soli.
Cordiali saluti
Alessia Vaudano
Gentile Michela, concordo con i colleghi nel dire che un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a chiarire il suo malessere. E' difficile chieder aiuto ma credo sia l'unico modo per trovare un po' di sollievo e ricominciare ad affrontare la vita con più consapevolezza. Cordiali saluti
Gentile Michela da quello che scrive mi sembra che emerga un disagio esistenziale; non ha un buon rapporto con i suoi e conseguentemente con il suo ragazzo. Credo che per fare delle scelte consapevoli ,sia necessario acquisire una consapevolezza di sé e dei suoi bisogni. Concordo con i miei colleghi nel suggerirle di intraprendere un percorso psicologico affinché possa comprendere alcune dinamiche che la riguardano. Saluti dott. essa Rosalba Cardillo
Gent.ma,
è riuscita ad esprimere chiaramente la crisi e la situazione di disagio che sta sperimentando. Una frase mi ha colpito:
<<Ho rinunciato per lui a tutto anche ad uscire da sola per andare a fare la spesa.>>
Mi sento di dirle che spesso le relazioni con i genitori o con le figure per noi più importanti in età evolutiva sono 'prototipi' delle relazioni con gli altri nelle età successive.
Quindi anche le relazioni di coppia a causa di alcuni vissuti possono risultare complicate e/o caratterizzate da dipendenza o insoddisfazione.
Mi piacerebbe che leggesse il libro:
La principessa che aveva fame d'amore, autrice Maria Chiara Gritti Ed. Sperling e che, successivamente vedesse il film:
Mon roi (in italiano: Mio re).
Le dico questo perché a mio avviso è importante che acquisisca una certa consapevolezza su cosa significa una relazione d'amore, una relazione appagante e affettuosa per lei.
Il libro e il film consigliato non sostituiscono un percorso psicoterapeutico che sento vivamente di consigliarle, seppur oggetto di lavoro, una motivazione intrinseca, che parte da lei, interna, è centrale!
è riuscita ad esprimere chiaramente la crisi e la situazione di disagio che sta sperimentando. Una frase mi ha colpito:
<<Ho rinunciato per lui a tutto anche ad uscire da sola per andare a fare la spesa.>>
Mi sento di dirle che spesso le relazioni con i genitori o con le figure per noi più importanti in età evolutiva sono 'prototipi' delle relazioni con gli altri nelle età successive.
Quindi anche le relazioni di coppia a causa di alcuni vissuti possono risultare complicate e/o caratterizzate da dipendenza o insoddisfazione.
Mi piacerebbe che leggesse il libro:
La principessa che aveva fame d'amore, autrice Maria Chiara Gritti Ed. Sperling e che, successivamente vedesse il film:
Mon roi (in italiano: Mio re).
Le dico questo perché a mio avviso è importante che acquisisca una certa consapevolezza su cosa significa una relazione d'amore, una relazione appagante e affettuosa per lei.
Il libro e il film consigliato non sostituiscono un percorso psicoterapeutico che sento vivamente di consigliarle, seppur oggetto di lavoro, una motivazione intrinseca, che parte da lei, interna, è centrale!
Gentilissima, è difficile riassumere qui tutto quello che si potrebbe dire e rispondere ad una storia così complessa e di certo dolorosa come lei racconta. La sofferenza con i suoi genitori , con suo padre, il non esser vista a casa e il non esser amata abbastanza sembra che l'abbia portato e proiettato all'esterno, incontrando e rimanendo in un rapporto morboso, in cui lei è la bambina da controllare e tenere in casa e il suo ragazzo è il genitore che può tutto. Sembra quasi che la relazione con il suo ragazzo sia uno specchio del disagio che ha in famiglia. Così come non è amata in casa, allo stesso modo si trova in una relazione abusante, che scambia per amore, perchè all'assenza, il suo ragazzo contrappone l'iperpresenza, ma comunque non è amore. In più c'è la tematica del suo rapporto con il cibo e con il suo corpo. Ma la chiave di lettura a tutto è nel rapporto con i suoi genitori. Io le consiglio caldamente un aiuto psicologico , se vuole può rivolgersi al più vicino consultorio , Asl o CIM in cui può avere supporto tramite impegnativa del medico curante.
Salve Michela, i problemi che lei espone evidenziano un ambiente relazionale in cui sembra molto difficile far emergere i suoi bisogni emotivi e in cui affetto e amore non vengono riconosciuti come lei desidererebbe.
Il mio consiglio è quello di valutare la possibilità di rivolgersi ad uno psicologo che la potrà, senz’altro, aiutare a mettere meglio a fuoco quegli aspetti che non riesce a vedere con chiarezza e dai quali probabilmente dipende il suo stato di incertezza da cui non riesce ad uscire da sola.
Rimango a sua disposizione
Saluti
Dott.ssa Taverniti
Il mio consiglio è quello di valutare la possibilità di rivolgersi ad uno psicologo che la potrà, senz’altro, aiutare a mettere meglio a fuoco quegli aspetti che non riesce a vedere con chiarezza e dai quali probabilmente dipende il suo stato di incertezza da cui non riesce ad uscire da sola.
Rimango a sua disposizione
Saluti
Dott.ssa Taverniti
Salve Michela, ho letto la sua storia e credo che il nucleo centrale siano le sue relazioni significative. La sua famiglia, suo padre, il suo ragazzo e non in ultimo la questione relativa al cibo.
Sento che per lei è fondamentale chiarire alcune dinamiche familiari che si ripercuotono nella sua relazione d'amore. Credo sia indispensabile lavorare sulle relazione familiari, per poi mettere mano alla sua storia amorosa.
Le consiglio di intraprendere un percorso psicoterapeutico, che le permetta di lavorare sulla sua storia familiare, e di fortificarsi e decidere sul suo futuro.
Cordiali saluti Dott.ssa Carmen Piantadosi
Sento che per lei è fondamentale chiarire alcune dinamiche familiari che si ripercuotono nella sua relazione d'amore. Credo sia indispensabile lavorare sulle relazione familiari, per poi mettere mano alla sua storia amorosa.
Le consiglio di intraprendere un percorso psicoterapeutico, che le permetta di lavorare sulla sua storia familiare, e di fortificarsi e decidere sul suo futuro.
Cordiali saluti Dott.ssa Carmen Piantadosi
Buongiorno. Immagino l'angoscia sperimentata nello scriverci e nel gridare aiutooooooooo.....
Può proseguire questa risalita rivolgendosi ad un terapeuta privato, ad un servizio pubblico tipo Consultorio o CSM o Centro antiviolenza. Tra le righe si coglie una latente paura delle conseguenze a una sua indipendenza psichica
Può proseguire questa risalita rivolgendosi ad un terapeuta privato, ad un servizio pubblico tipo Consultorio o CSM o Centro antiviolenza. Tra le righe si coglie una latente paura delle conseguenze a una sua indipendenza psichica
Buongiorno Michela, Vorrei rispondere anch'io alla Sua domanda; mi è dispiaciuto molto sentire tanta sofferenza da una ragazza così giovane. Lei ha conosciuto il suo compagno quando aveva soltanto 15 anni, mentre lui era già maggiorenne. (Durante l'adolescenza questa differenza d'età può essere abbastanza importante.) Da quello che scrive si capisce che anche il suo compagno ha molti problemi: sicuramente è insicuro e così fa di tutto per controllarla. Durante gli anni con la Sua famiglia, Lei non si è sentita amata e capita, e ora vive una dinamica famigliare pieno di conflitti. Nella relazione con il Suo compagno accetta di rinunciare a qualunque cosa, perché la paura di un eventuale abbandono è troppo forte. Con lui vive finalmente una relazione affettiva, ma sta anche capendo che stare con lui non è semplice, e soprattutto che non è una relazione che fa bene a Lei. Suo compagno non La vede come partner alla stessa altezza ma La vuole sottomessa; l'amore vero invece non imprigiona, ma incoraggia e cerca di guarire le ferite del passato, (invece di aggiungerne altre)! Detto ciò, pur capendo questa problematica a livello razionale, Lei non si sente in grado di staccarsi da lui, troppo angosciante è il pensiero a una vita senza di lui! Uscire da questa dinamica sicuramente non è semplice: la cosa ottimale sarebbe ovviamente intraprendere un percorso di psicoterapia; La vedo molto fragile e sofferente: accompagnato da un terapeuta potrebbe sicuramente rafforzarsi e trovare la stabilità emotiva che cerca. Le mando tanti cordiali saluti, Anna Maria Schallig
Buongiorno,
l'indicazione per la sua situazione è psicoterapeutica.
dott Tealdi
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Salve Michela, dalle sue parole emerge una grande sofferenza e solitudine. Si conceda la possibilità di ritagliarsi uno spazio d'ascolto in cui imparare a conoscersi e sperimentar il piacere di essere capiti. Coraggio. Un saluto, G.S.
Salve. La sua storia familiare va elaborata e compresa in un setting terapeutico. La esorto a decidersi per tornare a vivere. Lei è molto giovane e ce la farà. Cordiali saluti Dottor Emanuele y.
Buongiorno Michela, ho lavorato molti anni nei centri Antiviolenza, luoghi di sicurezza e protezione, che sono a disposizione di donne come lei, che vivono situazioni di violenza e maltrattamenti; quelli che lei descrive sono forme importanti di violenza psicologica che minano l'immagine di sé, la sua autostima e la possibilità di avere un futuro felice, ossia di vivere a pieno un suo fondamentale diritto.
Le consiglio di chiamare il 1522 , numero nazionale antiviolenza, che la metterà in contatto con il centro più vicino per meglio comprendere la sua situazione ed essere supportata nel poter entrare in contatto con i proprio desideri e costruire e realizzare il suo progetto di vita! E' una donna giovane con tante risorse, lei merita di viversi la sua vita a pieno e di agire per il suo benessere!
Cordialmente
dr.a Angela Chiavassa
Le consiglio di chiamare il 1522 , numero nazionale antiviolenza, che la metterà in contatto con il centro più vicino per meglio comprendere la sua situazione ed essere supportata nel poter entrare in contatto con i proprio desideri e costruire e realizzare il suo progetto di vita! E' una donna giovane con tante risorse, lei merita di viversi la sua vita a pieno e di agire per il suo benessere!
Cordialmente
dr.a Angela Chiavassa
Buongiorno, emerge in modo forte l'angoscia sperimentata nello scriverci e nel chiedere aiuto. Le consiglio di proseguire questa risalita rivolgendosi ad un terapeuta privato, ad un servizio pubblico tipo Consultorio o CSM o Centro antiviolenza. Si coglie una latente paura delle conseguenze a una sua indipendenza psichica. Un caro saluto Antonella
Gentile ragazza, le parole da lei scelte sono molto forti ed esprimono chiaramente il suo dolore e la sua sensazione di impotenza rispetto a relazioni famigliari e sentimentali complesse. Si possono leggere tra le righe episodi di trascuratezza e aggressività da parte di chi le è vicino. Le suggerisco di proseguire questa sua richiesta di aiuto, espressa qui così chiaramente, rivolgendosi a un centro antiviolenza, a un consultorio o a un centro di salute mentale, servizi pubblici che le forniranno il supporto necessario e le garantiranno di non sentirsi più sola in questo suo percorso verso il benessere psicologico. I miei migliori auguri, Dott.ssa Salustri
Salve, le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia per trovare le risposta che cerca.
Potrebbe essere un'opportunità per lavorare su alcune cose, tra cui la sua autostima.
Buona giornata.
Dott Fiori
Potrebbe essere un'opportunità per lavorare su alcune cose, tra cui la sua autostima.
Buona giornata.
Dott Fiori
Salve, accolgo il tuo grido di dolore, invitandoti a occupartene in un setting protetto. Contatta un professionista per un consulto psicologico.
Un saluto,
MMM
Un saluto,
MMM
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Ciao Michela,
ti ringrazio per aver avuto il coraggio di scrivere tutto questo, so quanto possa essere difficile mettersi così a nudo. Le tue parole trasmettono una sofferenza profonda e stratificata, che parte dalla tua famiglia e si riflette nel tuo rapporto di coppia, nel modo in cui vivi le tue giornate, nel rapporto col tuo corpo e con te stessa.
Sei una ragazza giovane ma con un vissuto già molto carico sulle spalle. E quello che stai descrivendo non è "amore": è un rapporto che ti sta facendo perdere te stessa, pezzo dopo pezzo. L’amore vero non chiede di rinunciare a se stessi, non impone, non isola. E soprattutto, non fa sentire prigioniere.
Capisco quanto tu sia legata a lui, quanto ti possa dare dei momenti belli, ma quei momenti non possono bastare a cancellare il controllo, la gelosia, gli insulti. Anche se ti dice parole dolci, un amore che ti impedisce di vivere, di uscire, di respirare, non ti sta proteggendo: ti sta soffocando.
So che la tua famiglia non è un luogo dove puoi trovare facilmente appoggio, e questo rende tutto ancora più difficile. Ma proprio per questo è fondamentale che tu trovi uno spazio tuo, uno spazio sicuro dove poter parlare, riflettere, ritrovarti. Un percorso psicologico ti aiuterebbe moltissimo, non perché tu sia “sbagliata”, ma perché meriti di rimettere al centro te stessa e iniziare a costruire una vita che ti faccia stare bene.
Non è vero che sei sola. Hai scritto, ed è un primo passo. Ce ne saranno altri. E se adesso non riesci a “lasciarlo”, non sentirti in colpa: ognuno ha i suoi tempi. Ma inizia a pensare che tu vali molto di più di ciò che stai accettando.
ti ringrazio per aver avuto il coraggio di scrivere tutto questo, so quanto possa essere difficile mettersi così a nudo. Le tue parole trasmettono una sofferenza profonda e stratificata, che parte dalla tua famiglia e si riflette nel tuo rapporto di coppia, nel modo in cui vivi le tue giornate, nel rapporto col tuo corpo e con te stessa.
Sei una ragazza giovane ma con un vissuto già molto carico sulle spalle. E quello che stai descrivendo non è "amore": è un rapporto che ti sta facendo perdere te stessa, pezzo dopo pezzo. L’amore vero non chiede di rinunciare a se stessi, non impone, non isola. E soprattutto, non fa sentire prigioniere.
Capisco quanto tu sia legata a lui, quanto ti possa dare dei momenti belli, ma quei momenti non possono bastare a cancellare il controllo, la gelosia, gli insulti. Anche se ti dice parole dolci, un amore che ti impedisce di vivere, di uscire, di respirare, non ti sta proteggendo: ti sta soffocando.
So che la tua famiglia non è un luogo dove puoi trovare facilmente appoggio, e questo rende tutto ancora più difficile. Ma proprio per questo è fondamentale che tu trovi uno spazio tuo, uno spazio sicuro dove poter parlare, riflettere, ritrovarti. Un percorso psicologico ti aiuterebbe moltissimo, non perché tu sia “sbagliata”, ma perché meriti di rimettere al centro te stessa e iniziare a costruire una vita che ti faccia stare bene.
Non è vero che sei sola. Hai scritto, ed è un primo passo. Ce ne saranno altri. E se adesso non riesci a “lasciarlo”, non sentirti in colpa: ognuno ha i suoi tempi. Ma inizia a pensare che tu vali molto di più di ciò che stai accettando.
Buonasera Michela,
le sue parole trasmettono una grande sofferenza, ma anche una forte consapevolezza di ciò che sta vivendo: questo è un punto di partenza molto importante. Si percepisce chiaramente quanto lei si senta sola, priva di sostegno familiare e intrappolata in una relazione che, pur avendo momenti affettuosi, le provoca un dolore profondo e costante.
Da ciò che racconta, emerge una situazione relazionale con tratti di controllo, gelosia e dipendenza emotiva, che nel tempo può diventare molto logorante per il proprio equilibrio psicologico. Quando una relazione limita la libertà personale — impedendole di avere amicizie, di coltivare interessi, di prendersi cura di sé — e la porta a rinunciare alla propria autonomia per paura di perdere l’altro, si crea un legame che non è più basato sull’amore sano, ma sulla paura e sul bisogno.
Lei dice di aver “rinunciato a tutto per lui”, e questo la fa vivere in una condizione di isolamento. È comprensibile che, in un contesto familiare difficile e poco accogliente, il suo compagno sia diventato per lei un punto di riferimento affettivo, forse l’unico. Tuttavia, quando il legame si trasforma in una gabbia, anche l’amore più profondo rischia di far male.
Vorrei dirle con chiarezza che non è normale essere insultati, controllati o ricattati emotivamente (“se fai questo ti lascio”). Questi comportamenti non sono segni di amore, ma di insicurezza e di possesso. E se oggi lui riesce a farla sentire in colpa o sbagliata, col tempo questa dinamica può peggiorare, portandola a perdere del tutto la fiducia in sé stessa.
Lei merita di vivere in un ambiente dove possa respirare libertà, rispetto e comprensione. È comprensibile che la paura di restare sola le faccia credere che senza di lui starebbe peggio, ma la verità è che la serenità non si costruisce dove c’è paura.
Le suggerirei di rivolgersi quanto prima a uno psicologo: parlare con un professionista la aiuterà a ricostruire la fiducia in sé stessa, a comprendere meglio le dinamiche che la tengono bloccata e a trovare la forza di fare scelte più sane per lei.
Si dia il diritto di pensare prima a lei stessa. Riprendere in mano piccoli spazi personali (come un hobby, una passeggiata, un momento per mangiare qualcosa che le piace) può essere un primo passo verso la cura di sé.
Non deve affrontare tutto da sola, Michela. Chiedere aiuto non è segno di debolezza, ma di coraggio.
Un saluto,
Dott.ssa Susanna Brandolini
le sue parole trasmettono una grande sofferenza, ma anche una forte consapevolezza di ciò che sta vivendo: questo è un punto di partenza molto importante. Si percepisce chiaramente quanto lei si senta sola, priva di sostegno familiare e intrappolata in una relazione che, pur avendo momenti affettuosi, le provoca un dolore profondo e costante.
Da ciò che racconta, emerge una situazione relazionale con tratti di controllo, gelosia e dipendenza emotiva, che nel tempo può diventare molto logorante per il proprio equilibrio psicologico. Quando una relazione limita la libertà personale — impedendole di avere amicizie, di coltivare interessi, di prendersi cura di sé — e la porta a rinunciare alla propria autonomia per paura di perdere l’altro, si crea un legame che non è più basato sull’amore sano, ma sulla paura e sul bisogno.
Lei dice di aver “rinunciato a tutto per lui”, e questo la fa vivere in una condizione di isolamento. È comprensibile che, in un contesto familiare difficile e poco accogliente, il suo compagno sia diventato per lei un punto di riferimento affettivo, forse l’unico. Tuttavia, quando il legame si trasforma in una gabbia, anche l’amore più profondo rischia di far male.
Vorrei dirle con chiarezza che non è normale essere insultati, controllati o ricattati emotivamente (“se fai questo ti lascio”). Questi comportamenti non sono segni di amore, ma di insicurezza e di possesso. E se oggi lui riesce a farla sentire in colpa o sbagliata, col tempo questa dinamica può peggiorare, portandola a perdere del tutto la fiducia in sé stessa.
Lei merita di vivere in un ambiente dove possa respirare libertà, rispetto e comprensione. È comprensibile che la paura di restare sola le faccia credere che senza di lui starebbe peggio, ma la verità è che la serenità non si costruisce dove c’è paura.
Le suggerirei di rivolgersi quanto prima a uno psicologo: parlare con un professionista la aiuterà a ricostruire la fiducia in sé stessa, a comprendere meglio le dinamiche che la tengono bloccata e a trovare la forza di fare scelte più sane per lei.
Si dia il diritto di pensare prima a lei stessa. Riprendere in mano piccoli spazi personali (come un hobby, una passeggiata, un momento per mangiare qualcosa che le piace) può essere un primo passo verso la cura di sé.
Non deve affrontare tutto da sola, Michela. Chiedere aiuto non è segno di debolezza, ma di coraggio.
Un saluto,
Dott.ssa Susanna Brandolini
Cara Michela,
le sue parole trasmettono tanta sofferenza e anche un grande bisogno di essere capita. Si percepisce quanto si senta sola, intrappolata in una situazione che la fa stare male sia in famiglia che nella relazione con il suo ragazzo.
È del tutto comprensibile che lei si senta confusa: da un lato l’amore e il legame affettivo, dall’altro il dolore, le restrizioni e la paura di perdere qualcuno a cui tiene molto. Tuttavia, da ciò che racconta, sembra che questa relazione le stia togliendo libertà, sicurezza e serenità. Quando l’amore diventa controllo, paura o continua tensione, è importante fermarsi e chiedersi se ci si sta davvero facendo del bene.
Anche il disagio legato al cibo e il difficile rapporto con la sua famiglia parlano di un malessere profondo che forse da sola non riesce più a sostenere. Non deve affrontare tutto questo da sola, Michela. Parlare con uno psicologo, online o rivolgendosi ad un consultorio, potrebbe essere un primo passo per ritrovare un po’ di respiro, per capire meglio cosa desidera e di cosa ha davvero bisogno in questo momento della sua vita.
Un caro saluto, dott. Daniele Rossetti
le sue parole trasmettono tanta sofferenza e anche un grande bisogno di essere capita. Si percepisce quanto si senta sola, intrappolata in una situazione che la fa stare male sia in famiglia che nella relazione con il suo ragazzo.
È del tutto comprensibile che lei si senta confusa: da un lato l’amore e il legame affettivo, dall’altro il dolore, le restrizioni e la paura di perdere qualcuno a cui tiene molto. Tuttavia, da ciò che racconta, sembra che questa relazione le stia togliendo libertà, sicurezza e serenità. Quando l’amore diventa controllo, paura o continua tensione, è importante fermarsi e chiedersi se ci si sta davvero facendo del bene.
Anche il disagio legato al cibo e il difficile rapporto con la sua famiglia parlano di un malessere profondo che forse da sola non riesce più a sostenere. Non deve affrontare tutto questo da sola, Michela. Parlare con uno psicologo, online o rivolgendosi ad un consultorio, potrebbe essere un primo passo per ritrovare un po’ di respiro, per capire meglio cosa desidera e di cosa ha davvero bisogno in questo momento della sua vita.
Un caro saluto, dott. Daniele Rossetti
Cara Michela,
dalle tue parole si percepisce quanta fatica e quanta sofferenza stai portando dentro.
Quello che descrivi — la solitudine in famiglia, una relazione che ti priva della libertà, il sentirti in colpa o confusa — è molto difficile da affrontare da sola. È comprensibile che tu faccia fatica a prendere una decisione: quando siamo coinvolti emotivamente, tutto diventa più complicato.
Il fatto che tu abbia scritto qui è già un passo molto importante: significa che una parte di te desidera stare meglio e sente di meritare qualcosa di diverso.
Ti invito a non restare sola in questo momento. Un percorso psicologico può offrirti uno spazio sicuro dove esplorare i tuoi vissuti, capire meglio i tuoi bisogni e ritrovare la forza per prenderti cura di te.
Può essere utile anche rivolgerti a un centro antiviolenza o a un servizio di ascolto: non serve che tu ti riconosca in un’etichetta per ricevere sostegno, ma solo che tu senta di avere bisogno di qualcuno che ti accompagni con rispetto e senza giudizio.
Ricorda che chiedere aiuto è un atto di coraggio e di amore verso se stessi. Passo dopo passo potrai costruire un modo di vivere in cui sentirti libera, rispettata e al sicuro.
Un caro saluto
Dott.ssa Alessia Abbagnano
dalle tue parole si percepisce quanta fatica e quanta sofferenza stai portando dentro.
Quello che descrivi — la solitudine in famiglia, una relazione che ti priva della libertà, il sentirti in colpa o confusa — è molto difficile da affrontare da sola. È comprensibile che tu faccia fatica a prendere una decisione: quando siamo coinvolti emotivamente, tutto diventa più complicato.
Il fatto che tu abbia scritto qui è già un passo molto importante: significa che una parte di te desidera stare meglio e sente di meritare qualcosa di diverso.
Ti invito a non restare sola in questo momento. Un percorso psicologico può offrirti uno spazio sicuro dove esplorare i tuoi vissuti, capire meglio i tuoi bisogni e ritrovare la forza per prenderti cura di te.
Può essere utile anche rivolgerti a un centro antiviolenza o a un servizio di ascolto: non serve che tu ti riconosca in un’etichetta per ricevere sostegno, ma solo che tu senta di avere bisogno di qualcuno che ti accompagni con rispetto e senza giudizio.
Ricorda che chiedere aiuto è un atto di coraggio e di amore verso se stessi. Passo dopo passo potrai costruire un modo di vivere in cui sentirti libera, rispettata e al sicuro.
Un caro saluto
Dott.ssa Alessia Abbagnano
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