Salve da 3 anni soffro di ansia generalizzata a tratti dissociativi negli ultimi sei mesi ho strane
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Salve da 3 anni soffro di ansia generalizzata a tratti dissociativi negli ultimi sei mesi ho strane sensazioni non riconosco ciò che mi circonda,percepisco la mia famiglia come estranei,non ricordo quello che faccio durante le giornate, non sento più il mio corpo e le emozioni inoltre non riesco a concentrarmi su niente, mi sento come se fossi morto mi appare tutto in un altra dimensione alcune volte penso di diventare matto e perdere il controllo ma non è mai successo per fortuna sapete dirmi cos'è questa cosa? Vi ringrazio
Salve. Mi dispiace per la sofferenza che vive da così tanto tempo. Purtroppo non esiste una risposta semplice per i disagi esistenziali, e un buon modo per comprendere meglio la natura della sua sofferenza sarebbe raccontare la propria storia per mettere in luce i contesti in cui lei manifesta tali sintomi. Sono a disposizione qualora volesse ritagliarsi uno spazio personale.
Buona giornata
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Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Quello che descrive sembrano essere sintomi di depersonalizzazione/derealizzazione meritevoli di attenzione clinica.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Quello che descrive sembrano essere sintomi di depersonalizzazione/derealizzazione meritevoli di attenzione clinica.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Salve, beh sicuramente mi verrebbe da dirle che il profondo disagio che sta vivendo richiede un approfondimento specifico affinché possa comprendere come mai lei sta vivendo questo disagio. Si rivolga ad un professionista, mi faccia sapere. Un caro saluto
Gentile Amica o Amico,
quello che descrive è un disagio molto profondo che merita attenta cura: si rivolga ad uno psichiatra o al Dipartimento di Salute Mentale della sua ASL per fissare tempestivamente un colloquio diagnostico.
con i migliori auguri,
dr. Ventura
quello che descrive è un disagio molto profondo che merita attenta cura: si rivolga ad uno psichiatra o al Dipartimento di Salute Mentale della sua ASL per fissare tempestivamente un colloquio diagnostico.
con i migliori auguri,
dr. Ventura
Buonasera, mi dispiace per il disagio che sta provando. Sarebbe molto importante che si rivolgesse a uno professionista per comprendere la natura del suo disagio. Si faccia aiutare, così da poter ritrovare se stesso e il giusto equilibrio nella sua vita.
Resto a disposizione, un caro saluto dottoressa Paola De Martino
Resto a disposizione, un caro saluto dottoressa Paola De Martino
Caro utente, questi sintomi sono sicuramente molto invalidanti. Per quanto sia comprensibile la necessità di essere tranquillizzato istantaneamente, questo discorso merita un tempo e uno spazio diverso. Sicuramente una consulenza può essere di grande aiuto. Cordialmente AG
Buongiorno
Le consiglio vivamente un percorso di psicoterapia individuale.
Non si faccia problemi ad affrontare le sue ansie e le sue paure.
Cordialmente
Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Le consiglio vivamente un percorso di psicoterapia individuale.
Non si faccia problemi ad affrontare le sue ansie e le sue paure.
Cordialmente
Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Salve, la invito al più presto a intraprendere un percorso psicologico.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buongiorno, leggo della tua sofferenza e la percepisco vividamente. Credo che sia molto, forse troppo da affrontare da soli. I sintomi che descrivi potrebbero diventare soverchianti e credo sia il caso di arginarli, quindi ti consiglio vivamente di rivolgerti a un servizio di salute mentale. Augurandoti di trovare un equilibrio e serenità.
Buongiorno, vista l'entità del disagio che descrive, riterrei opportuno per prima cosa rivolgersi ad un centro di salute mentale al fine di valutare un eventuale trattamento farmacologico.
Successivamente sarebbe utile un percorso di psicoterapia sistemico relazionale al fine di prendere in considerazione anche il contesto in cui si manifestano i suoi sintomi.
Buona giornata
Dott.sa Luisa Anibaldi
Dott. Raffaello Di Monte
Successivamente sarebbe utile un percorso di psicoterapia sistemico relazionale al fine di prendere in considerazione anche il contesto in cui si manifestano i suoi sintomi.
Buona giornata
Dott.sa Luisa Anibaldi
Dott. Raffaello Di Monte
Buongiorno, il disagio che manifesta va preso in considerazione da un professionista che possa effettuare una diagnosi precisa ed eventualmente fare una terapia integrata (farmaci e psicoterapia). Pur capendo la sua sofferenza, fare una diagnosi basandosi su ciò che scrive, senza i necessari approfondimenti, sarebbe veramente poco professionale e sicuramente non la aiuterebbe a stare meglio. Si affidi ad uno specialista, la supporterà sicuramente! Cordialmente dott.ssa Roberta Floris
Salve, comprendo il disagio che sta provando, deve essere difficile soprattutto perché diffuso a tutti i contesti di vita e alla sua quotidianità. Non conosco a fondo la sua situazione ma posso dirle che nei disturbi d'ansia può essere frequente la sensazione di distacco dal resto del proprio ambiente e dalle persone, la sensazione di essere estraneo che descrive. L'ansia può condurre in un circolo vizioso di soli pensieri e preoccupazioni e quindi di distanza dal resto. Per prima cosa le posso dire che lei non è la sua ansia e può certamente fare qualcosa per migliorare la sua vita. Le consiglio di iniziare un percorso che le consenta di comprendere meglio i suoi sintomi e migliorare la sua condizione. Se vuole può contattarmi, dott.ssa Michela Zibellini
Salve. Mi dispiace molto per il dolore che vive. Mi riesce difficile rispondere alla Sua domanda, le informazioni che condivide e l’assenza di una Sua conoscenza diretta non mi consentono di formulare un’ipotesi diagnostica. Al di là, comunque, di sapere cos’è e considerando i disagi che sembra vivere quotidianamente, credo che Le sia molto utile fare una richiesta d’aiuto psicologico. Grazie a Lei per la Sua domanda. La saluto cordialmente.
Buonasera, condivido con i colleghi il consiglio di rivolgersi alla sua ASL di appartenenza per poter iniziare un percorso terapeutico si sostegno e, se necessario, possa nell'eventualità aiutarla anche attraverso una terapia farmacologica.
Un saluto
Un saluto
Gentile Utente,
La invito a chiedere un aiuto professionale, la sua sofferenza merita uno spazio appropriato.
Le auguro una buona giornata,
Luisa
La invito a chiedere un aiuto professionale, la sua sofferenza merita uno spazio appropriato.
Le auguro una buona giornata,
Luisa
Buona sera gentile utente, le consiglio di intraprendere un percorso terapeutico, dove si può sentire accolto, per approfondire tali sensazioni. Resto a disposizione, anche online. Saluti, dottoressa Nibbioli
Buonasera e grazie per averci parlato della sua situazione che capisco le stia creando molto disagio da diverso tempo. Penso sia difficile poterle dare una risposta al momento, se non dirle che vale la pena ritagliarsi uno spazio in cui ascoltarsi ed in cui sentirsi ascoltati al fine di poter provare a dare un senso al suo sentire. Se lo desiderasse resto a sua disposizione. Cordialmente, dott. Andrea Brumana
Buongiorno, comprendo il suo disagio. Le suggerisco di rivolgersi ad un professionista quanto prima. I sintomi che descrive potrebbero rientrare tra i disturbi dissociativi e quindi di risposta ad esperienze traumatiche. Chiaramente non è questa la sede per poter far diagnosi ed è fondamentale approfondire, anche per valutare un'eventuale supporto farmacologico. Spero si prenderà cura di lei. Un caro saluto. Dott.ssa Alessandra Morosinotto
Gentile utente, mi accodo anche io ai colleghi nel consigliarle di intraprendere un percorso psicoterapeutico al più presto. I sintomi che vive sono molto complessi da tollerare da soli e potrebbe davvero beneficarne a livello di qualità di vita. In ogni caso, mi sento di rimandarle che non sono sintomi permanenti e che ne uscirà senz'altro con l'aiuto di un bravo terapeuta. Le auguro il meglio
Buongiorno, purtroppo non è possibile effettuare una diagnosi senza aver effettuato uno o più colloqui con la persona interessata, anche perché potrebbe essere necessario effettuare dei test. Resto a disposizione per dubbi e chiarimenti. Un caro saluto.
Gentile utente, le sensazioni che descrive sembrano effettivamente riconducibili a esperienze dissociative. Il non sentire il suo corpo e le sue emozioni potrebbe essere una forma di depersonalizzazione. D’altro canto, la percezione della sua famiglia con un senso di estraneità, e della realtà come distorta, strana e lontana da sè (come nel non ricordare cosa fa nelle sue giornate), potrebbe rientrare in una forma di derealizzazione. Chiaramente per confermare queste ipotesi sarebbe necessario un percorso di assessment con un* professionista della salute mentale. Al di là della comprensione razionale di ciò che le succede, ritengo che sarebbe importante, qualora non lo stesse già facendo, affrontare la sofferenza che la sta portando a mettere in atto questi meccanismi dissociativi, per non restare solo in questo momento difficile. Un* psicolog* potrebbe offrirle il supporto necessario per prendersene cura. Se lo desidera, sarò a disposizione per accompagnarla in questo percorso e aiutarla a trovare le risorse per affrontare questo momento.
Buongiorno, le consiglio un consulto psichiatrico. Cordiali saluti.
Salve,
da quanto descrive, le sensazioni di irrealtà, distacco dal corpo, difficoltà di concentrazione e confusione rispetto al tempo e agli affetti fanno pensare a fenomeni di *depersonalizzazione* e *derealizzazione*. Si tratta di esperienze dissociative che spesso si manifestano come risposta dell’organismo a livelli prolungati di ansia o stress intenso. In pratica, la mente, per proteggersi da un sovraccarico emotivo, “si scollega” temporaneamente dalla percezione diretta di sé e della realtà, generando questa sensazione di estraneità.
Non significa che stia “impazzendo” o che perderà il controllo: questi stati sono reversibili, ma richiedono attenzione e un percorso di cura mirato. In genere è utile un approccio integrato che includa:
* psicoterapia, per comprendere e gestire le cause profonde dell’ansia e dei vissuti dissociativi;
* tecniche di grounding e mindfulness, per ristabilire il contatto con il corpo e il momento presente;
* valutazione psichiatrica, se i sintomi sono molto intensi o invalidanti, per escludere altre cause e, se necessario, introdurre un supporto farmacologico temporaneo.
Le consiglio di non affrontare da solə questa situazione, ma di rivolgersi quanto prima a uno specialista della salute mentale. Con un trattamento adeguato, questi sintomi tendono a ridursi progressivamente fino a scomparire.
Resto a disposizione per aiutarla a comprendere meglio come impostare il percorso più adatto a lei.
Saluti
da quanto descrive, le sensazioni di irrealtà, distacco dal corpo, difficoltà di concentrazione e confusione rispetto al tempo e agli affetti fanno pensare a fenomeni di *depersonalizzazione* e *derealizzazione*. Si tratta di esperienze dissociative che spesso si manifestano come risposta dell’organismo a livelli prolungati di ansia o stress intenso. In pratica, la mente, per proteggersi da un sovraccarico emotivo, “si scollega” temporaneamente dalla percezione diretta di sé e della realtà, generando questa sensazione di estraneità.
Non significa che stia “impazzendo” o che perderà il controllo: questi stati sono reversibili, ma richiedono attenzione e un percorso di cura mirato. In genere è utile un approccio integrato che includa:
* psicoterapia, per comprendere e gestire le cause profonde dell’ansia e dei vissuti dissociativi;
* tecniche di grounding e mindfulness, per ristabilire il contatto con il corpo e il momento presente;
* valutazione psichiatrica, se i sintomi sono molto intensi o invalidanti, per escludere altre cause e, se necessario, introdurre un supporto farmacologico temporaneo.
Le consiglio di non affrontare da solə questa situazione, ma di rivolgersi quanto prima a uno specialista della salute mentale. Con un trattamento adeguato, questi sintomi tendono a ridursi progressivamente fino a scomparire.
Resto a disposizione per aiutarla a comprendere meglio come impostare il percorso più adatto a lei.
Saluti
Salve,la descrizione che offre è molto precisa e va presa sul serio, senza però scivolare nella conclusione più spaventosa che Lei stesso sembra temere. Lei dà per scontato che queste esperienze indichino una perdita di controllo o un avvicinarsi alla follia, ma questo è il primo punto da mettere in discussione: ciò che racconta non segnala una rottura della realtà, bensì un tentativo estremo della Sua mente di difendersi da uno stato di tensione protratto nel tempo.Un osservatore attento direbbe che non è “impazzire” ciò che sta accadendo, ma il contrario: un funzionamento che si irrigidisce per non crollare. Quando l’ansia è presente da anni e non trova un luogo dove essere simbolizzata, il soggetto può iniziare a percepire il mondo come estraneo, il corpo come distante, le emozioni come spente. Non è che la realtà sparisca, è come se venisse messa tra parentesi. La sensazione di essere morto o in un’altra dimensione non va letta alla lettera, ma come l’effetto di una separazione tra ciò che accade e il modo in cui Lei può sentirlo.Un altro punto di vista possibile è questo: Lei nota tutto con grande lucidità. Sa che la Sua famiglia è la Sua famiglia, riconosce che il timore di perdere il controllo non si realizza mai, si interroga su ciò che Le accade. Questo è un elemento decisivo che contraddice l’idea di una perdita della ragione. Se il lato logico del Suo racconto viene esaminato con rigore, emerge che ciò che La spaventa di più è l’assenza di sensazioni e non un eccesso incontrollabile. È una anestesia, non un’esplosione.Lo scettico intelligente direbbe che queste esperienze non sono il problema in sé, ma il segnale di qualcosa che non trova parola e che allora si iscrive nel corpo e nella percezione. Quando Lei dice di non ricordare le giornate o di non sentire il corpo, non sta descrivendo un danno irreversibile, ma una modalità di funzionamento che si è organizzata per reggere un carico interno troppo alto. Per questo motivo, cercare rassicurazioni sul fatto che “passerà” o combattere i sintomi spesso non è sufficiente.Un lavoro di ascolto serio offre un vantaggio fondamentale: non riduce ciò che Le accade a un’etichetta, ma permette di interrogare il modo singolare in cui Lei risponde alla Sua storia, ai Suoi legami, alle Sue paure. In questo tipo di spazio non si forza il ritorno delle emozioni, ma si accompagna il soggetto a ritrovare un ancoraggio alla propria esperienza, passo dopo passo, senza giudizio e senza fretta.
Se lo desidera, può contattarmi. Troverà uno spazio di profondo ascolto e di grande sostegno, in cui ciò che oggi appare estraneo potrà gradualmente acquisire un senso e una collocazione.
La saluto cordialmente
Dottoressa Laura Lanocita
Se lo desidera, può contattarmi. Troverà uno spazio di profondo ascolto e di grande sostegno, in cui ciò che oggi appare estraneo potrà gradualmente acquisire un senso e una collocazione.
La saluto cordialmente
Dottoressa Laura Lanocita
Buongiorno,
ho letto attentamente la sua richiesta e credo che occorra un percorso psicoterapico che tenga conto di mente e corpo per poter comprendere meglio i suoi vissuti, i suoi stati d'animo e soprattutto le sue emozioni
Resto a disposizione
Cordiali saluti
ho letto attentamente la sua richiesta e credo che occorra un percorso psicoterapico che tenga conto di mente e corpo per poter comprendere meglio i suoi vissuti, i suoi stati d'animo e soprattutto le sue emozioni
Resto a disposizione
Cordiali saluti
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