Salve a tutti, soffro spesso di emicrania, tachicardia e gonfiore addominale. Mangio quasi quotidian
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Salve a tutti, soffro spesso di emicrania, tachicardia e gonfiore addominale. Mangio quasi quotidianamente yogurt di soia, albume cotto, tonno, frutta secca. Ho fatto il Dao test con risultato <0,10 "molto probabile", potrebbe dunque trattarsi di intolleranza all'instamina? Soffro anche di orticaria solare, e seguendo una dieta povera di istamina (consigliatami dal dermatologo) la situazione migliora. Spero possiate darmi qualche consiglio su cosa fare, vi ringrazio tutti anticipatamente.
Buongiorno,
Bisognerete capire innanzitutto come è la sua alimentazione abituale, se consuma frutta e verdura, la frequenza degli alimenti che ha citato ecc. Le consiglio una consulenza da un Allergologo per il un inquadramento, in un secondo tempo può chiedere una consulenza dietistica
Saluti
Bisognerete capire innanzitutto come è la sua alimentazione abituale, se consuma frutta e verdura, la frequenza degli alimenti che ha citato ecc. Le consiglio una consulenza da un Allergologo per il un inquadramento, in un secondo tempo può chiedere una consulenza dietistica
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Buonasera Gentilissimo Utente,
Come consigliava la mia collega un inquadramento allergologo e aggiungo immunologo è essenziale.
è molto difficile sostenere una alimentazione povera di istamina perchè vengono eliminati molte categorie di alimenti tra cui il tonno, i crostacei, il salmone, la soia, i pomodori, le verdure a foglia verde, la frutta secca, i formaggi stagionati e insaccati.
L'emicrania, tachicardia e gonfiore addominale è indice di molti fattori. Rimanderei ad ulteriore indagine fatta dal medico curante e indagherei anche su un eventuale celiachia e intolleranza al lattosio per escludere questi due fattori. Cordiali saluti. Dott.ssa Maria Rizzo
Come consigliava la mia collega un inquadramento allergologo e aggiungo immunologo è essenziale.
è molto difficile sostenere una alimentazione povera di istamina perchè vengono eliminati molte categorie di alimenti tra cui il tonno, i crostacei, il salmone, la soia, i pomodori, le verdure a foglia verde, la frutta secca, i formaggi stagionati e insaccati.
L'emicrania, tachicardia e gonfiore addominale è indice di molti fattori. Rimanderei ad ulteriore indagine fatta dal medico curante e indagherei anche su un eventuale celiachia e intolleranza al lattosio per escludere questi due fattori. Cordiali saluti. Dott.ssa Maria Rizzo
Buonasera, l'intolleranza all'istamina è deducibile dalla sua alimentazione. Le consiglio di rivolgersi a un nutrizionista che si occupi di intolleranza alimentare e soprattutto di benessere del microbiota intestinale. Resto a sua disposizione per qualsiasi informazione. Buona serata.
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Buonasera,
A una prima valutazione la sua potrebbe essere un'intolleranza alimentare di tipo farmacologico, ossia una risposta a componenti alimentari farmacologicamente attivi; dal momento che tali reazioni sono caratterizzate da meccanismi non immunomediati e dose dipendenti, il consumo di ridotte quantità o l'astensione dall'assunzione di alimenti contenenti istamina (vino, pomodori, prodotti in scatola, sardine, filetti d’acciuga, formaggi stagionati) è sufficiente a non scatenare i fenomeni avversi.
Poiché una disbiosi microbica potrebbe essere causa dell'inasprimento dei sintomi da lei riportati, per il riequilibro del microbiota intestinale si potrebbe valutare l'assunzione di probiotici e/o prebiotici.
Prima ancora di questi suggerimenti è fondamentale stabilire, tramite consulenza medica specialistica, che lei non soffra di eventuali altre patologie quali: sindrome sgombroide, sindrome da sovracrescita batterica intestinale (SIBO) e sindrome dell’intestino irritabile (IBS).
Una volta effettuati i necessari accertamenti diagnostici potrà rivolgersi a una figura professionale competente per farsi elaborare una dieta varia ed equilibrata e, qualora fosse necessario, consigliare determinati integratori.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti in merito, un cordiale saluto
Dott. Nicolò Gallo Curcio
A una prima valutazione la sua potrebbe essere un'intolleranza alimentare di tipo farmacologico, ossia una risposta a componenti alimentari farmacologicamente attivi; dal momento che tali reazioni sono caratterizzate da meccanismi non immunomediati e dose dipendenti, il consumo di ridotte quantità o l'astensione dall'assunzione di alimenti contenenti istamina (vino, pomodori, prodotti in scatola, sardine, filetti d’acciuga, formaggi stagionati) è sufficiente a non scatenare i fenomeni avversi.
Poiché una disbiosi microbica potrebbe essere causa dell'inasprimento dei sintomi da lei riportati, per il riequilibro del microbiota intestinale si potrebbe valutare l'assunzione di probiotici e/o prebiotici.
Prima ancora di questi suggerimenti è fondamentale stabilire, tramite consulenza medica specialistica, che lei non soffra di eventuali altre patologie quali: sindrome sgombroide, sindrome da sovracrescita batterica intestinale (SIBO) e sindrome dell’intestino irritabile (IBS).
Una volta effettuati i necessari accertamenti diagnostici potrà rivolgersi a una figura professionale competente per farsi elaborare una dieta varia ed equilibrata e, qualora fosse necessario, consigliare determinati integratori.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti in merito, un cordiale saluto
Dott. Nicolò Gallo Curcio
Buonasera, per rispondere alla sua domanda è necessaria un'anamnesi più approfondita. Le consiglio di rivolgersi ad un nutrizionista per una consulenza. Cordiali Saluti. Dott. Vincenzo Marzolla
buona sera, per delle indicazioni più precise dovrebbe approfondire con un anamnesi completa. Le consiglio di rivolgersi ad un nutrizionista .
saluti
Dott.ssa Antelmi
saluti
Dott.ssa Antelmi
Buonasera, sarebbe opportuno fare un'accurata anamnesi alimentare prima di poterle rispondere con maggiore chiarezza. È utile rivolgersi a un dietista /nutrizionista. Saluti, E. De Girolamo
Le consiglio di rivolgersi ad un Nutrizionista
Saluti
Saluti
Buonasera, le consiglio di rivolgersi ad un nutrizionista per una valutazione più approfondita. A presto! Dott.ssa Eleonora Bruno
Le consiglio di rivolgersi ad un nutrizionista.
Saluti
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Buongiorno. I sintomi cui si riferisce possono indicare molteplici problematiche legate agli alimenti assunti, non solo l'istamina. Frequente in primis è una disbiosi intestinale. Quello che mi sento di consigliarle, oltre che altri esami diagnostici di approfondimento , è di iniziare a compilare un diario alimentare quanto più dettagliato possibile, inserendo non solo la quantità e la tipologia degli alimenti, ma anche la provenienza o i marchi degli stessi, evidenziando i sintomi che rileva. Cordiali saluti - dott.ssa Alessandra Romano,biologo nutrizionista
Salve,
sono pratico di situazioni simili alla sua, seguo in collaborazione con la dermatologia di Ferrara, molti pazienti affetti da orticaria cronica e patologie istaminosi. La parte alimentare è bene strutturarla come ha lei ben notato, in quanto migliora la siutazione.
Altra nozione importante da conoscere è la situazione di possibile disbiosi a livello di microbiota intestinale tramite GUT Test. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti
sono pratico di situazioni simili alla sua, seguo in collaborazione con la dermatologia di Ferrara, molti pazienti affetti da orticaria cronica e patologie istaminosi. La parte alimentare è bene strutturarla come ha lei ben notato, in quanto migliora la siutazione.
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Buongiorno,
gli enzimi, principalmente la diamina ossidasi (DAO) e l’istamina N-metiltransferasi (HNMT), sono responsabili della degradazione dell’istamina. Un’insufficiente attività di questi enzimi può portare a un accumulo di istamina e a sintomi correlati; infatti seguendo un regime povero di istamina la situazione è migliorata.
Ci sono alimenti ricchi in istamina ed alimenti che stimolano il rilascio di istamina, chiamati istamina- liberatori. Così come ovviamente ci sono alimenti che aiutano ad abbassare i livelli di istamina circolante.
Per non incorrere in carenze nutrizionali dovrebbe appoggiarsi ad un professionista che possa, in base all'anamnesi, stilare un piano bilanciato per un congruo periodo ed una volta che i sintomi sono sotto controllo, si può considerare di reintrodurre gradualmente alcuni alimenti e monitorare la risposta. Questo aiuta a determinare il livello di tolleranza individuale.
Spero di esserle stata utile.
Un saluto
dott.ssa Samantha Di Vito
gli enzimi, principalmente la diamina ossidasi (DAO) e l’istamina N-metiltransferasi (HNMT), sono responsabili della degradazione dell’istamina. Un’insufficiente attività di questi enzimi può portare a un accumulo di istamina e a sintomi correlati; infatti seguendo un regime povero di istamina la situazione è migliorata.
Ci sono alimenti ricchi in istamina ed alimenti che stimolano il rilascio di istamina, chiamati istamina- liberatori. Così come ovviamente ci sono alimenti che aiutano ad abbassare i livelli di istamina circolante.
Per non incorrere in carenze nutrizionali dovrebbe appoggiarsi ad un professionista che possa, in base all'anamnesi, stilare un piano bilanciato per un congruo periodo ed una volta che i sintomi sono sotto controllo, si può considerare di reintrodurre gradualmente alcuni alimenti e monitorare la risposta. Questo aiuta a determinare il livello di tolleranza individuale.
Spero di esserle stata utile.
Un saluto
dott.ssa Samantha Di Vito
La tua sintomatologia e i risultati del DAO test confermano una probabile intolleranza all’istamina. Continua con la dieta povera di istamina, evitando alimenti ricchi come formaggi stagionati, alcol e pomodori. Considera un consulto con un allergologo per integrare eventuali enzimi DAO sotto supervisione medica.
Distinti saluti,
Dr. Luca Agostini
Distinti saluti,
Dr. Luca Agostini
Buongiorno!
Sono la Dott.ssa Martina Mantovani, di Torino.
Per quanto riguarda la sua domanda, una soluzione potrebbe essere quella di prendere un appuntamento con un professionista in modo tale da capire meglio i sintomi e strutturare un percorso insieme nell'ottica di migliorarli, riducendo o modificando la cottura dell'alimento che può crearle problemi.
Se vuole, sono disponibile per una presa in carico.
La ringrazio.
Sono la Dott.ssa Martina Mantovani, di Torino.
Per quanto riguarda la sua domanda, una soluzione potrebbe essere quella di prendere un appuntamento con un professionista in modo tale da capire meglio i sintomi e strutturare un percorso insieme nell'ottica di migliorarli, riducendo o modificando la cottura dell'alimento che può crearle problemi.
Se vuole, sono disponibile per una presa in carico.
La ringrazio.
Salve, si negli alimenti che mangia c'è presenza di istamina.
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