Buongiorno, Dall'inizio dell'estate ho un problema con il sonno: la mia difficoltà è quella di add
Buongiorno, Dall'inizio dell'estate ho un problema con il sonno: la mia difficoltà è quella di addormentarmi, proprio non ho mai sonno la sera e quando vado a letto praticamente continuo a rigirarmi. Mi era successa la stessa cosa la scorsa estate, ne ho parlato con la mia dottoressa che mi ha prescritto Halcion. Uguale quest'estate. Io ho letto nel foglietto illustrativo che Halcion dovrebbe essere preso per brevi periodo, invece io, anche se non proprio tutte le sere, ma quasi, praticamente lo sto prendendo tutti i giorni da 3 mesi. Ne ho parlato con la dottoressa, e lei minimizza, mi dice che ci sono persone che lo prendono da anni, senza non riescono a dormire. Io penso che il mio problema sia l'ansia perché quando non riesco a dormire inizio a pensare a mille cose. Per questo ho iniziato da poco anche ad andare da una psicologa. Secondo voi cosa dovrei fare? E' pericoloso prenderlo per periodi prolungati? Dovrei scalare a metà pastiglia? Quali sono i rischi? Grazie molte
19 risposte
Gentile utente, è comprensibile avere dei dubbi, soprattutto quando ci si accorge che un farmaco pensato per un periodo breve è diventato un sostegno quasi quotidiano. Halcion contiene triazolam, una benzodiazepina ipnotica, e l'uso prolungato può comportare fenomeni di tolleranza, dipendenza e difficoltà alla sospensione. L'AIFA stessa colloca il farmaco tra quelli soggetti a prescrizione e sottolinea l'importanza delle informazioni relative a sicurezza e appropriatezza d'uso. Questo però non significa che debba interromperlo o dimezzare autonomamente la compressa. Dopo tre mesi di assunzione quasi quotidiana, è opportuno concordare con il medico un eventuale percorso di riduzione graduale: una sospensione brusca può provocare insonnia di rimbalzo e altri sintomi da sospensione. Parallelamente, mi sembra importante che lei abbia iniziato un percorso psicologico. Se alla difficoltà di addormentarsi si aggiunge il pensiero continuo e l'ansia per il fatto di non riuscire a dormire, può instaurarsi un circolo vizioso: più si teme di non dormire, più il momento di andare a letto diventa fonte di attivazione. Potrebbe quindi essere utile affrontare insieme alla psicologa non soltanto l'ansia, ma anche il rapporto che si è creato con il sonno e con il farmaco. Per quanto riguarda la terapia farmacologica, se sente di non ricevere sufficienti spiegazioni, può chiedere alla dottoressa di definire chiaramente durata prevista, obiettivo della terapia e modalità di eventuale riduzione, oppure richiedere un secondo parere medico. Un caro saluto.
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Gentile utente, la sua preoccupazione è assolutamente legittima e fondata sulle evidenze scientifiche: il triazolam (Halcion) è una benzodiazepina a brevissima emivita indicata solo per trattamenti a breve termine (non oltre le 2-4 settimane), poiché l'assunzione quotidiana prolungata per tre mesi espone a chiari rischi di tolleranza (perdita progressiva di efficacia), dipendenza fisica e psichica e una marcata insonnia di rimbalzo con ansia accentuata in caso di sospensione. È fondamentale non procedere mai con il "fai-da-te" dimezzando o scalando autonomamente la pastiglia, manovra che rischierebbe di innescare una brusca sindrome da sospensione; piuttosto, considerata la corretta intuizione che il disturbo sia alimentato da un'iperattivazione ansiosa serale, la strada prioritaria e l'intervento d'elezione rimangono il percorso psicologico che ha già intrapreso, indispensabile per comprendere e risolvere le cause profonde dell'ansia e ripristinare il fisiologico ritmo del sonno, affiancato eventualmente dal parere di un medico psichiatra che possa valutare una dismissione graduale, sicura e scientificamente calibrata del farmaco senza minimizzare i rischi dell'assunzione a lungo termine. Cordialmente
Buongiorno, Oltre che rivolgersi al medico di base, può chiedere aiuto ad uno psichiatra per un supporto farmacologico più mirato alle sue esigenze e sintomi
Gentile Amica o Amico, le benzodiazipine sono farmaci utili per trattare gli stati di ansia acuta, o per interrompere un ciclo negativo come l'insonnia. Se nel breve periodi questo farmaco non ha dato gli effetti sperati, è più utile intraprendere una terapia psicologica ed eventualmente anche consultare uno psichiatra (che è esperto di psicofarmaci e può consigliare come scalare o integrare se ce ne fosse necessità). Abbia fiducia, dall'insonnia si può uscire! con i migliori auguri, dr. Ventura
Salve, come lei ha intuito è un problema d'ansia alla base che necessita di essere trattata con un percorso psicoterapeutico. Ciò la potrà aiutare a gestire meglio la sua ansia e quindi di poter gradualmente scalare e togliere completamente il farmaco in modo che possa imparare ad autoregolarsi emotivamente da solo senza l'ausilio del farmaco che a lungo periodo può creare una certa dipendenza. Pertanto intanto buon lavoro terapeutico.
Buongiorno, la difficoltà ad addormentarsi che descrive, soprattutto se tende a ripresentarsi in determinati periodi dell’anno ed è accompagnata da pensieri e preoccupazioni quando si trova a letto, può effettivamente essere associata a una componente ansiosa, ma sarebbe importante comprenderne meglio le cause. Per quanto riguarda **Halcion (triazolam)**, si tratta di una benzodiazepina indicata per il trattamento a breve termine dell’insonnia. L’utilizzo prolungato e frequente può comportare **tolleranza e dipendenza fisica e psicologica**, oltre a una possibile riduzione dell’efficacia nel tempo. Possono inoltre comparire sonnolenza, difficoltà di concentrazione e memoria, alterazioni della coordinazione e, soprattutto nelle persone più vulnerabili o in associazione con altri farmaci o sostanze sedative, effetti più importanti. Questo non significa che dopo tre mesi di assunzione il farmaco debba essere necessariamente sospeso, né che ci sia necessariamente una situazione di pericolo: significa però che, dopo un uso quasi quotidiano per diversi mesi, è opportuno **rivalutare con il medico la terapia e il rapporto tra benefici e possibili rischi**. Le sconsiglierei di dimezzare autonomamente la compressa o di modificare la frequenza di assunzione. Dopo un utilizzo continuativo di benzodiazepine, infatti, una riduzione troppo rapida può provocare sintomi da sospensione, tra cui aumento dell’ansia, insonnia e altri disturbi. L'eventuale riduzione dovrebbe quindi essere **personalizzata e concordata con il medico prescrittore**, eventualmente attraverso uno schema graduale. È invece molto positivo che abbia iniziato un percorso psicologico. Nel suo caso può essere particolarmente utile lavorare non soltanto sull'ansia, ma anche sui meccanismi che possono mantenere l'insonnia: la preoccupazione per il fatto di non riuscire a dormire, il monitoraggio continuo del sonno, l'aumento dell'attivazione mentale quando si mette a letto e alcune eventuali abitudini che possono rinforzare il problema. La **terapia cognitivo-comportamentale per l'insonnia (CBT-I)** è, in particolare, uno degli interventi psicologici maggiormente utilizzati per l'insonnia persistente. Le suggerirei quindi di non affrontare la questione soltanto come una scelta tra “continuare il farmaco” e “smettere il farmaco”, ma di impostare con i professionisti che la seguono un percorso complessivo: valutazione delle cause dell'insonnia, eventuale revisione della terapia farmacologica e trattamento dell'ansia e dei fattori che mantengono il disturbo del sonno. Considerata la durata dell'assunzione e la frequenza con cui sta assumendo Halcion, **è consigliabile approfondire la situazione con uno specialista**, senza modificare autonomamente la terapia nel frattempo. Un cordiale saluto, Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
SALVE CERTAMENTE CONSIDERIAMO L'INSONNIA UN EPIFENOMENO DI UNA CONDIZIONE EMOTIVA SIGNIFICATIVAMENTE ALTERATA E' NECESSARIO DUNQUE EFFETTUARE UNA VALUTAZIONE ANAMNESTICA E CLINICA ESAUSTIVE, AL FINE DI CONDIVIDERE UN PROGRAMMA TERAPEUTICO PERSONALIZZATO LA SCELTA DEL MIGLIORE PROGRAMMA TERAPEUTICO CI CONSENTIRà DI ACQUISIRE UN BENESSERE PSICOLOGICO MAGGIORE E DI SUCCESSIVAMENTE LIBERARCI DALLA TERAPIA CON HALCION MI CONSIDERI DISPONIBILE CORDIALI SALUTI DR ANTONIO SALZANO
Buongiorno, la sua preoccupazione è comprensibile e trovo positivo che abbia iniziato anche un percorso psicologico, soprattutto perché descrive un meccanismo molto frequente: la difficoltà ad addormentarsi può generare preoccupazione, pensieri eccessivi e la paura di non dormire, che a loro volta aumentano l’attivazione e rendono ancora più difficile prendere sonno. Per quanto riguarda Halcion (triazolam), è importante però fare una distinzione. Si tratta di una benzodiazepina indicata per il trattamento a breve termine dell’insonnia. Le informazioni ufficiali indicano generalmente pochi giorni, fino a un massimo di quattro settimane, comprendendo anche il periodo di sospensione graduale. Con l’uso prolungato possono inoltre svilupparsi tolleranza e dipendenza, e il rischio aumenta con la durata e la dose del trattamento. Questo non significa che dopo tre mesi lei abbia necessariamente sviluppato una dipendenza, ma rende opportuno che la terapia venga rivalutata dal medico che la segue. Non le consiglierei invece di dimezzare autonomamente la dose o di sospendere il farmaco: dopo un’assunzione protratta, una riduzione troppo rapida o un’interruzione improvvisa possono provocare insonnia di rimbalzo, aumento dell’ansia e altri sintomi di astinenza. La riduzione, quando indicata, deve essere concordata e programmata dal medico. Parallelamente, sarebbe molto utile continuare a lavorare in psicoterapia proprio sul rapporto tra insonnia, ansia e pensieri anticipatori. A volte il problema non è soltanto “non avere sonno”, ma entrare in un circolo del tipo: “Devo dormire → non riesco → domani starò male → devo assolutamente addormentarmi → mi attivo ancora di più”. Lavorare su questo meccanismo può aiutare a ridurre progressivamente la paura della notte e la pressione legata al sonno. Le suggerirei quindi di non concentrarsi soltanto sulla domanda “come faccio a dormire senza farmaco?”, ma anche su “che cosa succede dentro di me quando temo di non riuscire a dormire?”. È proprio su questo secondo aspetto che il percorso psicologico può essere particolarmente utile. Nel frattempo, può chiedere alla sua dottoressa una rivalutazione complessiva della terapia e concordare con lei, se necessario, un eventuale piano di riduzione graduale. Se invece dovesse manifestare sintomi importanti dopo una riduzione o una sospensione, è importante contattare tempestivamente il medico.
Buongiorno, credo sia importante aver iniziato un percorso terapeutico oltre che farmacologico per arrivare a comprendere meglio le origini dell'insonnia che come lei ha ben intuito possano risiedere nell'ansia e nel rimuginare su preoccupazioni quotidiane o temi specifici. Rispetto alla sospensione del farmaco biosgnerebbe sempre valutare il rapporto rischio/beneficio che ne ha, se ha effetti collaterali e cosa accade al suo organismo in caso di sospensione e se la terapia psicologica la aiuta a rimettere insieme i pezzi del puzzle e a ritrovare una maggiore serenità. Se sospende il farmaco valuti di fare un percorso continuativo di psicoterapia, così come non lo sospenda totalmente se è sconsigliato dalla dottoressa, credo sia importante il monitoraggio del medico, valutando un eventuale scalo della dose e poi la sospensione. Eventualmente potrebbe chiedere di far mettere in contatto la sua psicologa con la psichiatra di riferimento. Se il farmaco è stato prescritto dal medico di base potrebbe valutare una visita da uno psichiatra che eventualmente valuterà meglio se ha bisogno o meno di terapia farmacologica in base a come lei si sente.
Buongiorno, grazie per aver scritto. La difficoltà ad addormentarsi può effettivamente essere associata all’ansia e spesso, più ci si preoccupa del fatto di non riuscire a dormire, più aumenta l’attivazione mentale e diventa difficile prendere sonno. Per quanto riguarda Halcion (triazolam), è importante non modificare autonomamente dose o frequenza di assunzione. La sospensione può richiedere una valutazione medica e, se necessario, una riduzione graduale della dose. Non è quindi consigliabile decidere da soli di passare a mezza compressa. Le suggerirei di parlarne nuovamente con la sua dottoressa o con il medico che le ha prescritto il farmaco, chiedendo una valutazione specifica della durata del trattamento, dei benefici e dei possibili rischi nel suo caso. Parallelamente, il fatto che abbia iniziato un percorso psicologico può essere molto utile, soprattutto se l'insonnia è accompagnata da ansia, ruminazione e preoccupazione per il sonno. In psicoterapia è possibile lavorare non solo sull'ansia, ma anche sul circolo che può mantenere l'insonnia. Cordialmente, AM
Buongiorno, sarebbe raccomandabile non assumere benzodiazepine per periodi di tempo prolungati, ma non è indicato modificare i dosaggi in autonomia. Le consiglio di eseguire una valutazione psichiatrica per impostare una terapia adeguata da associare al percorso psicologico. Cordiali saluti
È comprensibile chiedersi se il farmaco stia diventando una soluzione o, senza accorgersene, parte del problema: il triazolam è indicato per l’insonnia a breve termine e l’uso prolungato può comportare dipendenza e sintomi da sospensione, quindi dopo tre mesi merita una rivalutazione medica. Potrebbe chiedersi: “Cosa succede alla mia ansia quando penso che senza la compressa non dormirò?” e “Quanto il problema è l’insonnia e quanto la paura di non riuscire a dormire?”. Non modificherei né dimezzerei autonomamente la dose: l’eventuale riduzione va concordata con il medico e generalmente effettuata gradualmente. Rimango a disposizione per poter approfondire adeguatamente in un contesto più adeguato.
Buonasera. È assolutamente comprensibile il suo dubbio ed è molto positivo che lei si stia informando con attenzione sulla sua salute e sulla gestione dei farmaci. Qualora lei volesse sospendere il farmaco, è fondamentale non ridurre la dose né sospendere il farmaco da soli o da un giorno all'altro. Scalare un ipnotico richiede uno schema graduale concordato con un medico, per evitare sintomi di astinenza o un peggioramento dell'insonnia. La sua intuizione sul legame tra ansia e sonno è molto acuta. La scelta di iniziare un percorso psicologico è un ottimo passo perché le permette di lavorare sulle cause profonde dell'ansia e di acquisire strumenti di gestione del pensiero e del rilassamento. Se sente che le sue preoccupazioni non trovano adeguato ascolto, può anche rivolgersi ad uno specialista che potrà valutare il suo caso e impostare, se opportuno, un piano graduale di scalaggio o valutare alternative terapeutiche più adatte a lungo termine. Le consiglio di curare la routine serale (orari regolari, eviti gli schermi del cellulare prima di coricarsi, e prediliga ambienti bui e freschi). Tutto questo aiuta a rieducare gradualmente il ritmo sonno-veglia. Le consiglio anche una moderata attività fisica pomeridiana che favorisce l'addormentamento e ha importanti effetti benefici sulla qualità complessiva del riposo. Le auguro di ritrovare presto un sonno sereno.
L'Halcion (triazolam) è una benzodiazepina ipnotica ad azione breve. Le indicazioni ufficiali e le linee guida lo prevedono per periodi molto brevi, in genere pochi giorni fino a un massimo di 2-4 settimane, proprio perché con l'uso continuativo compaiono dei problemi. È vero che alcune persone lo assumono per anni, come dice la sua dottoressa, ma questo non significa che sia privo di rischi. I rischi principali sono: Tolleranza: l'effetto si riduce col tempo e il corpo tende a chiedere dosi maggiori per ottenere lo stesso risultato. Dipendenza fisica: può svilupparsi anche a dosi normali, senza che si tratti di "abuso". Insonnia di rimbalzo: quando lo si sospende, il sonno può peggiorare per qualche giorno rispetto a prima. Sintomi da sospensione: ansia, agitazione, tremori, sudorazione, irritabilità, sntomi comunque transitori per quanto fastidiosi. Effetti diurni e cognitivi: sonnolenza, difficoltà di concentrazione, vuoti di memoria, rischio di cadute e minore sicurezza alla guida. Interazioni: l'alcol e altri sedativi ne potenziano molto gli effetti. Non smetta di colpo dopo tre mesi di uso quasi quotidiano: il rischio di rimbalzo e di sintomi da sospensione è proprio in quel caso più alto. Non improvvisi la riduzione da solo. Dimezzare la pastiglia è in effetti una strategia usata, ma la riduzione va pianificata con un medico: quanto scendere, ogni quanto, e come gestire le settimane più difficili. Chieda alla dottoressa o al farmacista se la sua compressa può essere divisa in modo affidabile o se puà passare ad una somministrazione in gocce. Chieda alla dottoressa un piano di riduzione graduale con una scadenza. Se sente che la sua preoccupazione non viene presa sul serio, è del tutto legittimo chiedere un secondo parere a uno psichiatra o a un centro specializzato nei disturbi del sonno. Parli del sonno con la sua psicologa. Nel frattempo, alcune abitudini aiutano: orari di sveglia e di sonno regolari, meno caffeina dal pomeriggio, niente schermi e "preoccupazioni" a letto, e se dopo 20 minuti circa non dorme, alzarsi e fare qualcosa di rilassante finché non torna il sonno, evitando di restare a letto a rigirarsi. Anche il caldo estivo può avere avuto in questo ultimo periodo il suo peso. Francesco Giubbolini
E' importante che in questi momenti di difficoltà riesca ad affidarsi a un terapeuta che sappia realmente aiutarla a conoscere e gestire i propri vissuti emotivi in merito. A presto, Dott. Salvatore Di Costanzo
Buongiorno, in merito alla somministrazione del farmaco la inviterei a confrontarsi con il suo medico. Per la gestione dell'ansia ha fatto bene a chiedere aiuto ad una psicologa. La psicoterapia le può far guardare ad un benessere più a lungo termine. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara
La sua preoccupazione è comprensibile: triazolam (Halcion) è una benzodiazepina ipnotica generalmente destinata a trattamenti di breve durata. Un'assunzione quasi quotidiana per tre mesi può favorire tolleranza, dipendenza fisica e difficoltà alla sospensione, oltre a possibili effetti sulla vigilanza e sulla memoria. Non lo sospenderei però bruscamente né passerei autonomamente a mezza compressa: dopo un uso continuativo è preferibile programmare con il medico una riduzione graduale, adattata al dosaggio assunto e alla risposta individuale. Il fatto che abbia iniziato un percorso psicologico è positivo. Se l'insonnia persiste, valuterei una presa in carico psichiatrica più strutturata.
Buongiorno, credo che tu abbia fatto molto bene a rivolgerti alla psicologa. L'ansia e lo stress sono fra i motivi principali di insonnia, se non il principale. Le benzodiazepine non andrebbero utilizzate quotidianamente e per lunghi periodi
Buongiorno, comprendo la sua preoccupazione. I farmaci se assunti a lungo, possono comportare rischi di tolleranza e dipendenza, per cui è importante rivalutarne l’utilizzo con un medico, eventualmente chiedendo un secondo parere. Le sconsiglio cmq di ridurre o sospendere autonomamente il farmaco. Ha fatto bene a iniziare un percorso psicologico: lavorare sull’ansia e sui pensieri che accompagnano l’insonnia può aiutarla a ritrovare gradualmente un rapporto più sereno con il sonno.
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