Quali sono i sintomi che colpiscono un soggetto colpito da disturbo depressivo maggiore che possono
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Quali sono i sintomi che colpiscono un soggetto colpito da disturbo depressivo maggiore che possono far intendere l’intensificazione del disturbo psichiatrico. Lo svenimento continuo, in fase adolescenziale, facendo conto che il soggetto in questione non presenta alcun problema di natura biologica, può essere considerato un fattore di criticità della malattia? Mio figlio, 16 anni, soffre di questo disturbo da 8 mesi - ed è in cura con la psichiatra e lo psicoterapeuta - ma da due settimane è svenuto 4 volte. Uno svenimento che dura qualche secondo. Dagli esami emerge una totale assenza di problemi di reale natura fisica, è tutto regolare sotto qualsiasi punto di vista, quindi gli svenimenti dovrebbero avere una natura psichica, il tutto accompagnato da un complesso disturbo dell’umore. La domanda è questa: Il disturbo depressivo maggiore, il disturbo dell’umore e la presenza costante di uno stato d’ansia e di panico permanente può portare, in fase adolescenziale, ad uno svenimento, o meglio, ad un semi-svenimento? Grazie per la risposta.
Ps: non mi fido molto di ciò che mi ha detto la psichiatra, perché secondo lei lui non sviene veramente, ma penso di svenire, ma io lo vedo svenire, seppur per qualche secondo.
Ps: non mi fido molto di ciò che mi ha detto la psichiatra, perché secondo lei lui non sviene veramente, ma penso di svenire, ma io lo vedo svenire, seppur per qualche secondo.
Buonasera.
Come prima cosa le suggerisco di parlare apertamente con lo psichiatra, esprimendo le sue perplessità perché se manca la fiducia non si va lontano. Non le sto dicendo di fidarsi se non si fida, ma che la fiducia può essere costruita se si parla apertamente dei propri dubbi.
Per quanto riguarda lo svenimento, è sicuramente un medico a doverne diagnosticare la causa.
Quello che posso dirle è che è possibile che una grande paura attivi il sistema nervoso autonomo: dapprima il sistema simpatico attiva l'organismo (aumenta il battito cardiaco, la pressione sanguigna e la respirazione) e in un secondo momento il sistema parasimpatico si comporta in maniera opposta (diminuisce il battito, la pressione e la respirazione). Questi due momenti, susseguendosi in maniera molto rapida, portano ad uno svenimento. Ad esempio succede con le persone che hanno molta paura del prelievo del sangue: prima sono molto in allerta e in tensione, poi quando mollano la tensione, svengono.
Spero di aver risposto alla sua domanda
Per qualsiasi cosa, resto a disposizione
Dr.ssa Violetta Molteni
Come prima cosa le suggerisco di parlare apertamente con lo psichiatra, esprimendo le sue perplessità perché se manca la fiducia non si va lontano. Non le sto dicendo di fidarsi se non si fida, ma che la fiducia può essere costruita se si parla apertamente dei propri dubbi.
Per quanto riguarda lo svenimento, è sicuramente un medico a doverne diagnosticare la causa.
Quello che posso dirle è che è possibile che una grande paura attivi il sistema nervoso autonomo: dapprima il sistema simpatico attiva l'organismo (aumenta il battito cardiaco, la pressione sanguigna e la respirazione) e in un secondo momento il sistema parasimpatico si comporta in maniera opposta (diminuisce il battito, la pressione e la respirazione). Questi due momenti, susseguendosi in maniera molto rapida, portano ad uno svenimento. Ad esempio succede con le persone che hanno molta paura del prelievo del sangue: prima sono molto in allerta e in tensione, poi quando mollano la tensione, svengono.
Spero di aver risposto alla sua domanda
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Dr.ssa Violetta Molteni
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Salve, credo che ne debba parlare direttamente con lo psichiatra e valutare, nel frattempo, se intraprendere un percorso psicologico.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buon sera, è difficile dare una risposta univoca. Mancano molte informazioni nonostante le diverse diagnosi elencate. Per esempio queste perdite di coscienza avvengono solo in sua presenza? Ci sono eventi che secondo lei possono ritenersi scatenanti? Tra tutti gli aspetti problematici da lei riferiti (depressione maggiore, ansia, panico,..), gli svenimenti cosa rappresentano per lei? Ci sono da circa 8 mesi, cosa è cambiato nella vostra relazione da quando si manifestano?
Non si tratta di dimostrare se avviene oppure no uno svenimento in un quadro così complesso, forse diventa importante comprendere la funzione dello svenimento.
Non si tratta di dimostrare se avviene oppure no uno svenimento in un quadro così complesso, forse diventa importante comprendere la funzione dello svenimento.
Buonasera ,credo che la cosa più utile per lei e per suo figlio sia parlare in maniera diretta con gli esperti che lo seguono ,psichiatra e psicoterapeuta,così da poter sviscerare dubbi e da poter contestualizzare al meglio questi episodi che possono avere una origine psicosomatica in assenza di causa organica confermata con visite specialistiche ed esami .In bocca al lupo !!!
Buonasera, suo figlio è seguito da due specialisti, in grado di fronteggiare il problema di suo figlio. Il consiglio è di parlare molto apertamente dei suoi dubbi altrimenti non si va da nessuna parte. Un riallineamento dei sistemi simpatico e parasimpatico potrebbe spiegare gli svenimenti, ma una base di fiducia nei professionisti che seguono suo figlio è fondamentale su entrambi i fronti. Buona serata, dr.ssa Daniela Benvenuti. Padova-Feltre- online
Cara utente,
non conoscendo direttamente la storia di suo figlio non posso fornirle risposte. Penso che debba provare a stabilire un contatto con la psichiatra rispetto a questa questione. Come professionista avrà a cura il benessere del suo paziente quindi di suo figlio. Tuttavia posso immaginare la difficoltà nella gestione di questi momenti di difficoltà. Ci si sente spesso senza strumenti per gestire la situazione.
Lei come sta? Pensa di necessitare di uno spazio di confronto tutto suo come genitore?
Resto a disposizione.
Dott.ssa Francesca Tardio
non conoscendo direttamente la storia di suo figlio non posso fornirle risposte. Penso che debba provare a stabilire un contatto con la psichiatra rispetto a questa questione. Come professionista avrà a cura il benessere del suo paziente quindi di suo figlio. Tuttavia posso immaginare la difficoltà nella gestione di questi momenti di difficoltà. Ci si sente spesso senza strumenti per gestire la situazione.
Lei come sta? Pensa di necessitare di uno spazio di confronto tutto suo come genitore?
Resto a disposizione.
Dott.ssa Francesca Tardio
Gentilissima,
Le faccio una domanda. Si è sentita ascoltata per davvero come madre? Avverto solitudine, stanchezza molta fatica. Provi a costruire un dialogo con i curanti ma curi anche il suo animo. Essere genitori è difficile. Frustrazione, indecisione, dubbi sono alla portata del giorno. E il carico aumenta con una situazione così difficile.
Io credo che sia questo il punto. Sentirsi ascoltati e compresi da parte di chi ha in cura il suo bene più prezioso e questo va al di là del quesito.
Mi contatti se vuole, che capiamo insieme la situazione. Le faccio intanto i miei auguri.
Dssa Riso
Le faccio una domanda. Si è sentita ascoltata per davvero come madre? Avverto solitudine, stanchezza molta fatica. Provi a costruire un dialogo con i curanti ma curi anche il suo animo. Essere genitori è difficile. Frustrazione, indecisione, dubbi sono alla portata del giorno. E il carico aumenta con una situazione così difficile.
Io credo che sia questo il punto. Sentirsi ascoltati e compresi da parte di chi ha in cura il suo bene più prezioso e questo va al di là del quesito.
Mi contatti se vuole, che capiamo insieme la situazione. Le faccio intanto i miei auguri.
Dssa Riso
Gentile utente, capisco la sua ansia e i suoi timori. Credo che abbiate affrontato nel modo giusto i "sintomi" di suo figlio. Se non si fida della psichiatra può parlargliene aperta chiedendo maggiori delucidazioni in merito a ciò che lei vede. Se la spiegazione non la convincesse può semmai cambiarla ma considerando che entrambi gli approcci: psichiatrico e psicoterapeutico sono utili a suo figlio. Al resto non saprei rispondere perché di competenza strettamente medica.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
la risposta alla sua domanda è si. Questo può avvenire ripetutamente in un giorno. Ma se crede che la terapia che il ragazzo segue non sia abbastanza efficace, consulti anche altri medici, non è detto che il primo psichiatra sia quello in grado di dare la cura più idonea. Ho visto molti pazienti non rispondere adeguatamente a cure farmacologiche ma dover cercare a lungo la cura più idonea.
Resta a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti
Dott.ssa Helen Fioretti
Resta a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti
Dott.ssa Helen Fioretti
Salve. Si, può succedere, perché può esserci una risposta eccessiva da parte del sistema nervoso autonomo. Una situazione di forte stress, un vissuto emotivo che genera un forte conflitto e una tensione a livello psicofisico, possono dare queste reazioni. Esprima i suoi dubbi ai professionisti che lo stanno seguendo, ne parli anche con suo figlio per capire cosa lo turba, cosa gli causa tensione e stress. È importante indagare sulle cause scatenanti del problema. Un lavoro corporeo a complemento della psicoterapia può essere utile. Distinti saluti.
Gentile utente di mio dottore,
suo figlio è già seguito da due specialisti; Il consiglio è di parlare molto apertamente dei suoi dubbi con questi ultimi. La fiducia nei professionisti che seguono suo figlio è fondamentale, si affidi e vedrà che con il tempo le cose potranno andare meglio
Cordiali Saluti
Dottor Diego Ferrara
suo figlio è già seguito da due specialisti; Il consiglio è di parlare molto apertamente dei suoi dubbi con questi ultimi. La fiducia nei professionisti che seguono suo figlio è fondamentale, si affidi e vedrà che con il tempo le cose potranno andare meglio
Cordiali Saluti
Dottor Diego Ferrara
Cara signora,
farsi carico dell'esordio psichiatrico di un figlio non è mail facile, c'è sempre un tempo necessario per accusare il corpo, decidere di chiedere aiuto, orientarsi e avere la speranza di fare gli incontri giusti, specialisti che siano in grado di accogliere, leggere i sintomi e nominarli con parole giuste, che siano comprensibili a chi porta così tanto dolore, La fiducia si costruisce con un lungo percorso condiviso.
La scelta di uno psichiatra e uno psicoterapeuta per un problema così complesso è già un ottimo punto di partenza. Mettere insieme un'approccio farmacologico che prenda in cura il corpo ed uno psicologico che prenda in cura la mente, possibilmente attraverso un lavoro integrato tra i due professionisti è quello che ci vuole.
Gli svenimenti all'interno di un quadro di depressione maggiore si identificano con un vissuto di forte stress che da luogo ad una disregolazione neurovegetativa difficilmente controllabile.
Spesso questi seguono a un difficile controllo di un attacco di panico. E’ indispensabile ricordare che l’attacco di panico consiste in una maggiore sensibilità alle sensazioni fisiche. Le persone con disturbo di panico hanno la tendenza a sentire i sintomi con più forza rispetto a quelli che non ne hanno mai sperimentato uno.
Questa è la principale ragione per cui spesso ci si sente come se si stesse per svenire durante un attacco di panico, e in rari casi questi sono i problemi che potrebbero effettivamente portare a svenire. Ma in generale, causano semplicemente sintomi fisici sgradevoli che imitano i quasi svenimenti.
Come fermare il senso di svenimento durante un attacco di panico?
Una volta che un attacco di panico è iniziato, diventa molto più difficile da controllare. La migliore cosa che puoi fare è assicurarsi di respirare correttamente per ridurre i sintomi di iperventilazione. L’iperventilazione consiste in troppo poca CO2 (anidride carbonica), non troppo poco ossigeno come a volte si sente dire, quindi aiuti suo figlio a combattere l’impulso di fare respiri profondi e veloci. Allo stesso tempo, non trattenere il respiro in quanto ciò può portare a un rapido cambiamento della pressione sanguigna che può contribuire a ulteriori sgradevoli sintomi. Invece, bisogna cercare di rallentare la respirazione in modo corretto:
1- Inspira per 5 secondi.
2- Trattieni il respiro per 2 o 3 secondi.
3- Espira per 5 secondi.
Rallentare la respirazione assicura di avere abbastanza ossigeno e abbastanza anidride carbonica. Non fermerà tutti i sintomi dell’iperventilazione – una volta avviati non scompaiono immediatamente – ma darà l’opportunità di ridurre almeno alcuni di questi sintomi in modo che non peggiorino.
E' più che opportuno che lei discuta i i dubbi che ha
con gli specialisti che ha scelto, che condivida con loro la lettura di ciò che avviene, perchè solo questo potrà metterla nella posizione più giusta rispetto a suo figlio, che quando perde il controllo della situazione ha bisogno di trovare un ambiente che lo contenga e gli dia sicurezza, Lasci che suo figlio possa investire positivamente questa psicoterapeuta, con la quale molto probabilmente ha già iniziato un lavoro che mobilita le emozioni e quindi anche la difficoltà a controllarle. Inoltre, uno stile di vita regolato nei ritmi sonno veglia, attività fisica al mattino e una buon approccio nutrizionale, sono dei buoni agganci per sostenere bene la giornata e ritrovare una maggiore autoregolazione,
Vi auguri tanta forza e un cordiali saluto,
Dott.ssa Maria Piscitello
farsi carico dell'esordio psichiatrico di un figlio non è mail facile, c'è sempre un tempo necessario per accusare il corpo, decidere di chiedere aiuto, orientarsi e avere la speranza di fare gli incontri giusti, specialisti che siano in grado di accogliere, leggere i sintomi e nominarli con parole giuste, che siano comprensibili a chi porta così tanto dolore, La fiducia si costruisce con un lungo percorso condiviso.
La scelta di uno psichiatra e uno psicoterapeuta per un problema così complesso è già un ottimo punto di partenza. Mettere insieme un'approccio farmacologico che prenda in cura il corpo ed uno psicologico che prenda in cura la mente, possibilmente attraverso un lavoro integrato tra i due professionisti è quello che ci vuole.
Gli svenimenti all'interno di un quadro di depressione maggiore si identificano con un vissuto di forte stress che da luogo ad una disregolazione neurovegetativa difficilmente controllabile.
Spesso questi seguono a un difficile controllo di un attacco di panico. E’ indispensabile ricordare che l’attacco di panico consiste in una maggiore sensibilità alle sensazioni fisiche. Le persone con disturbo di panico hanno la tendenza a sentire i sintomi con più forza rispetto a quelli che non ne hanno mai sperimentato uno.
Questa è la principale ragione per cui spesso ci si sente come se si stesse per svenire durante un attacco di panico, e in rari casi questi sono i problemi che potrebbero effettivamente portare a svenire. Ma in generale, causano semplicemente sintomi fisici sgradevoli che imitano i quasi svenimenti.
Come fermare il senso di svenimento durante un attacco di panico?
Una volta che un attacco di panico è iniziato, diventa molto più difficile da controllare. La migliore cosa che puoi fare è assicurarsi di respirare correttamente per ridurre i sintomi di iperventilazione. L’iperventilazione consiste in troppo poca CO2 (anidride carbonica), non troppo poco ossigeno come a volte si sente dire, quindi aiuti suo figlio a combattere l’impulso di fare respiri profondi e veloci. Allo stesso tempo, non trattenere il respiro in quanto ciò può portare a un rapido cambiamento della pressione sanguigna che può contribuire a ulteriori sgradevoli sintomi. Invece, bisogna cercare di rallentare la respirazione in modo corretto:
1- Inspira per 5 secondi.
2- Trattieni il respiro per 2 o 3 secondi.
3- Espira per 5 secondi.
Rallentare la respirazione assicura di avere abbastanza ossigeno e abbastanza anidride carbonica. Non fermerà tutti i sintomi dell’iperventilazione – una volta avviati non scompaiono immediatamente – ma darà l’opportunità di ridurre almeno alcuni di questi sintomi in modo che non peggiorino.
E' più che opportuno che lei discuta i i dubbi che ha
con gli specialisti che ha scelto, che condivida con loro la lettura di ciò che avviene, perchè solo questo potrà metterla nella posizione più giusta rispetto a suo figlio, che quando perde il controllo della situazione ha bisogno di trovare un ambiente che lo contenga e gli dia sicurezza, Lasci che suo figlio possa investire positivamente questa psicoterapeuta, con la quale molto probabilmente ha già iniziato un lavoro che mobilita le emozioni e quindi anche la difficoltà a controllarle. Inoltre, uno stile di vita regolato nei ritmi sonno veglia, attività fisica al mattino e una buon approccio nutrizionale, sono dei buoni agganci per sostenere bene la giornata e ritrovare una maggiore autoregolazione,
Vi auguri tanta forza e un cordiali saluto,
Dott.ssa Maria Piscitello
Buongiorno a lei, non mi pare, dalla descrizione dei sintomi di suo figlio, che vi sia una correlazione diretta fra depressione maggiore o panico e svenimenti. Gli svenimenti potrebbero intendersi come sintomi istrionici, di perdita momentanea di coscienza, ma credo che sia il caso che si confronti a riguardo sia con lo psichiatra che con il terapeuta di suo figlio. Infine le consiglio di parlarne direttamente col ragazzo, per capire assieme cosa gli stia accadendo. Buon proseguimento a suo figlio, vedrete che con pazienza, troverete una buona via di uscita. Un cordiale saluto, dott.ssa Margherita Maggioni
Gentile signora, una situazione di forte stress e fatica psicologica, con forte ansia e depressione, può comportare, tra i vari sintomi, anche quelli che descrive. Ha fatto benissimo ad effettuare degli esami medici per valutare l'eventuale presenza di una patologia fisica; una volta scartata questa possibile spiegazione, la cura più adeguata consiste in una buona terapia combinata psichiatrica e psicoterapeutica. Ci vuole del tempo e ci vogliono dei professionisti con cui suo figlio si trovi bene. Curi inoltre che a casa trovi un ambiente confortevole e sicuro in cui potersi aprire senza paura ma con la fiducia di poter essere ascoltato e capito.
Saluti,
dr.ssa Elisa Paganini
Saluti,
dr.ssa Elisa Paganini
Gentile Utente,
è importante che rivolga le sue perplessità allo psichiatra integrando la psicoterapia alla cura di suo figlio.
Valuti inoltre se intraprendere lei un percorso psicologico di supporto alla genitorialità data la difficile situazione che sta a sua volta gestendo.
Rimango disponibile in caso di necessità, buona continuazione,
Dott.ssa Valeria Marino
è importante che rivolga le sue perplessità allo psichiatra integrando la psicoterapia alla cura di suo figlio.
Valuti inoltre se intraprendere lei un percorso psicologico di supporto alla genitorialità data la difficile situazione che sta a sua volta gestendo.
Rimango disponibile in caso di necessità, buona continuazione,
Dott.ssa Valeria Marino
"La domanda è questa: Il disturbo depressivo maggiore, il disturbo dell’umore e la presenza costante di uno stato d’ansia e di panico permanente può portare, in fase adolescenziale, ad uno svenimento, o meglio, ad un semi-svenimento?"
La mia risposta è certamente si!
Sono convinto, inoltre, in qualità di Medico specialista in Psicologia clinica, Psicoterapeuta ed Omeopata di sottolinearle che gli psicofarmaci devono essere utilizzati solo in una situazione di emergenza, poiché non curano le cause del malessere, producono effetti collaterali negativi e hanno controindicazioni .Sono del parere che ci sia bisogno, per ottenere risultati soddisfacenti, di un rapporto psicoterapeutico in cui ci sia molta accoglienza, in cui si lavori seriamente sugli aspetti inconsci che generano malessere. E' opportuno anche che la psicoterapia sia promossa e supportata da medicinali innocui e naturali: la Floriterapia di Bach, l’Omeopatia Omotossicologica, la Nutraceutica, la Fitoterapia e la Psicoprobiotica che permettono di offrire al paziente i seguenti reali valori aggiunti: il lenimento sintomatico, la rivitalizzazione metabolica, il recupero delle forze e del buon umore e una benefica disintossicazione.
Cordiali saluti.
La mia risposta è certamente si!
Sono convinto, inoltre, in qualità di Medico specialista in Psicologia clinica, Psicoterapeuta ed Omeopata di sottolinearle che gli psicofarmaci devono essere utilizzati solo in una situazione di emergenza, poiché non curano le cause del malessere, producono effetti collaterali negativi e hanno controindicazioni .Sono del parere che ci sia bisogno, per ottenere risultati soddisfacenti, di un rapporto psicoterapeutico in cui ci sia molta accoglienza, in cui si lavori seriamente sugli aspetti inconsci che generano malessere. E' opportuno anche che la psicoterapia sia promossa e supportata da medicinali innocui e naturali: la Floriterapia di Bach, l’Omeopatia Omotossicologica, la Nutraceutica, la Fitoterapia e la Psicoprobiotica che permettono di offrire al paziente i seguenti reali valori aggiunti: il lenimento sintomatico, la rivitalizzazione metabolica, il recupero delle forze e del buon umore e una benefica disintossicazione.
Cordiali saluti.
buongiorno a lei
una bella sfida rispondere alle sue domande
e se fossi lo psichiatra al quale si è affidato vorrei ascoltarle e riflettere con lei.
Si fidi e si affidi alla persona che ha scelto e a lui chieda consiglio anche per avviare un approccio psicoterapeutico lasciando poi allo psicologo che sceglierà di consigliarle il percorso più idoneo.
Cordiali Saluti
Dott.ssa Tiziana Vecchiarini
una bella sfida rispondere alle sue domande
e se fossi lo psichiatra al quale si è affidato vorrei ascoltarle e riflettere con lei.
Si fidi e si affidi alla persona che ha scelto e a lui chieda consiglio anche per avviare un approccio psicoterapeutico lasciando poi allo psicologo che sceglierà di consigliarle il percorso più idoneo.
Cordiali Saluti
Dott.ssa Tiziana Vecchiarini
Buona sera, data la complessa condizione di suo figlio è fondamentale che il rapporto con i curanti sia improntato alla fiducia e alla collaborazione, altrimenti c'è il rischio che il trattamento fallisca. Le suggerisco dunque di parlare con gli specialisti che seguono suo figlio e analizzare nuovamente la situazione, esternando senza remore i suoi timori e perplessità. Un saluto
Buonasera signora,
il primo passo è quello di chiarire bene le idee per capire come funzionano certi disturbi, altrimenti si rischia di crear ulteriore disturbo di sottofondo.
Buona Pasqua!
dott.ssa Sellini Marzia
il primo passo è quello di chiarire bene le idee per capire come funzionano certi disturbi, altrimenti si rischia di crear ulteriore disturbo di sottofondo.
Buona Pasqua!
dott.ssa Sellini Marzia
Buongiorno. Comprendo perfettamente lo stato di allarme e il senso di impotenza che prova nel vedere suo figlio accasciarsi improvvisamente. È un’esperienza che scuote profondamente la sensibilità di un genitore e il fatto che Lei non si senta ascoltata nelle Sue osservazioni dirette aggiunge un carico di solitudine a una situazione già complessa. Validare il Suo vissuto significa riconoscere che ciò che Lei vede è reale: la perdita di coscienza, seppur breve, è un messaggio del corpo che non può essere ignorato.
In ambito psicodinamico e relazionale, specialmente nell'adolescenza, il corpo diventa spesso l'ultimo baluardo per esprimere ciò che la mente non riesce a contenere. Quando un Disturbo Depressivo Maggiore si accompagna a uno stato d'ansia e panico permanente, il sistema nervoso può trovarsi in una condizione di sovraccarico intollerabile. Lo svenimento di natura psichica, spesso chiamato "sincope psicogena", non è una finzione, ma un meccanismo di difesa estremo: è come se il cervello, sopraffatto da un dolore emotivo o da un'angoscia che non trova parole, decidesse di "staccare la spina" per un istante per proteggersi da un'intensità insopportabile. In questa fase della vita, dove l'identità è in piena tempesta, il corpo può letteralmente cedere sotto il peso di un umore troppo cupo.
L'intensificazione di un disturbo psichiatrico può manifestarsi non solo con il peggioramento della tristezza, ma proprio attraverso queste somatizzazioni acute, il ritiro sociale o un’alterazione dei ritmi vitali. La direzione che Le suggerisco è di favorire un dialogo più stretto tra le figure che seguono suo figlio, affinché lo svenimento non sia visto come un evento isolato o "immaginario", ma come un segnale cruciale del processo terapeutico. Potrebbe essere utile esplorare con lo psicoterapeuta quali siano le matrici relazionali o i pensieri che precedono questi episodi, aiutando suo figlio a tradurre in parole quel blackout che il corpo sta mettendo in scena.
Con i miei più cordiali saluti,
Dott.ssa Giovanna Costanzo
In ambito psicodinamico e relazionale, specialmente nell'adolescenza, il corpo diventa spesso l'ultimo baluardo per esprimere ciò che la mente non riesce a contenere. Quando un Disturbo Depressivo Maggiore si accompagna a uno stato d'ansia e panico permanente, il sistema nervoso può trovarsi in una condizione di sovraccarico intollerabile. Lo svenimento di natura psichica, spesso chiamato "sincope psicogena", non è una finzione, ma un meccanismo di difesa estremo: è come se il cervello, sopraffatto da un dolore emotivo o da un'angoscia che non trova parole, decidesse di "staccare la spina" per un istante per proteggersi da un'intensità insopportabile. In questa fase della vita, dove l'identità è in piena tempesta, il corpo può letteralmente cedere sotto il peso di un umore troppo cupo.
L'intensificazione di un disturbo psichiatrico può manifestarsi non solo con il peggioramento della tristezza, ma proprio attraverso queste somatizzazioni acute, il ritiro sociale o un’alterazione dei ritmi vitali. La direzione che Le suggerisco è di favorire un dialogo più stretto tra le figure che seguono suo figlio, affinché lo svenimento non sia visto come un evento isolato o "immaginario", ma come un segnale cruciale del processo terapeutico. Potrebbe essere utile esplorare con lo psicoterapeuta quali siano le matrici relazionali o i pensieri che precedono questi episodi, aiutando suo figlio a tradurre in parole quel blackout che il corpo sta mettendo in scena.
Con i miei più cordiali saluti,
Dott.ssa Giovanna Costanzo
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