Per neuropsicologo: Ho una madre di 73 anni. Vive in uno stato di depressione: Pensieri negativi, di
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Per neuropsicologo: Ho una madre di 73 anni. Vive in uno stato di depressione: Pensieri negativi, disinteresse per il vivere, negatività per il futuro, ecc. Sta subendo una separazione ed allontanamento dalla casa di famiglia, dopo 50 anni, dal ex-marito innamorato di una badante rumena. E' mezza sorda. Per o con tutto questo, ha problemi a capire, a comprendere, nel senso che vive nel suo mondo e sempre più spesso se ne esce con trovate al limite del delirio. Io non so se sia una sua deficienza naturale o se per un motivo o per l'altro, sia arrivata ad una condizione limite. Vorrei capire se tramite un analisi della persona, test, ecc... è possibile valutare "la natura" del suo comportamento e capire se a fronte di qualche problema, vista anche l'età, sia mai possibile una qualche forma di aiuto. Per lei e per chi gli sta vicino. Grazie
Salve, si è possibile valutare la natura del comportamento di sua madre tramite anche alcuni test.
Potrebbe prima di tutto rivolgersi al suo medico di fiducia per valutare come procedere e quindi cosa fare.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Potrebbe prima di tutto rivolgersi al suo medico di fiducia per valutare come procedere e quindi cosa fare.
Buona giornata.
Dott. Fiori
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Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso da sua madre.
L'avanzare dell'età unito alla presenza di situazioni complesse che si possono verificare in famiglia o nel contesto sociale può portare a quadri simil depressivi.
Ritengo fondamentale che la signora possa ritagliarsi uno spazio per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione da lei riportata e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Cordialmente, dott FDL
L'avanzare dell'età unito alla presenza di situazioni complesse che si possono verificare in famiglia o nel contesto sociale può portare a quadri simil depressivi.
Ritengo fondamentale che la signora possa ritagliarsi uno spazio per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione da lei riportata e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Cordialmente, dott FDL
Buonasera.
Sua madre si trova in una fase molto delicata del proprio ciclo di vita.
Mi pare che la signora abbia prima di tutto bisogno di essere accolta es ed essere ascoltata in un contesto che non la faccia sentire sotto osservazione e soprattutto giudicata.
Una valutazione neuropsicologica potrebbe essere proposta in un secondo momento ed eseguita in maniera concordata.
Per i familiari tollerare l'ansia dovuta ai cambiamenti del ciclo vitale e' fondamentale per far sentire l'altro in una relazione di ascolto e di autentica cura.
Cordialmente!
Dott.ssa Maria Piscitello
Sua madre si trova in una fase molto delicata del proprio ciclo di vita.
Mi pare che la signora abbia prima di tutto bisogno di essere accolta es ed essere ascoltata in un contesto che non la faccia sentire sotto osservazione e soprattutto giudicata.
Una valutazione neuropsicologica potrebbe essere proposta in un secondo momento ed eseguita in maniera concordata.
Per i familiari tollerare l'ansia dovuta ai cambiamenti del ciclo vitale e' fondamentale per far sentire l'altro in una relazione di ascolto e di autentica cura.
Cordialmente!
Dott.ssa Maria Piscitello
Buongiorno
E’ importante coinvolgere prima di tutto il Medico di base che indicherà lo specialista che possa escludere qualsiasi complicazione neurologica o altro in atto.
Escluso ciò e’ di fatto importante che sua madre possa essere seguita da uno psicologo psicoterapeuta per il supporto necessario.
Un cordiale saluto
E’ importante coinvolgere prima di tutto il Medico di base che indicherà lo specialista che possa escludere qualsiasi complicazione neurologica o altro in atto.
Escluso ciò e’ di fatto importante che sua madre possa essere seguita da uno psicologo psicoterapeuta per il supporto necessario.
Un cordiale saluto
Gentile utente di mio dottore,
valuterei la possibilità di una consulenza psichiatrica, per poter meglio inquadrare la situazione, inoltre sarebbe opportuno che sua madre intraprendesse un percorso di supporto psicologico che in qualche modo abbia come obiettivo quello di sostenerla in un momento della sua vita cosi delicato.
Nella speranza con queste poche righe di aver accolto e orientato la sua istanza.
Cordiali Saluti
Dottor Diego Ferrara
valuterei la possibilità di una consulenza psichiatrica, per poter meglio inquadrare la situazione, inoltre sarebbe opportuno che sua madre intraprendesse un percorso di supporto psicologico che in qualche modo abbia come obiettivo quello di sostenerla in un momento della sua vita cosi delicato.
Nella speranza con queste poche righe di aver accolto e orientato la sua istanza.
Cordiali Saluti
Dottor Diego Ferrara
Buongiorno, mi spiace per ciò che sta vivendo lei ed anche sua madre. La prima persona a cui rivolgersi è il medico di base, il quale potrebbe indirizzarla ad una struttura che svolge test neuropsicologici. Questo le consentirebbe di capire meglio se il quadro che si sta delineando è frutto di un problema organico oppure si sta strutturando una situazione simil depressiva. Certo la situazione non è di quelle che fanno star bene. Il tutto aggravato da una perdita di punti di riferimento emotivi e dall'isolamento conseguente all'ipoacusia. Spero riesca a trovare soluzioni che alleggeriscano lei e aiutino sua madre. Cordiali Saluti Dott. Giambattista Di Bari
buon pomeriggio, comprendo la situazione nella quale può trovarsi in questo momento e alle preoccupazioni derivanti. Rispondendo alla sua domanda, si è possibile valutare la situazione di sua madre attraverso degli strumenti specifici. Le suggerirei in prima battuta di rivolgersi al medico di base per una prima valutazione e un confronto per l'invio agli specialisti/esami diagnostici più utili.
resto a disposizione per eventuali approfondimenti. Saluti dott.ssa G. Labriola
resto a disposizione per eventuali approfondimenti. Saluti dott.ssa G. Labriola
Salve, come riportato dai colleghi le suggerisco di contattare il medico curante di sua madre per esporgli la situazione e valutare il percorso più adatto per lei. Cordialmente, dott.ssa Vigani Viola
Buonasera, mi dispiace per l'accaduto e l'enorme sofferenza che una persona anziana affronta con più difficoltà anche perché le vecchie abitudini e le sicurezze quotidiane vengono a mancare. È certamente possibile valutare la situazione sotto più punti di vista, sia neurologici che psicologici e, aspetto ancora più importante, trovare un modo per alleviare questa sofferenza.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Salve,
Si è possibile fare una valutazione neuropsicologica che va a indagare sia gli aspetti cognitivi che comportamentali. Come le è stato consigliato da altri colleghi provi a contattare il medico di base che potrà valutare meglio la situazione e indirizzarla verso gli specialisti più adatti per sua madre.
Saluti
Si è possibile fare una valutazione neuropsicologica che va a indagare sia gli aspetti cognitivi che comportamentali. Come le è stato consigliato da altri colleghi provi a contattare il medico di base che potrà valutare meglio la situazione e indirizzarla verso gli specialisti più adatti per sua madre.
Saluti
Salve,
credo che in queste situazioni sia molto importante offrire un sostegno alle persone che sono vicine a sua madre, quindi anche lei, in quanto la situazione che vive la signora è di certo molto angosciante. Se vuole sono disponibile a poterla incontrare.
Un cordiale saluto
credo che in queste situazioni sia molto importante offrire un sostegno alle persone che sono vicine a sua madre, quindi anche lei, in quanto la situazione che vive la signora è di certo molto angosciante. Se vuole sono disponibile a poterla incontrare.
Un cordiale saluto
immagino la sua difficoltà di figlia nel gestire la situazione complessa sia dal punto di vista relazionale (separazione) sia dal punto di vista neurocognitivo. Ipoacusia è un fattore di rischio per patologie neurologiche come disturbo neurocognitivo maggiore tipo AD, insieme all'età e alla familiarità (parenti della mamma hanno avuto diagnosi di AD?). Se fosse la mia mamma parlerei con medico di base (se conosce storia clinica della mamma) per confrontarmi su anamnesi (considerando eventuali fattori di rischio vascolari). Sempre difficile diagnosi differenziale AD e disturbo depressivo ma con valutazione neuropsicologica estesa ed esami strumentali (RMN con proiezione ippocampale ed esami ematici) si può descrive un quadro sufficientemente preciso. Arrivare ad un inquadramento diagnostico è utile per impostare terapia farmacologica corretta e formulare piano di intervento assistenziale, nonché avviare pratiche per il riconoscimento invalidità civile. Esistono strutture pubbliche specialistiche come le UVA o i centri per i disturbi neurocognitivi, il suo medico le può fare impegnativa per una prima visita. Utile anche, se non si vuole accedere alle strutture ospedaliere iniziare con una valutazione neuropsicologica estesa che riesce a fornire elementi utili per un corretto inquadramento diagnostico. Per dubbi o chiarimenti non esiti a contattarmi. A presto.
Buongiorno, è certamente possibile valutare la natura del comportamento di sua madre tramite un colloquio e batterie testiche. Il suo medico può darle una mano su come procedere.
Saluti
MT
Saluti
MT
Salve, quanto condivide mi ha fatto pensare all'importanza di "sostenere chi già sostiene qualcun' altro". Comprendere, attraverso le sue risorse, il modo migliore per abitare questa situazione penso possa fornire grandi vantaggi alla relazione con sua madre. Per quanto riguarda sua madre, invece, le consiglio di aiutarla a comprendere l'importanza di non vivere tutta questa fase di transizione da sola, iniziando a prendere in considerazione l'idea che può condividere questo momento delicato e le derivanti fatiche con un professionista. Resto a disposizione, Cordiali Saluti.
Dott.ssa Di Martino Maira
Dott.ssa Di Martino Maira
Gentile utente, vedere il declino del proprio genitore è molto doloroso, comprendo la sua apprensione. Il suo dubbio è legittimo. Certamente può avere una diagnosi rivolgendosi ad un Neuropsicologo, che somministra una batteria di test standardizzati ed effettua colloquio clinico. Troverà tali professionisti nella sua città sia nei servizi pubblici, sia nel privato. Per ulteriori chiarimenti non esiti a contattarci.
Cordialmente, Dott.ssa Pipitó.
Cordialmente, Dott.ssa Pipitó.
Buongiorno e grazie per aver condiviso con noi la vostra situazione. Senza dubbio un lavoro di diagnosi svolto accuratamente potrà dare alcune risposte di grande importanza circa lo stato di saluta di sua madre; Tuttavia, sono convinto che alcuni eventi scatenanti ed una depressione concomitante possano portare la persona ad avere un decadimento cognitivo che, se ascoltato, può rallentare notevolmente e, in alcuni casi, anche regredire. Ascolatre la sofferenza sottostante al disturbo può permettere di dare un significato più profondo e potrebbe ridurre la portata dei sintomi, per questo sono convinto che un percorso psicologico, se abbinato al lavoro di altre figure professionali, possa essere estremamente utile, se non vitale per restituire qualità alla vita di sua madre che, non dimentichiamo, è una donna ancora abbastanza giovane. In seconda battuta posso immaginare la sofferenza che la situazione stia arrecando a chi vive accanto alla signora. I caregiver, spesso obbligati a carichi di stress enormi e ad accumulare senza poter sfogare, si ritrovano a sviluppare una fortissima sofferenza psicologicha che, a mio avviso, merita di essere ascoltata tanto quanto quella della persona con il disturbo (in questo caso sua madre). Anzi, considerando che chi si prende cura, spesso, si ritrova a dover nutrire l'altro con la propria energia psichica e fisica, penso che il suo benessere psicologico sia doppiamente importante. Resto a disposizione per dei colloqui, anche online, che siano essi per sua madre o chi se ne prende cura in questo momento molto delicato per tutti. Cordialmente, Andrea Brumana
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi.
Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico
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Gentile utente, rispondo alla sua domanda in modo affermativo. La sua mamma, con il suo consenso, può essere sottoposta a test di valutazione cognitiva del pensiero e della memoria, ma le direi anche di attenzionare la tendenza depressiva frequente nella terza età sopratutto dopo una separazione familiare.
Cordialmente.
Dott.ssa MariaGraziano
Cordialmente.
Dott.ssa MariaGraziano
Buongiorno,
la situazione che ha descritto, sia in termini di età della donna che di situazioni di vita vissute, possono portare al tipo di problematiche che ha riportato. In questo caso sarebbe consigliabile rivolgersi ad un neurologo per una valutazione ed anche ad un neuropsicologo. Le consiglio di rivolgersi prima al neurologo che potrebbe indicarle lo specialista con cui collabora. Oppure rivolgersi ad un centro che si occupa di questo tipo di problematiche. Esistono degli interventi di supporto che è possibile attuare dal punto di vista sia psicologico che neuropsicologico. Utile potrebbe essere anche informarsi se tra le RSA della sua zona, ve ne sia una che offre interventi a domicilio, lo potrebbe trovare sotto la voce "RSA aperta".
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
la situazione che ha descritto, sia in termini di età della donna che di situazioni di vita vissute, possono portare al tipo di problematiche che ha riportato. In questo caso sarebbe consigliabile rivolgersi ad un neurologo per una valutazione ed anche ad un neuropsicologo. Le consiglio di rivolgersi prima al neurologo che potrebbe indicarle lo specialista con cui collabora. Oppure rivolgersi ad un centro che si occupa di questo tipo di problematiche. Esistono degli interventi di supporto che è possibile attuare dal punto di vista sia psicologico che neuropsicologico. Utile potrebbe essere anche informarsi se tra le RSA della sua zona, ve ne sia una che offre interventi a domicilio, lo potrebbe trovare sotto la voce "RSA aperta".
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Salve, da quanto ha la sensazione che sua madre viva nel proprio mondo e sia delirante? Può provare a chiedere aiuto al suo medico di riferimento, ed eventualmente ad un neurologo/psichiatra di fiducia
Salve, certamente che può essere aiutata la mamma! Può fare una valutazione di ll livello da un neuropsicologo con annesso colloqui di conoscenza in modo tale da provare a capire come sta la mamma e cosa è successo di recente ma anche nel corso degli anni. Poi sulla base dei risultati si può consultare un neurologo, uno psichiatra o un geriatra per la terapia farmacologica, o magari nessuno di questi e fermarsi a un po' di supporto psicologico!
lo psicologo inoltre può consigliare dove e come poter aiutare la mamma in base a ciò che emerge ed essere di supporto alla famiglia
lo psicologo inoltre può consigliare dove e come poter aiutare la mamma in base a ciò che emerge ed essere di supporto alla famiglia
Buongiorno...sono una psicologa e leggendo la sua domanda mi sale una domanda...quanto è stanca di essere la madre di sua madre e prendersi cura di tutti reggendo pesi enormi?
Salve,
è una situazione faticosa e le consiglio di chiedere aiuto agli specialisti il prima possibile. Questo perché agire tempestivamente può alleviare la situazione ed evitare complicazioni. Come le hanno suggerito il medico di medicina generale è il primo riferimento. Ad ogni modo il primo step di solito è un neurologo esperto in età geriatrica. Lo specialista valuterà eventuali terapie, mirate e funzionali alla problematica e l'età. Richiederà anche un "aggiustamento" della terapia fino a che non si trova l'equilibrio giusto, questo è quello che accade di solito. Il secondo step potrebbe essere una valutazione neuropsicologica per valutare eventuali decadimenti e pensare ad un percorso che aiuti la persona al mantenimento, per quanto possibile.
La sordità non aiuta a socializzare e distrarsi, cosa di cui avrebbe bisogno per affrontare il cambiamento di vita. Anche questo aspetto, se non lo avete già fatto, va valutato da un o specialista. Se è possibile utilizzare un apparecchio acustico quest'ultimo può aiutare ad ascoltare le conversazioni e partecipare. Nel caso in cui non sia possibile affrontare il problema della sordità per motivi clinici, potrebbe essere utile avere una persona specializzata che le faccia compagnia di tanto in tanto sapendo gestire nel modo opportuno la conversazione con una persona con difficoltà uditive. Vi auguro il meglio.
è una situazione faticosa e le consiglio di chiedere aiuto agli specialisti il prima possibile. Questo perché agire tempestivamente può alleviare la situazione ed evitare complicazioni. Come le hanno suggerito il medico di medicina generale è il primo riferimento. Ad ogni modo il primo step di solito è un neurologo esperto in età geriatrica. Lo specialista valuterà eventuali terapie, mirate e funzionali alla problematica e l'età. Richiederà anche un "aggiustamento" della terapia fino a che non si trova l'equilibrio giusto, questo è quello che accade di solito. Il secondo step potrebbe essere una valutazione neuropsicologica per valutare eventuali decadimenti e pensare ad un percorso che aiuti la persona al mantenimento, per quanto possibile.
La sordità non aiuta a socializzare e distrarsi, cosa di cui avrebbe bisogno per affrontare il cambiamento di vita. Anche questo aspetto, se non lo avete già fatto, va valutato da un o specialista. Se è possibile utilizzare un apparecchio acustico quest'ultimo può aiutare ad ascoltare le conversazioni e partecipare. Nel caso in cui non sia possibile affrontare il problema della sordità per motivi clinici, potrebbe essere utile avere una persona specializzata che le faccia compagnia di tanto in tanto sapendo gestire nel modo opportuno la conversazione con una persona con difficoltà uditive. Vi auguro il meglio.
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