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Esperienze

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Sito web: https://www.alessiavianello.it

Credo che chiedere aiuto non sia un segno di debolezza, ma un atto di coraggio. Spesso si arriva in terapia quando ansia, stress, relazioni difficili o un senso di fatica costante iniziano a occupare troppo spazio nella vita quotidiana.

Il mio obiettivo è creare uno spazio autentico, sicuro e privo di giudizio, in cui la persona possa sentirsi accolta davvero e libera di portare dubbi, fragilità, sofferenze, ma anche desideri di cambiamento e crescita.

Accompagno adolescenti dai 12 anni, giovani adulti e adulti che stanno attraversando momenti di difficoltà emotiva, relazionale o personale, costruendo insieme un percorso che tenga conto della loro storia, dei loro bisogni e delle loro risorse.
Mi occupo di ansia, attacchi di panico, depressione, stress, difficoltà e rotture relazionali, bassa autostima, crisi personali e di coppia, lutti, difficoltà lavorative, blocchi emotivi, dipendenza affettiva, disturbi ossessivi e vissuti di inadeguatezza.
Accompagno inoltre persone appartenenti alla comunità LGBTQ+, offrendo uno spazio accogliente, rispettoso e privo di giudizio, in cui potersi sentire liberi di esprimersi.

Con gli adolescenti lavoro su insicurezza, gestione delle emozioni, relazioni con i coetanei e difficoltà scolastiche. Seguo anche ragazzi neurodivergenti e giovani afferenti allo spettro psicotico, ed effettuo percorsi di sostegno alla genitorialità.

Nel mio percorso professionale ho maturato esperienza in ambito scolastico, comunità per minori, strutture psichiatriche e RSA, sviluppando una particolare attenzione all’ascolto e alla personalizzazione dell’intervento.

Per me la terapia non significa soltanto stare meglio, ma imparare a comprendersi più profondamente e ritrovare nuovi modi di stare bene con sé stessi e con gli altri.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologo
  • Psicologia clinica
  • Psicodiagnostica

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  • Colloquio psicologico

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  • Consulenza psicologica di coppia

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  • Superamento di eventi traumatici

    70 €

  • Stimolazione cognitiva

    Da 45 €

  • Sostegno psicologico adolescenti

    65 € - 70 €

Indirizzi (3)

Alessia Vianello
Centro Psicologico Veneto

Via Luigi Mariutto 38, Mirano 30035

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20 recensioni

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  • A

    Ho iniziato questo percorso in un momento difficile,dopo la fine di una relazione tossica durata anni e mentre mi ritrovavo ancora intrappolata in dinamiche simili.Ero distrutta e convinta di essere io il problema,destinata ad attrarre solo situazioni sbagliate.Col suo aiuto ho imparato a guardarmi dentro:ho compreso il mio passato,le mie insicurezze,quanto fossi abituata a confondere emozioni tossiche con amore e normalità.Mi ha aiutata a riconoscere ciò che è sano per me e a mettere il mio benessere al primo posto.Abbiamo affrontato vari aspetti della mia vita,relazioni,famiglia,amicizie.Grazie a questo oggi vivo con una serenità che non provavo da anni.Mi sento più sicura di me,capace di allontanare il male e di accogliere quello che mi fa star bene.Sono felice di aver investito nel mio benessere mentale.Consiglio a chi sta attraversando un momento difficile,confrontarsi con un professionista come lei può aiutare a vedere se stessi e la propria vita con occhi diversi.Grazie di cuore

     • Centro Psicologico Veneto colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Alessia Vianello

    Grazie di cuore Anto per le belle parole, sono tanto tanto felice per te. Ti sei messa davvero in gioco, e questo ha fatto sì che ti riuscissi a vedere con occhi diversi, più autentici e meno giudicanti. Sii fiera. In bocca al lupo


  • C

    è una persona di estrema umanità e sensibilità, con una grande competenza. Fin dal primo incontro mi ha fatto sentire a mio agio, creandomi uno spazio sicuro e privo di giudizio. Lo consiglio vivamente.

     • Poliambulatorio Punto Medico Noale Altro  • 

    Dott.ssa Alessia Vianello

    Grazie per esserti fidata e affidata. In bocca al lupo


  • M

    Con la dott.ssa Vianello mi sono subito trovato a mio agio dovuto anche al fatto alla sua giovane età che permette di subito di entrare in empatia. Mi sono rivolto a lei per la mia recente relazione finita. Sto capendo molte cose e soprattutto a controllare le mie ansie. Con impegno, riflessione e aiuto da parte della dott.ssa sono convinto di poterne uscire. Grazie mille

     • Centro Psicologico Veneto colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Alessia Vianello

    Grazie per le belle parole
    Ps: sei sulla strada giusta!


  • A

    Concludo oggi il mio percorso e sento solo gratitudine. Mi sono trovata bene fin dal primo incontro: sa metterti a tuo agio con naturalezza e creare uno spazio sicuro in cui sentirsi ascoltati davvero. Apprezzo tantissimo il suo modo di dire le cose in maniera schietta e diretta, ma sempre con grande rispetto e sensibilità. È una professionista che sa accompagnarti con equilibrio e umanità. Grazie di cuore per questo percorso

     • Centro Psicologico Veneto sostegno psicologico  • 

    Dott.ssa Alessia Vianello

    Grazie a te per la fiducia e per esserti fidata e affidata. Sii fiera di te, di tutto quello che hai fatto e dei risultati ottenuti! In bocca al lupo ‘signorina’


  • M

    ... Siamo all'inizio di un percorso famigliare e son sicura che avremo dei risultati...

     • Centro Psicologico Veneto sostegno psicologico  • 

    Dott.ssa Alessia Vianello

    Grazie infinite per la fiducia


  • R

    Una persona splendida in tutto e per tutto.
    Super professionale.
    Mi sta aiutando tanto in tantissime cose e mi sento per la prima volta ascoltata.
    Auguro a chiunque ne abbia bisogno di trovare un’Alessia!
    Merita molto!
    Purtroppo ci sono solo 5 stelle, altrimenti ne avrei messe 10!
    Grazie di tutto!

     • Centro Psicologico Veneto sostegno psicologico  • 

    Dott.ssa Alessia Vianello

    Grazie per le splendide parole. Continuiamo così


  • F

    È molto empatica con i ragazzi. La sua giovane età le permette di utilizzare al meglio il linguaggio dei giovani e a capire il loro mondo. Inoltre, è molto dolce. Per mio figlio è risultata una sorella maggiore che sa capirlo ed essere sempre presente. Essendo giovane non ha ancora tutta la formazione che, ovviamente, possiede una di una certa età , ma la sua personalità gioiosa è servita ad aiutare mio figlio che attraversava un periodo negativo della sua vita.

     • Poliambulatorio Punto Medico Noale sostegno psicologico adolescenti  • 

    Dott.ssa Alessia Vianello

    Grazie Fabiana per le sue parole. Sono felice suo figlio si sia sentito accolto e compreso. Un saluto


  • L

    Mi sono rivolto alla dott.ssa Vianello a causa del mio problema ossessivo, che mi faceva mettere in dubbio tante cose e me stesso. Con il suo aiuto ora va molto meglio e gliene sono grato

     • Centro Psicologico Veneto colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Alessia Vianello

    Felice di poter essere stata d’aiuto.
    Un caro saluto


  • M

    Mi sono rivolta alla dottoressa Vianello in un momento difficile della mia vita in cui avevo bisogno di un aiuto per rimettermi in carreggiata. In questi mesi mi è stata di grande aiuto e sono contenta di aver trovato in lei il sostegno di cui avevo bisogno. Dal primo momento mi ha messa a mio agio e non mi sono mai sentita giudicata durante i colloqui!

     • Centro Psicologico Veneto colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Alessia Vianello

    Grazie a te per la fiducia e per esserti messa così tanto in gioco!


  • R

    Professionista attenta e precisa, dalla prima seduta ho subito notato la sua attenzione ai miei problemi e mi sono sentito libero di andare a fondo, senza nessun tipo di timore. Grazie alle sedute insieme sono riuscito a scavalcare gli ostacoli che mi impedivano di sentirmi meglio e a mio agio in tutte le situazioni che la vita mi presenta.
    Raccomando a chiunque cerchi una vera professionista che si mette a totale disposizione del paziente.

     • Poliambulatorio Punto Medico Noale  • 

    Dott.ssa Alessia Vianello

    Grazie infinite per le belle parole


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 25 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno, spero non sia un problema desiderare di rimanere anonimo. Non so più come gestire i rapporti di lavoro in un ambiente di venticinque persone in cui non mi sento più libero di vivere chi voglio perché mi sento gli occhi addosso (e commenti) di 3-4 di loro e il loro agire di conseguenza per rovinarmi le amicizie che riesco a crearmi. Porto solo due esempi, ho legato con un ragazzo molto più piccolo che potrebbe essermi nipote, mi vuole un bene dell'anima, l'arrivo di un altro suo coetaneo che già conoscevo ha fatto scattare in quest'ultimo gelosie da portarlo a frequentarsi con lui e dopo alcuni mesi l'ho sentito vantarsi con me come se me l'avesse sottratto per via della mia età dissimile alla loro. Li per li la sua frase mi fece riflettere ma poi non ci ho dato peso perché fui stesso io a consigliargli di frequentarsi coi colleghi della sua età in modo fa crearsi la sua cerchia di amici e non isolarsi vivendo tutti noi fuori regione. Poi questo mio "nipotino" un giorno mi ha letteralmente sorpreso.. a un aperitivo inizia a farmi capire che secondo lui quel collega aveva un atteggiamento controllante, ovvero che vedendogli avere buoni rapporti con me, iniziava a tartassarlo per stare assieme ma quando aveva altre uscite non lo coinvolgeva minimamente e che nei miei confronti gli risultava ingiustamente screditante, come per isolarmi, arrivando a parlare di narcisismo ma per me era esagerata come espressione. Lui allora ha capito il gioco e spontaneamente gli ha fatto comprendere di non essere disponibile con lui con quelle modalità. Siamo andati avanti, ha continuato a coinvolgermi e io per non farlo sentire solo ho cercato di organizzare pranzi da me o uscite assieme. Adesso quell'altro collega si è staccato da lui e ha iniziato a bombardare un'altra collega emotivamente molto legata a me e io a lei, ci confidiamo su ogni aspetto di vita.vissuta e quotidiana, e che abbiamo portato anche fuori lavoro con una frequentazione light. Una delle frasi che mi ha fatto scattare il campanello d'allarme è stato quando il ragazzo manipolativo provocatoriamente nei suoi confronti dinanzi a tutti le ha fatto notare che non se li fila ma preferisce farsi i rapporti per conto suo (ovvero con me) come per riprenderla dolcemente e poi in altra occasione dinanzi a lei vantandosi di avergli aperto persino le porte di casa (cosa che anche io ho vissuto ma senza vanto alcuno, trovandola una cosa di una normalità assoluta). All'improvviso ha iniziato ad essere aggressivo nei miei confronti (io che in passato l'ho aiutato a diventare effettivo), altamente screditante, tentando di isolarmi, lei niente, sorrideva senza capire. Gliel'ho lasciato fare anche perché fino a due giorni prima era venuto proprio da me a chiedermi favori per essere ospitato e aiutato a cercare un appartamento, mi stonava ho pensato sono ragazzi e me ne sono fregato. Però al tempo stesso notando la mia amica ben più grande di lui particolarmente presa dalla sua pomposa e arrogante simpatia, le ho fatto un discorsetto preventivo facendole capire che stava tentando di portarsela nella sua combriccola invitandola a uscire assieme (cosa che la ragazza ha sempre fatto con me per sua iniziativa), spiegandole che era un concetto non solo mio (raccontandole l'argomentazione dell'altro mio "nipotino" che invece da solo aveva aperto gli occhi), raccontandole tutti i gesti screditanti che avevo subíto precendentemente, e lei meravigliatasi mi ha risposto che non sapeva di tutto questo perché lei vive i rapporti più spontaneamente, scusandosi per avermi ferito, che non sarebbe cambiato nulla nei miei confronti perché nessuno avrebbe mai fatto cambiare idea su di me perché ha tanta stima e che adesso che aveva capito, di regolarsi di conseguenza. Io le ho garantito che per me avrebbe potuto fare tutto ciò che voleva, e che se preferiva altre compagnie per le quali io non avevo spazio, di non scandalizzarsi nel vedere anche me ricrearmi spazi più tranquillo e benevoli nei miei confronti. Un mesetto di tregua in cui lei ha preso le distanze da lui, in cui lui l'ho sentito diverse volte lamentarsene con altri e guardarla con occhi cotti, lui ha iniziato quindi a riavvicinarsi a me in modalità bonaria come avesse percepito che per avvicinarsi a lei doveva accettare la nostra amicizia, dopodiché lei sta di nuovo cedendo nel cercarlo (perché lui in chat le scrive tutti i giorni facendola divertire) pur continuando a dare a me il consueto spazio. Lui se vede che arrivo io a parlarle subìto si fa da parte, ma se non ci sono diventa comunella a cui lei da seguito. Nessun problema, alla fine siamo comunque colleghi non c'è un rapporto sentimentale concreto atto a giustificare ulteriori confronti e a prescindere dal più o meno vero interessamento da parte della ragazza, io ho ridotto il legame e la tratto come altre colleghe, scaturendo in lei anche un risentimento evidente al punto tale da cercarlo proprio dinanzi a me come per volermi ferire (e gia questo..). Adesso ci stiamo riavvicinando per cercare un nuovo equilibrio ma non so come gestire la situazione, onestamente non ho assolutamente alcuna voglia di partecipare nemmeno PASSIVAMENTE a questi giochetti infantili e logoranti. Preferisco essere superiore e andare avanti, chi veramente mi vuol bene appresso mi viene. La domanda.. cosa posso fare per evitare di essere bersagliato costantemente da questi attacchi diretti? Intervenire su di lei l'ho fatto e non è il caso di diventare petulante, se un ragazzo di 18 anni da solo ha capito gli intenti mentre lei ben più grande si fa travolgere, mi faccio due domande e mi do anche due risposte, inoltre se chiudo, lei va in crisi mistica e me la farei persino nemica... Intervenire nei rapporti con lui invece non so in che modo né se sia realmente opportuno. E poi intervenire su di me, dovrei fregarmene altamente e invece me ne dispiaccio nel sentirmi innanzitutto sempre bersagliato, fatto sempre oggetto si divisione, e anche per il rapporto vero e sincero che eravamo riusciti a creare con questa ragazza dolcissima, non potrei parlarne male eccetto questo suo aspetto.
Grazie a chi vorrà dedicarmi la propria disponibilità.

Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso in modo così articolato e preciso il vissuto che sta affrontando. La sua capacità di descrivere le dinamiche relazionali, individuando con lucidità i comportamenti disfunzionali all’interno del contesto lavorativo, evidenzia una buona consapevolezza dei processi interpersonali in atto e dei correlati emotivi che ne derivano.
Situazioni come quella che descrive possono generare un notevole carico di stress, determinato da dinamiche di triangolazione, manipolazione relazionale e tentativi di controllo indiretto da parte di alcuni membri del gruppo, e sembrano essere date da persone più giovani di lei. È comprensibile, in questi contesti, sviluppare sentimenti di frustrazione, fatica emotiva e sensazione di essere ingiustamente esposto a dinamiche a cui si sente/non si vuole appartenere.
Le situazioni che lei descrive sono tipiche di diversi ambienti lavorativi, dove si sviluppano equilibri instabili, alleanze, gelosie e meccanismi di esclusione che possono generare forte stress, senso di vulnerabilità e fatica. La sua volontà di cercare un modo equilibrato per gestire questi aspetti, evitando escalation conflittuali, denota una buona competenza emotiva e relazionale, e anche maturità.
Per rispondere in modo maggiormente diretto alla sua domanda, le direi di provare a definire maggiormente i confini, chiedersi che cosa lei ha, si aspetta e cosa le porta avere legami anche al di fuori del contesto lavorativo con i colleghi, e infine le direi di poter provare a confrontarsi direttamente con l'interessato maggiore, ovvero quello che crea maggiormente queste dinamiche, e riflettere nuovamente rispetto al fatto di potersi pian piano "allontanare", mettendo dei limiti alla relazione, o comunque essere maggiormente chiaro. Le relazioni a lavoro sono molto difficili da mantenere, in quanto vi è molta differenza tra rapporto lavorativo e personale, dato che facilmente si sovrappongono e poi ci si sente sopraffatti. Spero di poterle essere stata d'aiuto, un saluto

Dott.ssa Alessia Vianello

Buongiorno è da giorni che mi tormenta questa domanda, come si fa a non provare qualcosa per un uomo? Come è possibile vederlo solo come un conoscente/amico/collega di lavoro? Mi spiego meglio, quando ci siamo conosciuti tra noi è nato un bel feeling, che però per bisogno di entrambi e attrazione è tramutato in una sorta di flirt con qualche minimo avvicinamento fisico e molti messaggi e chiamate, il "problema" è che lui è impegnato da 4 anni e sposato da 2... tutto all'inizio era come un divertimento che faceva distrarre entrambi e bene (per quanto sia chiaro capisco che vada contro molti valori e di questo me ne assumo le colpe). Adesso però dopo molto tempo entrambi siamo decisi a non commettere errori di cui poi ci pentiremmo e di cercare in qualche modo di mantenere un buon rapporto senza odio o distacco totale. Io però in cuor mio ammetto che per un periodo l'ho visto con altri occhi, un compagno presente, premuroso, dolce, un futuro padre perfetto, intraprendente, simpatico e con tanta voglia di fare, sempre sorridente e positivo... è possibile distaccarmi da questa visione?

Buongiorno,
quello che descrive è un vissuto molto umano e comprensibile. Quando si crea una connessione autentica, fatta di vicinanza emotiva, complicità e ascolto, può accadere che si senta una maggiore vicinanza all'altro. Il problema non è tanto “provare qualcosa”, quanto comprendere cosa ci ha attratto e perché quel legame ha fatto emergere determinati desideri o fantasie.
Il passo che sta cercando di fare è delicato ma possibile. Sarebbe utile che lei si fermasse a riflettere su che cosa questa relazione le ha dato e che sente il bisogno di vivere e che sente di meritarsi. In questo modo può provare a soffermarsi sulla situazione ma rivolgendo le domande più a se stessa che alla relazione in sé, quindi chi sono io e cosa mi aspetto da una relazione e desidero per me e per la mia vita, prendendo anche in considerazione la situazione concreta in cui si trova. E perchè no, pensare anche a quali possono essere le alternative possibili per lei in termini relazionali.
Se sente che da sola è difficile, le consiglio uno spazio psicologico dedicato, il quale potrebbe offrirle un luogo sicuro per esplorare queste dinamiche con più chiarezza e senza giudizio.
Un caro saluto.

Dott.ssa Alessia Vianello
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