Dott.ssa Nives Sagripanti

Psicologa · Altro

5 recensioni
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Esperienze

Mi occupo principalmente di consulenza psicologica, individuale e in coppia. Aiuto le persone a superare momenti di ansia, preoccupazione, momenti di profonda tristezza e vuoto esistenziale.

Il mio approccio è cognitivo-comportamentale e sistemico-relazionale: il primo si basa su schemi di pensiero errati e di conseguenza comportamenti che portano ad un sintomo, mentre il secondo è più orientato ad analizzare il problema dal punto di vista familiare.

Il mio obbiettivo è quello di sviluppare il potenziale di ognuno, aiutando le persone a superare i blocchi e affrontare la vita con la giusta serenità e resilienza. 

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia cognitiva
  • Mediatore familiare

Tipologia di visite

Consulenza online

Foto e video

Prestazioni e prezzi

  • Consulenza online

    50 €

  • Colloquio psicologico di coppia

    60 €

  • Colloquio psicologico individuale

    60 €

  • Primo colloquio psicologico

    Prestazione gratuita

  • Riabilitazione

    30 €

Indirizzi (2)

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Studio Udine

Viale Giuseppe Tullio 18, Udine 33100

Disponibilità

Telefono

0432 170...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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  • Pazienti senza assicurazione sanitaria

5 recensioni

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  • G

    La dottoressa Sagripanti è una professionista empatica, attenta e capace di creare un clima di fiducia e ascolto autentico. In questo percorso ho potuto lavorare in profondità su me stesso, notando reali progressi nella mia crescita personale. Apprezzo molto la sua elasticità e la sensibilità con cui accompagna ogni seduta.

     • Studio Udine colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Nives Sagripanti

    Grazie per aver condiviso la tua esperienza.


  • S

    È molto brava, mi sono sentita ascoltata e capita

     • Studio Udine colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Nives Sagripanti

    Grazie, mi fa piacere che sia un'esperienza positiva.


  • M

    La dottoressa é in grado di leggerti e comprenderti al primo sguardo.

     • Studio Udine primo colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Nives Sagripanti

    Grazie del riscontro e delle belle parole!


  • T

    Mi sono subito sentito a mio agio, inoltre non abbiamo perso tempo dietro a inconvenevoli. Ottima esperienza

     • Studio Udine colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Nives Sagripanti

    Grazie per il feedback!


  • L

    Mi sono rivolto alla dott. Sagripanti per risolvere problemi di coppia. Molto preparata e professionale. Mi sono trovato molto bene e quindi la consiglio senz'altro a chi ha la necessità di affidarsi ad uno
    psicologo.

     • Studio Udine colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Nives Sagripanti

    Grazie mille per il suo feedback! Le auguro il meglio...


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 15 domande da parte di pazienti di MioDottore

Sto con il mio ragazzo da quando avevamo 18 anni. Negli anni la nostra relazione è stata profondamente segnata dalla sua ludopatia. All’inizio ho sottovalutato il problema, convinta di poterlo aiutare e di riuscire a contenere la situazione. Con il tempo però il gioco è diventato sempre più invasivo e distruttivo.

Le sue perdite economiche hanno iniziato a pesare concretamente sulla nostra vita e progressivamente anche sulla mia integrità personale. Ho iniziato coprendo le sue perdite con i soldi dei miei genitori, poi ho oltrepassato limiti che non avrei mai pensato di superare. Sono arrivata a rubare, prima oggetti d’oro, poi soldi dalle carte a cui avevo accesso, fino al conto dei miei genitori. Questo è l’aspetto che oggi mi spaventa di più, perché non mi riconosco nella persona che sono diventata pur di sostenere la relazione.

Nonostante tutto ho portato avanti il mio percorso universitario, mi sono laureata con il massimo dei voti e ho iniziato a lavorare da remoto con un ottimo stipendio. Tuttavia il meccanismo è rimasto lo stesso, lui esaurisce il suo stipendio in pochi giorni e io divento il sostegno economico. Ad aprile dell’anno scorso ha vinto circa 100.000 euro, persi interamente nel giro di una settimana.

A luglio ho scoperto una conversazione tra lui e una ragazza con cui lavorava. Nello stesso posto lavoravano anche la madre del mio ragazzo e il fidanzato di lei. Dai messaggi avevo capito che si erano messi d’accordo per vedersi. Sono intervenuta e ho impedito l’incontro. Siamo andati insieme da lei a chiarire e mi hanno rassicurata dicendo che si trattava di qualcosa di amichevole. Mi hanno convinta a non dire nulla al fidanzato di lei per evitare problemi sul lavoro. Dentro di me non ho mai creduto completamente a quella versione, ma ho scelto di andare avanti.

Il 28 gennaio di quest’anno lui ha avuto una conversazione con la stessa ragazza. Io l’ho scoperta solo a febbraio. Nello stesso periodo ho trovato nella cronologia del suo telefono ricerche di hotel a ore.

Il 31 gennaio, prima che io scoprissi quella conversazione, i miei genitori sono venuti a conoscenza della situazione economica. È stato un momento molto forte, lui è venuto a casa mia, si è assunto le sue responsabilità . Da quel momento ha smesso di chiedermi soldi e ha interrotto il gioco compulsivo. Per la prima volta dopo anni ho avuto la sensazione di una certa stabilità.

Quando tre giorni fa ho scoperto la conversazione del 28 gennaio, ho deciso di informare il fidanzato di lei inviandogli gli screenshot. Dopo che lui ha lasciato la ragazza, lei mi ha scritto confermandomi che quella sera avevano avuto un rapporto sessuale.

Il mio ragazzo continua a negare che sia successo qualcosa e sostiene che la sua ammissione sia una forma di vendetta nei miei confronti per aver coinvolto il fidanzato e aver creato problemi. Insiste su questa versione, mentre allo stesso tempo dice che è colpa sua, che vuole cambiare e che non può stare senza di me.

Mi sento profondamente divisa: da un lato vedo un cambiamento concreto sul piano economico e comportamentale dopo l’intervento dei miei genitori; dall’altro faccio fatica a conciliare le sue negazioni con ciò che ho visto e con l’ammissione di lei. Vivo in uno stato di allerta costante e non riesco a capire se il cambiamento sia frutto di una reale presa di coscienza o della paura di aver perso il controllo della situazione.

So che la relazione è tossica e che mi ha portata a superare limiti che non avrei mai immaginato, eppure faccio fatica a chiuderla definitivamente.

Benvenuta in questo spazio e grazie per la condivisione. Ovviamente nessuno psicologo ti dirà se devi lasciare il tuo fidanzato o no.
Quello che farei sarebbe aiutarti a rimettere lentamente a fuoco te stessa, a ricostruire quei confini che negli anni si sono assottigliati fino quasi a sparire, non per debolezza ma per adattamento. Quando vivi a lungo accanto a una dipendenza, impari a spostare sempre un po’ più in là il limite di ciò che è accettabile, finché un giorno ti guardi indietro e non ti riconosci più.

Lavorerei con te per separare il suo percorso dal tuo. Perché una cosa è il suo eventuale cambiamento, un’altra è la responsabilità che ti sei caricata addosso per anni. Tu non sei, e non puoi essere, la garanzia del suo benessere. Non sei il suo argine, né il suo salvagente, né il prezzo da pagare perché lui stia meglio. Finché resti in quel ruolo, anche il cambiamento più sincero rischia di pesare ancora sulle tue spalle.

E poi ascolterei molto ciò che il tuo corpo e il tuo stato emotivo stanno già dicendo. Vivere in uno stato di allerta costante, controllare, dubitare, mettere insieme versioni diverse della realtà non è una condizione neutra: è una forma di sopravvivenza.

Una relazione può anche continuare solo se non ti obbliga a tradirti per esistere. E oggi, per come la descrivi, il prezzo che stai pagando è ancora molto alto. Non perché tu non sia abbastanza forte, ma perché sei stata forte troppo a lungo, al posto di entrambi. Quindi prima di tutto il focus dovrebbe essere sul tuo benessere e sui confini naturali che devono esserci tra due persone adulte che sono insieme non per interdipendenza ma per la voglia ti stare insieme.
Ti auguro il meglio

Dott.ssa Nives Sagripanti

Buonasera, sono una ragazza e vi scrivo per chiedervi un aiuto. Da quasi 2 anni sto con un ragazzo, dolce e innamoratissimo di me. Solo che agli inizi mi ha tenuto nascosto che aveva avuto delle relazioni sessuali con due persone della comitiva che frequenta lui, da queste due bugie io non mi sono più fidata, cerco di farmela passare ma non riesco, a volte litigo di brutto con lui anche senza apparente motivo e sono sempre arrabbiata, nervosa e sempre con il dubbio che lui possa nascondermi dell altro. Mi vergogno di questo ma continuo a farlo, mentre lui dorme controllo il suo telefono e non c'è nulla, stasera ho trovato un widget sul suo telefono che mostrava come nascondere persone dai suoi ricordi su Google foto. E tempo fa ho notato che nelle sue ricerche Facebook c'erano tante ragazze mentre lui ha continuato a dirmi che le stava eliminando. I suoi comportamenti mi mettono una forte crisi o forse sono io ad essere esagerata? Tempo fa mi diagnosticarono sindrome DOC da relazione. Per il resto con me lui è una persona molto comprensiva, solo che quando faccio presente che non sto bene minimizza dicendo che mi faccio le paranoie e che va tutto bene, quando ho quegli scatti dove litighiamo gliene dico di tutti i colori e sarei pronta anche a lasciarlo cosi da poter capire se starei meglio o no. Ho notato anche di essere cambiata da qualche anno, non faccio più il lavoro che ho sempre fatto e ho cambiato la mia vita radicalmente, ultimamente dormo e fumo di più come se non vedessi l ora che passasse la giornata. Mi da fastidio se lui è felice e coltiva i suoi hobby, lo so è una cosa bruttissima ma non so che mi prende, non riesco ad essere positiva in questa relazione.

Grazie per aver condiviso la tua storia.
Sostanzialmente ti stai chiedendo di chi è la colpa, se è lui che ti crea questo stato di malessere o se è un problema solo tuo.
In una relazione si intrecciano i reciproci punti di forza e di debolezza in un modo che rende difficile stabilire meriti e colpe.
Quello di cui hai bisogno in questo momento è di un percorso che ti aiuti a ricentrarti su te stessa per capire bene la tua vita in questo momento. Ti giudichi per la rabbia che provi, la paura e i comportamenti di controllo. Ma più che altro mi concentrerei sull'ascoltare questi segnali di malessere e con l'aiuto di un professionista cercare di riprendere in mano la tua vita. Forse non sei infastidita dalla sua felicità ma dalla tua infelicità. Sono sicura che le risposte di cui hai bisogno arriveranno man mano che farai chiarezza in te stessa.
Ti auguro il meglio.

Dott.ssa Nives Sagripanti
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