Padre non interessa la figlia. E' la cosa più bella e importante che ho; Ha 2 anni. Ma non riesco a

20 risposte
Padre non interessa la figlia.
E' la cosa più bella e importante che ho; Ha 2 anni. Ma non riesco a passarci tempo assieme, mi "annoio" subito, non riesco a dare se non per poco tempo e cosa "peggiore", non mi interessa. Per es. E' al mare con la mamma (moglie) e non mi interessa sapere come sta o vederla sul telefono o le sue foto. So che con la "mamma" è in buone mani (al 100%), ma questo non è e non basta a giustificare questo mio "atteggiamento". (questo succede anche quando siamo vicini in casa). E' più un "impegno" (anche se lo svolgo al meglio delle mie possibilità) che un "piacere" (non che lo debba essere). Non ne sento la mancanza.

In questo contraddittorio non mi piaccio e sono auto preoccupato della cosa.
Scusate le tante "". Non so se uso i termini giusti. Senza prenderci in giro: Lo so che dovrei venirci di corsa, ma non verrò a fare consulti in presenza.
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio che espone perché sono sicuro che ciò le crea malessere.
A mio parere, se questa situazione la disturba e la porta a scrivere qui, è perché vuole approfondire, vederci chiaro e magari porre fine al suo disagio; al contempo, scrive però che non intende effettuare colloqui in presenza forse perché non li ritiene utili? si sentirebbe in imbarazzo a parlare di queste cose? teme di poter essere giudicato negativamente? Ritengo che possa essere utile invece poter trasformare questo messaggio che scrive in qualcosa di utile per lei.
La modalità la scelga lei: molti professionisti, come me, lavorano online e offrono il primo colloquio gratuito per cui la invito a pensarci.
Un caro saluto, dott FDL

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Buongiorno, da quanto leggo identifica e riconosce una problematica rispetto al distacco emotivo che apparentemente sente nei confronti di sua figlia. Se tuttavia non desidera iniziare un percorso con uno psicologo, in che modo potremmo esserle utili? Specifica in presenza, poiché considera invece la possibilità di farlo online?
Buongiorno, il fatto che abbia consapevolezza di questo suo distacco emotivo nei confronti di sua figlia è già un passo avanti che le permette di indagare oltre, meglio con l'aiuto di un professionista. E' da capire se questo suo modo anafettivo di entrare in relazione riguarda solo sua figlia o anche sua moglie o altre persone a lei vicino. Andrebbero fatti degli incontri anche online, se preferisce per capire meglio e per poterla aiutare. Rimango a disposizione.
Dott.ssa Marina Bonadeni
Gentile "padre",
quanti anni ha? Vostra figlia è stata desiderata? A me sembra tanto confuso e disorientato, posso anche comprenderlo -padre non si nasce, si diventa- quello che invece comprendo un po' meno è l'ostilità verso il consulto in presenza, si tratta di timidezza, vergogna, sfiducia, giudizio, paura? Nel caso fosse tutto questo o parte di questo le garantisco che tutti quanti noi professionisti siamo ben preparati ad affrontare e far superare tutte queste iniziali difficoltà emotive, d'altronde ha già cominciato scrivendo su questa piattaforma, se la cosa la fa sentire meglio e a suo agio, ed è interessato a comprendere meglio il suo ruolo di padre, mi trova anche on-line.
Cordialmente.
Dott.ssa Silvana Censale
Salve, ha mai pensato a un consulto psicologico? Potrebbe chiarirsi alcune idee a tal riguardo. Se ne sia almeno la possibilità.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buonasera Gentile Utente, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Come ha già detto lei, probabilmente la cosa migliore sarebbe iniziare un percorso psicologico per fare chiarezza su questi suoi vissuti. Se non vuole farlo in presenza, ci sono tanti professionisti (anche su questa piattaforma) che ormai da tempo fanno colloqui online. Rimango a disposizione. Cordialmente, dott Simeoni.
Buongiorno, sono dispiaciuta per la situazione che sta vivendo e per il malessere che lo ha spinto a scriverci. Come crede anche lei, la cosa migliore sarebbe iniziare un percorso psicologico per approfondire e fare chiarezza su cosa accade. Se non vuole farlo in presenza, io ricevo online e rimango a disposizione. Non ci sono canoni a cui dover aderire e giudicare non fa parte della nostra professione. Saro lieta di poterla aiutare e farcela insieme.

Cordialmente,
Dott.ssa D’urso .
Gentilissimo, comincerei col dire che "essere" padre non è per nulla semplice (così come "essere" madre, del resto), i bambini sono impegnativi e può capitare che in alcune delle loro fasi di vita come genitori si faccia fatica a sintonizzarsi sulle loro modalità, possibilità e bisogni e dunque si possa percepire la noia o l'affaticamento più che il piacere: tutto questo rientra nella fisiologia della relazione che come ben sappiamo è un qualcosa che va coltivata con impegno e dedizione, disposti a sostenere anche i momenti di difficoltà. Ma qua mi sembra che ci sia altro: quello che lei sembra stia mettendo in discussione è il suo modello di padre, il contrasto tra quello che sa che dovrebbe essere e accadere e quello che, probabilmente perchè è più forte di lei, le viene da mettere in campo. Come mai non si permette di essere il "bel padre" che ha in mente? Bisognerebbe approfondire parecchie cose: in primis il rapporto con suo padre, la storia della gravidanza/nascita di questa figlia, ma lei in modo perentorio dice che non ha intenzione di sostenere colloqui psicologici. Come mai? Forse sono tematiche che le mettono paura/disagio? E allora meglio essere padre a metà piuttosto che guardarsi dentro e evolvere e migliorarsi?.........buone riflessioni!!!
Cordialmente a disposizione
Dott.ssa Arianna Sala - Cernusco sul Naviglio
Gentile Utente,
rispondere su un sito ad una domanda anonima non può sostituire un consulto di persona. Mi spiace che lei si neghi questa possibilità: per quale motivo?
Per quel poco che ci scrive, sembra che trovi "anormale" non provare l'affetto che crede di dover avere per sua figlia. Credo che il punto sia qui: sembra che abbia un'idea di come "dovrebbe" andare tra padre e figlia, e questa idea si scontra con il suo rapporto effettivo con la bambina. Perché crede che non dovrebbe provare noia con lei? Si sorprenderebbe di sapere quanti padri condividono la stessa sua noia, e quante madri. I bambini sono esseri umani come lei, hanno un temperamento. Con alcuni leghiamo per simpatia, con altri no. Non è necessariamente un male, finché questo non produce trascuratezza o abuso. E non mi sembra sia il suo caso.
mi sorge una domanda: per caso sua moglie le ha rimproverato di giocare poco con la bambina? Perché se così fosse, il problema sarebbe tra lei e sua moglie ...

Mi permetto di darle un consiglio: provi a rilassarsi e a giocarle con la bambina quando le va, per il tempo che le va, senza troppi problemi o troppe aspettative. Andrà bene e potrebbe fare delle scoperte interessanti.

con i migliori auguri
dr. Ventura
Caro signore, colpisce la sua lucidità ed è un buon punto a suo favore.
Essere consapevoli di qualcosa, implica però anche la necessità di fare qualcosa con la consapevolezza.
Le consiglio vivamente di scoprire i motivi profondi di questo distacco verso sua figlia: comprenderli la aiuterà a vivere meglio e garantite alla bambina una vita affettiva serena.
Cordiali saluti.
Giada Bruni
Buongiorno, mi dispiace per questa situazione che le crea preoccupazioni, al punto di scrivere qui. È importante che lei si ponga domande e si metta in discussione.
Anche se scrive esplicitamente che non verrà a fare consulti in presenza.
L'unico modo per potersi aprire su ciò che prova, parlarne e comprenderlo, ritengo sia provare a contattare uno psicologo. Se non se la sente di fare colloqui in presenza, può provare con degli incontri in videochiamata. Il primo passo ,di aprirsi e parlarne qui, cercando aiuto e confronto, l'ha già fatto. E non è da poco!
Le auguro una buona giornata,
Dott.ssa Alice Carbone
Buongiorno,
un bambino piccolo di due anni richiede molto impegno alla coppia. Se la mamma riesce ad offrire le cure in modo spontaneo e facile, per lei invece, nonostante sua figlia rappresenti la cosa più importante è bella che ha, è faticoso giocarci e passare del tempo con lei senza annoiarsi. Le direi di soffermarsi sulla parola "prendersi cura": in quali modi riesce a prendersi cura della sua famiglia e di sua figlia? La risposta che darà le offrirà sicuramente utili spunti di riflessione. Sono disponibile per qualsiasi chiarimento. Un cordiale saluto
Gentile utente, a quanto pare il copione del "bravo papà" che lei possiede (o che le hanno fornito) non le si addice. Credo tuttavia che ognuno, scegliendo in maniera libera e responsabile, possa creare uno stile genitoriale che gli calzi a pennello; anche all'interno di ruoli socialmente consolidati come quello genitoriale possiamo - faticosamente - scegliere di vestire panni cuciti su di noi (sui nostri desideri, sulle nostre aspettative ed emozioni, sulle nostre credenze e i nostri valori) piuttosto che sui pregiudizi maggiormente accettati. Certo indossare in maniera irriverente, confortevole e fiera la "maglietta" del proprio ruolo richiede un percorso complesso e impegnativo, e il coraggio di mettersi in gioco. Le auguro di fare la scelta più utile per tutti voi. Cordialmente, Dott.ssa Roberta Sala
Gentile utente, sono il dott. Nicolò Lasciato, Psicologo, e mi occupo prettamente di psicologia perinatale (cioè di tutto ciò che riguarda la psiche dell'uomo e della donna dal concepimento fino ai primi 3 anni del bambino).
Vissuti come il suo possono capitare più spesso di quanto si pensi e parlare con uno psicologo che si occupa di perinatalità può tornare molto utile per comprendere quanto le accade e orientarsi verso il benessere psicologico desiderato.
Mi scriva o chiami pure quando vuole, senza alcun impegno, per un primo contatto diretto e/o una seduta online: valuteremo insieme come procedere, senza alcun giudizio e in piena libertà di scelta. dott. Nicolò Lasciato
Salve. È chiaro e consapevole nel descrivere il suo vissuto di padre. Sua figlia è la cosa più bella che ha ma non se ne preoccupa e non prova piacere a stare più di tanto con lei. Si fida della madre, sua moglie, sa che la bambina con lei sta bene e non sente il desiderio di sentire sua figlia. Fa il padre ma non si sente padre. Una storia come tante, solo che lei la vive con un senso di colpa, altrimenti non avrebbe scritto qui. Come vorrebbe essere come padre? Perché si sente sbagliato? Non vuole chiedere aiuto, in presenza. Sarebbe disponibile a farlo on line? Chiarisca se vuole affrontare ed elaborare un vissuto emotivo che le causa disagio e decida sulla base di ciò che sente buono per lei. Distinti saluti
Salve da quello che descrive nella sua nota sembra che da tempo stia riflettendo su questo tema e che già in passato ha avuto modo di avere il parere di un professionista o da qualcuno che lei ritiene esperto e degno di attenzione. Se la situazione è questa lei sicuramente ha conoscenza di quelli che sono gli elementi che concorrono in questa situazione. L'indicazione di un consulto non è un giudizio negativo, del tipo "c'è qualcosa di sbagliato" ma è la possibilità di fare luce in modo diverso e forse più approfondito su temi legati alla relazione emotiva e sul suo " " o voglio "..." e contemporaneamente non voglio "...". Una cosa è molto importante da non dimenticare e riguarda lo sviluppo emotivo dei bambini e la presenza in questo dei loro punti di riferimento genitoriali "..." e penso che lei capisca il senso di questa frase. In ogni caso si deve rispettare ed accettare la sua decisione di non chiedere un consulto ovvero approfondire la conoscenza dei vissuti legati al suo desiderio di essere "" e di non volerlo "". Un cordiale saluto
Buongiorno, la dinamica che lei descrive non è infrequente e sicuramente risolvibile per quel che mi riguarda. Mi occupo proprio di genitorialita’ e coppia e le posso assicurare che parlarne con qualcuno di esterno come uno psicoterapeuta la potrà aiutare molto e allo stesso tempo alleviare da questa situazione.
Io lavoro anche a distanza.
Saluti e un abbraccio
V. Barucci
Prima questione che vorrei sottoporle è quella relativa al fatto che non necessariamente i colloqui vanno fatti in presenza. La situazione pandemica ci ha messo nella condizione per fortuna, per necessità e per tante ragioni di utilizzare la modalità online ed io personalmente in tante circostanze sono riuscita a portare avanti un lavoro assolutamente efficace con i pazienti che ho trattato. Per quanto riguarda la questione relazionale che porta in merito al rapporto con sua figlia, sarebbe importante sicuramente esplorare la sua storia relazionale per dare senso a questa sua difficoltà nello stringere legami. Sicuramente lì potrebbe trovare la ragione di questo suo disinvestimento nel rapporto con sua figlia.
Se avesse bisogno di un colloquio o di una consulenza anche in modalità online mi può contattare.
Buona serata
Dott.ssa Vittoriana Loporcaro
Buonasera, non sentire l'attaccamento alla propria figlia è senz'altro motivo di sofferenza ma lei ha evidenziato la problematica qui di potrebbe affrontarla dal punto di vista psicologico. Provi a valutare una consulenza online. Distinti saluti.
Grazie per aver condiviso con noi le sue perplessità da genitore.
Penso che l'essere padri ci riconduce al nostro essere stati figli. Da figlio si impara a fare relazione, a stare in relazione. È da bambino che si costruisce la fiducia nell'altro, se l'altro ci conforta quando piangiamo, gioisce con noi delle nostre gioie, calma la nostra rabbia, ride con noi, ci cura quando ci facciamo male. Farei delle riflessioni su questo. Non per essere "curato " da un esperto ma per darsi delle possibilità da genitore e dare una possibilità di conforto e relazione anche al bimbo che è stato. Online, in presenza, da solo..questo lo deciderà lei. In bocca al lupo

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