Non riesco più a studiare per la troppa tensione che ho accumulato in questi mesi e a causa di un'er
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Non riesco più a studiare per la troppa tensione che ho accumulato in questi mesi e a causa di un'ernia nel collo, mangio ma non assimilo nulla e perdo peso perchè ho lo stomaco in tensione, non so come riuscire a calmarmi, vorrei riprendere il mio peso non vogliio essere così magra, i miei genitori non fanno altro che dire che io sia anoressica per la mia condizione e io soffro perchè vorrei prendere peso e odio vedermi così.
Gentilissima, se questa situazione non facile perdura da tempo come dice e se non riesce a farvi fronte in maniera autonoma e’ importante cercare un supporto esterno: ha pensato di provare a contattare uno psicologo per trovare assieme un miglior equilibrio psicofisico? Nel suo messaggio elenca diverse questioni che evidentemente hanno un impatto non da poco sul suo quotidiano. Tornare a stare meglio è possibile ma occorre farsi aiutare. Un caro saluto, Marta Corradi
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Gentilissima Signora, è sicuramente una buona prassi rivolgersi ad uno psicoterapeuta e chiedere un consulto, Le questioni di cui parla sono molte e sicuramente lei si è già accorta che meritano un approfondimento. Dubito fortemente che lei voglia continuare a sentire la tensione che riferisce e pertanto forse è arrivato il momento di capirne le cause insieme ad uno psicoterapeuta. Un cordiale saluto
Gentile utente di mio dottore,
Se lo stato di agitazione invalida la possibilitá di svolgere regolarmente le attivitá della sua vita, allora potrebbe esser consigliato un consulto psicologico.
La psicoterapia potrebbe darle gli strumenti per poter fronteggiare meglio tale tensione e far acquisire maggiore consapevolezza su ciò che realmente la turba.
Dovesse aver bisogno, non esiti a contattarmi
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Se lo stato di agitazione invalida la possibilitá di svolgere regolarmente le attivitá della sua vita, allora potrebbe esser consigliato un consulto psicologico.
La psicoterapia potrebbe darle gli strumenti per poter fronteggiare meglio tale tensione e far acquisire maggiore consapevolezza su ciò che realmente la turba.
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Buongiorno.
probabilmente il suo atteggiamento, le sue credenze, convinzioni nei confronti dello studio sono limitanti e disfunzionali. Ha mai pensato di mettere sotto luce quelle? DI aumentare per esempio, la consapevolezza, relativa a come studia e cosa crede dello studio?
Un saluto cordiale
Marzia S.
probabilmente il suo atteggiamento, le sue credenze, convinzioni nei confronti dello studio sono limitanti e disfunzionali. Ha mai pensato di mettere sotto luce quelle? DI aumentare per esempio, la consapevolezza, relativa a come studia e cosa crede dello studio?
Un saluto cordiale
Marzia S.
gentile utente da come leggo lei è consapevole della situazione nella quale si trova. le consiglio di intraprendere un percorso psicoterapeutico dal quale troverà giovamento fino alla risoluzione del problema. per qualsiasi informazione resto a sua disposizione. cordiali saluti
Gentile utente, racconta difficoltà che sicuramente le rendono invalidanti le giornate. Sarebbe utile consultare uno psicoterapeuta per poter trovare un senso a questo suo malessere e innescare un processo di cambiamento. Non tutti i sintomi sono disfunzionali, a volte ci raccontano della nostra sofferenza in una comunicazione non sempre facile da comprendere. Un caro saluto Dottsa Elisa Galantini
Cara ragazza, mi permetta di interpellarla in questo modo, non avendo specificato la sua età ed anche quali studi ha intrapreso e il punto in cui si trova sia nella sua vita scolastica sia nella sua vita relazionale. Ma ciò che si evince in modo chiaro dalla sua lettera e' il dubbio e quindi l' incertezza su qualsiasi situazione, di cui ha fatto cenno. Probabilmente e' arrivato il momento, per lei, di "dipanare questa matassa arruffata" che metaforicamente rappresenta il suo stato d'animo, che si traduce in sofferenza e disagio psicologico. La invito a contattare uno psicologo/psicoterapeuta, per iniziare a cercare, attraverso i suoi racconti, il bandolo di questa matassa arruffata. Un saluto. Dr.ssa Franca Brenna - Bresso (mi)
Come suggerito dai colleghi se la situazione è così invalidante sarebbe opportuno consultare uno psicoterapeuta. Cari saluti
Salve la diagnosi di anoressia fatta dai suoi genitori non mi sembra appropriata. Sicuramente la forte tensione le impedisce di mangiare, quando si è stressati il cibo diventa il bersaglio o in difetto o in eccesso. Le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per capire la causa di questa situazione.
Dott.ssa Milvia VERGINELLI
Dott.ssa Milvia VERGINELLI
Cara ragazza, comprendo le difficoltà che sembrano durare da non poco tempo. Non aspetti ancora, fissi un colloquio con uno psicoterapeuta, vedrà che così avrà il supporto di cui ha bisogno per uscire dalla situazione attuale.
Se ha bisogno mi contatti.
Dott.ssa Federica Leonardi
Se ha bisogno mi contatti.
Dott.ssa Federica Leonardi
Gent lo stress accumulato per una serie di eventi del suo presente e probabilmente del suo passato incide sullo svolgimento della sua vita quotidiana e disturba la sua esistenza. Si rivolga ad uno psicoterapeuta per capire quali cause hanno effettivamente generato i suoi sintomi, in che modo elaborarle ed imparare a gestire le sue emozioni. Cordiali saluti dott.ssa Maria Grazia Messaglia
Buongiorno, il nostro corpo " accusa il colpo" dello stress e quando esso è continuo e cumulativo il nostro cervello fa fatica ad elaborare. La invito a chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta emdr o di altro approccio integrato che lavora anche sul corpo ( psicoterapia sensomotoria, mindfulness). Cordiali saluti dottoressa Adriana Casile.
Buongiorno, vivere con uno stato di tensione psicofisica e con la frustrazione di non poter appagare alcuni bisogni, è una esperienza piuttosto negativa. Se vuole conoscere migliori capacità di auto regolazione e di auto gestione, le consiglio di consultare uno psicologo per un consulto o per una breve psicoterapia. Nel caso volesse più chiarimenti, rimango a disposizione. I miei auguri,
Dr. Cameriero Vittorio
Dr. Cameriero Vittorio
La tensione che sta sperimentando sia per la difficoltà a concentrarsi nello studio, sia per la sua salute, sia per il bisogno di rassicurazione da parte dei suoi genitori non va sopportata ma merita di essere ascoltata.
Si rivolga ad uno psicoterapeuta, le sarà di aiuto.
Cari Saluti
dott.ssa Donisi
Si rivolga ad uno psicoterapeuta, le sarà di aiuto.
Cari Saluti
dott.ssa Donisi
Buonasera! Si trova di fronte ad un vero e proprio "ingorgo" emotivo. La invito a prenotare un appuntamento con uno psicoterapeuta, il tempo non può mettere a posto tutto. Rimango a disposizione.
Saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cara, le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta: la situazione che descrive denota molta sofferenza ed impossibilità di fronteggiarla senza l'aiuto di uno specialista. Vedrà che sarà la via giusta e troverà il supporto adatto!! Un caro saluto
Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online
Salve, credo che sia opportuno per lei intraprendere un percorso di psicoterapia.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buona giornata.
Dott. Fiori
Salve, se ha già fatto indagini mediche e se queste escludono cause organiche, le consiglio di richiedere un ciclo di psicoterapia
A presto!
A presto!
Salve, quello che descrive è compatibile con uno stato di forte e prolungata attivazione ansiosa, che può avere importanti ripercussioni sia sul corpo che sulle funzioni cognitive.
Quando il sistema nervoso rimane per mesi in una condizione di tensione elevata, può accadere che:
la muscolatura resti costantemente contratta (in particolare area cervicale e addominale), la digestione risulti alterata, con sensazione di “stomaco chiuso” e difficoltà ad assimilare e si verifichi un calo ponderale anche in presenza di alimentazione.
È importante sottolineare che questo quadro non coincide necessariamente con un disturbo del comportamento alimentare come l’anoressia, come le viene detto in famiglia, ma può essere l’esito di una condizione di stress e ansia somatizzata protratta nel tempo.
Detto questo, il sintomo fisico va comunque preso sul serio: il calo di peso e le difficoltà digestive meritano una valutazione medica (medico di base e, se indicato, specialista gastroenterologo), così come la gestione dell’ernia cervicale.
Sul piano psicologico, in questa fase non è utile forzare lo studio o il controllo rigido dell’alimentazione, ma lavorare su una graduale riduzione dell’attivazione del sistema nervoso. In genere possono aiutare pasti piccoli e regolari, senza lunghe attese tra uno e l’altro, avere una routine quotidiana stabile (sonno e alimentazione regolari), utilizzare tecniche di rilassamento corporeo e respirazione lenta, riprendere lo studio a piccoli blocchi, progressivi e sostenibili
e una riduzione dell’attenzione continua su peso e sintomi, per quanto possibile.
È anche comprensibile che le osservazioni dei suoi genitori possano aumentare la pressione e, di conseguenza, peggiorare la sintomatologia. Ciò che sta vivendo è verosimilmente una condizione di stress somatizzato, che necessita di intervento e non di giudizio.
Se la situazione persiste, sarebbe opportuno valutare un supporto psicologico mirato alla regolazione dell’ansia e alla gestione delle manifestazioni somatiche, così da poter gradualmente recuperare benessere, alimentazione e capacità di concentrazione.
Resto a disposizione nel caso in cui volesse intraprendere un percorso.
Un caro saluto
Quando il sistema nervoso rimane per mesi in una condizione di tensione elevata, può accadere che:
la muscolatura resti costantemente contratta (in particolare area cervicale e addominale), la digestione risulti alterata, con sensazione di “stomaco chiuso” e difficoltà ad assimilare e si verifichi un calo ponderale anche in presenza di alimentazione.
È importante sottolineare che questo quadro non coincide necessariamente con un disturbo del comportamento alimentare come l’anoressia, come le viene detto in famiglia, ma può essere l’esito di una condizione di stress e ansia somatizzata protratta nel tempo.
Detto questo, il sintomo fisico va comunque preso sul serio: il calo di peso e le difficoltà digestive meritano una valutazione medica (medico di base e, se indicato, specialista gastroenterologo), così come la gestione dell’ernia cervicale.
Sul piano psicologico, in questa fase non è utile forzare lo studio o il controllo rigido dell’alimentazione, ma lavorare su una graduale riduzione dell’attivazione del sistema nervoso. In genere possono aiutare pasti piccoli e regolari, senza lunghe attese tra uno e l’altro, avere una routine quotidiana stabile (sonno e alimentazione regolari), utilizzare tecniche di rilassamento corporeo e respirazione lenta, riprendere lo studio a piccoli blocchi, progressivi e sostenibili
e una riduzione dell’attenzione continua su peso e sintomi, per quanto possibile.
È anche comprensibile che le osservazioni dei suoi genitori possano aumentare la pressione e, di conseguenza, peggiorare la sintomatologia. Ciò che sta vivendo è verosimilmente una condizione di stress somatizzato, che necessita di intervento e non di giudizio.
Se la situazione persiste, sarebbe opportuno valutare un supporto psicologico mirato alla regolazione dell’ansia e alla gestione delle manifestazioni somatiche, così da poter gradualmente recuperare benessere, alimentazione e capacità di concentrazione.
Resto a disposizione nel caso in cui volesse intraprendere un percorso.
Un caro saluto
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