Ho uno zio che non si lascia curare anche l assistente sociale ha detto che glj serve una visita dal

24 risposte
Ho uno zio che non si lascia curare anche l assistente sociale ha detto che glj serve una visita dallo psichiatra,questo mio zio urla, grida, dice di essere superiore e negli anni in cui ero piccolo lui e mio padre litigavano spesso, vorrei chiedervi se la cosa è collegata visto che io esteticamente assomiglio a lui e non ho una buona immagine di me che tendo ad un altro ideale.
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Ciao,

Mi dispiace sentire della situazione difficile che stai attraversando con tuo zio. Le dinamiche familiari possono avere un impatto profondo sulla nostra autopercezione e sul nostro benessere emotivo. La relazione complicata tra tuo zio e tuo padre, e il fatto che tu ti senta simile a tuo zio esteticamente, potrebbe aver influenzato come ti vedi, soprattutto se hai associato l'immagine di tuo zio a comportamenti negativi o conflittuali.

È importante ricordare che, nonostante le somiglianze esteriori, tu sei una persona unica con le tue esperienze, valori, desideri e sentimenti. Non sei definito solo dall'aspetto fisico o dalle somiglianze con un membro della famiglia.

Ecco alcune considerazioni che potresti riflettere:

Autocomprensione: Riflettere sul perché senti un particolare legame con tuo zio a livello estetico può aiutarti a separare la tua autopercezione da eventuali dinamiche familiari passate.

Riflessione sull'identità: Potresti prendere in considerazione l'idea di esplorare e riflettere su ciò che definisce veramente te come individuo, al di là delle somiglianze fisiche con altri membri della famiglia.

Supporto esterno: Potrebbe essere utile parlare delle tue preoccupazioni con un professionista. Una terapia può aiutarti a lavorare sull'autostima e sull'immagine di te, aiutandoti a riconoscere e apprezzare il tuo valore unico come individuo.

Separazione dalle dinamiche familiari: Può essere utile anche cercare di distanziarti emotivamente dalle problematiche di tuo zio, specialmente se ciò incide negativamente sul tuo benessere.

Ti auguro di trovare serenità e sicurezza in te stesso e spero che possa trarre forza dalle sfide che stai affrontando per costruire un futuro luminoso e positivo.

Con affetto,
Ilaria.

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Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Salve,
la possibile somiglianza con questo parente pare preoccuparla non poco. Prenda spunto da questo per poter fare un lavoro su di se volto all' esplorazione di se stessi al fine di dare un significato anche a tutti ciò che la circonda, ad oggi fonte di preoccupazione e malessere.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buongiorno, può darsi che suo padre e suo zio litigassero per alcuni aspetti caratteriali di quest'ultimo ma non si può sapere se gli aspetti "patologici" da valutare fossero presenti anche allora e in che misura. Per quanto riguarda la sua somiglianza a suo zio, non vuol dire che lei abbia ereditato anche tutto il resto. Se la disturba il fatto di somigliargli parecchio, dovrebbe essere valutato che ripercussioni ha sulla percezione che ha di se stesso.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Erica Farolfi
Psicologo, Psicologo clinico
Forlì
Buongiorno, lei pensa la cosa sia collegata?
Dott. Rodolfo Mariotti
Psicologo clinico, Psicologo
Grottaferrata
Buongiorno. Somiglianza fisica e somiglianza caratteriale hanno ben poco in comune e la non buona immagine che Lei ha di sé non dovrebbe essere influenzata da ciò. Così come i litigi frequenti tra Suo zio e Suo padre potrebbero avere origini "normali" e non essere mai stati provocati da una qualsivoglia patologia. Quello che emerge è che comunque questa somiglianza le provoca non poco turbamento e purtroppo gli elementi che ci fornisce sono ben pochi. Certo è che il Suo essere nella vita non è e non deve essere influenzato da una somiglianza fisica e deve ricercare nelle Sue risorse la forza per non sentirsi più condizionato da questa situazione. Se ritiene di non riuscire da solo non esiti a chiedere aiuto. Un caro saluto.
Dott.ssa Laura Paulucci
Psicologo, Psicologo clinico
Antrodoco
Gentile utente, la ringrazio per la condivisione.
Rispetto al suo racconto, vorrei porle una riflessione: che immagine ha di sé a prescindere dalla somiglianza fisica a suo zio?
Avere un'immagine di sé definita, chiara, stabile ma flessibile ci difende da identificazioni proiettive, in questo caso, poco funzionali. La invito a rientrare in contatto con se stesso e a definire meglio la sua immagine attraverso un percorso di terapia, dove potrà esplorare l'immensità della sua psiche e liberarsi dalla costrizione di questa identificazione che non le è utile.
Sono a disposizione qualora volesse intraprendere questo tipo di percorso.
Un caro saluto,
Dott.ssa Laura Paulucci
Dott.ssa Diana Erlicher
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Reggio Emilia
Caro utente, dalle sue parole percepisco come la figura di suo zio abbia suscitato negli anni della sua infanzia, e susciti tutt'ora, in lei emozioni e pensieri profondi e significativi. Sembra che lei faccia un collegamento tra alcuni aspetti della sua personalità e del suo aspetto fisico e la persona di suo zio. La somiglianza fisica con un parente non corrisponde ad una somiglianza negli aspetti psicologici e profondi, mentre può esserle utile esplorare ciò che evoca in lei la figura di suo zio e la sua percezione di non avere una buona immagine sé.
Le auguro di comprendere ciò che le serve rispetto agli interrogativi che si pone.
Un saluto
Dott.ssa Diana Erlicher
Dott.ssa Alice Gennari
Psicologo, Psicologo clinico
Rescaldina
Gentile utente, la figura di suo zio pare significativa rispetto ai suoi vissuti e all'immagine che ha di sé. La invito ad un lavoro su sé stesso, al fine di portare alla luce eventuali interrogativi che la preoccupano.
Mi ritenga a disposizione,
Cordiali saluti.
Dott.ssa Alice Gennari
Dott.ssa Francesca Gigliarelli
Psicologo clinico, Psicoterapeuta
San Benedetto del Tronto
Buonasera, mi spiace molto per suo zio, non penso ci sia un collegamento psichico sulla base di una sola somiglianza fisica. Le suggerisco però visti i suoi dubbi di rivolgersi ad uno specialista per un consulto. Un caro saluto
Dott.ssa Martina Orzi
Psicologo, Psicologo clinico
Collegno
Buonasera, la somiglianza fisica ad un parente non significa che lei abbia ereditato la possibile patologia psichiatrica e/o altre caratteristiche che lei in qualche modo percepisce in modo negativo.
Sarebbe importante esplorare il collegamento che lei fa tra suo zio e l’immagine che lei ha strutturato di se stesso.
La strutturazione dell’immagine di se è influenzata dalle esperienze relazionali che ha vissuto nel corso della sua vita, quindi sarebbe importante approfondire la sua storia per favorire anche una maggiore consapevolezza di se e del suo funzionamento.
È importante Comprendere meglio ciò che la condizione di suo zio evoca il lei e quali sono i suoi vissuti al riguardo. Paura? Vergogna? Disprezzo di se?questa somiglianza cosa la porta a dire di se stesso?
Tutto ciò merita uno spazio di ascolto all’interno di un percorso psicologico.
Rimango sua disposizione, anche online.
Un caro saluto, Dott.ssa Martina Orzi
Dott.ssa Silvia Marcelletti
Psicologo, Psicologo clinico
Parma
Buon pomeriggio caro utente.
Le dinamiche familiari possono influire sulle nostre future azioni e anche sul nostro modo di essere, ma non ne sono la causa assoluta !
La somiglianza estetica che ha con suo zio non incide minimamente su quelle che poi potranno essere le sue azioni e/o pensieri.
Una cosa che è certa è che se suo zio continuerà ad avere difficoltà di relazione con i suoi familiari necessiterà assolutamente di una terapia.
Per quanto riguarda lei, cerchi di non focalizzarsi solo sul fatto che si assomiglia, ognuno di noi è diverso e non so neanche se quando lei era più piccolo suo zio presentasse le stesse problematiche. Si focalizzi su di se e sul cercare la sua identità.

Se sente il bisogno di un consulto io sono a disposizione
Un saluto
Dott.ssa Silvia Marcelletti
Dr. Federico Barzan
Psicologo, Psicologo clinico
Padova
Buongiorno. La situazione che ha descritto sembra coinvolgere dinamiche complesse all'interno della sua famiglia. È importante notare che le relazioni familiari e le dinamiche tra i membri della famiglia possono influenzare le nostre percezioni di noi stessi e il nostro benessere emotivo.
L'assomiglianza fisica a suo zio potrebbe innescare pensieri o riflessioni su di lei, ma è essenziale ricordare che l'aspetto esteriore non determina la sua identità o il suo valore come persona. La sua identità è formata da una serie di fattori, tra cui le sue esperienze di vita, i suoi valori, i suoi interessi e molto altro.
Se ha preoccupazioni riguardo alla sua immagine di sé o a eventuali effetti delle dinamiche familiari sulla sua autostima, potrebbe essere utile considerare il supporto di uno psicologo. Insieme potremmo esplorare questi pensieri e sentimenti, sviluppare una migliore comprensione di se stesso e sviluppare strategie per affrontare eventuali sfide.
Ricordi che è normale avere preoccupazioni sulla propria immagine di sé, ma è anche possibile lavorare su questi aspetti per costruire una visione più positiva di se stessa.
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Ciao, comprendo che sia difficile affrontare la situazione con tuo zio. È possibile che gli episodi di litigio tra tuo padre e tuo zio abbiano influenzato la tua percezione di te stesso. È importante ricordare, però, che l'aspetto esteriore non determina il tuo valore come persona. Potrebbe essere utile esplorare le tue emozioni e le tue convinzioni riguardo all'immagine di te stesso con l'aiuto di uno psicologo. Ricorda che sei un individuo unico e meriti di sviluppare un'immagine positiva di te stesso, indipendentemente da come gli altri possano apparire o comportarsi.
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Dott. Sergio Borrelli
Psicologo, Psicologo clinico
Tradate
Buongiorno. Immagino la fatica di fronte alla situazione dello zio e al senso di impotenza che traspare dalle sue parole. Purtroppo se una persona adulta non ritiene di volersi curare per i problemi di cui lei ci parla, non la si può costringere: spesso questa constatazione fa male. Lei fa anche riferimento alle somiglianze con lo zio: insomma sembra avere dei buoni temi da portare in un colloquio psicologico.
Dott.ssa Clarissa Amateis
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno,

la somiglianza fisica con tuo zio può sicuramente essere un elemento che ti porta a valutarti come "simile a lui" e di conseguenza avere idee su te stessa simili a quelle che hai di lui. Ognuno però sviluppa una sua personalità e identità ed è importante che tu rifletta su chi sei tu, in termini di idee, opinioni, credenze, valori.

Un percorso psicologico e l'aiuto di uno psicologo possono sicuramente aiutarti in questo senso.
Dott. Lorenzo Atti
Psicologo clinico, Psicologo
Bologna
Buonasera,
La situazione dello zio sembra preoccuparla molto e forse queste problematiche che lui sta vivendo le pongono dei dubbi. Innanzitutto per comprendere meglio la situazione sarebbe importante capire come mai e in che misura sia stato interpellato l'assistente sociale, e se suo zio percepisce al di là di quello che vedono gli altri qualcosa che lo rende insofferente.

Per quanto riguarda lei, in chiave sistemico-familiare si potrebbe indagare attraverso un percorso psicologico le dinamiche ed i rapporti intrafamiliari e intergenerazionali per collocare e comprendere meglio questa similarità che riferisce e aiutarla nel processo di differenziazione e costruzione del Sè

Cordialmente, Dott. Lorenzo Atti
Dott.ssa Anna Russo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buon pomeriggio caro utente, mi dispiace per la sofferenza che vive nel contesto familiare e le problematiche che lei riporta. Quello che sento di dirle, per quanto ci sia familiarità, lei non è suo zio.
Ci sarebbe molto su cui lavorare per poter far sì che lei viva con serenità questa familiarità.
Per qualsiasi chiarimento, resto a disposizione. Cordialmente,
Dott.ssa Anna Russo.
Dott.ssa Cristina Borghetti
Psicologo, Psicologo clinico
Modena
La somiglianza fisica con suo zio e il fatto che lui manifesti comportamenti problematici possono effettivamente influenzare il modo in cui lei vede se stesso. Le dinamiche familiari, soprattutto vissute durante l'infanzia, come i conflitti tra suo padre e suo zio, possono aver lasciato un segno emotivo, facendola sentire in qualche modo "associato" a tratti di suo zio che non approva. Questo potrebbe avere un impatto sulla sua immagine di sé e sul suo desiderio di distanziarsi da quella somiglianza, spingendola a idealizzare altri modelli.

È importante distinguere la propria identità da quella degli altri, anche in presenza di somiglianze fisiche. Se desidera esplorare meglio questi aspetti, sono a disposizione per un consulto psicologico. Dott.ssa Cristina Borghetti
Dott.ssa Tatiana Pasino
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Gentile utente,

La sua situazione è indubbiamente complessa e carica di emozioni. È comprensibile che le dinamiche familiari, in particolare quelle che coinvolgono uno zio così conflittuale, possano influenzare la sua percezione di sé e la sua autostima. È importante ricordare che, sebbene lei possa assomigliare fisicamente a lui, ciò non implica che debba condividere le sue caratteristiche comportamentali o il suo modo di pensare.

Per comprendere meglio questa differenza e costruire un'immagine di sé più positiva, potrebbe essere utile intraprendere un percorso di riflessione personale. Potrebbe iniziare tenendo un diario in cui annota i propri sentimenti e pensieri legati a queste esperienze, cercando di distinguere tra ciò che sente di essere e ciò che percepisce dagli altri. In aggiunta, considerare la possibilità di parlare con un professionista, come uno psicologo o uno psicoterapeuta, potrebbe offrirle uno spazio sicuro per esplorare queste emozioni e ricevere supporto nel suo percorso di crescita personale.

Infine, cercare di valorizzare le sue unicità e le sue aspirazioni, piuttosto che confrontarsi con il modello rappresentato dallo zio, potrebbe aiutarla a costruire una nuova identità, libera da pesi familiari. Ricordi che ognuno di noi è un individuo unico, e le differenze possono diventare una fonte di forza e di ispirazione.
Un caro saluto
Dott.ssa Martina Panzeri
Psicologo, Psicologo clinico
Cusano Milanino
Gentile utente, la ringrazio prima di tutto per aver condiviso una parte delicata della suo vissuto familiare. Sinceramente non so se questo può essere collegato all'immagine che ha di sé, ma credo che questo interrogativo potrebbe essere un ottimo punto di partenza per uno spazio di lavoro su di sé, intraprendendo un percorso psicologico. Resto a disposizione, Dott.ssa Martina Panzeri
Dott.ssa Valentina Mestici
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Caro utente, la situazione di suo zio potrebbe aver influito nella sua concezione di sè. Se ha ricordi in cui lui e suo padre litigavano bisognerebbe capire come i suoi genitori gestivano la situazione e che impatto direttamente o indirettamente ha avuto su di lei. Sono poche informazioni per darle una risposta precisa, però quello che è sicuro che la famiglia di origine influisce molto sul nostro carattere e su quella che è la personalità che poi ci rimane anche da adulti. Quello che potrebbe aiutarla è iniziare a vedere le cose in maniera più distaccata e se sente di non avere una buona immagine di se a prescindere da suo zio potrebbe concedersi la possibilità di lavorare su se stesso per migliorarsi e poter accrescere la concezione di se.
Un caro saluto Dott.ssa Valentina Mestici
Dott.ssa Claudia Torrente Cicero
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Saronno
Gentile paziente, per risolvere la sua ansia ed eventualmente altri possibili dubbi sulla sua situazione, potrebbe esserle utile parlarne con uno/a psicologo/a, perchè sono necessarie molte altre informazioni.
Cordiali saluti, Dott.ssa Torrente Cicero
Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentile,

Non mi è chiara la sua domanda.

Mi contatti pure se vuole approfondire,

Dr. Giorgio De Giorgi
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, capisco quanto possa essere confuso e anche inquietante crescere con una figura familiare così ingombrante, soprattutto quando si è assistito da piccoli a urla, conflitti e tensioni ripetute. È naturale che tutto questo lasci delle tracce, non tanto perché “si erediti” un comportamento, ma perché l’ambiente in cui si cresce contribuisce a costruire l’immagine che si ha di sé e degli altri. Da ciò che scrive, sembra che la preoccupazione principale non sia tanto capire cosa abbia suo zio, quanto il timore che ci sia un legame tra lui e lei, soprattutto sul piano dell’identità e dell’immagine personale. Il fatto di assomigliargli esteticamente può diventare un simbolo molto potente nella mente, come se quell’assomiglianza la costringesse a portare addosso qualcosa che non sente suo o che non desidera. Questo può alimentare un conflitto interno doloroso, in cui una parte di lei cerca di allontanarsi da quell’immagine mentre un’altra teme di esserne in qualche modo segnata. È importante chiarire un punto fondamentale. Assomigliare fisicamente a una persona non significa assomigliarle come modo di essere, di pensare o di vivere le emozioni. Il carattere, i comportamenti e il modo in cui ci si relaziona al mondo non si trasmettono come i tratti del viso. Quello che spesso accade, invece, è che le esperienze vissute da bambini, soprattutto se cariche di paura, rabbia o impotenza, possano influenzare il modo in cui si guarda se stessi. Se una figura è stata percepita come minacciosa, instabile o fonte di conflitto, è comprensibile che si sviluppi il bisogno di prendere le distanze e di costruire un ideale opposto, quasi come una garanzia di sicurezza. La cattiva immagine che dice di avere di sé potrebbe quindi non parlare di ciò che lei è, ma di ciò che teme di diventare o di ciò da cui ha cercato di proteggersi. Spesso, quando dentro si crea questa associazione, la mente finisce per essere molto severa, giudicante, come se dovesse controllare costantemente di non “somigliare” a qualcuno. Questo può portare a non sentirsi mai abbastanza, a confrontarsi con un ideale irraggiungibile e a vivere il proprio aspetto o il proprio modo di essere con disagio. Il legame che lei ipotizza tra le liti di suo zio e suo padre e il suo vissuto attuale non è quindi da intendersi come una colpa o una condanna, ma come una storia emotiva che ha lasciato un’impronta. Riconoscerlo è già un passo importante, perché permette di separare ciò che appartiene al passato e agli adulti di allora da ciò che oggi riguarda la sua identità personale. Lei non è lo zio, non è i conflitti che ha visto, non è l’immagine che teme. È una persona con una propria storia, con la possibilità di scegliere chi essere e come costruirsi. Lavorare su questo significa, poco alla volta, imparare a guardarsi con occhi più gentili e realistici, distinguendo tra somiglianze superficiali e ciò che davvero la definisce. Non si tratta di cancellare il passato, ma di rimetterlo al suo posto, senza lasciargli il potere di dire chi lei è oggi. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

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