Ho tradito il mio ragazzo (ormai ex) dopo 4 anni di relazione perché avevo conosciuto un ragazzo che

25 risposte
Ho tradito il mio ragazzo (ormai ex) dopo 4 anni di relazione perché avevo conosciuto un ragazzo che mi dava ciò che lui non mi stava più dando. Poi lui lo scopre e ci lasciamo. La cosa era partita da me perché non riuscivo più a stare con lui dato che pensavo sempre a quell'altro e non mi sentivo pienamente apprezzata e accettata dal mio ex. Ho provato a parlargliene dei miei stati d'animo per spiegargli cosa mi ha spinto a fare una cosa così brutta ma lui non ha fatto altro che insultarmi, denigrarmi e mi ha dato un ultimatum. Ci siamo rivisti dopo un mese e lui ha continuato ad insultarmi dicendo che con me è fin troppo buono perché non mi meriterei nulla per quello che gli ho fatto. Inoltre, mi ha detto che io non valgo niente come persona, che sono immatura, manipolatrice, bugiarda e che può trovare altre ragazze più belle e mature di me. Per non parlare del fatto che ha detto che quando ci siamo messi insieme io ero brutta e che poteva trovarsene altre migliori di me. Mi ha detto che a letto non ero brava, che il mio stile di vita fa schifo e che io sono in ritardo su tutto nella vita e che lui è avanti anni luce rispetto a me. Poi mi ha dato l'ultimatum: o mi trasferivo da lui o lui avrebbe trovato qualcun altra disposta a vivere con lui. Io gli ho spiegato che sto terminando gli studi e ho bisogno di ancora un po' di tempo prima di convivere ma lui non ne vuole sapere. Mi domando allora se mi vuole davvero o se ha solo bisogno di qualcuno per non stare da solo. Perché anche dopo avermi denigrato così, io continuo a starci così male? lui mi ha detto che è legittimato a farmi del male dopo quello che gli ho fatto io. Ma mi sento terribilmente lacerata dentro e non riesco ad andare avanti. Vorrei tornare da lui ma allo stesso tempo ho troppa paura di venir umiliata o di non sentirmi abbastanza. ho paura di venir aggredita verbalmente un'altra volta, ho paura di non sentirmi abbastanza un'altra volta. ma soprattutto ho paura che voglia portarmi via dalla mia famiglia che lui reputa tossica. PS: continuo a frequentarmi con quell'altro ragazzo perché lui non mi giudica, mi viene Sempre incontro ed è sempre pronto a spronarmi e a credere in me però allo stesso tempo non riesco a lasciare andare il mio ex.
Dott.ssa Irene Gorrino
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Cara Utente, mi dispiace veramente per la situazione che descrive. Sento la sofferenza, la fatica e la paura. Credo quindi che per lei sarebbe davvero utile un lavoro psicologico per comprendere come mai fatica a lasciare una persona che, come ha descritto lei, la insulta, denigra e le da ultimatum facendola sentire inadeguata. Si conceda un fortissimo atto di amore: si prenda cura di sè chiedendo supporto in questo momento della sua vita così delicato e doloroso.
Resto a disposizione, Dott.ssa Irene Gorrino

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Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Maria Grazia Antinori
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Le relazioni affettive possono diventare molto tossiche e velenose.
Per alcune persone è proprio la tossicità che cementa il legame.
Si crea una situazione paradossale, si vuole convincere l'altro della propria bontà e valore. Più l'altro diventa crudele, maggiore è l'attaccamento.
Ovviamente il meccanismo di tutto questo è inconscio, spesso la persona incapace di lasciare il partner tossico, viene da una famiglia disfunzionale con rapporti tossici.
La psicoterapia è un prezioso strumento per sciogliere il dilemma, per andare oltre al dolore e all'umiliazione.
Dottoressa Maria Grazia Antinori, Roma
Dott.ssa Samanta Mattana
Psicologo, Psicologo clinico
Bolzano
Buongiorno, mi dispiace molto per quello che sta vivendo e per la sofferenza che può provare in questa situazione. Immagino che non sia semplice sentire da una parte di voler tornare da lui e dall'altra avere paura di poter essere nuovamente insultata e denigrata. Credo che un percorso psicologico la possa aiutare a trovare la strada giusta per stare meglio, lasciando andare ciò che in questo momento la fa soffrire. Se lo desidera, è un percorso che potremmo fare insieme. Rimango a disposizione, anche online. Cordialmente, Dott.ssa Samanta Mattana
Dott.ssa Lucia Giammattei
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Cattolica
E' un vissuto molto doloroso quello che lei descrive di essere divisa in due. Una parte di lei sta cercando di salvarsi attraverso una relazione gratificante, l'latra parte di lei è lesiva cercando di riparare il senso di colpa attraverso la sottomissione e l'accettazione del maltrattamento. Queste due parti di lei che la stanno lacerando in due vanno reintegrate e conosciute nel profondo delle loro radici. Solo una attento lavoro di psicoterapia può aiutarla in questo momento difficile della sua vita a ritrovare l'integrità recuperando la salute e il benessere. Confido in quella parte di lei che cerca di salvarsi per trovare il coraggio di intraprendere un percorso di cura individuale. Cordialmente Dott.ssa Lucia Giammattei
Dott.ssa Maria Eugenia Michel
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Parma
Cara utente, nel suo racconto si percepisce i sentimenti confusi e contrastanti che sta vivendo.
Deve immaginarsi che è davanti a due strade una aperta, luminosa, colorata e l'altra chiusa, buia, scabrosa quale sceglierebbe?
Un percorso psicologico permetterebbe di esplorare meglio i suoi dubbi, incertezze e sentimenti per questi due ragazzi.
Un abbraccio
Dott.ssa Giorgia Colombo
Psicologo, Psicologo clinico
Lentate sul Seveso
Buonasera,
da quanto scrive emerge consapevolezza circa la differenza di comportamento tra il suo ex ragazzo e l'attuale ragazzo che sta frequentando: da un lato denigrazioni e insulti, dall'altro non giudizio e motivazione.
Certamente il sentimento che prova nei confronti del suo ex non si annulla da un giorno all'altro e permane la speranza che il vostro rapporto possa cambiare in meglio.
Questo è assolutamente normale e comprensibile, ma purtroppo se ad un certo punto non si è più sentita a suo agio nella relazione ricercando ciò di cui aveva necessità al di fuori, credo sia importante ascoltare questa sua parte, anche perché difficilmente un cambiamento è realizzabile se dall'altra parte non c'è la volontà di modificare la situazione.
Penso sia fondamentale ascoltare e seguire ciò che in questo momento la fa stare bene.
Già nella sua domanda emerge parte della risposta.
Le auguro il meglio e se dovesse avere qualsiasi necessità di approfondimento resto a disposizione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Giorgia Colombo
Dott.ssa Verena Elisa Gomiero
Psicologo, Psicoterapeuta
Selvazzano Dentro
Gentile utente, grazie per averci raccontato la sua attuale esperienza molto dolorosa. Penso sarebbe opportuno per lei prima di prendere una decisione di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per farsi aiutare nel gestire la relazione con il suo ex, nel lavorare su ciò che prova e su ciò che è accaduto.
Resto a disposizione anche online.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Verena Elisa Gomiero
Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Cara utente, lasciare andare qualcuno non è mai semplice anche quando questo qualcuno ci fa soffrire, ci fa del male. Tuttavia la paura di lasciare andare qualcuno a qualcosa arriva da molto lontano. Cosa significherebbe per lei lasciare andare questa persona? Cosa la tiene legato a lui? Lei è scissa tra andare e restare. Ma quali sono i costi ed i benefici di queste scelte per lei. Si chieda: cosa direbbe lei ad una sua amica che le raccontasse la stesa storia che racconta oggi a noi.
Guardarsi dentro è difficile e doloroso, scavare nel profondo delle nostre paure lo è altrettanto. Valuti la possibilità di ritagliarsi uno spazio per elaborare cosa le sta accadendo. Rimango a sua disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo
Dott.ssa Brunella Ieva
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Cesano Maderno
La situazione che descrive è davvero impegnativa. Innanzi tutto nessuno è legittimato a umiliare qualcuno se ha ferito, quindi il suo fidanzato non può permettersi di fare questo tipo di violenza psicologica. Il tradimento ha un significato preciso che vale la pena comprendere, specialmente se frequenta ancora questo ragazzo. La minaccia non pone le basi di una convivenza. La denigrazione non dimostra amore. In pratica ci sono molti elementi esagerati nel comportamento del cuo ex. E' sempre stato così? E' importante comprendere l'incastro della vostra coppia e come avete gestito fin ora i vostri equilibri. Fondamentale capire quanta difficoltà sente a lasciare definitivamente il suo ex. Cone questi pochi elementi si potrebbe ipotizzate una dipendenza affettiva, sicuramente non è una relazione sana e parlare con uno psicologo la può aiutare a fare chiarezza
Buongiorno gentile utente.
Quattro anni di relazione possono senz'altro creare delle "abitudini" affettive: si creano degli schemi comunicativi che danno per scontato l'amore, quasi come se ogni comportamento, parola, decisione possa essere giustificato da quello che, per un periodo circoscritto, ha legato sentimentalmente due persone.
Questo potrebbe essere il motivo per cui lei concepisce ancora la possibilità di rimanere con il suo ex, nonostante la sua palese violenza psicologica nei suoi confronti. Perché è di ciò che si tratta, non lo nasconda a se stessa. Lui non si può arrogare il diritto di offenderla, denigrarla, imporre ultimatum, manipolare in questo modo la sua libertà di scelta, di essere e pensare quello che vuole.
Tra queste libertà c'è anche quella di tradire. Nessuno, e neanche lei stessa, deve giudicarla sulla base del suo tradimento, perché probabilmente esso nasce dal suo desiderio di evadere da quel rapporto ormai logoro e privo di vero sentimento.
Tra l'altro, afferma con tenerezza di provare emozioni belle e positive con l'altro ragazzo, il quale le restituisce l'amore che lei merita!
Ecco, rifletta su quello che lei merita come persona: glielo suggerisco se vuole, lei merita tutta la felicità e l'amore di questo mondo, proprio come ogni altro essere umano. Si circondi di persone che la fanno sentire bene, stimata e valorizzata. Svolga attività piacevoli e coinvolgenti, si impegni per raggiungere i suoi obiettivi personali. Infine, non dia l'opportunità a chicchessia di decidere cos'è meglio per lei e per la sua vita.

Spero di averla aiutata ad acquisire consapevolezza su ciò che le accade. Un percorso psicologico potrebbe concretamente aiutarla a superare questo momento e aumentare la sua autostima. Se lo desidera, posso darle il supporto professionale che le occorre.
Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
Gentile utente, l'esperienza da lei raccontata è sicuramente molto dolorosa e difficile da affrontare. Da una parte trova consolazione in una relazione che descrive come accogliente, dall'altra vive nel dolore di una relazione dalla quale non riesce a prendere le distanze , ma soprattutto dove da all'altro il potere di "punirla" attraverso svalutazioni, quasi come dovesse espiare una colpa.
Sarebbe molto utile comprendere quale schema sta alla base della sua difficoltà nel prendere una decisione che sia amorevole e rispettosa nei confronti di se stessa.
Qualora voglia ritagliarsi uno spazio rimango a disposizione anche online.
Un caro saluto

Dott.ssa Saveria Ottaviani
Psicologo, Psicologo clinico
Marina di Ardea
Non ti senti amata e compresa, hai iniziato una relazione parallela, lui ti insulta, ti denigra, di fa sentire una nullità, ti vuole allontanare dalla tua famiglia, dice che sei pessima ma poi vuole vivere con te... Quello che vi unisce è l'incapacità di separarvi. Lascialo. Se non riesci, inizia un percorso che ti permetta di conoscerti, amarti, stimarti e ti aiuti a capire cosa desideri e cosa meriti di avere accanto. Un saluto
Dott. Fabio Falcone
Psicologo
Milano
Buongiorno, relazioni del genere possono essere molto dolorose, per tutti gli attori della vicenda. La domanda è perché si resti lì dove si pensi di non voler stare e ci si allontani da dove si pensi di voler rimanere. Al di là dei fatti che lei ha ben circostanziato, ciò che la interroga inerisce ad aspetti profondi della sua interiorità. Rifletta sull’opportunità di un sostegno professionale in questo momento che le fa questione. Un saluto cordiale
Dott.ssa Laura Cappello
Psicologo, Psicologo clinico
Carmiano
Le relazioni amorose delle volte possono presentarci davanti grandissimi ostacoli, generare ferite ed esporci ad emozioni negative come rabbia, frustrazione, tristezza. L’amore porta anche a donare, delle volte in modo quasi smisurato, prevedendo un enorme investimento di energie e può succedere che anche quando si percepisce di non ricevere quel che si merita, si sceglie di rimanere. Per cercare di comprendere cosa accade realmente, bisognerebbe approfondire vissuti emotivi, dinamiche del passato e cercare di comprendere se nelle prospettive future si riesce a far rientrare anche la persona in questione senza percepire così tanta sofferenza, in un modo che possa rendere felice la coppia e in cui non prevale il singolo.
L’amore prevede anche un compromesso ma come lei racconta, in questo caso la proposta del suo ex assume la forma di una condizione poiché comporterebbe una rinuncia ad un suo progetto, ad un suo bisogno. Il fatto che in questo momento lei senta di non riuscire ad accettare questa proposta è un grande segnale e credo sia una grande forma d’amor proprio il fatto di non riuscire a cedervi. Il suo ex sostiene di essere legittimato a farle del male in seguito a ciò che è accaduto e al tempo stesso però non sembra voler approfondire i motivi che l’hanno spinta a cercare quello di cui necessitava in un’altra persona, mi viene spontaneo chiedere per quanto tempo ancora e in che modo potrà essere legittimato a fare ciò. Questa sua modalità non sembra essere così compatibile con un sereno ritorno della coppia.
Potrebbe essere utile per lei considerare l’inizio di un percorso per focalizzarsi su di sé, su quali dinamiche la spingono a non riuscire a lasciare andare il suo ex o a voler provare a ricostruire qualcosa. Resto a disposizione per un supporto, anche online. Dott.ssa Laura Cappello
Dott.ssa Simona Bisconti
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
A volte può essere molto difficile liberarsi dalle relazioni in cui viviamo grande sofferenza e in cui subiamo violenza verbale. La violenza verbale non è mai giustificata da nessun comportamento, qualunque siano state le scelte che lei abbia preso in passato o nel presente. In questo momento è importante che lei si relazioni con il suo ragazzo ormai ex per come si comporta adesso, non per l'idea che aveva di lui prima che tutto questo succedesse. Da quello che scrive sembra chiaro che per tutelare il suo benessere e la sua salute mentale servirebbero dei confini chiari intorno a sé, rispetto a quello che lei accetta di ricevere e che invece ritiene inaccettabile che le venga detto e fatto. A volte per comprendere questa prospettiva può essere utile fare un esercizio di immaginazione, provi a fare finta che a ricevere le frasi del suo ragazzo ormai ex ci sia una bambina o una persona che lei ama moltissimo: come la farebbe sentire se lui parlasse a quella bambina o a alla persona che lei ama moltissimo in questo modo? Ovviamente lei non è una bambina ma una adulta, eppure in questo momento sta vivendo una fragilità dovuta alla situazione per cui esprime il bisogno di essere più rassicurata, supportata e ascoltata. Il suo ragazzo ormai ex la fa sentire così? Ovviamente lei può decidere per se stessa quello che preferisce, ma la domanda più interessante per lei potrebbe essere: perché non segue il suo bisogno, che è chiaro in lei, e invece ritorna verso una relazione che la fa soffrire? Lavorare su questo in seduta potrebbe aiutarla a prendere delle decisioni più consapevoli e più orientate verso il suo proprio benessere.
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Dott. Matteo Mossini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Parma
Buongiorno, sembra intrappolata in un rapporto che può generare solo sofferenza. Non c'è niente di sano nella situazione che ha descritto, se non l'attrazione che prova per l'altra persona. Se ha causato una rottura evidentemente ne aveva bisogno anche per rendersi conto di come stava vivendo male e di come si può stare meglio. Se non riesce a fare i passaggi di chiusura da sola le consiglio di chiedere il supporto di un/una terapeuta. P.s. Anche l'ultimatum che le ha dato il suo ex, condito dalle parole utilizzate, è molto poco sano...
Dott.ssa Angelina De Franco
Psicologo, Psicologo clinico
Cosenza
Gentile Utente, emerge una relazione molto sofferta da parte sua, da ciò che dice sembrerebbe esservi un’importante assenza del rispetto, dell’ascolto e, soprattutto, dell’accoglienza dei suoi bisogni, ma da prima del tradimento stesso. Sembrerebbe persa in una sorta di limbo emotivo che non le lascia scampo, la esorto a cercare una figura di aiuto, per riordinare pensieri, ricordi ed emozioni, che le lasci affrontare la situazione abbandonando pensieri giudicanti e timori di varia natura. Ha un forte bisogno di ascolto e, prima di tutto, di ascoltarsi lei stessa, per capirsi ed essere la mano di cui ha bisogno per tornare alla serenità. Resto a sua disposizione
Cordiali saluti.
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, credo che da una parte lei abbia scelto ciò che la fa stare bene ma, dall'altra, ci sono dinamiche di questo ragazzo che la "agganciano" impedendole di essere veramente libera e lucida nelle sue scelte. Un partner che umilia e che poi le chiede di vivere con lui mi pare alquanto contraddittorio ma ciò che più importa è ciò che sente lei, i suoi bisogni e le fragilità che lui elicita. Le suggerisco di trovare uno psicoterapeuta che possa aiutarla a fare chiarezza, ascoltare ciò che realmente vuole e disinnescare tutti i meccanismi che la portano a stare in situazioni che non le giovano.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Francesca Saracino
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentilissima,
capisco quanto sia lacerante una situazione del genere. La invito a ripensare alle motivazioni che l'hanno portata al tradimento e a riflettere su quali sono attualmente i suoi bisogni sia in una relazione che nella vita in generale. Non è una colpa non sentirsi ancora pronti ad attuare un cambiamento come quello della convivenza. Credo sia importante che lei non faccia scelte dettate dal senso di colpa.
Spero di averle dato qualche spunto di riflessione.
Qualora avesse bisogno di un confronto, non esiti a contattarmi.
Cordialmente,
Francesca Saracino
Dott.ssa Ilenia Colasuonno
Psicologo, Psicologo clinico
Cerveteri
Mi dispiace tanto che tu stia vivendo questa situazione così dolorosa e complessa. Non è facile affrontare sentimenti contrastanti, soprattutto quando c'è un mix di amore, sensi di colpa, e paura di essere giudicata o denigrata. Quello che descrivi, soprattutto l'umiliazione verbale da parte del tuo ex, è inaccettabile. Nessuno merita di essere trattato con tanta crudeltà, nemmeno dopo un errore che, purtroppo, è stato fatto.

Prima di tutto, il tradimento è stato un atto che probabilmente è nato da una frustrazione profonda e da un bisogno non soddisfatto nella tua relazione. Non giustifico il comportamento, ma cerco di spiegare che può essere stato il risultato di una serie di insoddisfazioni. Tuttavia, quello che è successo tra di voi, non ti fa di certo una "persona immatura" o "manipolatrice". Gli insulti che ti ha rivolto non sono giustificabili in nessun caso. Quella non è una relazione sana, dove ci si può crescere insieme, capirsi e superare le difficoltà.

Se davvero ti senti denigrata e insicura ogni volta che interagisci con lui, forse è il momento di prendere una distanza definitiva per salvaguardare il tuo benessere. La paura di "non essere abbastanza" che descrivi è comprensibile, ma non devi mai mettere te stessa in una situazione in cui ti senti inferiori o sminuita. In una relazione sana, entrambe le persone si supportano, si rispettano e si apprezzano. Un amore che ti fa sentire continuamente inadeguata non è l'amore che meriti.

Riguardo al nuovo ragazzo con cui ti stai frequentando, sembra che ti dia il sostegno emotivo e la comprensione che avevi bisogno in passato, e questo è positivo. Ma il fatto che non riesci a staccarti dal tuo ex, anche dopo quello che ti ha fatto, mi fa pensare che ci sia ancora una connessione emotiva molto forte. È normale sentirsi legati a qualcuno che ha fatto parte della tua vita per così tanto tempo, ma devi anche considerare la tua felicità e il tuo benessere emotivo. A volte, restare legati a una relazione che ci fa soffrire può impedirci di fare un passo verso una vita più serena e sana, sia emotivamente che fisicamente.

Prenditi il tempo per riflettere su cosa ti rende davvero felice e cosa ti fa sentire rispettata. La tua famiglia, che lui giudica "tossica", potrebbe essere una risorsa per te, se sono persone che ti supportano e ti amano. Essere lontana da loro, soprattutto sotto la pressione di una relazione tossica, potrebbe non essere la scelta migliore per te in questo momento.

Ti consiglio di considerare seriamente un percorso di auto-riflessione e, se possibile, anche di parlare con un professionista per aiutarti a navigare attraverso le tue emozioni e a capire come stare in una relazione che ti faccia sentire apprezzata, al sicuro e in pace con te stessa. È importante che tu ti prenda cura di te stessa, senza farti risucchiare da dinamiche che ti fanno stare male.

Ricorda: meriti una relazione che ti faccia crescere e ti faccia sentire amata per quella che sei, non una che ti sminuisca e ti faccia dubitare del tuo valore.
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologo, Psicologo clinico
Pomezia
Gentile paziente, prima di tutto, voglio sottolineare che quello che stai vivendo è molto doloroso e che non c'è nulla di sbagliato nel sentirsi lacerata. Le tue emozioni sono valide, e il conflitto che stai vivendo è comprensibile. La situazione con il tuo ex ti sta facendo sentire profondamente insicura, denigrata e poco apprezzata. È importante riconoscere che nessuna relazione, sia essa passata o presente, giustifica un comportamento abusivo o umiliante, come quello che lui ha mostrato verso di te. Nessuno merita di sentirsi costantemente svalutato o insultato.

La ragione per cui continui a sentirti male, nonostante tutto, è legata alla forte connessione emotiva che avevi con lui. Le relazioni sono complesse, e spesso si ha paura di perdere qualcosa che si è conosciuto per tanto tempo, anche se quella relazione ci ha causato sofferenza. L’attaccamento al tuo ex non si dissolve facilmente e la paura di non sentirti "abbastanza" è un segno che il suo comportamento ha minato la tua autostima.

Inoltre, il fatto che ti stai frequentando con un altro ragazzo che ti offre sostegno e comprensione, ma che non riesci a lasciar andare il tuo ex, indica che stai cercando conforto ma, al contempo, non hai ancora fatto pace con te stessa riguardo al passato. La paura di essere "non abbastanza" è radicata in te e ha bisogno di essere affrontata con consapevolezza.

Ti consiglio di prendere un po' di distanza emotiva e di riflettere su ciò che veramente desideri e meriti da una relazione. Non dovresti accontentarti di essere con qualcuno solo per paura di restare sola o per evitare l'isolamento. Ogni persona merita di sentirsi amata, rispettata e valorizzata. Se il tuo ex continua a comportarsi in modo negativo e manipolativo, potrebbe non essere una base sana su cui costruire qualcosa di positivo in futuro.

Considera l’opportunità di riflettere più a fondo sui tuoi bisogni e sulla tua crescita personale. Potresti anche valutare il supporto di un terapeuta per aiutarti a capire meglio le tue emozioni e i tuoi comportamenti, in modo da intraprendere un percorso di autovalorizzazione.

Infine, non aver paura di stabilire confini chiari per proteggerti e rispettare te stessa. La crescita e il benessere partono dal riconoscere il proprio valore e dalla consapevolezza che nessuna relazione, né passata né presente, merita di farti sentire inferiore.

Un caro saluto
Dott.ssa A.Mustatea
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, quello che racconta mette in luce un grande dolore interiore, legato non solo alla fine di una relazione importante, ma anche al modo in cui questa chiusura si è consumata. È evidente quanto lei si senta divisa, da una parte dal bisogno di elaborare la perdita e le parole dure che ha ricevuto, dall’altra dalla difficoltà a lasciar andare una persona che, nonostante tutto, continua a occupare uno spazio forte dentro di lei. Questa ambivalenza è comprensibile: quando si vive una relazione lunga, l’attaccamento emotivo non svanisce dall’oggi al domani, anche se la relazione stessa è diventata fonte di sofferenza. Le parole che ha ricevuto dal suo ex hanno sicuramente lasciato un segno profondo, perché colpiscono proprio l’autostima, cioè la percezione di valore personale. Quando qualcuno che abbiamo amato e che ci conosce bene ci definisce in termini svalutanti, può nascere il dubbio che quelle parole abbiano un fondo di verità. Ma quello che appare chiaro leggendo la sua esperienza è che, al di là del tradimento, il rapporto con il suo ex era già improntato a squilibri, richieste pressanti, minacce e denigrazioni che la facevano sentire inadeguata. Questo non significa che le sue azioni non abbiano avuto un peso nella rottura, ma che la modalità con cui lui ha scelto di reagire non ha favorito un confronto costruttivo, bensì un’escalation di umiliazioni e svalutazioni. È importante che lei possa distinguere il senso di colpa per aver tradito, che è una responsabilità da accettare ed elaborare, dal peso di sentirsi “sbagliata” in quanto persona. Una cosa è riconoscere che in una relazione ci siano stati errori e mancanze, un’altra è accettare di interiorizzare messaggi che distruggono il senso di sé. Il rischio è che la sua mente inizi a credere che valga davvero poco e che, per essere amata, debba accettare condizioni o umiliazioni. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, lavorare su questo significa imparare a osservare e mettere in discussione quei pensieri che ora le dicono “non valgo abbastanza” o “senza di lui non troverò mai nessuno”. Questi pensieri, seppur molto potenti, non sono fatti, ma interpretazioni filtrate dal dolore e dal bisogno di attaccamento. Un altro aspetto importante è quello di esplorare la paura di “non sentirsi mai abbastanza”, che sembra emergere sia nei confronti del suo ex, sia in generale nel rapporto con le figure significative della sua vita. Comprendere da dove nasce questa convinzione di fondo e imparare a modificarla può rappresentare un passo cruciale per liberarsi dal legame tossico che ancora la trattiene. La relazione che sta vivendo con l’altra persona che descrive come accogliente e rispettosa può darle uno specchio diverso, mostrando che esistono rapporti nei quali non è necessario sentirsi giudicati o costantemente messi alla prova. Tuttavia, prima ancora di chiedersi quale relazione scegliere, credo sia fondamentale che lei possa ritrovare uno spazio interno in cui riscoprirsi valida a prescindere dal giudizio altrui. Solo da lì potrà decidere con chiarezza che tipo di legame desidera costruire, senza farsi guidare dalla paura di rimanere sola o dal bisogno di sentirsi legittimata. Non c’è nulla di sbagliato nel provare ancora un forte legame con il suo ex: questo è il riflesso di una connessione affettiva intensa. Ma il fatto che lui la faccia sentire impaurita e svalutata dovrebbe essere un segnale importante su cui riflettere. Le relazioni sane si fondano sul rispetto reciproco, sulla possibilità di sentirsi accolti anche nei momenti di difficoltà, non sulla paura di essere umiliati o giudicati. Il percorso che potrebbe aiutarla è quello di lavorare sulla sua autostima, sulla gestione dei sensi di colpa e sulla capacità di riconoscere i suoi bisogni autentici nelle relazioni. Questo non le restituirà solo la serenità rispetto al passato, ma le permetterà anche di costruire un futuro sentimentale più libero e soddisfacente. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Giusy Casella
Psicologo, Psicologo clinico
Reggio Calabria
Carissima buon pomeriggio,
quella che stai subendo è una violenza psicologica che tende a distruggere la tua autostima, minando la tua capacità di prendere decisioni.
Tu non sei sbagliata e soprattutto non hai il dovere di dimostrare quanto vali a prescindere dalle tue scelte che non sono sindacabili.
L'aspetto manipolatorio di questo ragazzo che descrivi, può avere conseguenze sulla tua salute non solo fisica, ma mentale.
Ti consiglio di prendere un sano distacco dalla situazione e da lui.
Questa per te può essere una grande opportunità di ricostruire il tuo spazio sacro nel quale essere pienamente te stessa con i tuoi desideri, i tuoi bisogni.
Riprendi respiro dopo ciò che hai vissuto e se ti viene difficile operare disimpegnarti da questa persona, non esitare ad affidarti a una figura competente che può sostenerti in un percorso.
Un caro saluto,
Dott.ssa Giusy Casella, Psicologa Clinica, Criminologa.
La ringrazio per aver condiviso una storia così delicata e dolorosa. Quello che sta provando è assolutamente comprensibile e non la rende sbagliata come persona.
Dopo una relazione lunga quattro anni e una rottura così carica di emozioni, è normale sentirsi confusi, divisi, e continuare a pensare all’ex partner anche quando l’altro ha avuto atteggiamenti molto duri e denigranti. Il legame affettivo non si spezza di colpo: insieme al dolore per ciò che è successo, restano i ricordi, l’abitudine, l’investimento emotivo fatto nel tempo e anche la speranza che le cose possano cambiare.
È molto importante però fermarsi su un punto che lei stessa sembra già intuire con grande lucidità: aver tradito non legittima in alcun modo l’altro a umiliarla, svalutarla, insultarla. Il dolore che il suo ex ha provato è reale e comprensibile, ma la sofferenza non giustifica la violenza verbale, le minacce, gli ultimatum o il tentativo di minare la sua autostima. Dire che “è legittimato a farle del male” è un messaggio profondamente distorto e pericoloso.
Le parole che lui le ha rivolto riguardanti sul suo valore come persona, sul suo aspetto, sulla sua maturità, sulla sua vita, sulla sua famiglia, non sono proprio espressioni che manifestano la volontà di ferire l'altro, e non è su queste basi che si ricostruisce un rapporto. Sono modalità di svalutazione e controllo, che spiegano molto bene perché lei oggi abbia paura: paura di non sentirsi abbastanza, di essere di nuovo umiliata, di essere aggredita verbalmente, di perdere i suoi punti di riferimento. Queste paure non sono esagerate, sono segnali da ascoltare.
Lei si chiede se lui la voglia davvero o se abbia solo bisogno di qualcuno per non stare solo. È una domanda molto pertinente. Quando una persona impone ultimatum, non rispetta i tempi dell’altro (come il suo bisogno di terminare gli studi), non ascolta i suoi stati emotivi e usa la denigrazione come arma, non sta incontrando i bisogni dell’altro, ma i propri.
È altrettanto comprensibile che, accanto a tutto questo, lei continui a stare male e a non riuscire a “lasciarlo andare”. Spesso restiamo legati non solo a chi è stato l’altro, ma anche a chi speravamo diventasse, o a ciò che rappresentava per noi. E il senso di colpa può rafforzare questo legame, facendoci sentire come se dovessimo “riparare” subendo.
Mi sembra molto significativo, invece, che lei riconosca come con l’altra persona si senta non giudicata, accolta, sostenuta e incoraggiata. Questo non significa che debba per forza scegliere subito o prendere decisioni definitive, ma è un dato importante: i suoi bisogni di rispetto, ascolto e valorizzazione stanno emergendo chiaramente.
Si dia il permesso di prendersi tempo. È normalissimo aver bisogno di tempo per fare ordine dentro di sé, per uscire dalla confusione, per elaborare una rottura e per capire cosa desidera davvero. È normale pensare ancora all’ex, anche quando razionalmente si riconosce che certi comportamenti fanno male.
Il passo più importante, ora, non è decidere con chi stare, ma tornare ad ascoltare se stessa, i suoi confini, ciò che la fa sentire al sicuro e ciò che la fa sentire piccola o spaventata. Il fatto che lei senta di non volere essere umiliata, di non voler avere paura, di non voler essere allontanata dalla sua famiglia, è già una forma di grande lucidità e di tutela di sé.
Se ne sente la possibilità, un percorso psicologico potrebbe aiutarla molto a elaborare tutto questo, a comprendere meglio le dinamiche vissute e a rafforzare la fiducia nel suo valore personale. E il fatto che lei stia riflettendo, ponendosi domande e cercando di capire, è già un segnale di maturità e di cura verso se stessa.
Rimango a sua disposizione e le porgo i miei saluti.

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