Ho commesso un errore sul lavoro e pur di non confessarlo ho tentato di coprire le mie tracce e ades
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Ho commesso un errore sul lavoro e pur di non confessarlo ho tentato di coprire le mie tracce e adesso ho paura di essere scoperta, anche se il danno è rimediabile. Proprio perché l'errore in sé è rimediabile non credo che la mia responsabile e il mio capo approfondiranno oltre quindi non dovrebbero scoprirmi. Tuttavia sono terrorizzata da questa possibilità. Sono andata in panico quando avre potuto semplicemente ammettere d aver sbagliato e adesso l'ho fatta grossa e sono angosciata di venire scoperta, terrorizzata di perdere il lavoro e terribilmente delusa e arrabbiata con me stessa per aver perso la testa in questo modo. Ho problemi personali ( forse mi separerò da mio marito e avevamo litigato pesantemente solo il giorno prima )ma mai avrei voluto che questa tensione si ripercuotesse sul lavoro. Non sono più una ragazzina alla prima esperienza, mi vergogno di me stessa. Al punto in cui siamo spero di non essere scoperta e che sia sufficiente rimediare al primo errore, ma mi chiedo se non dovrei invece confessare tutto e lasciare che decidano loro. Sarebbe maturo ma non riesco ad ammettere di aver fatto una tale sciocchezza da bambina piccola e ho troppa paura di perdere il mio lavoro del quale ovviamente ho davvero bisogno. Non so come fare. Cosa mi consigliate? Scusate.
Gentile utente, buongiorno. Come da sua stessa ammissione, l'ansia generata dal suo errore è solo la punta dell'iceberg. Nel profondo ci sono delle paure, dei vissuti anche di genere relazionale che forse lei sta elaborando solo parzialmente. La cosa che mi viene più spontanea da dirle, è di valutare se è "il caso" di confessare il suo sbaglio, e di valutare nella maniera più razionale possibile quali sono le possibili ripercussioni di una tale confessione. Di certo qui non troverà persone che le diranno cosa è giusto e cosa è sbagliato fare, poichè questo dipenderà esclusivamente da lei. Per quanto riguarda la situazione alla base, mi sembra piuttosto importante sottolinearle quanto il suo essersi, per usare le sue stesse parole, "comportata da bambina" potrebbe essere un sintomo di un vissuto negativo anche abbastanza profondo. Mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso psicologico, che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità. Inoltre, dal punto di vista relazionale ci sono sicuramente i presupposti per lavorare in maniera efficace e senza barriere di sorta che potrebbero ostacolare il suo percorso verso una felicità ritrovata.
Mi rendo disponibile per ulteriori informazioni, dubbi o curiosità. Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico.
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Gentile utente, talvolta potrebbe essere utile osservare ciò che ci sta accadendo da un nuovo “punto di vista”, valutando e selezionando le possibili soluzioni di cui disponiamo per affrontare un problema che ci appare di portata catastrofica. Al momento, leggendo quanto ha scritto, sembra che la confusione e la preoccupazione predominino e le impediscano di pensare e riflettere con il giusto equilibrio che la situazione richiede. Contestualmente, rappresenta ulteriori difficoltà extra-lavorative che non sembrano permetterle di beneficiare di un adeguato supporto nel gestire questa delicata situazione. Un aiuto esterno potrebbe permetterle di mettere in pausa l’impasse in cui si trova e gestire il tutto con la saggezza e la lucidità di cui sicuramente dispone. Augurandole una pronta risoluzione della sua vicenda, la saluto cordialmente
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Buonasera! Se confessare o meno dipende da alcuni fattori dei quali solo Lei può avere la percezione. Prima di tutto i caratteri dei Suoi responsabili che Lei dovrebbe sicuramente conoscere: aldilà della gravità dell'errore che Lei stessa definisce come "rimediabile". Se li riconosce come persone comprensive più tese ad accettare e perdonare una "confessione" oppure se pensa che la delusione per non essere stata sincere con loro potrebbe avere un impatto negativo sulla relazione di lavoro rappresenta uno dei fattori da tenere in considerazione. Poi deve prendere in considerazione ciò che potrebbe farla stare meglio: essere sincera esplicitando anche le motivazioni che le hanno fatto fare quella scelta errata, accettandone il rischio oppure sperare che tutto passi sotto traccia e che quanto accaduto resti un episodio isolato. In quest'ultimo caso l'importante è che l'errore sia davvero rimediabile per evitare che poi la situazione esploda senza che poi Lei non sarà in grado di pararla. Insomma deve fare i conti con sé stessa mettendo sul piatto tutte le possibilità. Di sicuro per fare ciò ha bisogno di una lucidità che potrà avere solo se riuscirà ad essere serena davvero. Le auguro davvero che tutto possa andare per il meglio.
Buonasera.
Commettere errori è umano, e non è una frase per nulla scontata perchè molto spesso si fa fatica a concedersi di sbagliare e accettarlo. Sbagliare può rimandare un'immagine di sè come incapace, falliti, non performanti etc. Inoltre riferisce che sta vivendo un periodo di vita emotivamente stressante, il giorno prima ha litigato con suo marito, quindi è inevitabile che lei possa far fatica sul lavoro. Il fatto che lei sia consapevole di aver sbagliato ed ha in mente una possibile soluzione per rimediare, penso sia un'ottima risorsa.
Non mi sono chiari gli impedimenti nel farlo. Teme che rimediando, l'errore potrebbe essere scoperto dai suoi datori di lavoro?
Le suggerisco di soffermarsi su come mai l'aver commesso un errore sul lavoro risuona in lei in modo così forte e su come quanto accaduto si riversa nell'immagine che ha di se stessa. Soprattutto sarebbe importante approfondire quali sono i vissuti emotivi sottesi alla paura del licenziamento/dell'essere scoperta. Ammettere ai suoi superiori di aver sbagliato cosa la porterebbe a dire di se stessa? Se subentra una feroce autocritica, allora sarebbe utile considerare l'idea di lavorarci su con un terapeuta.
Imparare a tollerare la frustrazione rispetto ai propri sbagli e alla propria vulnerabilità può diventare oggetto di esplorazione in terapia perchè si tratta di un meccanismo che ci può dire molto del suo modo di funzionare e del rapporto con se stessa. Soprattutto è importante come si sia strutturato nel corso della sua storia di sviluppo.
Forse c'è una parte di sè troppo autocritica. Se sì, qual'è la sua funzione? proteggerla da un'immagine di sè come persona che può essere vulnerabile? Una risorsa per far fronte alle parti di sè troppe critiche è proprio quella di sviluppare in terapia un'autentica autocompassione. Non è funzionale pretendere da se stessi la massima performatività sempre, nè in ambito lavorativo nè in quello relazionale. E' importante imparare a divenire abili nel sostituire l'autocritica feroce con l'autoincoraggiamento per esercitarsi ad accettarsi con compassione, soprattutto quando si commettono errori.
Quando il proprio valore dipende dai risultati ottenuti, l'autocritica destabilizza e spesso fa emergere un'ansia che divora. Può esserle utile pensare di intraprendere un percorso di supporto psicologico per cominciare a costruire il proprio valore personale con altri presupposti.
Rimango a sua disposizione, anche online.
Un caro saluto, Dott.ssa Martina Orzi
Commettere errori è umano, e non è una frase per nulla scontata perchè molto spesso si fa fatica a concedersi di sbagliare e accettarlo. Sbagliare può rimandare un'immagine di sè come incapace, falliti, non performanti etc. Inoltre riferisce che sta vivendo un periodo di vita emotivamente stressante, il giorno prima ha litigato con suo marito, quindi è inevitabile che lei possa far fatica sul lavoro. Il fatto che lei sia consapevole di aver sbagliato ed ha in mente una possibile soluzione per rimediare, penso sia un'ottima risorsa.
Non mi sono chiari gli impedimenti nel farlo. Teme che rimediando, l'errore potrebbe essere scoperto dai suoi datori di lavoro?
Le suggerisco di soffermarsi su come mai l'aver commesso un errore sul lavoro risuona in lei in modo così forte e su come quanto accaduto si riversa nell'immagine che ha di se stessa. Soprattutto sarebbe importante approfondire quali sono i vissuti emotivi sottesi alla paura del licenziamento/dell'essere scoperta. Ammettere ai suoi superiori di aver sbagliato cosa la porterebbe a dire di se stessa? Se subentra una feroce autocritica, allora sarebbe utile considerare l'idea di lavorarci su con un terapeuta.
Imparare a tollerare la frustrazione rispetto ai propri sbagli e alla propria vulnerabilità può diventare oggetto di esplorazione in terapia perchè si tratta di un meccanismo che ci può dire molto del suo modo di funzionare e del rapporto con se stessa. Soprattutto è importante come si sia strutturato nel corso della sua storia di sviluppo.
Forse c'è una parte di sè troppo autocritica. Se sì, qual'è la sua funzione? proteggerla da un'immagine di sè come persona che può essere vulnerabile? Una risorsa per far fronte alle parti di sè troppe critiche è proprio quella di sviluppare in terapia un'autentica autocompassione. Non è funzionale pretendere da se stessi la massima performatività sempre, nè in ambito lavorativo nè in quello relazionale. E' importante imparare a divenire abili nel sostituire l'autocritica feroce con l'autoincoraggiamento per esercitarsi ad accettarsi con compassione, soprattutto quando si commettono errori.
Quando il proprio valore dipende dai risultati ottenuti, l'autocritica destabilizza e spesso fa emergere un'ansia che divora. Può esserle utile pensare di intraprendere un percorso di supporto psicologico per cominciare a costruire il proprio valore personale con altri presupposti.
Rimango a sua disposizione, anche online.
Un caro saluto, Dott.ssa Martina Orzi
Gentile utente salve.
Il senso di colpa che lei prova fa parte delle emozioni umane che, seppur negative, sono insite nella nostra natura e come tali vanno accettate e affrontate.
Altra cosa che è tipicamente umana è sbagliare! Lei ha commesso un errore, sicuramente grave da come lo descrive e come si sente a riguardo, ma chiunque di noi è soggetto a commetterne, non siamo esseri perfetti.
Il mio primo consiglio è di mitigare l'ansia che l'assale in questo momento con un esercizio di trasformazione del senso di colpa in autocompassione: provi a rasserenarsi con dei respiri lenti e profondi, a comprendere il suo stato d'animo da una prospettiva distaccata, come se fosse spettatrice delle sue emozioni, cerchi nei suoi ricordi i motivi per cui gli altri le vogliono bene, quante cose belle ha fatto per loro, quanta gentilezza, amore e generosità ha elargito; poi rivolga lo stesso sentimento verso se stessa, concentrando l'attenzione sul fatto che merita di poter rimediare al suo errore, in quanto del tutto umano e involontario.
Il secondo consiglio è di rivalutare da capo quanto è successo, sforzandosi di riattribuire i valori dati alle azioni compiute in un ottica più positiva e ottimistica. Avrà compiuto il suo errore certamente in buona fede, la sua esperienza di lavoro dimostra che lei è competente e adatta a quell'incarico e che un incidente di percorso non può rovinare tutto, esamini tutti gli aspetti che sono scaturiti dal suo errore, e laddove è possibile ponga dee rimedi, proponga delle soluzioni, anche temporanee.
Il terzo consiglio è di parlare con i suoi superiori e raccontare quanto accaduto. Con sincerità e coraggio, senza chiedere scusa (visto che è un errore involontario), faccia un resoconto dei fatti, delle singole azioni e decisioni che l'hanno portata a sbagliare. Si assuma la responsabilità di rimediare finché le è possibile e se necessario accetti di buon grado una forma di rimprovero o di multa che le venga combinata.
Abbia anche la dignità di affrontare il peggio a testa alta. A volte pagare l'errore è inevitabile, e bisogna mostrare onore nel demerito. Mi auguro ovviamente che non sarà così per lei.
Se lo desidera sono a sua disposizione per una consulenza, anche online, al fine di aiutarla a superare l'ansia che la sta attanagliando in queste ore. Se vuole sarà l'occasione per parlarmi anche della sua situazione coniugale e discutere di un percorso psicologico utile per superare anche questa situazione difficile.
Un caro saluto, dott. Antonio Cortese
Il senso di colpa che lei prova fa parte delle emozioni umane che, seppur negative, sono insite nella nostra natura e come tali vanno accettate e affrontate.
Altra cosa che è tipicamente umana è sbagliare! Lei ha commesso un errore, sicuramente grave da come lo descrive e come si sente a riguardo, ma chiunque di noi è soggetto a commetterne, non siamo esseri perfetti.
Il mio primo consiglio è di mitigare l'ansia che l'assale in questo momento con un esercizio di trasformazione del senso di colpa in autocompassione: provi a rasserenarsi con dei respiri lenti e profondi, a comprendere il suo stato d'animo da una prospettiva distaccata, come se fosse spettatrice delle sue emozioni, cerchi nei suoi ricordi i motivi per cui gli altri le vogliono bene, quante cose belle ha fatto per loro, quanta gentilezza, amore e generosità ha elargito; poi rivolga lo stesso sentimento verso se stessa, concentrando l'attenzione sul fatto che merita di poter rimediare al suo errore, in quanto del tutto umano e involontario.
Il secondo consiglio è di rivalutare da capo quanto è successo, sforzandosi di riattribuire i valori dati alle azioni compiute in un ottica più positiva e ottimistica. Avrà compiuto il suo errore certamente in buona fede, la sua esperienza di lavoro dimostra che lei è competente e adatta a quell'incarico e che un incidente di percorso non può rovinare tutto, esamini tutti gli aspetti che sono scaturiti dal suo errore, e laddove è possibile ponga dee rimedi, proponga delle soluzioni, anche temporanee.
Il terzo consiglio è di parlare con i suoi superiori e raccontare quanto accaduto. Con sincerità e coraggio, senza chiedere scusa (visto che è un errore involontario), faccia un resoconto dei fatti, delle singole azioni e decisioni che l'hanno portata a sbagliare. Si assuma la responsabilità di rimediare finché le è possibile e se necessario accetti di buon grado una forma di rimprovero o di multa che le venga combinata.
Abbia anche la dignità di affrontare il peggio a testa alta. A volte pagare l'errore è inevitabile, e bisogna mostrare onore nel demerito. Mi auguro ovviamente che non sarà così per lei.
Se lo desidera sono a sua disposizione per una consulenza, anche online, al fine di aiutarla a superare l'ansia che la sta attanagliando in queste ore. Se vuole sarà l'occasione per parlarmi anche della sua situazione coniugale e discutere di un percorso psicologico utile per superare anche questa situazione difficile.
Un caro saluto, dott. Antonio Cortese
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Buonasera cara utente. Lei non deve chiedere scusa, ha fatto benissimo a scrivere per alleggerire il carico che porta rispetto questo periodo della sua vita. Dal suo racconto è evidente il senso di colpa e smarrimento che prova per questo "errore" commesso, piuttosto penso che lei debba chiedere scusa a se stessa e perdonarsi, perché sbagliare è umano, soprattutto quando si vive un momento di tensione emotiva. Mi sento di consigliarle di considerare l'inizio di un percorso psicologico in modo tale da ritrovare le energie emotive e cognitive e alleggerire la tensione rispetto al periodo che vive. Per qualsiasi altra informazione sono a disposizione.
Cordialmente, Dott.ssa Anna Russo
Cordialmente, Dott.ssa Anna Russo
Le comprendo completamente e capisco quanto possa essere angosciante trovarsi in una situazione del genere. È umano commettere errori, e l'ansia e il timore di essere scoperta possono intensificare le emozioni.
Consideri l'opzione di intraprendere un percorso di gestione dello stress e delle emozioni per affrontare queste tensioni interne. Insieme potremmo esplorare strategie per gestire l'ansia, il senso di colpa e le paure che sta vivendo. Inoltre, riflettere sulla possibilità di confessare l'errore potrebbe alleviare il peso emotivo e consentirle di adottare un approccio più maturo e onesto.
Confidare nella propria responsabile potrebbe dimostrarsi un passo importante verso la risoluzione della situazione. In molti ambienti lavorativi, l'onestà e la volontà di risolvere i problemi sono apprezzate e possono contribuire a ristabilire la fiducia. Prendere in considerazione questo passo potrebbe aiutarla a liberarsi dell'ansia costante.
Sono qui per supportarla attraverso questo processo e per discutere di ulteriori passi che potrebbe intraprendere per affrontare la situazione nel migliore dei modi.
Consideri l'opzione di intraprendere un percorso di gestione dello stress e delle emozioni per affrontare queste tensioni interne. Insieme potremmo esplorare strategie per gestire l'ansia, il senso di colpa e le paure che sta vivendo. Inoltre, riflettere sulla possibilità di confessare l'errore potrebbe alleviare il peso emotivo e consentirle di adottare un approccio più maturo e onesto.
Confidare nella propria responsabile potrebbe dimostrarsi un passo importante verso la risoluzione della situazione. In molti ambienti lavorativi, l'onestà e la volontà di risolvere i problemi sono apprezzate e possono contribuire a ristabilire la fiducia. Prendere in considerazione questo passo potrebbe aiutarla a liberarsi dell'ansia costante.
Sono qui per supportarla attraverso questo processo e per discutere di ulteriori passi che potrebbe intraprendere per affrontare la situazione nel migliore dei modi.
Buongiorno,
dalla situazione che descrive è importante fare un bilancio di alcuni elementi, così da capire cosa sia meglio fare e come.
Solo lei può saperlo, da un punto di vista psicologico esterno ciò che è possibile fare è darle un punto di vista da cui osservare la situazione.
Tra gli elementi che potrebbe essere utile tenere in considerazione prima di prendere una decisione (condividere il suo errore oppure no), ci sono a mio parere la possibile reazione di datore/datrice di lavoro e colleghi, la effettiva rimediabilità o meno dell'errore e se se la senta o meno di spiegare, anche non necessariamente nel dettaglio, la situazione difficile che sta affrontando con suo marito.
Vorrei infine rassicurarla sul fatto che l'errore che ha commesso, indipendentemente dall'entità dello stesso, è strettamente associato alla sua situazione personale. È assolutamente normale la sua reazione ed incertezza su come sia meglio comportarsi, data dalla confusione che la situazione familiare che sta vivendo le sta provocando.
Spero di esserle stata di aiuto e le auguro il meglio.
Dott.ssa Giorgia Colombo
dalla situazione che descrive è importante fare un bilancio di alcuni elementi, così da capire cosa sia meglio fare e come.
Solo lei può saperlo, da un punto di vista psicologico esterno ciò che è possibile fare è darle un punto di vista da cui osservare la situazione.
Tra gli elementi che potrebbe essere utile tenere in considerazione prima di prendere una decisione (condividere il suo errore oppure no), ci sono a mio parere la possibile reazione di datore/datrice di lavoro e colleghi, la effettiva rimediabilità o meno dell'errore e se se la senta o meno di spiegare, anche non necessariamente nel dettaglio, la situazione difficile che sta affrontando con suo marito.
Vorrei infine rassicurarla sul fatto che l'errore che ha commesso, indipendentemente dall'entità dello stesso, è strettamente associato alla sua situazione personale. È assolutamente normale la sua reazione ed incertezza su come sia meglio comportarsi, data dalla confusione che la situazione familiare che sta vivendo le sta provocando.
Spero di esserle stata di aiuto e le auguro il meglio.
Dott.ssa Giorgia Colombo
Se posso permettermi, inizi con cercare di smettere di giudicarsi così tanto. Sta già vivendo una situazione con un carico emotivo molto pesante, che la fa stare male, darsi anche dei giudizi così pesanti e definitivi non fa altro che farla stare male due volte. Accolga quello che è successo, accolga come si sente. La sofferenza, il dolore, la confusione hanno sempre una motivazione, una dinamica per cui emergono: sono le sue emozioni e in qualche modo la aiutano a capire di cosa ha davvero bisogno e cosa invece la mette in difficoltà. Accolga le emozioni che prova, sono le sue e lei ha tutto il diritto di provarle. Lei dice che ha fatto una sciocchezza da "bambina piccola": forse c'è una parte di lei che in questo momento si sente fragile, spaventata e triste proprio come una bambina piccola. E come tale va accolta, ascoltata, consolata e rassicurata. Cosa direbbe alla sé bambina spaventata per rassicurarla? Quale parole userebbe se dovesse parlare alla sé bambina? Lei è una donna adulta in grado di gestire le situazioni, ma può darsi che ci sia una parte di lei che ha bisogno di ascolto e rassicurazione. Usi parole gentili con se stessa e provi a restare in contatto con la sua parte adulta e centrata. Sono sicura che saprebbe cosa rispondersi. Se vuole supporto, mi contatti pure.
Carissima, non esiste consiglio corretto. La risposta la conosce già, probabilmente, anche se è dura ammetterlo. Accade spesso che la decisione più "giusta" da prendere sia quella che ci turba di più, ma, proprio perché genera in noi quel turbamento, non dovremmo ignorarla. Cosa significa per lei essersi comportata da bambina? E' per lei intollerabile esserlo? L'età anagrafica non conta, mi creda. Se volesse approfondire il suo vissuto, io sono a disposizione online. Abbiamo bisogno di accettare tutte le parti di noi, anche quelle di cui ci vergogniamo, per trovare il nostro equilibrio e rapportarci serenamente all'ambiente esterno. Un caro in bocca al lupo.
Cara lettrice,
Le tue parole rispecchiano un forte stato di preoccupazione e autocritica. È umano commettere errori, sia nella sfera professionale che in quella personale. L'importante è come ci si relaziona ad essi e come si decide di affrontarli.
Dalle tue parole emerge chiaramente il tuo senso di responsabilità e il tuo desiderio di rettitudine. La situazione emotiva di forte stress legata ai problemi personali può avere inciso sul tuo modo di reagire all'errore lavorativo. Questo, però, non giustifica l'errore, ma può offrire una spiegazione del perché hai agito in un certo modo.
La decisione di confessare o meno è una scelta personale che va ponderata considerando le possibili conseguenze e il tuo benessere interiore. Ad ammettere un errore e a prenderne le responsabilità ci vuole coraggio, ma potrebbe anche offrirti la possibilità di riacquistare fiducia in te stessa e di risolvere una situazione che ora ti pesa molto.
Indipendentemente dalla decisione che prenderai, potresti considerare l'idea di consultare un professionista per esplorare le tue emozioni e trovare strategie per gestire lo stress e l'ansia. Potrebbe essere inoltre utile per affrontare i tuoi problemi personali in modo costruttivo e trovare un equilibrio tra la sfera personale e quella lavorativa.
Rifletti sulle tue priorità e su ciò che ritieni sia la scelta giusta per te in questo momento, mettendo al centro il tuo benessere e la tua crescita personale.
Un caro saluto,
Ilaria.
Le tue parole rispecchiano un forte stato di preoccupazione e autocritica. È umano commettere errori, sia nella sfera professionale che in quella personale. L'importante è come ci si relaziona ad essi e come si decide di affrontarli.
Dalle tue parole emerge chiaramente il tuo senso di responsabilità e il tuo desiderio di rettitudine. La situazione emotiva di forte stress legata ai problemi personali può avere inciso sul tuo modo di reagire all'errore lavorativo. Questo, però, non giustifica l'errore, ma può offrire una spiegazione del perché hai agito in un certo modo.
La decisione di confessare o meno è una scelta personale che va ponderata considerando le possibili conseguenze e il tuo benessere interiore. Ad ammettere un errore e a prenderne le responsabilità ci vuole coraggio, ma potrebbe anche offrirti la possibilità di riacquistare fiducia in te stessa e di risolvere una situazione che ora ti pesa molto.
Indipendentemente dalla decisione che prenderai, potresti considerare l'idea di consultare un professionista per esplorare le tue emozioni e trovare strategie per gestire lo stress e l'ansia. Potrebbe essere inoltre utile per affrontare i tuoi problemi personali in modo costruttivo e trovare un equilibrio tra la sfera personale e quella lavorativa.
Rifletti sulle tue priorità e su ciò che ritieni sia la scelta giusta per te in questo momento, mettendo al centro il tuo benessere e la tua crescita personale.
Un caro saluto,
Ilaria.
Gentilissima,
intanto si perdoni perché siamo esseri umani e tutti possiamo sbagliare.
Rifletta sulle conseguenze del suo errore e prenda la decisione che ritiene migliore per lei, se confessare e levarsi un peso o lasciarsi tutto alle spalle.
Questa esperienza però può indicarle che la sua reazione cela la necessità di intraprendere un percorso di supporto psicologico per superare il periodo difficile che sta vivendo.
Un caro saluto,
Dott.ssa Giorgia Ferrucci
intanto si perdoni perché siamo esseri umani e tutti possiamo sbagliare.
Rifletta sulle conseguenze del suo errore e prenda la decisione che ritiene migliore per lei, se confessare e levarsi un peso o lasciarsi tutto alle spalle.
Questa esperienza però può indicarle che la sua reazione cela la necessità di intraprendere un percorso di supporto psicologico per superare il periodo difficile che sta vivendo.
Un caro saluto,
Dott.ssa Giorgia Ferrucci
Gentile utente,
mi sembra di comprendere che si trova in un momento particolarmente difficile della sua vita. Spesso quando non si è tranquilli e si hanno tanti pensieri, è comune commettere errori, per fortuna da quanto dice, il suo è rimediabile. Quel che occorre domandarsi è il motivo per cui la angoscia così tanto l'idea di sbagliare e ancor di più potersi concedere di dirlo senza addolorarsi troppo. Se ha deciso di tenerlo nascosto, forse ha sentito l'esigenza di conservare una buona immagine con i suoi colleghi e/o superiori, e non c'è nulla di male in questo. Magari è un momento della sua vita dove ha necessità di sentire che ci sono persone che la stimano e che hanno fiducia in lei, dunque ha preferito non confessare l'errore. Detto questo, non possiamo sapere se verrà scoperta oppure no e la decisione di dirlo o non dirlo, spetta solo a lei, dopo essersi chiesta e dopo aver compreso che cosa l'abbia portata a prendere questa decisione e magari essersi presa il tempo e lo spazio per riflettere su come sta in questo periodo.
Se vuole approfondire, rimango a disposizione.
Cordialmente,
Dott.ssa Cecilia Bagnoli
mi sembra di comprendere che si trova in un momento particolarmente difficile della sua vita. Spesso quando non si è tranquilli e si hanno tanti pensieri, è comune commettere errori, per fortuna da quanto dice, il suo è rimediabile. Quel che occorre domandarsi è il motivo per cui la angoscia così tanto l'idea di sbagliare e ancor di più potersi concedere di dirlo senza addolorarsi troppo. Se ha deciso di tenerlo nascosto, forse ha sentito l'esigenza di conservare una buona immagine con i suoi colleghi e/o superiori, e non c'è nulla di male in questo. Magari è un momento della sua vita dove ha necessità di sentire che ci sono persone che la stimano e che hanno fiducia in lei, dunque ha preferito non confessare l'errore. Detto questo, non possiamo sapere se verrà scoperta oppure no e la decisione di dirlo o non dirlo, spetta solo a lei, dopo essersi chiesta e dopo aver compreso che cosa l'abbia portata a prendere questa decisione e magari essersi presa il tempo e lo spazio per riflettere su come sta in questo periodo.
Se vuole approfondire, rimango a disposizione.
Cordialmente,
Dott.ssa Cecilia Bagnoli
Capisco che ti trovi in una situazione difficile e che stai attraversando un mix di emozioni come paura, vergogna, delusione e rabbia verso te stessa. È comprensibile che tu voglia evitare le conseguenze negative di confessare l'errore, ma è importante considerare l'effetto a lungo termine sulla tua coscienza e sulla tua reputazione professionale.
Una scelta matura potrebbe essere quella di confessare l'errore alla tua responsabile o al tuo capo, ammettendo la responsabilità e offrendo soluzioni per correggere il danno causato. Prendere responsabilità delle proprie azioni può essere difficile, ma può anche essere un'opportunità di crescita personale e professionale.
Prima di prendere una decisione, potresti riflettere su come gestire questa situazione in modo etico e integro. Valuta i rischi e i benefici di entrambe le opzioni, considerando anche il tuo stato emotivo attuale e i problemi personali che stai affrontando. Potrebbe essere utile cercare il supporto di un professionista, come uno psicologo o uno psicoterapeuta, per esplorare le tue emozioni e le tue opzioni in modo più approfondito.
Infine, ricorda che sbagliare è umano e che tutti commettiamo errori. Ciò che conta è come affrontiamo e impariamo da essi. Fai del tuo meglio per trarre insegnamenti da questa situazione e utilizzarli per crescere sia personalmente che professionalmente.
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Una scelta matura potrebbe essere quella di confessare l'errore alla tua responsabile o al tuo capo, ammettendo la responsabilità e offrendo soluzioni per correggere il danno causato. Prendere responsabilità delle proprie azioni può essere difficile, ma può anche essere un'opportunità di crescita personale e professionale.
Prima di prendere una decisione, potresti riflettere su come gestire questa situazione in modo etico e integro. Valuta i rischi e i benefici di entrambe le opzioni, considerando anche il tuo stato emotivo attuale e i problemi personali che stai affrontando. Potrebbe essere utile cercare il supporto di un professionista, come uno psicologo o uno psicoterapeuta, per esplorare le tue emozioni e le tue opzioni in modo più approfondito.
Infine, ricorda che sbagliare è umano e che tutti commettiamo errori. Ciò che conta è come affrontiamo e impariamo da essi. Fai del tuo meglio per trarre insegnamenti da questa situazione e utilizzarli per crescere sia personalmente che professionalmente.
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Gli errori, grandi e piccoli, si fanno, è umano e nessuno si aspetta che sul posto di lavoro non ce ne siano. Quello che conta è come reagiamo agli errori fatti e come rimediamo. Hai fatto un errore e ne hai fatto un altro cercando di coprire tutto: ne sei consapevole e questo è importante. Parti da qui! Devi capire come mai hai reagito in questo modo, soprattutto per non rischiare di commettere altre leggerezze simili. Se stai vivendo un momento complicato, fatti aiutare, inizia un percorso psicologico che ti supporto e ti aiuti a comprendere il perchè di certi comportamenti, ti aiuti a stare meglio, ti permetta di affrontare le difficoltà che ti trovi a vivere e soprattutto a goderti le cose belle che certamente arriveranno. Un saluto
Buongiorno bella domanda, immagino la situazione sia più complessa e con tante variabili, oltre all'aspetto lavorativo in se, è da prendere in considerazione come vive tutto ciò, cosa pensa sia meglio e come vivrebbe al meglio nei momenti futuri, non è facile, ma mi pare ci siano da ponderare tante cose. Dietro a tutto ciò penso che ci sia anche molto di lei che forse sarebbe opportuno affrontare in una terapia personale.
Caro utente, grazie per aver condiviso qui questo suo vissuto, la preoccupazione e la paura che sta provando e che allo stesso tempo sembrano la stiano logorando. Mi dispiace e comprendo la difficoltà di stare in questa dicotomia tra il fare la cosa giusta e stare nell’errore. Errore relativamente perché siamo umani e nessuno è perfetto. Da esso si può solo ricevere un insegnamento e rimediare al fine da potersi chiedersi scusa e perdonarsi. Oltretutto questo carico di emozioni che sta manifestando sono alimentate dalla situazione familiare non facile da sostenere e affrontare. Questo accumulo di tensione rende le sue reazioni comprensibili. Si comprenda e cerchi di essere gentile con se stessa.
Se ha bisogno di elaborare tutto quello che le sta accadendo e le emozioni sottostanti sono a sua disposizione e può contattarmi.
Un saluto. Dott.ssa Nuzzo Manuela.
Se ha bisogno di elaborare tutto quello che le sta accadendo e le emozioni sottostanti sono a sua disposizione e può contattarmi.
Un saluto. Dott.ssa Nuzzo Manuela.
Gentile utente, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Comprendo la sofferenza generata dall'imprevisto sul lavoro. Spesso pretendiamo da noi il massimo e quando qualcosa non va esattamente come vorremmo rimaniamo delusi da noi stessi. In realtà, le cose non dovrebbero andare in questo modo e dovremmo imparare ad essere più tolleranti nei nostri confronti. Ci impegniamo tanto per raggiungere degli obiettivi e portare a termine dei risultati, quindi se qualche volta commettiamo un errore di percorso possiamo perdonarci. Capisco che non è semplice, ma dobbiamo imparare a farlo per non rimanere intrappolati all'interno di situazioni stressanti che possono logorare il nostro stato d'animo e compromettere altri ambiti della nostra vita. Credo vivamente che un percorso psicologico potrebbe esserle d'aiuto per l'apprendimento di nuove abilità e nuovi modi per relazionarsi con se stessa. Un caro saluto. Dott.ssa Mariangela Alizzi.
Non devi scusarti, hai fatto bene a condividere quello che stai vivendo. Sei chiaramente in un momento molto delicato, e il fatto che tu stia riflettendo con tanta onestà su questa situazione dimostra quanto ti importi del tuo lavoro e del tuo comportamento. È naturale sentirsi sopraffatti e avere paura delle conseguenze, ma ci sono modi per affrontare questa situazione e mitigare sia il rischio che l’angoscia che provi.
1. Fermati un momento e fai chiarezza
Prima di prendere una decisione, cerca di calmarti e analizzare la situazione oggettivamente. Non lasciare che l’ansia ti paralizzi. Poniti queste domande:
Qual è la portata reale dell’errore? Se è un errore rimediabile e non ha causato gravi danni, questo gioca a tuo favore. La tua preoccupazione potrebbe essere amplificata dalla paura di essere giudicata, ma in realtà l’impatto potrebbe essere minore di quanto temi.
Quanto è probabile che venga scoperto? Se le probabilità sono alte e il tentativo di coprire le tracce potrebbe essere evidente, è meglio agire ora piuttosto che aspettare passivamente.
Che cosa è in gioco? Tieni a mente che i tuoi capi valutano non solo gli errori, ma anche il modo in cui le persone li gestiscono. Spesso l’onestà e la capacità di assumersi la responsabilità contano più dell’errore stesso.
2. Valuta l'opzione di confessare
Confessare richiede coraggio, ma può anche essere la scelta più rispettabile e vantaggiosa a lungo termine. Ecco perché:
Onestà e responsabilità: I tuoi superiori potrebbero apprezzare la tua sincerità e il fatto che ti assuma la responsabilità, dimostrando maturità e integrità.
Controllo della situazione: Ammettendo l’errore, sarai tu a presentarlo e a spiegare come hai già pensato di rimediare, piuttosto che lasciare che venga scoperto casualmente, cosa che potrebbe essere percepita peggio.
Riduzione dell’ansia: Portare il peso della colpa e della paura di essere scoperta è estenuante. Ammettere l’errore ti libererebbe da questa angoscia e ti permetterebbe di concentrarti sul lavoro.
Se scegli questa strada, puoi affrontare la conversazione in modo professionale e rassicurante:
Preparati una spiegazione chiara: Non cercare scuse, ma spiega che stavi vivendo un momento difficile (senza entrare troppo nei dettagli personali), che hai agito impulsivamente e che ti rendi conto dell’errore. Ad esempio:
“Vorrei parlare di un errore che ho commesso e del modo in cui sto cercando di rimediare. Mi rendo conto che ho sbagliato e ho cercato di coprirlo, ma ora capisco che la cosa migliore è essere trasparente. Mi dispiace sinceramente per l’accaduto e sto già lavorando per correggerlo.”
Proponi soluzioni: Mostra che hai già pensato a come rimediare, il che dimostra proattività. Questo può rassicurare i tuoi capi sul fatto che hai imparato dall’errore e stai cercando di sistemare la situazione.
3. Se scegli di non confessare
Se ritieni che il rischio di essere scoperta sia molto basso e che il danno sia già stato risolto senza lasciare tracce evidenti, potresti decidere di non confessare. Tuttavia, tieni presente che questa scelta potrebbe lasciarti con un senso di ansia residuo. In tal caso:
Riconosci l'errore a te stessa: Anche se non lo confessi, accettalo internamente come un’esperienza da cui imparare. Rifletti su come puoi gestire meglio situazioni simili in futuro, sia dal punto di vista emotivo che pratico.
Pianifica strategie per il futuro: Potresti pensare a come prevenire errori simili o come gestire in modo più diretto eventuali problemi sul lavoro.
4. Affronta il giudizio verso te stessa
La delusione che provi verso te stessa è comprensibile, ma ricorda che gli errori fanno parte della natura umana, anche per le persone più esperte. Il modo in cui rispondi agli errori è ciò che conta davvero. Prova a essere più compassionevole con te stessa:
Riconosci le circostanze: Stai affrontando un periodo personale molto complicato. È normale che, sotto pressione, tu abbia agito in modo impulsivo.
Concentrati sul miglioramento: Non lasciare che questo errore definisca il tuo valore o la tua professionalità. Usa questa esperienza per crescere.
5. Imparare dal passato, ma guardare avanti
Se decidi di confessare o meno, ciò che conta è che prendi un impegno con te stessa per gestire meglio situazioni simili in futuro. Ad esempio:
Prenditi una pausa mentale: Quando ti senti sopraffatta da emozioni personali, prova a fare una pausa o trovare un momento per respirare prima di affrontare il lavoro.
Costruisci un sistema di supporto: Se ti senti sola, trova una persona fidata (amica, collega o terapeuta) con cui condividere le tue difficoltà, in modo che non si accumulino.
Qualunque strada tu scelga, ricorda che un errore, per quanto grande possa sembrare ora, non definisce chi sei. È un momento difficile, ma hai il potere di affrontarlo con integrità e forza. Se hai bisogno di ulteriori consigli o supporto, sono qui.
1. Fermati un momento e fai chiarezza
Prima di prendere una decisione, cerca di calmarti e analizzare la situazione oggettivamente. Non lasciare che l’ansia ti paralizzi. Poniti queste domande:
Qual è la portata reale dell’errore? Se è un errore rimediabile e non ha causato gravi danni, questo gioca a tuo favore. La tua preoccupazione potrebbe essere amplificata dalla paura di essere giudicata, ma in realtà l’impatto potrebbe essere minore di quanto temi.
Quanto è probabile che venga scoperto? Se le probabilità sono alte e il tentativo di coprire le tracce potrebbe essere evidente, è meglio agire ora piuttosto che aspettare passivamente.
Che cosa è in gioco? Tieni a mente che i tuoi capi valutano non solo gli errori, ma anche il modo in cui le persone li gestiscono. Spesso l’onestà e la capacità di assumersi la responsabilità contano più dell’errore stesso.
2. Valuta l'opzione di confessare
Confessare richiede coraggio, ma può anche essere la scelta più rispettabile e vantaggiosa a lungo termine. Ecco perché:
Onestà e responsabilità: I tuoi superiori potrebbero apprezzare la tua sincerità e il fatto che ti assuma la responsabilità, dimostrando maturità e integrità.
Controllo della situazione: Ammettendo l’errore, sarai tu a presentarlo e a spiegare come hai già pensato di rimediare, piuttosto che lasciare che venga scoperto casualmente, cosa che potrebbe essere percepita peggio.
Riduzione dell’ansia: Portare il peso della colpa e della paura di essere scoperta è estenuante. Ammettere l’errore ti libererebbe da questa angoscia e ti permetterebbe di concentrarti sul lavoro.
Se scegli questa strada, puoi affrontare la conversazione in modo professionale e rassicurante:
Preparati una spiegazione chiara: Non cercare scuse, ma spiega che stavi vivendo un momento difficile (senza entrare troppo nei dettagli personali), che hai agito impulsivamente e che ti rendi conto dell’errore. Ad esempio:
“Vorrei parlare di un errore che ho commesso e del modo in cui sto cercando di rimediare. Mi rendo conto che ho sbagliato e ho cercato di coprirlo, ma ora capisco che la cosa migliore è essere trasparente. Mi dispiace sinceramente per l’accaduto e sto già lavorando per correggerlo.”
Proponi soluzioni: Mostra che hai già pensato a come rimediare, il che dimostra proattività. Questo può rassicurare i tuoi capi sul fatto che hai imparato dall’errore e stai cercando di sistemare la situazione.
3. Se scegli di non confessare
Se ritieni che il rischio di essere scoperta sia molto basso e che il danno sia già stato risolto senza lasciare tracce evidenti, potresti decidere di non confessare. Tuttavia, tieni presente che questa scelta potrebbe lasciarti con un senso di ansia residuo. In tal caso:
Riconosci l'errore a te stessa: Anche se non lo confessi, accettalo internamente come un’esperienza da cui imparare. Rifletti su come puoi gestire meglio situazioni simili in futuro, sia dal punto di vista emotivo che pratico.
Pianifica strategie per il futuro: Potresti pensare a come prevenire errori simili o come gestire in modo più diretto eventuali problemi sul lavoro.
4. Affronta il giudizio verso te stessa
La delusione che provi verso te stessa è comprensibile, ma ricorda che gli errori fanno parte della natura umana, anche per le persone più esperte. Il modo in cui rispondi agli errori è ciò che conta davvero. Prova a essere più compassionevole con te stessa:
Riconosci le circostanze: Stai affrontando un periodo personale molto complicato. È normale che, sotto pressione, tu abbia agito in modo impulsivo.
Concentrati sul miglioramento: Non lasciare che questo errore definisca il tuo valore o la tua professionalità. Usa questa esperienza per crescere.
5. Imparare dal passato, ma guardare avanti
Se decidi di confessare o meno, ciò che conta è che prendi un impegno con te stessa per gestire meglio situazioni simili in futuro. Ad esempio:
Prenditi una pausa mentale: Quando ti senti sopraffatta da emozioni personali, prova a fare una pausa o trovare un momento per respirare prima di affrontare il lavoro.
Costruisci un sistema di supporto: Se ti senti sola, trova una persona fidata (amica, collega o terapeuta) con cui condividere le tue difficoltà, in modo che non si accumulino.
Qualunque strada tu scelga, ricorda che un errore, per quanto grande possa sembrare ora, non definisce chi sei. È un momento difficile, ma hai il potere di affrontarlo con integrità e forza. Se hai bisogno di ulteriori consigli o supporto, sono qui.
Mi dispiace tanto che tu stia vivendo questo stato di angoscia. Da quello che racconti, sembra che il vero nodo non sia tanto l’errore in sé, che è rimediabile, ma il senso di paura, vergogna e auto-giudizio che ti sta travolgendo in questo momento.
Un professionista può commettere errori, anzi, è proprio questo che ci rende umani anche nel lavoro che svolgiamo. Il punto non è essere infallibili, ma saper affrontare anche gli inciampi con lucidità e, se necessario, chiedere aiuto. A dire il vero, chiedere aiuto è la forma più professionale che io conosca.
Capisco la paura di perdere il lavoro, ma esistono tutele proprio per evitare che un errore, soprattutto uno rimediabile, si trasformi in qualcosa di più grande di quello che è. La decisione su come muoverti spetta solo a te, ma quello che potrebbe davvero aiutarti ora è attivare quella parte adulta dentro di te, quella che può darsi il permesso di non essere perfetta e che può affrontare la situazione con più calma e lucidità. Forse il vero danno, più che l’errore in sé, è proprio lo stato di ansia e paura in cui ti trovi.
Certa che prenderai la decisione giusta per te, ti abbraccio.
Un professionista può commettere errori, anzi, è proprio questo che ci rende umani anche nel lavoro che svolgiamo. Il punto non è essere infallibili, ma saper affrontare anche gli inciampi con lucidità e, se necessario, chiedere aiuto. A dire il vero, chiedere aiuto è la forma più professionale che io conosca.
Capisco la paura di perdere il lavoro, ma esistono tutele proprio per evitare che un errore, soprattutto uno rimediabile, si trasformi in qualcosa di più grande di quello che è. La decisione su come muoverti spetta solo a te, ma quello che potrebbe davvero aiutarti ora è attivare quella parte adulta dentro di te, quella che può darsi il permesso di non essere perfetta e che può affrontare la situazione con più calma e lucidità. Forse il vero danno, più che l’errore in sé, è proprio lo stato di ansia e paura in cui ti trovi.
Certa che prenderai la decisione giusta per te, ti abbraccio.
Buongiorno,
posso immaginare il disagio che sta vivendo e il peso emotivo che questa situazione le sta provocando. È del tutto comprensibile provare ansia e timore di fronte ad un errore sul lavoro, soprattutto in un momento già delicato della sua vita. Tuttavia, vorrei rassicurarla: gli errori, per quanto spiacevoli, fanno parte dell’esperienza umana e professionale.
A volte, quando siamo sotto pressione, reagiamo d’istinto, senza avere il pieno controllo delle nostre azioni. Comprendere meglio i pensieri e le emozioni che l’hanno portata ad agire in questo modo potrebbe aiutarla a ritrovare maggiore serenità.
In tal senso, credo che un percorso psicologico potrebbe esserle di grande aiuto in questo momento complesso della sua vita, non solo nel gestire questa situazione, ma anche nell'affrontare le difficoltà personali che sta attraversando.
Se desidera discuterne più approfonditamente, resto a disposizione.
Un caro saluto.
posso immaginare il disagio che sta vivendo e il peso emotivo che questa situazione le sta provocando. È del tutto comprensibile provare ansia e timore di fronte ad un errore sul lavoro, soprattutto in un momento già delicato della sua vita. Tuttavia, vorrei rassicurarla: gli errori, per quanto spiacevoli, fanno parte dell’esperienza umana e professionale.
A volte, quando siamo sotto pressione, reagiamo d’istinto, senza avere il pieno controllo delle nostre azioni. Comprendere meglio i pensieri e le emozioni che l’hanno portata ad agire in questo modo potrebbe aiutarla a ritrovare maggiore serenità.
In tal senso, credo che un percorso psicologico potrebbe esserle di grande aiuto in questo momento complesso della sua vita, non solo nel gestire questa situazione, ma anche nell'affrontare le difficoltà personali che sta attraversando.
Se desidera discuterne più approfonditamente, resto a disposizione.
Un caro saluto.
Ciao, capisco quanto possa essere difficile vivere questo stato di ansia e paura dopo un errore. Tutti possiamo sbagliare, soprattutto in momenti di stress personale; questo non cancella il tuo valore né la tua professionalità. È comprensibile che tu abbia reagito d’impulso per paura, ma ora stai dimostrando senso di responsabilità interrogandoti su cosa sia giusto fare. Potresti valutare di rimediare concretamente all’errore il prima possibile e, se ti senti pronta, considerare di parlarne con calma alla tua responsabile: spesso l’onestà, anche se difficile, viene apprezzata e può prevenire problemi maggiori. Se invece ritieni che la situazione possa davvero risolversi senza conseguenze e che confessare ora possa solo peggiorare le cose, concentrati su come evitare che si ripeta in futuro, magari cercando supporto per gestire meglio lo stress. Non sei sola: chiedere aiuto, anche psicologico, in un periodo di difficoltà personale è un atto di maturità, non di debolezza.
Buonasera, si sente chiaramente quanta paura, vergogna e tensione sta vivendo in questo momento. Quando si commette un errore sul lavoro, soprattutto in una fase della vita già carica di problemi personali, può scattare un panico molto forte che porta a reagire d’impulso, cercando di proteggersi nel modo più immediato possibile. Questo non la rende una persona immatura o incapace, la rende una persona sotto pressione. È importante distinguere due piani. Da una parte c’è l’errore lavorativo, che lei stessa riconosce come rimediabile. Dall’altra c’è la reazione emotiva che l’ha portata a coprirlo. Spesso ciò che oggi la tormenta di più non è tanto il danno in sé, quanto l’idea di essere “scoperta” e il giudizio che immagina arriverebbe su di lei. Questo pensiero alimenta paura, catastrofizzazione e una forte autocritica che la sta schiacciando. Il fatto che lei si senta così arrabbiata e delusa con se stessa indica che i suoi valori professionali sono importanti. Se davvero fosse una persona superficiale o irresponsabile, probabilmente non starebbe vivendo tutto questo tormento. La vergogna, per quanto dolorosa, nasce spesso proprio quando sentiamo di aver agito diversamente da come avremmo voluto essere. In questo momento la mente è probabilmente intrappolata in uno scenario fisso, o confesso tutto e rischio di perdere il lavoro, oppure non dico nulla e vivo nel terrore. Quando si è molto attivati emotivamente, è difficile vedere sfumature e alternative. La paura spinge a pensare in termini estremi e immediati, senza riuscire a valutare con lucidità tempi, modalità e conseguenze reali. Prima di decidere se confessare o meno, può essere utile riportare l’attenzione su ciò che è sotto il suo controllo adesso. L’errore iniziale può essere corretto e questo è un dato importante. Il resto riguarda ipotesi future che la mente sta anticipando in modo molto severo. Anticipare il peggio non la protegge, la logora soltanto. Il desiderio di “fare la cosa matura” convive con il bisogno di proteggere il lavoro e la stabilità in un momento in cui la sua vita personale è già scossa. Non c’è nulla di sbagliato in questo conflitto. Non è obbligata a punirsi per dimostrare di essere adulta. La maturità non coincide sempre con l’esposizione totale, ma anche con la capacità di valutare il contesto, il rischio reale e le proprie risorse emotive. È altrettanto importante riconoscere che lo stato di fragilità personale che descrive, il possibile distacco da suo marito, il litigio pesante del giorno prima, hanno probabilmente abbassato le sue difese emotive. Non è una giustificazione, ma una spiegazione. Quando siamo emotivamente sovraccarichi, il cervello va in modalità di allarme e cerca soluzioni rapide per fuggire dalla minaccia, anche se poi si rivelano controproducenti. In questo momento sarebbe utile sospendere l’autocondanna. Continuare a dirsi che è stata “una sciocca” o “una bambina” non la aiuta a pensare meglio, anzi mantiene alto il livello di ansia. Può provare a trattarsi come tratterebbe una collega stimata che ha sbagliato in un periodo difficile. Con fermezza, ma anche con comprensione. Qualunque decisione prenderà, non definirà il suo valore come persona né la sua intera carriera. Questo è un episodio, non la sua identità. Il lavoro si può perdere, purtroppo, ma si può anche ritrovare. Quello che invece lascia segni più profondi è il modo in cui ci si parla dentro quando si sbaglia. Si conceda il tempo di calmarsi prima di agire. Le decisioni prese sotto terrore raramente sono quelle migliori. Ritrovare un minimo di centratura emotiva è il primo passo per scegliere con maggiore lucidità e coerenza con ciò che per lei conta davvero. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
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