Gentili dottori, chiedo a voi consiglio perché non so a chi rivolgermi se ad un neurologo, ad uno

20 risposte
Gentili dottori,
chiedo a voi consiglio perché non so a chi rivolgermi se ad un neurologo, ad uno psichiatra, neuropsicologo o psicologo. Praticamente la situazione è questa: ho frequenti emicrania, a volte con dolore eccessivo al punto da arrivare a nausea e pianti e va avanti per ore. Una sera era stato talmente forte e non avevo nulla da prendere con me, era durato tutta la notte ma mi ero sentito davvero male e piangevo per il dolore. Ad aggiungersi, ho anche problemi di concentrazione, mancanza di motivazione, ansia (con tachicardia, palpitazioni e tutto, e alle volte paranoia), pensieri ossessivi (che vanno avanti per settimane), e problemi di memoria, con difficoltà a ricordare cose, eventi, nomi, date, conversazioni, se una cosa è avvenuta con persona x oppure con y, a volte anche a ricordare volti. Questa problematica, legata a memoria e concentrazione, ha iniziato ad evincersi ai tempi delle scuole superiori, ma da qualche anno dopo un periodo di lunga depressione (circa sei mesi di isolamento durante il periodo covid) sta diventando sempre più presente e destabilizzante. Il tutto mi crea problemi non solo nello studio, data la mancanza di concentrazione e memoria, ma anche nella vita con gli altri. A volte ho difficoltà a seguire conversazione, noto che sempre più spesso mi dissocio senza volerlo e mi perdo intere parti di conversazioni che sono poi importanti. Questo non è dato da una mancanza di interesse lo assicuro, ma è come se la mia mente vagasse spesso altrove. A volte mi capita inoltre di ritrovarmi a guardare come "dall'esterno", come se nulla avesse senso o fosse reale. A volte mi dicono cose su esperienze avute insieme o cose successe ecc., e spesso non le ricordo fino a quando appunto mi vengano nuovamente raccontate. Posso capire si attivi il meccanismo di rimozione per ricordi dolorosi, ma perché non ricordare neanche cose recenti o esperienze piacevoli? Non capisco a cosa sia dovuto. Come posso migliorare questi aspetti di memoria e concentrazione? A chi dovrei rivolgermi? Ci sono tecniche che posso seguire? Grazie in anticipo.
Dott. Raffaele Falato
Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico di medicina generale
Firenze
Rivolgiti prima a uno psichiatra: il quadro suggerisce ansia, depressione, dissociazione e difficoltà cognitive da approfondire.
Serve poi una valutazione neuropsicologica per memoria e attenzione, e una visita neurologica per le emicranie.
Con una buona presa in carico si può migliorare.

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Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Gentile utente,
grazie per aver condiviso la sua esperienza con così tanta chiarezza e profondità. Le difficoltà che descrive – tra cui le emicranie intense, i disturbi di concentrazione e memoria, l’ansia, i pensieri ossessivi, la sensazione di dissociazione e la perdita di motivazione – meritano un’attenzione seria e integrata.

Il primo passo importante è distinguere le diverse componenti del quadro che riporta:

Le emicranie forti, associate a nausea e pianto, possono rientrare nei disturbi neurologici primari come l'emicrania con o senza aura. In questo caso, un consulto neurologico può essere utile per valutare l’origine del dolore e l’eventuale trattamento farmacologico adeguato.

I sintomi legati all’umore, all’ansia, alla dissociazione e alla memoria sembrano invece suggerire una componente psicopatologica. Periodi prolungati di isolamento, come quello vissuto durante la pandemia, possono lasciare tracce importanti sul benessere psicologico e cognitivo, specie se si è attraversato un periodo depressivo.

I disturbi di concentrazione, memoria e disconnessione dalla realtà, così come la difficoltà a restare presenti nel dialogo, meritano un approfondimento specifico per escludere o inquadrare eventuali quadri di tipo dissociativo, ansioso-depressivo o neuropsicologico.

A chi rivolgersi?
Vista la complessità e l’interconnessione dei sintomi, può essere utile procedere per step:

Un neurologo per una valutazione clinica delle emicranie.

Uno psichiatra per comprendere se ci sia un disturbo dell’umore o dell’ansia da trattare farmacologicamente.

Uno psicologo o uno psicoterapeuta, preferibilmente con competenze in neuropsicologia clinica o psicoterapia cognitivo-comportamentale, per indagare la componente psicologica, emotiva e cognitiva, e fornire strumenti concreti per migliorare la concentrazione, la memoria e la gestione dell’ansia.

Un neuropsicologo, in caso fosse necessario approfondire le funzioni cognitive (attenzione, memoria, funzioni esecutive) con test specifici.

Ci sono tecniche?
Sì, molte tecniche possono essere d’aiuto: training di memoria e attenzione, mindfulness, tecniche di grounding per contrastare la dissociazione, strategie comportamentali per la gestione dell’ansia e dei pensieri ossessivi. Tuttavia, è fondamentale che queste tecniche vengano scelte e adattate alla sua situazione personale, dopo un colloquio approfondito con uno specialista.

In conclusione, sarebbe utile e consigliato rivolgersi a uno specialista della salute mentale, come uno psicologo o psicoterapeuta, per poter valutare il suo quadro in modo globale e costruire un percorso di cura mirato ed efficace.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dr. Maria Tiziana Maricchiolo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
San Giovanni la Punta
Buongiorno, potrebbe essere utile un lavoro psico-corporeo e l'approccio psicoterapeutico fornito dall'analisi bioenergetica che la aiuti a rilasciare le memorie corporee collegate ad eventi traumatici che le portano a soffrire della sintomatologia da lei riportata, al fine di restituirle ritrovata lucidità e vitalità. Resto a disposizione per eventuali specifiche anche online. Dr. Maria Tiziana Maricchiolo
Dott.ssa Federica Gigli
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente,
comprendiamo quanto la situazione che sta vivendo possa essere complessa e faticosa. I sintomi che descrive coinvolgono più ambiti — neurologico, psicologico ed emotivo — ed è quindi comprensibile che si senta disorientato rispetto a chi rivolgersi.
Per iniziare, potrebbe essere utile una valutazione neurologica, per inquadrare gli episodi di emicrania ricorrente e verificare eventuali cause organiche. In parallelo, un percorso psicoterapeutico, preferibilmente a orientamento cognitivo-comportamentale, può aiutarla a comprendere il significato di alcuni vissuti e sintomi come l’ansia, la difficoltà di concentrazione, la dissociazione e le alterazioni della memoria, che spesso sono connesse a un sovraccarico emotivo o a esperienze stressanti prolungate.
Anche un confronto con uno psichiatra potrebbe essere utile per una valutazione complessiva e l’eventuale supporto farmacologico.
Le consigliamo quindi un approccio integrato e graduale, con l’obiettivo di migliorare il suo benessere in modo efficace e personalizzato.

Rimango a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.
Un cordiale saluto.
Dott. Andrea Pappaccogli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Gentile,
quello che descrivi è un insieme di sintomi che coinvolge più aree: emicranie intense e invalidanti, ansia con somatizzazioni, pensieri ossessivi, difficoltà di concentrazione e memoria, episodi dissociativi, depersonalizzazione. È comprensibile che tu non sappia a chi rivolgerti. Il primo passo utile è una valutazione psicologica, preferibilmente con uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, perché molti di questi sintomi possono essere spiegati e affrontati attraverso un inquadramento psicologico strutturato. Allo stesso tempo, sarebbe opportuno escludere eventuali cause neurologiche attraverso una visita specialistica, soprattutto per quanto riguarda le emicranie. La tua difficoltà nel ricordare anche eventi recenti o piacevoli non va letta come un semplice meccanismo di rimozione, ma come un possibile effetto di un funzionamento cognitivo alterato da ansia protratta, stress, possibile depressione non del tutto risolta e verosimilmente anche da fenomeni dissociativi. Non è raro che, dopo lunghi periodi di isolamento e sofferenza, la mente inizi a proteggersi disconnettendosi, ma questo stato – se non compreso e trattato – può diventare fonte di ulteriore disagio. Esistono tecniche cognitive, esercizi attentivi e strategie per contrastare efficacemente questi meccanismi, ma vanno appresi e applicati nel contesto di un percorso terapeutico. La sensazione che la tua mente “vaghi altrove” o che tu sia “fuori scena” è un segnale importante che merita attenzione clinica, non allarmismo. In sintesi: psicoterapeuta cognitivo-comportamentale per valutare il funzionamento psicologico attuale, neurologo per le emicranie, e psichiatra solo se durante la valutazione dovessero emergere elementi che richiedano anche un sostegno farmacologico.
Dott. Andrea Pappaccogli
Dott.ssa Valentina Sciubba
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, penso che dovrebbe consultare sia un medico esperto in emicrania, (esistono anche Centri ospedalieri focalizzati su questa patologia), sia uno psicologo psicoterapeuta per i sintomi che ci ha descritto e per la frequente influenza della mente sui distrbi somatici. In particolare il senso di irrealtà o estraneità è frequente nei disturbi d'ansia, per cui indagherei sulla presenza di questa emozione e sulle sue cause per implementare adeguata cura. Approfondirei la diagnosi psicologica, ovvero le dinamiche di pensiero che sottostanno a determinati sintomi e comportamenti, anche per altri sintomi, come la mancanza di concentrazione, in sede di colloquio clinco diagnostico-terapeutico.
Dott.ssa Marika Fiori
Psicologo, Psicoterapeuta
Forlì
Carissima, sicuramente farai un approfondimento neurologico che escluda aspetti biologici di questi sintomi. A prescindere comunque intraprendere un percorso da uno psicologo che la aiuti a gestire questo disagio che ha al tempo stesso caratteristiche ansiogene e invalidanti. Dottssa Marika Fiori
Dott.ssa Elena Gianotti
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Credo che ci siano due aspetti da approfondire, uno organico e uno di natura psicologica. Credo che sia importante che possa fare dei controlli per quanto riguarda l'emicrania, per poter escludere che ci siano cause organiche, e per questo può rivolgersi a un neurologo (a Milano trova diversi centri cefalee che possono aiutarla a fare luce su questo aspetto). Tutto il resto invece appartiene alla sfera psicologica: mi colpisce che parla di depressione, e mi chiedo se in quel periodo così duro si è fatto seguire e supportare da qualcuno oppure no. C'è bisogno di capire la mancanza di concentrazione, l'ansia e i pensieri ossessivi che significato hanno, quando insorgono, se sono legati ad un oggetto specifico oppure no: bisogna un po' entrare nel merito della sua storia relazionale e di vita, per poter dare un significato a questi sintomi e poterli sciogliere. I sintomi sono un messaggio che il nostro corpo ci manda per farci capire che qualcosa nel nostro mondo interno non va, e che dobbiamo prendercene cura. C'è bisogno di decifrare questi messaggi per capire di che cosa deve prendersi cura, e per fare questo il mio suggerimento è di appoggiarsi ad uno psicologo, meglio se psicoterapeuta, di cui possa fidarsi e da cui possa sentirsi ascoltato e accolto, che possa aiutarla a fare questo lavoro di significato insieme. Se avesse altre domande o avesse bisogno di supporto mi trova a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Dott.ssa Paola Oggioni
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Brescia
Buongiorno, se ha già svolto accertamenti clinici che non hanno rilevato alcuna patologia fisica, penso che ipotizzare un percorso psicologico potrebbe aiutarla a capire meglio che cosa genera confusione e apprendere alcune strategie per migliorare la sua condizione psicofisica. Resto a disposizione, dott.ssa Oggioni
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè capisco quanto questa situazione possa impattare sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale innanzitutto che lei faccia chiarezza circa ciò che sente e ciò che prova verso questa persona, ritagliandosi uno spazio d'ascolto per elaborare pensieri e vissuti emotivi legati alla situazione descritta pertanto la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso/a utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott. Gaetano Marino
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Novara
Gentile utente, grazie per la condivisione di questo suo disagio. Le consiglio di iniziare un percorso terapeutico dove poter approfondire le dinamiche di cui ha parlato, anche per capire se necessita di un percorso psichiatrico parallelo. Il mio approccio consiste in una prima videocall della durata di 10-15 minuti a cui far seguire un percorso psicologico in presenza oppure online. Per ulteriori delucidazioni non esiti a contattarmi. Cordialità dott. Gaetano Marino
Dott. Pierluigi Campesan
Psicologo, Psicologo clinico
Verona
Buongiorno, se fossi in lei prima di intraprendere un percorso psicologico, che sicuramente sarà utile e potrebbe arrivare successivamente, farei degli esami neurologici con il fine di scartare eventuali problematiche organiche connesse con le emicranie. I sintomi amnesici e di derealizzazione potrebbero essere secondari alla problematica stessa dell'emicrania. Cordiali saluti.
Dott.ssa Veronica Conte
Psicologo, Psicoterapeuta
Rimini
Buongiorno, i sintomi che descrive coinvolgono più ambiti e meritano un inquadramento multidisciplinare. Potrebbe rivolgersi ad uno psichiatra per escludere o confermare un disturbo psicologico, il quale potrebbe consigliarle ulteriori approfondimenti neurologici o neuropsicologici. Ci sono sicuramente tecniche, strategie e terapie che possono aiutarla.
Dott.ssa Francesca Nori
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, la ringrazio per la fiducia che ci dimostra nel condividere la sua esperienza. Le sue parole restituiscono con chiarezza la fatica e la complessità del suo vissuto.
I sintomi che descrive — le emicranie intense, le difficoltà cognitive (memoria, concentrazione, dissociazione), gli stati d’ansia e i vissuti depressivi — sembrano intrecciarsi tra loro in un quadro complesso che merita attenzione e cura.
Si è posta una domanda molto importante rispetto alla figura professionale a cui rivolgersi.
Data la complessità e il coinvolgimento di diversi livelli (corporeo, emotivo, cognitivo), può essere utile iniziare da una valutazione multidisciplinare che tenga conto di più prospettive. Le consiglierei di iniziare con una valutazione psicologica e psichiatrica congiunta, in modo da orientare al meglio gli eventuali approfondimenti neurologici.
Da qui, sarà possibile costruire un percorso che tenga conto della sua storia, del suo vissuto e delle sue risorse. Un caro saluto.
Dott. Marco De Fonte
Psicologo, Psicoterapeuta
Bari
I sintomi che descrive — emicranie forti, problemi di concentrazione e memoria, dissociazione, ansia e pensieri ossessivi — meritano un’attenzione integrata e graduale. Quando ci sono segnali che coinvolgono sia il corpo che la mente, può essere utile partire da una valutazione neurologica, per escludere cause organiche, e in parallelo rivolgersi a uno psicoterapeuta con esperienza in neuropsicologia clinica o disturbi dissociativi.

La dissociazione che descrive (“guardare dall’esterno”, perdersi nei discorsi, sentirsi scollegati) può essere una reazione di adattamento a un trauma passato o a uno stress prolungato. Anche la memoria e l’attenzione possono risentire di fattori emotivi, non solo neurologici.

Non è “nella sua testa”: è un insieme reale di vissuti che meritano ascolto, e possono essere affrontati passo dopo passo. Una presa in carico integrata, con un lavoro psicologico strutturato, può aiutarla a dare significato a ciò che prova, a migliorare la qualità della vita e a ritrovare sicurezza. Il primo passo è chiedere aiuto: ed è già quello che sta facendo.
Dott.ssa Sabrina Buonocore
Psicoterapeuta, Psicologo
Napoli
salve, deve approfondire la causa delle sue emicranie. può farlo attraverso il suo MMG.
Dott.ssa Alessandra Domigno
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno, a mio avviso intanto dovrebbe iniziare ad andare da un neurologo e richiedere qualche controllo o esame per escludere o meno cause organiche. Parallelamente se lei desidera e ne sente necessità, visto il malessere che la destabilizza nel quotidiano, può iniziare un percorso di psicoterapia che possa sostenerla. Cordiali saluti. Dott.ssa Alessandra Domigno
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bruino
Buongiorno,
grazie per aver condiviso in modo così chiaro ciò che sta vivendo. Le difficoltà che descrive — emicranie intense, ansia, problemi di memoria, difficoltà di concentrazione, derealizzazione e pensieri ricorrenti — meritano attenzione e un inquadramento accurato, ma non sono così rari e possono avere origine da una combinazione di fattori biologici, emotivi e cognitivi.
Per rispondere alla sua domanda, le consiglio di iniziare con una valutazione integrata, ad esempio rivolgendosi inizialmente a uno psichiatra, che potrà valutare il quadro generale, escludere cause organiche rilevanti e indicare se siano necessarie indagini neurologiche (come una visita specialistica o accertamenti per l’emicrania).
In parallelo, un percorso con uno psicologo psicoterapeuta può aiutarla a esplorare le esperienze di dissociazione, le difficoltà emotive, i pensieri ossessivi e la fatica nel contatto con sé e con gli altri. Il fatto che i sintomi siano aumentati dopo un periodo di isolamento e depressione è un segnale prezioso: le sue difficoltà hanno una storia, e questo significa che possono anche evolvere, con il giusto sostegno.
Esistono tecniche psicologiche e neuropsicologiche per lavorare su attenzione, memoria e regolazione dell’ansia — ma vanno scelte su misura. Il primo passo è un colloquio clinico approfondito, che può darle finalmente un orientamento chiaro.
Resto volentieri a disposizione se ha bisogno di supporto in questo primo passo.
Un caro saluto,
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Dott. Salvatore Augello
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Salve, sembra presentare diversi sintomi dissociativi di una certa entità. Le consiglio vivamente di rivolgersi ad un terapeuta dopo aver effettuato degli accertamenti medici volti ad escludere la presenza di una causa organica.
L'isolamento come altri eventi di vita possono produrre i sintomi che ha riportato.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello
Dott. Simone Ciuffi
Psicoterapeuta, Psicologo, Terapeuta
Sambuceto
Buongiorno. Nella mia professione mi occupo anche di problemi psicosomatici e consiglio sempre, quando ci sono sintomi corporei e/o di memoria, di escludere qualsiasi causa organica. Pertanto, le consiglierei di vedere un medico e successivamente una visita neurologica.
Detto questo potrebbe iniziare un percorso psicoterapico per capire se possono esserci cause psicologiche e inconsce che potrebbero portare ad un uso massiccio di rimozione.

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