Gent.li Dottori, scrivo per porre gentilmente un quesito. Ho letto che, in caso di sensibilità al
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risposte
Gent.li Dottori,
scrivo per porre gentilmente un quesito.
Ho letto che, in caso di sensibilità al nichel, i legumi andrebbero evitati o limitati.
La pasta di legumi, in tal senso, potrebbe essere una valida alternativa al legume intero oppure nulla cambia?
Ringrazio in anticipo per la disponibilità e le informazioni che mi saranno date.
Un caro saluto e buon lavoro.
scrivo per porre gentilmente un quesito.
Ho letto che, in caso di sensibilità al nichel, i legumi andrebbero evitati o limitati.
La pasta di legumi, in tal senso, potrebbe essere una valida alternativa al legume intero oppure nulla cambia?
Ringrazio in anticipo per la disponibilità e le informazioni che mi saranno date.
Un caro saluto e buon lavoro.
Salve, non essendoci una diagnosi di allergia ma una sensibilità al nichel, il mio consiglio personale è di non eliminarli dalla sua alimentazione ma piuttosto consumarli a rotazione. La quantità consentita dipende dal suo grado di sensibilità. Mentre per la seconda domanda, il mio consiglio è di preferire i legumi interi rispetto alla pasta soprattutto se 100%, in quanto il contenuto di nichel al suo interno è inferiore e con metodi di precottura come lavaggio per i legumi in scatola oppure ammollo per legumi secchi e in seguito cottura dei tali, si riduce la quantità di nichel all'interno, la farina di legumi che molto spesso contiene anche la buccia è molto più concentrata e più ricca di nichel. Saluti
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Gentilissima,
in caso di sensibilità/allergia sistemica al nichel, la pasta di legumi non può essere considerata automaticamente un’alternativa “povera di nichel” rispetto al legume intero.
Essendo ottenuta da farine di legumi, mantiene in buona parte le caratteristiche della materia prima di partenza. Quindi, se il legume da cui deriva è tra gli alimenti da limitare per il contenuto di nichel, anche la pasta di legumi va considerata con cautela.
Potrebbe risultare diversa come digeribilità rispetto al legume intero, perché cambia la forma dell’alimento e spesso è decorticata o lavorata, ma dal punto di vista del nichel non la considererei una vera alternativa equivalente alla pasta di semola/riso/patate.
In pratica: se è in una fase di dieta a basso contenuto di nichel o ha sintomi attivi, meglio limitarla o evitarla temporaneamente, come i legumi. In una fase successiva, può eventualmente essere testata in piccole quantità, valutando la tolleranza individuale e facendo attenzione a non sommare nella stessa giornata altri alimenti ricchi di nichel.
Per una scelta più sicura, soprattutto nelle fasi di maggiore sensibilità, è preferibile orientarsi su fonti di carboidrati generalmente più semplici come pasta di semola, riso, pane da farine raffinate o patate, sempre in base alla tolleranza personale e alle indicazioni del professionista che la segue.
Un caro saluto.
in caso di sensibilità/allergia sistemica al nichel, la pasta di legumi non può essere considerata automaticamente un’alternativa “povera di nichel” rispetto al legume intero.
Essendo ottenuta da farine di legumi, mantiene in buona parte le caratteristiche della materia prima di partenza. Quindi, se il legume da cui deriva è tra gli alimenti da limitare per il contenuto di nichel, anche la pasta di legumi va considerata con cautela.
Potrebbe risultare diversa come digeribilità rispetto al legume intero, perché cambia la forma dell’alimento e spesso è decorticata o lavorata, ma dal punto di vista del nichel non la considererei una vera alternativa equivalente alla pasta di semola/riso/patate.
In pratica: se è in una fase di dieta a basso contenuto di nichel o ha sintomi attivi, meglio limitarla o evitarla temporaneamente, come i legumi. In una fase successiva, può eventualmente essere testata in piccole quantità, valutando la tolleranza individuale e facendo attenzione a non sommare nella stessa giornata altri alimenti ricchi di nichel.
Per una scelta più sicura, soprattutto nelle fasi di maggiore sensibilità, è preferibile orientarsi su fonti di carboidrati generalmente più semplici come pasta di semola, riso, pane da farine raffinate o patate, sempre in base alla tolleranza personale e alle indicazioni del professionista che la segue.
Un caro saluto.
Buongiorno, nel caso di sensibilità al nichel i legumi sono proprio tra gli alimenti che ne contengono di più, motivo per cui dovrebbero essere limitati, compresa la pasta di legumi, dato che è composta da farina di legume.
Bisogna però sottolineare che c'è una tolleranza molto individuale, per cui alcune persone riescono ad assumere piccole quantità, altre invece nessuna.
Dipende anche dal tipo di sensibilità che ognuno ha.
Spero di esserle stata d'aiuto.
Bisogna però sottolineare che c'è una tolleranza molto individuale, per cui alcune persone riescono ad assumere piccole quantità, altre invece nessuna.
Dipende anche dal tipo di sensibilità che ognuno ha.
Spero di esserle stata d'aiuto.
Gentile paziente,
grazie per il suo quesito.
In caso di sensibilità al nichel, i legumi vengono talvolta limitati nelle fasi più sintomatiche, ma non esiste una regola valida per tutti: la tolleranza è molto individuale e dipende sia dalla quantità sia dal tipo di alimento e dalla fase clinica.
La pasta di legumi non rappresenta una “sostituzione diversa” dal punto di vista del contenuto in nichel: deriva comunque dal legume e può contenere quantità variabili del metallo, talvolta anche concentrate a seconda del processo produttivo. Per questo motivo non può essere considerata automaticamente più tollerabile rispetto al legume intero.
In molti casi, piuttosto che l’esclusione totale, si lavora su quantità, frequenza e varietà della dieta, valutando la risposta individuale del paziente.
Le consiglio quindi di seguire le indicazioni personalizzate del suo specialista di riferimento, che potrà adattare meglio l’alimentazione alla sua situazione clinica. Se ha bisogno sono disponibile.
Un cordiale saluto.
grazie per il suo quesito.
In caso di sensibilità al nichel, i legumi vengono talvolta limitati nelle fasi più sintomatiche, ma non esiste una regola valida per tutti: la tolleranza è molto individuale e dipende sia dalla quantità sia dal tipo di alimento e dalla fase clinica.
La pasta di legumi non rappresenta una “sostituzione diversa” dal punto di vista del contenuto in nichel: deriva comunque dal legume e può contenere quantità variabili del metallo, talvolta anche concentrate a seconda del processo produttivo. Per questo motivo non può essere considerata automaticamente più tollerabile rispetto al legume intero.
In molti casi, piuttosto che l’esclusione totale, si lavora su quantità, frequenza e varietà della dieta, valutando la risposta individuale del paziente.
Le consiglio quindi di seguire le indicazioni personalizzate del suo specialista di riferimento, che potrà adattare meglio l’alimentazione alla sua situazione clinica. Se ha bisogno sono disponibile.
Un cordiale saluto.
Buonasera,
In caso di sensibilità al nichel, i legumi possono effettivamente rappresentare un alimento critico e, in molti casi, vanno limitati o valutati con attenzione in base alla tolleranza individuale. Anche la pasta di legumi non cambia sostanzialmente il quadro, perché è ottenuta dalla stessa materia prima e può quindi mantenere una quota di nichel non trascurabile.
Detto questo, la tolleranza può variare molto da persona a persona: alcuni soggetti reagiscono già a piccole quantità, mentre altri riescono a gestire meglio porzioni moderate o consumi non quotidiani. In generale, più che considerarla una vera “alternativa sicura”, la pasta di legumi va vista come un alimento da provare con cautela e solo se il proprio piano alimentare lo consente.
Se l’obiettivo è ridurre il carico di nichel, in genere risultano più indicate altre soluzioni, come pasta di riso o mais e, più in generale, cereali raffinati, che tendono ad apportare meno nichel rispetto ai legumi. Nella pratica clinica, la scelta migliore dipende però dalla gravità dei sintomi, dalla frequenza di consumo e dal resto della dieta, così da non penalizzare né l’equilibrio nutrizionale né la varietà alimentare.
Per questo, in presenza di sensibilità al nichel, consiglio una valutazione nutrizionale personalizzata, utile per capire quali alimenti tollerare, quali limitare e come impostare i pasti senza inutili restrizioni.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
In caso di sensibilità al nichel, i legumi possono effettivamente rappresentare un alimento critico e, in molti casi, vanno limitati o valutati con attenzione in base alla tolleranza individuale. Anche la pasta di legumi non cambia sostanzialmente il quadro, perché è ottenuta dalla stessa materia prima e può quindi mantenere una quota di nichel non trascurabile.
Detto questo, la tolleranza può variare molto da persona a persona: alcuni soggetti reagiscono già a piccole quantità, mentre altri riescono a gestire meglio porzioni moderate o consumi non quotidiani. In generale, più che considerarla una vera “alternativa sicura”, la pasta di legumi va vista come un alimento da provare con cautela e solo se il proprio piano alimentare lo consente.
Se l’obiettivo è ridurre il carico di nichel, in genere risultano più indicate altre soluzioni, come pasta di riso o mais e, più in generale, cereali raffinati, che tendono ad apportare meno nichel rispetto ai legumi. Nella pratica clinica, la scelta migliore dipende però dalla gravità dei sintomi, dalla frequenza di consumo e dal resto della dieta, così da non penalizzare né l’equilibrio nutrizionale né la varietà alimentare.
Per questo, in presenza di sensibilità al nichel, consiglio una valutazione nutrizionale personalizzata, utile per capire quali alimenti tollerare, quali limitare e come impostare i pasti senza inutili restrizioni.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Gentile utente, buongiorno e grazie per la domanda.
Purtroppo le confermo che la pasta di legumi non è una valida alternativa. Il nichel si accumula nel seme e macinarlo per farne farina non lo elimina: mangiare pasta di lenticchie, di fatto, equivale a mangiare lenticchie intere.
Se però non vuole rinunciare ai legumi, c'è una possibile soluzione che consiglio spesso in studio: i legumi decorticati (come le lenticchie rosse o i piselli spezzati).
Il nichel si concentra tantissimo nella buccia esterna; scegliendoli già sbucciati e sciacquandoli molto bene prima di cuocerli, il carico di nichel si abbassa notevolmente.
Un ultimo piccolo accorgimento pratico: li compri sempre secchi o nei barattoli di vetro, evitando assolutamente le lattine di metallo.
Visto che la tolleranza è sempre molto soggettiva, faccia prima una piccola prova per capire come risponde il suo corpo.
Spero di averla aiutata, un caro saluto!
Purtroppo le confermo che la pasta di legumi non è una valida alternativa. Il nichel si accumula nel seme e macinarlo per farne farina non lo elimina: mangiare pasta di lenticchie, di fatto, equivale a mangiare lenticchie intere.
Se però non vuole rinunciare ai legumi, c'è una possibile soluzione che consiglio spesso in studio: i legumi decorticati (come le lenticchie rosse o i piselli spezzati).
Il nichel si concentra tantissimo nella buccia esterna; scegliendoli già sbucciati e sciacquandoli molto bene prima di cuocerli, il carico di nichel si abbassa notevolmente.
Un ultimo piccolo accorgimento pratico: li compri sempre secchi o nei barattoli di vetro, evitando assolutamente le lattine di metallo.
Visto che la tolleranza è sempre molto soggettiva, faccia prima una piccola prova per capire come risponde il suo corpo.
Spero di averla aiutata, un caro saluto!
Gentile,
la pasta di legumi non può essere considerata, in generale, un’alternativa “senza nichel” rispetto al legume intero, perché è comunque ottenuta da farine di legumi e quindi mantiene una composizione di partenza simile.
In caso di sensibilità o allergia al nichel, più che distinguere solo tra legume intero e pasta di legumi, è importante valutare la quantità complessiva di nichel introdotta nella giornata, la frequenza di consumo, la porzione e soprattutto la tolleranza individuale.
Per questo motivo, in una fase di dieta a basso contenuto di nichel, la pasta di legumi viene solitamente considerata un alimento da limitare o da reintrodurre eventualmente con gradualità, sempre in base ai sintomi e al percorso impostato con il professionista di riferimento.
In conclusione: cambia la forma dell’alimento, ma non cambia in modo sostanziale la sua origine. Quindi non la considererei automaticamente una valida alternativa ai legumi interi in caso di necessità di ridurre il nichel alimentare.
la pasta di legumi non può essere considerata, in generale, un’alternativa “senza nichel” rispetto al legume intero, perché è comunque ottenuta da farine di legumi e quindi mantiene una composizione di partenza simile.
In caso di sensibilità o allergia al nichel, più che distinguere solo tra legume intero e pasta di legumi, è importante valutare la quantità complessiva di nichel introdotta nella giornata, la frequenza di consumo, la porzione e soprattutto la tolleranza individuale.
Per questo motivo, in una fase di dieta a basso contenuto di nichel, la pasta di legumi viene solitamente considerata un alimento da limitare o da reintrodurre eventualmente con gradualità, sempre in base ai sintomi e al percorso impostato con il professionista di riferimento.
In conclusione: cambia la forma dell’alimento, ma non cambia in modo sostanziale la sua origine. Quindi non la considererei automaticamente una valida alternativa ai legumi interi in caso di necessità di ridurre il nichel alimentare.
La pasta di legumi non è una valida alternativa per chi è sensibile al nichel: essendo prodotta a partire dai legumi essiccati e macinati, la concentrazione del metallo rimane purtroppo invariata, se non addirittura superiore a parità di peso rispetto al legume fresco. Per gestire l'allergia senza eliminare nutrienti essenziali, le consiglio di prenotare una consulenza nutrizionale con me: pianificheremo una dieta a rotazione in cui inserire le giuste alternative (come i legumi decorticati o i cereali naturalmente privi di nichel) per mantenere l'intestino sano senza scatenare sintomi.
Attualmente avverte sintomi prevalentemente gastrointestinali (come gonfiore e crampi) o cutanei legati alla sua sensibilità al nichel?
Dr. Fabio Leoni
Attualmente avverte sintomi prevalentemente gastrointestinali (come gonfiore e crampi) o cutanei legati alla sua sensibilità al nichel?
Dr. Fabio Leoni
Salve, sconsiglio anche l'assunzione della pasta do legumi
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