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E da 32 anni che prendo ansiolitici e antidepressivi xanax050 insieme paroxetina 20 mg piu 1 alra xanax la sera ho 62 anni e nei 30 anni anche euritox 50 micromilligrammi al mattino poi plaumac 20mg xpressione minima altapoi artovastatina 10mg xcolesterolo vorrei buttare tutto o diminuire
31 risposte
Buongiorno per quanto riguarda la possibile riduzione o interruzione di farmaci non è mai una buona idea "il fai da te": il consiglio è quello di parlarne con il medico di base (o chi le ha prescritto i farmaci) per valutare insieme se e come effettuare il cambiamento nel dosaggio dei farmaci. In particolare per quanto riguarda ansiolitici e antidepressivi che ho visto prende da molti anni, se non sortiscono più l'effetto desiderato, oltre che come detto prima parlarne con il medico che glieli ha prescritti, potrebbe valutare di intraprendere un percorso di psicoterapia. Saluti Dott.ssa Cecilia Tardini
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Gentile Signore/a si consulti con un medico di sua fiducia e segua le sue indicazione. Può essere una buona prassi consultare uno psichiatra o il medico che le ha prescritto i farmaci che sta utilizzando. Un cordiale saluto
Gentile utente, si affidi a un medico specialista per cambiare o sospendere la sua terapia. Potrà “buttare tutto” con più serenità sapendo di essere seguita in modo opportuno, senza nutrire dubbi sulla correttezza della sua decisione. Valuti anche l’ipotesi di affiancare, per poi eventualmente sostituire, un sostegno psicoterapeutico all’appoggio farmacologico. Un cordiale saluto Dott Elisa Galantini
Gentile utente, contatti il medico prescrivente per cambiare la terapia farmacologica. Non è mai buona prassi eliminare o diminuire gli psicofarmaci senza indicazioni precise di un medico specialista. Saluti
Gentile utente, Per una diminuzione o l’interruzione dei farmaci deve sentire il parere del medico che glieli ha prescritti. Nel suo scritto non parla di psicoterapia che in questi anni ha svolto in concomitanza con l’assunzione dei vari farmaci. Eventualmente provi a considerare la possibilità di intraprendere un percorso di terapia che possa aiutarla nell’affrontare i suoi vissuti. Cordiali Saluti. Dr.ssa Marta Fuscà
Gentile utente, la terapia farmacologica deve essere modificata sotto stretto controllo medico Le consiglio di rivolgersi al suo medico di fiducia o allo specialista che le ha prescritto questi farmaci. Un cordiale saluto
Gentile utente, è indispensabile consultare il parere del medico che le ha prescritto la terapia farmacologica. Saluti dott.ssa Maria Lucia Dimaglie
Buonasera, come le hanno risposto i miei colleghi non può nè sospendere o modificare i farmaci che sta prendendo ma dovrà consultare il medico che glieli ha prescritto. Inoltre dato che è da diverso tempo che sta facendo la cura, forse sarebbe meglio che intraprenda un percorso psicologico che la possa aiutare insieme con il suo medico a scalare, come da suo desiderio, gli psicofarmaci, cordiali saluti, dott. Eugenia Cardilli.
Buonasera, capisco che voglia eliminare i farmaci che prende da 32 anni, anche se non ha spiegato il motivo per cui vuole eliminarli. Consulti il medico prima di sospenderli. Dr. Fasanella
Salve, mi è capitato spesso soprattutto in contesto ambulatoriale, di incontrare pazienti che sono soliti assumere ansiolitici da una vita (come nel suo caso). Si tratta di una situazione paradossale, perché in realtà i farmaci psicotropi dovrebbero essere assunti per periodi di tempo limitati e su precisa indicazione medica. Nulla toglie che un uso così prolungato è evidentemente giustificato da sintomi che costringono il paziente a non poter interrompere. Dopo un periodo così lungo, però, è possibile che le questioni sintomatiche a cui è dovuto l'uso possano aver subito dei cambiamenti o addirittura aver proceduto verso una risoluzione, spontanea o meno. Si consiglia quindi in questi casi di rivalutare la terapia per procedere nel caso ad una sospensione (da concordare con il medico specialista, preferibilmente uno psichiatra) e eventualmente, qualora ci fosse l'insorgenza di sintomi da sindrome di sospensione dei farmaci psicotropi, procedere con un percorso psicologico specifico che possa fare da sostegno nel frattempo. Saluti M.M.
Gentile utente di mio dottore, è sconsigliato variare in autonomia la posologia di un trattamento farmacologico. E' opportuno che rivolga i suoi quesiti in merito alla farmacoterapia al medico prescrivente. Vedrà riuscirà a torvare risposte esaudienti ai quesiti di cui si farà portatore. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara
Gentile utente, i farmaci psicotropi dovrebbero essere assunti per periodi di tempo limitati e su precisa indicazione medica. Dopo un periodo così lungo, però, è possibile che le questioni sintomatiche di cui soffre possano aver subito dei cambiamenti; è importane che venga valutata da uno specialista. Potrà “buttare tutto” con più serenità sapendo di essere seguita in modo opportuno, senza nutrire dubbi sulla correttezza della sua decisione. Valuti anche l’ipotesi di affiancare, per poi eventualmente sostituire, un sostegno psicoterapeutico all’appoggio farmacologico. Un cordiale saluto dott.ssa Rubina Affronte
Consulti il suo medico di base che la possa indirizzare da uno specialista sia psicoterapeuta che medico, meglio se anche psichiatra.
Gentile utente, si tratta di un tempo molto lungo e capisco la sua voglia di diminuirli per la quale deve consultare il medico che glieli ha prescritti. Rimane il fatto che i sintomi ansiosi vanno affiancati da una psicoterapia o da un sostegno psicologico. Siccome nel tempo cambiano gli aspetti mentali che sostengono il disturbo, le consiglio di procedere ad una valutazione che possa aiutarla anche eventualmente nella posologia. Cordiali saluti Dott.ssa Valeria Randisi
Gentile signora, Se sente la necessità di togliere o ridurre i farmaci ne può parlare con il medico che li ha prescritti. E le consiglierei di intraprendere anche un percorso di psicoterapia che la possa accompagnare nella cura delle problematiche con o senza l'aiuto dei farmaci . Un caro saluto
Gentile signora, sarebbe bene che contatti chi le ha prescritto i farmaci. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas
Salve, Le consiglio vivamente di confrontarsi con chi le ha prescritto tali farmaci anche rispettivamente al vissuto che sta attraversando e ai suoi dubbi. Affiancherei una psicoterapia per affrontare le problematiche che l'hanno portata a questa situazione. Le auguro serenità. Un abbraccio Dott.ssa Cinzia Borrello
Salve, le consiglio di non sospendere i farmaci ma piuttosto di associare alcuni colloqui supportivi con uno psicologo e successivamente concordare con il suo medico la riduzione graduale dei farmaci. Può anche richiedere consulenza online. Grazie.
Gentile utente, le consiglio come i colleghi di rivolgersi ad uno specialista per capire come gestire o modificare la terapia farmacologica. Se lo ritiene opportuno può rivolgersi al medico che le ha prescritto questi farmaci oppure ad un ulteriore medico, ma è altamente sconsigliato "buttare tutto" senza aver prima sentito un parere esperto. Inoltre le consiglio di valutare di intraprendere un percorso psicoterapeutico di affiancamento ai farmaci, i quali da soli non possono aiutare a risolvere il problema ma tendenzialmente lavorano sul sintomo nell'immediato.
Non le posso assolutamente consigliare di buttare tutto ma di iniziare un percorso di sostegno o una terapia (sono psicoterapeuta in formazione) per piano piano abbandonare i farmaci, con la collaborazione del medico che le ha prescritto la cura farmacologica. Mi tengo disponibile a una sua prenotazione anche online. Dott.ssa Martina Conti - Psicologa e Psicoterapeuta
Buongiorno, comprendo la sua stanchezza nell'assumere da tanto tempo una terapia farmacologica, potrebbe parlare con il suo medico per ragionare la possibilità di scalare xanax e paroxetina, naturalmente se lei ha una tendenza all'ansia e alla depressione sarebbe utile integrare questa operazione con colloqui di sostegno psicologico o con una psicoterapia che possano aiutarla a reagire alle situazioni che le creano difficoltà in mancanza dell'ausilio del farmaco e magari aiutarla ad affrontare queste situazioni più a lungo termine. Cordiali saluti dottoressa Michela Campioli
Gentile Utente, il mio consiglio è quello di consultarsi con il suo medico di sua fiducia e segua le sue indicazione. Un cordiale saluto AV
Buongiorno, la sua idea di ridurre i farmaci è corretta ma deve essere seguito da un medico esperto. Valuti un percorso di psicoterapia del profondo. Un saluto
Gentile utente, posso immaginare il suo desiderio di interrompere la cura, ma è assolutamente necessario rivolgersi al suo psichiatra o eventualmente a un collega che possa comprendere meglio quale sia la miglior terapia farmacologica per lei, le consiglio caldamente di evitare di prendere decisioni avventate circa l'interruzione autonoma della terapia. Cordialmente Dottor Mauro Vargiu
Capisco la tua preoccupazione riguardo al lungo utilizzo di farmaci e il desiderio di ridurre o interrompere alcune terapie. È importante però sapere che qualsiasi cambiamento nel trattamento farmacologico deve essere effettuato con estrema cautela e sempre sotto la supervisione di un medico. Questo perché una sospensione improvvisa o una riduzione non controllata può causare effetti collaterali significativi o un peggioramento delle condizioni trattate. Nel tuo caso, considerando l'età, la durata del trattamento e la presenza di altre terapie, è fondamentale rivolgersi al tuo medico curante o uno specialista per valutare la possibilità di un piano di riduzione graduale e monitorato. Inoltre, potrebbe essere utile integrare un percorso psicoterapeutico per affrontare le difficoltà emotive e migliorare il benessere generale, eventualmente riducendo nel tempo la dipendenza dai farmaci. Ti consiglio di approfondire la situazione con uno specialista per trovare insieme la soluzione più adatta alle tue esigenze. Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buona sera, Per gli elementi che presenta qui è il desiderio di calare per interrompere la terapia farmacologica, Le consiglio di interfacciarsi con uno psichiatra che La possa aiutare, in quanto aspetto con alcune delicatezze. Ulteriore spunto, se interessato, potrebbe derivare da un confronto con uno/a psicoterapeuta per la gestione emotivo-psicologica a tal proposito. Saluti
Buongiorno, oltre a un approccio farmacologico è auspicabile nei casi ansia e depressione, associare un approccio psicoterapeutico, che potrebbe aiutare a una diminuzione dei farmaci, perché si agisce su due fronti contemporaneamente. Essenziale è sentirsi motivati ad intraprendere questo percorso. Cordiali saluti. Laura Leone
Gentile utente, comprendo profondamente la sua stanchezza e il suo desiderio di poter ridurre o interrompere l'assunzione di questi farmaci che la accompagnano da così tanti anni. Trentadue anni sono un periodo significativo e immagino che possa sentirsi appesantita da questa routine quotidiana. Tuttavia, qualsiasi decisione riguardante la modifica o l'interruzione della sua terapia farmacologica deve essere presa in stretta collaborazione con il medico che le ha prescritto queste cure. Interrompere o ridurre autonomamente l'assunzione di farmaci come ansiolitici e antidepressivi può comportare potenziali effetti indesiderati. Il suo medico curante conosce la sua storia clinica nel dettaglio ed è la persona più indicata per valutare la sua situazione attuale e consigliarla nel modo più sicuro e appropriato. Parallelamente a questo, vorrei consigliarle di intraprendere un percorso di supporto psicologico. Parlare con un professionista può offrirle uno spazio sicuro per esplorare le ragioni profonde del suo malessere, gestire l'ansia e la depressione in modi diversi. Un percorso psicologico può essere un valido aiuto per ritrovare un maggiore benessere emotivo e affrontare le sfide della vita in modo più sereno. Resto a disposizione anche per consulenze online. Un caro saluto, Dott.ssa Valentina De Chiara Brescia
Buongiorno, mi rendo conto sia complesso convivere con una terapia farmacologica così ricca da così tanto tempo. Mi chiedevo se ha mai considerato la possibiltà di iniziare un percorso psicoterapeutico.
Dopo 30 anni di terapia continuativa non si può buttare tutto. Sarebbe un errore e rischierebbe rebound importante con ansia, insonnia e instabilità fisica. Se vuole ridurre si può fare ma solo in modo molto graduale e guidato. Alla sua età e con quella storia l’obiettivo realistico è alleggerire e semplificare la terapia non azzerarla. Serve uno psichiatra che la segua nel tempo non decisioni drastiche.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.























