Donna 54 anni in depressione e poi ansia da un anno e mezzo in cura con antidepressivi e ansiolitici
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Donna 54 anni in depressione e poi ansia da un anno e mezzo in cura con antidepressivi e ansiolitici. Seguita anche da psicoterapeuta. Ero sotto stress x lavoro per lutti e malattie io la forte di tutto e tutto sono crollata. Ora voglio capire xché mi sento a disagio stare in casa. Ho paura che se non esco non riesco più ad uscire come facevo i primi tempi della depressione. Così ad un certo punto devo prendere ed uscire. Con ansia ma uscire. Ho letto tanto sull'ansia e tutti dite di ascoltarsi. Fermarsi e ascoltare cosa ci dice l'ansia. Io non riesco perché vado in panico. Cosa devo fare? Grazie
Gentile signora, stare in casa probabilmente la mette di fronte a se stessa, ed in un momento della sua vita cosi delicato questo le crea ansia e panico. Sta facendo un percorso con un terapeuta, questo è molto importante perché le da la spinta per uscire da questo brutto periodo. Probabilmente il nocciolo è priorio quello che ha descritto: i lutti, le malattie, se non elaborati a dovere, portano a tutti i sintomi di cui ha parlato.
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Buongiorno Signora, se sta seguendo anche un percorso psicoterapeutico è importante che condivida con il suo terapeuta questo disagio ovvero da quanto tempo è emerso, se ci sono stati degli eventi anche attuali che l'hanno attivato ovvero degli eventi che hanno coinvolto il suo ambiente, la sua casa. Queste sono delle ipotesi ma nel corso della seduta potrà esplorarle. Cordialmente dr.ssa M. Gori
Buonasera sig.ra,
se la sintomatologia ansiosa e depressiva persiste o si è modificata probabilmente deve essere rivista e meglio personalizzata la terapia farmacologica.
Probabilmente ora ha maggiore difficoltà a stare in casa perchè anche l'ambiente domestico potrebbe essere una fonte di stress o di ricordi dolorosi; quando esce si sente meglio?
Cordiali saluti
se la sintomatologia ansiosa e depressiva persiste o si è modificata probabilmente deve essere rivista e meglio personalizzata la terapia farmacologica.
Probabilmente ora ha maggiore difficoltà a stare in casa perchè anche l'ambiente domestico potrebbe essere una fonte di stress o di ricordi dolorosi; quando esce si sente meglio?
Cordiali saluti
Salve, da quello che esprime mi sembra di comprendere che lei ci stia chiedendo come mai ha difficoltà a stare in casa.
Provi a porsela questa domanda e ne parli alla prossima seduta con il suo terapeuta, sono sicura che piano piano con il suo aiuto riceverà risposta a tutte queste domande.
Cordiali Saluti dott.ssa Rosalba Cardillo
Provi a porsela questa domanda e ne parli alla prossima seduta con il suo terapeuta, sono sicura che piano piano con il suo aiuto riceverà risposta a tutte queste domande.
Cordiali Saluti dott.ssa Rosalba Cardillo
Continui il suo percorso, faticoso, ma costruttivo. Sicuramente possono esserci resistenze al cambiamento, paura di non essere sufficientemente forti, ma non abbandoni la possibilità di stare meglio. L'ansia a volte può tornare, ma ci si può rialzare e imparare a gestirla
Salve, effettivamente leggendo la sua domanda pensavo se lei ha avuto un trauma nella sua casa o le è successo qualcosa che non ricorda ma che percepisce come pericoloso, come l'inizio della sua depressione. Cmq se lei prova piacere e si sente rilassata fuori dalla sua abitazione fa bene ad assecondarsi. Inoltre come scrivono le mie precedenti colleghe ciò che lei sta provando è molto importante parlarne con la sua psicoterapeuta, elaborare la sua ansia associata al suo disturbo le farà percepire come superare il suo stato fobico, la saluto cordialmente, dott.dott. Eugenia Cardilli.
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Innanzitutto mia cara signora deve pensare l'ansia meccanismo naturalissimo che per fortuna ci Attiva di fronte a mille situazioni di pericolo. Nel suo caso Purtroppo questa ansia diventa esagerata e si manifesta e 1000 altri motivi . E' chiaro che deve imparare a leggere il proprio corpo e la propria mente ma se si sente agitata e nervosa di fronte a certe situazioni cerchi di capire cos'è che la spinge a sentirsi così. Quello che non deve fare e lasciarsi bloccare dall'ansia perché in ogni caso questa emozione continua ad essere presenti Dunque perché farsi che ci impedisca di agire in un modo o nell'altro? Traccia dei tentativi anche con l'ansia sulle spalle e veda cosa ne esce fuori
Salve, credo che, seguendo un percorso come quello che segue lei, possano presentarsi dei momenti di particolare difficoltà. Quel che conviene fare in questi casi è perseverare, solo così troverà le risposte che cerca. In bocca al lupo
Salve, mi sembra di capire che la sua difficoltà sia proprio l'ascoltare se stessa, infatti se ci prova va in panico. La paura la blocca. Consideri anche che a 54 anni sta attraversando una fase naturale, ma delicata di cambiamento, la menopausa.
Continui il suo percorso psicoterapeutico e si dia tempo.
Un saluto
Continui il suo percorso psicoterapeutico e si dia tempo.
Un saluto
Buongiorno signora, la paura di "stare in casa" è proprio una metafora calzante della difficoltà a guardare dentro di sé, la propria mente e le proprie emozioni. Può essere che negli anni si sia cimentata poco in questi campi. Ma forse questa è la sua occasione di superare tutto, piano piano conoscersi meglio e sviluppare un sistema di sicurezza molto più solido. Al momento potrebbe affidarsi a qualcuno che la guidi in questo delicato percorso, al fine di avere inizialmente un sostegno, per poi in futuro procedere da sola.
Buongiorno, guardarsi dentro da sola credo accresca la sua ansia e il suo panico. La psicoterapia dovrebbe costituire per Lei un viaggio in due, una possibile condivisione di un peso che da sola non ce la fa a reggere e che qualcun'altro regge un po' insieme a Lei.
Rosanna De Pace
Rosanna De Pace
Buongiorno, intravvedo la paura di non riuscire ad uscire da sola a causa di uno stato ansioso depressivo a rischio peggioramento, che la fa andare in panico al pensiero di fermarsi a pensare a quanto di doloroso le è accaduto. Per cui si sforza di uscire sia per "non pensare" sia perché l'ansia non la blocchi in casa in futuro (pensiero inaccettabile). Dice che oltre alla terapia farmacologica si sta facendo seguire da uno psicoterapeuta, mi sembra la strada ottimale sempreché condotta con efficacia e vera alleanza terapeutica tra paziente e specialisti. Un caro saluto. Dr.ssa Benvenuti
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Gentile signora,
stare in casa da sola probabilmente le fa risuonare pensieri e ricordi negativi. Fa bene a volersi ascoltare, ma dato il momento delicato che sta vivendo le consiglio di uscire di casa, varcare la soglia dello studio della sua terapeuta e fermarsi a parlare di ciò che la fa soffrire assieme a lei. Non si abbatta, col tempo ed un buon lavoro di psicoterapia andrà meglio. Un caro saluto, dottoressa Margherita Maggioni.
stare in casa da sola probabilmente le fa risuonare pensieri e ricordi negativi. Fa bene a volersi ascoltare, ma dato il momento delicato che sta vivendo le consiglio di uscire di casa, varcare la soglia dello studio della sua terapeuta e fermarsi a parlare di ciò che la fa soffrire assieme a lei. Non si abbatta, col tempo ed un buon lavoro di psicoterapia andrà meglio. Un caro saluto, dottoressa Margherita Maggioni.
Buonasera, mi sembra che abbia in parte già individuato le cause che hanno portato i sintomi che riferisce. Certamente sapere che restare in casa la pone di fronte a pensieri e ricordi dolorosi può essere un punto di partenza per affrontarli con l'aiuto del suo terapeuta. I lutti e le malattie di cui parla se non risolti possono condurre ad attacchi di panico e/o disturbi dell'umore come le depressioni maggiori. Perciò è importante che parli di tutto ciò il professionista che la segue, così da poter pensare insieme a un percorso su misura per lei.
Le faccio i migliori auguri
Le faccio i migliori auguri
Buongiorno Signora, lei sta facendo un percorso di psicoterapia, ne parli con il suo teraputa del suo disagio di restare in casa cosi da comprendere ed elaborare le proprie emoioni, sensazioni, vissuti nel corso delle sedute. Un saluto dott.ssa Troisi
Mi sembra di sentire tanta fatica nelle sue parole ma anche un'ansia impaziente di venire a capo delle sue difficoltà.
Questo è comprensibile ma credo che una sofferenza di vita come quelle numerose che lei descrive devono essere rielaborate con il suo terapeuta.
Si affidi con fiducia e pazienza provando a esternare tutte le sue paure ed emozioni.
Cordiali saluti
Iulia Murrocu
Questo è comprensibile ma credo che una sofferenza di vita come quelle numerose che lei descrive devono essere rielaborate con il suo terapeuta.
Si affidi con fiducia e pazienza provando a esternare tutte le sue paure ed emozioni.
Cordiali saluti
Iulia Murrocu
Gentile utente, la paura di potersi bloccare di nuovo è comprensibile e naturale in queste situazioni. Il motivo per cui ciò accade è da intendersi alla luce di una serie di informazioni che mancano. La paura di peggiorare - e/o di tornare a un malessere precedente - in particolare si potrà inquadrare correttamente solo comprendendo quali sono i Suoi attuali orizzonti di attesa (ovvero, i Suoi progetti per il futuro) e quali erano quando è insorta la depressione la prima volta. La collega che La segue ha queste informazioni, quindi dovrebbe essere in grado di risolvere il Suo dubbio. Rispetto all'ansia, "ascoltarsi" di per sè non risolverà il problema se non è in grado di riconfigurare le esperienze in modo identitario, in una trama narrativa coerente. La psicoterapia serve a questo. Continui il percorso con fiducia ed esterni alla collega tutte queste domande. E' importante che le condivida. In bocca al lupo, cordialità. DMP
Gentilissima,
non è semplice ascoltare le nostre emozioni, tra cui rientra anche l'ansia. Le emozioni veicolano un messaggio, ci dicono qualcosa sul nostro stato attuale, su cosa è conveniente o meno e ci informano su quanto siamo lontani o vicini dal soddisfacimento di un bisogno e dal raggiungimento di uno scopo per noi importante. Se siamo cresciuti senza ascoltare le nostre emozioni, diventarne capaci può richiedere tempo e un supporto da parte di un professionista. Se sta già seguendo un percorso, come scrive, comunichi al suo terapeuta queste sensazioni, ne parli con lui/lei e insieme potrete trovare la strada per lei più giusta per ascoltarsi e comprendersi.
Un caro saluto
Dott.ssa Andrea Carta
non è semplice ascoltare le nostre emozioni, tra cui rientra anche l'ansia. Le emozioni veicolano un messaggio, ci dicono qualcosa sul nostro stato attuale, su cosa è conveniente o meno e ci informano su quanto siamo lontani o vicini dal soddisfacimento di un bisogno e dal raggiungimento di uno scopo per noi importante. Se siamo cresciuti senza ascoltare le nostre emozioni, diventarne capaci può richiedere tempo e un supporto da parte di un professionista. Se sta già seguendo un percorso, come scrive, comunichi al suo terapeuta queste sensazioni, ne parli con lui/lei e insieme potrete trovare la strada per lei più giusta per ascoltarsi e comprendersi.
Un caro saluto
Dott.ssa Andrea Carta
Buongiorno,
dice di essere in psicoterapia. Ha cercato di indagare da dove nasce questa ansia e depressione? La terapia dovrebbe lavorare anche su questo, non solo sull'affrontare nel momento il sintomo ... é importante capire cosa ci sta dietro, e se da sola non ci riesce, è il terapeuta a guidarla! é il nostro lavoro! In bocca al lupo!!!
dice di essere in psicoterapia. Ha cercato di indagare da dove nasce questa ansia e depressione? La terapia dovrebbe lavorare anche su questo, non solo sull'affrontare nel momento il sintomo ... é importante capire cosa ci sta dietro, e se da sola non ci riesce, è il terapeuta a guidarla! é il nostro lavoro! In bocca al lupo!!!
Buongiorno. Confermo che il percorso di cura da lei intrapreso, che comprende un intervento integrato da farmacoterapia e psicoterapia, sia una scelta adeguata rispetto al malessere che lei porta. Comprendo l'ansia e la preoccupazione che lei riporta rispetto alla sua capacità di riprendere una quotidianità serena e soddisfacente. Si tratta di obiettivi e speranze assolutamente adeguati, per quanto possano richiedere tempo per essere realizzati pienamente. Per quanto possa apparire paradossale, inoltre, l'ansia ha un significato e un senso all'interno del nostro mondo psichico ed è fondamentale poterla ascoltare. Mi sento di rassicurarla sul fatto che la scelta di prendersi cura di sè con l'aiuto di professionisti della salute mentale sia la strada corretta in questa direzione. Cordialmente, Dott.ssa Salustri
Gentile Signora, eh sì, a volte ascoltare cosa “dice” la propria ansia può essere molto difficile e portare al panico. Visto che segue già un percorso psicoterapeutico, sarebbe molto importante poter condividere con il suo terapeuta questa difficoltà che prova nel momento in cui si pone in ascolto di sé e della sua ansia. Questo aprirebbe sicuramente le porte ad un approfondimento e a nuovi aspetti dell’importante lavoro che sta già facendo su di sé.
Deve fare una ottima Psicoterapia coadiuvata dalla Floriterapia di Bach e dalla Nutraceutica. Prima inizia e meglio è. La saluto cordialmente!
Gentile signora, è difficile riuscire ad ascoltarsi quando si è soli con le proprie paure ed angosce. Una psicoterapia le può essere d’aiuto per essere accompagnata in un percorso che da quel dice già sembra voler fare. Nel suo caso le potrebbe essere d’aiuto trovare nella psicoterapia un luogo di accoglienza, ascolto non giudicante ma paziente e comprensivo che la sostenga ad affrontare questioni penose che la assalgono. Contatti uno psicologo vicino a lei, un augurio
Buongiorno.
Pur non avendo i dettagli della sua storia, la sua difficoltà a stare in casa potrebbe anche essere letta come la sua parte più combattiva che la spinge a non lasciarsi andare, a non chiudersi in casa. Lei dice "come facevo i primi tempi della depressione". Se così fosse, mi sembrerebbe una spinta positiva la sua fatica a stare in casa, una spinta che vuole contrastare quella parte di lei che forse vorrebbe lasciarsi andare e chiudersi, con il rischio di non sapere più come uscire. Sarebbe in grado di uscire comunque, su questo non ho dubbi, ma quando si è nel mezzo di uno stato depressivo sembra che lo si debba essere per sempre ed irrimediabilmente.
E' vero che l'ansia va ascoltata, ma forse qui va ascoltata in quanto parte alleata e vitale che la sta spingendo a vivere, per quanto faccia paura anche quello.
Prosegua il suo percorso, si prenda per mano e si dia tempo.
Pur non avendo i dettagli della sua storia, la sua difficoltà a stare in casa potrebbe anche essere letta come la sua parte più combattiva che la spinge a non lasciarsi andare, a non chiudersi in casa. Lei dice "come facevo i primi tempi della depressione". Se così fosse, mi sembrerebbe una spinta positiva la sua fatica a stare in casa, una spinta che vuole contrastare quella parte di lei che forse vorrebbe lasciarsi andare e chiudersi, con il rischio di non sapere più come uscire. Sarebbe in grado di uscire comunque, su questo non ho dubbi, ma quando si è nel mezzo di uno stato depressivo sembra che lo si debba essere per sempre ed irrimediabilmente.
E' vero che l'ansia va ascoltata, ma forse qui va ascoltata in quanto parte alleata e vitale che la sta spingendo a vivere, per quanto faccia paura anche quello.
Prosegua il suo percorso, si prenda per mano e si dia tempo.
Gentile utente, è molto probabile che seguendo un percorso come quello che segue lei, possano presentarsi dei momenti di particolare difficoltà. Quel che conviene fare in questi casi è perseverare, solo così troverà le risposte che cerca.
cordiali saluti
AV
cordiali saluti
AV
Buonasera, grazie per la sua condivisione. Continui a curarsi cosi come sta facendo e con pazienza vedrà che starà meglio e tornerà ad avere in mano la usa vita. un caro saluto.
Buongiorno, l’ansia è una condizione emotiva molto diffusa, a volte può essere dolorosa e provocare profonda incertezza. Iniziare a comprendere che la paura dell’ansia può bloccarci ed impedirci di affrontare le difficoltà è un primo importante passo. La fuga dall’emozione è alla base di tante problematiche.
E’ essenziale sia l’azione che il pensiero per superare un’ansia esagerata. Una riconfigurazione delle sue esperienze di vita in modo identitario, con coerenza e condivisione le permetterà di progettarsi verso diversi orizzonti, in accordo con la "sua" storia. Cordialmente, un caro saluto.
E’ essenziale sia l’azione che il pensiero per superare un’ansia esagerata. Una riconfigurazione delle sue esperienze di vita in modo identitario, con coerenza e condivisione le permetterà di progettarsi verso diversi orizzonti, in accordo con la "sua" storia. Cordialmente, un caro saluto.
si, ascoltarsi vabene, ma le sconsiglio di farlo da sola. infatti in molti casi i sintomi di ansia e attacchi di panico sono una difesa da angosce presunte maggiori, disfunzionale, sgradita, ma pur sempre una difesa che ha il suo motivo di essere. Quindi vanno piano piano affrontate le cause che hanno portato a erigere questa dfifesa inconscia, automatica, fino a renderla superflua. Cordialità.
Buongiorno, forse varrebbe la pena condividere i propri stati d’animo all’interno di un percorso per poter dare altri significati alla sua ansia e comprendere le cause profonde della sua sintomatologia.
Cordiali Saluti
Cordiali Saluti
Buonasera, se sta intraprendendo ancora un percorso psicologico le consiglio di condividere con lui/lei queste sue preoccupazioni. Se ha necessità di comprendere più a fondo il suo problema può contattarmi e sarò disponibile ad aiutarla.
Dott.ssa Sara Passavanti
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Cosa sente di poter fare di diverso lei? Quali sono le possibili azioni che potrebbe mettere in campo? Quanto tempo riesce a dedicare a questo problema e quanto si sta consentendo di provare nuove soluzioni? Se sente che è l'ansia a gestire lei e non il contrario, può chiedere aiuto e investire il suo tempo in un percorso. Rimango a sua disposizione,
Dott.ssa Sara Corona
Dott.ssa Sara Corona
Buongiorno. Ha vissuto un periodo pesante e impegnativo e succede spesso che esperienze così stressanti lascino tracce nella nostra mente che ci portano a reagire in modo inadeguato agli eventi e alle situazioni. Sono d'accordo che sia importante ascoltarsi ma in questo l'ansia non è nostra amica. Evitare di uscire di casa non aiuta, anzi, non fa altro che alimentare l'ansia stessa. Si faccia aiutare dal suo terapeuta a trovare soluzioni alternative. Non è corretto DOVER sempre uscire di casa per non provare ansia ma non è nemmeno corretto DOVER stare in casa per non avere attacchi di panico. Rimango disponibile per ulteriori domande. Dott.ssa Francesca Ghio
Buonasera, per poter dare risposta a questa sua domanda sarebbero importanti numerosi dettagli relativi alla sua storia di vita e al momento che sta vivendo. Le suggerisco di esporre apertamente questi suoi dubbi al/alla collega che la sta seguendo, in modo da poter riflettere insieme su cosa la porta a vivere così intensamente l'ansia in quella situazione e quali strategie possano essere efficaci per regolarla.
Un caro saluto.
Dott.ssa Francesca Rella
Un caro saluto.
Dott.ssa Francesca Rella
Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua esperienza. È comprensibile che, dopo un anno e mezzo di difficoltà con depressione e ansia, e con una cura in corso, possa sentirsi ancora a disagio e ansiosa riguardo la sua vita quotidiana, in particolare quando si tratta di stare a casa o uscire.
Le consiglio di continuare a lavorare con la sua psicoterapeuta, ma anche di considerare un approfondimento specifico su questo aspetto del suo disagio attraverso il percorso psicologico. Un professionista può aiutarla a esplorare più a fondo le ragioni del suo disagio a stare in casa e della sua paura di non riuscire più a uscire. Potrebbe offrirle strategie pratiche per affrontare l'ansia e la sensazione di panico che sperimenta.
Inoltre, potrebbe essere utile sviluppare tecniche per gestire l'ansia in modo più efficace e per costruire gradualmente una maggiore sicurezza nel suo ambiente. Lavorare con uno psicologo potrebbe aiutarla a comprendere meglio le sue emozioni e a trovare modi per sentirsi più a suo agio sia a casa che quando esce.
Le auguro di trovare il supporto necessario per migliorare il suo benessere e gestire più serenamente le sue paure.
Le consiglio di continuare a lavorare con la sua psicoterapeuta, ma anche di considerare un approfondimento specifico su questo aspetto del suo disagio attraverso il percorso psicologico. Un professionista può aiutarla a esplorare più a fondo le ragioni del suo disagio a stare in casa e della sua paura di non riuscire più a uscire. Potrebbe offrirle strategie pratiche per affrontare l'ansia e la sensazione di panico che sperimenta.
Inoltre, potrebbe essere utile sviluppare tecniche per gestire l'ansia in modo più efficace e per costruire gradualmente una maggiore sicurezza nel suo ambiente. Lavorare con uno psicologo potrebbe aiutarla a comprendere meglio le sue emozioni e a trovare modi per sentirsi più a suo agio sia a casa che quando esce.
Le auguro di trovare il supporto necessario per migliorare il suo benessere e gestire più serenamente le sue paure.
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Buongiorno signora! L'ansia è utile ascoltarla quando non è invalidante. E nel suo caso l'ansia che prova rappresenta un ostacolo, un disturbo, ossia è invalidante.
La necessità qui è sicuramente quella di affrontare l'ansia, evitando di affidarsi a interpretazioni su come si possa fronteggiare. Ci sono tecniche volte esattamente a questo.
Le consiglio vivamente di leggere riguardo alla tecnica della "Peggiore Fantasia" di Giorgio Nardone, a oggi la tecnica di maggior successo per gestire e risolvere l'ansia (e chiaramente di farsi seguire da un terapeuta).
La necessità qui è sicuramente quella di affrontare l'ansia, evitando di affidarsi a interpretazioni su come si possa fronteggiare. Ci sono tecniche volte esattamente a questo.
Le consiglio vivamente di leggere riguardo alla tecnica della "Peggiore Fantasia" di Giorgio Nardone, a oggi la tecnica di maggior successo per gestire e risolvere l'ansia (e chiaramente di farsi seguire da un terapeuta).
Salve , nella sua zona provi a cercare incontri di gruppo centrati sulla mindfulness modulo MBSR per la riduzione sullo stress.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Grazie per aver condiviso la tua esperienza, comprendendo quanto possa essere difficile affrontare questa situazione. L'ansia, soprattutto quando si accompagna alla depressione, può essere molto intensa e generare paura di perdere il controllo. È importante sapere che ciò che stai vivendo è comune e affrontabile con gli strumenti adeguati.
Quando l'ansia diventa così forte da portare al panico, "ascoltarla" può sembrare quasi impossibile. In questi casi, è utile iniziare con piccoli passi per abbassare l'attivazione del sistema nervoso, come esercizi di respirazione profonda o tecniche di grounding (ad esempio, focalizzarsi su dettagli concreti nell'ambiente, come i colori oi suoni). Questi strumenti possono aiutarti a sentirti più radicata e meno sopraffatta.
Il fatto che tu riesca comunque a uscire, nonostante la paura, dimostra grande forza e resilienza. È positivo che tu voglia affrontare questa difficoltà, ma è altrettanto fondamentale rispettare i tuoi tempi e non giudicarti per i momenti di panico.
Potresti anche provare ad esplorare con il tuo psicoterapeuta il significato di questa paura di stare in casa e il bisogno di uscire. Spesso, il disagio in un luogo specifico può essere legato a pensieri o emozioni che necessitano di essere elaborati.
Ti invitiamo a continuare il tuo percorso di cura e, se senti di aver bisogno di un approccio diverso o integrativo, sarebbe utile e consigliato approfondire la situazione con uno specialista, come un terapeuta esperto in tecniche specifiche per l'ansia, ad esempio la Mindfulness o l'EMDR Questi approcci possono aiutarti a gestire l'ansia in modo più efficace e ritrovare un equilibrio.
Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa.
Quando l'ansia diventa così forte da portare al panico, "ascoltarla" può sembrare quasi impossibile. In questi casi, è utile iniziare con piccoli passi per abbassare l'attivazione del sistema nervoso, come esercizi di respirazione profonda o tecniche di grounding (ad esempio, focalizzarsi su dettagli concreti nell'ambiente, come i colori oi suoni). Questi strumenti possono aiutarti a sentirti più radicata e meno sopraffatta.
Il fatto che tu riesca comunque a uscire, nonostante la paura, dimostra grande forza e resilienza. È positivo che tu voglia affrontare questa difficoltà, ma è altrettanto fondamentale rispettare i tuoi tempi e non giudicarti per i momenti di panico.
Potresti anche provare ad esplorare con il tuo psicoterapeuta il significato di questa paura di stare in casa e il bisogno di uscire. Spesso, il disagio in un luogo specifico può essere legato a pensieri o emozioni che necessitano di essere elaborati.
Ti invitiamo a continuare il tuo percorso di cura e, se senti di aver bisogno di un approccio diverso o integrativo, sarebbe utile e consigliato approfondire la situazione con uno specialista, come un terapeuta esperto in tecniche specifiche per l'ansia, ad esempio la Mindfulness o l'EMDR Questi approcci possono aiutarti a gestire l'ansia in modo più efficace e ritrovare un equilibrio.
Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa.
Gentile Signora,
è comprensibile sentirsi sopraffatti dall'ansia, soprattutto dopo un periodo così difficile. L'ansia è un'emozione che ci avverte di un pericolo percepito, e ascoltarla è importante, ma è altrettanto fondamentale contestualizzarla. In momenti di grande stress e cambiamento, come quelli che ha vissuto, può essere difficile farlo da soli.
Un professionista, come lo/la psicoterapeuta, può aiutarla a esplorare e comprendere le radici della sua ansia, e insieme potrete sviluppare strategie per affrontarla in modo più efficace.
La sua paura di non riuscire più a uscire è comprensibile, ma ricordarsi che piccoli passi possono fare la differenza. Anche se l'uscita è accompagnata da ansia, provare a farlo in modo graduale e controllato può aiutarla a ricostruire la sua fiducia.
Le consiglio di parlare apertamente con il suo terapeuta di queste paure e del panico che avverte. Insieme potete lavorare su tecniche di gestione dell'ansia e su come affrontare queste situazioni in modo più sereno. Non è sola in questo percorso e ci sono modi per trovare un equilibrio.
Resto a disposizione se desidera ulteriori chiarimenti o supporto.
è comprensibile sentirsi sopraffatti dall'ansia, soprattutto dopo un periodo così difficile. L'ansia è un'emozione che ci avverte di un pericolo percepito, e ascoltarla è importante, ma è altrettanto fondamentale contestualizzarla. In momenti di grande stress e cambiamento, come quelli che ha vissuto, può essere difficile farlo da soli.
Un professionista, come lo/la psicoterapeuta, può aiutarla a esplorare e comprendere le radici della sua ansia, e insieme potrete sviluppare strategie per affrontarla in modo più efficace.
La sua paura di non riuscire più a uscire è comprensibile, ma ricordarsi che piccoli passi possono fare la differenza. Anche se l'uscita è accompagnata da ansia, provare a farlo in modo graduale e controllato può aiutarla a ricostruire la sua fiducia.
Le consiglio di parlare apertamente con il suo terapeuta di queste paure e del panico che avverte. Insieme potete lavorare su tecniche di gestione dell'ansia e su come affrontare queste situazioni in modo più sereno. Non è sola in questo percorso e ci sono modi per trovare un equilibrio.
Resto a disposizione se desidera ulteriori chiarimenti o supporto.
Buongiorno, mi piacerebbe sapere un po' di più della sua storia e della sua situazione attuale per poter rispondere in modo utile alla sua domanda. Ansia e depressione possono essere le faccie di una stessa medaglia, alle volte si parla proprio di ansia reattiva a depressione o viceversa. Sarebbe utile poter fare una valutazione completa anche con l'aiuto di questionari diagnostici specifici per poter "inquadrare" meglio le sue necessità e solo poi valutare un percorso che risponda in modo adeguato alla sua difficoltà. Spero di esserle stata utile. Arrivederci
Carissima, la tua domanda sottolinea il tuo disagio, posso consigliarti un tipo di terapia mirata ad identificare la causa che permette un percorso specifico e l'utilizzo della ipnosi terapia che permette l'utilizzo di un rinforzo.
Un cordiale saluto
Dssa Vincenza Papeo
Un cordiale saluto
Dssa Vincenza Papeo
concordo con i colleghi
Gentile Signora, lei desidera capire perché si sente a disagio quando sta a casa"?....e come mai ha paura che se non esce non sarà in grado più di uscire. I sintomi della depressione comportano una mancanza di energie per fare qualsiasi attività, fisica e mentale e niente sembra più interessare né in grado di dare piacere. Ma attraverso una adeguata psicoterapia e abbinata a psicofarmaci migliorerà la sua situazione e sarà anche in grado di uscire, come sta già faccendo.
Gentile utente, ascoltarsi alle volte può far paura, ascoltarsi significa sentire ed entrare i contatto con ciò che più ci attiva. Capire cosa si muove sotto quel panico che lei sente quando si deve ascoltare è probabilmente parte di ciò che muove questo meccanismo per cui se non esco temo di non poterlo fare più, se mi ascolto vado nel panico. Cosa le fa credere che se non uscisse poi allora tornerà nel loop del suo passato? Alcune volte io ai mie pazienti suggerisco di scrivere cosa pensano e sentono nei momenti di attivazione emotiva (qualunque sia l'emozione che stanno provando), questo aiuta a fermarsi e ascoltarsi stando in contatto con ciò che c'è è vedere cosa c'è. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
L'ansia è un'emozione che ci sta avvertendo che ci troviamo davanti ad un pericolo, nel senso di pericolo soggettivo, quello che noi reputiamo pericoloso in quella determinata situazione. Se non ho compreso male, ciò che la sua testa vede come pericolo è la possibilità di ricadere nella depressione. Ha associato il periodo depressivo con lo stare chiusa in casa, quindi ora nella sua testa si è costruita questa formula: "se rimango in casa....allora torno ad essere depressa". Provi ad immaginarsi, invece, tutte le situazioni di vita, in cui si può stare in casa, senza essere depressi, come ad esempio quando fuori piove, quando con una tisana ci mettiamo sul divano, quando ci facciamo prendere dalla lettura di un libro. Piano piano reinsegni alla sua testa che la formula se...allora non è più vera. Saluti Dott.ssa Barbara Muolo
Gentile,
è difficile riuscire ad ascoltarsi quando si è soli con le proprie paure e angosce. Portare questi pensieri all'interno del proprio percorso terapeutico potrebbe esserle di aiuto a fare chiarezza e meglio comprendere la difficoltà che sperimenta nell'uscire di casa e nel mettersi in ascolto dei suoi vissuti. Le riflessioni potranno inoltre portare ad ulteriori approfondimenti e supportare il lavoro già in atto.
Un cordiale saluto.
è difficile riuscire ad ascoltarsi quando si è soli con le proprie paure e angosce. Portare questi pensieri all'interno del proprio percorso terapeutico potrebbe esserle di aiuto a fare chiarezza e meglio comprendere la difficoltà che sperimenta nell'uscire di casa e nel mettersi in ascolto dei suoi vissuti. Le riflessioni potranno inoltre portare ad ulteriori approfondimenti e supportare il lavoro già in atto.
Un cordiale saluto.
Buongiorno cara, sicuramente l'ansia rappresenta un campanello d'allarme, una sora di "spia accesa" che ci vuole dire qualcosa, per cui va accolta, in tal senso. Essendo lei in cura da uno psicoterapeuta le consiglio di parlarne in seduta, perchè lo stato ansioso depressivo va trattato con un adeguato intervento e percorso di cura. Spero di esserle stata d'aiuto, saluti.
Aldilà di quanto legge online rispetto a consigli "generici" e validi per dare sostegno a "gruppi/categorie di persone"; cosa le consiglia il/la suo psicoterapeuta che la conosce da più tempo? Credo saprà sicuramente darle dei consigli personalizzati e calati sulla sua esperienza di vita e sulle sue personalissime aree di fragilità e vulnerabilità.
In generale, comunque, è davvero difficile intervenire in ambito psicoterapico quando l'ansia è così intensa.
L'ansia è una vera e propria dirottatrice della nostra mente, se ne impossessa e ci impedisce di seguire al meglio i ragionamenti (a volte anche contro il nostro stesso interesse...).
Trovo che sia il caso che ne parli con il proprio medico di fiducia, che la sta consigliando sul versante farmacologico, in modo da contribuire all'azione sinergica tra la farmacoterapia e la psicoterapia.
Non rimandi la possibilità di un consulto medico che, in questo momento, sembra essere necessario.
In generale, comunque, è davvero difficile intervenire in ambito psicoterapico quando l'ansia è così intensa.
L'ansia è una vera e propria dirottatrice della nostra mente, se ne impossessa e ci impedisce di seguire al meglio i ragionamenti (a volte anche contro il nostro stesso interesse...).
Trovo che sia il caso che ne parli con il proprio medico di fiducia, che la sta consigliando sul versante farmacologico, in modo da contribuire all'azione sinergica tra la farmacoterapia e la psicoterapia.
Non rimandi la possibilità di un consulto medico che, in questo momento, sembra essere necessario.
Buongiorno, è seguita da una psicoterapeuta con la quale immagino condivida questa problematica. Se non riesce ad ascoltare la sua ansia perchè sente di andare in panico le consiglio di soffermarsi durante le sue sedute con la sua professionista di riferimento per approfondire l' argomento.
Un caro saluto.
Un caro saluto.
Grazie per aver condiviso la sua esperienza. Comprendo perfettamente la sua situazione e il conflitto interiore tra il desiderio di ascoltarsi e la necessità di agire. È un dilemma molto comune.
Il suo istinto di "prendere ed uscire" nonostante l'ansia è un passo fondamentale. Invece di lottare contro la paura, può provare a cambiare la relazione che ha con essa. Il suo obiettivo non è eliminare l'ansia, ma imparare a vivere una vita piena e significativa anche se la paura è presente.
Quando desidera uscire, provi a notare con curiosità i pensieri che le salgono in mente. Osservi come questi pensieri siano solo parole, non fatti. Si ricordi che può comunque agire in base a ciò che per lei è importante in quel momento. Si conceda di fare ciò che ha valore per lei, anche se l'ansia si fa sentire.
È fondamentale affrontare questo esercizio con gentilezza verso se stessa. Non si ponga obiettivi troppo ambiziosi. Anche una piccola uscita di 5 minuti, in questo momento, è un passo importante e un grande successo.
Gentile,
capisco bene la fatica che descrive: dopo un periodo così intenso, fatto di lutti, malattie e tanto stress, è naturale che le energie si siano esaurite e che oggi faccia più fatica a gestire l’ansia. Quello che racconta, cioè il disagio nello stare in casa e la paura che se non esce possa “bloccarsi” come nei primi tempi della depressione, non significa che stia regredendo, ma che sta vivendo quella che chiamiamo “paura della paura”: non è tanto l’ansia in sé a spaventarla, quanto il timore che possa ripresentarsi e immobilizzarla.
È comprensibile che in questi momenti non riesca a “fermarsi e ascoltare l’ansia”, come spesso si consiglia. Quando si è in preda al panico, restare fermi a osservare quello che accade dentro di sé può sembrare impossibile e rischia di aumentare ancora di più il senso di allarme. Quella capacità di “ascolto” non è qualcosa che si fa dall’oggi al domani, ma un’abilità che si costruisce gradualmente, passo dopo passo, spesso proprio con il sostegno della psicoterapia che sta già seguendo.
Il fatto che lei, pur con ansia, continui a uscire e a non chiudersi del tutto è già un segnale di grande forza. Molte persone, per timore, scelgono l’evitamento, e questo alla lunga rinforza la paura. Lei invece sta scegliendo di affrontarla, e questo è il modo migliore per non lasciare che l’ansia decida al posto suo. Anche se adesso le sembra faticoso, è proprio grazie a questa determinazione che, poco alla volta, potrà ridurre il potere che l’ansia ha su di lei e tornare a sentirsi più padrona delle sue scelte.
capisco bene la fatica che descrive: dopo un periodo così intenso, fatto di lutti, malattie e tanto stress, è naturale che le energie si siano esaurite e che oggi faccia più fatica a gestire l’ansia. Quello che racconta, cioè il disagio nello stare in casa e la paura che se non esce possa “bloccarsi” come nei primi tempi della depressione, non significa che stia regredendo, ma che sta vivendo quella che chiamiamo “paura della paura”: non è tanto l’ansia in sé a spaventarla, quanto il timore che possa ripresentarsi e immobilizzarla.
È comprensibile che in questi momenti non riesca a “fermarsi e ascoltare l’ansia”, come spesso si consiglia. Quando si è in preda al panico, restare fermi a osservare quello che accade dentro di sé può sembrare impossibile e rischia di aumentare ancora di più il senso di allarme. Quella capacità di “ascolto” non è qualcosa che si fa dall’oggi al domani, ma un’abilità che si costruisce gradualmente, passo dopo passo, spesso proprio con il sostegno della psicoterapia che sta già seguendo.
Il fatto che lei, pur con ansia, continui a uscire e a non chiudersi del tutto è già un segnale di grande forza. Molte persone, per timore, scelgono l’evitamento, e questo alla lunga rinforza la paura. Lei invece sta scegliendo di affrontarla, e questo è il modo migliore per non lasciare che l’ansia decida al posto suo. Anche se adesso le sembra faticoso, è proprio grazie a questa determinazione che, poco alla volta, potrà ridurre il potere che l’ansia ha su di lei e tornare a sentirsi più padrona delle sue scelte.
Cara Signora,
segua con fiducia il lavoro di psicoterapia che sta facendo, nella relazione con il suo terapeuta può portare i dubbi, le paure, ciò che sta provando in questo passaggio di vita critico. Questo spazio di cura che si è concessa la accompagnerà un po' per volta a comprendere cosa può comunicarle questa ansia con cui convive. Rimanga curiosa dei suoi significati!
Un caro saluto
segua con fiducia il lavoro di psicoterapia che sta facendo, nella relazione con il suo terapeuta può portare i dubbi, le paure, ciò che sta provando in questo passaggio di vita critico. Questo spazio di cura che si è concessa la accompagnerà un po' per volta a comprendere cosa può comunicarle questa ansia con cui convive. Rimanga curiosa dei suoi significati!
Un caro saluto
salve, grazie per aver scritto a Mio Dottore.
Mi dispiace molto leggere di cosa sta attraversando; l'ansia a volte può essere paralizzante e dunque anche ascoltarla, come lei dice, è complesso e per nulla semplice.
Da quello che leggo lei sta prendendo antidepressivi e sta seguendo un percorso psicoterapeutico ? se fosse così, le suggerirei di parlare con il suo medico e la sua terapeuta, esponendo loro cosa sta attraversando e capire assieme se il percorso intrapreso procede nella direzione giusta o se necessita un cambio di rotta.
Mi dispiace molto leggere di cosa sta attraversando; l'ansia a volte può essere paralizzante e dunque anche ascoltarla, come lei dice, è complesso e per nulla semplice.
Da quello che leggo lei sta prendendo antidepressivi e sta seguendo un percorso psicoterapeutico ? se fosse così, le suggerirei di parlare con il suo medico e la sua terapeuta, esponendo loro cosa sta attraversando e capire assieme se il percorso intrapreso procede nella direzione giusta o se necessita un cambio di rotta.
Buongiorno,
spesso l'essere umano vuole conoscere il perché delle cose, come ad esempio perché si sente a disagio in un dato contesto, ed è ragionevole, ma probabilmente è più utile chiedersi come superare il disagio che individuarne (se è possibile farlo), una causa.
Ci sono diversi approcci con cui si può avvicinare la gestione dell'ansia. Uno di questi, dice, suggerisce di ascoltarsi. Se questo metodo non funziona per lei, che è unica e irripetibile con le sue abilità e risorse, può essere utile capire se con questo metodo può essere "aggiustato il tiro" o si può ipotizzare un altro metodo o modalità di trattamento, e questo lo può fare, visto che è già seguita, con l'aiuto del suo/a terapeuta. Tutti gli orientamenti hanno strumenti utili per la gestione dell'ansia, come la desensibilizzazione sistematica del cognitivo-comportamentale, i protocolli della terapia breve strategica, per fare un paio di esempi.
Le faccio tanti auguri. Dott. Giovanni Iacoviello
spesso l'essere umano vuole conoscere il perché delle cose, come ad esempio perché si sente a disagio in un dato contesto, ed è ragionevole, ma probabilmente è più utile chiedersi come superare il disagio che individuarne (se è possibile farlo), una causa.
Ci sono diversi approcci con cui si può avvicinare la gestione dell'ansia. Uno di questi, dice, suggerisce di ascoltarsi. Se questo metodo non funziona per lei, che è unica e irripetibile con le sue abilità e risorse, può essere utile capire se con questo metodo può essere "aggiustato il tiro" o si può ipotizzare un altro metodo o modalità di trattamento, e questo lo può fare, visto che è già seguita, con l'aiuto del suo/a terapeuta. Tutti gli orientamenti hanno strumenti utili per la gestione dell'ansia, come la desensibilizzazione sistematica del cognitivo-comportamentale, i protocolli della terapia breve strategica, per fare un paio di esempi.
Le faccio tanti auguri. Dott. Giovanni Iacoviello
Gentilissima,
nelle sue righe si legge tutta la fatica della crisi che sta affrontando.
Sta assumendo farmacoterapia e sta seguendo un percorso di psicoterapia....nel momento più duro, ha saputo prendersi cura di sè e rivolgere una richiesta di aiuto a dei professionisti. E' stata brava, è stata forte, è stata coraggiosa!
Sta già facendo tanto....Più che questo che deve fare? La strada è quella giusta.....a volte però serve tanta tanta pazienza.
Racconta che prende ed esce, nonostante l'ansia e la paura. Racconta che prova ad ascoltare l'ansia, ma non ci riesce, va in panico. Forse chiede troppo a sè stessa. Forse a volte serve stare fermi, o quantomeno rallentare e rispettare i propri tempi. Forse ha fatto la "forte di tutto" per 53 anni e ora potrebbe concedersi e accettare di essere fragile e debole....per il tempo che serve.
Insomma, rispetto alle sue righe, al suo "cosa devo fare?" la mia risposta è: nulla, nulla più di ciò che sta già facendo. E' molto.
Spero di esserle stata utile e le auguro di cuore in bocca al lupo per tutto
nelle sue righe si legge tutta la fatica della crisi che sta affrontando.
Sta assumendo farmacoterapia e sta seguendo un percorso di psicoterapia....nel momento più duro, ha saputo prendersi cura di sè e rivolgere una richiesta di aiuto a dei professionisti. E' stata brava, è stata forte, è stata coraggiosa!
Sta già facendo tanto....Più che questo che deve fare? La strada è quella giusta.....a volte però serve tanta tanta pazienza.
Racconta che prende ed esce, nonostante l'ansia e la paura. Racconta che prova ad ascoltare l'ansia, ma non ci riesce, va in panico. Forse chiede troppo a sè stessa. Forse a volte serve stare fermi, o quantomeno rallentare e rispettare i propri tempi. Forse ha fatto la "forte di tutto" per 53 anni e ora potrebbe concedersi e accettare di essere fragile e debole....per il tempo che serve.
Insomma, rispetto alle sue righe, al suo "cosa devo fare?" la mia risposta è: nulla, nulla più di ciò che sta già facendo. E' molto.
Spero di esserle stata utile e le auguro di cuore in bocca al lupo per tutto
Buongiorno signora, ha ragione quando dice che ascoltarsi non è facile: non ce lo insegna nessuno! Anzi, fin da piccoli impariamo che alcune emozioni sono "sbagliate" e così le evitiamo o fingiamo di non sentirle. Lo stesso facciamo con i pensieri, che pensiamo di poter controllare, mandare via, ecc. In realtà abbiamo a disposizione uno strumento potentissimo, la meditazione Mindfulness, che ci aiuta a vedere con chiarezza tutto ciò che passa nel nostro corpo: sensazioni fisiche, emozioni, pensieri. vedere cosa accade nella nostra mente e nel nostro corpo, senza giudicare o cercare di controllare, equivale ad "ascoltare" ciò che mente e corpo vogliono comunicarci, anche con sintomi spiacevoli. Inoltre, ci consente di scegliere quale azione mettere in atto, senza essere obbligati da pensieri ed emozioni, come l'ansia. Integrare la pratica della Mindfulness nella quotidianità non è difficile, ma può aiutare molto. Magari ne parli con la sua Psicoterapeuta, che potrà consigliarle se sia una strada utile per lei. Buona giornata!
Buongiorno Signora, capisco la fatica e mi sembra che quello che lei sta vivendo sia lecito e umano. Sì, ascoltare cosa dice l'ansia potrebbe aiutare, ma il mio consiglio è di farlo con l'aiuto di un professionista. A volte, nella vita, è difficile farcela da soli...forse uno sguardo accogliente, una presenza empatica e un clima di non giudizio aiuterebbero. Qualora volesse io sono qui. Le auguro di prendersi cura di lei...
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