Da bambina avevo il mutismo selettivo e questo mi ha generato una profonda voglia di riscatto. Oggi
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risposte
Da bambina avevo il mutismo selettivo e questo mi ha generato una profonda voglia di riscatto. Oggi ho un gruppo di amici di cui sono profondamente insoddisfatta e, cosa che mi genera grandi insicurezze, non ho ancora avuto una relazione (sono diocetenne). Ho una profonda paura di non riuscire a trovare le mie persone in futuro, io non voglio restare sola. Cosa posso fare?
Buon giorno,
leggo in queste parole una sofferenza che meriterebbe di essere approfondita.
Il mutismo selettivo è una difesa che il nostro sistema identifica per proteggerci, banalmente limita il nostro esporci non sentendoci abbastanza forti. Forse ha vissuto questa difesa come una debolezza eccessiva, forse è stata oggetto di critiche e allora ha preso forma la voglia di riscatto e non l'accoglienza di una fragilità magari fisiologica...
Forse ha ancora un po' paura ad esporsi (chissà perchè) e allora si limita e non riesce a immergersi nell' "essere con". E' un'ipotesi azzardata ma se pansa che abbia senso potrebbe valutare di indagare un po' su questo timore di esporsi con un professionista (psicologo/a). Poi quando riuscirà a piacersi al punto da andare serenamente verso l'altro, mostrandosi, vedrà che troverà le SUE persone.
Saluti
leggo in queste parole una sofferenza che meriterebbe di essere approfondita.
Il mutismo selettivo è una difesa che il nostro sistema identifica per proteggerci, banalmente limita il nostro esporci non sentendoci abbastanza forti. Forse ha vissuto questa difesa come una debolezza eccessiva, forse è stata oggetto di critiche e allora ha preso forma la voglia di riscatto e non l'accoglienza di una fragilità magari fisiologica...
Forse ha ancora un po' paura ad esporsi (chissà perchè) e allora si limita e non riesce a immergersi nell' "essere con". E' un'ipotesi azzardata ma se pansa che abbia senso potrebbe valutare di indagare un po' su questo timore di esporsi con un professionista (psicologo/a). Poi quando riuscirà a piacersi al punto da andare serenamente verso l'altro, mostrandosi, vedrà che troverà le SUE persone.
Saluti
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Immagino che da bambina quelle parole trattenute dentro, nel tempo, siano state difficili da contenere, posso comprendere le tue preoccupazioni, anche se non conosco la tua storia di vita. Molto spesso quel silenzio pesa, perché non è desiderio di tacere, ma impossibilità a potersi esprimere così come l'altro si aspetta. Tuttavia sei molto giovane e credo tu possa trovare la strada per tirar fuori ciò che hai dentro. Averlo scritto qui già è un primo passo, ti auguro tu possa proseguire la tua strada. Buone cose.
Dott.ssa Azzurra Orsini
Dott.ssa Azzurra Orsini
Gentilissima, Ti ringrazio per aver condiviso questo pezzo di te.
Sento molta forza nelle tue parole: quella 'voglia di riscatto' è un’energia vitale potente, ma sembra che oggi si stia scontrando con un senso di solitudine che ti spaventa.
Da una prospettiva Gestalt, possiamo guardare a quello che senti in questo modo:
Il Mutismo come 'Adattamento Creativo': In passato, il silenzio è stato il tuo modo per proteggerti in un ambiente che forse non sentivi sicuro.
Oggi quella protezione non ti serve più, ma la paura di 'non essere vista' o di "non trovare il tuo posto" è ancora attiva. Quel riscatto che cerchi non è solo parlare, ma sentirti esistente nello sguardo dell'altro.
L'insoddisfazione verso gli amici: Spesso restiamo in relazioni insoddisfacenti per paura del vuoto. Prova a chiederti: 'Cosa succede nel mio corpo quando sono con loro?
Mi permetto di mostrare chi sono o sto ancora usando una forma di silenzio (magari parlando, ma non dicendo nulla di me)?'.
A volte la solitudine che proviamo in gruppo è più dolorosa di quella che proviamo stando soli.
La relazione che manca: Hai 18 anni, un'età di soglia. La mancanza di un partner non è un fallimento. Se la tua energia è tutta proiettata sulla paura di restare sola, è difficile che tu possa davvero aprirti all'incontro. L'incontro accade quando siamo presenti a noi stessi, non quando cerchiamo disperatamente qualcuno che ci salvi dalla solitudine.
Cosa puoi fare concretamente?
Sposta il focus dal futuro al presente: Invece di chiederti 'troverò qualcuno?', prova a chiederti: 'Cosa sto sentendo in questo momento?'. La tua ansia è un rumore che ti impedisce di ascoltare i tuoi bisogni reali.
Sperimenta il 'contatto': Inizia con piccoli passi. Prova a esprimere un tuo disappunto o un tuo desiderio autentico nel tuo gruppo attuale. Osserva cosa succede dentro di te quando ti esponi.
Onora la tua storia: Il mutismo ti ha insegnato a osservare il mondo profondamente.
Usa questa sensibilità non come un limite, ma come uno strumento per scegliere con cura chi merita davvero di stare al tuo fianco.
Non sei più quella bambina che non poteva parlare; oggi hai la possibilità di scegliere come e con chi entrare in contatto. Il primo passo per non restare sola è diventare una buona compagnia per te stessa, imparando a non tradire i tuoi bisogni per paura del silenzio."
Resto a disposizione per eventuali altre domande. Con affetto Denise
Sento molta forza nelle tue parole: quella 'voglia di riscatto' è un’energia vitale potente, ma sembra che oggi si stia scontrando con un senso di solitudine che ti spaventa.
Da una prospettiva Gestalt, possiamo guardare a quello che senti in questo modo:
Il Mutismo come 'Adattamento Creativo': In passato, il silenzio è stato il tuo modo per proteggerti in un ambiente che forse non sentivi sicuro.
Oggi quella protezione non ti serve più, ma la paura di 'non essere vista' o di "non trovare il tuo posto" è ancora attiva. Quel riscatto che cerchi non è solo parlare, ma sentirti esistente nello sguardo dell'altro.
L'insoddisfazione verso gli amici: Spesso restiamo in relazioni insoddisfacenti per paura del vuoto. Prova a chiederti: 'Cosa succede nel mio corpo quando sono con loro?
Mi permetto di mostrare chi sono o sto ancora usando una forma di silenzio (magari parlando, ma non dicendo nulla di me)?'.
A volte la solitudine che proviamo in gruppo è più dolorosa di quella che proviamo stando soli.
La relazione che manca: Hai 18 anni, un'età di soglia. La mancanza di un partner non è un fallimento. Se la tua energia è tutta proiettata sulla paura di restare sola, è difficile che tu possa davvero aprirti all'incontro. L'incontro accade quando siamo presenti a noi stessi, non quando cerchiamo disperatamente qualcuno che ci salvi dalla solitudine.
Cosa puoi fare concretamente?
Sposta il focus dal futuro al presente: Invece di chiederti 'troverò qualcuno?', prova a chiederti: 'Cosa sto sentendo in questo momento?'. La tua ansia è un rumore che ti impedisce di ascoltare i tuoi bisogni reali.
Sperimenta il 'contatto': Inizia con piccoli passi. Prova a esprimere un tuo disappunto o un tuo desiderio autentico nel tuo gruppo attuale. Osserva cosa succede dentro di te quando ti esponi.
Onora la tua storia: Il mutismo ti ha insegnato a osservare il mondo profondamente.
Usa questa sensibilità non come un limite, ma come uno strumento per scegliere con cura chi merita davvero di stare al tuo fianco.
Non sei più quella bambina che non poteva parlare; oggi hai la possibilità di scegliere come e con chi entrare in contatto. Il primo passo per non restare sola è diventare una buona compagnia per te stessa, imparando a non tradire i tuoi bisogni per paura del silenzio."
Resto a disposizione per eventuali altre domande. Con affetto Denise
Gentile utente,
la storia che racconta è importante e merita attenzione. Il mutismo selettivo nell’infanzia non è solo una difficoltà comunicativa, ma spesso lascia tracce profonde sul modo in cui una persona percepisce sé stessa, il proprio valore e il rapporto con gli altri. La sua voglia di riscatto parla di risorse, forza e desiderio di vivere relazioni significative.
Sentirsi insoddisfatta del proprio gruppo di amici e vivere con dolore il fatto di non aver ancora avuto una relazione affettiva, soprattutto alla sua età, è comprensibile. Questo non significa che ci sia qualcosa che non va in lei o che resterà sola, ma che oggi si trova in una fase di transizione identitaria, in cui i legami attuali non rispecchiano più chi sta diventando.
La paura di cui parla è spesso legata a insicurezze ormai consolidatesi nel tempo.
Quello che può fare, concretamente, è lavorare su di sé prima che sulla ricerca degli altri. Un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a:
- rielaborare l’impatto emotivo del mutismo selettivo,
- rafforzare l’autostima e la fiducia nelle relazioni,
- distinguere tra solitudine temuta e reale bisogno di legami autentici,
- sentirsi più libera e sicura nel costruire nuove connessioni.
Le relazioni profonde raramente nascono dalla fretta o dalla paura di restare soli, ma dalla possibilità di essere sé stessi con maggiore serenità. Il fatto che oggi si ponga queste domande è già un segnale di crescita e consapevolezza.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
la storia che racconta è importante e merita attenzione. Il mutismo selettivo nell’infanzia non è solo una difficoltà comunicativa, ma spesso lascia tracce profonde sul modo in cui una persona percepisce sé stessa, il proprio valore e il rapporto con gli altri. La sua voglia di riscatto parla di risorse, forza e desiderio di vivere relazioni significative.
Sentirsi insoddisfatta del proprio gruppo di amici e vivere con dolore il fatto di non aver ancora avuto una relazione affettiva, soprattutto alla sua età, è comprensibile. Questo non significa che ci sia qualcosa che non va in lei o che resterà sola, ma che oggi si trova in una fase di transizione identitaria, in cui i legami attuali non rispecchiano più chi sta diventando.
La paura di cui parla è spesso legata a insicurezze ormai consolidatesi nel tempo.
Quello che può fare, concretamente, è lavorare su di sé prima che sulla ricerca degli altri. Un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a:
- rielaborare l’impatto emotivo del mutismo selettivo,
- rafforzare l’autostima e la fiducia nelle relazioni,
- distinguere tra solitudine temuta e reale bisogno di legami autentici,
- sentirsi più libera e sicura nel costruire nuove connessioni.
Le relazioni profonde raramente nascono dalla fretta o dalla paura di restare soli, ma dalla possibilità di essere sé stessi con maggiore serenità. Il fatto che oggi si ponga queste domande è già un segnale di crescita e consapevolezza.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Salve, la grande voglia di riscatto è un aspetto positivo che la motiva a fare qualcosa per sè stessa. A volte, per la paura di stare soli, si accetta di stare vicino a persone con cui non si sta benissimo. L'ansia, quando è tanta, ci fa vedere scenari catastrofici ed evitare situazioni nuove e che magari ci farebbero stare bene. La consiglierei di intraprendere una psicoterapia che abbia l'obiettivo di imparare a gestire questa ansia che ha nelle relazioni con gli altri.
Vedrà che con il tempo e con la giusta motivazione, le cose andranno gradualmente meglio.
Vedrà che con il tempo e con la giusta motivazione, le cose andranno gradualmente meglio.
Ciao, sei ancora giovane! Forse senti di portarti dentro da tempo l'insoddisfazione verso le relazioni, e circa la necessità di esprimere questi vissuti e queste paure, ti potrebbe essere utile parlarne con una o uno psicoterapeuta. Tuttavia, hai una grande risorsa: sei combattiva, hai voglia di riscatto! Un caro saluto, Ilaria Innocenti
anche mio figlio ha passato un periodo di mutacismo ... era arrabbiato con me perché non gli dedicavo il tempo di cui aveva bisogno. Abbiamo sistemato la nostra relazione con il dialogo e la pazienza e tanto amore. Ma è stato possibile solo perché entrambi volevamo farlo, e il nostro rapporto è autentico. Se è insoddisfatta del suo gruppo di conoscenti (dalle sue parole sono conoscenti) si presenti autentica, si circonderà solo di persone che la sapranno apprezzare.
È comprensibile che la Sua storia personale abbia lasciato insicurezze e il desiderio di sentirsi finalmente vista e scelta. Il fatto che oggi riconosca ciò che non La soddisfa è già un segnale di consapevolezza e di crescita. Le relazioni significative non seguono tempi prestabiliti e non definiscono il valore di una persona. Può essere utile lavorare sulla fiducia in Sé e su ciò che desidera davvero nei rapporti, imparando a scegliere contesti e persone più in sintonia con Lei.
Se lo desidera, La invito a valutare un colloquio conoscitivo con me, per approfondire questi vissuti e capire insieme come accompagnarLa in questo percorso.
un saluto,
Dott.ssa Pisano
Se lo desidera, La invito a valutare un colloquio conoscitivo con me, per approfondire questi vissuti e capire insieme come accompagnarLa in questo percorso.
un saluto,
Dott.ssa Pisano
Quello che descrive è comprensibile, soprattutto alla luce della sua storia. Il fatto di non sentirsi soddisfatta delle amicizie attuali o di non aver ancora avuto una relazione non definisce il suo valore né il suo futuro affettivo. Più che forzare gli incontri, può essere utile lavorare sulla fiducia in sé e su ciò che desidera davvero nelle relazioni: questo facilita il riconoscimento e la costruzione di legami più autentici. Non è destinata a restare sola, sta attraversando una fase di costruzione.
Gentile utente,
Da questa condivisione emerge una sofferenza importante legata alle relazioni vissute oggi e alle preoccupazioni per il futuro. La paura di restare soli e l’insoddisfazione nei legami sono esperienze comuni, ma possono avere significati diversi per ciascuna persona. Quello che descrivi potrebbe trovare spazio in un contesto di ascolto dedicato, che permetta di fermarsi e riflettere sulle difficoltà che stai vivendo. Un lavoro in questa direzione può favorire una maggiore consapevolezza di sé e rappresentare un primo passo verso una possibile rilettura del modo in cui vivi le relazioni, oggi e in futuro.
Care cose
Dott.ssa E.B.
Da questa condivisione emerge una sofferenza importante legata alle relazioni vissute oggi e alle preoccupazioni per il futuro. La paura di restare soli e l’insoddisfazione nei legami sono esperienze comuni, ma possono avere significati diversi per ciascuna persona. Quello che descrivi potrebbe trovare spazio in un contesto di ascolto dedicato, che permetta di fermarsi e riflettere sulle difficoltà che stai vivendo. Un lavoro in questa direzione può favorire una maggiore consapevolezza di sé e rappresentare un primo passo verso una possibile rilettura del modo in cui vivi le relazioni, oggi e in futuro.
Care cose
Dott.ssa E.B.
Ti leggo con molta attenzione e sento quanta fatica e quanta forza convivano dentro di te.
Il mutismo selettivo è stato un’esperienza profonda, spesso solitaria, che ha richiesto a una bambina un enorme adattamento al mondo. Quando per molto tempo la voce resta bloccata, il bisogno di riscatto può diventare una spinta potente: il desiderio di esistere, di essere vista, scelta, riconosciuta. Non c’è nulla di sbagliato in questo. È il segno di una vitalità che ha cercato spazio anche quando sembrava non esserci.
Oggi ti trovi in una fase della vita in cui il confronto con gli altri diventa inevitabile. Vedi amicizie che non ti rappresentano più, relazioni che sembrano arrivare per tutti tranne che per te, e questo può riattivare antiche insicurezze. Non perché tu stia tornando indietro, ma perché il tuo sistema emotivo riconosce qualcosa di familiare: la paura di restare fuori, di non appartenere, di non essere scelta.
Nell’ottica della Gestalt, ciò che emerge ora non è un problema da eliminare, ma un bisogno che sta cercando contatto. Il bisogno di sentirti in relazione senza doverti adattare, di poter essere autentica, di incontrare persone con cui respirare invece che trattenerti. La solitudine che temi non parla del tuo futuro, parla del presente: di un vuoto relazionale che oggi fa male e chiede attenzione.
Essere diciannovenne e non aver ancora vissuto una relazione non dice nulla sul tuo valore, né sulla tua capacità di amare o di essere amata. Spesso chi ha conosciuto presto il silenzio sviluppa una sensibilità profonda, ma impiega più tempo a fidarsi davvero del contatto emotivo. Non è un ritardo, è un ritmo diverso.
La paura di “non trovare le tue persone” è comprensibile. Quando si è sofferto per la mancanza di connessione, il timore di restare soli può diventare molto intenso. Eppure, le relazioni significative non nascono dalla corsa a non essere soli, ma dall’incontro tra chi sei oggi e chi sta diventando l’altro. Tu sei ancora in movimento, non definita, non finita. Anche gli altri lo sono.
In questo momento sento soprattutto una giovane donna che desidera profondamente legami veri, non superficiali, e che soffre perché non li vede ancora davanti a sé. Questa sofferenza merita ascolto, non giudizio. Non sei sbagliata, non sei indietro, non sei destinata alla solitudine. Sei in un passaggio delicato, dove il vecchio non basta più e il nuovo non è ancora arrivato.
Resto accanto alle tue parole e al tuo bisogno di non sentirti sola in questo attraversamento.
Ti saluto cordialmente.
Il mutismo selettivo è stato un’esperienza profonda, spesso solitaria, che ha richiesto a una bambina un enorme adattamento al mondo. Quando per molto tempo la voce resta bloccata, il bisogno di riscatto può diventare una spinta potente: il desiderio di esistere, di essere vista, scelta, riconosciuta. Non c’è nulla di sbagliato in questo. È il segno di una vitalità che ha cercato spazio anche quando sembrava non esserci.
Oggi ti trovi in una fase della vita in cui il confronto con gli altri diventa inevitabile. Vedi amicizie che non ti rappresentano più, relazioni che sembrano arrivare per tutti tranne che per te, e questo può riattivare antiche insicurezze. Non perché tu stia tornando indietro, ma perché il tuo sistema emotivo riconosce qualcosa di familiare: la paura di restare fuori, di non appartenere, di non essere scelta.
Nell’ottica della Gestalt, ciò che emerge ora non è un problema da eliminare, ma un bisogno che sta cercando contatto. Il bisogno di sentirti in relazione senza doverti adattare, di poter essere autentica, di incontrare persone con cui respirare invece che trattenerti. La solitudine che temi non parla del tuo futuro, parla del presente: di un vuoto relazionale che oggi fa male e chiede attenzione.
Essere diciannovenne e non aver ancora vissuto una relazione non dice nulla sul tuo valore, né sulla tua capacità di amare o di essere amata. Spesso chi ha conosciuto presto il silenzio sviluppa una sensibilità profonda, ma impiega più tempo a fidarsi davvero del contatto emotivo. Non è un ritardo, è un ritmo diverso.
La paura di “non trovare le tue persone” è comprensibile. Quando si è sofferto per la mancanza di connessione, il timore di restare soli può diventare molto intenso. Eppure, le relazioni significative non nascono dalla corsa a non essere soli, ma dall’incontro tra chi sei oggi e chi sta diventando l’altro. Tu sei ancora in movimento, non definita, non finita. Anche gli altri lo sono.
In questo momento sento soprattutto una giovane donna che desidera profondamente legami veri, non superficiali, e che soffre perché non li vede ancora davanti a sé. Questa sofferenza merita ascolto, non giudizio. Non sei sbagliata, non sei indietro, non sei destinata alla solitudine. Sei in un passaggio delicato, dove il vecchio non basta più e il nuovo non è ancora arrivato.
Resto accanto alle tue parole e al tuo bisogno di non sentirti sola in questo attraversamento.
Ti saluto cordialmente.
Le difficoltà che ha descritto fanno parte del suo percorso di crescita e sviluppo. Ovviamente farsi aiutare da un professionista la può aiutare tantissimo a fare chiarezza e a trovare le modalità relazionali più adeguate per potere entrare meglio in relazione con gli altri e con un eventuale partner.
La voglia di riscatto che sente, se adeguatamente gestita, la può aiutare ad affrontare più velocemente le sue difficoltà relazionali.
La voglia di riscatto che sente, se adeguatamente gestita, la può aiutare ad affrontare più velocemente le sue difficoltà relazionali.
Buonasera,
la visione del futuro che descrive sembra oggi molto guidata dalla paura e dall’insicurezza, emozioni comprensibili alla luce della sua storia, ma che non necessariamente rispecchiano ciò che la vita potrà offrirle. A volte, quando si è attraversato un passato complesso, la mente tende ad anticipare scenari negativi, come se il presente dovesse rimanere immutabile.
In questi casi, potrebbe essere utile confrontarsi con uno specialista, anche attraverso un primo colloquio orientativo, per riflettere su alcune modalità di pensiero che rischiano di diventare rigide o catastrofiche.
Se sente il desiderio di cambiamento, è importante ricordare che è assolutamente in tempo per costruire relazioni più in sintonia con chi è ora. Spesso si resta in contesti poco soddisfacenti perché vengono vissuti come più sicuri, ma la solitudine può essere più forte proprio quando si è in mezzo a persone con cui non ci si sente davvero visti. Uscire dalla propria zona di comfort può fare paura, ma può anche aprire la possibilità di incontrare legami più autentici. Un caro saluto.
Un supporto adeguato potrebbe aiutarla a distinguere ciò che nasce dalla paura da ciò che invece rispecchia i suoi desideri, accompagnandola a fare scelte più coerenti con sé stessa.
la visione del futuro che descrive sembra oggi molto guidata dalla paura e dall’insicurezza, emozioni comprensibili alla luce della sua storia, ma che non necessariamente rispecchiano ciò che la vita potrà offrirle. A volte, quando si è attraversato un passato complesso, la mente tende ad anticipare scenari negativi, come se il presente dovesse rimanere immutabile.
In questi casi, potrebbe essere utile confrontarsi con uno specialista, anche attraverso un primo colloquio orientativo, per riflettere su alcune modalità di pensiero che rischiano di diventare rigide o catastrofiche.
Se sente il desiderio di cambiamento, è importante ricordare che è assolutamente in tempo per costruire relazioni più in sintonia con chi è ora. Spesso si resta in contesti poco soddisfacenti perché vengono vissuti come più sicuri, ma la solitudine può essere più forte proprio quando si è in mezzo a persone con cui non ci si sente davvero visti. Uscire dalla propria zona di comfort può fare paura, ma può anche aprire la possibilità di incontrare legami più autentici. Un caro saluto.
Un supporto adeguato potrebbe aiutarla a distinguere ciò che nasce dalla paura da ciò che invece rispecchia i suoi desideri, accompagnandola a fare scelte più coerenti con sé stessa.
Buongiorno, considerata la sua storia è più che comprensibile il suo desiderio di riscatto e di interazioni sociali soddisfacenti! Innanzitutto voglio tranquillizzarla sul fatto che non aver incontrato amicizie affini o una relazione alla sua età non vuol dire assolutamente che non possa averle in futuro, in adolescenza le persone con cui veniamo a contatto solitamente sono limitate così come le occasioni per conoscere persone nuove, persone e occasioni aumenteranno man mano che cresce. Se però i suoi sentimenti di disagio, le sue insicurezze e le sue paure sono invalidanti e occupano gran parte della sua giornata, causandole malessere, può essere utile un percorso di psicoterapia per comprendere meglio le origini di questo malessere e come raggiungere i suoi obiettivi.
Cordiali saluti
Cordiali saluti
Gentilissima, grazie per la condivisione innanzitutto. Comprendo il suo bisogno di riscatto dopo tanta sofferenza, e capisco il suo bisogno di intessere nuove relazioni. Credo che intraprendere un percorso di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare ed interiorizzare i suoi vissuti, individuando strategie funzionali per affrontare le difficoltà o dinamiche relazionali.
Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV
Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV
Il mutismo selettivo vissuto in età infantile può avere lasciato una traccia importante sul modo in cui ti relazioni agli altri e percepisci le tue capacità sociali. È comprensibile che tu senta insicurezza riguardo alle amicizie attuali e alla possibilità di costruire relazioni affettive significative, soprattutto se hai vissuto esperienze di isolamento o difficoltà nel comunicare da bambina.
È importante ricordare che la tua esperienza non definisce il tuo futuro: è possibile imparare a riconoscere i propri bisogni relazionali, costruire legami soddisfacenti e aumentare la fiducia in te stessa. Alcuni passi utili possono essere: riflettere su quali caratteristiche cerchi nelle amicizie e nei partner, imparare a comunicare apertamente i tuoi bisogni e i tuoi limiti, e lavorare su autostima e gestione dell’ansia sociale.
Tuttavia, le preoccupazioni profonde che descrivi meritano un supporto mirato. Un percorso con uno specialista può aiutarti a elaborare le esperienze passate, gestire le insicurezze attuali e trovare strategie efficaci per creare relazioni autentiche e soddisfacenti.
È quindi consigliabile approfondire la situazione con uno psicologo o psicoterapeuta di fiducia.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
È importante ricordare che la tua esperienza non definisce il tuo futuro: è possibile imparare a riconoscere i propri bisogni relazionali, costruire legami soddisfacenti e aumentare la fiducia in te stessa. Alcuni passi utili possono essere: riflettere su quali caratteristiche cerchi nelle amicizie e nei partner, imparare a comunicare apertamente i tuoi bisogni e i tuoi limiti, e lavorare su autostima e gestione dell’ansia sociale.
Tuttavia, le preoccupazioni profonde che descrivi meritano un supporto mirato. Un percorso con uno specialista può aiutarti a elaborare le esperienze passate, gestire le insicurezze attuali e trovare strategie efficaci per creare relazioni autentiche e soddisfacenti.
È quindi consigliabile approfondire la situazione con uno psicologo o psicoterapeuta di fiducia.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buonasera, può considerare la possibilità di intraprendere un percorso psicoterapeutico al fine di elaborare paure ed insicurezze al fine di poter attingere alle risorse che certamente troverà dentro di sé. Saluti
Buongiorno, grazie per aver espresso le sue paure.
Da ciò che leggo, mi arriva un forte desiderio di connessione e di non restare sola, un bisogno umano profondo e legittimo. Le difficoltà vissute da bambina, come il mutismo selettivo, possono lasciare una sensibilità particolare nelle relazioni, influenzando il modo in cui ci si sente con gli altri e con se stessi.
L’insoddisfazione che prova oggi e le paure per il futuro non significano che qualcosa in lei “non funzioni”, ma che sta cercando legami più autentici e in sintonia con chi è ora. Un percorso psicologico può offrirle uno spazio sicuro per dare senso a queste esperienze e accompagnarla nel costruire relazioni più soddisfacenti, con tempi e modalità in sintonia con sé.
Resto a disposizione e le auguro una buona giornata, dott.ssa Covri Annalisa.
Da ciò che leggo, mi arriva un forte desiderio di connessione e di non restare sola, un bisogno umano profondo e legittimo. Le difficoltà vissute da bambina, come il mutismo selettivo, possono lasciare una sensibilità particolare nelle relazioni, influenzando il modo in cui ci si sente con gli altri e con se stessi.
L’insoddisfazione che prova oggi e le paure per il futuro non significano che qualcosa in lei “non funzioni”, ma che sta cercando legami più autentici e in sintonia con chi è ora. Un percorso psicologico può offrirle uno spazio sicuro per dare senso a queste esperienze e accompagnarla nel costruire relazioni più soddisfacenti, con tempi e modalità in sintonia con sé.
Resto a disposizione e le auguro una buona giornata, dott.ssa Covri Annalisa.
Salve, la sua storia mostra una grande forza: essere cresciuta con il Mutismo selettivo e sviluppare una “voglia di riscatto” indica che ha già attraversato sfide importanti. È comprensibile però che oggi, di fronte all’insoddisfazione nelle amicizie e all’assenza di una relazione sentimentale, emergano paure legate alla solitudine e al futuro.
Il bisogno di “trovare le proprie persone” parla del desiderio di appartenenza, che è centrale nella crescita. A volte, quando abbiamo vissuto esperienze precoci di difficoltà comunicativa o sociale, possiamo diventare molto sensibili al tema del riconoscimento e del sentirci scelti. Questo può portare a osservare il presente con uno sguardo più critico e preoccupato. Il fatto di non aver ancora avuto una relazione alla sua età non definisce il suo valore né predice il futuro. Le relazioni significative spesso nascono quando c’è uno spazio interno di maggiore sicurezza e autenticità. Più che concentrarsi sull’urgenza di “non restare sola”, può essere utile investire nella costruzione di contesti in cui esprimere interessi e parti di sé, attività di gruppo, studio, passioni condivise. È lì che aumentano le possibilità di incontri affini.
Se sente che la paura della solitudine sta diventando ingombrante, uno spazio di supporto psicologico può aiutarla a lavorare sull’autostima e sulle dinamiche relazionali, trasformando l’ansia in una maggiore fiducia nella sua capacità di creare legami nel tempo.
Un cordiale saluto.
Il bisogno di “trovare le proprie persone” parla del desiderio di appartenenza, che è centrale nella crescita. A volte, quando abbiamo vissuto esperienze precoci di difficoltà comunicativa o sociale, possiamo diventare molto sensibili al tema del riconoscimento e del sentirci scelti. Questo può portare a osservare il presente con uno sguardo più critico e preoccupato. Il fatto di non aver ancora avuto una relazione alla sua età non definisce il suo valore né predice il futuro. Le relazioni significative spesso nascono quando c’è uno spazio interno di maggiore sicurezza e autenticità. Più che concentrarsi sull’urgenza di “non restare sola”, può essere utile investire nella costruzione di contesti in cui esprimere interessi e parti di sé, attività di gruppo, studio, passioni condivise. È lì che aumentano le possibilità di incontri affini.
Se sente che la paura della solitudine sta diventando ingombrante, uno spazio di supporto psicologico può aiutarla a lavorare sull’autostima e sulle dinamiche relazionali, trasformando l’ansia in una maggiore fiducia nella sua capacità di creare legami nel tempo.
Un cordiale saluto.
Buongiorno,
grazie per la sua condivisione. Mi dispiace molto che si trovi a dover vivere questo disagio ad un'età così delicata e nella quale spesso si fanno anche scelte importanti per il proprio progetto di vita.
Mi chiedo se le difficoltà vissute da bambina non possano aver lasciato anche altro, oltre la voglia di riscatto. Spesso le emozioni vissute da bambini, che magari non hanno trovato la giusta strada per essere espresse in quel momento, rimangono latenti e si ripresentano anche sotto altre forme in momenti della vita diversi. Mi chiedo anche però quali sono le sue risorse, quali sono le cose che le piacciono, che la fanno sentire bene, quali sono i suoi sogni e come si immagina il suo futuro. E' a partire da questo che poi si creano le relazioni veramente importanti, quelle con le quali decidiamo di condividere ciò che per noi è importante. Io credo che abbia bisogno di definire meglio se stessa per poi poter modificare le relazioni attuali oppure incontrare e scegliere persone nuove che la facciano stare bene. Può sicuramente provare a farlo da sola ma, qualora non dovesse riuscire, le consiglio di iniziare un percorso di supporto psicologico che la aiuti meglio a "disegnare" la sua immagine, la sua rete di relazioni e il suo futuro.
Rimango a disposizione e intanto le auguro un grande in bocca al lupo.
Dott.ssa Arianna Aschelter
grazie per la sua condivisione. Mi dispiace molto che si trovi a dover vivere questo disagio ad un'età così delicata e nella quale spesso si fanno anche scelte importanti per il proprio progetto di vita.
Mi chiedo se le difficoltà vissute da bambina non possano aver lasciato anche altro, oltre la voglia di riscatto. Spesso le emozioni vissute da bambini, che magari non hanno trovato la giusta strada per essere espresse in quel momento, rimangono latenti e si ripresentano anche sotto altre forme in momenti della vita diversi. Mi chiedo anche però quali sono le sue risorse, quali sono le cose che le piacciono, che la fanno sentire bene, quali sono i suoi sogni e come si immagina il suo futuro. E' a partire da questo che poi si creano le relazioni veramente importanti, quelle con le quali decidiamo di condividere ciò che per noi è importante. Io credo che abbia bisogno di definire meglio se stessa per poi poter modificare le relazioni attuali oppure incontrare e scegliere persone nuove che la facciano stare bene. Può sicuramente provare a farlo da sola ma, qualora non dovesse riuscire, le consiglio di iniziare un percorso di supporto psicologico che la aiuti meglio a "disegnare" la sua immagine, la sua rete di relazioni e il suo futuro.
Rimango a disposizione e intanto le auguro un grande in bocca al lupo.
Dott.ssa Arianna Aschelter
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