colesterolo totale 285 ldl 195 hdl 67 trigli 110 non fumo piscina mangio poco pressione bassa il mio
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colesterolo totale 285 ldl 195 hdl 67 trigli 110 non fumo piscina mangio poco pressione bassa il mio è genetico e forse anche da stress un dottori qui mi ha detto che sono ad alto rischio cardiologico c'e' qualcuno che conferma questa diagnosi moto drammatica prendo Ezateross da mesi e sono a 90 ldl e 180 totale. Mi ha scritto che devo arrivare a 70 dld aumentando la dose di Ezetaresos che ora è 10 /10. ho fatto anche doppler collo gambe tutto perfetto Vi riporto la risposta del dottore
Gentile paziente, in virtù dei suoi valori basali di C-LDL > 190, sicuramente era possibile già sospettare una forma di ipercolesterolemia familiare eterozigote (la più comune), confermata dal fatto che suo padre ha avuto gli stessi valori ed eventi avversi, purtroppo. Nonostante un suo corretto stile di vita, è predisposto a "formare" più colesterolo LDL, per cui la terapia nel suo caso rimane imprescindibile, essendo lei considerato ad alto rischio cardiovascolare, con il suo target di colesterolo LDL che deve essere < 70 mg/dL. Il mio consiglio è quindi quello di proseguire con la terapia già in atto con ezateros aumentandone il dosaggio (non ha specificato quale sta assumendo) pur mantenendo il suo stile di vita che rimane ottimo
Gentile paziente, in virtù dei suoi valori basali di C-LDL > 190, sicuramente era possibile già sospettare una forma di ipercolesterolemia familiare eterozigote (la più comune), confermata dal fatto che suo padre ha avuto gli stessi valori ed eventi avversi, purtroppo. Nonostante un suo corretto stile di vita, è predisposto a "formare" più colesterolo LDL, per cui la terapia nel suo caso rimane imprescindibile, essendo lei considerato ad alto rischio cardiovascolare, con il suo target di colesterolo LDL che deve essere < 70 mg/dL. Il mio consiglio è quindi quello di proseguire con la terapia già in atto con ezateros aumentandone il dosaggio (non ha specificato quale sta assumendo) pur mantenendo il suo stile di vita che rimane ottimo
La diagnosi indica una predisposizione genetica da gestire, ma i suoi ottimi risultati e il doppler perfetto dimostrano che è sulla strada giusta per azzerare i rischi. Per supportare il farmaco senza fare rinunce drastiche, le consiglio di prenotare una consulenza nutrizionale mirata con me: personalizzeremo la dieta inserendo i giusti grassi buoni e fibre, ottimizzando l'alimentazione in base alla piscina e alla gestione dello stress.
Qual è la sua più grande difficoltà attuale nella gestione dei pasti quotidiani?
Dr. Fabio Leoni
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Gentile utente, dai dati che riporta emerge un quadro compatibile con una probabile ipercolesterolemia familiare, soprattutto considerando il valore iniziale di LDL pari a 195 mg/dl e la presenza di familiarità per colesterolo elevato ed eventi cardiovascolari.
In questi casi, il colesterolo alto non dipende principalmente dall’alimentazione o dallo stress, ma da una predisposizione genetica che porta l’organismo a produrre o eliminare meno efficacemente il colesterolo LDL.
È importante sottolineare che il fatto di:
* non fumare
* praticare attività fisica regolarmente
* avere pressione nella norma
* seguire uno stile di vita sano
rappresenta sicuramente un fattore protettivo molto importante.
Tuttavia, nei soggetti con ipercolesterolemia familiare il rischio cardiovascolare viene valutato soprattutto in base ai valori lipidici e alla storia familiare, motivo per cui il collega ha probabilmente definito il suo quadro come "ad alto rischio cardiovascolare".
### Aspetto positivo
La terapia che sta assumendo ha già prodotto un risultato significativo:
* LDL da 195 a circa 90 mg/dl
* Colesterolo totale da 285 a circa 180 mg/dl
Si tratta di una riduzione molto importante, che dimostra un'ottima risposta al trattamento.
### Sul target di LDL
Le più recenti linee guida suggeriscono spesso obiettivi più stringenti nei soggetti con sospetta ipercolesterolemia familiare e familiarità cardiovascolare, motivo per cui il target di LDL inferiore a 70 mg/dl può essere considerato appropriato in alcuni casi.
Naturalmente la decisione sull'intensificazione della terapia deve essere presa dal medico che conosce nel dettaglio la sua storia clinica.
### Un messaggio rassicurante
Il fatto che gli esami vascolari (Doppler dei tronchi sovra-aortici e degli arti) siano risultati nella norma è certamente un elemento rassicurante, ma non esclude la necessità di continuare a controllare il colesterolo nel lungo periodo.
In sintesi, sulla base dei dati riportati, la necessità della terapia appare giustificata e il risultato ottenuto finora è già molto buono. Continuare a seguire uno stile di vita corretto associato alle indicazioni del cardiologo rappresenta la strategia più efficace per ridurre il rischio cardiovascolare futuro.
Resto a disposizione per una consulenza nutrizionale personalizzata.
In questi casi, il colesterolo alto non dipende principalmente dall’alimentazione o dallo stress, ma da una predisposizione genetica che porta l’organismo a produrre o eliminare meno efficacemente il colesterolo LDL.
È importante sottolineare che il fatto di:
* non fumare
* praticare attività fisica regolarmente
* avere pressione nella norma
* seguire uno stile di vita sano
rappresenta sicuramente un fattore protettivo molto importante.
Tuttavia, nei soggetti con ipercolesterolemia familiare il rischio cardiovascolare viene valutato soprattutto in base ai valori lipidici e alla storia familiare, motivo per cui il collega ha probabilmente definito il suo quadro come "ad alto rischio cardiovascolare".
### Aspetto positivo
La terapia che sta assumendo ha già prodotto un risultato significativo:
* LDL da 195 a circa 90 mg/dl
* Colesterolo totale da 285 a circa 180 mg/dl
Si tratta di una riduzione molto importante, che dimostra un'ottima risposta al trattamento.
### Sul target di LDL
Le più recenti linee guida suggeriscono spesso obiettivi più stringenti nei soggetti con sospetta ipercolesterolemia familiare e familiarità cardiovascolare, motivo per cui il target di LDL inferiore a 70 mg/dl può essere considerato appropriato in alcuni casi.
Naturalmente la decisione sull'intensificazione della terapia deve essere presa dal medico che conosce nel dettaglio la sua storia clinica.
### Un messaggio rassicurante
Il fatto che gli esami vascolari (Doppler dei tronchi sovra-aortici e degli arti) siano risultati nella norma è certamente un elemento rassicurante, ma non esclude la necessità di continuare a controllare il colesterolo nel lungo periodo.
In sintesi, sulla base dei dati riportati, la necessità della terapia appare giustificata e il risultato ottenuto finora è già molto buono. Continuare a seguire uno stile di vita corretto associato alle indicazioni del cardiologo rappresenta la strategia più efficace per ridurre il rischio cardiovascolare futuro.
Resto a disposizione per una consulenza nutrizionale personalizzata.
è comprensibile che definizioni come "alto rischio cardiovascolare" possano spaventare, ma cerchiamo di fare chiarezza per tradurre il linguaggio clinico in una realtà molto più rassicurante e gestibile.Il termine "alto rischio" non significa che lei sia malato oggi o che sia in pericolo imminente. Significa che il suo fegato, per motivi genetici ed ereditari (come conferma la storia di suo padre), produce più colesterolo LDL del dovuto. Se questo colesterolo alto viene lasciato libero di circolare per decenni, tende ad accumularsi nelle arterie.Il fatto che il suo Ecocolordoppler al collo e alle gambe sia "tutto perfetto" è una notizia splendida: significa che le sue arterie al momento sono sane e pulite e che il colesterolo non ha ancora creato danni. La terapia serve proprio a fare in modo che rimangano così anche nei prossimi 20 o 30 anni. È una protezione per il suo futuro. Continui così: La piscina, il peso forma e il mangiare sano sono fondamentali per mantenere alti i livelli di HDL (il colesterolo "buono", che lei ha a un ottimo valore di 67) e bassi i trigliceridi (110). Lo stile di vita non cura la genetica, ma protegge il resto del sistema cardiovascolare.
Buongiorno,
dai dati che riporta emerge effettivamente un valore iniziale di colesterolo LDL pari a 195 mg/dL, che merita particolare attenzione, soprattutto in presenza di una possibile familiarità per ipercolesterolemia e per eventi cardiovascolari.
La riduzione ottenuta con la terapia (LDL da 195 a circa 90 mg/dL) rappresenta comunque un risultato molto importante e dimostra una buona risposta al trattamento.
Per quanto riguarda la definizione del rischio cardiovascolare e il target terapeutico da raggiungere, questi aspetti dipendono da molte variabili: storia familiare, età, presenza di altre patologie, eventuali segni di aterosclerosi, fattori di rischio associati e valutazione specialistica complessiva.
Gli esami strumentali che riferisce (ecodoppler nella norma) sono certamente rassicuranti, ma non sono da soli sufficienti per definire il rischio cardiovascolare globale.
Non è possibile confermare o smentire una diagnosi di "alto rischio cardiovascolare" attraverso questo canale senza una valutazione clinica completa. Le consiglio pertanto di confrontarsi con il cardiologo o il lipidologo che la segue, portando con sé tutta la documentazione clinica e familiare.
In ogni caso, la significativa riduzione del colesterolo LDL ottenuta finora rappresenta un dato positivo e incoraggiante.
Cordiali saluti.
Dott. Antonio Milano
Dottore in Scienze Motorie e Scienze della Nutrizione
dai dati che riporta emerge effettivamente un valore iniziale di colesterolo LDL pari a 195 mg/dL, che merita particolare attenzione, soprattutto in presenza di una possibile familiarità per ipercolesterolemia e per eventi cardiovascolari.
La riduzione ottenuta con la terapia (LDL da 195 a circa 90 mg/dL) rappresenta comunque un risultato molto importante e dimostra una buona risposta al trattamento.
Per quanto riguarda la definizione del rischio cardiovascolare e il target terapeutico da raggiungere, questi aspetti dipendono da molte variabili: storia familiare, età, presenza di altre patologie, eventuali segni di aterosclerosi, fattori di rischio associati e valutazione specialistica complessiva.
Gli esami strumentali che riferisce (ecodoppler nella norma) sono certamente rassicuranti, ma non sono da soli sufficienti per definire il rischio cardiovascolare globale.
Non è possibile confermare o smentire una diagnosi di "alto rischio cardiovascolare" attraverso questo canale senza una valutazione clinica completa. Le consiglio pertanto di confrontarsi con il cardiologo o il lipidologo che la segue, portando con sé tutta la documentazione clinica e familiare.
In ogni caso, la significativa riduzione del colesterolo LDL ottenuta finora rappresenta un dato positivo e incoraggiante.
Cordiali saluti.
Dott. Antonio Milano
Dottore in Scienze Motorie e Scienze della Nutrizione
Buonasera,
Da quello che riporta, la definizione di “alto rischio” non è sbagliata perché un valore iniziale di LDL pari a 195 mg/dL fa effettivamente sospettare una forma di ipercolesterolemia severa, e livelli di LDL superiori a 190 mg/dL nell’adulto sono considerati compatibili con il sospetto di ipercolesterolemia familiare, soprattutto se c’è familiarità per valori elevati ed eventi cardiovascolari.
Il fatto che oggi con terapia sia sceso a LDL 90 mg/dL e colesterolo totale 180 mg/dL è certamente un miglioramento importante, ma nei soggetti considerati ad alto rischio le linee guida indicano come obiettivo una riduzione di almeno il 50% rispetto al basale e un LDL inferiore a 70 mg/dL.
Il Doppler dei vasi del collo e delle gambe normale è una buona notizia, ma non basta da solo a escludere il rischio cardiovascolare globale, che viene valutato soprattutto sulla base della storia clinica, dei valori lipidici di partenza e della familiarità. In altre parole, avere esami strumentali rassicuranti oggi non significa che il colesterolo elevato di base sia “innocuo”, soprattutto se c’è una possibile componente genetica. Quindi sì, in linea generale la terapia ha senso anche se lei mangia bene, non fuma e fa attività fisica, proprio perché nelle forme familiari lo stile di vita da solo spesso non è sufficiente.
Sulla terapia, ezetimibe 10 mg da solo riduce in media l’LDL di circa il 15-22%, mentre in associazione con una statina può ridurlo ulteriormente di circa il 21-27%, ed è proprio per questo che viene usato quando il target non è ancora raggiunto. Se lei è già a 90 mg/dL, la richiesta di intensificare il trattamento per avvicinarsi a 70 mg/dL è coerente con quanto riportato nelle raccomandazioni per i pazienti ad alto rischio o con sospetta ipercolesterolemia familiare. Più che “drammatica”, quindi, la definirei una valutazione prudente e strutturata, da confermare eventualmente con uno specialista lipidologo o cardiologo che possa inquadrare bene il suo profilo complessivo e l’eventuale diagnosi di ipercolesterolemia familiare con score dedicati o approfondimenti specifici.
Dal punto di vista nutrizionale, il suo stile di vita resta comunque molto importante, ma in questi casi deve accompagnare la terapia e non sostituirla. Una consulenza nutrizionale personalizzata può essere utile per ottimizzare ulteriormente l’alimentazione, ma soprattutto per integrare al meglio dieta, attività fisica e aderenza terapeutica in un quadro che, da come lo descrive, merita effettivamente un monitoraggio serio e non superficiale.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Da quello che riporta, la definizione di “alto rischio” non è sbagliata perché un valore iniziale di LDL pari a 195 mg/dL fa effettivamente sospettare una forma di ipercolesterolemia severa, e livelli di LDL superiori a 190 mg/dL nell’adulto sono considerati compatibili con il sospetto di ipercolesterolemia familiare, soprattutto se c’è familiarità per valori elevati ed eventi cardiovascolari.
Il fatto che oggi con terapia sia sceso a LDL 90 mg/dL e colesterolo totale 180 mg/dL è certamente un miglioramento importante, ma nei soggetti considerati ad alto rischio le linee guida indicano come obiettivo una riduzione di almeno il 50% rispetto al basale e un LDL inferiore a 70 mg/dL.
Il Doppler dei vasi del collo e delle gambe normale è una buona notizia, ma non basta da solo a escludere il rischio cardiovascolare globale, che viene valutato soprattutto sulla base della storia clinica, dei valori lipidici di partenza e della familiarità. In altre parole, avere esami strumentali rassicuranti oggi non significa che il colesterolo elevato di base sia “innocuo”, soprattutto se c’è una possibile componente genetica. Quindi sì, in linea generale la terapia ha senso anche se lei mangia bene, non fuma e fa attività fisica, proprio perché nelle forme familiari lo stile di vita da solo spesso non è sufficiente.
Sulla terapia, ezetimibe 10 mg da solo riduce in media l’LDL di circa il 15-22%, mentre in associazione con una statina può ridurlo ulteriormente di circa il 21-27%, ed è proprio per questo che viene usato quando il target non è ancora raggiunto. Se lei è già a 90 mg/dL, la richiesta di intensificare il trattamento per avvicinarsi a 70 mg/dL è coerente con quanto riportato nelle raccomandazioni per i pazienti ad alto rischio o con sospetta ipercolesterolemia familiare. Più che “drammatica”, quindi, la definirei una valutazione prudente e strutturata, da confermare eventualmente con uno specialista lipidologo o cardiologo che possa inquadrare bene il suo profilo complessivo e l’eventuale diagnosi di ipercolesterolemia familiare con score dedicati o approfondimenti specifici.
Dal punto di vista nutrizionale, il suo stile di vita resta comunque molto importante, ma in questi casi deve accompagnare la terapia e non sostituirla. Una consulenza nutrizionale personalizzata può essere utile per ottimizzare ulteriormente l’alimentazione, ma soprattutto per integrare al meglio dieta, attività fisica e aderenza terapeutica in un quadro che, da come lo descrive, merita effettivamente un monitoraggio serio e non superficiale.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Le linee guida che riguardano i livelli di colesterolo e il rischio cardiovascolare sono attualmente in discussione e revisione. I test di laboratorio indicano "valori desiderabili" non valori assoluti da rispettare. Occorre valutare tutti gli altri fattori di rischio, come hai già fatto. Si può fare un profilo lipidico tipo Lipoprint, per vedere se sei un fenotipo A (non a rischio cardiovascolare anche con LDL alto) o fenotipo B (a rischio). Esiste anche un test genetico di laboratorio per confermare la provenienza genetica. Però le informazioni che dai qui non sono complete, non posso darti un consiglio personale, solo informazioni generali.
Buongiorno,
dai valori che riporta (LDL iniziale di 195 mg/dL) e dalla familiarità, è effettivamente plausibile il sospetto di Ipercolesterolemia familiare.
Il fatto che con Ezateros sia passato a LDL 90 mg/dL rappresenta già un ottimo risultato. Tuttavia, nelle persone con ipercolesterolemia familiare il target può essere inferiore (<70 mg/dL), soprattutto se il cardiologo valuta un rischio cardiovascolare elevato.
L'ecocolordoppler nella norma è certamente una buona notizia, ma non modifica la necessità di controllare il colesterolo nel lungo periodo.
Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
dai valori che riporta (LDL iniziale di 195 mg/dL) e dalla familiarità, è effettivamente plausibile il sospetto di Ipercolesterolemia familiare.
Il fatto che con Ezateros sia passato a LDL 90 mg/dL rappresenta già un ottimo risultato. Tuttavia, nelle persone con ipercolesterolemia familiare il target può essere inferiore (<70 mg/dL), soprattutto se il cardiologo valuta un rischio cardiovascolare elevato.
L'ecocolordoppler nella norma è certamente una buona notizia, ma non modifica la necessità di controllare il colesterolo nel lungo periodo.
Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
capisco i suoi dubbi e le incertezze che una situazione come la sua può generare. Argomenti di questo tipo purtroppo non si prestano a risposte efficaci e sicure tramite messaggi, perché richiedono una valutazione attenta e personalizzata.Le consiglio vivamente di confrontarsi prima di tutto con i suoi specialisti, in modo da avere un quadro clinico chiaro e definito.Una volta che il percorso terapeutico sarà stato inquadrato dal medico, un nutrizionista può aiutare a costruire un’alimentazione che si integri in modo coerente con la terapia. In un primo incontro si valuta innanzitutto come sono strutturate le sue abitudini attuali, quali sono i punti di forza e le eventuali aree da migliorare, tenendo conto del suo stile di vita, del livello di attività fisica e di come l’alimentazione possa supportare il benessere metabolico senza creare restrizioni inutili o sacrifici difficili da mantenere.Ci si può aspettare un approccio personalizzato, basato sulle sue esigenze reali e orientato a rendere i cambiamenti sostenibili nel tempo, in modo che l’alimentazione diventi un elemento di supporto stabile piuttosto che un ulteriore carico.Cordiali saluti.
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