Buongiorno, Sono una ragazza di 25 anni e vi scrivo per sfogarmi un po' perchè ultimamente sto vi

24 risposte
Buongiorno,

Sono una ragazza di 25 anni e vi scrivo per sfogarmi un po' perchè ultimamente sto vivendo da un bel po' di tempo una situazione pesante e difficile da cui mi è difficile staccarmi. Purtroppo la mia situazione familiare non è il massimo, perchè mia madre si lamenta spesso di tutto, soprattutto di me e di mio padre, e trova sempre un pretesto per dare la colpa agli altri.
Ammetto che non sono così collaborativa ad aiutare nelle faccende domestiche in casa, in quanto vengo spesso offesa e sminuita da mia madre, al quale ci ho fatto l'abitudine, anche se quando ricevo questo trattamento mi sento arrabbiata e quando non lo sono mi sento stanca di vedere lo stesso film in casa ogni giorno, in cui mia madre continua a lamentarsi e ad offendere in continuazione, mio padre invece sta per i fatti suoi e non gli interessa della situazione e non agisce.
Mia madre dopo aver perso il lavoro, ha voluto che l'aiutassi ad inviare i curriculum, il problema è che aiutandola lei pretende che sono io ad inviarle i curriculum in quanto non lo sa fare, anche se le insegnassi purtroppo non mi ascolterebbe.
Il lavoro precedente è riuscito a trovarlo grazie al mio aiuto, in quanto ci ho messo impegno nel fare un bel curriculum e una lettera di presentazione adatta e ho cercato di darle dei consigli su come affrontare un colloquio. Il problema è adesso, perchè mi sono stancata di stare dietro ad una persona che non si rende autonoma nella ricerca del lavoro e soprattutto ho perso la voglia di fare le cose non solo per lei ma anche per me stessa.
Anch'io attualmente sono alla ricerca del lavoro, le mie esperienze lavorative sono sempre state in negozio, anche se mi sto rendendo conto che non mi sento adatta a lavorare come commessa, e soprattutto sono stufa dei contratti a breve termine, purtroppo mi è passata la voglia anche di cercare, ma devo farlo lo stesso.
Al momento oltre a dover pensare di trovare un lavoro, mi sto occupando di un altro progetto, in cui sto collaborando con una scrittrice per realizzare delle illustrazioni, questa collaborazione è stata possibile perchè mia madre tramite una sua amica si è messa in contatto con un editore, e da lì è iniziato questo progetto.
Sicuramente è un progetto che mi piace in quanto per me il disegno è sempre stata una passione sin da bambina, anche se questo progetto mi sta creando delle insicurezze, infatti spesso procrastino i disegni da fare in quanto ci sono alcune favole che non mi ispirano e di conseguenza non saprei come disegnarle, e poi soprattutto pretendo molto da me stessa riguardo la realizzazione dei disegni, nonostante sia autodidatta faccio fatica a disegnare gli animali che non disegno spesso, e quindi mi crea un po' di frustrazione quando devo cercare su internet l'anatomia degli animali, perchè oltre a richiedere molta pazienza e concentrazione che purtroppo non nè riservo molta, non vorrei che le persone pensassero che non sono brava a disegnare guardando le mie illustrazioni.
Ho anche pensato di poter disegnare fuori da casa mia, pensando che magari cambiando ambiente riesco a concentrarmi meglio, però non trovo la voglia di uscire, perchè mi sento strana e diversa se volessi provare ad uscire da sola, guardando le altre persone che hanno più vita sociale di me.
Sono una persona tendenzialmente solitaria, ma a volte mi piacerebbe avere qualche svago come i miei coetanei, ma non avendo moltissimi amici, ma solo tante conoscenze mi sentirei un po' a disagio andare in un posto da sola per conoscere nuove persone, mi sentirei una "sfigata".
Lo so che me ne dovrei fregare del giudizio degli altri, ma non riesco a trovare il senso di uscire da sola, anche perchè penso che non riuscirei a fare conoscenze occasionali che ti cambiano la vita, in quanto faccio molta fatica a legarmi con una persona e prima che riesca a confidarmi c'è ne vuole, ma questo succede con pochissime persone.
Ultimamente sto anche uscendo con un ragazzo e ci stiamo frequentando, le uscite stanno andando bene e provo un po’ di attrazione nei suoi confronti, e tra l’altro avendolo conosciuto in un’app di incontri, pochi giorni fa ho visto la foto di un altro ragazzo che mi ha incuriosito non solo per il viso ma anche per come si è presentato nella sua descrizione. Però anche se ho voglia di scrivergli per curiosità, mi sembra disonesto scrivere ad un’altra persona, in quanto mi sto frequentando con un’altra persona.
In tutto ciò a volte mi riaffiora il ricordo del mio ex, paragonandolo alle esperienze attuali, perché con lui avevo molta sintonia mentale che purtroppo nei rapporti sentimentali è davvero bella quando succede, ma purtroppo è rara da trovare in quanto è difficile avere di fronte a te una persona che sta dicendo una cosa che in quel momento stavi pensando.
So di essere una persona molto problematica e complicata, infatti nonostante le difficoltà che ho, provo a darmi qualche possibilità di migliorare degli aspetti della mia vita che non mi piacciono, ma il mio pessimismo fa crollare questa minima speranza facendomi rimandare anche l'aiuto di uno psicologo pensando che possa farcela da sola, anche se non è così.
Mi dispiace se in questo sfogo sono stata molto prolissa, avevo bisogno di scrivere ciò che pensavo e sentivo, spero di ricevere un vostro parere e qualche spunto di riflessione, e soprattutto vi ringrazio se siete riusciti a leggere tutto questo.
Dott.ssa Dafne Devetta
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
San Canzian d'Isonzo
Gentile utente,
dal suo racconto sembra esserci molta carne al fuoco, immagino che possa essere un periodo particolarmente difficile e quanto possa essere faticoso per lei. Il mio consiglio è quello di intraprendere una psicoterapia individuale, in modo da poter approfondire temi quali il rapporto con sua madre e come mai teme così tanto il giudizio altrui. Se ha bisogno, può contattarmi.
Dott.ssa Dafne Devetta

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Dott.ssa Lucrezia Lovisato
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Cara utente, nel suo sfogo ha espresso molte situazioni che al momento le stanno generando sofferenza. Uno spazio terapeutico può aiutarla a conoscere meglio se stessa e aiutarla ad intraprendere un processo di cambiamento personale.
Dott.ssa Lovisato
Dott.ssa Maria Grazia Antinori
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Scrivere a degli sconosciuti è un pò scrivere a se stessi, aiuta a mettere in ordine i pensieri, a capire meglio sè stessi e gli altri.
Naturalmente quello che scriviamo è la nostra interpretazione di quello che ci accade, i personaggi che descriviamo sono come noi li percepiamo.
Magari sua madre o altri descriverebbero la sua storia da un altro punto di vista diverso dal suo.
L'importante è ricordarsi di questo aspetto, aver scritto non corrisponde alla verità assoluta ma è la nostra personale rappresentazione della nostra storia.
Dottoressa Maria Grazia Antinori, Roma
Dott.ssa Samanta Mattana
Psicologo, Psicologo clinico
Bolzano
Buongiorno, dal suo racconto emergono chiaramente sia le sue difficoltà sia la sua sofferenza. Mi dispiace per questa situazione in cui sembra che molte cose non vadano per il verso giusto, ma questo non vuol dire che non ci sia speranza. A volte semplicemente ci abituiamo alla sofferenza, aspettando che in qualche modo la situazione si risolva da sola, cosa che spesso e volentieri purtroppo poi non accade. Non penso che lei sia una persona complicata, quanto piuttosto una persona che si trova in una situazione difficile e che fatica a trovare il modo di uscirne. Mi rendo anche conto che il pessimismo di cui parla le renda più complicato provare a chiedere aiuto, ma già condividere il suo vissuto è sicuramente un primo passo in avanti e la ringrazio per questo. Andare quindi a comprendere attraverso un percorso psicologico quali sono i fattori che effettivamente determinano questa sua sofferenza potrebbe aiutarla a dare un significato a questo suo malessere. Inoltre, insieme, potremmo trovare delle soluzioni efficaci per migliorare gli aspetti della sua vita che in questo momento non la fanno stare bene.
Rimango a disposizione se lo desidera, anche online.
Cordialmente, Dott.ssa Samanta Mattana
Dott.ssa Carlotta Perucca
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera! Lei si è definita come "complicata" ma quello che ho percepito maggiormente è il bisogno di raccontarsi, e anche forse la volontà di farlo. Ci sono tante situazioni da cui lei potrebbe partire per rimettersi in discussione e vista l'età, potrebbe anche esser un momento propizio. Ci pensi e senta un po' come avrebbe voglia di far areare tutte queste emozioni. Rimango a disposizione, anche online, per un tentativo, Buona serata! Dott.ssa Carlotta Perucca
Dott.ssa Martina Panerai
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Roma
Carissima, il suo è un flusso di coscienza denso di numerosi elementi tutti preziosissimi. Leggerlo è stato un po’ come osservare un fiume scorrere con tanta forza verso valle, alla ricerca di uno sfogo verso il mare aperto dove lei possa finalmente essere se stessa senza avvertire il peso delle responsabilità famigliari che eccedono rispetto a quelle che sente di poter ragionevolmente sostenere. Dalle sue parole si evince che lei è una creativa ed ha un’anima sensibile che, forse a causa delle difficoltà che sta vivendo, si trova a reprimere nella sua potenza. Ha mai pensato di farsi supportare e a fare un po’ di ordine fra tutti questi pensieri? Con tutte queste risorse e virtù, uno spazio di ascolto sarebbe per lei catartico. Restando a disposizione, la saluto cordialmente MP
Dott.ssa Sara Lezzi
Psicologo, Psicologo clinico
Pescara
Gentilissima, da ciò che scrive emerge quanto sia complesso il periodo che sta attraversando. Il fatto che lei abbia deciso di scrivere qui potrebbe significare che stia cercando di mettere ordine tra i vari pensieri e progetti.
Le consiglierei di valutare la possibilità di svolgere alcuni incontri psicologici per dare ascolto a pensieri e vissuti, in questo modo riuscirebbe ad elaborarli meglio e fare scelte più consapevoli.
Resto a sua disposizione qualora desideri approfondire alcuni aspetti. Cordiali saluti.
Dott.ssa Laura Cappello
Psicologo, Psicologo clinico
Carmiano
Buongiorno, non si dispiaccia per questo sfogo e per il suo essere prolissa, anzi ha fatto bene a lasciare libere le parole e a prendersi questo spazio. Vi sono diversi punti d'attenzione su cui sarebbe necessario focalizzarsi. Da come racconta, lei è stata una presenza molto importante per sua madre, riuscendo ad orientarla in passato anche professionalmente, la sua grande sensibilità le ha permesso di farsi carico anche di responsabilità famigliari. Oggi però non sembra esserci una comunicazione ottimale e questo la porta a non voler più vedere lo stesso film in casa, è comprensibile. Anche le insicurezze che emergono in merito al disegno, nonostante si parli di una sua grande passione, causano preoccupazione poiché sembra essersi affievolita la fiamma della creatività. In questo flusso, potrebbe essere utile però trovare un punto di partenza e sento di poterle consigliare che la chiave potrebbe essere quella di partire da sé, dalle sue esigenze, dai suoi desideri e progetti. Questo permetterebbe di riuscire a sistemare in modo graduale tutti i tasselli che ad oggi le causano pensieri negativi, dubbi e sofferenza. Le parlo di uno spazio in cui poter "districare i nodi", parlare, ascoltarsi ed essere ascoltare, in cui poter affrontare queste dinamiche personali e relazionali che ad oggi hanno acquisito una certa importanza sul suo stato di benessere. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, Laura Cappello
Gentile utente buonasera.
Aver trovato coraggio e iniziativa per condividere con noi un pezzo così importante della sua vita le fa onore e fa emergere tanti elementi su cui deve acquisire maggiore consapevolezza e trovare l'equilibrio mentale necessario per risolvere i disagi che percepisce.
Ci sono tante parole negative che lei usa per raccontarsi: arrabbiata, stanca, impaziente, insicurezze, pessimismo, non ho voglia, sfigata. Tante emozioni negative che la incatenano a pensieri ripetitivi che, a loro volta, accentuano la sua scarsa fiducia e bassa autostima.
Purtroppo alle negatività si rischia di abituarsi, quasi come se non se ne potesse fare a meno per interpretare la realtà.
La verità, cara utente, è che c'è un mondo di emozioni positive dall'altra parte. Lei ha bisogno di iniziare una dieta di emozioni positive, di scoprire il benessere interiore dietro le meraviglie del mondo e della vita, riscoprire lati di sé stessa e valorizzarli, inseguire sogni e aspirazioni, prendersi la sua felicità.
Perché, vede, le cose non tornano. Ogni giorno, per non dire ogni momento, è quello giusto per essere vissuto al massimo delle proprie potenzialità, facendo il pieno di benessere e di emozioni positive. Perché oggi non tornerà.

Il mio consiglio è di prendere in considerazione il supporto psicologico come strumento per una crescita personale, una migliore gestione emotiva, e un'educazione al benessere interiore.
Raggiungendo la consapevolezza di ciò che le accade, lavorando sui suoi punti di forza caratteriali e attitudinali, ogni problema della sua vita diventerà una sfida da affrontare e da vincere. Imparerà a comunicare nel modo corretto in ambito familiare, in ambito sociale e sentimentale. Acquisirà competenze nel focalizzare l'attenzione laddove è necessario, rendendo il suo lavoro efficiente e soddisfacente.

Se vuole, può contattarmi per una consulenza online, in modo da poterle spiegare nel dettaglio in cosa consiste un intervento psicologico e quali possono essere i suoi obiettivi. Spero di averla spronata a mettere ordine nella sua coscienza e chiedere aiuto se lo ritiene opportuno.
Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
Dott.ssa Alessia Supino
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Formia
Salve,
spiace molto per la situazione che descrive. le consiglio di affrontare il suo momento difficile con una buona psicoterapia. La Affronti con determinazione, troverà il suo ambiente sicuro in cui raccontarsi ed essere accolta. Non si preoccupi, per qualsiasi cosa resto a disposizione anche online. Saluti
Prof. Antonio Popolizio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, ha espresso tante e tante situazioni che le creano disagio emotivo e psicologico. Comprenderà che è impossibile darle una risposta soddisfacente vista la complessità del suo racconto e della situazione. Le suggerisco vivamente di incontrare uno psicologo per analizzare con attenzione quanto accade, le sue dinamiche familiari e tutto ciò che attualmente non la fa vivere serenamente come merita. Cordiali saluti. Professor Antonio Popolizio
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Lavinia Sestito
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, certo che ti ho letta, fino in fondo. Trovo meraviglioso avere la capacità di creare immagini, con le quali oltretutto potresti allietare la vista e la lettura di un pubblico così importante quali sono i bambini. Pensando a te, credo che dovresti capire cosa vuoi tu, non cosa voglia o serva agli altri, trovare un tuo centro, per poi percorrere una tua strada. Se vuoi parlarne sono qui.
Lavinia
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Dott.ssa Laura Paulucci
Psicologo, Psicologo clinico
Antrodoco
Gentile, grazie per la condivisione innanzitutto. Dal suo racconto sembra si star vivendo una situazione di blocco delle energie psichiche, che rimangono, come in uno stagno, ferme. sicuramente spezzare questo ciclo di negatività potrebbe far rifluire la sua energia e darle la voglia di uscire dall'ambiente familiare, che le causa grandi frustrazioni. Mi rendo conto che spesso pensiamo di potercela fare da soli, ma a volte è necessario l'aiuto di un professionista, che dia un punto di vista altro ed esterno rispetto al nostro e ci aiuti a percorrere la strada in cui siamo rimasti bloccati.
Sono a disposizione qualora volesse approfondire i temi che emergono dal racconto.
Dott.ssa Laura Paulucci
Dott.ssa Elena Sinistrero
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentile utente, la ringrazio per aver raccontato tanto di sé, sicuramente nella sua vita ci sono tante tematiche attive al momento è capire quali siano quelle fondamentali non è fecile. Quello che mi arriva a livello di sensazione dal suo racconto è, appunto, la voglia di raccontarsi e confrontarsi in uno spazio sicuro. Questo potrebbe aiutarla a trovare un ordine o, quantomeno, delle priorità su cui iniziare a lavorare e magari sentirsi più efficace nella vita e nel lavoro.
Spero di esserle stata utile, resto a disposizione per qualsiasi chiarimento e confronto, anche online.
Un caro saluto,
Dott.ssa Elena Sinistrero
Dott.ssa Jessica Regnanti
Psicologo, Psicoterapeuta
Figline Valdarno
Cara utente, mi sembra di capire che lei stia vivendo un momento particolarmente faticoso, soprattutto perché cresciuta con una persona che percepisce come svalutante (la mamma).
Questo molto spesso può portare ad essere insicuri, incerti, ad avere la percezione di non riuscire o di non fare mai abbastanza (mi viene in mente l'ambito lavorativo come illustratrice). Dev'essere molto faticoso vivere cercando di agire in base a ciò che lei pensa che gli altri si aspettano (e lei cosa vorrebbe fare?).
Credo che una terapia personale la possa aiutare a riflettere su alcuni temi caldi.
Un caro saluto,
Dott.ssa Regnanti
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Capisco che stai attraversando un periodo difficile e complesso nella tua vita, e apprezzo che tu abbia condiviso i tuoi pensieri e sentimenti in modo così aperto. È normale affrontare sfide e sentirsi sopraffatti a volte, ma è importante prendersi cura della propria salute mentale e cercare supporto quando necessario.

Ecco alcune riflessioni e suggerimenti basati su ciò che hai condiviso:

Situazione familiare: La tua situazione familiare sembra essere una fonte di stress e conflitto. È comprensibile che tu possa sentirsi frustrata e stanca di questa dinamica. Una comunicazione aperta potrebbe aiutare a discutere i tuoi sentimenti con tua madre e cercare di trovare modi per migliorare la situazione, anche se so che potrebbe essere difficile. Se senti che la situazione è insostenibile, potresti anche considerare la possibilità di cercare il supporto di uno psicologo o uno psicoterapeuta per affrontare il modo in cui la situazione familiare influisce sulla tua salute mentale.
Progetto di collaborazione artistica: È positivo che tu stia lavorando su un progetto che coinvolge la tua passione per l'arte. Tuttavia, è importante ricordare che è normale sentirsi insicuri riguardo al proprio lavoro creativo. La perfezione non è l'obiettivo, ma piuttosto l'espressione di te stessa. Cerca di concentrarti sull'apprezzare il processo creativo e di superare le tue paure e insicurezze. Se desideri migliorare le tue capacità artistiche, potresti considerare di seguire corsi o formazioni specifiche.
Vita sociale e incontri: È normale desiderare una vita sociale più ricca e incontri significativi. Ricorda che non sei obbligata a fare amicizie o a frequentare persone solo per evitare di sentirsi "sfigata". Cerca attività che ti appassionano e che ti permettono di conoscere persone con interessi simili. Se incontri qualcuno che ti interessa, non c'è nulla di disonesto nell'approfondire la conoscenza, anche se stai frequentando qualcun altro. Tieni comunque presente la tua onestà e il rispetto per gli altri.
Sostegno professionale: Considera seriamente di cercare l'aiuto di uno psicologo o uno psicoterapeuta. Parlare con un professionista della salute mentale può aiutarti ad affrontare i tuoi sentimenti di pessimismo, insicurezza e le sfide che stai vivendo nella tua vita. Un terapeuta può fornire un ambiente sicuro e supporto per esplorare e affrontare le tue preoccupazioni in modo più efficace.
Ricorda che è OK chiedere aiuto quando ne hai bisogno e che il processo di miglioramento personale richiede tempo. Non sei da sola in queste sfide, e il supporto è disponibile per aiutarti a superarle.
Dott. Daniele D'Amico
Psicologo, Psicologo clinico
Torre del Greco
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi.
Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico.
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Dott.ssa Giovanna Volpe
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, in questa richiesta di aiuto descrive la situazione come un fiume in piena, e questo dà l'idea di un bisogno di parlare e confrontarsi. Si definisce pessimista, ma ha dalla sua parte il desiderio di fare qualcosa per migliorare la situazione, per cui potrebbe esserle di aiuto rivolgersi ad un professionista, per non affrontare tutto questo da sola. Ha bisogno di trovare quella fiducia in se stessa che tende a diminuire nel confronto continuo con una madre molto richiedente e svalutante.
Resto a disposizione.
Dott.ssa Giovanna Volpe
Dott.ssa Camilla Tommasini
Psicologo, Psicologo clinico
Siena
Gentilissima,
è stata molto brava a descrivere tutta la situazione, tra l'altro la scrittura/l'arte è una tecnica importante quando ci si sente frustrati, tristi o a disagio proprio per permettere di esprimere le emozioni. Continua a scrivere se ti aiuta a sfogarti e sentirti meglio. Per quanto riguarda la tua situazione, sicuramente non deve essere facile sentirsi spesso sminuita o in dubbio. L'occasione però che hai tra le mani, mi riferisco al progetto di illustrazioni, è molto bella e molto importante ed è essenziale che te possa viverla nella tranquillità e serenità. Questi dubbi, indecisioni, incertezze rispetto alle tue capacità possono essere affrontate in sessione con uno psicologo e/o psicoterapeuta che può aiutarti non solo a comprendere da dove derivino, ma anche a comprendere come affrontarle e gestirle, se non addirittura abbassare la loro presenza o addirittura farle scomparire del tutto. E' importante che tu possa credere in te stessa per poter poi gestire le diverse situazioni di vita e anche le possibili difficoltà che si possono presentare. Far appello ad uno specialista non è mai segno di debolezza ma, anzi, una forza nel riconoscere le proprie difficoltà e la propria volontà nel mettersi in gioco per poter cambiare la situazione. Se, inoltre, ti rendi conto che fai difficoltà a cambiare qualcosa della tua vita (che sia anche solo il pensiero pessimista che a volte si intromette), a maggior ragione, l'aiuto di uno psicologo è importante perché ti permette di spingerti verso il cambiamento. In quanto professionisti non siamo qui per dire cosa fare, ma per aiutare te a capire cosa vuoi fare e cambiare e per essere una presenza presente nel momento del bisogno: aiutando a rinquadrare il problema se c'è, a riesaminarlo, a comprenderlo e a proporre soluzioni che siano meglio per te in un lavoro di squadra. E' ovvio che il lavoro che si fa insieme parte da un aspetto/elemento, ma spesso si ripercuote su molti altri della vita, compreso le relazioni. Spero di averti dato un po' più di chiarezza, per qualsiasi cosa non esitare a contattarmi. Dott.ssa Tommasini
Dott.ssa Ilenia Colasuonno
Psicologo, Psicologo clinico
Cerveteri
Ciao! Ti ringrazio per esserti aperta e per aver condiviso così tanto della tua situazione. Mi sembra che tu stia affrontando un periodo davvero complesso, con tante cose che ti pesano sulla testa. Senti una serie di pressioni: dalla situazione familiare, alle incertezze lavorative, alle aspettative che ti imponi riguardo alla tua passione per il disegno. E poi ci sono le relazioni, quelle che vanno e quelle che ti fanno riflettere su esperienze passate.

Partiamo dal fatto che non sei sola nelle tue emozioni, anche se a volte sembra che ci sia un po' di solitudine. L’essere "problematici" non è affatto un difetto; anzi, avere consapevolezza di sé, di come ci si sente e di cosa non funziona, è il primo passo per il cambiamento. Il fatto che tu stia cercando di capire cosa non va, e anche di fare un passo avanti con la psicoterapia, è già un segno di grande coraggio.

Per quanto riguarda la tua situazione familiare, capisco come possa essere frustrante sentirsi responsabile del benessere degli altri (come tua madre) mentre ti manca la possibilità di concentrarti anche su te stessa. Il fatto che ti senta sminuita o che tu non riesca a gestire bene la comunicazione con lei è una dinamica che può essere davvero dolorosa. Mi sembra che ci sia un conflitto tra quello che vorresti essere (una persona che si prende cura di sé) e quello che ti viene richiesto (di fare molto per gli altri, senza che tu abbia il supporto che meriti). Il trovare un equilibrio è difficile, ma cercare di staccarti da certi schemi potrebbe essere utile per la tua salute mentale. Non sei responsabile per la felicità degli altri, e potresti considerare di mettere dei limiti più chiari, pur cercando di essere gentile con te stessa.

Riguardo al lavoro e al progetto con le illustrazioni, capisco che tu stia vivendo una combinazione di insicurezza e frustrazione, che può essere davvero paralizzante. È molto comune avere paura di non essere all’altezza quando si lavora in modo creativo, soprattutto quando si ha una visione molto esigente di sé stessi. Ma ricorda che il fatto che tu stia comunque cercando di migliorarti è già un passo importante. Non devi essere perfetta in tutto; il fatto che tu stia cercando di crescere e di imparare è già un successo. E se hai bisogno di tempo per affrontare il progetto, prenditelo. Ogni disegno, ogni progresso, è una vittoria.

Sulla solitudine sociale, posso immaginare quanto ti pesi sentirti "diversa" o come se avessi bisogno di approvazione dagli altri per sentirti a tuo agio. Uscire da soli può essere difficile, ma talvolta cambiare ambiente può essere sorprendentemente liberatorio, senza dover per forza fare nuove amicizie in ogni uscita. Anche solo prendere il tempo per te stessa può aiutarti a ritrovare un po' di equilibrio.

Per quanto riguarda il ragazzo con cui stai uscendo, il fatto che ti senti confusa rispetto a un’altra persona è normale, soprattutto se hai vissuto un rapporto che ti ha lasciato ricordi intensi. Ti consiglio di prenderti il tempo per riflettere su cosa stai cercando in una relazione e su come ti senti in quella attuale. Non c'è nulla di male nel sentirsi curiosi verso qualcun altro, ma è importante essere sinceri con te stessa e con la persona con cui ti stai frequentando, senza forzarti a sentirti in un certo modo.

In generale, quello che vedo è una persona che si sta cercando e sta cercando di fare scelte importanti, nonostante le difficoltà e le insicurezze. La tua voglia di migliorare è una forza che ti aiuterà, ma ricorda che non devi fare tutto da sola. Il supporto psicologico potrebbe davvero aiutarti a fare chiarezza, e non è un segno di debolezza cercarlo. A volte, avere qualcuno con cui parlare e che ti aiuti a fare ordine nei tuoi pensieri è fondamentale.

Sono sicura che, passo dopo passo, riuscirai a trovare un equilibrio tra tutto ciò che stai affrontando. Non è facile, ma sei già sulla strada giusta. Se hai bisogno di continuare a parlare, sono qui. :)
Dott.ssa Ambra Bottari
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Grazie per aver condiviso la tua storia in modo così sincero. Da quello che racconti, stai attraversando un periodo di grande pressione su più fronti: familiare, lavorativo, creativo e personale. È comprensibile sentirsi sopraffatti quando si ha la sensazione di dover gestire tutto da soli.

La situazione con tua madre sembra assorbire molte delle tue energie. Il suo atteggiamento svalutante può aver minato la tua autostima, rendendoti insicura anche in altri ambiti della tua vita. È normale che la tua motivazione ne risenta: quando l’ambiente familiare è pesante, diventa più difficile trovare stimoli per sé stessi.

Anche la tua passione per il disegno, che potrebbe essere una fonte di piacere, sembra essere condizionata da un senso di perfezionismo e insicurezza. Ricorda che ogni percorso creativo ha momenti di difficoltà, e che non devi dimostrare nulla a nessuno: puoi concederti di sbagliare e di imparare.

Sul fronte delle relazioni, è positivo che tu ti stia aprendo a nuove conoscenze. È normale avere dubbi o paragoni con il passato, ma il confronto costante con esperienze precedenti può impedirti di vivere il presente con leggerezza. Quanto alla voglia di scrivere a un’altra persona mentre ti stai frequentando con qualcuno, forse può essere utile chiederti se la tua attuale relazione ti soddisfa davvero o se è solo un modo per sentirti meno sola.

Infine, hai già una grande consapevolezza di te stessa e delle tue difficoltà. Il tuo pessimismo ti frena, ma hai già fatto un passo importante: riconoscere che potresti aver bisogno di aiuto. Parlare con uno psicologo non significa arrendersi, ma darsi la possibilità di costruire una vita più serena. Non devi farcela da sola, e chiedere aiuto è un atto di forza, non di debolezza.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità e profondità quello che sta vivendo. Dalle sue parole emerge chiaramente il peso che porta dentro di sé, legato a dinamiche familiari difficili, a insicurezze personali e al desiderio di trovare uno spazio autentico in cui sentirsi meglio con se stessa. Scrivere in modo così dettagliato non è un difetto, ma un passo importante perché dimostra consapevolezza e il bisogno di dare un ordine ai suoi pensieri. Capisco quanto sia faticoso vivere in un ambiente familiare in cui le lamentele e le critiche sembrano non avere fine. Quando si viene continuamente svalutati, si rischia di interiorizzare l’idea di non valere abbastanza e di perdere motivazione sia nelle piccole cose quotidiane che nei progetti più grandi. È naturale che questo clima abbia un impatto sulla sua voglia di collaborare in casa e anche sulla sua fiducia in se stessa. Non significa però che sia lei a essere “sbagliata”, quanto piuttosto che si trova immersa in un contesto che tende a minare la sua autostima. Riguardo al lavoro e al progetto di illustrazione, si nota come da una parte ci sia la passione e il desiderio di realizzarsi, dall’altra invece emergano insicurezze e la tendenza a essere molto severa con se stessa. È tipico del perfezionismo: la paura di non essere abbastanza brava rischia di bloccarla o di farle rimandare. In un’ottica cognitivo-comportamentale, un passo utile potrebbe essere quello di ridimensionare le aspettative, vedendo ogni disegno non come una prova definitiva del suo valore, ma come un’occasione di apprendimento e di pratica. Anche il fatto che debba documentarsi sugli animali non è un segno di incompetenza, ma parte naturale del processo creativo di chiunque si dedichi a un’arte. Sul piano sociale e affettivo, sento il suo desiderio di uscire dal guscio e allo stesso tempo la paura di sentirsi fuori posto. È comprensibile: se è abituata a vivere più in solitudine, buttarsi in situazioni nuove può sembrare spaventoso. In questi casi può essere utile pensare a piccoli passi, scegliendo attività che le piacciono e che la facciano sentire a suo agio, senza il bisogno immediato di dover socializzare. A volte, frequentando luoghi o contesti in cui ci si sente bene, le conoscenze arrivano in modo più naturale e meno forzato. Anche la sfera sentimentale riflette la sua sensibilità: da una parte la curiosità verso nuove persone, dall’altra il confronto con l’ex e con quella sintonia che ricorda come speciale. È importante riconoscere che ciò che ha vissuto in passato non si replica identico nel presente, ma può diventare una bussola per capire cosa cerca davvero in una relazione. La curiosità verso altre persone non significa automaticamente che sia disonesta, ma piuttosto che sta esplorando i suoi bisogni e le sue emozioni. L’importante è essere chiara prima di tutto con se stessa su cosa desidera e in che direzione vuole andare. Infine, il fatto che lei si definisca “problematico e complicato” è una forma di etichetta molto dura nei suoi confronti. In realtà, quello che descrive è il percorso di una persona che, pur con difficoltà, cerca di comprendersi e di migliorarsi. Questo non è un segno di problematicità, ma di consapevolezza e coraggio. L’idea di rivolgersi a uno psicologo non è una resa, ma un modo per darsi un’opportunità concreta di alleggerire questo peso e di trovare strategie pratiche per affrontare le difficoltà che ora sembrano più grandi di lei. Non deve avere fretta e non deve pensare di dover cambiare tutto subito. Inizi a considerare la possibilità di piccoli passi quotidiani, più gestibili e meno schiaccianti, che possano gradualmente ridarle fiducia in se stessa. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Sara Petroni
Psicologo clinico, Psicologo
Tarquinia
Gentile utente,

dal suo scritto emerge una situazione di forte sovraccarico emotivo, più che di “complicazione personale”. Sta tenendo insieme molte pressioni contemporaneamente: un clima familiare svalutante e poco contenitivo, la difficoltà a costruire autonomia lavorativa, un progetto creativo che dovrebbe nutrirla ma che oggi la espone a insicurezza e autocritica, una vita relazionale desiderata ma vissuta con fatica e senso di inadeguatezza.

Alcuni punti meritano una riflessione distinta.

1. Il contesto familiare
Il funzionamento che descrive – una madre critica, poco responsiva ai limiti e un padre emotivamente assente – crea spesso un effetto preciso: la persona più sensibile diventa quella che “tiene in piedi tutto”, pagando però il prezzo di stanchezza, rabbia e perdita di motivazione. Il fatto che Lei si senta esausta e meno collaborativa non è un difetto morale, ma un segnale di saturazione. Aiutare non può trasformarsi in sostituzione continua dell’altro: quando l’aiuto non genera autonomia, diventa logorante.

2. Il lavoro e la motivazione
La perdita di spinta nella ricerca lavorativa e il rifiuto di esperienze che non La rappresentano più indicano una fase di transizione identitaria, non di fallimento. È frequente, soprattutto dopo esperienze precarie e poco gratificanti, attraversare un momento di “blocco”: non è pigrizia, ma una difesa dalla frustrazione ripetuta. In questi momenti è utile restringere il campo, lavorare per micro-obiettivi realistici, senza pretendere chiarezza totale sul “che cosa farò nella vita”.

3. Il progetto creativo
Il disegno, che per Lei è una risorsa profonda, oggi è diventato anche un luogo di giudizio interno molto severo. Il perfezionismo, la paura di non essere “abbastanza brava” e il confronto implicito con uno sguardo esterno possono paralizzare la creatività. Cercare riferimenti, studiare anatomia, prendersi tempo non sminuisce il talento: è parte del processo artistico. La procrastinazione, in questo senso, è spesso una risposta all’ansia da prestazione, non mancanza di capacità.

4. La solitudine e il confronto sociale
Lei si definisce una persona solitaria, ma non isolata per scelta totale: desidera contatto, ma teme il giudizio e la sensazione di essere “fuori posto”. Questo vissuto è molto comune in persone riflessive e sensibili. Uscire da sole, fare esperienze graduali, non serve a “cambiare vita”, ma a sperimentare che si può stare nel mondo senza dover dimostrare nulla. Il disagio iniziale non significa che stia sbagliando.

5. La dimensione affettiva
È comprensibile il conflitto che prova tra curiosità, lealtà e confronto con il passato. Il ricordo dell’ex spesso riemerge non perché si desideri tornare indietro, ma perché rappresenta un bisogno (la sintonia mentale, il sentirsi visti) che oggi è particolarmente attivo. Non è necessario giudicarsi per questo: è più utile ascoltare cosa sta cercando davvero in una relazione.

6. L’idea di chiedere aiuto
Il fatto che Lei riconosca di non farcela da sola, ma al tempo stesso rimandi il supporto, è un passaggio molto frequente. Chiedere aiuto non è una resa, ma un atto di responsabilità verso se stessi. Un percorso psicologico non serve a “aggiustarla”, ma a darle uno spazio protetto in cui rimettere ordine, distinguere ciò che Le appartiene da ciò che sta portando per altri e recuperare energia vitale.

In sintesi: non appare una persona “problematicamente complicata”, ma una giovane adulta sensibile che sta cercando di emanciparsi in un contesto poco facilitante, senza strumenti sufficienti e con molta autocritica. Il disagio che sente ha un senso e una coerenza.

Se lo desidera, un percorso di sostegno psicologico potrebbe aiutarla proprio in questo momento di passaggio, senza fretta e senza etichette, per ritrovare direzione, confini e fiducia.

La ringrazio per la fiducia e per la profondità con cui si è raccontata.

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