Buongiorno sono una mamma che da un pò non riesce a dormire… mia figlia 11 anni da un pò dice di ved
Buongiorno sono una mamma che da un pò non riesce a dormire… mia figlia 11 anni da un pò dice di vedere ombre umane, mi descrive anche dei dettagli di queste ombre (ad esempio l’età)… dice che poi quando si gira per guardare non le vede più. Noi la stiamo tranquillizzando dicendogli che è normale alla sua età ma lei è scettica e non sò fino a quando crederà che sia tutto normale….Anna è una giovane ragazza sensibile, sicuramente molto ansiosa, ma da qui a vedere delle ombre non sò cosa pensare… Grazie a chiunque possa darci un consiglio.
20 risposte
Buongiorno, riterrei una valutazione Neuropsichiatrica in questo momento sia il passo più utile da fare o - il pediatra che può indirizzarvi. Nel frattempo, con Anna può aiutare non insistere che "è tutto normale" (lei sente potrebbe sentire che non le credete fino in fondo) ma piuttosto dirle qualcosa come: "Ti credo che tu le veda e vorrei capire con te cosa sono per questo andiamo da qualcuno che se ne intende." Le dà validazione senza doverle dare una spiegazione che ad oggi non avete.
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Buon pomeriggio, sono la dottoressa Tropea Federica, capisco la preoccupazione. Eviterei però di dirle semplicemente che “è normale alla sua età”: ciò che Anna percepisce è reale per lei e merita di essere ascoltato senza né confermare né smentire. La percezione di ombre può avere diverse spiegazioni, anche legate a ansia, stanchezza o al momento di passaggio tra veglia e sonno, e non significa necessariamente che ci sia un problema psicologico. Le suggerirei di chiederle con calma quando accade, in quali situazioni e come si sente, senza alimentare la paura. Se il fenomeno dovesse diventare frequente, comparire anche durante il giorno o associarsi ad altri cambiamenti, sarebbe comunque opportuno parlarne con il pediatra ed eventualmente con uno psicologo dell’età evolutiva, così da comprenderlo meglio. Resto a disposizione, buona giornata
Buona sera. Capisco la sua preoccupazione. Eviterei però sia di allarmarsi sia di continuare a dire ad Anna che è “normale”: non possiamo sapere che significato abbiano queste esperienze. A 11 anni raccontare di vedere delle ombre non significa automaticamente essere in presenza di un disturbo grave. È importante però comprendere meglio quando accade, in quali condizioni, quanto dura, se avviene soltanto in particolari momenti della giornata o di stanchezza e, soprattutto, come Anna vive ciò che vede e quanto la spaventa. Eviterei quindi di interrogarla continuamente o di convincerla che ciò che vede “non esiste”. Le direi piuttosto: “Ti credo quando mi dici che questa cosa ti succede e possiamo cercare insieme di capire che cos'è.” Ne parlerei con il pediatra e valuterei un colloquio con uno psicologo dell'età evolutiva, che possa conoscere Anna e la vostra famiglia e capire se siano necessari eventuali ulteriori approfondimenti. Non partirei da un'etichetta diagnostica: partirei dall'ascolto di questa bambina e da ciò che sta cercando di raccontare attraverso questa esperienza. Un caro saluto
Buongiorno signora, da quanto tempo sua figlia le dice di vedere le ombre? Che periodo sta vivendo sua figlia? Ci sono dei cambiamenti o lei nota dei cambiamenti in sua figlia (emotivi, comportamentali, relazionali)? E' importante contestualizzare il momento per capire che significato e messaggio "portano con sè" queste ombre percepite da sua figlia Che cosa la rende ansiosa? Ha provato a parlarne con lei? Saluti,
Buongiorno, capisco la Vostra preoccupazione e, da terapeuta e da mamma, al posto suo penserei ad una valutazione da un neuropsichiatra infantile. Resto a disposizione, un caro saluto, Luisa
Buongiorno signora, comprendo la sua preoccupazione. Il fatto di vedere delle “ombre” non significa necessariamente che ci sia qualcosa di patologico: esperienze percettive di questo tipo possono comparire in momenti di stanchezza, nel passaggio tra sonno e veglia o in periodi di maggiore ansia. Può essere sicuramente utile ascoltare Anna senza negare ciò che racconta né confermarne l'interpretazione: capire quando accade, come si sente e che significato dà a queste esperienze può essere molto utile. Considerata la sua sensibilità e l'ansia che descrive, un colloquio con uno psicoterapeuta dell'età evolutiva potrebbe aiutare a inquadrare meglio la situazione e a dare a sua figlia il giusto supporto, anche perchè, da ciò che dice, è qualcosa che sta influenzando anche il suo benessere personale. Le auguro una buona giornata, dott.ssa Covri Annalisa
Buongiorno, state agendo bene, tuttavia proverei capire se ci sono stati o sono ancora in corso situazioni che preoccupano Anna L'indagine per capire cosa preoccupa Anna la metterei al primo postp
Salve, potrebbero esser alterazione del sonno, proprie delle fasi di addormentamento e risveglio Certamente occorre una valutazione anamnestica e clinica esaustiva Cordiali saluti Dr Antonio Salzano
Dica a sua figlia che quando vede le ombre faccia loro una domanda, una piccola intervista... Un caro saluto
Buongiorno, capisco la sua preoccupazione: quando un figlio racconta esperienze di questo tipo è comprensibile chiedersi cosa stia succedendo e avere difficoltà a capire come comportarsi. Il fatto che sua figlia descriva delle “ombre” non significa necessariamente che ci sia qualcosa di grave. Esperienze visive di questo tipo possono avere diverse spiegazioni e, soprattutto quando compaiono in determinati momenti (ad esempio al buio, prima di addormentarsi o al risveglio), possono essere legate anche a fenomeni percettivi transitori, alla stanchezza, all'ansia o al particolare modo in cui il cervello interpreta ciò che vede. Allo stesso tempo, eviterei sia di dirle semplicemente che “è normale” sia di cercare di convincerla che ciò che vede non esiste. Potrebbe essere più utile accogliere quello che racconta senza confermare l'interpretazione: “Capisco che tu abbia visto qualcosa e che possa averti spaventata. Vediamo insieme quando succede e come ti senti.” Sarebbe utile osservare alcuni aspetti: quando si verificano questi episodi, se accadono soprattutto la sera o durante la notte, quanto durano, se Anna è pienamente sveglia, se accadono anche durante il giorno e in quali situazioni, se sono aumentati recentemente e quanto la spaventano o interferiscono con il sonno e con la vita quotidiana. Dal momento che il fenomeno si sta ripetendo e lei stessa riferisce una componente ansiosa, parlerei comunque con il pediatra, che potrà raccogliere meglio queste informazioni e valutare se sia opportuno un approfondimento. Nel frattempo cercherei soprattutto di non trasmetterle né allarmismo né l'idea che debba dimostrare che quelle ombre siano reali o irreali. L'obiettivo è aiutarla a sentirsi ascoltata e al sicuro. Un caro saluto. Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Gent.ma capisco la preoccupazione, la situazione è delicata, data anche la tenera età e la descrizione fornita, che rappresenta una chiara fonte di apprensione sia per lei che per la bambina, ovviamente sarebbe opportuna una attenta valutazione del caso. A volte anche eventi pur se di lieve entità ma vissuti come traumatici, possono rappresentare una fonte significativa di stress nel bambino. Questo può alimentare stati d'ansia e favorire percezioni alterate, come la visione di ombre o immagini che diventano fonte di turbamento.
Gentile Signora, comprendo la sua preoccupazione e l'insonnia legata a quanto riferisce sua figlia Anna, 11 anni. 1. Cosa può essere, dal punto di vista psicologico-evolutivo A 11 anni è ancora frequente la presenza di esperienze percettive definite "allucinazioni ipnagogiche/ipnopompiche" o "fenomeni di pareidolia". In condizioni di stanchezza, ansia, paura del buio o ipervigilanza, il cervello può "completare" stimoli ambigui: un’ombra, un riflesso, una sagoma. Il fatto che Anna descriva dettagli come "l’età" e che le ombre scompaiano quando si gira a guardarle è coerente con questo meccanismo: l’attenzione sposta il focus e lo stimolo ambiguo perde consistenza. Il tratto di "sensibilità e ansia" che lei descrive è un fattore rilevante. I bambini ansiosi hanno un sistema di allerta più attivo, soprattutto di sera. Questo li porta a monitorare di più l’ambiente e a interpretare più facilmente segnali neutri come potenzialmente minacciosi. 2. Quando è il caso di approfondire Nella maggior parte dei casi si tratta di un fenomeno transitorio legato a stress, cambiamenti, ansia o disturbi del sonno. È invece opportuno rivolgersi al pediatra e/o a uno psicologo dell’età evolutiva se si presentano uno o più di questi segnali: Le "ombre" vengono viste anche in pieno giorno, con luce e persone presenti Anna sente anche voci, o le ombre le parlano/danno comandi Cambiamenti marcati del comportamento: isolamento, calo scolastico, irritabilità, paura di stare sola che blocca le attività quotidiane Disturbi del sonno importanti, incubi ricorrenti, regressioni Anna appare molto angosciata, terrorizzata e non si tranquillizza con la vostra presenza 3. Cosa potete fare in famiglia da subito Validare senza alimentare: Evitare sia di sminuire "non è niente" sia di dare realtà all’ombra. Una frase utile è: "Capisco che ti spaventi. Quando siamo ansiosi il cervello a volte vede cose che non ci sono. Io sono qui con te e sei al sicuro". Igiene del sonno: Ridurre schermi 1h prima di dormire, camera con luce notturna soffusa, routine regolare. L’ansia e la stanchezza peggiorano questi fenomeni. Ridurre l’ipervigilanza: Prima di dormire attività calmanti: lettura, respirazione, musica bassa. Evitare film/serie spaventose. Dare controllo: Lasciare ad Anna la possibilità di controllare lei la stanza con la torcia, tenere la porta aperta, un oggetto "rassicurante". Il controllo riduce l’ansia. Non indagare troppo sui dettagli: Chiedere continuamente "com’era, cosa faceva" può rinforzare l’attenzione sul sintomo. 4. Prossimo passo consigliato Le suggerisco di parlarne prima con il pediatra di fiducia, per escludere cause organiche legate al sonno o alla vista. Parallelamente, un colloquio con uno psicologo dell’età evolutiva può aiutare Anna a gestire l’ansia e a fornire a voi genitori strumenti specifici per contenerla, senza sminuirla. Lei sta già facendo la cosa più importante: accogliere Anna e non deriderla. La presenza rassicurante di un adulto è il fattore protettivo principale a questa età. Se vuole, posso aiutarla a formulare le domande da portare al pediatra o suggerirle degli esercizi di rilassamento da fare con Anna la sera. Le auguro una buona notte e tanta serenità per lei e per Anna.
Salve. Comprendo perfettamente la sua preoccupazione da mamma, ma quello che descrive è un fenomeno molto più comune di quanto sembri, legato alla visione periferica. In una ragazzina di 11 anni particolarmente sensibile, l'ansia può portare la sua immaginazione ad arricchire queste ombre di dettagli che svaniscono non appena si gira a guardarle direttamente. Non c'è nulla di reale o allarmante. Continui ad accogliere le sue paure senza sminuirle, facendola sentire al sicuro e ascoltata. Cordialmente Dr.ssa Ruocco Claudia
Buongiorno, capisco la sua preoccupazione, soprattutto quando è sua figlia stessa a raccontarle queste cose e non sapete bene come interpretarle. Cercherei però di non dirle semplicemente che è normale alla sua età, ma allo stesso tempo eviterei di preoccuparsi pensando subito a qualcosa di grave. Il fatto di vedere delle ombre può avere diverse spiegazioni e può capitare anche in bambini e ragazzi particolarmente ansiosi, stanchi o in alcuni momenti legati al sonno. Proverei intanto ad ascoltare Anna senza contraddirla e senza però confermare che quelle ombre siano realmente presenti. Potreste chiederle con tranquillità quando succede, dove si trova, cosa prova in quel momento, se capita soprattutto quando è stanca o prima di dormire e se succede anche in altri contesti. visto che però il fenomeno si ripete e che anche Anna sembra essere preoccupata o perplessa rispetto a quello che vede, io ne parlerei con il pediatra e valuterei, se necessario, un approfondimento. Non perchè si debba pensare necessariamente ad una patologia, ma semplicemente per capire meglio cosa sta succedendo. Una cosa che mi sentirei di suggerirvi è anche di non entrare troppo nella discussione sul fatto che le ombre esistano o meno. Piuttosto potreste dirle: Capisco che tu le veda e che questa cosa ti faccia pensare. Proviamo insieme a capire quando succede e cosa senti. In questo modo Anna potrebbe sentirsi ascoltata senza che la sua esperienza venga ne banalizzata ne alimentata. Un saluto.
Buongiorno, posso immaginare la sua preoccupazione: ciò che racconta può certamente generare apprensione. Esperienze come quella descritta non indicano necessariamente la presenza di un problema psicopatologico: possono verificarsi in relazione a stanchezza, ansia, stress, immaginazione o in particolari momenti della giornata, anche in prossimità del sonno. Tuttavia, non sarebbe opportuno definirle semplicemente “normali per l’età” senza approfondirle. Le suggerirei innanzitutto di ascoltare Anna con tranquillità, senza cercare né di confermare né di smentire ciò che riferisce, cercando di comprendere quando accade, con quale frequenza, in quali circostanze e soprattutto quanto queste esperienze la spaventino o interferiscano con la sua quotidianità. Dal momento che il fenomeno si ripete, sarebbe opportuno parlarne con il pediatra, così da escludere eventuali cause di natura fisica o legate al sonno e valutare, se necessario, un approfondimento psicologico. Le esperienze percettive insolite nei bambini possono infatti avere origini molto diverse e non vanno automaticamente ricondotte né all'ansia né a un disturbo psicologico. Nel frattempo, la cosa che mi sento di suggerire essere più utile è che Anna senta di poter raccontare ciò che le accade senza essere giudicata o spaventata. La disponibilità all'ascolto e un atteggiamento tranquillo da parte dei genitori rappresentano già un importante elemento di protezione.
Buongiorno, il fatto che lei non dorma non è un dettaglio: sta portando questa cosa da sola, di notte. Ha fatto bene a scriverne. Quello che descrive, figure ai margini del campo visivo che spariscono appena ci si volta, è molto frequente, soprattutto nei pre-adolescenti sensibili e un pò ansiosi. In penombra e in stato di allerta il cervello riempie i vuoti con l'ipotesi più rilevante per noi, che è sempre una figura umana. Che spariscano quando Anna si gira è proprio la forma tipica del fenomeno. Un punto però mi ha colpito: "la tranquillizziamo dicendole che è normale, ma lei è scettica". Ha ragione a esserlo, e lo scetticismo non va spento. Quando rassicuriamo (specie se lo facciamo velocemente e con il bisogno di "spegnere il fuoco" dell'emozione), il rischio è che concluda "non mi credono", o peggio "c'è qualcosa che non va in me e non me lo dicono". Meglio validare e poi spiegare: "Ti credo, tu vedi davvero qualcosa. Solo che il cervello, quando è stanco o preoccupato, riempie i buchi. Raccontamelo ogni volta, così capiamo insieme quando succede". Se lo state già facendo, vi consiglio di continuare così.. Nel frattempo osservi quando accade, come dorme, se c'è stato qualche cambiamento recente, e quanto la spaventa. Ultima cosa: è il momento di farla vedere. Non perché ci sia qualcosa di grave, ma perché è così che si smette di stare svegli a chiedersi cosa pensare. Una valutazione dal pediatra e un colloquio con uno psicologo che lavori sull'ansia. Da presentare come "andiamo da qualcuno che ci aiuta con le preoccupazioni e con il sonno". Se invece le ombre comparissero in piena luce, se sentisse voci o fosse convinta che vogliano qualcosa da lei, non aspetti. Un abbraccio a lei e ad Anna.
Buongiorno, comprendo la sua preoccupazione. A 11 anni esperienze di questo tipo possono avere diverse spiegazioni e non significano necessariamente la presenza di un disturbo psicologico importante. Ansia, stanchezza, particolare sensibilità, fenomeni legati all’addormentamento o anche semplici illusioni percettive possono favorirle. Eviterei sia di allarmarsi sia di rassicurare sua figlia dicendole semplicemente che "è tutto normale". È preferibile ascoltarla con tranquillità, senza confermare né mettere in dubbio ciò che racconta, cercando di capire quando accade, con quale frequenza e soprattutto come lei vive queste esperienze. Se il fenomeno persiste, aumenta o la spaventa, consiglierei di parlarne inizialmente con il pediatra e, se opportuno, con un professionista dell’età evolutiva. Una valutazione serve soprattutto a comprendere meglio ciò che sta accadendo e a tranquillizzare sia Anna che voi genitori.
Buongiorno Signora, la preoccupazione mi pare legittima, la cosa più saggia credo sia rivolgersi ad un neuropsichiatra infantile così da chiarire meglio questa questione e valutare con uno specialista come aiutare sua figlia
Raccontata così la situazione manca di molti elementi importanti per valutare, sarebbe meglio farla parlare con uno specialista dell'età evolutiva in maniera che possa valutare il tipo di intervento da attuarsi. Forse vuole richiamare la vostra attenzione su qualcosa che è accaduto o teme accada ma non riesce a dire?
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.




