Buongiorno sono una donna di 48 anni sono alta 170 cm per 102 kg di peso ho molto grasso addominal

10 risposte
Buongiorno sono una donna di 48 anni sono alta 170 cm per 102 kg di peso
ho molto grasso addominale e ritenzione di liquidi
ho da poco effettuato degli esami del sangue dai quali si evince secondo il mio medico di base un valore di HOMA-IR score:
3.11 secondo lui di insulino resistenza
sono fibromialgica e nonostante io sia un apersona attenta all'alimentazione non riesco a perdere nulla. cosa posso fare da chi posso farmi seguire ?
Dott. Riccardo Pambira
Nutrizionista, Chinesiologo, Biologo nutrizionista
Capoterra
Buonasera,
Da quello che riferisce, il suo HOMA-IR di 3,11 è compatibile con un quadro di insulino-resistenza, perché valori superiori a circa 2,5-3 sono comunemente considerati suggestivi di ridotta sensibilità all’insulina. Il fatto che lei non riesca a dimagrire nonostante l’attenzione all’alimentazione merita quindi un inquadramento più completo e non un semplice consiglio generico. Nella gestione dell’obesità, infatti, è importante valutare non solo il peso, ma anche circonferenza vita, comorbilità, storia dei tentativi di dimagrimento, stile di vita e possibili barriere alla perdita di peso.

Le figure di riferimento, in questa fase, sono soprattutto l’endocrinologo o il diabetologo per la parte metabolica, insieme al nutrizionista per costruire un piano realmente personalizzato. Se il quadro confermasse un’obesità con complicanze metaboliche resistente al solo cambiamento dello stile di vita, le linee guida italiane prevedono che il medico possa valutare anche terapie farmacologiche specifiche in aggiunta a dieta e attività fisica. Per questo, il percorso migliore è spesso multidisciplinare e coordinato.

Con la fibromialgia, però, l’attività fisica va dosata con molta attenzione: i riferimenti disponibili indicano come utili attività aerobiche adattate e progressive, come cammino, cyclette, nuoto o esercizi in acqua, iniziando a bassa intensità. In genere si punta a 2-3 sedute a settimana da 25-40 minuti, con una progressione graduale nell’arco di 6-12 settimane e con l’obiettivo della continuità più che della performance. In questo senso può esserle molto utile il supporto di un chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate.

Sul piano nutrizionale, il grasso addominale non si risolve con strategie “sgonfianti”, ma con un percorso strutturato, sostenibile e monitorato nel tempo; nelle linee guida per l’obesità, il primo traguardo utile è spesso una perdita del 5-15% del peso, con un ritmo indicativo di circa 0,5-1 kg alla settimana. Il mio consiglio pratico è di prenotare una prima visita nutrizionale portando gli esami del sangue, le eventuali terapie in corso e un diario alimentare di 7 giorni, affiancando appena possibile anche una valutazione endocrinologica o diabetologica, così da impostare un lavoro coordinato su alimentazione, movimento adattato e monitoraggio metabolico.

Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate

Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online

Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.

Mostra risultati Come funziona?
Dott.ssa Maria Rosaria Mezzullo
Nutrizionista, Biologo nutrizionista, Chinesiologo
Roma
Buongiorno,
dai valori che riporta, il quadro merita sicuramente un approfondimento, soprattutto considerando la presenza di insulino-resistenza, fibromialgia e difficoltà nel calo di peso. In questi casi è importante non puntare solo a "mangiare meno", ma lavorare sulla qualità dell’alimentazione, sulla distribuzione dei pasti, sul controllo glicemico, sull’apporto proteico e sull’attività fisica, non solo aerobica ma anche con esercizi di forza e sovraccarichi, sempre adattando il percorso alla situazione clinica e ai sintomi.

Anche altri fattori come sonno, stress, sedentarietà, terapia farmacologica ed eventuali alterazioni ormonali possono influenzare il dimagrimento e la composizione corporea.
Resto a disposizione qualora fosse prenotare una consulenza per analizzare meglio il suo caso, buona giornata.
Dott.ssa Alessandra Anna Serino
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Nocera Superiore
Gentile utente,
la situazione che descrive merita sicuramente un inquadramento personalizzato e multidisciplinare. Un valore di HOMA-IR pari a 3.11 può essere compatibile con una condizione di ridotta sensibilità insulinica, ma va sempre interpretato insieme a glicemia, insulinemia, emoglobina glicata, profilo lipidico, circonferenza vita, pressione arteriosa, quadro ormonale e storia clinica completa.

Nel suo caso, considerando anche il peso attuale, il grasso addominale, la ritenzione di liquidi e la fibromialgia, è importante non limitarsi a “mangiare meno”, perché spesso il problema non è solo la quantità di cibo, ma la distribuzione dei pasti, la qualità dei carboidrati, l’apporto proteico, la gestione dell’infiammazione, del sonno, dello stress e dell’attività fisica compatibile con la sua condizione.

Le consiglierei di farsi seguire da un endocrinologo o diabetologo per l’inquadramento metabolico dell’insulino-resistenza e, in parallelo, da un biologo nutrizionista/dietista/dietologo per costruire un piano alimentare personalizzato, sostenibile e adatto anche alla fibromialgia.

In questi casi può essere utile lavorare su:

riduzione del grasso viscerale/addominale;
scelta e distribuzione corretta dei carboidrati;
pasti completi con proteine, fibre e grassi buoni;
attività fisica graduale e non eccessivamente stressante;
valutazione della composizione corporea, non solo del peso sulla bilancia.

Il fatto che lei sia già attenta all’alimentazione è un ottimo punto di partenza, ma probabilmente serve una strategia più mirata, costruita sui suoi esami, sui sintomi e sul suo stile di vita.

Un caro saluto.
Dott.ssa Maria Luisa Ruoppo
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Napoli
Il valore di HOMA-IR di 3.11 può indicare una condizione di insulino-resistenza, situazione abbastanza frequente quando è presente accumulo di grasso addominale e difficoltà nel perdere peso. Non significa avere diabete, ma significa che l’organismo potrebbe utilizzare meno bene l’insulina, rendendo il dimagrimento più complicato.
Nel suo caso va considerata anche la fibromialgia, perché dolore cronico, stanchezza, sonno alterato e minore movimento possono influenzare metabolismo, infiammazione e gestione del peso.
Per questo motivo spesso non basta “mangiare sano” per ottenere risultati. Sarebbe utile intraprendere un percorso personalizzato con un professionista esperto in nutrizione clinica e insulino-resistenza, valutando alimentazione, composizione corporea, stile di vita e attività fisica compatibile con la fibromialgia.
Con un approccio graduale e mirato è possibile migliorare la sensibilità insulinica, ridurre il grasso addominale e ottenere risultati stabili nel tempo.
Buona giornata!
Dott. Mattia Intropido
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Miradolo Terme
Buongiorno,
sono un biologo Nutrizionista.
Una volta accertata la sua condizione clinica, se è interessata possiamo definire un piano alimentare adeguato a raggiungere il suo obiettivo e in base alla situazione in cui si trova.

Buona giornata,
Dott. Intropido Mattia
Dott.ssa Angela Emmanuello
Biologo nutrizionista, Nutrizionista
Catania
Buongiorno,
il quadro che descrive è piuttosto frequente nelle donne con Insulino-resistenza e Fibromialgia, soprattutto quando coesistono aumento del grasso addominale, ritenzione e difficoltà nel dimagrimento nonostante l’attenzione all’alimentazione.

Un valore di HOMA-IR di 3.11 è compatibile con una condizione di insulino-resistenza e può influenzare significativamente metabolismo, accumulo di grasso viscerale, fame, energia e risposta al dimagrimento.

In questi casi, il problema spesso non è “mangiare troppo”, ma il fatto che l’organismo si trovi in un assetto metabolico e infiammatorio che rende la perdita di peso molto più complessa rispetto a quanto ci si aspetterebbe.

Anche la fibromialgia può contribuire indirettamente, attraverso alterazioni del sonno, stress fisiologico, stanchezza cronica e riduzione della qualità del recupero metabolico.

Per questo motivo è importante evitare approcci troppo rigidi o generici: il percorso dovrebbe essere seguito da professionisti che abbiano esperienza nella gestione della composizione corporea, dell’insulino-resistenza e degli aspetti infiammatori associati.

Un approccio nutrizionale strutturato e personalizzato può aiutare a migliorare la sensibilità insulinica, ridurre gradualmente il grasso addominale e lavorare sul benessere generale in modo più efficace e sostenibile nel tempo.
Dott. Matteo Ruggiero
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Merate
si faccia seguire da dei professionisti seri che si occupano di salute e alimentazione.
Dr. Fabio Leoni
Biologo nutrizionista
Verona
Il valore di HOMA-IR a 3.11 conferma la presenza di insulino-resistenza, una condizione in cui le cellule faticano a usare gli zuccheri, spingendo il corpo a produrre più insulina e a bloccare il dimagrimento, favorendo il grasso addominale. Questo quadro, unito alla fibromialgia, crea uno stato infiammatorio cronico che rende inefficaci le classiche diete ipocaloriche. Per sbloccare la situazione le consiglio di prenotare una consulenza nutrizionale con me: elaboreremo un piano integrato e antinfiammatorio che controlli i picchi glicemici, riduca la ritenzione e rispetti i ritmi dettati dalla fibromialgia per farle perdere peso in salute.

Quali sono i sintomi della fibromialgia (come dolori o stanchezza) che avverte come più intensi in questo periodo e che influenzano la sua routine?

Dr. Fabio Leoni
Dott.ssa Chiara Managlia
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Milano
Buongiorno, se posso consigliarle sarebbe meglio che si faccia seguire da un/una nutrizionista o, in caso di diagnosi di diabete, da un/una diabetologo/a. Se può interessarle, io sono una nutrizionista e potremmo iniziare un percorso insieme. Buona giornata
Dott. Luca Agostini
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Terrassa Padovana
Buongiorno,

un HOMA-IR di 3,11 è compatibile con una condizione di insulino-resistenza e può contribuire a rendere più difficile il dimagrimento.

Le consiglio di affidarsi a un nutrizionista o a un medico dietologo, possibilmente in collaborazione con un endocrinologo, così da impostare un percorso personalizzato che tenga conto anche della fibromialgia, dell'attività fisica e dello stile di vita.

Distinti saluti,
Dr Luca Agostini

Domande correlate

Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda

  • La tua domanda sarà pubblicata in modo anonimo.
  • Poni una domanda chiara, di argomento sanitario e sii conciso/a.
  • La domanda sarà rivolta a tutti gli specialisti presenti su questo sito, non a un dottore in particolare.
  • Questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica. Se hai un problema o un'urgenza, recati dal tuo medico curante o in un Pronto Soccorso.
  • Non sono ammesse domande relative a casi dettagliati, richieste di una seconda opinione o suggerimenti in merito all'assunzione di farmaci e al loro dosaggio
  • Per ragioni mediche, non verranno pubblicate informazioni su quantità o dosi consigliate di medicinali.

Il testo è troppo corto. Deve contenere almeno __LIMIT__ caratteri.


Scegli il tipo di specialista a cui rivolgerti
Lo utilizzeremo per avvertirti della risposta. Non sarà pubblicato online.

Il tuo caso è simile? Questi specialisti possono aiutarti:

Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.