Buongiorno, sono un uomo di 44 anni ho avuto il primo episodio di fibrillazione atriale parossistica

Buongiorno, sono un uomo di 44 anni ho avuto il primo episodio di fibrillazione atriale parossistica a 21 anni poi a 27 poi a 33 poi a 39 e l'ultimo a 44 sempre risolto con terapia in ospedale tranne l'ultima volta che mi hanno fatto cardioversione .Mi hanno sempre detto che ho un cuore sano ....non ho mai fatto nessun tipo di terapia ieri ho fatto un day hospital elettrocardiogramma ok eco cuore ok pressione ok ma dopo fatto prova da sforzo ho avuto un po' di tachicardia (premetto che sono un soggetto molto ansioso) a quel punto il mio cardiologo mi ha detto che non c'era bisogno del olter e che dovrò fare ablazione ......vorrei un vostro parere . Grazie

18 risposte


Concordo con quanto proposto dal suo cardiologo. L’ablazione e’ la soluzione al suo problema in particolare con la tecnica della crioablazione. Saluti

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Concordo con l’opzione ablazione che ha il massimo dell’efficacia proprio in cuori sani. Saluti


Potrei sapere se fa qualche tipo di terapia cardiologica?


Concordo con l'ablazione

Dr. Armando Passeri

Dr. Armando Passeri

cardiologo

Albano Laziale

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Buongiorno Io le consiglio l’holter ecg e a seguire rivalutazione cardiologica. L’ablazione sicuramente potrebbe essere una strada corretta ma prima andrebbe rivalutato il caso.

Dott.ssa Ilenia Fracchioni

Dott.ssa Ilenia Fracchioni

cardiologo

Sesto San Giovanni

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Non sono episodi frequentissimi... Fa profilassi antiaritmica ? L'ablazione di FA non da una percentuale di efficacia persistente nel 100% dei casi.... E' da valutare !


L'ablazione è certamente la migliore soluzione nel suo caso. Attenzione solo al fatto che potrebbe non essere completamente risolutiva e necessitare successivamente di supporti farmacologici.


In effetti, nell'ottica di fare una terapia che dia risultati duraturi nel tempo, la cosa migliore da fare è sottoporsi ad ablazione transcatetere. I farmaci non sono in grado di mantenere nel tempo un buon risultato e, per altro, fare una terapia per tanti anni con antiaritmici espone ad un elevato rischio di effetti collaterali


l'ablazione e' certamente la opzione migliore, deve sapere pero' che ha un piccolo rischio e che e' possibile che abbia recidive.


L’ ablazione a questo punto potrebbe essere la soluzione migliore. Sarà necessario comunque proseguire una terapia antiaritmica al fine di ridurre il rischio di recidiva.


Sulla base delle notizie cliniche riportate (un episodio di FA ogni 5 anni mediamente) non deve fare al momento nessuna ablazione e non deve prendere farmaci in cronico. È opportuno valutare bene eventuali fattori scatenanti correggibili.


Condivido il consiglio di sottoporsi ad ablazione, considerato che risono verificate recidive nonostante la terapia medica.


L' ablazione è una scelta se gli episodi di fibrillazione sono frequenti (almeno uno al mese) mentre nel suo caso sono molto rari dal come sono descritti. In ogni caso si può anche fare se li risultano così fastidiosi e nn fa profilassi antiaritmica. Ma che tipo di tachicardia ha provocato la prova da sforzo che ha indotto il suo Cardiologo a proporli l ablazione? Sempre fibrillazione o altro?


Le crisi non sembrano molto frequenti. Ma se queste crisi sono molto fastidiose per il paziente l’ablazione puo’ essere la soluzione.


Non dice se attua una profilassi antiaritmica.. Se no, in considerazione del fatto che gli episodi sono tutt’altro che frequenti, io proverei con la cosiddetta tecnica “pill in the pocket” e cioè si assumono due compresse di un antiaritmico che comincia per P, seguite da una terza a distanza di quindici minuti se inefficaci le prime due. La prima volta attenzione alla possibilità di ipotensione..il suo cardiologo potrà prescriverla il farmaco. Non lo si può fare per lettera. La ablazione molto spesso va ripetuta e la riserverei a casi più gravi. Può essere giusto effettuare un monitoraggio Holter ogni tanto per verificare che non ci siano episodi asintomatici.


Gentile signora, in considerazione del fatto che i suoi episodi sono tutt'altro che frequenti, il mio consiglio è di tenere sotto controllo eventuali problematiche di reflusso gastroesofageo e/o tiroidee, iniziando una terapia antiaritmica in modalità "pill in the pocket". Se gli episodi aritmici dovessero diventare più frequenti , l' ablazione sembra essere la soluzione migliore soprattutto in un paziente con cuore strutturalmente sano (ma la percentuale di successo della procedura sembra ancora piuttosto lontana dal 100%). Cordiali saluti


Salve, sono d'accordo col suo collega che l'holter non è necessario. La gestione della fibrillazione atriale dipende da diversi fattori. Comunque dalle ultime linee guida è possibile procedere ad ablazione in caso di fibrillazione atriale parossistica recidivante se condivide, ovviamente, la scelta col suo medico. Le consiglio per tale motivo di parlare col collega cosicché insieme possiate trovare la terapia più efficace e condivisa. Se non ha ancora provato potrebbe anche iniziare con una terapia farmacologica con antiaritmici.

Dott.ssa Celeste Fonderico

Dott.ssa Celeste Fonderico

cardiologo

Giugliano in Campania

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Salve, la presenza di fibrillazione atriale in giovane età sarebbe sempre da indagare con studio elettrofisiologico ed eventuale ablazione per cui il suo cardiologo la ha consigliata bene.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.