Buongiorno, son perennemente gonfio, e con LPR collasso del palato molle che porta a sonno disturbat
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Buongiorno, son perennemente gonfio, e con LPR collasso del palato molle che porta a sonno disturbato, oltre che inficiare sulla postura, muscolatura interamente contratta che con porta a vertigini (trapezi,scm),. D. atopica/seborroica/disidrosi in passato, e attualmente secca con sudore maleodorante anche subito dopo la doccia. Se mangio alcuni cibi come tonno in scatola, salmone affumicato, miele , banane , gorgonzola, mi si blocca la digestione, i legumi mi gonfiano ulteriormente. Vado di corpo abbastanza normalmente. Prick test positivo a olivo, acari della polvere, merluzzo, cupressacee e olivo. Aller test A33 natrixlab negativo a tutto. Da analisi, istamina fecale altissima, IgE alte, gamma globuline alte, zonulina alta, indicano alto.
Negativo a sibo, positivo a IMO. Calcproteina negativa, H pilori negativo. Non so più dove sbattere la testa per individuare "il/i colpevole/i.
Negativo a sibo, positivo a IMO. Calcproteina negativa, H pilori negativo. Non so più dove sbattere la testa per individuare "il/i colpevole/i.
Gentile utente, il fatto che molti test classici siano negativi non deve scoraggiarla: i suoi biomarcatori (zonulina, istamina, IMO) parlano di un’alterazione profonda della barriera e dell’ecosistema intestinale. Per uscire da questo stallo, l'approccio non dovrebbe essere solo "togliere i cibi", ma ripristinare la biologia del sistema. Il suo caso richiede una gestione multidisciplinare che metta al centro la salute della mucosa e la riduzione del metano intestinale. In questo quadro complesso, l'Auricoloterapia si inserisce come un potente strumento di neuromodulazione riflessa, agendo su più livelli per favorire il ripristino dell'omeostasi grazie alla stimolazione delnervo vago, al riequilibrio dell’asse viscero.somatico e al supporto alla mobilità e al reflusso. Un approccio che unisca la precisione biochimica alla regolazione neuro-riflessa è la chiave per disinnescare questa reazione a catena.
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Buongiorno,
Da quello che descrive, il suo sembra un quadro multifattoriale, quindi difficilmente riconducibile a un unico “colpevole”. I cibi che riferisce come peggiorativi, come tonno in scatola, salmone affumicato e gorgonzola, rientrano tra gli alimenti più ricchi di istamina, mentre la banana può favorire il rilascio di istamina in soggetti sensibili.
Un’istamina fecale elevata può associarsi proprio a eccesso di istamina introdotta con gli alimenti, ridotta degradazione intestinale, attivazione immuno-allergica o disbiosi con microrganismi produttori di istamina.
In parallelo, la positività per IMO è compatibile con gonfiore, distensione addominale, senso di pienezza dopo i pasti e rallentamento della motilità, perché il metano tende a frenare il transito intestinale.
Anche se lei riferisce un alvo abbastanza regolare, l’IMO può comunque mantenere una fermentazione fastidiosa e una digestione percepita come “bloccata”. I legumi, inoltre, sono tra gli alimenti che più spesso aumentano gas e gonfiore per fermentazione, e in alcune fasi di dieta a basso contenuto di istamina vengono temporaneamente ridotti.
Dal punto di vista pratico, più che continuare a togliere cibi in modo casuale, avrebbe senso impostare per 2-3 settimane un percorso guidato con alimenti freschi e poco processati, limitando soprattutto affumicati, inscatolati, stagionati, fermentati e avanzi, perché l’approccio a bassa istamina mira proprio a ridurre l’esposizione e a privilegiare cibi freschi/minimamente processati.
In questa fase è molto utile anche un diario alimentare-sintomatologico preciso, così da capire se il problema principale sia il carico di istamina, la fermentazione intestinale o la combinazione dei due. La discordanza tra test allergologici, IgE alte e sintomi, invece, va riletta con allergologo e gastroenterologo, senza affidarsi a un solo esame isolato.
Il punto, quindi, non è trovare per forza un solo responsabile, ma ricostruire bene la sequenza tra intestino, alimenti trigger, reflusso e stato infiammatorio generale.
Una prima visita nutrizionale ben impostata può esserle molto utile per organizzare una strategia ordinata, con fase di riduzione dei trigger, reintroduzioni ragionate e una valutazione più precisa della tolleranza individuale, evitando restrizioni inutili e confusionarie.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Da quello che descrive, il suo sembra un quadro multifattoriale, quindi difficilmente riconducibile a un unico “colpevole”. I cibi che riferisce come peggiorativi, come tonno in scatola, salmone affumicato e gorgonzola, rientrano tra gli alimenti più ricchi di istamina, mentre la banana può favorire il rilascio di istamina in soggetti sensibili.
Un’istamina fecale elevata può associarsi proprio a eccesso di istamina introdotta con gli alimenti, ridotta degradazione intestinale, attivazione immuno-allergica o disbiosi con microrganismi produttori di istamina.
In parallelo, la positività per IMO è compatibile con gonfiore, distensione addominale, senso di pienezza dopo i pasti e rallentamento della motilità, perché il metano tende a frenare il transito intestinale.
Anche se lei riferisce un alvo abbastanza regolare, l’IMO può comunque mantenere una fermentazione fastidiosa e una digestione percepita come “bloccata”. I legumi, inoltre, sono tra gli alimenti che più spesso aumentano gas e gonfiore per fermentazione, e in alcune fasi di dieta a basso contenuto di istamina vengono temporaneamente ridotti.
Dal punto di vista pratico, più che continuare a togliere cibi in modo casuale, avrebbe senso impostare per 2-3 settimane un percorso guidato con alimenti freschi e poco processati, limitando soprattutto affumicati, inscatolati, stagionati, fermentati e avanzi, perché l’approccio a bassa istamina mira proprio a ridurre l’esposizione e a privilegiare cibi freschi/minimamente processati.
In questa fase è molto utile anche un diario alimentare-sintomatologico preciso, così da capire se il problema principale sia il carico di istamina, la fermentazione intestinale o la combinazione dei due. La discordanza tra test allergologici, IgE alte e sintomi, invece, va riletta con allergologo e gastroenterologo, senza affidarsi a un solo esame isolato.
Il punto, quindi, non è trovare per forza un solo responsabile, ma ricostruire bene la sequenza tra intestino, alimenti trigger, reflusso e stato infiammatorio generale.
Una prima visita nutrizionale ben impostata può esserle molto utile per organizzare una strategia ordinata, con fase di riduzione dei trigger, reintroduzioni ragionate e una valutazione più precisa della tolleranza individuale, evitando restrizioni inutili e confusionarie.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Buongiorno e grazie per aver condiviso la storia dettagliata, capisco quanto possa essere frustrante. Posso darti solo indicazioni generiche: iniziare a tenere un diario alimentare in cui annotare cosa mangi, quantità, orari e sintomi può aiutare a identificare pattern e possibili trigger, visto che segnali reazioni a cibi come tonno in scatola, salmone affumicato, gorgonzola, banane, miele e legumi. Sotto supervisione professionale può essere utile eseguire prove di esclusione mirate e non prolungate (eliminare per 2–4 settimane il sospetto alimento alla volta) per capire se i sintomi migliorano; alla luce di esami che mostrano istamina fecale elevata, una dieta a basso contenuto di istamina potrebbe essere considerata, ma sempre seguita per evitare carenze.
È importante anche curare le abitudini che favoriscono il benessere intestinale. Regolarità dei pasti, adeguata idratazione e fibra, attività fisica moderata e strategie di gestione dello stress , perché possono influire sui disturbi digestivi e sulla percezione generale di gonfiore e affaticamento.
Data la complessità del quadro (LPR con collasso del palato molle, esami ematochimici alterati, positività a IMO, test allergici parzialmente positivi), ti consiglio di rivolgerti a specialisti per un inquadramento completo: otorinolaringoiatra per LPR e problematiche del palato, gastroenterologo per approfondire zonulina/IMO/SIBO e stato infiammatorio intestinale, e allergologo/dermatologo per valutare e gestire le componenti allergiche o cutanee.
È importante anche curare le abitudini che favoriscono il benessere intestinale. Regolarità dei pasti, adeguata idratazione e fibra, attività fisica moderata e strategie di gestione dello stress , perché possono influire sui disturbi digestivi e sulla percezione generale di gonfiore e affaticamento.
Data la complessità del quadro (LPR con collasso del palato molle, esami ematochimici alterati, positività a IMO, test allergici parzialmente positivi), ti consiglio di rivolgerti a specialisti per un inquadramento completo: otorinolaringoiatra per LPR e problematiche del palato, gastroenterologo per approfondire zonulina/IMO/SIBO e stato infiammatorio intestinale, e allergologo/dermatologo per valutare e gestire le componenti allergiche o cutanee.
Buongiorno, il quadro che descrive è complesso ma presenta dei fili conduttori molto precisi che collegano i suoi sintomi apparentemente distanti (digestione, postura e pelle).
La positività all'IMO (Intestinal Methanogen Overgrowth) giustifica il gonfiore perenne e il rallentamento digestivo. A differenza della SIBO comune, i microrganismi che producono metano possono influenzare pesantemente la motilità intestinale e, di riflesso, causare reflusso faringo-laringeo (LPR) per via delle pressioni intra-addominali che spingono verso l'alto.
Gli indicatori di Zonulina alta e Istamina fecale elevata suggeriscono una 'permeabilità intestinale': la barriera che dovrebbe proteggerla è indebolita, permettendo il passaggio di sostanze che attivano il sistema immunitario (come dimostrano le IgE e le Gamma globuline alte). Questo spiega perché cibi ricchi di istamina o istamino-liberatori (tonno, formaggi stagionati, salmone) blocchino la sua digestione e peggiorino le manifestazioni cutanee.
In questi casi, l'approccio vincente non è solo cercare 'il colpevole' in un singolo alimento, ma lavorare su più fronti:
Protocollo nutrizionale specifico per IMO e a basso tenore di istamina, per sfiammare la mucosa.
Ripristino della barriera intestinale per abbassare i livelli di zonulina.
Supporto alla motilità per evitare che la fermentazione influisca sul sonno e sulla tensione muscolare (che riferisce a livello di trapezi e SCM).
Le consiglio di farsi seguire per impostare un piano alimentare sequenziale: prima si riduce il carico infiammatorio e batterico, poi si lavora sulla ricolonizzazione e sulla tolleranza alimentare
La positività all'IMO (Intestinal Methanogen Overgrowth) giustifica il gonfiore perenne e il rallentamento digestivo. A differenza della SIBO comune, i microrganismi che producono metano possono influenzare pesantemente la motilità intestinale e, di riflesso, causare reflusso faringo-laringeo (LPR) per via delle pressioni intra-addominali che spingono verso l'alto.
Gli indicatori di Zonulina alta e Istamina fecale elevata suggeriscono una 'permeabilità intestinale': la barriera che dovrebbe proteggerla è indebolita, permettendo il passaggio di sostanze che attivano il sistema immunitario (come dimostrano le IgE e le Gamma globuline alte). Questo spiega perché cibi ricchi di istamina o istamino-liberatori (tonno, formaggi stagionati, salmone) blocchino la sua digestione e peggiorino le manifestazioni cutanee.
In questi casi, l'approccio vincente non è solo cercare 'il colpevole' in un singolo alimento, ma lavorare su più fronti:
Protocollo nutrizionale specifico per IMO e a basso tenore di istamina, per sfiammare la mucosa.
Ripristino della barriera intestinale per abbassare i livelli di zonulina.
Supporto alla motilità per evitare che la fermentazione influisca sul sonno e sulla tensione muscolare (che riferisce a livello di trapezi e SCM).
Le consiglio di farsi seguire per impostare un piano alimentare sequenziale: prima si riduce il carico infiammatorio e batterico, poi si lavora sulla ricolonizzazione e sulla tolleranza alimentare
Ciao, credo che ha bisogno di un piano alimentare specifico che elimini gli alimenti da lei indicati, inoltre prediligere alimenti a basso rilascio di istamina e indagare se intollerante a glutine e al lattosio, l'indicano alto è indice di infiammazione all'intestino tenue, questo tipo di squilibrio spesso fermentativo è causato dal consumo di troppi zuccheri e carbo, o cibi fermentabili e da non sottovalutare la masticazione. Inoltre consiglio di richiedere una visita specifica ad un pneumologo che sicuramente le consiglierà un CPAP per il russamento.
I suoi sintomi descrivono un quadro chiaro di forte infiammazione intestinale, alterata permeabilità (zonulina alta) e un sovraccarico di istamina, che spiega sia il blocco digestivo con i cibi fermentati o conservati, sia i problemi dermatologici e il reflusso laringofaringeo (LPR). La positività all'IMO (sovracrescita di archei) è la causa del gonfiore perenne e delle contratture muscolari riflesse. Le consiglio di prenotare una consulenza nutrizionale con me: imposteremo una terapia dietetica sequenziale che riduca l'istamina e spenga l'IMO, permettendole di individuare i veri "colpevoli" e ritrovare il benessere.
Tra i sintomi che ha descritto, qual è quello che avverte come più invalidante nella sua quotidianità?
Dr. Fabio Leoni
Tra i sintomi che ha descritto, qual è quello che avverte come più invalidante nella sua quotidianità?
Dr. Fabio Leoni
Buongiorno, dalla descrizione emerge un quadro piuttosto complesso, caratterizzato da sintomi che coinvolgono diversi apparati (gastrointestinale, respiratorio, cutaneo e muscolo-scheletrico). Comprendo la difficoltà nel trovare una spiegazione univoca.
Alcuni degli alimenti che riferisce di tollerare poco (ad esempio tonno in scatola, salmone affumicato, gorgonzola) sono alimenti ricchi di istamina o potenzialmente istamino-liberatori, per cui l'associazione con i sintomi meriterebbe un approfondimento specialistico. Tuttavia, la sola presenza di istamina fecale elevata non è sufficiente per formulare una diagnosi certa di intolleranza all'istamina o sindrome da attivazione mastocitaria.
Anche la positività per IMO (Intestinal Methanogen Overgrowth) potrebbe contribuire a gonfiore, alterazioni della motilità intestinale e distensione addominale, sebbene difficilmente spieghi da sola l'intero quadro clinico.
Per quanto riguarda zonulina elevata, IgE aumentate e gamma-globuline alte, questi risultati vanno sempre interpretati nel contesto clinico e insieme agli altri esami; isolatamente non consentono di identificare con certezza una causa specifica.
Considerata la concomitanza di:
gonfiore persistente;
possibile sensibilità ad alimenti ricchi di istamina;
storia allergica/atopica;
valori elevati di IgE;
sintomi extraintestinali;
potrebbe essere utile un inquadramento multidisciplinare che coinvolga gastroenterologo, allergologo/immunologo e nutrizionista, evitando però restrizioni alimentari molto ampie senza una strategia strutturata, poiché nel tempo potrebbero aumentare il rischio di carenze nutrizionali e peggiorare la qualità della vita.
Dal punto di vista nutrizionale, potrebbe essere utile tenere per alcune settimane un diario alimentare e sintomatologico dettagliato per valutare eventuali correlazioni tra specifici alimenti, quantità consumate e comparsa dei sintomi.
Alcuni degli alimenti che riferisce di tollerare poco (ad esempio tonno in scatola, salmone affumicato, gorgonzola) sono alimenti ricchi di istamina o potenzialmente istamino-liberatori, per cui l'associazione con i sintomi meriterebbe un approfondimento specialistico. Tuttavia, la sola presenza di istamina fecale elevata non è sufficiente per formulare una diagnosi certa di intolleranza all'istamina o sindrome da attivazione mastocitaria.
Anche la positività per IMO (Intestinal Methanogen Overgrowth) potrebbe contribuire a gonfiore, alterazioni della motilità intestinale e distensione addominale, sebbene difficilmente spieghi da sola l'intero quadro clinico.
Per quanto riguarda zonulina elevata, IgE aumentate e gamma-globuline alte, questi risultati vanno sempre interpretati nel contesto clinico e insieme agli altri esami; isolatamente non consentono di identificare con certezza una causa specifica.
Considerata la concomitanza di:
gonfiore persistente;
possibile sensibilità ad alimenti ricchi di istamina;
storia allergica/atopica;
valori elevati di IgE;
sintomi extraintestinali;
potrebbe essere utile un inquadramento multidisciplinare che coinvolga gastroenterologo, allergologo/immunologo e nutrizionista, evitando però restrizioni alimentari molto ampie senza una strategia strutturata, poiché nel tempo potrebbero aumentare il rischio di carenze nutrizionali e peggiorare la qualità della vita.
Dal punto di vista nutrizionale, potrebbe essere utile tenere per alcune settimane un diario alimentare e sintomatologico dettagliato per valutare eventuali correlazioni tra specifici alimenti, quantità consumate e comparsa dei sintomi.
Buongiorno,
il quadro che descrive è complesso e suggerisce la possibile coesistenza di più fattori: IMO, alterazioni del microbiota, possibile sensibilità all'istamina e dermatite.
La positività all'IMO può spiegare parte del gonfiore, mentre l'istamina fecale elevata e le IgE aumentate meritano una valutazione allergologica e gastroenterologica integrata.
In questi casi è importante evitare restrizioni alimentari eccessive senza una guida specialistica, perché potrebbero peggiorare lo stato nutrizionale senza risolvere i sintomi.
Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
il quadro che descrive è complesso e suggerisce la possibile coesistenza di più fattori: IMO, alterazioni del microbiota, possibile sensibilità all'istamina e dermatite.
La positività all'IMO può spiegare parte del gonfiore, mentre l'istamina fecale elevata e le IgE aumentate meritano una valutazione allergologica e gastroenterologica integrata.
In questi casi è importante evitare restrizioni alimentari eccessive senza una guida specialistica, perché potrebbero peggiorare lo stato nutrizionale senza risolvere i sintomi.
Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
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