Buongiorno, Io (35enne) e il mio compagno (50enne) conviviamo e non ci sono particolari problemi se
Buongiorno, Io (35enne) e il mio compagno (50enne) conviviamo e non ci sono particolari problemi se non per uno: il sesso. Inizialmente "molto frequentatori" ora decisamente meno, anzi. Il calo c'è stato perché il mio compagno avverte una sorta di vergogna e dopo poco che è iniziata la penetrazione si "ammoscia". Ora vuole approfondire con un esperto. Quale sarebbe lo specialista migliore in questo caso? È bene che vada da solo o meglio se ci fossimo entrambi? Grazie
5 risposte
Buongiorno, la situazione che descrive è piuttosto comune e merita attenzione e delicatezza. Il calo del desiderio sessuale o le difficoltà legate all’eccitazione e al mantenimento dell’erezione possono avere diverse cause: fisiche, psicologiche, relazionali o un intreccio di tutte queste. È molto positivo che il suo compagno voglia approfondire il problema con un esperto, perché questo rappresenta un primo passo importante verso la consapevolezza e il cambiamento. Lo specialista più indicato in questo caso è il sessuologo clinico, in particolare se ha una formazione anche in psicoterapia. Questa figura professionale è preparata ad affrontare problematiche sessuali sia da un punto di vista individuale che di coppia, aiutando a esplorare eventuali cause emotive, relazionali o comportamentali. È consigliabile che inizialmente il suo compagno si rivolga da solo allo specialista, così da potersi esprimere liberamente e ricevere una valutazione personalizzata. In un secondo momento, se il professionista lo riterrà utile, potreste valutare insieme la possibilità di intraprendere anche un percorso di coppia, per affrontare in modo condiviso le dinamiche relazionali e sessuali. Infine, vorrei sottolineare che rivolgersi a uno specialista è non solo utile ma consigliato, per comprendere a fondo il problema, lavorare su eventuali difficoltà personali o di coppia e ritrovare una sessualità serena e soddisfacente. Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
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Buongiorno, mi rivolgerei ad un medico sessuologo in coppia (se avete una comunicazione aperta su questo argomento) per un percorso di consulenza (in cui è sempre consigliato fare anche colloqui individuali) con l'idea di esplorare i fattori biologici (data l'età di 50 anni) tenendo aperta la possibilità di passare ad un professionista dell'area psico-sessuologica qualora emergessero aspetti legati alla sfera psicologica (es. la vergogna come già descritta). In alternativa iniziare subito con unopsico-sessuologo che farà un invio ad un medico per una valutazione dei fattori biologici. Buona giornata, cordiali saluti.
Gentile utente approvo la scelta di sentire un esperto ,riguardo le difficolta' sessuali che la vostra coppia sta attraversando. Lo specialista potrebbe essere un sessuologo ma anche una consulente sessuologa come me. Sarei felice di accompagnare lui nel percorso (a volte si coinvolge anche il/ la partner). Resto a disposizione e la saluto cordialmente Dott.ssa Adriana Gaspari
Gentile signora, la ringrazio per aver condiviso con fiducia una situazione che tocca l'intimità profonda della vostra relazione. È molto positivo che il suo compagno abbia espresso il desiderio di approfondire la questione con un esperto: questo dimostra maturità e responsabilità verso il benessere della coppia. La difficoltà che descrive - il calo del desiderio accompagnato da "vergogna" e difficoltà erettili - è un fenomeno complesso che richiede un approccio multidisciplinare. Consiglierei di iniziare con una valutazione andrologica o urologica per escludere eventuali cause organiche, specialmente considerando l'età del suo compagno, ma è fondamentale non fermarsi solo agli aspetti fisici. La "vergogna" che lui avverte è un elemento psicologico cruciale. In una prospettiva psicodinamica, questa emozione può nascondere dinamiche inconsce complesse: ansie legate alle prestazioni, conflitti riguardo all'invecchiamento, timori di non essere all'altezza, o difficoltà nel gestire l'intimità emotiva che spesso si intensifica nelle convivenze stabili. Il fatto che inizialmente fossero "molto frequenti" e ora ci sia stato un calo significativo suggerisce che potrebbero essere in gioco fattori relazionali oltre a quelli individuali. Spesso, quando una coppia si stabilizza nella convivenza, emergono dinamiche inconsce che possono influenzare anche la sfera sessuale: cambiamenti nei ruoli, nelle aspettative, o la naturale evoluzione dell'intimità. Riguardo alla sua domanda sugli specialisti, l'ideale sarebbe un approccio integrato che preveda: 1. Una valutazione medica iniziale (andrologo/urologo) per escludere cause organiche 2. Un sessuologo che possa comprendere gli aspetti psicologici individuali e relazionali 3. Eventualmente, una terapia di coppia se emergessero dinamiche relazionali significative Sulla questione se andare da soli o insieme: consiglierei di iniziare con alcuni colloqui individuali per lui, dove possa esplorare liberamente le sue difficoltà senza il peso di dover "proteggere" i sentimenti della partner. Successivamente, sedute di coppia potrebbero essere molto utili per affrontare insieme gli aspetti relazionali della sessualità. È importante sottolineare che la sessualità di coppia è un sistema dinamico che coinvolge entrambi i partner. Anche se il "sintomo" si manifesta in lui, spesso la soluzione richiede il coinvolgimento di entrambi, non in termini di "colpa", ma di comprensione reciproca e costruzione di nuove modalità di intimità. La vergogna che lui prova può diventare un circolo vizioso: più si vergogna, più l'ansia da prestazione aumenta, peggiorando il problema. Un percorso terapeutico mirato può aiutare a spezzare questo circolo, permettendo una riscoperta dell'intimità fisica e emotiva. È fondamentale che entrambi comprendiate che questi problemi sono molto comuni e assolutamente risolvibili. La sessualità evolve nel tempo e nelle relazioni, e spesso richiede nuove modalità di espressione e connessione. La invito a sostenere il suo compagno in questo percorso, mantenendo un atteggiamento non giudicante e di apertura al dialogo. La vostra relazione può uscire rafforzata da questa esperienza di crescita condivisa. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Cordialmente, Katya patrizia Linda Cervio
Buongiorno, la situazione che descrive è molto comune e affrontabile. La difficoltà del suo compagno può avere cause sia fisiche (come un possibile deficit erettile di natura vascolare o ormonale) sia psicologiche (ansia da prestazione, senso di inadeguatezza, vissuti di vergogna). Il primo passo può essere una valutazione andrologica, per escludere o confermare eventuali cause fisiche. In parallelo, è molto utile un percorso con un* sessuolog* (psicologo/a o medico), che possa aiutarlo a comprendere meglio la componente emotiva che sembra emergere, come la vergogna o la paura del fallimento. Rispetto alla sua domanda: può iniziare da solo, per sentirsi più libero, ma successivamente il lavoro di coppia potrebbe essere molto utile, soprattutto per rafforzare la complicità e vivere l’intimità con maggiore serenità. La difficoltà non è solo “sua”, ma di coppia, e affrontarla insieme può fare la differenza. Resto a disposizione se desiderate un confronto personalizzato, anche in ottica di percorso integrato. Un caro saluto.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.



