Buongiorno, il mio problema è avere la diarrea mangiando la pasta ma non averla mangiando pane. Negl
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Buongiorno, il mio problema è avere la diarrea mangiando la pasta ma non averla mangiando pane. Negli anni ho fatto caso che la pasta fresca mi da meno problemi.
Ho provato pasta senza glutine e va molto meglio. Ho provato ad eliminare i carboidrati per 10 giorni e, a parte la disperazione di non mangiare pane, stavo benissimo. Secondo voi può essere un'intolleranza ai carboidrati o al glutine?
Ho provato pasta senza glutine e va molto meglio. Ho provato ad eliminare i carboidrati per 10 giorni e, a parte la disperazione di non mangiare pane, stavo benissimo. Secondo voi può essere un'intolleranza ai carboidrati o al glutine?
Il fatto che lei tolleri il pane e la pasta fresca, ma non la pasta secca, indica che il suo problema non è il glutine, bensì degli zuccheri presenti nel frumento: i fruttani.
I fruttani sono zuccheri che l’intestino umano non riesce a scindere. Se arrivano integri nel colon, richiamano acqua e fermentano rapidamente, causando l'attacco di diarrea.
Il pane riesce a mangiarlo perchè durante la lievitazione (specie se lunga), i lieviti digeriscono i fruttani al posto suo, mentre a pasta secca industriale, invece, ne è ricca e non subisce questa pre-digestione.
Stare bene senza carboidrati non significa esserne intolleranti; ha semplicemente eliminato la fonte di fermentazione. Tuttavia, escluderli a lungo termine peggiora la capacità dell'intestino di gestirli in futuro.
Lei sta bene mangiando pasta senza glutine perchè riso e mais sono poveri di questi zuccheri, non perché il glutine fosse il colpevole (altrimenti starebbe male anche con il pane).
Eliminare il glutine non è corretto dal punto di vista clinico perchè si crea un falso positivo.
Comunque il mio consiglio è parlare con il proprio medico in modo da poter escludere problematiche serie e trovare il giusto quadro clinico. Saluti. Dott. Matteo Ruggiero
I fruttani sono zuccheri che l’intestino umano non riesce a scindere. Se arrivano integri nel colon, richiamano acqua e fermentano rapidamente, causando l'attacco di diarrea.
Il pane riesce a mangiarlo perchè durante la lievitazione (specie se lunga), i lieviti digeriscono i fruttani al posto suo, mentre a pasta secca industriale, invece, ne è ricca e non subisce questa pre-digestione.
Stare bene senza carboidrati non significa esserne intolleranti; ha semplicemente eliminato la fonte di fermentazione. Tuttavia, escluderli a lungo termine peggiora la capacità dell'intestino di gestirli in futuro.
Lei sta bene mangiando pasta senza glutine perchè riso e mais sono poveri di questi zuccheri, non perché il glutine fosse il colpevole (altrimenti starebbe male anche con il pane).
Eliminare il glutine non è corretto dal punto di vista clinico perchè si crea un falso positivo.
Comunque il mio consiglio è parlare con il proprio medico in modo da poter escludere problematiche serie e trovare il giusto quadro clinico. Saluti. Dott. Matteo Ruggiero
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Quello che descrive è un quadro interessante e non così raro nella pratica clinica.
Il primo passo, in questi casi, è sempre escludere una celiachia attraverso gli appositi test (esami sierologici ed eventualmente altri approfondimenti su indicazione medica). È importante eseguirli mentre si consuma ancora glutine, altrimenti i risultati potrebbero non essere attendibili.
Se gli esami per la celiachia risultano negativi, non si può comunque escludere una sensibilità al glutine non celiaca. Questa condizione, a differenza della celiachia, non ha marcatori diagnostici specifici: si tratta infatti di una diagnosi prevalentemente clinica, basata sui sintomi e sulla risposta alla dieta.
Nel suo caso, il fatto che:
la pasta dia più sintomi rispetto al pane
la pasta fresca sia meglio tollerata
i prodotti senza glutine migliorino la situazione
l’eliminazione dei carboidrati abbia portato beneficio
fa pensare che possa esserci una componente legata al glutine o ad altri componenti dei cereali (non necessariamente “ai carboidrati” in generale).
Un approccio sensato potrebbe essere:
Effettuare i test per la celiachia (prima di modificare stabilmente la dieta).
Se negativi, impostare un periodo controllato di alimentazione senza glutine, per valutare in modo oggettivo la risposta dei sintomi.
Successivamente, eseguire una reintroduzione graduale e mirata del glutine, monitorando le reazioni: questo passaggio è fondamentale per capire se esiste davvero una correlazione causa-effetto.
Questo tipo di percorso permette di fare una valutazione più precisa e di evitare restrizioni inutili o troppo rigide nel lungo periodo.
Il consiglio è comunque di affrontare questo iter con un professionista, così da strutturare correttamente sia la fase di esclusione che quella di reintroduzione.
Il primo passo, in questi casi, è sempre escludere una celiachia attraverso gli appositi test (esami sierologici ed eventualmente altri approfondimenti su indicazione medica). È importante eseguirli mentre si consuma ancora glutine, altrimenti i risultati potrebbero non essere attendibili.
Se gli esami per la celiachia risultano negativi, non si può comunque escludere una sensibilità al glutine non celiaca. Questa condizione, a differenza della celiachia, non ha marcatori diagnostici specifici: si tratta infatti di una diagnosi prevalentemente clinica, basata sui sintomi e sulla risposta alla dieta.
Nel suo caso, il fatto che:
la pasta dia più sintomi rispetto al pane
la pasta fresca sia meglio tollerata
i prodotti senza glutine migliorino la situazione
l’eliminazione dei carboidrati abbia portato beneficio
fa pensare che possa esserci una componente legata al glutine o ad altri componenti dei cereali (non necessariamente “ai carboidrati” in generale).
Un approccio sensato potrebbe essere:
Effettuare i test per la celiachia (prima di modificare stabilmente la dieta).
Se negativi, impostare un periodo controllato di alimentazione senza glutine, per valutare in modo oggettivo la risposta dei sintomi.
Successivamente, eseguire una reintroduzione graduale e mirata del glutine, monitorando le reazioni: questo passaggio è fondamentale per capire se esiste davvero una correlazione causa-effetto.
Questo tipo di percorso permette di fare una valutazione più precisa e di evitare restrizioni inutili o troppo rigide nel lungo periodo.
Il consiglio è comunque di affrontare questo iter con un professionista, così da strutturare correttamente sia la fase di esclusione che quella di reintroduzione.
Buongioro,i sintomi che descrive non fanno pensare necessariamente a un’intolleranza generalizzata ai carboidrati. Piuttosto, potrebbero essere legati a una sensibilità individuale verso alcuni componenti specifici della pasta, come il glutine o alcuni carboidrati fermentabili (FODMAP). Il fatto che tolleri meglio il pane e la pasta fresca, e che stia meglio con prodotti senza glutine, suggerisce che la risposta possa dipendere sia dal tipo di lavorazione sia dalla composizione degli alimenti. Come indicato anche dalla letteratura recente, questi disturbi rientrano spesso in condizioni funzionali intestinali, dove la gestione è molto individuale e basata sull’osservazione delle proprie reazioni ai diversi alimenti.
Può essere utile valutare la situazione con un professionista.
Può essere utile valutare la situazione con un professionista.
Per distinguere con precisione tra sensibilità al glutine, ai fruttani o semplice difficoltà digestiva, è utile confrontarsi con un esperto .
Buongiorno,
problematiche con il glutine vanno indagate per via specifica, tramite analisi e visite mediche approfondite; dopodichè, si costruisce una strategia che si adatti alla vita :)
problematiche con il glutine vanno indagate per via specifica, tramite analisi e visite mediche approfondite; dopodichè, si costruisce una strategia che si adatti alla vita :)
Buonasera,
il glutine sta tanto nel pane se di grano quanto nella pasta. Io vedrei meglio nel suo caso una leggera disbiosi intestinale. Si faccia seguire da un professionista, anche online, scoprirà un modo nuovo di assumere carboidrati e che con un bilanciamento adeguato il suo intestino tornerà a sorridere. La aspetto?
Cordialmente Dott.ssa Zanotti
il glutine sta tanto nel pane se di grano quanto nella pasta. Io vedrei meglio nel suo caso una leggera disbiosi intestinale. Si faccia seguire da un professionista, anche online, scoprirà un modo nuovo di assumere carboidrati e che con un bilanciamento adeguato il suo intestino tornerà a sorridere. La aspetto?
Cordialmente Dott.ssa Zanotti
Buongiorno. I sintomi che descrive non fanno pensare a un’intolleranza ai carboidrati in generale, ma più verosimilmente a una sensibilità verso alcuni componenti del grano o della pasta. Il fatto che la pasta le dia più fastidio del pane può dipendere da lavorazione, quantità e digeribilità dell’amido, mentre il miglioramento con pasta senza glutine fa pensare a una possibile sensibilità al glutine (non celiaca) o ad altri componenti del frumento come i FODMAP (in particolare i fruttani). Anche il fatto che la pasta fresca sia meglio tollerata va nella stessa direzione. È importante però escludere la celiachia con esami specifici prima di eliminare completamente il glutine. In alternativa si può valutare con un professionista un periodo di dieta a basso contenuto di FODMAP e osservare la tolleranza a cereali diversi come riso, mais e avena. In sintesi, è più probabile una sensibilità al glutine o ai FODMAP piuttosto che un’intolleranza ai carboidrati in generale.
Cordialmente, dottssa Troncone.
Cordialmente, dottssa Troncone.
Salve. Innanzitutto farei degli esami per escludere la celiachia. Poi c'è la possibilità di eseguire test delle intolleranze alimentari e testare i vari tipi di grano (grano duro, grano tenero) e i cereali che contengono glutine. Con queste analisi si può recare da un nutrizionista e chiedere una dieta specifica.
buongiorno per problematica del glutine va fatto esame sul test celiachia , piu probabile problema riguardante i FOS (facenti parte dei Fodmap) scatenando i sintomi intestinali da lei citati; le consiglio uan visita specialistica con un professionista nutrizionale.
Salve, da quello che scrive mi sembrerebbe più una sensibilità nei confronti del glutine contenuto nella pasta. Se ha notato che mangiando il pane e i cereali senza glutine va meglio continui quella strada, però le consiglierei una tantum di mangiare anche quella con glutine
Buongiorno,
i sintomi che descrive fanno pensare più a una sensibilità specifica verso alcuni tipi di carboidrati o al glutine, ma è importante fare alcune distinzioni.
Il fatto che:
tolleri meglio il pane rispetto alla pasta,
abbia meno disturbi con pasta fresca,
stia meglio con prodotti senza glutine,
suggerisce che il problema potrebbe non essere “i carboidrati” in generale, ma piuttosto:
una possibile sensibilità al glutine non celiaca;
oppure una difficoltà a digerire alcuni carboidrati fermentabili (FODMAP) presenti soprattutto in certi tipi di pasta industriale;
in alcuni casi, anche i processi di lavorazione (raffinazione, essiccazione) possono influire sulla tollerabilità.
È meno probabile parlare di una vera “intolleranza ai carboidrati” nel loro insieme.
Il consiglio è di:
evitare il fai-da-te eliminando intere categorie di alimenti;
eseguire, se non già fatti, i test per escludere celiachia (senza aver eliminato il glutine prima degli esami);
valutare con un professionista un eventuale protocollo di esclusione e reintroduzione mirato.
In molti casi si riesce a trovare un buon equilibrio senza rinunce drastiche, ma con scelte più adatte alla propria tolleranza individuale.
Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
i sintomi che descrive fanno pensare più a una sensibilità specifica verso alcuni tipi di carboidrati o al glutine, ma è importante fare alcune distinzioni.
Il fatto che:
tolleri meglio il pane rispetto alla pasta,
abbia meno disturbi con pasta fresca,
stia meglio con prodotti senza glutine,
suggerisce che il problema potrebbe non essere “i carboidrati” in generale, ma piuttosto:
una possibile sensibilità al glutine non celiaca;
oppure una difficoltà a digerire alcuni carboidrati fermentabili (FODMAP) presenti soprattutto in certi tipi di pasta industriale;
in alcuni casi, anche i processi di lavorazione (raffinazione, essiccazione) possono influire sulla tollerabilità.
È meno probabile parlare di una vera “intolleranza ai carboidrati” nel loro insieme.
Il consiglio è di:
evitare il fai-da-te eliminando intere categorie di alimenti;
eseguire, se non già fatti, i test per escludere celiachia (senza aver eliminato il glutine prima degli esami);
valutare con un professionista un eventuale protocollo di esclusione e reintroduzione mirato.
In molti casi si riesce a trovare un buon equilibrio senza rinunce drastiche, ma con scelte più adatte alla propria tolleranza individuale.
Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
Buon pomeriggio,
Il fatto che la pasta le causi diarrea mentre il pane no, e che la pasta fresca la tolleri meglio di quella secca, fornisce già importanti indizi per orientare una valutazione.
L'ipotesi più plausibile, sulla base di quanto descritto, non è tanto un'intolleranza generica ai carboidrati, quanto piuttosto una sensibilità al glutine non celiaca o, in alternativa, una reattività ai FODMAP (carboidrati fermentabili a catena corta).
La differenza tra pasta secca e pasta fresca è significativa: la pasta fresca contiene generalmente meno glutine e ha una struttura proteica diversa rispetto a quella secca industriale, il che potrebbe spiegare perché la tollera meglio. Allo stesso modo, la pasta senza glutine che ha provato (con risultati positivi) rafforza l'ipotesi di una sensibilità al glutine, che può manifestarsi con diarrea, gonfiore, crampi e malessere intestinale anche senza una celiachia vera e propria.
Il miglioramento durante i 10 giorni senza carboidrati è un'ulteriore conferma che qualcosa in quella categoria di alimenti non viene tollerato correttamente dal suo organismo.
È importante però sottolineare che la diagnosi di celiachia deve essere esclusa prima di procedere con qualsiasi eliminazione del glutine dalla dieta: effettuare gli esami del sangue (anticorpi anti-transglutaminasi e anti-endomisio) mentre si consuma ancora glutine è fondamentale per ottenere un risultato attendibile.
Nel caso in cui la celiachia venga esclusa, potrebbe trattarsi di sensibilità al glutine non celiaca o di una difficoltà nella gestione dei FODMAP, condizioni entrambe gestibili efficacemente con un percorso nutrizionale mirato.
Le consiglio di prenotare una prima visita nutrizionale per costruire insieme un piano alimentare personalizzato, che preveda un protocollo di eliminazione e reintroduzione graduale degli alimenti, al fine di identificare con precisione la causa dei suoi disturbi e migliorare la qualità della sua vita quotidiana.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Il fatto che la pasta le causi diarrea mentre il pane no, e che la pasta fresca la tolleri meglio di quella secca, fornisce già importanti indizi per orientare una valutazione.
L'ipotesi più plausibile, sulla base di quanto descritto, non è tanto un'intolleranza generica ai carboidrati, quanto piuttosto una sensibilità al glutine non celiaca o, in alternativa, una reattività ai FODMAP (carboidrati fermentabili a catena corta).
La differenza tra pasta secca e pasta fresca è significativa: la pasta fresca contiene generalmente meno glutine e ha una struttura proteica diversa rispetto a quella secca industriale, il che potrebbe spiegare perché la tollera meglio. Allo stesso modo, la pasta senza glutine che ha provato (con risultati positivi) rafforza l'ipotesi di una sensibilità al glutine, che può manifestarsi con diarrea, gonfiore, crampi e malessere intestinale anche senza una celiachia vera e propria.
Il miglioramento durante i 10 giorni senza carboidrati è un'ulteriore conferma che qualcosa in quella categoria di alimenti non viene tollerato correttamente dal suo organismo.
È importante però sottolineare che la diagnosi di celiachia deve essere esclusa prima di procedere con qualsiasi eliminazione del glutine dalla dieta: effettuare gli esami del sangue (anticorpi anti-transglutaminasi e anti-endomisio) mentre si consuma ancora glutine è fondamentale per ottenere un risultato attendibile.
Nel caso in cui la celiachia venga esclusa, potrebbe trattarsi di sensibilità al glutine non celiaca o di una difficoltà nella gestione dei FODMAP, condizioni entrambe gestibili efficacemente con un percorso nutrizionale mirato.
Le consiglio di prenotare una prima visita nutrizionale per costruire insieme un piano alimentare personalizzato, che preveda un protocollo di eliminazione e reintroduzione graduale degli alimenti, al fine di identificare con precisione la causa dei suoi disturbi e migliorare la qualità della sua vita quotidiana.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Buongiorno
Da come ha descritto la situazione, potrebbe essere una forma di intolleranza a prodotti della famiglia dei cereali. Ma il fatto che succeda con la pasta e non con il pane è curioso. Potrebbe dipendere anche dagli alimenti che accompagnano la fonte di cereali.
Consiglio di fare esami più approfonditi per capire la causa effettiva.
Per un confronto più preciso, ed eventualmente strutturare un piano alimentare adeguato alla sua condizione, mi contatti.
Buona giornata,
Dott. Intropido Mattia
Da come ha descritto la situazione, potrebbe essere una forma di intolleranza a prodotti della famiglia dei cereali. Ma il fatto che succeda con la pasta e non con il pane è curioso. Potrebbe dipendere anche dagli alimenti che accompagnano la fonte di cereali.
Consiglio di fare esami più approfonditi per capire la causa effettiva.
Per un confronto più preciso, ed eventualmente strutturare un piano alimentare adeguato alla sua condizione, mi contatti.
Buona giornata,
Dott. Intropido Mattia
Buongiorno, le consiglierei di fare le analisi per la celiachia per valutare se c'è un'allergia o intolleranza al glutine.
Buongiorno,
Le informazioni che le ho fornito sono corrette e in linea con le evidenze scientifiche attuali, ma è importante interpretarle con precisione. In un caso come il suo, la prima condizione da escludere è sempre la Celiachia, che è una patologia autoimmune e richiede esami specifici da effettuare mentre si assume ancora glutine. Solo dopo averla esclusa si possono considerare altre ipotesi.
La Sensibilità al glutine non celiaca è una condizione riconosciuta, ma complessa, perché non esistono test diagnostici specifici e la diagnosi avviene per esclusione. Inoltre, diversi studi suggeriscono che in molti casi i sintomi non siano dovuti esclusivamente al glutine, ma anche ad altri componenti del grano.
L’Allergia al frumento è un’altra possibilità, anche se meno probabile nel suo caso, perché generalmente si manifesta non solo con disturbi intestinali ma anche con sintomi cutanei o respiratori.
Considerando il quadro che descrive, è invece molto plausibile un coinvolgimento dei FODMAP, in particolare dei fruttani presenti nel grano. Il fatto che la pasta le dia più fastidio del pane, che la pasta fresca sia meglio tollerata, che la versione senza glutine migliori i sintomi e che eliminando i carboidrati stia bene, è un andamento tipico di una sensibilità intestinale a questi zuccheri fermentabili. In questi casi non si parla di una vera “intolleranza ai carboidrati”, ma piuttosto di una risposta dell’intestino a specifiche molecole fermentabili.
In sintesi, è molto probabile che i sintomi siano legati più a una sensibilità ai FODMAP che al glutine in senso stretto, ma è fondamentale procedere per gradi con un corretto inquadramento diagnostico, partendo dall’esclusione della celiachia e valutando poi le altre condizioni.
Buona giornata
Dott.ssa Giorgia Ranzato
Biologa nutrizionista.
Le informazioni che le ho fornito sono corrette e in linea con le evidenze scientifiche attuali, ma è importante interpretarle con precisione. In un caso come il suo, la prima condizione da escludere è sempre la Celiachia, che è una patologia autoimmune e richiede esami specifici da effettuare mentre si assume ancora glutine. Solo dopo averla esclusa si possono considerare altre ipotesi.
La Sensibilità al glutine non celiaca è una condizione riconosciuta, ma complessa, perché non esistono test diagnostici specifici e la diagnosi avviene per esclusione. Inoltre, diversi studi suggeriscono che in molti casi i sintomi non siano dovuti esclusivamente al glutine, ma anche ad altri componenti del grano.
L’Allergia al frumento è un’altra possibilità, anche se meno probabile nel suo caso, perché generalmente si manifesta non solo con disturbi intestinali ma anche con sintomi cutanei o respiratori.
Considerando il quadro che descrive, è invece molto plausibile un coinvolgimento dei FODMAP, in particolare dei fruttani presenti nel grano. Il fatto che la pasta le dia più fastidio del pane, che la pasta fresca sia meglio tollerata, che la versione senza glutine migliori i sintomi e che eliminando i carboidrati stia bene, è un andamento tipico di una sensibilità intestinale a questi zuccheri fermentabili. In questi casi non si parla di una vera “intolleranza ai carboidrati”, ma piuttosto di una risposta dell’intestino a specifiche molecole fermentabili.
In sintesi, è molto probabile che i sintomi siano legati più a una sensibilità ai FODMAP che al glutine in senso stretto, ma è fondamentale procedere per gradi con un corretto inquadramento diagnostico, partendo dall’esclusione della celiachia e valutando poi le altre condizioni.
Buona giornata
Dott.ssa Giorgia Ranzato
Biologa nutrizionista.
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