Buongiorno, ho una figlia di 26 anni in terapia psichiatrica e psicologia da cinque anni per ansia g

24 risposte
Buongiorno, ho una figlia di 26 anni in terapia psichiatrica e psicologia da cinque anni per ansia generalizzata e mancanza di autostima . Si è laureata e ora ha trovato lavoro , trasferendosi in altra città , nel settore che le piace ma non nella sua posizione . Appena iniziato il lavoro dice che non le piace ,che non si è ascoltata e che non doveva accettare ma attendere la posizione da lei ambita stando a casa . Noi non sappiamo come aiutarla .. se spingerla ad andare avanti o dirle di smettere e tornare a casa
Dott. Gianmarco Simeoni
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Varese
Buongiorno Gentile Utente, mi dispiace per la situazione che state vivendo come genitori. I consigli lasciano sempre il tempo che trovano: piuttosto potrebbe essere più utile ascoltare Vostra figlia senza dirle cosa fare, dandole supporto per una situazione che per lei è sicuramente complicata da gestire. Sicuramente ne parlerà in terapia e sarà lì che lavorerà sulla questione. Probabilmente da voi cerca ascolto e comprensione, non una soluzione. Cordialmente, dott. Simeoni

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Dott.ssa Gaia Villa
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno, innanzitutto grazie per la Sua condivisione qui. Immagino sia una situazione complessa la Sua e che per Lei sia difficile capire cosa possa essere meglio fare per sua figlia, soprattutto in un momento delicato in cui non solo esce di casa, ma per di più cambia città. Come prima cosa ci tengo a sottolineare che il fatto che Sua figlia sia seguita da tanto tempo da una professionista può essere per lei una fonte importante di comprensione di se stessa e dei propri bisogni. Essendo ormai un'adulta, ma in una fase di transizione della vita, può essere complesso affrontare i cambiamenti, ed è normale sentire la necessità di tornare a "casa", dove si è sempre stati e ci si è sempre sentiti bene, accolti, accuditi. Da genitori quello che dovreste fare in primis è accertarvi che lei sappia che voi ci siete, e che qualsiasi scelta farà le sarete accanto e le vorrete bene. Credo che non serva che siate voi a "spingerla" in una direzione piuttosto che in un'altra. Nonostante possa avere alcune fragilità, vostra figlia è un'adulta e sarà capace di prendere la decisione migliore per sé. E se sbaglierà o cambierà idea o tornerà sui suoi passi, l'importante è che lei sappia che mamma e papà le vogliono bene e ci sono per lei, per qualsiasi cosa. Spingerla verso una due direzioni sarebbe rischioso sia per voi che per lei: voi rischiereste di spingerla verso la scelta sbagliata, e lei rischierebbe di rimanere con dei rimorsi o dei rancori rispetto a come le cose sarebbero potute andare se avesse fatto solo di testa sua. In generale quindi, quando si ha a che fare con figli adulti e scelte di vita, è meglio fare un ACCOGLIENTE passo indietro. A ogni modo, se la situazione di Sua figlia la preoccupa e ha bisogno di qualcuno con cui parlarne, il consiglio è quello di rivolgersi ad un professionista.
Se valuterà questa idea, resto a disposizione anche online per un consulto.

Grazie ancora per la condivisione, Le auguro il meglio.
Dott.ssa Gaia Villa
Buon pomeriggio utente. Come già le hanno scritto i colleghi qui sopra, dare consigli o spingerla verso un obiettivo che potrà poi risultare non essere quello di sua figlia, non è mai una buona idea! Sua figlia svolge già un percorso dal quale potrà approfondire ogni tematica desiderata, favorendo dell'aiuto che maggiormente le serve. Piuttosto penso che il miglior supporto da parte di voi genitori sia proprio quello di aspettare senza pressione che vostra figlia maturi una decisione in autonomia. Mantenete un assetto aperto ed accogliete, fidatevi di vostra figlia e aspettate che ogni "pezzettino del puzzle" possa tornare al proprio posto.
Cordialmente, Caterina.
Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente, posso immaginare che dare una soluzione a sua figlia sia per lei genitore un urgenza, un modo pratico per risolvere il malessere di sua figlia. Tuttavia ciò che mi sento di dirle e di provare a mettersi in ascolto di sua figlia, senza darle una soluzione, ma magari esplorando insieme a lei le alternative. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Dott.ssa Giorgia Lanza
Psicologo, Psicologo clinico
Carate Brianza
Gentile utente, posso solo immaginare la difficoltà in cui lei, come genitore, si trova. Ciò che mi sento di consigliarle è quella di porsi in una condizione di ascolto dei bisogni di sua figlia, mettendosi in una posizione di non giudizio. Ciò di cui sua figlia ha bisogno è sicuramente di essere ascoltata, capita, compresa.
Un caro saluto, dott.ssa Giorgia Lanza
Dott.ssa Eleonora Caciolli
Psicologo, Psicologo clinico
Montemurlo
Cara signora la comprendo, in questo periodo trovare un lavoro è molto importante, ma sua figlia si sta comunque dando daffare, nonostante le sue difficoltà si è laureata , sospenda il giudizio e la proiezione del suo volere, troverà la sua strada, provi a pensare che ha già fatto molto sua figlia. saluti Dott.ssa Eleonora Caciolli

Dott.ssa Federica Moro
Psicoterapeuta, Psicologo
Ravenna
Gentile utente, comprendo le vostre preoccupazioni da genitori, ma piuttosto che suggerire a vostra figlia cosa fare o cosa non fare direi di ascoltarla e di esserle di supporto qualsiasi scelta lei faccia (la vita è la sua e può sentirsi libera di fare delle scelte in autonomia senza che voi genitori dobbiate dire la "vostra"). Vostra figlia oltretutto è già seguita sia farmacologicamente che a livello terapeutico, avrà già condiviso il suo malessere con il suo terapeuta e ci starà già lavorando immagino.
Piuttosto voi genitori potreste intraprendere un percorso per indagare le vostre fatiche in questo momento.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Moro Federica
Dott.ssa Giorgia Colombo
Psicologo, Psicologo clinico
Lentate sul Seveso
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso la vostra situazione.
Da genitori non deve essere facile vedere la propria figlia insoddisfatta, immagino dopo tante fatiche che avete fatto con il desiderio che sia serena e che viva una vita personale e professionale.
Anche lei si sta impegnando in un percorso individuale psicologico e psichiatrico. Così come porta a voi le sue emozioni e i suoi vissuti, lo stesso farà con le figure professionali che la stanno seguendo.
Mi sento di rispondervi di starle vicina e ascoltarla, senza necessariamente darle dei consigli su cosa fare o meno. Già mostrarle e farle percepire la vostra vicinanza, ora che si trova in un'altra città, non sembra forse ma è già moltissimo.
Vedrete che con i suoi tempi e le sue risorse vostra figlia riuscirà a trovare la strada professionale che più la appaga.
Vi faccio i miei più sentiti saluti,
Dott.ssa Giorgia Colombo
Dott.ssa Doris Cisternino
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buonasera gentile utente, la posizione che descrive immagino possa essere complessa e carica di preoccupazioni, soprattutto alla luce dei trascorsi personali. Anch'io ritengo che spronare o indicare la via da intraprendere appaia, talvolta, la scelta più giusta, ma anche la meno efficace. Sua figlia, sostenuta e guidata negli ultimi anni da percorsi specialistici, ha acquisito degli strumenti e delle risorse che vanno sempre valorizzati e incoraggiati. In questo momento così difficile per lei, potrebbe essere utile "stare" con la sofferenza di sua figlia e condividerla, piuttosto che sentirsi in dovere di "fare" e cercare soluzioni. Sbagliare nelle proprie esperienze di vita è normativo e aiuta ad acquisire maggiore consapevolezza rispetto a sè e ai propri obiettivi. Rendersi parte attiva nella scelta è sicuramente uno strumento utile per accrescere la propria efficacia e sicurezza, soprattutto in ambito lavorativo. Resto a disposizione, dott.ssa Doris Cisternino
Dr. Marco Cenci
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno, è impossibile dare consigli su come comportarsi con così pochi dati alla mano... Un atteggiamento che, però, spesso risulta utile quando si è nella vostra situazione è porsi in una posizione di ascolto senza orientare le scelte dei figli.
Dott. Marco Cenci
Dott.ssa Elisa Frezzotti
Psicologo
Sondrio
Gentile utente, immagino la difficoltà del momento che sta vivendo. Penso che come genitori quello che potete fare è porvi in una posizione di ascolto, senza influenzare in alcun modo le scelte di vostra figlia, ma piuttosto aiutandola ad esplorare i pro e i contro legati alla scelta di andare avanti con il lavoro che ha intrapreso, piuttosto che a quella di ritornare a casa. Capisco l'urgenza, come genitore, di vedere stare bene la vostra ragazza e di avere la risposta giusta, ma dare l'opportunità a lei di essere padrona della propria scelta ritengo sia un passaggio importante e realizzabile anche grazie al supporto psichiatrico e psicologico e a un atteggiamento fiducioso da parte vostra nel fatto che, pur nella difficoltà della situazione, saprà scegliere ciò che ritiene sia meglio per lei in questo momento. Rimango a disposizione. Un caro saluto
Dott.ssa Camilla Centanni
Psicologo, Psicologo clinico
Maccarese
Buongiorno gentile utente, immagino quanto possa essere difficile la situazione che state vivendo. In quanto genitori, è normale avere spontaneamente la tendenza a consigliare e la speranza di poter sollevare i propri figli da problemi e situazioni complesse. Tuttavia, per quanto possiate esprimervi in consigli e pareri, è sempre possibile che vostra figlia scelga di fare ciò che sente e che crede essere meglio per lei. Consideri anche che vostra figlia è seguita in terapia, di conseguenza ha un suo spazio per portare le questioni di vita che ritiene necessario affrontare e condividere. Mi sento di dirle di confidare nel percorso che sta facendo e nella sua capacità di scegliere per se stessa ciò che ritiene essere l'alternativa più idonea. Rimango a disposizione qualora avesse bisogno. Cordialmente, dott.ssa Camilla Centanni.
Dott.ssa Simona Pietrafesa
Psicologo, Psicologo clinico
Potenza
Buongiorno, Ho letto il suo racconto e la ringrazio per aver condiviso. Essere genitori ovviamente non è semplice. Questo significa che, in questa fase cruciale della vita di vostra figlia, il vostro ruolo potrebbe anche essere quello di dare supporto e non consiglio o soluzioni ai problemi. Questo è un dettaglio che può fare la differenza perché, in questo modo, aiuterete vostra figlia ad imparare a decidere per sé e, perché no, anche a sbagliare. Sbagliare è importante in quanto ci insegna tanto. Tale discorso è ulteriormente rafforzato dal fatto che vostra figlia ha già intrapreso un percorso personale e probabilmente quando si apre con voi non cerca la soluzione ma cerca accoglienza, In poche parole, si apre per sfogarsi e probabilmente non per avere la soluzione ai suoi problemi. Suggerisco a voi genitori di intraprendere un percorso con un professionista poiché non è sempre facile il ruolo genitoriale, nel senso che a volte ci si può trovare in difficoltà in questo e, conoscere il modo giusto per star vicino ai figli analizzando l'origine delle proprie difficoltà in merito, è importante.
Resto a disposizione,
cordiali saluti.
Dott.ssa Simona Pietrafesa
Dott.ssa Sofia Bonomi
Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Buongiorno utente, grazie per aver condiviso con noi la sua situazione. Dal breve scritto trapela una comprensibile preoccupazione da parte sua e un conflitto tra il desiderio di vedere sua figlia soddisfatta e il pensiero che abbia bisogno di un consiglio per fare la scelta giusta. Provi a riflettere se pensa che sua figlia abbia la capacità e la possibilità di scegliere per se stessa e in particolare al diritto di auto determinarsi che ogni figlio dovrebbe poter esercitare. Forse più che un aiuto concreto potrebbe "limitarsi" a supportare sua figlia e farle sentire che a prescindere dalla scelta che farà, voi come genitori sarete presenti. Se desidera approfondire resto a disposizione. Dott.ssa Sofia Bonomi
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Campobasso
Buon pomeriggio cara utente, quella che lei descrive è una situazione molto delicata che sicuramente non può essere risolta in poche righe ma mi sento di consigliarle di pensare agli obiettivi che sua figlia ha raggiunto e che pian piano sta diventando grande. La sua condizione psicologica, sicuramente ha influenzato e sta influenzando la sua vita ma mi sembra piena di risorse per affrontare le tappe di sviluppo. A lei, come genitore mi sento di consigliare di focalizzarsi su questo.
Resto a sua disposizione per approfondire.
Dott. Luca Rochdi
Dott.ssa Anastasia Giangrande
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentilissima, è comprensibile il disagio provato ora da sua figlia e anche, di riflesso, il vostro. I genitori vorrebbero sempre trovare una risposta risolutiva alle richieste di aiuto dei figli. Tuttavia, nel processo di crescita è necessario che i figli si scontrino anche con le decisioni che prendono soli e relative conseguenze. Forse in questo momento a sua figlia serve uno spazio in cui sentirsi accolta e sostenuta e, soprattutto, in cui senta di avere il tempo per elaborare le cose; il tempo di scegliere, di vivere, di sbagliare, di elaborare, di riaprire lo scenario delle scelte etc.
Potrebbe anche pensare di avviare un suo percorso personale per rafforzare il suo ruolo di sostegno e supporto calmo e aperto ad accogliere ciò che arriva, senza fretta e angoscia. Sono a disposizione per avviare un percorso online, dott.ssa Anastasia Giangrande
Dott. Lorenzo Biagioni
Psicologo, Psicologo clinico
Pistoia
Gentile utente. Grazie per aver condiviso il suo pensiero riguardo sua figlia. Da quanto ha scritto, vedo che di supporto, sua figlia, ne ha già abbastanza. E' normale essere preoccupati, data la distanza tra voi e il momento di dubbio che ha sua figlia. Penso però che questo momento potrebbe essere decisivo nel far prendere consapevolezza a lei e a voi della capacità intrinseca di superare gli ostacoli. Credo quindi che entrambi voi, dobbiate ascoltarvi vicendevolmente, senza affrettare i tempi. Un saluto.
Dottor Lorenzo Biagioni
Dott.ssa Arianna Broglia
Psicologo, Psicoterapeuta
Parma
Buongiorno gentile utente, grazie per avere condiviso con noi i suoi pensieri e le sue preoccupazioni. Comprendo che da genitori vogliate vedere vostra figlia soddisfatta e che questo desiderio possa spingervi a cercare di volerle consigliare sempre il meglio. Tuttavia, come hanno già detto altri miei colleghi, a volte più che di consigli si può avere bisogno di supporto e comprensione; potrebbe essere questo quello che vostra figlia sta cercando da voi? Nel caso volesse approfondire, sarò lieta di accoglierla, anche online. Un caro saluto, Dott.ssa Arianna Broglia
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Dott.ssa Valeria Oliveri
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Montespertoli
Gentile utente, comprendo la vostra preoccupazione in quanto genitori. Ciò che mi sento di consigliarvi è di sostenerla in questo momento di difficoltà, facendo in modo che sia lei a scegliere per sé. Potreste inoltre consigliare a vostra figlia - qualora abbia interrotto il percorso psicologico con il trasferimento - di trovare un professionista che possa fornirle un supporto qualificato. Saluti Dr.ssa Oliveri
Dott.ssa Tatiana Pasino
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno,

la situazione che descrive è sicuramente complessa e richiede molta delicatezza. Le suggerisco di stabilire un rapporto comunicativo aperto con sua figlia, ascoltando le sue preoccupazioni senza giudicare. È importante che lei si senta supportata e compresa. Potrebbe essere utile incoraggiarla a riflettere sui motivi per cui ha accettato questa posizione e su cosa può imparare da questa esperienza, piuttosto che spingerla a prendere decisioni affrettate.

Considerate l'opzione di coinvolgere i professionisti che la seguono, per avere un supporto adeguato in questo percorso. L'obiettivo è aiutarla a costruire la propria autostima e a trovare un equilibrio tra le sue aspirazioni e le sfide attuali.
Un caro saluto
Dott.ssa Martina Manzini
Psicologo clinico, Psicologo
Sassuolo
Come genitori non avete il compito di dirle se andare avanti o tornare a casa.
Fatele sentire il vostro appoggio in qualsiasi scelta lei farà, così che si senta accolta e sostenuta mentre esercita la sua autonomia nella scelta.
Forza! Vostra figlia ha già fatto passi importanti, siate fieri.
Cordialmente,
Dott.ssa Manzini.
Dott.ssa Isabella Mazzocchi
Psicologo, Psicologo clinico
Urbino
È comprensibile che vi sentiate in difficoltà nel capire come sostenere vostra figlia in questo momento di cambiamento e incertezza. Da quanto scrivete, sembra che stia attraversando una fase delicata in cui emergono dubbi sulla scelta lavorativa e sulla propria capacità di affrontare la nuova situazione. Trasferirsi, iniziare un nuovo lavoro e confrontarsi con aspettative personali possono essere sfide impegnative, specialmente per chi ha già vissuto difficoltà legate all'ansia e all'autostima. È possibile che, trovandosi ora nella realtà concreta del lavoro, stia emergendo una discrepanza tra ciò che immaginava e ciò che sta sperimentando. Più che spingerla in una direzione o nell'altra, potrebbe essere utile aiutarla a esplorare cosa la sta mettendo in difficoltà: è il lavoro in sé che non le piace, o è la difficoltà iniziale di adattarsi?; c’è una reale incompatibilità con il ruolo o prevale la frustrazione di non aver ottenuto subito la posizione desiderata?; ha paura di non farcela o teme di aver fatto una scelta “sbagliata”?. Potreste incoraggiarla a prendersi del tempo per valutare, magari dandosi degli obiettivi a breve termine prima di prendere una decisione definitiva. Anche confrontarsi con la sua terapeuta potrebbe aiutarla a distinguere se questo malessere è legato alla situazione specifica o a dinamiche interne già presenti. Infine, farle sentire che qualunque scelta farà, voi ci siete e la sostenete, può essere un elemento fondamentale per aiutarla a ritrovare fiducia in sé stessa e nelle sue capacità decisionali.
Dr.ssa Isabella Mazzocchi Psicologa Clinica
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, comprendo molto bene la sua preoccupazione come genitore, perché vedere una figlia che soffre e che mette in dubbio le proprie scelte può far sentire impotenti e divisi tra il desiderio di sostenerla e la paura di prendere una direzione che possa farla stare peggio. È importante ricordare che la sua reazione non è insolita: dopo anni di studio, un cambiamento così grande come l’ingresso nel mondo del lavoro, associato al trasferimento in una nuova città, rappresenta un passaggio impegnativo che può generare ansia, insicurezza e sensazioni di inadeguatezza. In persone che hanno già una storia di ansia generalizzata e bassa autostima, queste emozioni tendono a manifestarsi in modo ancora più intenso. Il fatto che sua figlia esprima dubbi e rimpianti così precocemente non significa necessariamente che la scelta sia stata sbagliata. Molto spesso l’ansia porta a ingigantire la percezione delle difficoltà e a focalizzarsi solo sugli aspetti negativi, trascurando il valore dell’esperienza in sé. La mente ansiosa tende a chiedere certezze immediate, ma nella vita reale queste certezze raramente arrivano subito, specialmente nelle prime esperienze lavorative. È naturale che ci sia una fase di adattamento, durante la quale si sperimentano momenti di insoddisfazione o la sensazione di non aver fatto la scelta giusta. Dal punto di vista psicologico è utile non concentrarsi solo sul “giusto o sbagliato” della decisione, ma considerare questa esperienza come un’opportunità di crescita. Anche se non è la posizione che desiderava, può darle competenze, contatti e strumenti che in futuro la avvicineranno di più al ruolo a cui ambisce. Allo stesso tempo, è importante che lei senta che non è obbligata a restare per forza se dovesse rendersi conto davvero che la situazione è insostenibile, perché avere alternative e sentirsi liberi di scegliere riduce la pressione. Per voi genitori può essere utile mantenere un atteggiamento di ascolto e sostegno, senza spingerla in una direzione netta ma aiutandola a valutare con calma i pro e i contro, sostenendola nel riconoscere i piccoli progressi che sta facendo. Incoraggiarla a dare un po’ di tempo all’esperienza prima di trarre conclusioni definitive può essere un modo per ridurre l’impulsività dettata dall’ansia. Nel frattempo il percorso psicologico che già sta seguendo sarà un importante spazio dove potrà elaborare le sue paure, comprendere meglio i suoi schemi di pensiero e lavorare sulla fiducia in sé stessa. Il ruolo più prezioso che potete avere accanto a lei è quello di essere una base sicura, facendole sentire che qualsiasi decisione prenderà non sarà giudicata, ma accolta, e che non è sola nell’affrontare questa fase della sua vita. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Chiara Avelli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, capisco bene la vostra preoccupazione. È molto positivo che vostra figlia sia seguita sia dallo psichiatra che dalla psicologa, perché significa che ha già una rete di supporto professionale che la accompagna. È anche un grande traguardo essersi laureata, aver trovato un lavoro e aver affrontato un trasferimento in una nuova città: sono passi importanti, soprattutto per una persona che convive con ansia generalizzata e bassa autostima. È comprensibile che il cambiamento l’abbia scombussolata. Il trasferimento, l’ingresso in un ambiente nuovo e l’idea di non essere esattamente nella posizione lavorativa che desiderava possono aver amplificato le sue insicurezze, portandola a pensare di aver sbagliato. In realtà, spesso serve tempo per assestarsi, ambientarsi e capire davvero come ci si sente in un nuovo contesto. Prima di prendere decisioni drastiche sarebbe importante che si desse un periodo minimo per adattarsi e vedere le cose con maggiore lucidità. Ogni scelta, infatti, ha pro e contro: rimanere in quel lavoro le offre esperienza, autonomia e crescita, ma può farla sentire fuori dalla sua “zona ideale”; tornare a casa la farebbe sentire più protetta, ma potrebbe alimentare il timore di non farcela. Ha bisogno di capire cosa pesa di più per lei, e questo richiede tempo. Il vostro ruolo è starle vicino, ascoltarla e accoglierla qualunque decisione prenderà, incoraggiandola però a non decidere sull’onda dell’ansia. Lasciarle il tempo di stabilizzarsi e confrontarsi anche con i professionisti che la seguono, sarà fondamentale per fare una scelta più serena e consapevole. Dott.ssa Chiara Avelli.

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