Buongiorno ho 51 anni in premenopausa il mio medico mi ha prescritto la vitamina D dibase mensile at
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Buongiorno ho 51 anni in premenopausa il mio medico mi ha prescritto la vitamina D dibase mensile Xo' nonostante non assuma altri farmaci non mi ha prescritto la K2.. Vorrei sapere se è valida comunque la mia integrazione xche' ho letto vari articoli che raccomandano anche la K2 ma il mio medico dice che andrebbe assunta con cautela x scongiurare trombosi...grazie
Buongiorno,
l’integrazione di vitamina D prescritta dal suo medico è valida anche senza associazione con vitamina K2. La vitamina D ha un ruolo fondamentale nel metabolismo osseo e nel mantenimento dei normali livelli di calcio nel sangue, e viene spesso integrata in premenopausa o in caso di carenza documentata.
L’associazione con vitamina K2 non è sempre necessaria: può essere valutata solo in specifiche situazioni cliniche, soprattutto in presenza di problematiche ossee o particolari fattori di rischio. Inoltre, come le è stato correttamente riferito dal suo medico, l’integrazione di vitamina K (coinvolta nei meccanismi della coagulazione) va valutata con cautela e sotto indicazione medica.
Pertanto, se i suoi livelli di vitamina D sono monitorati e l’integrazione è stata prescritta sulla base delle sue condizioni cliniche, può considerarsi un approccio adeguato. Per eventuali dubbi sull’opportunità di associare altri integratori è sempre consigliabile attenersi alle indicazioni del proprio curante.
Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
l’integrazione di vitamina D prescritta dal suo medico è valida anche senza associazione con vitamina K2. La vitamina D ha un ruolo fondamentale nel metabolismo osseo e nel mantenimento dei normali livelli di calcio nel sangue, e viene spesso integrata in premenopausa o in caso di carenza documentata.
L’associazione con vitamina K2 non è sempre necessaria: può essere valutata solo in specifiche situazioni cliniche, soprattutto in presenza di problematiche ossee o particolari fattori di rischio. Inoltre, come le è stato correttamente riferito dal suo medico, l’integrazione di vitamina K (coinvolta nei meccanismi della coagulazione) va valutata con cautela e sotto indicazione medica.
Pertanto, se i suoi livelli di vitamina D sono monitorati e l’integrazione è stata prescritta sulla base delle sue condizioni cliniche, può considerarsi un approccio adeguato. Per eventuali dubbi sull’opportunità di associare altri integratori è sempre consigliabile attenersi alle indicazioni del proprio curante.
Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
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Buongiorno,
premetto che io preferisco consigliare vitamina D quotidianamente in più basse dosi per mimare anche la fisiologia del corpo (ricordando che la vitamina D non è solo una vitamina ma anche un ormone, e svolge numerose funzioni all'interno del corpo) piuttosto che un'unica somministrazione mensile, rendendone migliore anche l'assimilazione.
E' soprattutto la vitamina K1 che svolge la funzione di coagulante.
La vitamina K2 "lavora" soprattutto su ossa e sistema cardiovascolare:
- riducendo il rischio di osteoporosi
- lavorando in sinergia con la vitamina D
- supportando la salute cardiaca
- migliorando l'elasticità dei vasi
Se vitamina D e vitamina K2 vengono assunte quotidianamente, sarebbe preferibile assumere la vitamina D il mattino e la vitamina K la sera.
Attenzione comunque nel caso in cui si faccia utilizzo di anticoagulanti.
E' sempre indispensabile affidarsi al proprio medico (o consultare uno specialista per avere un parere in più) poichè a conoscenza della sua storia clinica.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Simona Riminucci
premetto che io preferisco consigliare vitamina D quotidianamente in più basse dosi per mimare anche la fisiologia del corpo (ricordando che la vitamina D non è solo una vitamina ma anche un ormone, e svolge numerose funzioni all'interno del corpo) piuttosto che un'unica somministrazione mensile, rendendone migliore anche l'assimilazione.
E' soprattutto la vitamina K1 che svolge la funzione di coagulante.
La vitamina K2 "lavora" soprattutto su ossa e sistema cardiovascolare:
- riducendo il rischio di osteoporosi
- lavorando in sinergia con la vitamina D
- supportando la salute cardiaca
- migliorando l'elasticità dei vasi
Se vitamina D e vitamina K2 vengono assunte quotidianamente, sarebbe preferibile assumere la vitamina D il mattino e la vitamina K la sera.
Attenzione comunque nel caso in cui si faccia utilizzo di anticoagulanti.
E' sempre indispensabile affidarsi al proprio medico (o consultare uno specialista per avere un parere in più) poichè a conoscenza della sua storia clinica.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Simona Riminucci
Buongiorno,
capisco il dubbio perché online si trovano molte informazioni — non sempre chiare — sull’associazione tra vitamina D e vitamina K2.
la terapia con vitamina D (Dibase) prescritta dal suo medico è assolutamente valida anche senza vitamina K2. La vitamina D è infatti uno dei cardini della prevenzione della perdita ossea in pre- e post-menopausa, perché favorisce l’assorbimento del calcio e il mantenimento della densità ossea, come indicato nelle linee guida del Ministero della Salute per la prevenzione dell’osteoporosi.
Per quanto riguarda la vitamina K (in particolare la K2), è vero che svolge un ruolo nel metabolismo osseo: alcune proteine dell’osso, come l’osteocalcina, necessitano della vitamina K per legare correttamente il calcio. Tuttavia, come riportato anche nei documenti ministeriali e nella letteratura scientifica, le evidenze sull’integrazione sistematica di vitamina K per la salute dell’osso sono ancora considerate non definitive, a meno di una documentata carenza, anche se questa è rara nei soggetti adulti sani in quanto presente negli alimenti e in parte prodotta anche dalla flora intestinale.
Pur esistendo correlazioni tra vitamina K e salute ossea con l’avanzare dell’età, non vi sono studi sufficientemente ampi per raccomandarne l’uso come terapia standard nelle donne in menopausa.
Per quanto riguarda il rischio di trombosi: la vitamina K non causa trombosi nelle persone sane, ma interviene nei meccanismi della coagulazione e può interferire con farmaci anticoagulanti. Per questo motivo l’integrazione viene valutata caso per caso e non prescritta automaticamente.
Un saluto.
capisco il dubbio perché online si trovano molte informazioni — non sempre chiare — sull’associazione tra vitamina D e vitamina K2.
la terapia con vitamina D (Dibase) prescritta dal suo medico è assolutamente valida anche senza vitamina K2. La vitamina D è infatti uno dei cardini della prevenzione della perdita ossea in pre- e post-menopausa, perché favorisce l’assorbimento del calcio e il mantenimento della densità ossea, come indicato nelle linee guida del Ministero della Salute per la prevenzione dell’osteoporosi.
Per quanto riguarda la vitamina K (in particolare la K2), è vero che svolge un ruolo nel metabolismo osseo: alcune proteine dell’osso, come l’osteocalcina, necessitano della vitamina K per legare correttamente il calcio. Tuttavia, come riportato anche nei documenti ministeriali e nella letteratura scientifica, le evidenze sull’integrazione sistematica di vitamina K per la salute dell’osso sono ancora considerate non definitive, a meno di una documentata carenza, anche se questa è rara nei soggetti adulti sani in quanto presente negli alimenti e in parte prodotta anche dalla flora intestinale.
Pur esistendo correlazioni tra vitamina K e salute ossea con l’avanzare dell’età, non vi sono studi sufficientemente ampi per raccomandarne l’uso come terapia standard nelle donne in menopausa.
Per quanto riguarda il rischio di trombosi: la vitamina K non causa trombosi nelle persone sane, ma interviene nei meccanismi della coagulazione e può interferire con farmaci anticoagulanti. Per questo motivo l’integrazione viene valutata caso per caso e non prescritta automaticamente.
Un saluto.
Salve Signora, per iniziare le consiglio di seguire sempre le indicazioni dei professionisti che la hanno in cura e di non affidarsi a internet/intelligenza artificiale. Il suo medico ha correttamente richiamato il tema della cautela, poiché la vitamina K in soggetti predisposti o in presenza di condizioni cliniche specifiche, interagisce con i meccanismi della coagulazione. Anche in assenza di terapia anticoagulante, la valutazione del rischio trombotico è un atto prudenziale e appropriato.
Buongiorno! La tua integrazione con vitamina D da sola è comunque valida: la vitamina D aiuta a mantenere ossa e sistema immunitario in salute, e molte linee guida la prescrivono anche senza K2.
La vitamina K2, in particolare la forma MK-7, è utile perché aiuta a dirigere il calcio verso le ossa invece che verso i vasi sanguigni, ma non è obbligatoria in tutte le integrazioni di vitamina D. Il consiglio del tuo medico di non assumere K2 senza controllo è prudente, soprattutto perché la K2 può interferire con farmaci anticoagulanti o aumentare il rischio trombotico in soggetti predisposti.
resto a disposizione
dott.ssa antelmi antonella
La vitamina K2, in particolare la forma MK-7, è utile perché aiuta a dirigere il calcio verso le ossa invece che verso i vasi sanguigni, ma non è obbligatoria in tutte le integrazioni di vitamina D. Il consiglio del tuo medico di non assumere K2 senza controllo è prudente, soprattutto perché la K2 può interferire con farmaci anticoagulanti o aumentare il rischio trombotico in soggetti predisposti.
resto a disposizione
dott.ssa antelmi antonella
Buongiorno! Sì, la terapia con vitamina D (Dibase) può essere assolutamente valida anche senza K2: l’associazione con vitamina K2 non è obbligatoria e non viene raccomandata “di routine” per tutti.
Il punto più importante è seguire le indicazioni del suo medico, che conosce la sua storia clinica e ha impostato dose e controlli in base ai suoi esami e fattori di rischio. Se ha letto pareri diversi online, il modo migliore è portare il dubbio al medico e valutare insieme se serva davvero aggiungere qualcosa o semplicemente monitorare i valori nel tempo.
Sulla “trombosi”: la cautela con la vitamina K riguarda soprattutto possibili interazioni con alcuni anticoagulanti; in ogni caso, non è necessario introdurla senza una chiara indicazione.
Il punto più importante è seguire le indicazioni del suo medico, che conosce la sua storia clinica e ha impostato dose e controlli in base ai suoi esami e fattori di rischio. Se ha letto pareri diversi online, il modo migliore è portare il dubbio al medico e valutare insieme se serva davvero aggiungere qualcosa o semplicemente monitorare i valori nel tempo.
Sulla “trombosi”: la cautela con la vitamina K riguarda soprattutto possibili interazioni con alcuni anticoagulanti; in ogni caso, non è necessario introdurla senza una chiara indicazione.
la K2 va assunta solamente se assume oltre le 10.000 UI di Vitamina D3 al giorno. Un Dibase al mese non basta assolutamente ad alzarle la Vitamina D nel sangue.
L’integrazione con Dibase (vitamina D3) è assolutamente corretta anche senza vitamina K2,
Buongiornio,
L’integrazione con colecalciferolo mensile, come il Dibase, è pienamente appropriata e coerente con la pratica clinica e le linee guida per la prevenzione o la correzione dell’ipovitaminosi D nella donna in premenopausa o perimenopausa. L’associazione routinaria con vitamina K2 non è attualmente considerata standard of care, perché le evidenze disponibili non dimostrano in modo conclusivo un beneficio aggiuntivo su endpoint clinici maggiori, come la riduzione delle fratture o degli eventi cardiovascolari, nella popolazione generale. La K2 può avere un razionale fisiopatologico e può essere presa in considerazione in contesti selezionati, come osteoporosi, supplementazioni prolungate ad alte dosi di vitamina D e calcio o rischio elevato di calcificazioni vascolari, ma non è obbligatoria. Dal punto di vista della sicurezza, la vitamina K2 non aumenta il rischio trombotico nei soggetti sani; la cautela riguarda principalmente i pazienti in terapia con antagonisti della vitamina K, come il Warfarin, per la nota interazione farmacologica. In sintesi, la supplementazione con sola vitamina D, se indicata e monitorata, è clinicamente corretta.
Cordiali saluti
Dott. Davide Privitera
L’integrazione con colecalciferolo mensile, come il Dibase, è pienamente appropriata e coerente con la pratica clinica e le linee guida per la prevenzione o la correzione dell’ipovitaminosi D nella donna in premenopausa o perimenopausa. L’associazione routinaria con vitamina K2 non è attualmente considerata standard of care, perché le evidenze disponibili non dimostrano in modo conclusivo un beneficio aggiuntivo su endpoint clinici maggiori, come la riduzione delle fratture o degli eventi cardiovascolari, nella popolazione generale. La K2 può avere un razionale fisiopatologico e può essere presa in considerazione in contesti selezionati, come osteoporosi, supplementazioni prolungate ad alte dosi di vitamina D e calcio o rischio elevato di calcificazioni vascolari, ma non è obbligatoria. Dal punto di vista della sicurezza, la vitamina K2 non aumenta il rischio trombotico nei soggetti sani; la cautela riguarda principalmente i pazienti in terapia con antagonisti della vitamina K, come il Warfarin, per la nota interazione farmacologica. In sintesi, la supplementazione con sola vitamina D, se indicata e monitorata, è clinicamente corretta.
Cordiali saluti
Dott. Davide Privitera
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