Buongiorno ho 51 anni in premenopausa il mio medico mi ha prescritto la vitamina D dibase mensile at

15 risposte
Buongiorno ho 51 anni in premenopausa il mio medico mi ha prescritto la vitamina D dibase mensile Xo' nonostante non assuma altri farmaci non mi ha prescritto la K2.. Vorrei sapere se è valida comunque la mia integrazione xche' ho letto vari articoli che raccomandano anche la K2 ma il mio medico dice che andrebbe assunta con cautela x scongiurare trombosi...grazie
Dott. Luca Agostini
Nutrizionista
Piove di Sacco
Buongiorno,
l’integrazione di vitamina D prescritta dal suo medico è valida anche senza associazione con vitamina K2. La vitamina D ha un ruolo fondamentale nel metabolismo osseo e nel mantenimento dei normali livelli di calcio nel sangue, e viene spesso integrata in premenopausa o in caso di carenza documentata.

L’associazione con vitamina K2 non è sempre necessaria: può essere valutata solo in specifiche situazioni cliniche, soprattutto in presenza di problematiche ossee o particolari fattori di rischio. Inoltre, come le è stato correttamente riferito dal suo medico, l’integrazione di vitamina K (coinvolta nei meccanismi della coagulazione) va valutata con cautela e sotto indicazione medica.

Pertanto, se i suoi livelli di vitamina D sono monitorati e l’integrazione è stata prescritta sulla base delle sue condizioni cliniche, può considerarsi un approccio adeguato. Per eventuali dubbi sull’opportunità di associare altri integratori è sempre consigliabile attenersi alle indicazioni del proprio curante.

Distinti saluti,
Dr Luca Agostini

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Buongiorno,
premetto che io preferisco consigliare vitamina D quotidianamente in più basse dosi per mimare anche la fisiologia del corpo (ricordando che la vitamina D non è solo una vitamina ma anche un ormone, e svolge numerose funzioni all'interno del corpo) piuttosto che un'unica somministrazione mensile, rendendone migliore anche l'assimilazione.
E' soprattutto la vitamina K1 che svolge la funzione di coagulante.
La vitamina K2 "lavora" soprattutto su ossa e sistema cardiovascolare:
- riducendo il rischio di osteoporosi
- lavorando in sinergia con la vitamina D
- supportando la salute cardiaca
- migliorando l'elasticità dei vasi
Se vitamina D e vitamina K2 vengono assunte quotidianamente, sarebbe preferibile assumere la vitamina D il mattino e la vitamina K la sera.

Attenzione comunque nel caso in cui si faccia utilizzo di anticoagulanti.
E' sempre indispensabile affidarsi al proprio medico (o consultare uno specialista per avere un parere in più) poichè a conoscenza della sua storia clinica.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Simona Riminucci

Dott. Giacomo Montani
Dietista, Nutrizionista
Manerbio
Buongiorno,
capisco il dubbio perché online si trovano molte informazioni — non sempre chiare — sull’associazione tra vitamina D e vitamina K2.

la terapia con vitamina D (Dibase) prescritta dal suo medico è assolutamente valida anche senza vitamina K2. La vitamina D è infatti uno dei cardini della prevenzione della perdita ossea in pre- e post-menopausa, perché favorisce l’assorbimento del calcio e il mantenimento della densità ossea, come indicato nelle linee guida del Ministero della Salute per la prevenzione dell’osteoporosi.

Per quanto riguarda la vitamina K (in particolare la K2), è vero che svolge un ruolo nel metabolismo osseo: alcune proteine dell’osso, come l’osteocalcina, necessitano della vitamina K per legare correttamente il calcio. Tuttavia, come riportato anche nei documenti ministeriali e nella letteratura scientifica, le evidenze sull’integrazione sistematica di vitamina K per la salute dell’osso sono ancora considerate non definitive, a meno di una documentata carenza, anche se questa è rara nei soggetti adulti sani in quanto presente negli alimenti e in parte prodotta anche dalla flora intestinale.

Pur esistendo correlazioni tra vitamina K e salute ossea con l’avanzare dell’età, non vi sono studi sufficientemente ampi per raccomandarne l’uso come terapia standard nelle donne in menopausa.

Per quanto riguarda il rischio di trombosi: la vitamina K non causa trombosi nelle persone sane, ma interviene nei meccanismi della coagulazione e può interferire con farmaci anticoagulanti. Per questo motivo l’integrazione viene valutata caso per caso e non prescritta automaticamente.

Un saluto.
Salve Signora, per iniziare le consiglio di seguire sempre le indicazioni dei professionisti che la hanno in cura e di non affidarsi a internet/intelligenza artificiale. Il suo medico ha correttamente richiamato il tema della cautela, poiché la vitamina K in soggetti predisposti o in presenza di condizioni cliniche specifiche, interagisce con i meccanismi della coagulazione. Anche in assenza di terapia anticoagulante, la valutazione del rischio trombotico è un atto prudenziale e appropriato.
Buongiorno! La tua integrazione con vitamina D da sola è comunque valida: la vitamina D aiuta a mantenere ossa e sistema immunitario in salute, e molte linee guida la prescrivono anche senza K2.
La vitamina K2, in particolare la forma MK-7, è utile perché aiuta a dirigere il calcio verso le ossa invece che verso i vasi sanguigni, ma non è obbligatoria in tutte le integrazioni di vitamina D. Il consiglio del tuo medico di non assumere K2 senza controllo è prudente, soprattutto perché la K2 può interferire con farmaci anticoagulanti o aumentare il rischio trombotico in soggetti predisposti.
resto a disposizione
dott.ssa antelmi antonella
Dott. Gabriel Russo
Dietista, Nutrizionista
Rimini
Buongiorno! Sì, la terapia con vitamina D (Dibase) può essere assolutamente valida anche senza K2: l’associazione con vitamina K2 non è obbligatoria e non viene raccomandata “di routine” per tutti.
Il punto più importante è seguire le indicazioni del suo medico, che conosce la sua storia clinica e ha impostato dose e controlli in base ai suoi esami e fattori di rischio. Se ha letto pareri diversi online, il modo migliore è portare il dubbio al medico e valutare insieme se serva davvero aggiungere qualcosa o semplicemente monitorare i valori nel tempo.
Sulla “trombosi”: la cautela con la vitamina K riguarda soprattutto possibili interazioni con alcuni anticoagulanti; in ogni caso, non è necessario introdurla senza una chiara indicazione.
Dott.ssa MARA BESACCHI
Biologo nutrizionista, Nutrizionista
Bovolone
la K2 va assunta solamente se assume oltre le 10.000 UI di Vitamina D3 al giorno. Un Dibase al mese non basta assolutamente ad alzarle la Vitamina D nel sangue.
L’integrazione con Dibase (vitamina D3) è assolutamente corretta anche senza vitamina K2,
Buongiornio,
L’integrazione con colecalciferolo mensile, come il Dibase, è pienamente appropriata e coerente con la pratica clinica e le linee guida per la prevenzione o la correzione dell’ipovitaminosi D nella donna in premenopausa o perimenopausa. L’associazione routinaria con vitamina K2 non è attualmente considerata standard of care, perché le evidenze disponibili non dimostrano in modo conclusivo un beneficio aggiuntivo su endpoint clinici maggiori, come la riduzione delle fratture o degli eventi cardiovascolari, nella popolazione generale. La K2 può avere un razionale fisiopatologico e può essere presa in considerazione in contesti selezionati, come osteoporosi, supplementazioni prolungate ad alte dosi di vitamina D e calcio o rischio elevato di calcificazioni vascolari, ma non è obbligatoria. Dal punto di vista della sicurezza, la vitamina K2 non aumenta il rischio trombotico nei soggetti sani; la cautela riguarda principalmente i pazienti in terapia con antagonisti della vitamina K, come il Warfarin, per la nota interazione farmacologica. In sintesi, la supplementazione con sola vitamina D, se indicata e monitorata, è clinicamente corretta.

Cordiali saluti
Dott. Davide Privitera
Buongiorno, la sua domanda è molto pertinente e tocca un tema molto dibattuto nel supporto alla salute ossea, specialmente in una fase di transizione ormonale delicata come la premenopausa.
Per rispondere al suo dubbio, è utile chiarire la differenza biologica tra queste due vitamine:
- La Vitamina D agisce come una "chiave" che permette al calcio di entrare nel sangue dall'intestino. Senza di essa, il calcio che assumiamo con la dieta non verrebbe assorbito correttamente.
- La Vitamina K2 agisce invece come un "vigile urbano": attiva proteine specifiche (come l'osteocalcina) che indirizzano il calcio direttamente nelle ossa e nei denti, evitando che si depositi nelle arterie o nei tessuti molli (le cosiddette calcificazioni).

È probabile che la cautela del suo medico derivi da una possibile confusione tra la Vitamina K1 (coinvolta direttamente nella coagulazione del sangue e controindicata per chi usa farmaci anticoagulanti come il Coumadin) e la Vitamina K2, che ha un ruolo preminente nel metabolismo osseo e vascolare. Se lei non assume farmaci anticoagulanti, la K2 è generalmente considerata sicura e complementare alla D.
La Vitamina D prescritta dal medico resta la base fondamentale per correggere un'eventuale carenza. L'aggiunta della K2 è un'ottimizzazione che può essere gestita anche attraverso la strategia nutrizionale.
Invece di aggiungere autonomamente un altro integratore, potrebbe essere utile valutare insieme il suo attuale piano alimentare. Esistono alimenti (come certi formaggi stagionati, il tuorlo d'uovo o cibi fermentati) che sono naturalmente ricchi di Vitamina K2.

In premenopausa, un approccio integrato tra alimentazione e corretta integrazione è la strategia migliore per proteggere la densità minerale ossea a lungo termine.

Resto a sua disposizione per una consulenza approfondita sulla sua composizione corporea e sul suo profilo nutrizionale.

Un cordiale saluto,
Dott.ssa Giulia Santina Arminu
Buongiorno,
al momento non è prevista un’integrazione obbligatoria della vitamina K in associazione alla vitamina D nelle persone sane. Sebbene la K2 partecipi al metabolismo del calcio, le evidenze scientifiche non indicano la necessità di assumerla in modo regolare insieme alla vitamina D.
In assenza di condizioni specifiche o terapie anticoagulanti, l’apporto alimentare di vitamina K risulta generalmente sufficiente (vegetali a foglia verde, formaggi stagionati, rosso dell'uovo, alimenti fermentati).
Ad ogni modo, il consiglio è sempre quello di monitorare periodicamente i livelli ematici di vitamina D per valutare se l'integrazione è efficace.

Ricordiamo inoltre che il nostro organismo sintetizza autonomamente vitamina D attraverso l'esposizione alla luce solare. Quindi con l'arrivo delle belle giornate può essere utile esporsi al sole in modo regolare, preferibilmente nelle ore del mattino, scoprendo braccia e petto per circa 15-30 minuti.

Un caro saluto.
Dott.ssa Federica Minelli
Nutrizionista
Lucera
Salve. È vero, la vitamina k lavora in sinergia con la vitamina D in quanto la D influisce sul processo di assorbimento del calcio, mentre la vit k2 favorisce il deposito di calcio nelle ossa. Però è altrettanto vero che la carenza di vitamina K è considerato un evento "raro" in quanto prodotta a livello intestinale dalla flora batterica. Una sua carenza si ha in condizioni patologiche quali ad esempio malassorbimento o malnutrizione.
Inoltre la vitamina K è implicata nei processi di coagulazione.
Per cui prende la vitamina d così come indicato dal medico, preferibilmente durante un pasto con fonte lipidica.
Cordialità
Dott.ssa Ilenia Bellinvia
Nutrizionista
Barcellona Pozzo di Gotto
Buon pomeriggio signora, per l'assunzione di k2 basta semplicemente introdurre una fonte di verdura a foglia verde, ad esempio lo spinacino ne contiene parecchia ! Lo trova anche nei broccoli e nell'uovo. quindi non si preoccupi. E' invece importante che l'assunzione di vitamina D avvenga durante un pasto contenente una buona fonte di grassi, per veicolarne l'assorbimento
La terapia con Dibase da sola è considerata corretta.La Vitamina K2 può essere utile in alcuni casi, ma non è obbligatoria.ll tuo medico probabilmente è prudente perché la vitamina K è coinvolta nella coagulazione del sangue.
Dott. Riccardo Pambira
Nutrizionista, Chinesiologo, Biologo nutrizionista
Capoterra
Buongiorno,
la sua integrazione di vitamina D può essere assolutamente valida anche senza vitamina K2, perché la vitamina D viene prescritta da sola molto spesso e le principali schede istituzionali la descrivono come supplemento utile per favorire l’assorbimento del calcio e la salute ossea, senza indicare che la K2 debba essere associata obbligatoriamente.

La vitamina K2 è oggetto di interesse soprattutto in ambito osseo e vascolare, ma le evidenze disponibili non sono ancora tali da sostenere in modo chiaro la pratica di assumere un integratore di vitamina K per prevenire osteoporosi o fratture in tutte le persone.

La prudenza del suo medico è comprensibile e si basa su una valutazione attenta del suo caso clinico: la vitamina K non è “vietata” in generale né è considerata di per sé una causa di trombosi nei soggetti sani, ma può interferire in modo importante con farmaci anticoagulanti come il warfarin, motivo per cui va valutata con attenzione nel singolo caso.

Se lei non assume anticoagulanti o altri farmaci che interferiscono con la coagulazione, il punto principale resta capire se la vitamina D è indicata per i suoi valori ematici, per il rischio osseo e per la fase della vita in cui si trova, più che aggiungere automaticamente la K2.

In premenopausa, oltre all’eventuale integrazione, contano molto anche attività fisica regolare con carico muscolare, adeguato apporto di calcio e proteine, esposizione solare ragionata e, quando indicato, monitoraggio di vitamina D e salute ossea secondo il quadro clinico personale.

Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate

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