Buongiorno, ho 40 anni, sono affetta da pcos, tiroidite di hashimoto e ipertensione perciò mi è stat
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Buongiorno, ho 40 anni, sono affetta da pcos, tiroidite di hashimoto e ipertensione perciò mi è stata diagnosticata insulino-resistenza. Dopo anni di continuo aumento di peso e diete fallite (ora peso 78 kg per 164 cm) mi è stato prescritto saxenda. Ho iniziato a prenderlo ma dà forti nausee anche a basso dosaggio. Ho letto che serve per il controllo della fame. La mia domanda è: dato che sono in grado di gestire la fame, vale la pena continuare la terapia? Basterebbe una dieta più mirata, visto che stavo iniziando ad avere qualche risultato con quella iperproteica? Insomma, agisce sulla resistenza all'insulina in qualche modo o solo sul senso di fame che comunque non avrei? Grazie
Buongiorno, non deve assolutamente sospendere il saxend che è un ipoglicemizzante. È una classe di farmaci molto importante nell'insulino-resistenza. La sua principale funzione, oltre a regolare il metabolismo glucidico, è quella di regolare la produzione di insulina e di preservare la riserva pancreatica. Ovvero evita che le cellule del pancreas che producono insulina possano morire. Quindi è un farmaco che evita o ritarda tantissimo lo sviluppo del diabete di tipo 2. Inoltre, studi scientifici hanno mostrato che il farmaco induce un calo ponderale del 5%. Nonostante lei assuma questo farmaco, nessuno le vieta di affidarsi ad un nutrizionista per un piano alimentare personalizzato. Anzi è altamente consigliato. Ma non faccia diete fai da te e soprattutto non segua alimentazione iperproteica. É necessaria una dieta sana, varia ed equilibrata. Per maggiori informazioni non esiti a contattarmi. Cordiali Saluti
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Gentile utente, per inquadrare meglio il suo caso che presenta alcune criticità avrei bisogno di una visita (o consulto a distanza) nella quale visionare anche i suoi esami precedenti e magari proporle alcuni approfondimenti. Allo stato attuale le consiglio di non sospendere il farmaco che sta assumendo a meno che non le dia effetti collaterali molto pesanti, e comunque le consiglio di rivolgersi al collega che glielo ha prescritto e fare presente la situazione. Assolutamente le sconsiglio diete fai da te, ma, se seguita attentamente, il percorso della dieta proteica potrebbe essere percorribile , portare ad un calo di peso significativo e, addirittura, portare ad un miglioramento nel metabolismo del glucosio. Essenziale è poi, in caso di insulino resistenza, dedicare del tempo ad una corretta attività fisica. Resto a disposizione per ogni approfondimento, cordialità
in realtà saxenda non è usato come antifame ma agisce ( in alcuni casi) direttamente sulla perdita di peso. La sua efficacia è misurata nel tempo, perciò il primo riscontro clinico viene effettuato dopo 16 settimane: se a quel punto è stato perso almeno il 4% del peso corporeo iniziale il medico potrà valutare o rivalutare la terapia altrimenti non avrebbe alcun senso continuare. Gli effetti collaterali da lei descritti sono abbastanza frequenti e, credo, sarebbe il caso di mettere al corrente lo specialista che la sta seguendo perché, come medico, ritengo che ogni terapia debba essere valutata sul singolo paziente.
Buongiorno non sospenda per ora il farmaco e consulti un medico dietologo che possa inquadrarla con un impedenza e le imposti una dieta personalizzata con eventuali integratori in sostituzione al Saxenda . Nel frattempo aggiorni il medico che le ha prescritto il farmaco per decidere com e proseguire . Cordialmente. Laura
Sono farmaci innovativi i cui effetti migliorativi sull'assetto metabolico vanno ben oltre la riferita nausea.
In ogni caso, la condizione clinica che riferisce va sempre in prima battuta trattata attraverso una terapia dietetica mirata.
Solo in seconda/terza battuta, si intraprende terapia farmacologica, ricordandosi sempre che se pensiamo di risolvere il problema in questione con un farmaco, abbiamo perso in partenza.
La invito a discutere con serenità con il collega prescrittore per definire meglio l'iter terapeutico a lei più idoneo.
In ogni caso, la condizione clinica che riferisce va sempre in prima battuta trattata attraverso una terapia dietetica mirata.
Solo in seconda/terza battuta, si intraprende terapia farmacologica, ricordandosi sempre che se pensiamo di risolvere il problema in questione con un farmaco, abbiamo perso in partenza.
La invito a discutere con serenità con il collega prescrittore per definire meglio l'iter terapeutico a lei più idoneo.
Buongiorno,
la sua domanda è molto centrata e dimostra grande consapevolezza.
Nel suo caso (PCOS, tiroidite di Hashimoto, ipertensione e insulino-resistenza) il problema principale non è la fame, ma il funzionamento del metabolismo e la risposta insulinica. Saxenda nasce come farmaco che agisce soprattutto su sazietà e controllo dell’appetito; ha anche un effetto indiretto sull’insulina, ma non è sempre indispensabile, soprattutto se la fame è già ben gestita e se provoca effetti collaterali importanti come la nausea.
In profili come il suo, spesso:
una terapia dietetica mirata sull’insulino-resistenza,
una corretta gestione dei carboidrati,
il lavoro su ormoni, stress e infiammazione
possono dare risultati anche senza farmaco o con strategie alternative meglio tollerate.
Continuare Saxenda “nonostante si stia male” non è mai l’obiettivo.
Le consiglio di prenotare una visita con il sottoscritto: analizzeremo il suo quadro endocrino e metabolico e costruiremo una terapia dietetica realmente su misura, valutando se il farmaco è utile o se è più efficace un altro approccio. Con il metodo giusto, il dimagrimento arriva senza sofferenza.
la sua domanda è molto centrata e dimostra grande consapevolezza.
Nel suo caso (PCOS, tiroidite di Hashimoto, ipertensione e insulino-resistenza) il problema principale non è la fame, ma il funzionamento del metabolismo e la risposta insulinica. Saxenda nasce come farmaco che agisce soprattutto su sazietà e controllo dell’appetito; ha anche un effetto indiretto sull’insulina, ma non è sempre indispensabile, soprattutto se la fame è già ben gestita e se provoca effetti collaterali importanti come la nausea.
In profili come il suo, spesso:
una terapia dietetica mirata sull’insulino-resistenza,
una corretta gestione dei carboidrati,
il lavoro su ormoni, stress e infiammazione
possono dare risultati anche senza farmaco o con strategie alternative meglio tollerate.
Continuare Saxenda “nonostante si stia male” non è mai l’obiettivo.
Le consiglio di prenotare una visita con il sottoscritto: analizzeremo il suo quadro endocrino e metabolico e costruiremo una terapia dietetica realmente su misura, valutando se il farmaco è utile o se è più efficace un altro approccio. Con il metodo giusto, il dimagrimento arriva senza sofferenza.
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