Buongiorno dottori purtroppo da un pò di tempo soffro di sintomi dissociativi che credo che fanno pa
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Buongiorno dottori purtroppo da un pò di tempo soffro di sintomi dissociativi che credo che fanno parte della derealizzazione.. almeno credo, perchè mi sento come se tutto lo vedo in lontananza, testa confusa, vuoti di memoria ecc, in poche parole mi sento come chiuso in una bolla.... solo quello che mi preoccupa ne l'ultimo periodo che mentre sono tranquillo mi vengono paure nel nulla, come paura di impazzire, di avere allucinazioni, deliri, oppure la sera che qualcuno possa entrare in casa, paura che non posso più conoscere i miei, che divento pazzo, ecc... tuttq queste paure che mi mettono molto ansia,,, talmente tanta ansia che ieri sera quando avevo questi pensieri mi sentivo vampate di calore... adesso vorrei chiedere tutte queste paure da cosa sono causate? perchè ho avuto anche paura di fare del male a qualcuno oppure a me stesso... ma la paura più grande e quelle che ho scritto prima...
Buongiorno, per prima cosa il sintomo da cui lei è affetto in questo momento potrebbe dipendere da più fattori connessi. Occorre analizzare la sua storia di vita (eventi significativi, traumi), occorre valutare la qualità della sua vita attuale e delle relazioni presenti, occorre valutare la sua preparazione interiore a vivere il suo attuale tempo di vita, senza difese psicologiche pericolose. E' necessario valutare tutto questo in una psicoterapia.
Dott. Simone Festa
Dott. Simone Festa
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Gentile utente,
siccome dalle sue parole sembra che la sua attuale condizione le provochi molta preoccupazione e sofferenza, il consiglio è di rivolgersi ad uno specialista che possa prendere in carico la sua situazione, che certamente merita un ascolto attento.
Purtroppo per iscritto non è possibile comprendere a fondo la questione, essendo necessario approfondire alcuni aspetti durante dei colloqui.
Un caro saluto
siccome dalle sue parole sembra che la sua attuale condizione le provochi molta preoccupazione e sofferenza, il consiglio è di rivolgersi ad uno specialista che possa prendere in carico la sua situazione, che certamente merita un ascolto attento.
Purtroppo per iscritto non è possibile comprendere a fondo la questione, essendo necessario approfondire alcuni aspetti durante dei colloqui.
Un caro saluto
Buongiorno,
grazie per aver condiviso in modo così aperto quello che sta vivendo. I sintomi che descrive, come la sensazione di essere “chiuso in una bolla”, la confusione mentale, i vuoti di memoria e le paure improvvise, sono vissuti che possono risultare molto spaventosi, soprattutto quando arrivano in momenti di apparente tranquillità.
La derealizzazione e la depersonalizzazione sono sintomi dissociativi che possono manifestarsi in periodi di forte stress, ansia o affaticamento psicologico. Non sono pericolosi, anche se creano un forte disagio. Spesso il nostro cervello, per proteggerci da un sovraccarico emotivo o da qualcosa che fatica a elaborare, “distacca” in qualche modo la percezione della realtà, e questo può provocare proprio le sensazioni che descrive.
Anche le paure improvvise che sta sperimentando (come quella di impazzire, di avere allucinazioni, di perdere il contatto con i propri cari o di perdere il controllo) sono molto comuni nei disturbi d’ansia, specialmente quando c’è una componente di attacchi di panico o stati dissociativi. È importante sapere che provare paura di perdere il controllo non significa affatto perdere davvero il controllo.
Il fatto che lei sia consapevole di queste sensazioni e ne parli apertamente è un segnale positivo: non sta impazzendo, ma sta attraversando un momento di grande fragilità che merita attenzione, ascolto e supporto adeguato.
Le consiglio di rivolgersi quanto prima a uno psicologo o a uno psichiatra, che possa aiutarla a comprendere meglio cosa sta accadendo e, se necessario, impostare un percorso terapeutico per ridurre l’ansia, affrontare i pensieri intrusivi e ritrovare un senso di sicurezza. Con il giusto aiuto, questi sintomi possono migliorare significativamente.
Nel frattempo, cerchi di non isolarsi: parli con qualcuno di cui si fida, mantenga una routine regolare e si conceda momenti di calma e respiro, anche brevi.
Se in qualsiasi momento le paure diventassero troppo forti o se dovesse sentirsi in pericolo, non esiti a rivolgersi al medico di base o a recarsi al pronto soccorso: chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma di forza e responsabilità.
Resto a disposizione se sente il bisogno di ulteriori chiarimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Alessandra Avenale
Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
grazie per aver condiviso in modo così aperto quello che sta vivendo. I sintomi che descrive, come la sensazione di essere “chiuso in una bolla”, la confusione mentale, i vuoti di memoria e le paure improvvise, sono vissuti che possono risultare molto spaventosi, soprattutto quando arrivano in momenti di apparente tranquillità.
La derealizzazione e la depersonalizzazione sono sintomi dissociativi che possono manifestarsi in periodi di forte stress, ansia o affaticamento psicologico. Non sono pericolosi, anche se creano un forte disagio. Spesso il nostro cervello, per proteggerci da un sovraccarico emotivo o da qualcosa che fatica a elaborare, “distacca” in qualche modo la percezione della realtà, e questo può provocare proprio le sensazioni che descrive.
Anche le paure improvvise che sta sperimentando (come quella di impazzire, di avere allucinazioni, di perdere il contatto con i propri cari o di perdere il controllo) sono molto comuni nei disturbi d’ansia, specialmente quando c’è una componente di attacchi di panico o stati dissociativi. È importante sapere che provare paura di perdere il controllo non significa affatto perdere davvero il controllo.
Il fatto che lei sia consapevole di queste sensazioni e ne parli apertamente è un segnale positivo: non sta impazzendo, ma sta attraversando un momento di grande fragilità che merita attenzione, ascolto e supporto adeguato.
Le consiglio di rivolgersi quanto prima a uno psicologo o a uno psichiatra, che possa aiutarla a comprendere meglio cosa sta accadendo e, se necessario, impostare un percorso terapeutico per ridurre l’ansia, affrontare i pensieri intrusivi e ritrovare un senso di sicurezza. Con il giusto aiuto, questi sintomi possono migliorare significativamente.
Nel frattempo, cerchi di non isolarsi: parli con qualcuno di cui si fida, mantenga una routine regolare e si conceda momenti di calma e respiro, anche brevi.
Se in qualsiasi momento le paure diventassero troppo forti o se dovesse sentirsi in pericolo, non esiti a rivolgersi al medico di base o a recarsi al pronto soccorso: chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma di forza e responsabilità.
Resto a disposizione se sente il bisogno di ulteriori chiarimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Alessandra Avenale
Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Buongiorno,
da ciò che descrivi, i sintomi che stai vivendo — sensazione di essere “chiuso in una bolla”, percezione alterata della realtà (derealizzazione), testa confusa, vuoti di memoria — rientrano effettivamente nell’ambito della sintomatologia dissociativa, che può comparire in momenti di forte stress, ansia o trauma.
Le paure improvvise e intrusive, come quella di impazzire, di avere allucinazioni o di poter perdere il controllo, sono tipiche anche dei disturbi d’ansia, in particolare degli attacchi di panico o dei pensieri ossessivi. La derealizzazione e la depersonalizzazione, che sono meccanismi di difesa del nostro cervello, possono manifestarsi come risposta a livelli elevati di ansia e servono — paradossalmente — a proteggerci da un eccessivo carico emotivo.
È importante sottolineare che avere pensieri spaventosi o immagini intrusive non significa volerli attuare, né essere “pazzi”. Sono pensieri egodistonici, ovvero contrari alla propria volontà e al proprio sistema di valori, e proprio per questo provocano ansia.
Le vampate di calore e le sensazioni fisiche che descrivi possono essere manifestazioni somatiche dell’ansia, comuni durante i momenti di intensa attivazione psicofisiologica.
Tuttavia, per comprendere a fondo le cause di ciò che stai vivendo — e soprattutto per aiutarti a ritrovare una stabilità emotiva — sarebbe utile e consigliato approfondire la situazione con l’aiuto di uno specialista, che possa offrirti un inquadramento clinico accurato e accompagnarti in un percorso di supporto terapeutico.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
da ciò che descrivi, i sintomi che stai vivendo — sensazione di essere “chiuso in una bolla”, percezione alterata della realtà (derealizzazione), testa confusa, vuoti di memoria — rientrano effettivamente nell’ambito della sintomatologia dissociativa, che può comparire in momenti di forte stress, ansia o trauma.
Le paure improvvise e intrusive, come quella di impazzire, di avere allucinazioni o di poter perdere il controllo, sono tipiche anche dei disturbi d’ansia, in particolare degli attacchi di panico o dei pensieri ossessivi. La derealizzazione e la depersonalizzazione, che sono meccanismi di difesa del nostro cervello, possono manifestarsi come risposta a livelli elevati di ansia e servono — paradossalmente — a proteggerci da un eccessivo carico emotivo.
È importante sottolineare che avere pensieri spaventosi o immagini intrusive non significa volerli attuare, né essere “pazzi”. Sono pensieri egodistonici, ovvero contrari alla propria volontà e al proprio sistema di valori, e proprio per questo provocano ansia.
Le vampate di calore e le sensazioni fisiche che descrivi possono essere manifestazioni somatiche dell’ansia, comuni durante i momenti di intensa attivazione psicofisiologica.
Tuttavia, per comprendere a fondo le cause di ciò che stai vivendo — e soprattutto per aiutarti a ritrovare una stabilità emotiva — sarebbe utile e consigliato approfondire la situazione con l’aiuto di uno specialista, che possa offrirti un inquadramento clinico accurato e accompagnarti in un percorso di supporto terapeutico.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buona sera
credo sia necessario, per poterle dare delle risposte, che lei si concedesse la possibilità di esplorare la sua storia di vita e gli ultimi eventi della sua vita per comprendere la motivazione che ha portato all'attivazione di queste reazioni fisiologiche e pensieri e preoccupazioni che si stanno strutturando nella sua mente. Se ha bisogno di ulteriori indicazioni o chiarimenti non esiti a contattarmi. Dott.ssa Letizia Muzi
credo sia necessario, per poterle dare delle risposte, che lei si concedesse la possibilità di esplorare la sua storia di vita e gli ultimi eventi della sua vita per comprendere la motivazione che ha portato all'attivazione di queste reazioni fisiologiche e pensieri e preoccupazioni che si stanno strutturando nella sua mente. Se ha bisogno di ulteriori indicazioni o chiarimenti non esiti a contattarmi. Dott.ssa Letizia Muzi
Buongiorno, leggere le sue parole permette di capire quanto stia vivendo un periodo di grande sofferenza e quanta paura stia provando di fronte a sensazioni che appaiono così nuove e spaventose. Prima di tutto voglio dirle che non è solo in quello che descrive: molte persone che soffrono di ansia intensa sperimentano sintomi simili ai suoi, come la derealizzazione e le paure di perdere il controllo o di “impazzire”. Quando l’ansia raggiunge livelli molto alti, può succedere che la mente, per proteggersi, attivi stati dissociativi come la derealizzazione o la depersonalizzazione. È come se il cervello, sopraffatto dall’eccesso di stimoli e pensieri, cercasse di prendere le distanze dalla realtà per non farsi travolgere. Questo crea la sensazione di vivere in una specie di bolla, di sentire la testa confusa, di avere vuoti di memoria o di percepire ciò che la circonda come distante e irreale. Questi sintomi non significano che sta diventando pazzo, ma sono segnali di un sistema nervoso in allarme, in un costante stato di ipervigilanza. Le paure di avere allucinazioni, deliri o di fare del male a qualcuno, così come la paura di perdere il controllo, sono molto comuni nei disturbi d’ansia e nel disturbo ossessivo-compulsivo. Si chiamano pensieri intrusivi: idee che arrivano improvvise, spesso senza senso, e che proprio perché spaventano vengono interpretate come segnali di un pericolo imminente. La verità è che questi pensieri non indicano che lei voglia davvero fare del male o che stia per perdere la ragione. Al contrario: il fatto che questi pensieri la spaventino così tanto è la prova che sono lontani dalla sua volontà e dalla sua natura. Le persone che temono di perdere il controllo sono di solito quelle che, in realtà, hanno un forte senso morale e non commetterebbero mai ciò che temono. Anche le vampate di calore, i momenti in cui la paura sembra arrivare all’improvviso senza un motivo preciso, sono tipici degli attacchi di ansia. Spesso succede la sera, quando la mente è più libera da impegni e il corpo cerca di rilassarsi, ma i pensieri ansiosi si fanno sentire ancora di più. Quello che sta vivendo può sembrare spaventoso, ma è un fenomeno che si può affrontare e superare. La terapia cognitivo-comportamentale, per esempio, lavora proprio per aiutare a riconoscere questi pensieri, capire come funzionano, smontare le credenze catastrofiche che li alimentano e imparare tecniche per calmare il corpo e la mente. È importante sapere che non deve affrontare tutto questo da solo: parlarne con uno specialista può aiutarla a dare un significato a quello che prova e a ritrovare un senso di controllo e sicurezza. Se in questo momento sente di essere sopraffatto o di non farcela, non esiti a chiedere aiuto anche al suo medico di base o a rivolgersi a uno psicoterapeuta di fiducia. A volte basta iniziare a raccontare queste paure a una persona preparata per sentire subito un po’ di sollievo. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno, quello che descrive sembra effettivamente collegato a sintomi di derealizzazione e ansia intensa, condizioni che spesso si manifestano con una sensazione di distacco dalla realtà, confusione mentale e paure improvvise e molto forti. Questi vissuti possono essere molto spaventosi, soprattutto quando si accompagnano a pensieri intrusivi come la paura di impazzire o di perdere il controllo, o timori legati alla sicurezza personale. La sensazione di “essere chiuso in una bolla” e i vuoti di memoria sono sintomi frequenti in questo quadro e vanno affrontati con supporto psicologico e, se necessario, medico. Le consiglio di rivolgersi a uno specialista che possa valutare in modo completo la situazione, anche per escludere altre cause e per iniziare un percorso che l'aiuti a gestire l’ansia e le paure in modo efficace.
Un caro saluto
Un caro saluto
Buongiorno a lei, Il punto dal quale partire è: che finalità hanno questi sintomi? La paura di impazzire può riguardare la necessità di conoscere e utilizzare la tua dimensione folle in maniera creativa e non distruttiva. Si può stare dissociando inoltre per cercare di dare una risposta e/o difendersi da un dolore. Da cosa si sta difendendo? Quale dolore sta cercando di eliminare attraverso questi sintomi dissociativi?
Buongiorno gentile Utente, le sensazioni che descrive (il sentirsi “chiuso in una bolla”, come se tutto fosse distante o irreale, unite a confusione mentale, vuoti di memoria e paure improvvise e destabilizzanti) rientrano effettivamente nei quadri dissociativi, in particolare nella derealizzazione e, a volte, anche nella depersonalizzazione. Sono esperienze che molte persone riferiscono in condizioni di forte stress o ansia protratta e che, pur essendo molto angoscianti, non indicano automaticamente una malattia grave o una perdita di contatto con la realtà.
La paura di impazzire, di fare del male, di non riconoscere più se stessi o i propri cari, le vampate di calore, l’ansia crescente: tutto questo è tipico di un quadro ansioso che può assumere sfumature ossessive e dissociative. È importante sapere che avere questi pensieri non significa essere pazzi, né che ci si stia avvicinando a una condizione psicotica. Al contrario, spesso queste paure così specifiche e angoscianti sono il segnale che la mente sta cercando di proteggersi da un sovraccarico emotivo, creando una sorta di "distanza" dagli stimoli come meccanismo difensivo.
Questi pensieri, anche quelli più spaventosi e intrusivi (come il timore di far del male a qualcuno o a se stessi) sono frequenti nei disturbi d’ansia, specie quando è presente una componente ossessiva. Il fatto che lei ne sia spaventato e che se ne renda conto è in realtà un segnale importante: chi teme di impazzire o di perdere il controllo di sé, generalmente non lo sta facendo. È l’ansia che amplifica e distorce la percezione della realtà e dei propri pensieri, rendendoli più minacciosi di quanto non siano.
Va anche detto che più si cerca di controllare o scacciare questi pensieri, più essi tendono a ripresentarsi, proprio perché il cervello, in stato di allerta, resta "agganciato" alle minacce percepite. In questi casi, è molto utile un intervento psicoterapeutico, meglio se con un orientamento integrato e basato sulle evidenze, che le permetta di comprendere cosa sta realmente accadendo, quali sono le origini del suo malessere, e come imparare a gestirlo in modo efficace. A volte, quando l'ansia è molto intensa e compromette la qualità della vita, può essere utile associare anche un breve supporto farmacologico, ovviamente valutato da uno specialista.
Non è solo, e non c'è nulla di cui vergognarsi nel chiedere aiuto. Sta già facendo un primo passo molto importante, che è quello di cercare una spiegazione e un confronto. Le garantisco che con il giusto supporto, è assolutamente possibile uscire da questo stato e ritrovare una condizione di maggiore stabilità e benessere.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
La paura di impazzire, di fare del male, di non riconoscere più se stessi o i propri cari, le vampate di calore, l’ansia crescente: tutto questo è tipico di un quadro ansioso che può assumere sfumature ossessive e dissociative. È importante sapere che avere questi pensieri non significa essere pazzi, né che ci si stia avvicinando a una condizione psicotica. Al contrario, spesso queste paure così specifiche e angoscianti sono il segnale che la mente sta cercando di proteggersi da un sovraccarico emotivo, creando una sorta di "distanza" dagli stimoli come meccanismo difensivo.
Questi pensieri, anche quelli più spaventosi e intrusivi (come il timore di far del male a qualcuno o a se stessi) sono frequenti nei disturbi d’ansia, specie quando è presente una componente ossessiva. Il fatto che lei ne sia spaventato e che se ne renda conto è in realtà un segnale importante: chi teme di impazzire o di perdere il controllo di sé, generalmente non lo sta facendo. È l’ansia che amplifica e distorce la percezione della realtà e dei propri pensieri, rendendoli più minacciosi di quanto non siano.
Va anche detto che più si cerca di controllare o scacciare questi pensieri, più essi tendono a ripresentarsi, proprio perché il cervello, in stato di allerta, resta "agganciato" alle minacce percepite. In questi casi, è molto utile un intervento psicoterapeutico, meglio se con un orientamento integrato e basato sulle evidenze, che le permetta di comprendere cosa sta realmente accadendo, quali sono le origini del suo malessere, e come imparare a gestirlo in modo efficace. A volte, quando l'ansia è molto intensa e compromette la qualità della vita, può essere utile associare anche un breve supporto farmacologico, ovviamente valutato da uno specialista.
Non è solo, e non c'è nulla di cui vergognarsi nel chiedere aiuto. Sta già facendo un primo passo molto importante, che è quello di cercare una spiegazione e un confronto. Le garantisco che con il giusto supporto, è assolutamente possibile uscire da questo stato e ritrovare una condizione di maggiore stabilità e benessere.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Gentile utente, mi dispiace molto per la sofferenza che sta provando. Per comprendere le cause e la natura dei suoi sintomi psicofisici può iniziare un percorso psicologico e fare chiarezza dei perché. Dott.ssa Valentina Pisciotta
Buongiorno, i sintomi che descrive, come la sensazione di essere "in una bolla", la percezione distorta della realtà, i vuoti di memoria, e le paure improvvise e intrusive, sono compatibili con una condizione chiamata derealizzazione o depersonalizzazione, spesso accompagnata da ansia intensa o da uno stato di stress psicologico prolungato.
La paura di "impazzire", di perdere il controllo, di fare del male a sé stessi o agli altri, così come le vampate di calore e l’ipercontrollo verso l’ambiente (come il timore che qualcuno entri in casa), sono sintomi comuni nei disturbi d’ansia, in particolare nei disturbi dissociativi e negli attacchi di panico. È importante sapere che avere questi pensieri non significa che si diventerà realmente pericolosi o che si sta perdendo il contatto con la realtà. Spesso, queste paure si innescano come risposta del cervello a un sovraccarico emotivo o a traumi non elaborati. Il corpo e la mente, in un certo senso, cercano di "proteggerla" disconnettendosi da una realtà percepita come troppo minacciosa.
Le suggerisco di rivolgersi a uno psicoterapeuta specializzato in disturbi dissociativi e ansia, che potrà aiutarla a comprendere meglio le origini di questi vissuti e a ritrovare sicurezza e stabilità interiore. Lavorare su questi sintomi con un percorso psicologico può portare a un miglioramento significativo. È importante sapere che non è sola e che ci sono strumenti terapeutici efficaci per affrontare ciò che sta vivendo. La psicoterapia umanistica e la mindfulness sono ottimi approcci, utili al suo problema.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
La paura di "impazzire", di perdere il controllo, di fare del male a sé stessi o agli altri, così come le vampate di calore e l’ipercontrollo verso l’ambiente (come il timore che qualcuno entri in casa), sono sintomi comuni nei disturbi d’ansia, in particolare nei disturbi dissociativi e negli attacchi di panico. È importante sapere che avere questi pensieri non significa che si diventerà realmente pericolosi o che si sta perdendo il contatto con la realtà. Spesso, queste paure si innescano come risposta del cervello a un sovraccarico emotivo o a traumi non elaborati. Il corpo e la mente, in un certo senso, cercano di "proteggerla" disconnettendosi da una realtà percepita come troppo minacciosa.
Le suggerisco di rivolgersi a uno psicoterapeuta specializzato in disturbi dissociativi e ansia, che potrà aiutarla a comprendere meglio le origini di questi vissuti e a ritrovare sicurezza e stabilità interiore. Lavorare su questi sintomi con un percorso psicologico può portare a un miglioramento significativo. È importante sapere che non è sola e che ci sono strumenti terapeutici efficaci per affrontare ciò che sta vivendo. La psicoterapia umanistica e la mindfulness sono ottimi approcci, utili al suo problema.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Buonasera e grazie per la sua condivisione.
Immagino quanto questa situazione possa spaventarla, per questo le chiederei di portare all'attenzione di uno specialista questa sua condizione.
Dare una risposta relativa alla causa di questa condizione, così su due piedi, non è professionalmente etico né possibile; tuttavia, affiderei questa paura a qualcuno per iniziare una valutazione che possa aiutarla a darle un nome e poi un protocollo di interventi.
Non sottovaluti il potere che l'ansia ha sulla nostra mente e sul nostro corpo!
Un caro saluto,
dott.ssa Francomano Ilaria
Immagino quanto questa situazione possa spaventarla, per questo le chiederei di portare all'attenzione di uno specialista questa sua condizione.
Dare una risposta relativa alla causa di questa condizione, così su due piedi, non è professionalmente etico né possibile; tuttavia, affiderei questa paura a qualcuno per iniziare una valutazione che possa aiutarla a darle un nome e poi un protocollo di interventi.
Non sottovaluti il potere che l'ansia ha sulla nostra mente e sul nostro corpo!
Un caro saluto,
dott.ssa Francomano Ilaria
ChatGPT ha detto:
Dott. Francesco Paolo Coppola, psicologo e psicoterapeuta (Napoli on line o in presenza)
[psicologinapoli org – per info vedi il PROFILO su MioDottore]
Ricorda:
Un meditante attraversò tutta l’India per raggiungere l’Himalaya.
Voleva liberarsi dai suoi pensieri ossessivi e chiese a un Maestro un mantra efficace.
Il Maestro gli diede invece un farmaco per “non pensare”.
Il giovane lo prese e per due mesi non ebbe più pensieri. Felice, tornò per ringraziare il Maestro.
Ma prima di congedarlo, il Saggio gli disse:
“Ora, quando prendi il farmaco, non pensare alle scimmie.”
Tornato a casa, il ragazzo cominciò a pensare solo a quello.
Le scimmie, che non erano mai state un problema, divennero un’ossessione.
Più cercava di scacciarle, più aumentavano.
Disperato, tornò dal Maestro.
E il Maestro gli spiegò: “Più combatti i pensieri ossessivi, più li nutri. La via è lasciarli stare. Trascurali. Non dargli potere.”
le nevrosi sono spesso alimentate dalla lotta per “non pensare” certe cose.
È la resistenza, non il contenuto, a creare la trappola.
Liberarsi non significa controllare i pensieri.
Significa smontare il meccanismo che li rende minacciosi.
E questo si può fare, con pazienza, con un terapeuta esperto — e spesso anche con un sorriso.
Queste parole, da sole, restano teoria — lo so.
Senza un lavoro costante su di te, una spiegazione non basta.
I cambiamenti non avvengono in un giorno, ma passo dopo passo.
E io ci sono, se vuoi farli insieme.
Si consiglia a tutti anche una valutazione medica o psichiatrica di fiducia, per escludere eventuali cause fisiche, metaboliche o neurologiche che possano influenzare lo stato emotivo e percettivo. Avere un quadro clinico chiaro è sempre un aiuto concreto per orientarsi meglio.
Dott. Francesco Paolo Coppola, psicologo e psicoterapeuta (Napoli on line o in presenza)
[psicologinapoli org – per info vedi il PROFILO su MioDottore]
Ricorda:
Un meditante attraversò tutta l’India per raggiungere l’Himalaya.
Voleva liberarsi dai suoi pensieri ossessivi e chiese a un Maestro un mantra efficace.
Il Maestro gli diede invece un farmaco per “non pensare”.
Il giovane lo prese e per due mesi non ebbe più pensieri. Felice, tornò per ringraziare il Maestro.
Ma prima di congedarlo, il Saggio gli disse:
“Ora, quando prendi il farmaco, non pensare alle scimmie.”
Tornato a casa, il ragazzo cominciò a pensare solo a quello.
Le scimmie, che non erano mai state un problema, divennero un’ossessione.
Più cercava di scacciarle, più aumentavano.
Disperato, tornò dal Maestro.
E il Maestro gli spiegò: “Più combatti i pensieri ossessivi, più li nutri. La via è lasciarli stare. Trascurali. Non dargli potere.”
le nevrosi sono spesso alimentate dalla lotta per “non pensare” certe cose.
È la resistenza, non il contenuto, a creare la trappola.
Liberarsi non significa controllare i pensieri.
Significa smontare il meccanismo che li rende minacciosi.
E questo si può fare, con pazienza, con un terapeuta esperto — e spesso anche con un sorriso.
Queste parole, da sole, restano teoria — lo so.
Senza un lavoro costante su di te, una spiegazione non basta.
I cambiamenti non avvengono in un giorno, ma passo dopo passo.
E io ci sono, se vuoi farli insieme.
Si consiglia a tutti anche una valutazione medica o psichiatrica di fiducia, per escludere eventuali cause fisiche, metaboliche o neurologiche che possano influenzare lo stato emotivo e percettivo. Avere un quadro clinico chiaro è sempre un aiuto concreto per orientarsi meglio.
Quello che descrivi potrebbe rientrare in un quadro di derealizzazione e ansia intensa. È necessario affrontarli in un percorso psicoterapeutico che aiutarti a ritrovare stabilità.
Buongiorno le consiglio di contattare nella sua zona uno psichiatra e successivamente uno psicologo per valutare al meglio la sua situazione.
Buongiorno, sembra essere consapevole rispetto alle paure e preoccupazioni che le fanno vivere questi sintomi. Rintracciare le cause che sono comunque legate ad aspetti relazionali, emotivi ed altri, richiede un percorso di psicoterapia personale.
Cordiali saluti
Cordiali saluti
Gentile utente,
le sensazioni che descrive — come sentirsi “chiuso in una bolla”, percepire il mondo come distante, avere pensieri intrusivi e paure improvvise — sono esperienze che possono generare molta ansia, soprattutto quando non si riesce a dare loro un significato chiaro.
In situazioni simili, è importante sapere che la mente, sotto stress o in condizioni di forte tensione emotiva, può reagire con sensazioni dissociative e paure acute, che non significano necessariamente la presenza di un disturbo grave. Spesso, il timore di "impazzire", di perdere il controllo o di diventare pericolosi, è parte del quadro ansioso stesso, e non rappresenta un reale rischio o una condizione clinica conclamata.
La presenza di vampate di calore, confusione mentale, pensieri ossessivi e paure irrazionali sono segnali che indicano un forte stato di allerta psicofisica, e possono avere origini diverse, tra cui periodi di sovraccarico emotivo, difficoltà a gestire l’ansia, o esperienze che hanno lasciato un senso di insicurezza profonda.
Ciò che conta, ora, non è cercare da soli una spiegazione precisa — che rischia di aumentare la paura — ma intercettare questo disagio in modo professionale, così da poter comprendere più a fondo cosa lo genera e trovare un percorso per ritrovare stabilità e benessere.
Le suggerisco di valutare l’opportunità di parlarne in una consulenza, online o in studio. Uno spazio dedicato le permetterà di esplorare con calma questi vissuti e affrontarli in modo efficace, evitando che diventino un ostacolo al suo equilibrio quotidiano.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Alessandra Di Fenza
le sensazioni che descrive — come sentirsi “chiuso in una bolla”, percepire il mondo come distante, avere pensieri intrusivi e paure improvvise — sono esperienze che possono generare molta ansia, soprattutto quando non si riesce a dare loro un significato chiaro.
In situazioni simili, è importante sapere che la mente, sotto stress o in condizioni di forte tensione emotiva, può reagire con sensazioni dissociative e paure acute, che non significano necessariamente la presenza di un disturbo grave. Spesso, il timore di "impazzire", di perdere il controllo o di diventare pericolosi, è parte del quadro ansioso stesso, e non rappresenta un reale rischio o una condizione clinica conclamata.
La presenza di vampate di calore, confusione mentale, pensieri ossessivi e paure irrazionali sono segnali che indicano un forte stato di allerta psicofisica, e possono avere origini diverse, tra cui periodi di sovraccarico emotivo, difficoltà a gestire l’ansia, o esperienze che hanno lasciato un senso di insicurezza profonda.
Ciò che conta, ora, non è cercare da soli una spiegazione precisa — che rischia di aumentare la paura — ma intercettare questo disagio in modo professionale, così da poter comprendere più a fondo cosa lo genera e trovare un percorso per ritrovare stabilità e benessere.
Le suggerisco di valutare l’opportunità di parlarne in una consulenza, online o in studio. Uno spazio dedicato le permetterà di esplorare con calma questi vissuti e affrontarli in modo efficace, evitando che diventino un ostacolo al suo equilibrio quotidiano.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Alessandra Di Fenza
Buongiorno,
Riporta un quadro complesso.
Da quanto tempo prova i sintomi dissociativi? Quanto dura le derealizzazione e come si sente dopo questo stato? Secondo lei, è avvenuto qualcosa prima di iniziare a sperimentare i sintomi dissociativi? Li ricollega a un evento specifico?
Le paure sembrano sintomi di ansia connessi ad eventualità diverse: perdere il controllo, provare allucinazioni e deliri, vivere un'invasione di estranei in casa.
Ciò che mi chiedo è se quest'ansia è stata provocata da eventi realmente avvenuti nella sua vita oppure emerge spontaneamente senza una causa apparente. Sarebbe interessante capire se nella sua famiglia i suoi parenti soffrono d'ansia e se in infanzia ha provato ansia per qualcosa che è successo.
Anche le vampate di calore sono un sintomo ricollegabile all'ansia.
Sarebbe opportuno andare a scavare in profondità per capire l'origine di queste paure.
Resto a disposizione per ulteriori informazioni e domande nell'eventualità di un colloquio psicologico di approfondimento. Cordiali saluti
Riporta un quadro complesso.
Da quanto tempo prova i sintomi dissociativi? Quanto dura le derealizzazione e come si sente dopo questo stato? Secondo lei, è avvenuto qualcosa prima di iniziare a sperimentare i sintomi dissociativi? Li ricollega a un evento specifico?
Le paure sembrano sintomi di ansia connessi ad eventualità diverse: perdere il controllo, provare allucinazioni e deliri, vivere un'invasione di estranei in casa.
Ciò che mi chiedo è se quest'ansia è stata provocata da eventi realmente avvenuti nella sua vita oppure emerge spontaneamente senza una causa apparente. Sarebbe interessante capire se nella sua famiglia i suoi parenti soffrono d'ansia e se in infanzia ha provato ansia per qualcosa che è successo.
Anche le vampate di calore sono un sintomo ricollegabile all'ansia.
Sarebbe opportuno andare a scavare in profondità per capire l'origine di queste paure.
Resto a disposizione per ulteriori informazioni e domande nell'eventualità di un colloquio psicologico di approfondimento. Cordiali saluti
Gentile paziente, grazie per la domanda e per aver condiviso la sua esperienza. Quello che descrive, sensazione di vivere in una bolla, confusione mentale, paure improvvise e intrusive, timore di impazzire o di perdere il controllo, rientra spesso nei sintomi legati ad uno stato di ansia elevata e in particolare alla derealizzazione e alla depersonalizzazione, che sono forme di dissociazione. Queste sensazioni possono risultare molto spaventose per chi le prova, ma non sono segno di pazzia. Sono il modo in cui la mente reagisce a un forte stress o a uno stato ansioso prolungato. Anche le paure di fare del male, pur se angoscianti, sono pensieri intrusivi che non riflettono un reale desiderio, ma l’opposto ovvero una forte sensibilità e paura di perdere il controllo. Il fatto che la spaventino così tanto dimostra che non li condivide e non li desidera. Possono essere il risultato di un forte stress e di uno stato di elevata ansia, non un segnale di pericolo reale. Con l’aiuto di uno specialista, si possono imparare strategie per gestirli e ridurne l’impatto nella vita quotidiana. Un caro saluto.
Quello che descrivi ha i tratti molto chiari di un disturbo d’ansia con pensieri intrusivi e sintomi dissociativi (derealizzazione/depersonalizzazione).
– La sensazione di “bolla”, testa confusa, lontananza è tipica della derealizzazione: il cervello, sotto stress e ansia costante, reagisce “staccando la spina” per proteggersi. Non è psicosi, ma una conseguenza di ansia cronica e iperattivazione.
– Le paure improvvise (“impazzire, avere allucinazioni, deliri, non riconoscere i tuoi cari, che qualcuno entri in casa”) sono pensieri intrusivi: arrivano senza volerli, ti spaventano, ti fanno dubitare di te stesso. Il fatto che tu li riconosca come paure e che ti spaventino è la prova che non sono deliri: chi ha un delirio è convinto senza alcun dubbio, mentre tu resti consapevole e chiedi “e se…?”.
– Le vampate di calore che hai avuto mentre eri in ansia sono sintomi fisici dell’attacco di panico: tachicardia, caldo, agitazione sono risposte del corpo alla paura, non segni di “impazzire”.
– Le paure di fare del male a qualcuno o a te stesso sono ossessioni molto frequenti nei disturbi ossessivi: non significano che tu lo voglia davvero, ma che temi l’idea stessa di poter perdere il controllo.
In sintesi: tutto quello che descrivi è spiegabile con ansia, pensieri ossessivi e derealizzazione. Non sono segnali di psicosi o di “pazzia”, ma di un sistema nervoso sotto pressione che amplifica i pensieri paurosi e li fa sembrare reali.
Il passo giusto ora è parlarne con uno specialista (psicologo o psichiatra), perché ci sono percorsi efficaci (psicoterapia cognitivo-comportamentale, tecniche di gestione dell’ansia, e se serve farmaci) che aiutano a interrompere questo circolo.
Non stai “diventando pazzo”: sei bloccato in un loop ansioso che alimenta derealizzazione e paure, ma è un problema trattabile e reversibile.
Dott.ssa De Pretto
– La sensazione di “bolla”, testa confusa, lontananza è tipica della derealizzazione: il cervello, sotto stress e ansia costante, reagisce “staccando la spina” per proteggersi. Non è psicosi, ma una conseguenza di ansia cronica e iperattivazione.
– Le paure improvvise (“impazzire, avere allucinazioni, deliri, non riconoscere i tuoi cari, che qualcuno entri in casa”) sono pensieri intrusivi: arrivano senza volerli, ti spaventano, ti fanno dubitare di te stesso. Il fatto che tu li riconosca come paure e che ti spaventino è la prova che non sono deliri: chi ha un delirio è convinto senza alcun dubbio, mentre tu resti consapevole e chiedi “e se…?”.
– Le vampate di calore che hai avuto mentre eri in ansia sono sintomi fisici dell’attacco di panico: tachicardia, caldo, agitazione sono risposte del corpo alla paura, non segni di “impazzire”.
– Le paure di fare del male a qualcuno o a te stesso sono ossessioni molto frequenti nei disturbi ossessivi: non significano che tu lo voglia davvero, ma che temi l’idea stessa di poter perdere il controllo.
In sintesi: tutto quello che descrivi è spiegabile con ansia, pensieri ossessivi e derealizzazione. Non sono segnali di psicosi o di “pazzia”, ma di un sistema nervoso sotto pressione che amplifica i pensieri paurosi e li fa sembrare reali.
Il passo giusto ora è parlarne con uno specialista (psicologo o psichiatra), perché ci sono percorsi efficaci (psicoterapia cognitivo-comportamentale, tecniche di gestione dell’ansia, e se serve farmaci) che aiutano a interrompere questo circolo.
Non stai “diventando pazzo”: sei bloccato in un loop ansioso che alimenta derealizzazione e paure, ma è un problema trattabile e reversibile.
Dott.ssa De Pretto
Buongiorno,
prima di tutto, voglio rassicurarti sul fatto che ciò che stai vivendo è assolutamente comprensibile e che si tratta di aspetti sui quali si può lavorare. I sintomi che descrivi, come la sensazione di derealizzazione, la confusione mentale, e le paure improvvise, sono frequentemente legati a episodi di ansia e attacchi di panico. È molto comune che, insieme a questi sintomi, si presentino pensieri di paura irrazionale o sensazioni di distacco dalla realtà.
La buona notizia è che questi sintomi sono trattabili. Lavorando con un terapeuta, potrai esplorare le cause di queste paure e capire meglio come gestirle. Il terapeuta sarà in grado di valutare la frequenza e l’intensità dei sintomi e di aiutarti a lavorare su strategie pratiche per ridurre l'ansia e affrontare i momenti più difficili.
Quello che descrivi, come la paura di impazzire o di fare del male a te stesso o ad altri, è una manifestazione tipica dell'ansia intensa, ma voglio rassicurarti che questi pensieri non riflettono una realtà concreta. Si tratta di paure e pensieri automatici che spesso emergono proprio quando ci si sente sopraffatti dall'ansia. La terapia ti aiuterà a capire meglio da dove nascono e a trovare le giuste modalità per affrontarli.
Ti incoraggio a metterti nelle mani di un professionista che ti aiuterà a capire le cause sottostanti di questi sintomi, e ti guiderà in un percorso di recupero e benessere. Non sei solo in questo, e con il supporto giusto, potrai lavorare per ridurre l'ansia e ritrovare una sensazione di maggiore tranquillità.
Un caro saluto,
Dott.ssa Elena Frosini.
prima di tutto, voglio rassicurarti sul fatto che ciò che stai vivendo è assolutamente comprensibile e che si tratta di aspetti sui quali si può lavorare. I sintomi che descrivi, come la sensazione di derealizzazione, la confusione mentale, e le paure improvvise, sono frequentemente legati a episodi di ansia e attacchi di panico. È molto comune che, insieme a questi sintomi, si presentino pensieri di paura irrazionale o sensazioni di distacco dalla realtà.
La buona notizia è che questi sintomi sono trattabili. Lavorando con un terapeuta, potrai esplorare le cause di queste paure e capire meglio come gestirle. Il terapeuta sarà in grado di valutare la frequenza e l’intensità dei sintomi e di aiutarti a lavorare su strategie pratiche per ridurre l'ansia e affrontare i momenti più difficili.
Quello che descrivi, come la paura di impazzire o di fare del male a te stesso o ad altri, è una manifestazione tipica dell'ansia intensa, ma voglio rassicurarti che questi pensieri non riflettono una realtà concreta. Si tratta di paure e pensieri automatici che spesso emergono proprio quando ci si sente sopraffatti dall'ansia. La terapia ti aiuterà a capire meglio da dove nascono e a trovare le giuste modalità per affrontarli.
Ti incoraggio a metterti nelle mani di un professionista che ti aiuterà a capire le cause sottostanti di questi sintomi, e ti guiderà in un percorso di recupero e benessere. Non sei solo in questo, e con il supporto giusto, potrai lavorare per ridurre l'ansia e ritrovare una sensazione di maggiore tranquillità.
Un caro saluto,
Dott.ssa Elena Frosini.
Buongiorno, i sintomi che descrive sono riconducibili a stati di ansia intensa e possono manifestarsi con derealizzazione, pensieri intrusivi e timore di perdere il controllo. Non si tratta di segni di follia né di allucinazioni imminenti, ma di manifestazioni ansiose molto comuni. È importante non spaventarsi dei pensieri stessi, che non corrispondono a una reale perdita di contatto con la realtà. Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico per comprendere meglio questi vissuti e ridurre progressivamente l’ansia.
Buongiorno, mi chiedo intanto se ha avuto modo di contattare un collega o un medico in merito. Detto ciò, vorrei esplorare con lei i significati che attribuisce a certi termini come "sintomi dissociativi", "derealizzazione", "vivere in una bolla" e sostenerla nel affrontare queste paure. Si senta libero di contattarmi quando vuole. Un caro saluto
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