Buongiorno dottori,grazie per le risposte al mio post. Volevo chiedervi un parere in merito a questa

23 risposte
Buongiorno dottori,grazie per le risposte al mio post. Volevo chiedervi un parere in merito a questa sintomatolgia: siccome,come scritto nel precedente post,a causa dell'influenza,avevo sospeso l'assunzione graduale delle EN in quanto non volevo fare danni visto che avevo assunto la Tachipirina che di per sè ,abbatteva molto,(vi ricordo che ho assunto per 4 settimane 9 ggt di EN e dalla quinta avevo iniziato ad assumerne 8 prima della sospensione a causa dell'influenza),ho avuto leggeri stati d'ansia.La sospensione,è avvenuta 15 giorni fa. Tutto ciò può esser dovuto da un effetto da sospensione delle EN senza il dovuto scalaggio?Oppure trattasi di stati ansiosi? Sono in terapia presso una psicologa (sono arrivato alla quinta seduta) la quale mi ha insegnato alcune tecniche di rilassamento,oltre a cercare di capire le motivazioni di questi stati ansiosi . Alla luce di ciò,il mio medico di base,mi ha consigliato di assumere le EN solo al bisogno. Secondo voi,dovrei riprendere a scalare le EN (ad esempio 6,4,2 visto che mi ero fermato ad 8 gocce)oppure assumerle sempre e solo quando ho ansi, indi al bisogno. Grazie in anticipo per le vostre risposte sempre molto esaustive e competenti.
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, come già avevamo risposto precedentemente sarebbe bene che lei ogni volta che deve attuare dei cambiamenti consulti solo un medico, io le consiglio sempre il suo psichiatra. Penso che sicuramente lei ha smesso di colpo le 8 gocce che prendeva e quindi ha provato uno stato ansioso. Ricontatti nuovamente lo psichiatra , gli spieghi della sua influenza e che non ha preso per un periodo di tempo l'En e si attenga alla sua prescrizione, la saluto cordialmente, dott.Eugenia Cardilli.
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Dott.ssa Silvia Pinna
Psicologo, Psicoterapeuta, Tecnico sanitario
Roma
Buonasera. Ricordo bene la sua situazione. All'epoca c'erano uno psichiatra, amico, il medico di base, che prescrive EN, e la psicologa, con cui fa tecniche di rilassamento. Ha quindi scelto il medico di base come referente per i farmaci. Porti avanti questa scelta, se così sta meglio, però ogni scelta è una rinuncia!!! Segua un solo interlocutore, altrimenti si crea un labirinto da cui non si riesce più ad uscire. Non faccia movimenti con i farmaci sua sponte perché complica qualcosa che potrebbe essere invece molto semplice
Dott. Emanuele Grilli
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Salve. Come già le hanno suggerito i colleghi dovrebbe individuare un referente per la farmacoterapia e affidarsi totalmente alla gestione della parte "chimica", onde evitare, come acutamente osserva la collega che "qualcosa di più semplice diventi infinitamente più complicato ".
Del resto, mi lasci dire, la sua terapia psicologica è appena iniziata. Molte ricerche affermano che la giusta farmacoterapia affiancata dalla psicoterapia aumenta significativamente il successo terapeutico e aumentano il sollievo del paziente.
Spero di averle dato sufficienti dati su cui riflettere.
Cordiali Saluti.
Dottor Grilli Emanuele.
Dott.ssa Paola Giovani
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno, non posso che ripeterle le raccomandazioni dei miei colleghi. Questi farmaci in particolare npn possono essere né scalati né aumentati né sospesi a discrezione del paziente. Dunque perché rivolgersi ad altri e non al suo medico? La fiducia e l'ascolto sono parti integranti della cura e la condizione che possa esserci uniglioorento. Cordiali saluti PG
Dott.ssa Marta Corradi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Rho
Buonasera, comprendo le sue preoccupazioni e i suoi dubbi in merito all’assunzione dei farmaci e al loro dosaggio. Credo che questa stessa preoccupazione dovrebbe (oltre che essere affrontata con il medico che ha scelto come suo referente per la terapia farmacologica ansiolitica) diventare motivo di confronto anche con la sua psicoterapeuta: forse che in qualche modo anche la terapia farmacologica e’ diventata essa stessa un elemento vissuto con ansia anziché con serenità come “dovrebbe” essere? Se chiede un parere a noi e’ perché la cosa la preoccupa, quindi e’ giusto che la sua psicoterapeuta sia informata di questa sua preoccupazione, in modo da poterla aiutare al meglio. Un caro saluto
Dott.ssa Valentina Deiana
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Alessandria
Buona sera, consulti sempre il medico prima di sospendere il farmaco, il percorso psicologico le sarà sicuramente di aiuto nella gestione di eventuali altri stati ansiosi. Ci aggiorni.
Dott.ssa Patrizia Provasi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Legnano
Buongiorno! Può essere che la sospensione di botto abbia poi procurato stati ansiosi. Per riprenderlo, segua le indicazioni del suo medico.
Buona vita:-)
Dott.ssa Maria Antonietta Fasanella
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Reggio Calabria
Buongiorno, segua i consigli del suo medico e continui con la psicoterapia. Vedrà che l'ansia piano piano si ridurrà notevolmente.
Saluti.
Dott.ssa Elisa Reali
Psicologo, Psicoterapeuta
Treviglio
Buongiorno, come accennato dai colleghi, scelga un unico referente per la terapia farmacologica e si rivolga a lui per eventuali modiche e interruzioni dei farmaci. Alla farmacoterapia può sempre associare gli esercizi di rilassamento che ha acquisito con la sua psicologa.
Cordiali saluti
Elisa Reali
Dott.ssa Giorgia Tolio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Buongiorno,
come già detto dai colleghi, sarebbe bene informare il suo referente per la terapia, che dovrebbe essere lo psichiatra, dei cambiamenti accaduti. Sarebbe meglio informarlo prima, così da poter avere e seguire delle indicazioni adeguate sull'utilizzo dei farmaci.
Consulti il medico che le ha prescritto il farmaco e segua le sue indicazioni .
Cordiali saluti
Dott.ssa Giorgia Tolio
Dott.ssa Tiziana Vecchiarini
Psicologo, Psicoterapeuta
Pozzuoli
La soluzione più idonea è rivolgersi alle persone che la stanno seguendo
Un saluto affettuoso
Dott.ssa Enza Marangella
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Trebaseleghe
Le cure farmacologiche vanno monitorate e modificate sotto controllo del medico che le ha prescritte.
Tutti i suoi dubbi deve esprimerli all'interno del contesto terapeutico in cui si trova. È un suo diritto.
Cordialmente Enza Marangella
Dott. Daniel Michael Portolani
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, la cura farmacologica è di competenza esclusiva del medico curante. Nessun altro, anche se in possesso delle competenze e delle abilitazioni necessarie, conosce la Sua situazione, la sua anamnesi medica e farmacologica, e le modalità personali con le quali Lei reagisce alle diverse molecole. Se per qualche motivo non si fida del medico di base Le consiglio di chiedere un consulto psichiatrico, ma in ogni caso segua sempre e solo le indicazioni del medico curante. E' comprensibile che in uno stato ansioso Lei cerchi risposte anche da altri, ma è sconsigliabile per la Sua salute, nonché eticamente scorretto da parte del professionista. Per quanto riguarda i motivi di ciò che sente, la collega terapeuta è il riferimento con il quale, insieme, potrà riuscire a individuare cosa causa la sofferenza e come risolverla con successo. In bocca al lupo! DMP
Dott. Massimiliano Trossello
Psicologo, Terapeuta, Psicologo clinico
Leinì
Buonasera. Assolutamente d'accordo con i colleghi: è importante seguire le indicazioni di un solo interlocutore, onde evitare confusione e trattamenti non indicati. La scelta va dettata sulla base di una riflessione interiore, accurata e minuziosa.

Cordialità.

Massimiliano Trossello
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera! Il dosaggio deve essere calibrato dal medico che glielo ha prescritto ed è sempre meglio evitare sospensioni o diminuzioni senza consultarlo. Va benissimo che lei abbia già intrapreso un percorso psicologico ed è meglio che ne parli con chi già la segue. Sovrapporre troppi pareri non farebbe che aumentare la sua ansia piuttosto che diminuirla e per una risposta più precisa e professionale bisognerebbe conoscere tutta la sua storia personale e clinica. Ha già preso decisioni importanti in merito alla cura di sé e questa è una gran bella cosa. Saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Francesca Carolina Ferbo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Salve, se è in cura da una psicologa le consiglio di confrontarsi con lei: assumere farmaci senza che la professionista ne sia a conoscenza potrebbe interferire con la buona riuscita del trattamento. Pertanto le consiglio di confrontarsi con lei e seguire quello che le consiglierà di fare.
Le auguro il meglio
Dott.ssa Alice Braghieri
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Piacenza
Buongiorno, come già espresso dai colleghi le consiglio di rivolgersi al suo medico curante o a uno specialista (in questo caso uno psichiatra). Inoltre le ricordo che non è mai opportuno interrompere o scalare un farmaco senza aver consultato lo specialista. In particolare le consiglierei di riferirsi a chi le ha già prescritto il farmaco. Cordiali saluti Dott.ssa Alice Braghieri.
Dott. Serafino Parisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Buongiorno, credo che gli stati che ata sperimentando siano dovuti a disagi fai da te, laddove necessiterebbe un parere medico. L'ansia di cui parla potrebbe essere imputabile proprio ad una sospensione brusca del farmaco, per cui la invito ad affidarsi alle prescrizioni mediche. Cordialità
Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Salve, le consiglio di rivolgere questa domanda al suo medico di fiducia.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dr. Manuel Marco Mancini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, riguardo i farmaci le consiglio di ascoltare il suo medico curante, mentre per il sostegno abbia fiducia nel professionista di sua scelta.
MMM
Dott. Alessandro D'Agostini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Buonasera, la invito a consultare uno specialista psichiatra e non soltanto il medico di base. Potrà gestire l'assunzione dell'EN o di farmaci più opportuni supportato da un medico che conosce bene l'effetto del farmaco. Un caro saluto
Dott.ssa Cecilia Scipioni
Psicologo, Neuropsicologo
Casalgrande
salve, la leggo con attenzione. Provo a darle un quadro chiaro e rassicurante, senza tecnicismi inutili.

Quando si sospende una benzodiazepina come le EN un po’ bruscamente, anche se il dosaggio non è altissimo, è abbastanza frequente avvertire piccoli “rimbalzi”: tensione, lievi stati d’ansia, quella sensazione di non essere del tutto a posto. Non significa che abbia fatto un danno né che stia tornando al punto di partenza; è semplicemente il corpo che si riassesta dopo essersi abituato, per alcune settimane, alla presenza della molecola.

Questi effetti possono comparire anche dopo diversi giorni dalla sospensione, quindi il fatto che siano passati quindici giorni non rende affatto impossibile la correlazione.

Allo stesso tempo, una parte della sintomatologia può essere ansia “sua”, la stessa su cui sta già lavorando in terapia. Spesso queste due componenti si mischiano: un lieve effetto da sospensione, che dà fastidio, e poi l’ansia che interpreta quel fastidio in modo catastrofico.

Il dilemma che mi porta — riprendere il taper oppure assumere solo al bisogno — non può avere una risposta netta senza un medico che la conosce direttamente. Però posso aiutarla a orientarsi nella logica clinica, così capisce cosa discutere con il suo dottore.

Se gli stati ansiosi sono lievi, gestibili e comunque sotto osservazione della psicologa, la strategia “al bisogno” può essere sufficiente e anche più sana sul lungo periodo. Se invece sente che quel lieve malessere è proprio il corpo che non si è ancora stabilizzato, allora un mini-scalaggio (ad esempio 6–4–2 gocce per qualche giorno ciascuna) serve solo a dare un’uscita più morbida e veloce.

La chiave è questa: non riparta perché “ha paura”, ma solo se nota che l’organismo sta chiedendo un’uscita più graduale. E non tema di aver fatto qualcosa di irreparabile: non è così. Sta seguendo un percorso, e piccoli assestamenti sono fisiologici.

Mi sembra che stia già facendo la cosa più importante: non affrontare tutto da solo. Continui a portare in seduta ciò che sente, perché spesso il corpo si calma molto più rapidamente quando abbiamo un posto sicuro dove dare senso a ciò che accade.

saluti, resto a disposizione.

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