Buongiorno Dottori, Da quando é nata la moa bimba ormai da maggio 2023 io ho sempre la paura di sen
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Buongiorno Dottori,
Da quando é nata la moa bimba ormai da maggio 2023 io ho sempre la paura di sentjemi male improvvisamente ho paura di rimanere sola o di andare in luoghi affollati per la paura di sentirmi male improvvisamente di allontanarmi da casa o di passeggiare.
Tutti i giorni ho svariati sintomi giramenti di testa, sudorazione, vertigini, tachicardia, dolore al petto, offusvsmento della vista, senso di svenire ma la pressione va sempre bene.
Ho fatto tantissimi visite.. edami del sangue comoresi di vitamine tiroide cuore ecc... visite cardiologiche tantissime avro girato 8 cardiologi ckn eco test da sforzo rx torace e tutti danno esito negativo.
Eco arti inferipri e carotidi.
Rmn encefalo con 2 visite neurologiche negative.
Visita otorino negativa.
Gast4oscopia ho solo dei provlemi di ernia iatale ma il gastroenterologo dice che i sintomi kon sknk per quelli.
L'unica cosa cje habbo riackntrato e stato esame vestibolare eseguito a dicembre 23 un deficit vestibolar destro con niatagmo ripetuto esame dopo 6 mesi non hsnno riscontrato nulla ed rx cwrvicale un dissalineamento in fulcro tendente all'inversione in c4.
Mi hanno detto che sono sintomi psicosomatici sto seguendo un percorao cognitivo ckmportamentale ma non trovo benificio.
E possibile che l'ansia porta tutti questi aintomi e giramenti di testa praticamente tutti i giorni sono diaperata ormai e 2 anni che non so come uscirne
Da quando é nata la moa bimba ormai da maggio 2023 io ho sempre la paura di sentjemi male improvvisamente ho paura di rimanere sola o di andare in luoghi affollati per la paura di sentirmi male improvvisamente di allontanarmi da casa o di passeggiare.
Tutti i giorni ho svariati sintomi giramenti di testa, sudorazione, vertigini, tachicardia, dolore al petto, offusvsmento della vista, senso di svenire ma la pressione va sempre bene.
Ho fatto tantissimi visite.. edami del sangue comoresi di vitamine tiroide cuore ecc... visite cardiologiche tantissime avro girato 8 cardiologi ckn eco test da sforzo rx torace e tutti danno esito negativo.
Eco arti inferipri e carotidi.
Rmn encefalo con 2 visite neurologiche negative.
Visita otorino negativa.
Gast4oscopia ho solo dei provlemi di ernia iatale ma il gastroenterologo dice che i sintomi kon sknk per quelli.
L'unica cosa cje habbo riackntrato e stato esame vestibolare eseguito a dicembre 23 un deficit vestibolar destro con niatagmo ripetuto esame dopo 6 mesi non hsnno riscontrato nulla ed rx cwrvicale un dissalineamento in fulcro tendente all'inversione in c4.
Mi hanno detto che sono sintomi psicosomatici sto seguendo un percorao cognitivo ckmportamentale ma non trovo benificio.
E possibile che l'ansia porta tutti questi aintomi e giramenti di testa praticamente tutti i giorni sono diaperata ormai e 2 anni che non so come uscirne
Buonasera, la sintomatologia ansiosa può portare una o più delle manifestazioni somatiche da lei descritte. Inevitabilmente un forte cambiamento all'interno della nostra vita unito ad un forte senso di responsabilità possono scombussolare i nostri equilibri, facendoci sentire come se ci mancasse la terra sotto i piedi. Un percorso di psicoterapia può sicuramente esserle di supporto in questa fase di riequilibrio, ricordando sempre però che come ogni cosa c'è bisogno di tempo. Si dia la possibilità di comprendere se effettivamente questa tipologia di percorso può tornarle utile altrimenti ha sempre la possibilità di cambiare e trovare l'indirizzo psicoterapeutico più indicato per lei. Si dia tempo e tenti. Con la speranza di esserle stata d'aiuto le auguro un buon cammino!
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Carissima utente, mi dispiace molto che si senta così.
Escludere una probabile patologia organica alla base dei suoi sintomi è importante. Data la negatività di questi esami e la probabilità che si tratti di sintomi psicosomatici, chiedere un supporto psicologico è sicuramente il giusto passo. Tuttavia, bisogna comprendere quale tipo di percorso può essere più adatto per le sue difficoltà. Ogni sintomo può essere un segnale di qualcosa che va attenzionato, compreso, accolto ed elaborato. Non un nemico da combattere e allontanare, ma un alleato che ci aiuta a comprendere qualcosa che altrimenti rimarrebbe nascosto, facendoci del male. Spesso i sintomi nascono per proteggerci e grazie ai nostri sintomi possiamo connetterci con ciò che è più profondo e apparentemente non leggibile, non accessibile, ma non per questo inesistente, anzi...! Proprio per questo, solo nel momento in cui riusciamo ad ascoltarli e ad accoglierli, possono intraprendere una trasformazione e iniziare così un processo di guarigione.
Ne ha parlato con il professionista che la segue? Cosa ne pensa?
Resto a sua disposizione per qualunque domanda o qualora volesse condividere altro di sé.
Il mio consiglio è quello di andare avanti nell'ascolto attivo dei suoi sintomi, supportata dalla professionalità di uno psicologo/psicoterapeuta che si occupi dell'aspetto psicosomatico.
Le auguro di trovare presto la serenità e che possa godere pienamente della sua maternità. I miei più cari auguri per lei e la sua bambina.
Un caro saluto,
Dott.ssa Teresa Schillaci
Escludere una probabile patologia organica alla base dei suoi sintomi è importante. Data la negatività di questi esami e la probabilità che si tratti di sintomi psicosomatici, chiedere un supporto psicologico è sicuramente il giusto passo. Tuttavia, bisogna comprendere quale tipo di percorso può essere più adatto per le sue difficoltà. Ogni sintomo può essere un segnale di qualcosa che va attenzionato, compreso, accolto ed elaborato. Non un nemico da combattere e allontanare, ma un alleato che ci aiuta a comprendere qualcosa che altrimenti rimarrebbe nascosto, facendoci del male. Spesso i sintomi nascono per proteggerci e grazie ai nostri sintomi possiamo connetterci con ciò che è più profondo e apparentemente non leggibile, non accessibile, ma non per questo inesistente, anzi...! Proprio per questo, solo nel momento in cui riusciamo ad ascoltarli e ad accoglierli, possono intraprendere una trasformazione e iniziare così un processo di guarigione.
Ne ha parlato con il professionista che la segue? Cosa ne pensa?
Resto a sua disposizione per qualunque domanda o qualora volesse condividere altro di sé.
Il mio consiglio è quello di andare avanti nell'ascolto attivo dei suoi sintomi, supportata dalla professionalità di uno psicologo/psicoterapeuta che si occupi dell'aspetto psicosomatico.
Le auguro di trovare presto la serenità e che possa godere pienamente della sua maternità. I miei più cari auguri per lei e la sua bambina.
Un caro saluto,
Dott.ssa Teresa Schillaci
Buongiorno,
Capisco profondamente il suo stato di sofferenza e di frustrazione per questi sintomi persistenti e invalidanti.
Da quanto descrive, ha già effettuato numerosi accertamenti medici approfonditi (cardiologici, neurologici, vestibolari, otorinolaringoiatrici, gastroenterologici) che hanno escluso patologie organiche significative, se non piccoli riscontri (ernia iatale, pregresso deficit vestibolare, disallineamento cervicale) non ritenuti causa diretta di tutta la sua sintomatologia.
La presenza costante di sintomi fisici (giramenti di testa, sudorazione, tachicardia, senso di svenimento, dolore al petto, offuscamento visivo) associati a una forte paura di stare male improvvisamente, di stare sola o di uscire, rientra molto frequentemente nel quadro dei disturbi d’ansia, in particolare dei disturbi di panico o dell’agorafobia. L’ansia, infatti, può generare sintomi fisici anche molto intensi e persistenti, perché attiva costantemente il sistema nervoso autonomo (battito cardiaco accelerato, tensione muscolare, iperventilazione, alterazioni dell’equilibrio e della percezione corporea).
Tuttavia, è importante sottolineare due aspetti:
Non è “solo nella testa”: i sintomi che percepisce sono reali, anche se legati a meccanismi psicofisiologici. Non si sta inventando nulla.
Se la terapia cognitivo-comportamentale non sta dando beneficio, non significa che non sia la strada giusta, ma forse andrebbe rivalutata l’impostazione del percorso, la frequenza delle sedute, o considerate terapie integrate (es. tecniche corporee, mindfulness, eventuale supporto farmacologico, se indicato da uno psichiatra).
È assolutamente possibile che l’ansia, protratta nel tempo e non sufficientemente trattata, mantenga i sintomi ogni giorno, creando un circolo vizioso in cui la paura dei sintomi stessi li alimenta ulteriormente. Uscirne è possibile, ma spesso richiede un intervento psicoterapeutico più mirato, costanza e talvolta un lavoro multidisciplinare.
Sarebbe utile e consigliato, per approfondire la sua situazione e trovare un percorso terapeutico efficace, rivolgersi ad uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Capisco profondamente il suo stato di sofferenza e di frustrazione per questi sintomi persistenti e invalidanti.
Da quanto descrive, ha già effettuato numerosi accertamenti medici approfonditi (cardiologici, neurologici, vestibolari, otorinolaringoiatrici, gastroenterologici) che hanno escluso patologie organiche significative, se non piccoli riscontri (ernia iatale, pregresso deficit vestibolare, disallineamento cervicale) non ritenuti causa diretta di tutta la sua sintomatologia.
La presenza costante di sintomi fisici (giramenti di testa, sudorazione, tachicardia, senso di svenimento, dolore al petto, offuscamento visivo) associati a una forte paura di stare male improvvisamente, di stare sola o di uscire, rientra molto frequentemente nel quadro dei disturbi d’ansia, in particolare dei disturbi di panico o dell’agorafobia. L’ansia, infatti, può generare sintomi fisici anche molto intensi e persistenti, perché attiva costantemente il sistema nervoso autonomo (battito cardiaco accelerato, tensione muscolare, iperventilazione, alterazioni dell’equilibrio e della percezione corporea).
Tuttavia, è importante sottolineare due aspetti:
Non è “solo nella testa”: i sintomi che percepisce sono reali, anche se legati a meccanismi psicofisiologici. Non si sta inventando nulla.
Se la terapia cognitivo-comportamentale non sta dando beneficio, non significa che non sia la strada giusta, ma forse andrebbe rivalutata l’impostazione del percorso, la frequenza delle sedute, o considerate terapie integrate (es. tecniche corporee, mindfulness, eventuale supporto farmacologico, se indicato da uno psichiatra).
È assolutamente possibile che l’ansia, protratta nel tempo e non sufficientemente trattata, mantenga i sintomi ogni giorno, creando un circolo vizioso in cui la paura dei sintomi stessi li alimenta ulteriormente. Uscirne è possibile, ma spesso richiede un intervento psicoterapeutico più mirato, costanza e talvolta un lavoro multidisciplinare.
Sarebbe utile e consigliato, per approfondire la sua situazione e trovare un percorso terapeutico efficace, rivolgersi ad uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno.
Sembra che lei parli di attacchi di panico e i suoi sintomi confermano.
Si tratta di una condizione di cui ci si può prendere cura.
Le propongo un colloquio, anche online.
Sembra che lei parli di attacchi di panico e i suoi sintomi confermano.
Si tratta di una condizione di cui ci si può prendere cura.
Le propongo un colloquio, anche online.
Si dia del tempo. Il percorso terapeutico non dà risultati nell'immediato. E' un processo. Ma se tutto questo condiziona la sua vita da due anni, rendendola così difficile, consiglierei una consulenza con uno psichiatra (proposta di consulenza che il suo terapeuta dovrebbe aver proposto) affinché in questa fase ancora acuta, il suo percorso psicoterapeutico possa esser sostenuto anche da un trattamento farmacologico. Per qualsiasi dubbio, anche e soprattutto inerente al suo percorso di terapia, riferisca al suo terapeuta. Quello spazio settimanale è suo ed ha tutto il diritto di esporre anche dubbi sul percorso che sta facendo. Non demorda. Forza!
Le consiglio di provare altre tipologie di percorsi psicoterapeutici, ogni persona ha una storia diversa e particolare, non a tutti una tipologia piuttosto che un’altra apporta benefici nella stessa misura. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti, cordialmente.
Dott.ssa Elda Valente
Dott.ssa Elda Valente
Gentile Utente,
Mi sembra che il suo tema ricorrente sia la perdita del controllo. Ha mai esplorato quest' area? Quando scrive che non sa come uscirne, in realtà prima di uscire da una condizione come la Sua, ci deve entrare e affrontarla, entrando nella sua area di risonanza, non scappando ma affrontando, e questo puo' essere possibile solo stando su cio' che sente, ascoltata da un professionista che la possa guidare nel Suo percorso di conoscenza delle sue paure e ansie.
Mi sembra che il suo tema ricorrente sia la perdita del controllo. Ha mai esplorato quest' area? Quando scrive che non sa come uscirne, in realtà prima di uscire da una condizione come la Sua, ci deve entrare e affrontarla, entrando nella sua area di risonanza, non scappando ma affrontando, e questo puo' essere possibile solo stando su cio' che sente, ascoltata da un professionista che la possa guidare nel Suo percorso di conoscenza delle sue paure e ansie.
Capisco quanto possa essere frustrante convivere con questi sintomi nonostante tutti gli esami negativi. L’ansia può davvero provocare disturbi fisici molto intensi e persistenti, come quelli che descrivi. Se la terapia cognitivo-comportamentale attuale non porta benefici, potrebbe essere utile parlarne con il terapeuta o provare un approccio diverso
La sua preoccupazione è molto comprensibile e sento, dalle sue parole, tutta la fatica e lo smarrimento che sta vivendo da quando sono iniziati questi sintomi. Si percepisce chiaramente quanto desideri tornare a sentirsi serena, anche per potersi godere appieno la sua bambina, ma è come se la mente e il corpo la trattenessero in un circolo di allarme continuo. Lei ha fatto molti controlli medici e questo dimostra quanto sia determinata a trovare risposte, anche se, ogni volta che arriva un esito rassicurante, l’ansia sembra non placarsi del tutto. Questo è un punto importante, perché mostra come non sia il corpo, ma piuttosto la mente, a mantenere attiva la paura. L’ansia ha la capacità di generare sintomi fisici molto intensi e reali: vertigini, tachicardia, dolore al petto, senso di svenimento e offuscamento della vista sono manifestazioni tipiche degli stati di iperattivazione del sistema nervoso. Non è “solo ansia” come se fosse qualcosa di debole o immaginario: è un meccanismo potente, che agisce sul corpo perché il cervello, percependo un pericolo costante, attiva reazioni di allarme per proteggerla. Il problema è che questo pericolo non è concreto, ma viene generato da pensieri catastrofici legati alla paura di stare male. In molti casi, come il suo, l’ansia inizia a consolidarsi in uno schema che si autoalimenta: più si osservano i sintomi, più cresce la paura, più cresce la paura più il corpo produce sintomi. È una spirale difficile da spezzare da soli, perché il corpo è convinto di doverla proteggere da un pericolo imminente, anche se non esiste un reale pericolo organico. Lei sta già seguendo un percorso cognitivo-comportamentale, e questo è un passo prezioso. È normale, però, che non si veda subito un beneficio evidente, perché lavorare su questi schemi richiede tempo, costanza e spesso anche un lavoro specifico sull’evitamento. Mi spiego meglio: chi soffre di questi sintomi tende a evitare situazioni che teme possano scatenare un attacco di malessere (ad esempio luoghi affollati, allontanarsi da casa, stare sola). Più si evita, più la mente “impara” che quei luoghi o quelle situazioni sono pericolose, rafforzando così la paura. Un approccio cognitivo-comportamentale efficace, oltre a lavorare sui pensieri, prevede esercizi graduali di esposizione proprio a ciò che si teme, in modo da insegnare al cervello che non c’è un reale pericolo. Questo processo va fatto con cautela, guidati da un professionista, per evitare di sentirsi sopraffatti. Se ha la sensazione che la terapia attuale non le stia dando gli strumenti pratici per affrontare in modo progressivo queste situazioni, potrebbe essere utile parlarne apertamente con la sua terapeuta o valutare, se necessario, un percorso integrato che includa tecniche di rilassamento, training di respirazione o anche un supporto farmacologico temporaneo, se il livello di ansia è troppo elevato. In alcuni casi, infatti, un aiuto farmacologico (sempre sotto supervisione medica) può abbassare la soglia di attivazione, permettendo di lavorare meglio sulle paure con la terapia. Non è sola, anche se ora si sente senza via d’uscita. Quello che prova ha un nome, ha una spiegazione ed è trattabile. Non si colpevolizzi per non riuscire a uscirne da sola: l’ansia, quando raggiunge questo livello, non si combatte con la sola forza di volontà. La invito a continuare a parlarne in terapia, ad aprirsi su tutte le sue paure e a dare fiducia al percorso, affrontando un passo alla volta ciò che oggi sembra insuperabile. Ci sono tante persone che, esattamente come lei, hanno vissuto sintomi fisici così intensi da sembrare malattie gravi e poi, gradualmente, sono tornate a vivere con leggerezza. Non perda la speranza e continui a camminare in questa direzione. Può farcela. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
C’è qualcosa, nel suo racconto, che parla di un corpo che si è fatto luogo di un’angoscia che non riesce più a trovare una via per essere ascoltata altrimenti. È come se il corpo stesso si fosse incaricato di parlare, ma in una lingua che è difficile da comprendere anche per lei stessa, nonostante tutte le indagini mediche effettuate. Ha messo in atto un percorso di ricerca instancabile, che mostra quanto profondamente senta che qualcosa non va, e quanto sia urgente per lei trovare un sollievo. Tuttavia, ogni esito negativo sembra lasciare intatto, se non addirittura amplificare, il disagio. Questo lascia intendere che forse non si tratta tanto di qualcosa che possa essere “trovato” con strumenti medici, quanto piuttosto qualcosa che chiede di essere ascoltato da un’altra angolatura. Lei riferisce che tutto è iniziato dopo la nascita della sua bambina, e questo elemento temporale potrebbe non essere casuale. L’arrivo di una figlia può mettere in moto interrogativi profondi su di sé, sulla propria storia, sul proprio corpo, e riattivare vissuti che talvolta non si erano mai potuti dire prima. Si chiede se l’ansia possa davvero provocare tutto ciò che prova. Forse, più che chiederci se sia solo “ansia”, potremmo domandarci che cosa in lei oggi sta cercando di trovare una via per essere riconosciuto, e come questa via abbia trovato espressione nel corpo. Lei stessa dice di non trovare beneficio nel percorso che sta seguendo, e questo mi fa pensare che forse non è tanto una “tecnica” ciò che sta cercando, ma qualcuno che possa davvero accogliere la sua parola in un tempo diverso, senza cercare di correggerla o indirizzarla, ma ascoltandola nel suo enigma. Le capita mai di chiedersi perché proprio adesso, perché proprio dopo la nascita, perché proprio in quei luoghi o in quei momenti la paura si manifesta? Cosa la colpisce, ad esempio, del sentirsi lontana da casa o in mezzo a tante persone? Cos'è, per lei, oggi, quel sentirsi "improvvisamente male"? Le sue parole trasmettono una grande solitudine in questa esperienza, un senso di isolamento nonostante gli sforzi, e forse proprio per questo potrebbe essere utile pensare a un altro tipo di percorso, uno spazio dove non si tratti di combattere o eliminare i sintomi, ma di interrogare il senso che questi possono avere per lei. Non è facile rivolgersi a qualcuno quando si è già tanto provati, ma forse ciò che sente non è un nemico da sconfiggere, quanto un messaggio che attende ancora di essere decifrato.
Buongiorno, La ringrazio per aver condiviso ciò che sta vivendo. Una volta appurato il fatto che non ci siano cause organiche (cosa che mi pare di capire lei stia correttamente e approfonditamente indagando), è assolutamente plausibile pensare che si tratti di una sintomatologia psicosomatica. Alcuni vissuti emotivi possono manifestarsi attraverso sintomi fisici, quali vertigini, giramenti di testa, tachicardia e molto altro. La psicoterapia è sicuramente indicata in questi casi, perchè permette di mettere in luce le cause del disagio. Le auguro di poter trarre beneficio da un percorso terapeutico. A presto
Buongiorno,
immagino quanto debba essere difficile convivere con la sintomatologia che descrive.
Quello che posso dirle è che sicuramente può parlarne intanto con la sua terapeuta, può riportare il suo disagio nel non riscontrare miglioramento dal punto di vista dei sintomi e magari potete valutare insieme se un aiuto psicofarmacologico in un momento in cui la situazione è così acuta, possa aiutare a tenere i sintomi più sotto controllo e fare in modo che il percorso di psicoterapia possa avere maggiore efficacia.
Buona giornata,
Dott.ssa Enrica Longo
immagino quanto debba essere difficile convivere con la sintomatologia che descrive.
Quello che posso dirle è che sicuramente può parlarne intanto con la sua terapeuta, può riportare il suo disagio nel non riscontrare miglioramento dal punto di vista dei sintomi e magari potete valutare insieme se un aiuto psicofarmacologico in un momento in cui la situazione è così acuta, possa aiutare a tenere i sintomi più sotto controllo e fare in modo che il percorso di psicoterapia possa avere maggiore efficacia.
Buona giornata,
Dott.ssa Enrica Longo
carissima, l'ansia porta questi sintomi, forse per te non è l'approccio giusto, ti suggerisco di provare altro.
Buongiorno, sembrerebbero sintomi di tipo ansioso, potrebbero sfociare nell'ipocondria e/o attacchi di panico. LE suggerirei di cambiare orientamento terapeutico se non si trova bene con quell'approccio. Non disdegnerei un supporto farmacologico per tamponare i sintomi in fase iniziale.
Buonasera, se non trova benefici dal percorso meglio cambiare. Un percorso Emdr potrebbe aiutarla.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buongiorno,
è possibile che la nascita della bambina abbia risvegliato, ampliato e rafforzato vecchie paure in lei, caricandola di stress legato anche a cambiamenti ormonali, stanchezza, ansia da prestazione genitoriale e tanto altro. Il corpo ci comunica tutto questo attraverso sintomi più diversi e lei ne descrive molti. Sono disturbi fisici reali che si presentano a seguito di difficoltà emotive profonde. E' bene che abbia iniziato un percorso psicoterapeutico e le consiglio di proseguirlo. Se proprio non si trova in sintonia con il tipo di approccio, le consiglio una terapia dove può sperimentarsi attraverso tecniche corporee, come la bioenergetica, utile per sciogliere blocchi emotivi attraverso esercizi fisici.
Dott.ssa Virginia Mancini
è possibile che la nascita della bambina abbia risvegliato, ampliato e rafforzato vecchie paure in lei, caricandola di stress legato anche a cambiamenti ormonali, stanchezza, ansia da prestazione genitoriale e tanto altro. Il corpo ci comunica tutto questo attraverso sintomi più diversi e lei ne descrive molti. Sono disturbi fisici reali che si presentano a seguito di difficoltà emotive profonde. E' bene che abbia iniziato un percorso psicoterapeutico e le consiglio di proseguirlo. Se proprio non si trova in sintonia con il tipo di approccio, le consiglio una terapia dove può sperimentarsi attraverso tecniche corporee, come la bioenergetica, utile per sciogliere blocchi emotivi attraverso esercizi fisici.
Dott.ssa Virginia Mancini
Buongiorno, da quando è diventata mamma si sente la responsabilità di proteggere sua figlia e la spaventa la possibilità di non riuscire ad assolvere a questo compito. L'ansia può provocare tutti i suoi sintomi. Prima di gettare la spugna parli con il suo psicologo per capire se forse è ancora presto per vedere i primi risultati, sicuramente non sono immediati. Altrimenti valuti altri percorsi.
A disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordialmente.
Dott.ssa Chantal Danna
A disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordialmente.
Dott.ssa Chantal Danna
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Buongiorno, grazie per aver condiviso con tanta sincerità e dettagli la sua esperienza, che comprendo essere estremamente faticosa e frustrante. Lei ha già fatto un percorso molto approfondito, con numerosi esami e visite specialistiche, che hanno escluso condizioni organiche gravi, e questo è un primo passo importante. Tuttavia, il fatto che continui a vivere sintomi come giramenti di testa, tachicardia, sudorazione, dolore al petto e senso di svenimento senza una causa fisica riscontrata è molto comune nelle condizioni di ansia.
L’ansia può manifestarsi con sintomi fisici intensi e persistenti, perché il corpo rimane in uno stato di allerta costante, come se fosse in pericolo anche quando non c’è un reale pericolo. Questo può provocare tachicardia, vertigini, dolori al petto, sensazione di svenimento e molti altri segnali. Questi sintomi, sebbene molto reali e spaventosi, sono parte di una risposta fisiologica esagerata e non indicano una malattia fisica che metta a rischio la sua salute.
È comprensibile che, dopo tanto tempo, tutto questo possa diventare debilitante e farla sentire prigioniera delle sue paure, soprattutto se si somma anche la preoccupazione di stare male improvvisamente e la paura di rimanere sola o di trovarsi in situazioni difficili da gestire.
Il percorso cognitivo-comportamentale è tra i trattamenti più efficaci per questi disturbi, ma può richiedere tempo e pazienza, soprattutto se l’ansia è molto radicata.
Vorrei incoraggiarla a continuare a cercare un supporto che la faccia sentire ascoltata e accompagnata nel suo percorso, senza arrendersi, anche se ora può sembrare difficile vedere una via d’uscita.
Se ha bisogno, sono qui per aiutarla a riflettere su come rendere il percorso più efficace o per parlare delle sue paure. Non è sola.
Resto a disposizione,
Aurora
L’ansia può manifestarsi con sintomi fisici intensi e persistenti, perché il corpo rimane in uno stato di allerta costante, come se fosse in pericolo anche quando non c’è un reale pericolo. Questo può provocare tachicardia, vertigini, dolori al petto, sensazione di svenimento e molti altri segnali. Questi sintomi, sebbene molto reali e spaventosi, sono parte di una risposta fisiologica esagerata e non indicano una malattia fisica che metta a rischio la sua salute.
È comprensibile che, dopo tanto tempo, tutto questo possa diventare debilitante e farla sentire prigioniera delle sue paure, soprattutto se si somma anche la preoccupazione di stare male improvvisamente e la paura di rimanere sola o di trovarsi in situazioni difficili da gestire.
Il percorso cognitivo-comportamentale è tra i trattamenti più efficaci per questi disturbi, ma può richiedere tempo e pazienza, soprattutto se l’ansia è molto radicata.
Vorrei incoraggiarla a continuare a cercare un supporto che la faccia sentire ascoltata e accompagnata nel suo percorso, senza arrendersi, anche se ora può sembrare difficile vedere una via d’uscita.
Se ha bisogno, sono qui per aiutarla a riflettere su come rendere il percorso più efficace o per parlare delle sue paure. Non è sola.
Resto a disposizione,
Aurora
Buonasera,
Si, i sintomi che lei riferisce potrebbero essere associati all'ansia, l'approccio cognitivo comportamentale risulta essere uno dei metodi più efficaci per questo tipo di problematica, tuttavia si tratta di figure umane e in quanto tali giocano un ruolo fondamentale diversi fattori nella relazione terapeutica, non si tratta solo di competenze ma anche di compatibilità tra due persone. Lei si trova bene nel suo percorso? Se la risposta è no, potrebbe essere utile provare a cambiare.
Resto a disposizione
Si, i sintomi che lei riferisce potrebbero essere associati all'ansia, l'approccio cognitivo comportamentale risulta essere uno dei metodi più efficaci per questo tipo di problematica, tuttavia si tratta di figure umane e in quanto tali giocano un ruolo fondamentale diversi fattori nella relazione terapeutica, non si tratta solo di competenze ma anche di compatibilità tra due persone. Lei si trova bene nel suo percorso? Se la risposta è no, potrebbe essere utile provare a cambiare.
Resto a disposizione
A volte siamo sopraffatti dalla vita quotidiana e avere una bimba porta sicuramente a paure e timori a noi sconosciuti prima.
Al di là della terapia specifica potresti anche riferire questo non cambiamento alla tua psicologa così da modificare la modalità o trovare altre soluzioni. Potresti anche concentrarti sul respiro e ascoltarlo semplicemente. Le tecniche di respirazione aiutano molto se applicate con costanza e pazienza. Qualora sentissi la necessità io effettuo anche solo sessioni di mezz'ora dove fare queste piccole tecniche per ansie e paure ma confido nella tua terapeuta che saprà aiutarti!
Dott.ssa Casumaro Giada
Al di là della terapia specifica potresti anche riferire questo non cambiamento alla tua psicologa così da modificare la modalità o trovare altre soluzioni. Potresti anche concentrarti sul respiro e ascoltarlo semplicemente. Le tecniche di respirazione aiutano molto se applicate con costanza e pazienza. Qualora sentissi la necessità io effettuo anche solo sessioni di mezz'ora dove fare queste piccole tecniche per ansie e paure ma confido nella tua terapeuta che saprà aiutarti!
Dott.ssa Casumaro Giada
Buongiorno,
comprendo quanto sia difficile convivere ogni giorno con sintomi così intensi e invalidanti, soprattutto quando gli esami medici escludono cause organiche importanti.
Sì, l’ansia può causare esattamente tutti i sintomi che descrive, anche in modo cronico. Il corpo reagisce allo stress attivando risposte fisiche molto reali. Tuttavia, se non sta trovando beneficio con l’attuale percorso, potrebbe essere utile valutare un altro tipo di approccio terapeutico o uno specialista con cui si senta più in sintonia. A volte, anche il ritmo e la modalità della terapia fanno la differenza.
Non è sola e può stare meglio, ma serve il giusto spazio e un percorso che la accompagni con delicatezza e continuità.
Resto a disposizione qualora volesse approfondire.
Dott.ssa Emma Basilico, psicologa.
comprendo quanto sia difficile convivere ogni giorno con sintomi così intensi e invalidanti, soprattutto quando gli esami medici escludono cause organiche importanti.
Sì, l’ansia può causare esattamente tutti i sintomi che descrive, anche in modo cronico. Il corpo reagisce allo stress attivando risposte fisiche molto reali. Tuttavia, se non sta trovando beneficio con l’attuale percorso, potrebbe essere utile valutare un altro tipo di approccio terapeutico o uno specialista con cui si senta più in sintonia. A volte, anche il ritmo e la modalità della terapia fanno la differenza.
Non è sola e può stare meglio, ma serve il giusto spazio e un percorso che la accompagni con delicatezza e continuità.
Resto a disposizione qualora volesse approfondire.
Dott.ssa Emma Basilico, psicologa.
Gentile Signora, mi dispiace molto per la sua perdita.
Purtroppo le psicosomatizzazioni sono molto più comuni, e talvolta invalidanti, di quanto si pensi.
I percorsi psicoterapici sono fondamentali in questi casi e l'approccio cognitivo comportamentale in casi di ansia è considerato un gold standard.
Comprendo il suo disagio, e la necessità di stare bene ma sta facendo già del suo meglio.
Le auguro ogni bene.
Purtroppo le psicosomatizzazioni sono molto più comuni, e talvolta invalidanti, di quanto si pensi.
I percorsi psicoterapici sono fondamentali in questi casi e l'approccio cognitivo comportamentale in casi di ansia è considerato un gold standard.
Comprendo il suo disagio, e la necessità di stare bene ma sta facendo già del suo meglio.
Le auguro ogni bene.
Buonasera da come lei descrive sembrano essere sintomi legati all'ansia e ad attacchi di panico. E' bene che continui un percorso psicologico e l'approccio cognitivo comportamentale è quello che ha migliori tassi di successo. Se non si trova bene con il suo psicologo, può decidere di cambiare.
le auguro il meglio
Dott.ssa Sara Rocco
le auguro il meglio
Dott.ssa Sara Rocco
Buongiorno,
le manifestazioni di cui parla sono l'espressione di un disturbo d'ansia. Dai disturbi ansiosi è possibile guarire attraverso l'ausilio integrato di farmacoterapia e psicoterapia. Continui pure la psicoterapia, e parli al suo terapista della possibilità di ricevere anche una consulenza psichiatrica, vedrà con il tempo le cose potranno andare meglio.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
le manifestazioni di cui parla sono l'espressione di un disturbo d'ansia. Dai disturbi ansiosi è possibile guarire attraverso l'ausilio integrato di farmacoterapia e psicoterapia. Continui pure la psicoterapia, e parli al suo terapista della possibilità di ricevere anche una consulenza psichiatrica, vedrà con il tempo le cose potranno andare meglio.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
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