Buongiorno dottori da 2 mesi a questa parte sto soffrendo di derealizzazione credo perché tutto quel
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Buongiorno dottori da 2 mesi a questa parte sto soffrendo di derealizzazione credo perché tutto quello che mi circonda lo vedo strano, come se fossi dentro una bolla e lo sto guardando da una bolla, in più visto che mi sento cos' e come se non ho più piacere nel fare le cose, quindi visto che mi sento così mi causa tanto stress, ansia.. qui arrivo al punto la forte depressione oppure stress a lungo andare può portare a una psicosi o schizofrenia? Oppure non sono cause che possono causare queste patologie… grazie
Le consiglierei di cuore di non preoccuparsi di quello che potrebbe succedere ma di occuparsi di quello che sta succedendo. Un percorso di sostegno psicologico, intraprendere un nuovo percorso sportivo o formativo, parlarne con amici e familiari.... Non si lasci scoraggiare ed avviluppare e provi a fare il più piccolo passo possibile per allontanarsi da dove si trova adesso.
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Buongiorno,
grazie per aver condiviso quello che sta vivendo, capisco quanto possa essere disorientante e preoccupante sentirsi in questo modo.
Quello che descrive, ovvero la sensazione di vivere dentro una “bolla”, come se tutto fosse irreale o distante, è coerente con un’esperienza di derealizzazione. Si tratta di un sintomo dissociativo che spesso compare in condizioni di ansia intensa, stress prolungato o depressione. Anche la perdita di piacere nelle attività quotidiane (quella che tecnicamente chiamiamo anedonia) può essere collegata a uno stato depressivo.
Veniamo alla sua domanda:
“Stress, depressione o derealizzazione possono portare a una psicosi o schizofrenia?”
La risposta più onesta è no, non direttamente.
Da quello che racconta, non ci sono segnali evidenti di psicosi: la derealizzazione è un’esperienza disturbante, ma chi ne soffre mantiene il contatto con la realtà, cioè sa che la percezione è alterata. In una psicosi vera, invece, la persona spesso non si rende conto che la sua percezione o i suoi pensieri non sono realistici.
Il fatto che lei stia riflettendo lucidamente su quello che prova, che si stia ponendo domande e stia cercando aiuto, è un segnale importante di consapevolezza e lucidità.
Detto questo, non sottovaluti il malessere che sta vivendo. È importante intervenire, perché derealizzazione, ansia e depressione sono trattabili, ma se trascurate possono diventare più invasive nella vita quotidiana. Resto a disposizione per qualsiasi altra domanda.
Un saluto.
grazie per aver condiviso quello che sta vivendo, capisco quanto possa essere disorientante e preoccupante sentirsi in questo modo.
Quello che descrive, ovvero la sensazione di vivere dentro una “bolla”, come se tutto fosse irreale o distante, è coerente con un’esperienza di derealizzazione. Si tratta di un sintomo dissociativo che spesso compare in condizioni di ansia intensa, stress prolungato o depressione. Anche la perdita di piacere nelle attività quotidiane (quella che tecnicamente chiamiamo anedonia) può essere collegata a uno stato depressivo.
Veniamo alla sua domanda:
“Stress, depressione o derealizzazione possono portare a una psicosi o schizofrenia?”
La risposta più onesta è no, non direttamente.
Da quello che racconta, non ci sono segnali evidenti di psicosi: la derealizzazione è un’esperienza disturbante, ma chi ne soffre mantiene il contatto con la realtà, cioè sa che la percezione è alterata. In una psicosi vera, invece, la persona spesso non si rende conto che la sua percezione o i suoi pensieri non sono realistici.
Il fatto che lei stia riflettendo lucidamente su quello che prova, che si stia ponendo domande e stia cercando aiuto, è un segnale importante di consapevolezza e lucidità.
Detto questo, non sottovaluti il malessere che sta vivendo. È importante intervenire, perché derealizzazione, ansia e depressione sono trattabili, ma se trascurate possono diventare più invasive nella vita quotidiana. Resto a disposizione per qualsiasi altra domanda.
Un saluto.
Buongiorno,
la derealizzazione è una sensazione molto comune in condizioni di forte stress, ansia e stanchezza mentale. È la percezione alterata della realtà esterna, che viene vissuta come distante, irreale o come se si fosse "in una bolla", proprio come lei descrive. Spesso si associa anche alla depersonalizzazione, cioè la sensazione di sentirsi distaccati da sé stessi.
Questi fenomeni sono generalmente sintomi transitori legati a stati ansiosi, depressivi o a periodi di forte sovraccarico emotivo. È importante chiarire che la derealizzazione di per sé non è un segno di psicosi o schizofrenia. Tuttavia, può essere molto spaventosa e amplificare l'ansia.
Per quanto riguarda la sua domanda: lo stress cronico e la depressione prolungata non sono cause dirette di psicosi o schizofrenia, che hanno origini multifattoriali (genetiche, biologiche, ambientali). Tuttavia, in alcune situazioni, uno stress molto intenso e protratto nel tempo può favorire l’emergere di sintomi psicotici in persone particolarmente vulnerabili.
La cosa più importante, però, è non allarmarsi inutilmente e non fare autodiagnosi: quello che lei descrive è molto più frequentemente correlato a disturbi d’ansia o depressivi, che possono essere trattati efficacemente con un adeguato percorso psicologico.
Per comprendere meglio la natura di questi sintomi, ridurre la sofferenza e ricevere un supporto personalizzato, è utile e consigliato rivolgersi ad uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
la derealizzazione è una sensazione molto comune in condizioni di forte stress, ansia e stanchezza mentale. È la percezione alterata della realtà esterna, che viene vissuta come distante, irreale o come se si fosse "in una bolla", proprio come lei descrive. Spesso si associa anche alla depersonalizzazione, cioè la sensazione di sentirsi distaccati da sé stessi.
Questi fenomeni sono generalmente sintomi transitori legati a stati ansiosi, depressivi o a periodi di forte sovraccarico emotivo. È importante chiarire che la derealizzazione di per sé non è un segno di psicosi o schizofrenia. Tuttavia, può essere molto spaventosa e amplificare l'ansia.
Per quanto riguarda la sua domanda: lo stress cronico e la depressione prolungata non sono cause dirette di psicosi o schizofrenia, che hanno origini multifattoriali (genetiche, biologiche, ambientali). Tuttavia, in alcune situazioni, uno stress molto intenso e protratto nel tempo può favorire l’emergere di sintomi psicotici in persone particolarmente vulnerabili.
La cosa più importante, però, è non allarmarsi inutilmente e non fare autodiagnosi: quello che lei descrive è molto più frequentemente correlato a disturbi d’ansia o depressivi, che possono essere trattati efficacemente con un adeguato percorso psicologico.
Per comprendere meglio la natura di questi sintomi, ridurre la sofferenza e ricevere un supporto personalizzato, è utile e consigliato rivolgersi ad uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Gentile paziente,
sento di volerle rimandare la mia vicinanza per il forte malessere che trapela dalle sue parole, mi è capitato molto spesso di accompagnare persone che riportavano la sua stessa profonda angoscia e paura di "impazzire"... è tutt'altro che infrequente se si soffre sul piano psicologico. Non vi è correlazione diretta e univoca tra le condizioni psichiche o le patologie che segnala. Ritengo, però, che la semplice risposta alla sua domanda rischierebbe di non accogliere il suo profondo malessere e la inviterei pertanto, se non lo ha già fatto, a fare una valutazione psicodiagnostica e a confrontarsi direttamente con uno psicoterapeuta che possa aiutarla a comprendere ciò che le accade e accompagnarla nella risoluzione del problema. Resto disponibile per eventuali consulti online o presso il mio studio. La saluto e auguro il meglio, Dott.ssa Giovanna D'Apolito
sento di volerle rimandare la mia vicinanza per il forte malessere che trapela dalle sue parole, mi è capitato molto spesso di accompagnare persone che riportavano la sua stessa profonda angoscia e paura di "impazzire"... è tutt'altro che infrequente se si soffre sul piano psicologico. Non vi è correlazione diretta e univoca tra le condizioni psichiche o le patologie che segnala. Ritengo, però, che la semplice risposta alla sua domanda rischierebbe di non accogliere il suo profondo malessere e la inviterei pertanto, se non lo ha già fatto, a fare una valutazione psicodiagnostica e a confrontarsi direttamente con uno psicoterapeuta che possa aiutarla a comprendere ciò che le accade e accompagnarla nella risoluzione del problema. Resto disponibile per eventuali consulti online o presso il mio studio. La saluto e auguro il meglio, Dott.ssa Giovanna D'Apolito
Buongiorno,
da come descrive la situazione, sembrerebbe che stia attraversando un periodo di forte stress e affaticamento emotivo, che può portare a sentirsi come "distaccati" da ciò che la circonda, quasi come se fosse tutto ovattato o irreale. Questo tipo di sensazione può anche rendere difficile provare piacere nelle attività quotidiane, alimentando ulteriormente ansia e preoccupazione.
Capisco il timore che possa trattarsi di qualcosa di grave, tuttavia i segnali sembrano raccontare che il corpo e la mente stanno facendo fatica a gestire un carico emotivo importante.
Per ridurre il senso di estraneità e riscoprire gradualmente interesse e benessere nelle cose quotidiane le consiglierei vivamente un percorso di psicoterapia, potrebbe trovare un collega nella sua zona di residenza o rivolgersi al SSN per ricevere il giusto sostegno.
Un caro saluto
Dott.ssa Morreale Ilenia
da come descrive la situazione, sembrerebbe che stia attraversando un periodo di forte stress e affaticamento emotivo, che può portare a sentirsi come "distaccati" da ciò che la circonda, quasi come se fosse tutto ovattato o irreale. Questo tipo di sensazione può anche rendere difficile provare piacere nelle attività quotidiane, alimentando ulteriormente ansia e preoccupazione.
Capisco il timore che possa trattarsi di qualcosa di grave, tuttavia i segnali sembrano raccontare che il corpo e la mente stanno facendo fatica a gestire un carico emotivo importante.
Per ridurre il senso di estraneità e riscoprire gradualmente interesse e benessere nelle cose quotidiane le consiglierei vivamente un percorso di psicoterapia, potrebbe trovare un collega nella sua zona di residenza o rivolgersi al SSN per ricevere il giusto sostegno.
Un caro saluto
Dott.ssa Morreale Ilenia
La derealizzazione è un fenomeno che spesso si manifesta in risposta a forti stati di ansia, stress o depressione. È una sorta di meccanismo di difesa che il nostro organismo attiva quando percepisce un eccessivo carico emotivo o psicologico. La mente, per proteggersi da un disagio che potrebbe essere troppo difficile da affrontare, può "distaccarsi" dalla realtà, creando quella sensazione di non riconoscere il mondo che ci circonda. È un'esperienza che può essere spaventosa, ma che, nella maggior parte dei casi, non è permanente e può essere trattata efficacemente. Rispetto alla sua domanda, è importante chiarire che lo stress prolungato e la depressione, pur essendo condizioni molto difficili da affrontare, non causano psicosi o schizofrenia. La psicosi e la schizofrenia sono condizioni psicotiche che sono influenzate da fattori genetici e neurobiologici, più che da esperienze emotive come lo stress o la depressione. Tuttavia, è vero che una persona con predisposizione genetica a disturbi psicotici potrebbe avere un rischio maggiore di svilupparli in situazioni di stress estremo. Ma non è affatto detto che lo stress o la depressione da soli portino a questi disturbi. Quello che è fondamentale comprendere è che i sintomi che sta vivendo, come la derealizzazione e la perdita di piacere nelle cose, sono sintomi molto comuni in persone che stanno affrontando livelli elevati di stress e di disagio psicologico. Non sono segni di psicosi, ma piuttosto segnali che il suo organismo sta cercando di affrontare un carico emotivo troppo grande. Questi sintomi possono essere trattati efficacemente attraverso un supporto psicologico mirato, come la terapia cognitivo-comportamentale, che aiuta a comprendere meglio i meccanismi sottostanti, a ridurre l'ansia e a recuperare il piacere nelle attività quotidiane. La cosa importante ora è non farsi sopraffare dalla paura di sviluppare disturbi più gravi, ma piuttosto affrontare il malessere attuale con pazienza e con il supporto giusto. La terapia psicologica può aiutarla a ridurre lo stress, a gestire meglio i suoi pensieri e a superare questi sintomi di derealizzazione. A volte, un supporto psicoterapeutico mirato può anche aiutare a ridurre l'ansia e prevenire che questi sintomi diventino cronici. Non è facile affrontare questo tipo di disagio, ma voglio rassicurarla che con il giusto aiuto e un percorso terapeutico adeguato, può superare questa fase. Si ricordi che la sua mente sta cercando di adattarsi a situazioni difficili, e sebbene questo possa causare sintomi spiacevoli, non significa che stia “perdendo il contatto con la realtà” in modo permanente. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno gentile Utente, la sensazione che descrive, ovvero quella di vivere come dentro una “bolla”, di percepire l’ambiente circostante in modo alterato e distante, è molto comune nei disturbi d’ansia e in alcune forme di depressione. Questo fenomeno viene definito “derealizzazione” e può essere accompagnato da sintomi come la perdita di piacere, l’affaticamento mentale, l’ansia continua e una profonda tristezza. Si tratta di un meccanismo di difesa che la mente attiva, spesso inconsciamente, in risposta a un sovraccarico emotivo o a periodi prolungati di stress, come se si distaccasse dalla realtà per cercare di proteggersi.
Comprendo la sua preoccupazione circa il timore che tutto questo possa sfociare in qualcosa di più grave, come una psicosi o la schizofrenia. È una domanda legittima che molte persone si pongono in questi stati, anche perché l’intensità della derealizzazione può far temere di “perdere il controllo” o “impazzire”. Le posso rispondere con chiarezza: la derealizzazione, per quanto disturbante, non è un segnale di esordio psicotico e non evolve di per sé in psicosi o schizofrenia. Anche nei casi in cui è associata a depressione o a stress molto intenso, non rappresenta un precursore di malattie psicotiche.
La psicosi ha caratteristiche molto specifiche, come la presenza di deliri o allucinazioni persistenti, perdita di contatto con la realtà, disorganizzazione del pensiero e comportamenti marcati e incoerenti, che non emergono affatto da quanto lei riferisce. Lei ha invece conservato una buona consapevolezza di sé e del proprio stato, ed è proprio questa consapevolezza che distingue i fenomeni dissociativi o ansiosi da quelli psicotici.
Detto questo, la sofferenza che prova non va sottovalutata. La derealizzazione può diventare invalidante se trascurata e può essere il segnale che è arrivato il momento di prendersi cura della propria salute psicologica in modo più strutturato. Un percorso psicoterapeutico con uno specialista formato su approcci integrati ed evidence-based, associato eventualmente a una valutazione farmacologica nei casi più complessi, può aiutarla a ritrovare equilibrio, comprensione e sollievo. Uscire da questa “bolla” è possibile, anche se ora le sembra difficile.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Comprendo la sua preoccupazione circa il timore che tutto questo possa sfociare in qualcosa di più grave, come una psicosi o la schizofrenia. È una domanda legittima che molte persone si pongono in questi stati, anche perché l’intensità della derealizzazione può far temere di “perdere il controllo” o “impazzire”. Le posso rispondere con chiarezza: la derealizzazione, per quanto disturbante, non è un segnale di esordio psicotico e non evolve di per sé in psicosi o schizofrenia. Anche nei casi in cui è associata a depressione o a stress molto intenso, non rappresenta un precursore di malattie psicotiche.
La psicosi ha caratteristiche molto specifiche, come la presenza di deliri o allucinazioni persistenti, perdita di contatto con la realtà, disorganizzazione del pensiero e comportamenti marcati e incoerenti, che non emergono affatto da quanto lei riferisce. Lei ha invece conservato una buona consapevolezza di sé e del proprio stato, ed è proprio questa consapevolezza che distingue i fenomeni dissociativi o ansiosi da quelli psicotici.
Detto questo, la sofferenza che prova non va sottovalutata. La derealizzazione può diventare invalidante se trascurata e può essere il segnale che è arrivato il momento di prendersi cura della propria salute psicologica in modo più strutturato. Un percorso psicoterapeutico con uno specialista formato su approcci integrati ed evidence-based, associato eventualmente a una valutazione farmacologica nei casi più complessi, può aiutarla a ritrovare equilibrio, comprensione e sollievo. Uscire da questa “bolla” è possibile, anche se ora le sembra difficile.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Salve, solitamente lo sviluppo di patologie di questa portata è riconducibile a fattori di rischio combinati insieme e quindi tendenzialmente non esclusivamente imputabili alla presenza di stress o di depressione. Le consiglio di indagare la sua attuale situazione con un professionista così da poter comprendere il signfiicato dei suoi episodi si derealizzazione. Le potrebbe essere utile ricostruire la sua storia clinica, al fine anche di migliore il tono dell'umore e ridurre l'impatto dello stress. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti. Un caro saluto
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso ciò che sta vivendo. Capisco quanto possa essere disorientante e difficile sentirsi “dentro una bolla”, come separati dalla realtà: è una sensazione che può generare molta ansia, preoccupazione e fatica.
Tuttavia, non è possibile formulare una diagnosi tramite un messaggio, perciò, per comprendere meglio l’origine di queste esperienze e trovare un modo efficace per affrontarle, è importante rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta. Solo attraverso un confronto diretto è possibile fare chiarezza su quanto sta accadendo e ricevere un supporto adeguato.
Resto a disposizione. Dott.ssa Elena Dati
la ringrazio per aver condiviso ciò che sta vivendo. Capisco quanto possa essere disorientante e difficile sentirsi “dentro una bolla”, come separati dalla realtà: è una sensazione che può generare molta ansia, preoccupazione e fatica.
Tuttavia, non è possibile formulare una diagnosi tramite un messaggio, perciò, per comprendere meglio l’origine di queste esperienze e trovare un modo efficace per affrontarle, è importante rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta. Solo attraverso un confronto diretto è possibile fare chiarezza su quanto sta accadendo e ricevere un supporto adeguato.
Resto a disposizione. Dott.ssa Elena Dati
È una tematica delicata che va affrontata non per quello che può sembrare ma per come tu la vivi. Specialmente su questo argomento se e quando vuoi possiamo parlarne.
Gentile utente le consiglio di parlarne con un professionista psicologo.
Resto a disposizione
Dott. Luca Rochdi
Resto a disposizione
Dott. Luca Rochdi
Buongiorno, il tema è molto vasto e delicato da poter affrontare in questa modalità ma proverò comunque a risponderle. Il sintomo di cui parla potrebbe essere una risposta ad un particolare momento di stress e forte ansia ma, viceversa, la schizofrenia non è causata da periodi di stress poiché le cause di esso sono molto diverse…
Un caro saluto
Jacqualine Rindone
Un caro saluto
Jacqualine Rindone
Buongiorno, la manifestazione dei sintomi si porta sempre dietro un significato: lei ha indicato la comparsa 2 mesi fa, è successo qualche evento particolare? Ha vissuto qualche episodio emotivamente intenso? Il mio consiglio sarebbe di rivolgersi ad uno specialista anche solo per un primo colloquio per capire meglio la natura di questa sua sensazione. Le auguro una buona giornata
salve, lo stress può causare tante patologie, sicuramente anche la psicosi ma non la schizofrenia , è ereditaria, consiglio di intraprendere un percorso psicoterapico di tipo cognitivo comportamentale grazie
Gentile utente, grazie per la condivisione. Capisco la situazione che descrive, e posso solo immaginare le fatiche che queste sensazioni di alienazione rispetto alla realtà le fanno sentire e provare. Credo che intraprendere un percorso di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare e provare a comprendere le motivazioni sottostanti la sua sintomatologia, in modo che non diventi troppo ingravescente.
Cordiali saluti
AV
Cordiali saluti
AV
Buongiorno,
La ringrazio per aver condiviso il suo vissuto.
Immagino che questa sensazione che lei descrive possa essere spiacevole, oltre che complessa da vivere nella quotidianità.
Le cause potrebbero essere molteplici, approfondire questi vissuti, se lo ritiene, potrebbe aiutarla nella comprensione di queste sensazioni.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Giada Martorelli
La ringrazio per aver condiviso il suo vissuto.
Immagino che questa sensazione che lei descrive possa essere spiacevole, oltre che complessa da vivere nella quotidianità.
Le cause potrebbero essere molteplici, approfondire questi vissuti, se lo ritiene, potrebbe aiutarla nella comprensione di queste sensazioni.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Giada Martorelli
Buongiorno,
quello che descrive è un vissuto molto intenso e sicuramente fonte di sofferenza. La sensazione di derealizzazione – il percepire ciò che la circonda come “irreale” o “distante”, quasi fosse dentro una bolla – è un sintomo che può emergere in diverse condizioni, a volte come risposta dell’organismo a un forte stress emotivo, a stati d’ansia protratti...
La derealizzazione non significa “impazzire”, anche se spesso viene percepita con molta paura. È piuttosto un meccanismo difensivo del cervello, che cerca di “disconnettersi” da un ambiente vissuto come minaccioso o sovraccarico. È una risposta che può spaventare, ma non è automaticamente indicativa di una psicosi o di una schizofrenia.
Capisco la sua preoccupazione: si chiede se la forte ansia o la depressione, mantenute nel tempo, possano evolvere in disturbi più gravi. È una domanda comune, soprattutto quando si sperimentano sensazioni di alterazione della realtà. Ma è importante sapere che stress, ansia e depressione – anche se intensi – non sono di per sé cause dirette di psicosi o schizofrenia. Sono condizioni diverse, con origini, decorso e trattamento distinti.
Detto ciò, quando sintomi come quelli che descrive diventano persistenti e compromettono la qualità della vita, è importante non affrontarli da soli. Non perché siano “pericolosi”, ma perché meritano attenzione, cura e soprattutto comprensione all'interno di un percorso terapeutico. Un supporto psicologico – o eventualmente una valutazione psichiatrica – può aiutarla non solo a dare un nome a ciò che prova, ma anche a ritrovare un senso di stabilità, sicurezza e piacere nel vivere.
Il fatto che lei stia cercando risposte è già un passo molto importante. Le auguro di poter trovare presto uno spazio in cui sentirsi accolta, compresa e sostenuta.
Un caro saluto
quello che descrive è un vissuto molto intenso e sicuramente fonte di sofferenza. La sensazione di derealizzazione – il percepire ciò che la circonda come “irreale” o “distante”, quasi fosse dentro una bolla – è un sintomo che può emergere in diverse condizioni, a volte come risposta dell’organismo a un forte stress emotivo, a stati d’ansia protratti...
La derealizzazione non significa “impazzire”, anche se spesso viene percepita con molta paura. È piuttosto un meccanismo difensivo del cervello, che cerca di “disconnettersi” da un ambiente vissuto come minaccioso o sovraccarico. È una risposta che può spaventare, ma non è automaticamente indicativa di una psicosi o di una schizofrenia.
Capisco la sua preoccupazione: si chiede se la forte ansia o la depressione, mantenute nel tempo, possano evolvere in disturbi più gravi. È una domanda comune, soprattutto quando si sperimentano sensazioni di alterazione della realtà. Ma è importante sapere che stress, ansia e depressione – anche se intensi – non sono di per sé cause dirette di psicosi o schizofrenia. Sono condizioni diverse, con origini, decorso e trattamento distinti.
Detto ciò, quando sintomi come quelli che descrive diventano persistenti e compromettono la qualità della vita, è importante non affrontarli da soli. Non perché siano “pericolosi”, ma perché meritano attenzione, cura e soprattutto comprensione all'interno di un percorso terapeutico. Un supporto psicologico – o eventualmente una valutazione psichiatrica – può aiutarla non solo a dare un nome a ciò che prova, ma anche a ritrovare un senso di stabilità, sicurezza e piacere nel vivere.
Il fatto che lei stia cercando risposte è già un passo molto importante. Le auguro di poter trovare presto uno spazio in cui sentirsi accolta, compresa e sostenuta.
Un caro saluto
gentile utente, la "forte depressione" e la "derealizzazione" sono già dei sintomi psicopatologici seri che meritano una attenzione specialistica, perché rappresentano manifestazioni di una perdita di equilibrio nella propria vita quotidiana. Capirne tempestivamente le cause e intraprendere una cura efficace, mi lasci dire, sono azioni più importanti della predizione di un possibile esito psicotico o schizofrenico (i cui parametri comunque vanno misurati nel tempo). Mi sembra dalle sue poche righe che lei senta una forte sofferenza e la inviterei a potersi dedicare ad alleviarla. Le sue domande diagnostiche troveranno comunque risposta in uno spazio di consultazione specialistica.
Saluti
Saluti
Ciao, sappi che mi dispiace sapere che tu stia vivendo questa sensazione di derealizzazione, immagino che la cosa deve essere davvero difficile da affrontare. La derealizzazione è un fenomeno psicologico in cui il mondo circostante sembra irreale o distante, e spesso è associata a stress intenso, ansia o depressione (ma questo deve essere valutato attentamente). Può anche manifestarsi in situazioni di forte affaticamento o dopo eventi traumatici. Per rispondere alla tua domanda, lo stress e l'ansia prolungati non causano direttamente psicosi o schizofrenia, ma possono contribuire a sintomi dissociativi come la derealizzazione. Tuttavia, se questi sintomi persistono e diventano debilitanti, è importante parlarne con uno psicologo per una valutazione più approfondita. Se ti senti sopraffatto, potresti considerare di scrivermi in modo da comprendere meglio la tua situazione e trovare strategie per affrontarla. Sappi che non sei solo, e ci sono modi per gestire questa sensazione e ritrovare un senso di stabilità. Possiamo parlarne senza problemi... Cercami su miodottore: Nunzio Spina | instagram: nunzio.spina_psy
Quello che descrive — la sensazione di vivere "dentro una bolla", la percezione alterata del mondo circostante e la perdita di piacere nelle attività quotidiane — è coerente con ciò che, in ambito clinico, viene definito derealizzazione. Questi stati non sono affatto rari in situazioni di elevata ansia, stress prolungato o episodi depressivi, e possono essere estremamente disturbanti. Tuttavia, è importante sottolineare che, nella maggior parte dei casi, essi non rappresentano l’inizio di una patologia psicotica come la schizofrenia.
Mi preme sottolineare che la sofferenza psicologica non è un "guasto" da riparare, ma un'espressione significativa del modo in cui la persona si relaziona al mondo, a sé stessa e agli altri. Il sintomo, in questa prospettiva, è portatore di senso: la derealizzazione potrebbe essere vista come una modalità con cui la mente cerca di "proteggerla" da un sovraccarico emotivo, una sorta di distacco per contenere l’angoscia. È come se, non riuscendo più a gestire l'intensità del sentire, la psiche si difendesse prendendo le distanze dalla realtà, anche sensoriale.
Lei si chiede se la depressione o lo stress cronico possano evolvere in forme gravi come la psicosi o la schizofrenia. Comprendo bene questa paura: quando ci si sente così estraniati da sé e dal mondo, è naturale domandarsi se si stia "perdendo la testa". Ma occorre distinguere con attenzione.
La schizofrenia e le psicosi primarie hanno radici complesse e multifattoriali (genetiche, neurobiologiche, ambientali), e raramente insorgono come semplice conseguenza di stress o depressione. È molto più frequente, invece, che sintomi dissociativi o esperienze come la derealizzazione si manifestino in quadri ansioso-depressivi, traumatici o in situazioni di forte stress cronico. Queste condizioni, pur essendo serie e meritevoli di attenzione clinica, non sono di per sé indicative di una psicosi in atto o imminente.
Il rischio, semmai, è che il vissuto di estraneità e i timori che ne conseguono inneschino un circolo vizioso: più si sente questa sensazione, più si spaventa, più si osserva e analizza il proprio stato, e più la sintomatologia si mantiene o si intensifica. Sarebbe utile per lei che approfondisca questo meccanismo in un percorso terapeutico così da spiegare nel dettaglio il suo vissuto e le sue difficoltà. Così facendo, un esperto, potrà aiutarla nella comprensione e nella consapevolezza del periodo che sta affrontando.
Resto a disposizione per eventuali dubbi e chiarimenti
Dott.ssa Roberta Aceto
Mi preme sottolineare che la sofferenza psicologica non è un "guasto" da riparare, ma un'espressione significativa del modo in cui la persona si relaziona al mondo, a sé stessa e agli altri. Il sintomo, in questa prospettiva, è portatore di senso: la derealizzazione potrebbe essere vista come una modalità con cui la mente cerca di "proteggerla" da un sovraccarico emotivo, una sorta di distacco per contenere l’angoscia. È come se, non riuscendo più a gestire l'intensità del sentire, la psiche si difendesse prendendo le distanze dalla realtà, anche sensoriale.
Lei si chiede se la depressione o lo stress cronico possano evolvere in forme gravi come la psicosi o la schizofrenia. Comprendo bene questa paura: quando ci si sente così estraniati da sé e dal mondo, è naturale domandarsi se si stia "perdendo la testa". Ma occorre distinguere con attenzione.
La schizofrenia e le psicosi primarie hanno radici complesse e multifattoriali (genetiche, neurobiologiche, ambientali), e raramente insorgono come semplice conseguenza di stress o depressione. È molto più frequente, invece, che sintomi dissociativi o esperienze come la derealizzazione si manifestino in quadri ansioso-depressivi, traumatici o in situazioni di forte stress cronico. Queste condizioni, pur essendo serie e meritevoli di attenzione clinica, non sono di per sé indicative di una psicosi in atto o imminente.
Il rischio, semmai, è che il vissuto di estraneità e i timori che ne conseguono inneschino un circolo vizioso: più si sente questa sensazione, più si spaventa, più si osserva e analizza il proprio stato, e più la sintomatologia si mantiene o si intensifica. Sarebbe utile per lei che approfondisca questo meccanismo in un percorso terapeutico così da spiegare nel dettaglio il suo vissuto e le sue difficoltà. Così facendo, un esperto, potrà aiutarla nella comprensione e nella consapevolezza del periodo che sta affrontando.
Resto a disposizione per eventuali dubbi e chiarimenti
Dott.ssa Roberta Aceto
Buongiorno,
è difficile riuscire a darti una risposta precisa senza aver mai avuto la possibilità di fare una chiacchiera con te.
Per poterti essere d'aiuto, andrebbero compresi meglio eziologia, decorso e contesto in cui si presentano tali episodi, così da trovare insieme delle strategie per gestirli.
Se vuoi, prenota un appuntamento nella mia agenda per costruire insieme una metodologia efficace.
Un caro saluto,
Dott.ssa Claudia Cianchi
è difficile riuscire a darti una risposta precisa senza aver mai avuto la possibilità di fare una chiacchiera con te.
Per poterti essere d'aiuto, andrebbero compresi meglio eziologia, decorso e contesto in cui si presentano tali episodi, così da trovare insieme delle strategie per gestirli.
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Un caro saluto,
Dott.ssa Claudia Cianchi
Buongiorno, la voglio rassicurare sul fatto che depressione e stress non conducono, come ha scritto, alla psicosi. Tuttavia, è importante che lei comunque consulti un professionista per trattare i suoi sintomi e comprenderne la natura.
Buongiorno. Comprendo la tua preoccupazione e il disagio che stai vivendo. La derealizzazione, la sensazione di "vedere tutto strano, come se fossi dentro una bolla", è un'esperienza che può essere molto spaventosa e disorientante. È un sintomo che rientra nei disturbi dissociativi e spesso si manifesta in situazioni di forte stress, ansia o traumi. Il fatto che tu non provi più piacere nel fare le cose (anedonia) e che questo ti stia causando ulteriore stress e ansia è un ulteriore segnale che stai attraversando un periodo difficile. La tua preoccupazione riguardo alla psicosi è comprensibile data la gravità dei sintomi che descrivi, ma la derealizzazione, l'ansia e la depressione non sono di per sé cause dirette di schizofrenia. Sono piuttosto segnali che stai vivendo un forte disagio emotivo che necessita di essere esplorato e trattato con l'aiuto di specialisti.
Salve, momenti di estremo stress e affaticamento possono sicuramente esacerbare problematiche latenti, inoltre, ci può essere comorbilità cioè possono sussistere diversi disturbi contemporaneamente, alternati o in parallelo.
Pertanto, se non lo ha già fatto, le consiglierei di iniziare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta, supportato anche da un consulto Psichiatrico (magari è solo un momento ma la sintomatologia descritta è meglio non sottovalutarla e se ci fosse bisogno di prendere delle medicine per stabilizzare l'umore sarebbe bene farlo il prima possibile).
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Pertanto, se non lo ha già fatto, le consiglierei di iniziare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta, supportato anche da un consulto Psichiatrico (magari è solo un momento ma la sintomatologia descritta è meglio non sottovalutarla e se ci fosse bisogno di prendere delle medicine per stabilizzare l'umore sarebbe bene farlo il prima possibile).
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
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