Buongiorno, dopo diversi anni di semi no contact con mia madre a causa di comportamenti veramente es
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Buongiorno, dopo diversi anni di semi no contact con mia madre a causa di comportamenti veramente esasperanti e reiterati nel tempo nei confronti miei e di mio marito, scopro che ha un tumore e rifiuta di curarsi. Ora mi trovo davanti a una prospettiva di malattia ed eventualmente morte di un genitore difficile da gestire e che riesce ancora a toccare corde profonde in me nonostante io sia ormai una donna di mezza età. Le è stato attribuito un comportamento narcisistico da alcune persone con le quali mi sono confidata e mi è stato consigliato di farmi aiutare da qualcuno per gestire emozioni contrastanti e un malessere generale che sento già da qualche tempo. Vorrei sapere quale approccio terapeutico e quali competenze dovrebbe avere la persona in grado di aiutarmi. Grazie
Gentile signora buonasera,
non esiste un approccio migliore in assoluto per nessun problema perché tutti mirano al recupero del benessere e dell'equilibrio della persona. L'importante è che lei si trovi bene con il terapeuta al quale si rivolgerà. La relazione con un genitore è sempre una questione delicata da affrontare, fa bene a chiedere aiuto. Il lavoro con il terapeuta le permetterà di sciogliere nodi ai quali oggi si trova legata restituendole obiettività e leggerezza dimenticati da tempo. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa
non esiste un approccio migliore in assoluto per nessun problema perché tutti mirano al recupero del benessere e dell'equilibrio della persona. L'importante è che lei si trovi bene con il terapeuta al quale si rivolgerà. La relazione con un genitore è sempre una questione delicata da affrontare, fa bene a chiedere aiuto. Il lavoro con il terapeuta le permetterà di sciogliere nodi ai quali oggi si trova legata restituendole obiettività e leggerezza dimenticati da tempo. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa
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Buonasera,
gli studi d'efficacia delle varie tecniche prendono in considerazione disturbi specifici (es.depressione) e quella che riporta è una situazione complessa. Il consiglio di appoggiarsi ad un professionista della salute mentale è apprezzabile e utile, solamente nel caso in cui lei sviluppasse una sintomatologia le potremmo consigliare gli approcci supportati da evidenze scientifiche.
Se ha altre domande la invito a scrivere.
Cordiali saluti
gli studi d'efficacia delle varie tecniche prendono in considerazione disturbi specifici (es.depressione) e quella che riporta è una situazione complessa. Il consiglio di appoggiarsi ad un professionista della salute mentale è apprezzabile e utile, solamente nel caso in cui lei sviluppasse una sintomatologia le potremmo consigliare gli approcci supportati da evidenze scientifiche.
Se ha altre domande la invito a scrivere.
Cordiali saluti
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso/a utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso/a utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Gentile utente, non esiste un approccio in assoluto migliore di un altro. Si fidi un po delle sue sensazioni e in caso chieda a qualcuno che conosce come si è trovato con il/la suo/sua terapeuta. Molto del lavoro terapeutico oltre che nelle specifiche tecniche sta anche nella relazione. In bocca a lupo cordiali saluti Dott.ssa Alessia D'Angelo
Gentile utente, grazie per aver condiviso una parte di se attraverso il suo vissuto di dolore. Come già altri colleghi hanno sottolineato, non credo che esista un approccio terapeutico "migliore" di un altro in base a quanto da lei riportato. Il lavoro dovrebbe partire propio dal suo vissuto emotivo e le emozioni rappresentano il contenuto clinico di base di qualsiasi terapia psicologica sia essa online che in presenza. Non esiti a scrivere ancora se dovesse sentire la necessità. Buona ricerca! Cordiali saluti. Dott.ssa Francesca Rufino
Se è vero (verissimo) che non sarebbe corretto consigliare un modello teorico/scuola di terapia di elezione, mi sento però di consiglare di prendere in considerazione un professionista che abbia nel suo background esperienza o formazione nella psicologia della salute o psicologia ospedaliera o psicooncologia. Questi, a prescindere dall'approccio terapeutico che seguono, hanno sicuramente incontrato casi di parenti di persone affette da neoplasie. Gestendo pertanto anche tutto il loro vissuto interiore, riguardante questo tema, talvolta fatto di pensieri, emozioni e comportamenti anche in contrapposizione. Resto a disposizione per eventuali altre domande. Un cordiale saluto. Dott. Luca Frumento
Buongiorno, credo che le sia stato dato un buon consiglio. In un momento tanto delicato è utile farsi aiutare. La fine vita di un genitore è un evento importante, soprattutto se si ha una relazione conflittuale e sofferta. Non esiste un approccio migliore dell'altro. Su questa piattaforma trova tanti professionisti, si faccia ispirare da quello che le piace di più e lo contatti. Il primo colloquio le dirà se sente che sia possibile con lui/lei costruire una buona relazione, è quello che conta. Le auguro di trovare la persona adatta. Dott.ssa Franca Vocaturi
Gentile utente, i vari approcci mirano tutti ad aiutare la persona. Diversi studi hanno evidenziato che molto importante è la capacità del professionista di istaurare una valida ed empatica relazione di aiuto. Il primo colloquio le farà capire se ha di fronte la professionista con la quale si sente intanto a suo agio.
Un abbraccio
Un abbraccio
Buonasera e grazie per il suo messaggio. Mi sento di dirle che non sono importanti gli approcci particolari, ma la sensazione di fiducia che sentirà e svilupperà nel corso della terapia con il suo terapeuta. Solo così avrete modo di co-costruire un futuro diverso, se lei crede, migliore. Cordiali saluti,
Innanzitutto, desidero esprimere la mia sincera solidarietà di fronte alla notizia difficile che hai appena condiviso. Affrontare la malattia di un genitore, specialmente quando si è stati in un semi no contact per diversi anni, può essere un'esperienza emotivamente travolgente e complessa.
È comprensibile che tu stia cercando un supporto professionale per affrontare questa situazione così delicata. In un momento come questo, al di là dell'aèèrpccio, è fondamentale trovare uno psicologo o uno psicoterapeuta con il quale ti senti a tuo agio, in modo che tu possa esplorare e affrontare le tue emozioni in un ambiente sicuro e accogliente.
Ricorda che il processo terapeutico è un viaggio personale, e trovare il professionista giusto può richiedere un po' di tempo. Non esitare a fare domande durante la prima consulenza per assicurarti che il terapeuta abbia le caratteristiche necessarie a farti sentire al sicuro nel contesto della terapia.
È comprensibile che tu stia cercando un supporto professionale per affrontare questa situazione così delicata. In un momento come questo, al di là dell'aèèrpccio, è fondamentale trovare uno psicologo o uno psicoterapeuta con il quale ti senti a tuo agio, in modo che tu possa esplorare e affrontare le tue emozioni in un ambiente sicuro e accogliente.
Ricorda che il processo terapeutico è un viaggio personale, e trovare il professionista giusto può richiedere un po' di tempo. Non esitare a fare domande durante la prima consulenza per assicurarti che il terapeuta abbia le caratteristiche necessarie a farti sentire al sicuro nel contesto della terapia.
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi.
Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico.
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Gentile utente,
probabilmente la variabile più importante da considerare non è tanto l'approccio del terapeuta quanto la relazione che si instaurerebbe tra lei e il clinico. Quello che deve affrontare è un percorso che probabilmente andrà a toccare ferite dolorose, sarà quindi necessario avere la sensazione di potersi fidare ed affidare al professionista.
Un caro saluto,
Luisa Cirimbilli
probabilmente la variabile più importante da considerare non è tanto l'approccio del terapeuta quanto la relazione che si instaurerebbe tra lei e il clinico. Quello che deve affrontare è un percorso che probabilmente andrà a toccare ferite dolorose, sarà quindi necessario avere la sensazione di potersi fidare ed affidare al professionista.
Un caro saluto,
Luisa Cirimbilli
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Comprendo che la situazione con tua madre sia molto difficile e che la sua malattia stia toccando corde profonde in te. In questa situazione, potrebbe essere utile cercare il sostegno di uno psicoterapeuta esperto in terapia familiare o in terapia dell'infanzia e dell'adolescenza. Questo tipo di professionista può aiutarti ad affrontare le tue emozioni contrastanti, a elaborare il passato e a trovare strategie per gestire questa situazione complessa. Cerca un terapeuta con esperienza nell'area specifica del disturbo narcisistico e dei problemi familiari. Rimango a disposizione, Dott.ssa Francesca Gottofredi.
Gentile utente, la sua domanda è molto valida e comprensibile. È importante sottolineare che non esiste un approccio terapeutico universale che sia migliore di un altro, poiché ciò dipende molto dalle esigenze individuali, dalla chimica personale con il terapeuta e dalle preferenze personali.
Sperimentare direttamente la relazione con il terapeuta è fondamentale per valutare se è la scelta giusta per lei. Potrebbe essere utile anche chiedere consigli a persone fidate che hanno già affrontato un percorso terapeutico e che hanno avuto esperienze positive.
Personalmente, ritengo che la specializzazione in psicoterapia sia fondamentale, ma non l'unico criterio da considerare. Inoltre, in alcuni casi, una terapia vis a vis potrebbe essere più indicata rispetto a una terapia online, ma ciò dipende dalle preferenze individuali e dalla situazione specifica.
Spero che queste considerazioni possano esserle utili.
Sperimentare direttamente la relazione con il terapeuta è fondamentale per valutare se è la scelta giusta per lei. Potrebbe essere utile anche chiedere consigli a persone fidate che hanno già affrontato un percorso terapeutico e che hanno avuto esperienze positive.
Personalmente, ritengo che la specializzazione in psicoterapia sia fondamentale, ma non l'unico criterio da considerare. Inoltre, in alcuni casi, una terapia vis a vis potrebbe essere più indicata rispetto a una terapia online, ma ciò dipende dalle preferenze individuali e dalla situazione specifica.
Spero che queste considerazioni possano esserle utili.
Affrontare una situazione così delicata e complessa come la malattia di un genitore, specialmente quando si hanno dinamiche familiari difficili, può essere estremamente impegnativo emotivamente. È positivo che tu stia considerando di cercare supporto per gestire questa situazione, poiché può aiutarti ad affrontare le tue emozioni contrastanti e il malessere generale che stai vivendo.
Quando cerchi un professionista per ricevere supporto emotivo in una situazione simile, potresti prendere in considerazione un terapeuta con esperienza in psicoterapia. Ecco alcuni approcci terapeutici e competenze che potrebbero essere utili per affrontare questa situazione:
Terapia cognitivo-comportamentale (TCC): Questo approccio si concentra sulle interazioni tra pensieri, emozioni e comportamenti. Un terapeuta cognitivo-comportamentale può aiutarti a identificare e cambiare schemi di pensiero negativi o irrazionali legati alla tua situazione familiare e alla malattia di tua madre.
Terapia familiare: Se desideri coinvolgere altri membri della tua famiglia nel processo terapeutico, potresti considerare la terapia familiare. Un terapeuta familiare può aiutare a migliorare la comunicazione e le dinamiche familiari, fornendo uno spazio sicuro per esprimere emozioni e risolvere conflitti.
Terapia centrata sulla persona: Questo approccio mette l'accento sull'empatia, sull'accettazione incondizionata e sull'autenticità. Un terapeuta centrato sulla persona può fornire un sostegno empatico e non giudicante mentre affronti le tue emozioni legate alla situazione con tua madre.
Terapia di sostegno: In situazioni di stress emotivo come quella che stai vivendo, la terapia di sostegno può essere molto utile. Un terapeuta di sostegno può offrire un ascolto attento, fornire supporto emotivo e aiutarti a sviluppare strategie per affrontare lo stress e la tristezza.
Competenze nel lavoro sul trauma: Date le dinamiche familiari difficili che hai vissuto e la complessità della situazione con tua madre, potrebbe essere utile lavorare con un terapeuta che abbia competenze nel trattamento del trauma. Questo può aiutarti a elaborare esperienze passate e attuali e ad affrontare i tuoi sentimenti in modo sicuro e efficace.
Quando cerchi un terapeuta, assicurati di trovare qualcuno con cui ti senti a tuo agio e che abbia esperienza nel trattare situazioni familiari complesse e malattie gravi. Una buona relazione terapeutica può essere fondamentale per il successo del trattamento.
Quando cerchi un professionista per ricevere supporto emotivo in una situazione simile, potresti prendere in considerazione un terapeuta con esperienza in psicoterapia. Ecco alcuni approcci terapeutici e competenze che potrebbero essere utili per affrontare questa situazione:
Terapia cognitivo-comportamentale (TCC): Questo approccio si concentra sulle interazioni tra pensieri, emozioni e comportamenti. Un terapeuta cognitivo-comportamentale può aiutarti a identificare e cambiare schemi di pensiero negativi o irrazionali legati alla tua situazione familiare e alla malattia di tua madre.
Terapia familiare: Se desideri coinvolgere altri membri della tua famiglia nel processo terapeutico, potresti considerare la terapia familiare. Un terapeuta familiare può aiutare a migliorare la comunicazione e le dinamiche familiari, fornendo uno spazio sicuro per esprimere emozioni e risolvere conflitti.
Terapia centrata sulla persona: Questo approccio mette l'accento sull'empatia, sull'accettazione incondizionata e sull'autenticità. Un terapeuta centrato sulla persona può fornire un sostegno empatico e non giudicante mentre affronti le tue emozioni legate alla situazione con tua madre.
Terapia di sostegno: In situazioni di stress emotivo come quella che stai vivendo, la terapia di sostegno può essere molto utile. Un terapeuta di sostegno può offrire un ascolto attento, fornire supporto emotivo e aiutarti a sviluppare strategie per affrontare lo stress e la tristezza.
Competenze nel lavoro sul trauma: Date le dinamiche familiari difficili che hai vissuto e la complessità della situazione con tua madre, potrebbe essere utile lavorare con un terapeuta che abbia competenze nel trattamento del trauma. Questo può aiutarti a elaborare esperienze passate e attuali e ad affrontare i tuoi sentimenti in modo sicuro e efficace.
Quando cerchi un terapeuta, assicurati di trovare qualcuno con cui ti senti a tuo agio e che abbia esperienza nel trattare situazioni familiari complesse e malattie gravi. Una buona relazione terapeutica può essere fondamentale per il successo del trattamento.
Gentile Signora, non esiste un approccio in assoluto migliore di un altro. Molto del lavoro terapeutico oltre che nelle specifiche tecniche sta anche nella relazione terapeutica, sviluppando una buona alleanza terapeutica si riescono ad affrontare temi e nodi inconsapevoli al paziente stesso attraverso le ipotesi del terapeuta. A me molto caro è l'approccio di psicoterapia sistemico relazionale, ma veda lei. Un caro saluto. Dott.ssa Debora Versari
Buongiorno, mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo. Immagino sia un periodo di profonda confusione. Allo stesso tempo, posso percepire dalle sue parole tanta sofferenza. Tuttavia, ritengo non esista un approccio più adatto alla sua condizione. La maggior parte del lavoro è fatto dall'alleanza terapeutica che si instaura durante il percorso. Rimango a disposizione per qualunque chiarimento. Dott.ssa Veronica Savio
Buongiorno gentile utente. Mi dispiace per il momento che sta passando, immagino quanto possa essere dura e complicato gestire questa situazione. Come altri colleghi hanno anticipato, non esiste un approccio migliore in termini assoluti rispetto alla problematica che lei presenta. Potrebbe esserci un approccio con cui lei potrebbe trovarsi meglio di altri, ma non è possibile individuarlo a priori. Ciò che principalmente cura, ad ogni modo, è la relazione e ciò he maggiormente conta è l'alleanza che si crea tra terapeuta e paziente, indipendentemente dall'approccio. Rimango a disposizione in caso di ulteriore bisogno, buona giornata.
Cordialmente, dott.ssa Camilla Centanni
Cordialmente, dott.ssa Camilla Centanni
Gentile utente, grazie per aver condiviso un momento così doloroso e impattante della sua quotidianità. Anzitutto, vorrei consigliarle di mettersi in contatto con un professionista che possa aiutarla non solo a gestire la situazione emotiva in cui si trova ora, ma che l'aiuti a ritrovare un benessere e un equilibrio interiore. Non è importante l'approccio utilizzato dal terapeuta, ma è fondamentale che si trovi a suo agio con lui, in modo da poter sviluppare una buona relazione terapeuta-paziente così da poter affrontare non solo la situazione emotiva attuale, ma anche il rapporto con sua madre.
Saluti,
Dott.ssa D'Alessandro Jessica
Saluti,
Dott.ssa D'Alessandro Jessica
Buongiorno, grazie per aver condiviso una situazione così complessa e delicata. È evidente che sta affrontando una grande sfida emotiva, e già il fatto che stia cercando supporto è un primo passo significativo. A mio parere la chiave del cambiamento e del sollievo risiede nella relazione che si instaura con lo psicologo/ il terapeuta: è essenziale che scelga una persona con cui si senta accolta, rispettata e libera di esplorare i suoi vissuti senza giudizio. Questo senso di fiducia e connessione è il fondamento di un percorso efficace. Nel suo caso, potrebbe trarre beneficio da un professionista che abbia esperienza con dinamiche familiari complesse, relazioni difficili e il lavoro sui traumi relazionali, l'EMDR potrebbe essere un’opzione valida, soprattutto per aiutarla a elaborare i traumi passati legati alla relazione con sua madre, ridurre la carica emotiva associata a esperienze dolorose e riformulare il significato che queste hanno avuto per lei. In parallelo, potrebbe esserle utile uno spazio con il professionista per comprendere le interazioni e i ruoli che ha vissuto nella sua famiglia d'origine, aiutandola a ridefinire il suo posto e il suo modo di relazionarsi con sua madre, anche in questa fase delicata della sua vita. Spero che lei possa trovare il supporto di cui ha bisogno per prendersi cura di se stessa in questo momento così impegnativo. Cordiali saluti, dott.ssa Gloria Friso
Buongiorno, la situazione che descrive è molto complessa e sicuramente dolorosa, con emozioni contrastanti che emergono dalla difficoltà di un legame familiare problematico. La sua richiesta di un aiuto terapeutico per affrontare questa situazione è un passo importante verso il benessere e la gestione delle emozioni che sta vivendo.
L'approccio terapeutico più adatto potrebbe essere una psicoterapia che permetta di esplorare il suo vissuto, i legami familiari, le difficoltà emotive e i conflitti irrisolti. Un terapeuta con esperienza in terapia psicodinamica o in terapia familiare potrebbe essere utile per aiutarla a comprendere il suo rapporto con la madre e a elaborare le emozioni legate a questo legame, anche attraverso la rielaborazione di eventuali traumi o comportamenti narcisistici della madre. Inoltre, un approccio centrato sul trauma, come la terapia cognitivo-comportamentale focalizzata sul trauma (TCC-T) o l'EMDR (desensibilizzazione e rielaborazione attraverso movimenti oculari), potrebbe aiutarla a lavorare su esperienze emotive passate che sono ancora fonte di sofferenza. Un terapeuta con esperienza nell'affrontare dinamiche familiari difficili o con una specializzazione nel trattamento dei disturbi narcisistici potrebbe essere utile per comprendere come i comportamenti narcisistici della madre influenzano il suo benessere psicologico.
È importante trovare una figura professionale che possa ascoltarla con empatia, senza giudizio, e che la aiuti a gestire le emozioni complesse che emergono dalla situazione familiare e dalla malattia della madre, permettendole di fare un percorso di auto-compassione e di consapevolezza emotiva.
L'approccio terapeutico più adatto potrebbe essere una psicoterapia che permetta di esplorare il suo vissuto, i legami familiari, le difficoltà emotive e i conflitti irrisolti. Un terapeuta con esperienza in terapia psicodinamica o in terapia familiare potrebbe essere utile per aiutarla a comprendere il suo rapporto con la madre e a elaborare le emozioni legate a questo legame, anche attraverso la rielaborazione di eventuali traumi o comportamenti narcisistici della madre. Inoltre, un approccio centrato sul trauma, come la terapia cognitivo-comportamentale focalizzata sul trauma (TCC-T) o l'EMDR (desensibilizzazione e rielaborazione attraverso movimenti oculari), potrebbe aiutarla a lavorare su esperienze emotive passate che sono ancora fonte di sofferenza. Un terapeuta con esperienza nell'affrontare dinamiche familiari difficili o con una specializzazione nel trattamento dei disturbi narcisistici potrebbe essere utile per comprendere come i comportamenti narcisistici della madre influenzano il suo benessere psicologico.
È importante trovare una figura professionale che possa ascoltarla con empatia, senza giudizio, e che la aiuti a gestire le emozioni complesse che emergono dalla situazione familiare e dalla malattia della madre, permettendole di fare un percorso di auto-compassione e di consapevolezza emotiva.
Innanzitutto le dico che queste situazioni sono molto tipiche, quando sentiamo il bisogno di allontanarci e poi il genitore si ammala, ci sentiamo costretti a fare retromarcia. Ma la verità è che non può sacrificare se stessa per dare conforto agli altri.
Riguardo alla sua domanda, dovrebbe scegliere un professionista che dia importanza alle emozioni e al loro significato, chi segue l'orientamento cognitivo-costruttivista lo fa. In ogni caso tenga presente che gli psicologi e gli psicoterapeuti sono persone, e come tutti hanno i loro limiti. Al di là degli studi conseguiti, un terapeuta che è invischiato con i suoi stessi genitori, o che non ha ben chiara la sua storia, difficilmente avrà le capacità per aiutarla a superare questo tipo di situazioni. Purtroppo nella scelta di un terapeuta ci vuole un po' di fortuna.
Saluti,
Dott. Culmone Federico
Riguardo alla sua domanda, dovrebbe scegliere un professionista che dia importanza alle emozioni e al loro significato, chi segue l'orientamento cognitivo-costruttivista lo fa. In ogni caso tenga presente che gli psicologi e gli psicoterapeuti sono persone, e come tutti hanno i loro limiti. Al di là degli studi conseguiti, un terapeuta che è invischiato con i suoi stessi genitori, o che non ha ben chiara la sua storia, difficilmente avrà le capacità per aiutarla a superare questo tipo di situazioni. Purtroppo nella scelta di un terapeuta ci vuole un po' di fortuna.
Saluti,
Dott. Culmone Federico
Buongiorno,
leggendo il suo messaggio trovo utile esporle brevemente il mio approccio alla psicoterapia, che ritengo potrebbe utile per la sua situazione. Mi sto formando come psicoterapeuta a indirizzo relazionale, approccio che valorizza la tematica dei rapporti interpersonali, in particolare con le nostre prime figure di attaccamento. Inoltre, avendo conseguito un master in psiconcologia, ho esperienza anche per ciò che riguarda il supporto ai caregiver, particolarmente in una situazione complessa come la sua di scarsa compliance alle cure.
Per qualsiasi cosa rimango a disposizione
Un caro saluto
Sara Ballabio
leggendo il suo messaggio trovo utile esporle brevemente il mio approccio alla psicoterapia, che ritengo potrebbe utile per la sua situazione. Mi sto formando come psicoterapeuta a indirizzo relazionale, approccio che valorizza la tematica dei rapporti interpersonali, in particolare con le nostre prime figure di attaccamento. Inoltre, avendo conseguito un master in psiconcologia, ho esperienza anche per ciò che riguarda il supporto ai caregiver, particolarmente in una situazione complessa come la sua di scarsa compliance alle cure.
Per qualsiasi cosa rimango a disposizione
Un caro saluto
Sara Ballabio
Buongiorno, la situazione che descrive è profondamente complessa e dolorosa, e quello che sta vivendo è del tutto comprensibile. Anche quando si è adulti, anche quando si è dovuto prendere le distanze per proteggersi, il legame con un genitore resta qualcosa che tocca parti molto profonde. La notizia della malattia, unita alla scelta di sua madre di non curarsi, riapre inevitabilmente ferite, domande, sensi di colpa, rabbia, tristezza e forse anche un senso di impotenza che può essere difficile da contenere. È importante riconoscere che può coesistere dentro di lei una grande sofferenza per quello che sta accadendo e, allo stesso tempo, la memoria viva di tutto ciò che l’ha ferita nel tempo. Può esserci il desiderio di esserci, ma anche il bisogno di proteggersi. Possono convivere affetto, rabbia, paura, distacco, senso del dovere e bisogno di pace. Non c’è nulla di sbagliato in questa confusione emotiva, è una reazione umana davanti a una situazione che non è semplice da reggere. Il fatto che lei senta già da tempo un malessere e ora lo percepisca più intensamente è un segnale importante, non di debolezza, ma di consapevolezza. Significa che una parte di lei sta chiedendo ascolto, comprensione e uno spazio sicuro dove poter dire tutto quello che magari da sola fatica a mettere in ordine. Non si tratta solo di affrontare la malattia di sua madre, ma anche di dare un senso a una storia relazionale che è stata faticosa, ambivalente e probabilmente segnata da molti vissuti irrisolti. Rispetto alla persona che potrebbe aiutarla, più che l’etichetta dell’approccio è davvero fondamentale che lei possa sentirsi accolta, rispettata, ascoltata senza giudizio. Serve qualcuno che abbia sensibilità nel lavorare con i legami familiari complessi, con il dolore, con il senso di colpa, con i confini tra ciò che si sente di fare e ciò che non si riesce o non si vuole più fare. Una figura che sappia accompagnarla nel dare spazio alle sue emozioni senza forzarle, che la aiuti a riconoscere i suoi limiti, i suoi bisogni, le sue risorse, e che la sostenga nel trovare un modo per attraversare questo momento senza schiacciarsi sotto il peso di tutto. È importante anche che lei si senta libera di portare in quello spazio ogni pensiero, anche quelli che magari la fanno sentire in colpa, quelli più duri, quelli più contraddittori. Proprio perché il rapporto con sua madre è stato così impegnativo, è fondamentale che non debba più lottare da sola con tutto questo. Chiedere aiuto in un momento come questo non significa non farcela, significa prendersi cura di sé mentre la vita la mette di fronte a qualcosa di molto difficile. Si prenda il tempo che le serve, senza forzarsi a decidere nulla in fretta, né sul rapporto con sua madre né sul percorso di aiuto. Già il fatto che lei si stia ponendo queste domande dice quanto tenga alla propria salute emotiva e alla qualità della sua vita, ed è un segnale di grande forza. resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
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