Buongiorno. Desideravo chiedervi la seguente questione. Sono affetto da dolori cronici e a supporto

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Buongiorno. Desideravo chiedervi la seguente questione. Sono affetto da dolori cronici e a supporto psicologico sono in terapia farmacologica e antidepressivo ( mirtazapina ) e sono inoltre da nove mesi in psicoterapia ( ipnosi) ma non vedo grossi risultati desideravo chiedervi se approccio psicoterapico è quello giusto? E' normale che i risultati non arrivino subito? Cos'altro posso fare per gestire i miei disturbi gastrointestinali (colite ulcerosa e gastrite cronica ). Grazie per la lettura. Un caro saluto
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Gentilissimo grazie per la condivisione innanzitutto. Capisco la situazione che ci riporta, e comprendo il suo bisogno di vedere e sentire soprattutto i risultati il prima possibile stando lei male. Credo che parlare apertamente con il suo terapeuta di questi suoi dubbi e preoccupazioni potrebbe aiutarla ad esporre il suo sentirsi ed accogliere le sue fatiche.
Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV

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Dott.ssa Elena Gianotti
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. è possibile che i risultati di una terapia possano richiedere del tempo, senza dubbio, le domande che mi farei però riguardano non tanto l'approccio quanto la relazione terapeutica: come si trova con il suo terapeuta? Si sente in un ambiente protetto, accogliente, privo di giudizio? si sente libero di esprimersi autenticamente e sinceramente, senza blocchi o fatiche? Come si sente nei confronti del suo terapeuta? Ha fiducia nel lavoro che state facendo? Credo che se ha dei dubbi la prima persona con cui esprimerli in modo chiaro e diretto debba essere proprio lui o lei: credo che la relazione terapeutica funzioni solo se c'è una grande fiducia, e una comunicazione diretta e aperta. Comunicare i suoi dubbi potrà aiutarvi a capire insieme che cosa fare e in quale direzione andare, e se ci fossero problemi o difficoltà nella relazione terapeutica aiuterebbe a farli emergere. Questo credo sia il primo passaggio, comunicare con il suo terapeuta: da lì si capisce se c'è qualcosa nella relazione che può essere sistemato o approfondito oppure se eventualmente qualcosa non funziona alla base. Se avesse altre domande o volesse approfondire meglio la questione mi trova a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Dott.ssa Valeria Filippi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
San Donato Milanese
Gentile utente, penso sia importante sentirsi liberi di condividere con il proprio psicoterapeuta le sue difficoltà e dubbi rispetto al percorso che state facendo. Se non ne vede i benefici ne parli con lui, in un secondo momento può valutare un approccio differente
Cordialmente
Dott.ssa Filippi
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, comprendere se un approccio psicoterapico sia “quello giusto” richiede sempre un po’ di tempo e ascolto di sé. Nove mesi sono un periodo significativo, ma in presenza di dolori cronici e di patologie fisiche come colite ulcerosa e gastrite cronica, può accadere che i benefici della psicoterapia siano più lenti a emergere. Sì, è normale che i risultati non siano immediati, soprattutto quando corpo e mente sono impegnati in un lavoro complesso e prolungato. L’ipnosi può essere utile nel trattamento del dolore cronico e dei disturbi psicosomatici, ma se sente che qualcosa non sta funzionando, può valere la pena confrontarsi con il suo psicologo psicoterapeuta per capire se integrare o modificare l’approccio. Percorsi come l’EMDR, ad esempio, sono indicati nei casi in cui il corpo trattiene traumi o tensioni profonde, così come la Mindfulness, ormai molto utilizzata in ambito clinico per la gestione dello stress legato alle malattie croniche. Per quanto riguarda l’aspetto medico e la terapia farmacologica, le consiglio di rivolgersi al suo medico o specialista di riferimento per una valutazione personalizzata, anche in chiave integrata.Il fatto che lei stia già seguendo un percorso, pur tra difficoltà, dimostra un’importante capacità di resistenza e desiderio di stare meglio. Non sempre è l’approccio “sbagliato”, ma a volte è il momento giusto che ancora non è arrivato, o la necessità di lavorare su più livelli contemporaneamente. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Dott.ssa Alessia Supino
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Formia
Buongiorno gentilissima utente,
Per raggiungere un traguardo si dice ... senza fretta , ma senza sosta.
Vedrà piano piano io cambiamento sarà dentro di lei e nel modo di affrontare le situazioni della vita.
Abbia fiducia
Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente, la terapia è un processo richiede tempo e pazienza. Immagino la fatica nel non vedere risultati nel breve termine, m credo questo potrebbe essere un tema da portare e sviscerare in terapia. Ne parli con la sua/il suo terapeuta. Questo vale anche per i sintomi gastrointestinale che descrive. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Dott.ssa Alessandra Domigno
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno, capisco il dolore fisico che prova e come conseguenza quanto trascini anche il suo stato emotivo. Forse dovrebbe parlare anche con il suo terapeuta delle sue perplessità.
Il mio indirizzo di specializzazione è l'analisi bioenergetica ed è una terapia ad approccio psicocorporeo che presta attenzione alla salute emotiva, cognitiva, corporea. Lavoriamo all'interno di una seduta sia nella consueta modalità verbale inserendo anche delle attivazioni del corpo che possono essere dal semplice respiro ed ascolto a lavori più attivi che vanno a toccare e mobilitare alcune aree magari più bloccate a livello sia emotivo che fisico. Se vuole approfondire sono disponibile.

Cordiali saluti

Dott.ssa Alessandra Domigno
Dott. Francesco Paolo Coppola
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Buongiorno,

capisco bene la sua domanda. Non è strano che in nove mesi di terapia ipnotica non abbia ancora visto grandi risultati: con dolori cronici e disturbi come la colite ulcerosa o la gastrite il percorso è sempre più lento, perché la mente e il corpo si alimentano a vicenda.

Il punto non è cercare la “terapia giusta” come se fosse un farmaco miracoloso. Conta di più l’esperienza concreta che fa con il terapeuta, il sentirsi contenuto, avere strumenti per non essere travolto dal dolore e dall’ansia. L’ipnosi può aiutare, ma spesso da sola non basta: va integrata con altre tecniche di rilassamento, di gestione dell’ansia e con un lavoro continuo anche medico (gastroenterologo, psichiatra, centri dolore).

Non scoraggiarsi è fondamentale. A volte non si vedono subito risultati netti, ma si possono registrare piccoli progressi: tollerare meglio le giornate, ridurre un po’ la tensione, recuperare attività quotidiane. È in questi passi che si misura il cammino.

Il consiglio? Non cerchi la perfezione o la terapia “garantita”, provi a valutare come si sente nello spazio terapeutico, guardi il suo terapeuta negli occhi e si chieda se lo percepisce come persona serena e affidabile. È questo che fa la differenza nel lungo periodo.

Un caro saluto.
Dott.ssa Tonia Caturano
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Pioltello
Buongiorno,
grazie per aver condiviso con così tanta lucidità e delicatezza una parte così faticosa del tuo percorso. Ci vuole forza per raccontare una sofferenza che si muove su più livelli — fisico, emotivo, mentale — e che spesso non trova risposte immediate, nonostante tutto l’impegno e la costanza che ci si mette. Non è una cosa scontata, e non è da tutti.
Il fatto che tu sia già seguito da un’équipe — con un supporto farmacologico, un antidepressivo come la mirtazapina, e un percorso psicoterapico in corso — dimostra che ti stai prendendo cura di te in modo serio e coraggioso. Ma capisco bene il senso di frustrazione che nasce quando, nonostante tutti questi sforzi, i risultati sembrano non arrivare o arrivano molto lentamente. Quando ci si sente stanchi, esausti, a volte anche un po’ sfiduciati, è normale domandarsi se la strada sia quella giusta.

Rispetto al tuo dubbio sulla psicoterapia, è giusto dirsi che ogni percorso richiede tempo. Nove mesi possono sembrare tanti, specie se il dolore è ancora presente, ma per alcune persone — soprattutto in presenza di condizioni croniche — possono essere solo l’inizio di un processo più profondo. L’ipnosi, in particolare, è una tecnica che ha mostrato buoni risultati nel trattamento del dolore cronico e dei disturbi gastrointestinali funzionali, ma la sua efficacia dipende da vari fattori: dalla relazione con il terapeuta, dalla frequenza delle sedute, dalla predisposizione personale. Se però senti che, nonostante la tua disponibilità, non si è creato uno spazio realmente trasformativo, allora può essere legittimo fermarsi un momento, ascoltarsi, e magari valutare altre modalità di lavoro psicologico, o anche solo confrontarsi con un altro specialista per avere un secondo punto di vista.
Nel tuo caso, il fatto che i sintomi fisici siano così presenti e radicati (come la colite ulcerosa e la gastrite cronica) rende ancora più importante un approccio integrato, dove la mente e il corpo non vengano trattati come compartimenti separati. Le somatizzazioni gastrointestinali sono spesso un linguaggio del corpo, che parla quando le parole non bastano più. Ma questo non significa che sia tutto “nella testa” — significa solo che la sofferenza si muove su più piani e ha bisogno di una lettura più ampia.
Ci sono approcci che, oltre all’ipnosi, potresti considerare. Alcune persone trovano giovamento nel lavoro sul **respiro, la mindfulness o tecniche corporee come il grounding, la bioenergetica, possono aiutare a sciogliere nodi profondi che si esprimono nei sintomi gastrointestinali.
E poi, certo, c’è sempre la questione della relazione terapeutica. A volte, anche il terapeuta “giusto” per noi arriva solo dopo averne incontrati altri. Non c’è colpa in questo. È parte della ricerca di un luogo dove potersi finalmente sentire davvero visti e accolti.

So che può sembrare tutto molto, troppo. E che dopo mesi di sforzi senza sollievo tangibile, la tentazione di mollare tutto può farsi strada. Ma se oggi scrivi, se poni domande con questa lucidità, vuol dire che in te c’è ancora uno spazio vivo, una parte che non ha perso del tutto la fiducia. È da lì che si può ripartire.

Se vuoi, possiamo prendere questo spazio come un momento di orientamento. Non per darti risposte assolute, ma per aiutarti a capire meglio dove ti trovi, cosa funziona, cosa forse no, e quale potrebbe essere il passo successivo più adatto per te.
Ti mando un caro saluto, e rimango a disposizione se vuoi approfondire.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno,

capisco bene la sua preoccupazione: quando si convive con dolori cronici e difficoltà gastrointestinali, la sensazione di non vedere progressi può diventare frustrante. È importante ricordare che la psicoterapia, soprattutto se si lavora con problematiche di lunga durata e radicate anche a livello fisico, richiede tempo. I benefici possono emergere in modo graduale e spesso non sono immediatamente percepibili.

Per quanto riguarda l’approccio, non esiste una “terapia giusta” in assoluto: molto dipende dalla persona, dal tipo di sofferenza e da come mente e corpo reagiscono. In alcuni casi l’ipnosi può essere di aiuto, in altri può essere più indicato un approccio cognitivo-comportamentale, o ancora l’integrazione con tecniche come la mindfulness o l’EMDR. A volte, combinare più strumenti permette di trovare la strada più efficace.

Sul versante dei disturbi gastrointestinali, è fondamentale continuare a seguire le indicazioni mediche e lavorare parallelamente su tecniche di gestione dello stress, rilassamento e regolazione emotiva, poiché il sistema gastrointestinale è molto sensibile a fattori psicologici.

Le suggerisco quindi di parlarne apertamente con il suo terapeuta, condividendo i dubbi e le sue aspettative. Questo confronto può essere molto utile per ridefinire insieme obiettivi e modalità di lavoro.

In ogni caso, per approfondire la sua situazione in modo personalizzato è consigliato rivolgersi a uno specialista.

Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Salve paziente anonimo La psicoterapia richiede un percorso lento e delicato dove il rapporto di fiducia con il suo terapeuta è fondamentale. Se si fida e la vostra relazione è di fiducia deve solo avere pazienza e "lavorare" su di sé.
Dott.ssaLorenzini Maria santa psicoterapeuta
Dott.ssa Debora Versari
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Forlì
Buongiorno sì stia tranquillo generalmente ci vuole un po’ di tempo per indagare bene il messaggio che il sintomo le sta portando e quindi per farlo regredire.
L’ importante è che si trovi bene con il suo terapeuta, che si senta accolto, poiché per la buona riuscita della terapia è di fondamentale importanza una buona alleanza terapeutica.Cordiali saluti. Dottoressa Versari Debora.
Dott. Antonio Di Mauro
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentilissimo, anzitutto buona domenica. È bene che alla terapia farmacologica si accompagni, in casi come il suo, un supporto di natura psicologica. La psicoterapia ipnotica può essere un valido strumento, ma consideri che molto spesso, indipendentemente dall’approccio psicoterapeutico adottato, occorre del tempo perché la persona veda i suoi sintomi alleviarsi. Ma io vorrei farle alcune domande, che spero possano esserle d’aiuto. Cosa intende lei, - cito le sue parole virgolettate - quando dice che non vede risultati “grossi”? Vuol dire che i suoi sintomi si sono alleviati solo in piccola parte? E perché si attendeva che i risultati sarebbero giunti “subito”? L’ipnosi non è una bacchetta magica: è un potente strumento che consente di fare emergere contenuti soggettivi importanti (inconsci), che tuttavia devono essere elaborati durante il normale succedersi dei colloqui psicoterapeutici, il che richiede inevitabilmente tempo… Sarebbe bene interrogarsi, insieme al suo terapeuta, su quelle che sono le sue aspettative e in generale sul modo in cui lei vive il tempo. E’ impaziente? vive in generale le cose con un senso d’urgenza? Consideri inoltre che il trattamento dei disturbi di natura in senso lato psicosomatica, come quelli che lei lamenta, non si risolve di solito nella semplice estinzione del sintomo: è lo stile di vita nel suo complesso che occorre esaminare e, in parte almeno, rimodulare, rendendolo più funzionale e adattivo, in primis nel rispetto di se stessi e della propria natura individuale; il che significa far emergere in terapia – anche con l’ausilio dell’ipnosi – e discutere approfonditamente contenuti a prima vista lontani anni luce da una semplice sintomatologia gastrointestinale: le relazioni famigliari e affettive del paziente, la sua vita professionale e sociale, le sue aspirazioni e ansie, ecc. Un caro saluto a lei, e in bocca al lupo! Antonio Di Mauro, psicologo e psicoterapeuta a Milano e online.
Dr. Cristian Sardelli
Psicologo, Psicoterapeuta
Firenze
Buongiorno gentile utente,
è sempre difficile rispondere a domande complesse ,disponendo di così poche informazioni, tanto più che chiede informazioni, a mio avviso, che stanno a cavallo tra l'area medica e quella psicologica, corpo e mente.
Ipotizzando che la colite piuttosto che la gastrite siano il risultato di forti tensioni nervose sul suo organismo, e per asserire questo è sempre bene fare una anamnesi, che passi attraverso esami obiettivi clinici ed organici, potremmo assumere come corretto, il percorso che sta seguendo, seppur tardivo nel restituirle il miglior benessere. La terapia psichiatrica è centrata sulla molecola della mirtazapina, quella psicoterapeutica, sull'ipnosi. Se ciò, come dice, non fosse di suo gradimento, credo che abbia la possibilità di affiancargli altri trattamenti, altri approcci e metodi, consapevole del fatto, che se ci si affida ad un professionista e alle sue cure, è con questo/i che dovremmo concordarlo primariamente.
Dal mio punto di vista come Terapeuta Breve Strategico, le potrei dire che affiancare all'ipnosi una psicoterapia strategica, che ha valenze e dinamiche di funzionamento simili all'ipnosi, sarebbe possibile.
Come si suol dire, la conferma di una buona teoria, sono i risultati della sua applicazione.
Cordiali saluti,
Dr. Cristian Sardelli
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, non esiste una relazione certa fra tipologia di disturbo e tecnica terapeutica. Il mio suggerimento è di parlare con chi la segue della sua situazione e dei suoi dubbi in proposito. Se decidesse di cambiare approccio, le suggerirei uno o una psicoterapeuta che pratichi da tempo emdr.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, mi sembra che lei fa già molto terapia farmacologica, psicoterapia con ipnosi. Ha mai pensati di fare la Terapia EMDR che analizza i traumi che ci sono stati nella sua vita e da lì partire. Tutti i disturbi che lei lamenta potrebbero dipendere da dei traumi di cui lei ha sofferto e che forse non sono stati elaborati nella giusta maniera. Provi ad ascoltarmi ho molta esperienza nella terapia EMDR. La saluto, dott. Eugenia Cardilli.
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

la psicoterapia è un lavoro lungo a volte faticoso ma funzionale rispetto agli obiettivi che ci si prefigge. Porti le sue perplessità ed i suoi dubbi in seduta, potrebbero essere un interessante spunto di riflessione su cui soffermarsi e da cui ripartire.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott. Salvatore Augello
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Palermo
Buongiorno. Se ritiene di non aver raggiunto nessun risultato significativo in questi mesi, sarebbe bene parlarne con il terapeuta cosi da confrontarsi. Se riflettendo sul suo percorso fino ad oggi con lui comprende che non le è stato fatto notare nulla di nuovo, che in lei nel modo di sentire, pensare, agire non è cambiato nulla forse è il caso di cambiare terapeuta.
Cordiali saluti
Dott.Salvatore Augello
Dott.ssa Lucia Cannata
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Udine
Buonasera, in merito al suo quesito riguardo alla efficacia della terapia vorrei dirle che è importante intanto chiarire quali siano gli obiettivi. L'ipnosi è una valida modalità per imparare a "gestire" il dolore. Ma mi chiedo se non oltre al dolore non ci sia altro; leggo che assume un antidepressivo. E' comune che al dolore si associ uno stato depressivo e in questo caso la terapia della parola, ovvero una psicoterapia che le permetta di rileggere le sue emozioni e i suoi pensieri, come paure, convinzioni, potrebbe aiutarla a vivere in un modo più costruttivo le esperienze del suo quotidiano. Anche pratiche di Mindfulness, secondo le ricerche più attuali, apportano dei benefici sullo stato emotivo e sulla percezione del dolore. Mi faccia sapere se è interessato ad approfondimenti. Cordialmente dottoressa Cannata Lucia
Dott.ssa Giulia Bassi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Sacrofano
Gentile utente, i disturbi gastrointestinali che riferisce possono essere causati sia da aspetti fisiologici che psicologici, data una possibile componente psicosomatica. Per quanto concerne gli aspetti psicosomatici può essere utile un percorso di psicoterapia. Rispetto ai dubbi relativi all'approccio scelto la invito a consultarsi con il terapeuta che la sta attualmente seguendo in questo percorso così da chiarirvi in merito.

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