Buongiorno Dato che tutto inizia dal cervello, e constatato che in uno stato di benessere psicofisi
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Buongiorno
Dato che tutto inizia dal cervello, e constatato che in uno stato di benessere psicofisico non ho né ansia né tachicardie né vescica proattiva, vorrei sapere in che modo si può vedere questo scompenso o disequilibrio che si crea in situazioni di forte disagio e se c'è un modo per riequilibrare il tutto.
Grazie
Dato che tutto inizia dal cervello, e constatato che in uno stato di benessere psicofisico non ho né ansia né tachicardie né vescica proattiva, vorrei sapere in che modo si può vedere questo scompenso o disequilibrio che si crea in situazioni di forte disagio e se c'è un modo per riequilibrare il tutto.
Grazie
Salve, consiglio di rivolgere la domanda a un medico, figura professionale più competente in materia.
Qualora si dovessero riscontrare eventuali cause psicologiche, credo che possa essere utile richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Qualora si dovessero riscontrare eventuali cause psicologiche, credo che possa essere utile richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
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Gentile Utente, mi dispiace per il disagio che descrive. Ritengo utile che intanto possa comunicare i suoi sintomi al suo medico di riferimento. Mentre si prende cura del suo corpo, ritengo altrettanto importante che dia valore alla sua stessa intuizione, in quanto apre la sua richiesta dicendo che "tutto inizia dal cervello". Sarebbe interessante approfondire i brevi cenni che ha scritto, esplorando con l'aiuto di un/una professionista i vissuti che sottendono le manifestazioni che riporta. Resto pertanto a sua disposizione, dott.ssa Valentina Cecchi
Caro utente,
I sintomi che descrive potrebbero essere esplorati prima di tutto da un medico per poter verificare che non abbiano cause organiche. Ma come ben sottolinea, spesso tutto inizia dal cervello, per questo motivo potrebbe chiedere una consulenza psicologica per un' indagine più profonda.
Resto a disposizione. Un caro saluto
Dott.ssa Laura Perdisci
I sintomi che descrive potrebbero essere esplorati prima di tutto da un medico per poter verificare che non abbiano cause organiche. Ma come ben sottolinea, spesso tutto inizia dal cervello, per questo motivo potrebbe chiedere una consulenza psicologica per un' indagine più profonda.
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Dott.ssa Laura Perdisci
Dott.ssa Elisabetta Cavicchioli
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
San Miniato Basso
Buongiorno, lo scompenso e il disequilibrio a livello fisico se ci sono e sono realmente legati a qualcosa di organico, lo può vedere attraverso delle analisi o accertamenti che può stabilire con il suo medico curante. Dopo che ha riscontrato che non ci sono problematiche organiche, nel caso volesse intraprendere un percorso per affrontare l'ansia e altri sintomi ad essa legati, può rivolgersi ad uno psicologo.
Rimango a disposizione
Saluti
Elisabetta
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Elisabetta
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Buonasera. Salvo restando ciò che i miei colleghi e colleghe hanno detto, e cioè che un consulto con il proprio medico di base lui aiutare sul piano prettamente fisiologico, mi permetto di offrirle una risposta tecnica: quello che lei chiede, se c'è un modo per "vedere" il momento del disequilibrio, è frutto anche adesso di ricerca. Una risonanza magnetica funzionale permette di visualizzare le aree del cervello durante la loro attivazione, verificando quindi quando esse sono maggiormente o minormente stimolate. Tale risonanza però viene di norma esclusa in quanto è una procedura non economica e, in questo specifico caso, non utile. Perché le dico "non utile"? Perché la risposta la ha manifestata con le sue parole: ogni sintomo fisico che ha descritto è manifestazione di questa attivazione. E il modo per riportare questo equilibrio è lavorare sulla nascita di questa sintomatologia, scoprendo da dove essa viene e come si sposta dallo psichico al fisico. Per altri dubbi rimango a sua disposizione. Dott. Corrado Schiavetto
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Salve, prima di tutto potrebbe confrontarsi con il suo medico di fiducia e poi valutare se intraprendere un percorso psicologico.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buona giornata.
Dott. Fiori
Salve, sicuramente escludere cause organiche è un buon modo per iniziare a capire il suo problema. Dopodiché posso assicurarle che il corpo è sempre un corpo vissuto. Questo significa che il come sono posizionato emotivamente determina sempre come io esperisco il mio corpo. Le consiglio quindi, se sente di avere anche una condizione emotiva particolare, di fare dei colloqui psicologici per comprendere nello specifico il suo caso.
Rimango a disposizione, anche online.
Dott.ssa Camilla Ballerini
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Dott.ssa Camilla Ballerini
Buonasera,escluse cause neurologiche,le consiglierei di approfondire le cause del disequilibrio sul piano psicologico.Contatti un bravo/a professionista e chieda una consulenza Un caro saluto dottssa Luciana Harari
Gentile utente, la sua domanda, come suggeriscono i colleghi, va posta prima di tutto ad un medico per eventuali esami di approfondimento. In seguito o in parallelo può approfondire il suo vissuto di disagio con un professionista psicologo/psicoterapeuta. Un caro saluto
Salve,
ansia, tachicardia e pollachiuria sono alcune delle manifestazioni psicosomatiche che, in caso di situazioni stressogene, possono venir fuori.
Se ascoltati ed osservati attentamente questi sintomi ci dicono molto di cosa non va nel nostro mondo interno e ci aiutano a direzionare l'intervento per poterci lavorare.
Le auguro buone cose,
Dott.ssa Di Nardo
ansia, tachicardia e pollachiuria sono alcune delle manifestazioni psicosomatiche che, in caso di situazioni stressogene, possono venir fuori.
Se ascoltati ed osservati attentamente questi sintomi ci dicono molto di cosa non va nel nostro mondo interno e ci aiutano a direzionare l'intervento per poterci lavorare.
Le auguro buone cose,
Dott.ssa Di Nardo
Buongiorno per poter gestire il disagio ed i sintomi collegati è importante comprendere la causa del disagio. Cosa pensa, sente, percepisce in alcune situazioni per cui prova disagio,? Solo comprendendo il problema può prendersene cura. Cordiali saluti dottoressa Adriana Casile
Buongiorno,
sono felice leggendo che quando si trova in uno stato sereno e calmo, non avverte le manifestazioni fisiche dell'ansia. Ottimo!
Per rispondere alla sua domanda, come esseri umani abbiamo diversi problemi con cui confrontarci. Uno di questi è regolare le nostre emozioni. Sentimenti ed emozioni sono fondamentali, perché ci orientano nel mondo, ci "informano" (quando ci riflettiamo) su cosa è importante, cosa non lo è, e cosa significa davvero per noi la situazione in cui le proviamo. Inoltre ci dispongo all'azione.
Tuttavia occorre regolarle, senza reprimerle o liberarsene. L'ansia, la tristezza, la rabbia, la colpa, anche la vergogna svolgono un ruolo importante nella nostra vita - se riusciamo a regolarle efficacemente. Si può fare in molti modi: le relazioni, la riflessione, la letteratura, la filosofia, le pratiche spirituali e filosofiche ci offrono molti spunti, suggerimenti, e vie.
Poi c'è la psicoterapia e il counselling psicologico: un'opportunità per conoscersi profondamente in una relazione speciale, che ha proprio questo scopo. Ha mai pensato di poterne intraprendere una?
con i migliori auguri,
dr. Ventura
sono felice leggendo che quando si trova in uno stato sereno e calmo, non avverte le manifestazioni fisiche dell'ansia. Ottimo!
Per rispondere alla sua domanda, come esseri umani abbiamo diversi problemi con cui confrontarci. Uno di questi è regolare le nostre emozioni. Sentimenti ed emozioni sono fondamentali, perché ci orientano nel mondo, ci "informano" (quando ci riflettiamo) su cosa è importante, cosa non lo è, e cosa significa davvero per noi la situazione in cui le proviamo. Inoltre ci dispongo all'azione.
Tuttavia occorre regolarle, senza reprimerle o liberarsene. L'ansia, la tristezza, la rabbia, la colpa, anche la vergogna svolgono un ruolo importante nella nostra vita - se riusciamo a regolarle efficacemente. Si può fare in molti modi: le relazioni, la riflessione, la letteratura, la filosofia, le pratiche spirituali e filosofiche ci offrono molti spunti, suggerimenti, e vie.
Poi c'è la psicoterapia e il counselling psicologico: un'opportunità per conoscersi profondamente in una relazione speciale, che ha proprio questo scopo. Ha mai pensato di poterne intraprendere una?
con i migliori auguri,
dr. Ventura
Buongiorno, la sua consapevolezza circa le problematiche psicosomatiche legate a uno stato di malessere psicologico, è il promo passo importante per poter chiedere aiuto a uno psicologo. Questi potrà aiutarla a scavare sui suoi vissuti, sulle sue emozioni, sulla genesi del suo stato ansioso, che porta con se sintomatologie da lei descritte, in modo da aiutarla a incanalare le sue energie in modo più funzionale rispetto a ciò che vive quotidianamente. Potrà ritrovare più sicurezza in se stesso/a e, di conseguenza, più serenità.
Resto a disposizione, un caro saluto, dott.ssa Paola De Martino
Resto a disposizione, un caro saluto, dott.ssa Paola De Martino
Buongiorno, se ho capito bene quanto ha descritto, in situazioni di forte disagio prova stati d'ansia, accelerazione del battito cardiaco e disregolazione della vescica. Innanzitutto le consiglio di sottoporsi ad esami medici specifici che possano escludere cause di tipo organico. Successivamente mi viene da pensare che, eliminata la possibilità di motivazioni cliniche, siano risposte fisiologiche del suo corpo a situazioni di tensione. Infatti, quando il nostro corpo percepisce una possibile minaccia, come nel caso di una situazione di disagio, attiva una risposta di sopravvivenza che ci prepara a reagire. Nel prepararci a rispondere alla minaccia possono proprio esserci cambiamenti come l'aumento del battito cardiaco, modificazioni nella respirazione, aumento dell'afflusso sanguigno negli arti e svuotamento dell'intestino e della vescica e molto altro.
Sembrandomi attento alla sua salute, spero abbia piacere di approfondire e le auguro di trovare serenità. Un caro saluto. Dott.ssa Alessandra Morosinotto
Sembrandomi attento alla sua salute, spero abbia piacere di approfondire e le auguro di trovare serenità. Un caro saluto. Dott.ssa Alessandra Morosinotto
Gentile utente di mio dottore,
una volta escluse cause neurologiche, le consiglierei di approfondire le funzioni sintomatiche del disequilibrio sul piano psichico .Contatti uno psicologo e chieda una consulenza.
Cordiali Saluti
Dottor Diego Ferrara
una volta escluse cause neurologiche, le consiglierei di approfondire le funzioni sintomatiche del disequilibrio sul piano psichico .Contatti uno psicologo e chieda una consulenza.
Cordiali Saluti
Dottor Diego Ferrara
Buongiorno, ha parlato prima con il medico di fiducia?
Saluti
MT
Saluti
MT
Gentile utente, grazie per la domanda. E' fondamentale che prima di tutto lei si rivolga al proprio medico, in modo che possa consigliarle esami specifici per escludere cause organiche. In seguito a ciò potrebbe esserle utile richiedere un consulto psicologico, in modo da poter analizzare approfonditamente le cause che generano in lei questo disagio.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti e le auguro una buona serata,
Dott.ssa Giulia Voghera.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti e le auguro una buona serata,
Dott.ssa Giulia Voghera.
Buongiorno, ritengo opportuno che ne parli con il suo medico curante e se non ci dovesse essere nulla di fisiologico, prendere appuntamento con uno psicoterapeuta per una valutazione del suo stato emotivo.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buonasera, la sua domanda non è per nulla chiara. Non comprendo a quale scompenso o disequilibrio Lei allude. Le cause possono essere infinite, così come i rimedi. Cordialmente dr. Tacchini
In situazioni di forte disagio, il cervello attiva il sistema nervoso autonomo, che regola funzioni come il battito cardiaco e la digestione. Questo può causare sintomi fisici come tachicardia e tensione. L’ansia, come risposta emotiva, amplifica questo squilibrio. Per riequilibrare, è utile adottare tecniche di rilassamento, come la mindfulness, per ridurre lo stress. Anche l’esercizio fisico regolare e una buona qualità del sonno giocano un ruolo importante. Un percorso terapeutico può aiutare a esplorare e gestire le cause emotive alla base del disagio. Intervenendo su questi aspetti, è possibile ripristinare l’equilibrio psicofisico.
Buon pomeriggio,
Lo scompenso psicofisico in momenti di disagio si può notare in diversi modi, ad esempio misurando la variabilità della frequenza cardiaca, il livello di cortisolo o altri segnali del corpo. Però, nella vita di tutti i giorni, il modo più concreto per iniziare a capire cosa sta succedendo è iniziare un percorso terapeutico. In terapia si possono usare anche strumenti utili e scientifici per valutare il livello di ansia, stress, depressione e capire meglio come sta davvero la persona. Questo aiuta a trovare un equilibrio più stabile e duraturo.
Janett Aruta
Psicologa - ricevo su MioDottore
Lo scompenso psicofisico in momenti di disagio si può notare in diversi modi, ad esempio misurando la variabilità della frequenza cardiaca, il livello di cortisolo o altri segnali del corpo. Però, nella vita di tutti i giorni, il modo più concreto per iniziare a capire cosa sta succedendo è iniziare un percorso terapeutico. In terapia si possono usare anche strumenti utili e scientifici per valutare il livello di ansia, stress, depressione e capire meglio come sta davvero la persona. Questo aiuta a trovare un equilibrio più stabile e duraturo.
Janett Aruta
Psicologa - ricevo su MioDottore
Buongiorno, la sua domanda è molto interessante e tocca un punto centrale nella comprensione del legame tra mente e corpo. È vero, tutto parte dal cervello, ma è importante sottolineare che ciò che chiamiamo "scompenso" o "disequilibrio" non è un malfunzionamento in senso assoluto, ma una risposta dell'organismo a situazioni percepite come minacciose o stressanti. Il cervello interpreta certi stimoli come potenzialmente pericolosi, anche quando non lo sono oggettivamente, e attiva una serie di risposte fisiologiche che lei ha ben identificato: ansia, tachicardia, vescica iperattiva. Queste risposte sono regolate dal sistema nervoso autonomo, in particolare dalla componente simpatica, che prepara il corpo all'azione. Il problema nasce quando questo sistema si attiva in modo sproporzionato o cronico, anche in assenza di un pericolo reale. È qui che si può parlare di un "disequilibrio", ossia di una difficoltà del cervello a distinguere tra ciò che è davvero una minaccia e ciò che non lo è. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, è possibile "vedere" e comprendere questo squilibrio attraverso vari strumenti. In primo luogo, attraverso l'auto-monitoraggio dei sintomi e dei pensieri: osservare in quali momenti compaiono i sintomi, quali situazioni li scatenano, quali pensieri li accompagnano. Questo permette di individuare degli schemi mentali disfunzionali, come ad esempio la tendenza a interpretare segnali corporei innocui come pericolosi, o a sentirsi costantemente sotto pressione. Sul piano fisiologico, ci sono strumenti come il biofeedback che possono rendere visibile l'attivazione del sistema nervoso autonomo, ad esempio attraverso la misurazione della variabilità della frequenza cardiaca, della tensione muscolare o della conduttanza cutanea. Questi strumenti sono utili non solo per diagnosticare, ma anche per insegnare alla persona a regolare consapevolmente le proprie risposte corporee. Per quanto riguarda il riequilibrio, la psicoterapia cognitivo-comportamentale lavora proprio su due fronti principali: la regolazione delle risposte fisiologiche e la ristrutturazione dei pensieri disfunzionali. Attraverso tecniche di rilassamento, respirazione diaframmatica, training autogeno o mindfulness, è possibile allenare il corpo a tornare più facilmente a uno stato di calma. Parallelamente, si lavora sull’identificazione e la modifica di quei pensieri che alimentano l’ansia e lo stato di allerta, aiutando il cervello a interpretare in modo più realistico le situazioni e a reagire in maniera più proporzionata. Un altro elemento fondamentale è l’esposizione graduale e guidata alle situazioni che provocano disagio. Evitare ciò che ci spaventa può sembrare un sollievo momentaneo, ma a lungo andare rinforza l’idea che quelle situazioni siano pericolose, mantenendo alto il livello di attivazione fisiologica. Lavorare sulla tolleranza al disagio, affrontando gradualmente le situazioni temute, permette al cervello di apprendere che non c’è nulla da temere realmente, e questo si traduce in un riequilibrio sia cognitivo che corporeo. In definitiva, ciò che oggi le appare come uno scompenso può diventare una straordinaria occasione per conoscere meglio se stessa, per apprendere strategie di autoregolazione e per costruire un senso di padronanza sulle proprie reazioni emotive e fisiche. È un lavoro delicato ma profondamente trasformativo, che molte persone affrontano con successo grazie a un percorso terapeutico strutturato. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile utente,
la sua osservazione è molto acuta: in effetti la mente e il corpo funzionano come un unico sistema, e in condizioni di stress o disagio emotivo si può creare un vero e proprio “disequilibrio” neurofisiologico che si manifesta con sintomi fisici come tachicardia, tensione muscolare, disturbi gastrointestinali o della vescica.
In termini scientifici, questi fenomeni derivano da un’attivazione eccessiva del sistema nervoso autonomo, in particolare della sua componente simpatica (“attacco o fuga”), e da una riduzione dell’attività parasimpatica (“rilassamento e digestione”). Quando la mente percepisce una minaccia — anche solo emotiva — il cervello rilascia neurotrasmettitori e ormoni dello stress (come adrenalina e cortisolo) che modificano il battito cardiaco, la pressione, la respirazione e persino la funzione degli organi interni.
Come “vedere” questo disequilibrio
Non esistono esami clinici standard per “misurare” direttamente lo stato di equilibrio mente-corpo, ma alcuni strumenti possono fornire indicazioni utili:
Analisi della variabilità della frequenza cardiaca (HRV): misura quanto il battito cardiaco varia naturalmente da un respiro all’altro. Una HRV alta indica un buon equilibrio tra sistema simpatico e parasimpatico; una HRV bassa suggerisce stress cronico o sovraccarico.
Valutazioni psico-fisiologiche condotte da specialisti (psicologi o medici con approccio biofeedback) che analizzano la risposta corporea a stimoli emotivi.
Check-up ormonale e metabolico, se si sospetta che lo stress abbia inciso anche su parametri biologici (cortisolo, tiroide, ecc.).
Come riequilibrare mente e corpo
Il riequilibrio si ottiene lavorando su più livelli:
Respirazione e consapevolezza corporea – esercizi di respirazione diaframmatica, training autogeno, mindfulness o biofeedback aiutano a riattivare il sistema parasimpatico.
Regolazione dei ritmi biologici – sonno regolare, alimentazione equilibrata, movimento fisico moderato e costante (anche camminate o yoga) favoriscono il riequilibrio neurovegetativo.
Lavoro psicologico sul significato dello stress – un percorso psicoterapeutico può aiutare a comprendere i fattori emotivi che attivano la risposta fisiologica e a costruire modalità di gestione più sane.
Tecniche di rilassamento mirate – come ipnosi clinica, visualizzazioni guidate o rilassamento progressivo, che favoriscono una risposta di calma profonda.
Il suo obiettivo è corretto: non eliminare le reazioni del corpo, ma regolarle, in modo che il sistema mente-corpo ritrovi la sua naturale oscillazione tra tensione e distensione. È proprio da questa flessibilità che nasce il vero benessere psicofisico.
Un caro saluto,
Dott.ssa Sara Petroni
la sua osservazione è molto acuta: in effetti la mente e il corpo funzionano come un unico sistema, e in condizioni di stress o disagio emotivo si può creare un vero e proprio “disequilibrio” neurofisiologico che si manifesta con sintomi fisici come tachicardia, tensione muscolare, disturbi gastrointestinali o della vescica.
In termini scientifici, questi fenomeni derivano da un’attivazione eccessiva del sistema nervoso autonomo, in particolare della sua componente simpatica (“attacco o fuga”), e da una riduzione dell’attività parasimpatica (“rilassamento e digestione”). Quando la mente percepisce una minaccia — anche solo emotiva — il cervello rilascia neurotrasmettitori e ormoni dello stress (come adrenalina e cortisolo) che modificano il battito cardiaco, la pressione, la respirazione e persino la funzione degli organi interni.
Come “vedere” questo disequilibrio
Non esistono esami clinici standard per “misurare” direttamente lo stato di equilibrio mente-corpo, ma alcuni strumenti possono fornire indicazioni utili:
Analisi della variabilità della frequenza cardiaca (HRV): misura quanto il battito cardiaco varia naturalmente da un respiro all’altro. Una HRV alta indica un buon equilibrio tra sistema simpatico e parasimpatico; una HRV bassa suggerisce stress cronico o sovraccarico.
Valutazioni psico-fisiologiche condotte da specialisti (psicologi o medici con approccio biofeedback) che analizzano la risposta corporea a stimoli emotivi.
Check-up ormonale e metabolico, se si sospetta che lo stress abbia inciso anche su parametri biologici (cortisolo, tiroide, ecc.).
Come riequilibrare mente e corpo
Il riequilibrio si ottiene lavorando su più livelli:
Respirazione e consapevolezza corporea – esercizi di respirazione diaframmatica, training autogeno, mindfulness o biofeedback aiutano a riattivare il sistema parasimpatico.
Regolazione dei ritmi biologici – sonno regolare, alimentazione equilibrata, movimento fisico moderato e costante (anche camminate o yoga) favoriscono il riequilibrio neurovegetativo.
Lavoro psicologico sul significato dello stress – un percorso psicoterapeutico può aiutare a comprendere i fattori emotivi che attivano la risposta fisiologica e a costruire modalità di gestione più sane.
Tecniche di rilassamento mirate – come ipnosi clinica, visualizzazioni guidate o rilassamento progressivo, che favoriscono una risposta di calma profonda.
Il suo obiettivo è corretto: non eliminare le reazioni del corpo, ma regolarle, in modo che il sistema mente-corpo ritrovi la sua naturale oscillazione tra tensione e distensione. È proprio da questa flessibilità che nasce il vero benessere psicofisico.
Un caro saluto,
Dott.ssa Sara Petroni
Buonasera,
in situazioni di ansia può verificarsi un’eccessiva attivazione del sistema nervoso autonomo, con comparsa di sintomi quali tachicardia, aumento della frequenza urinaria e altre manifestazioni fisiche. Si tratta generalmente di una disregolazione funzionale, non di una lesione strutturale. È tuttavia fondamentale escludere preventivamente eventuali condizioni mediche specifiche attraverso un adeguato inquadramento sanitario.
Il riequilibrio è possibile: tecniche di respirazione, rilassamento e altre strategie di regolazione possono essere apprese all’interno di un supporto mirato. In terapia è inoltre possibile approfondire e comprendere le cause del suo stato emotivo e psicofisico, così da intervenire in modo più efficace e duraturo.
Cordialmente,
dott.ssa Togni
in situazioni di ansia può verificarsi un’eccessiva attivazione del sistema nervoso autonomo, con comparsa di sintomi quali tachicardia, aumento della frequenza urinaria e altre manifestazioni fisiche. Si tratta generalmente di una disregolazione funzionale, non di una lesione strutturale. È tuttavia fondamentale escludere preventivamente eventuali condizioni mediche specifiche attraverso un adeguato inquadramento sanitario.
Il riequilibrio è possibile: tecniche di respirazione, rilassamento e altre strategie di regolazione possono essere apprese all’interno di un supporto mirato. In terapia è inoltre possibile approfondire e comprendere le cause del suo stato emotivo e psicofisico, così da intervenire in modo più efficace e duraturo.
Cordialmente,
dott.ssa Togni
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