Buongiorno come si comunica al meglio con una persona che si è trasferita e vive lontano da noi che
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Buongiorno come si comunica al meglio con una persona che si è trasferita e vive lontano da noi che non ama le corrispondenze? È una persona che non ama parlare di se, raccontare la propria vita ma con cui è rimasto un affetto. Quando capita di scambiarsi wapp (sono sempre però io la prima a scrivere) a volte la comunicazione si interrompe proprio per via di questa sua caratteristica di non voler dare continuità ai messaggi. Inoltre come mai questa persona continua a dirmi che mi farà sapere quando tornerà ma da tre anni non l’ho più rivisto? È una persona che ha fatto un percorso di terapia per tantissimi anni e non so quasi nulla della sua vita, cosa fa nel tempo libero, parla solo del lavoro o di interessi comuni come film, libri… non l’ho più risentito a voce se non per il suo compleanno, mi ha detto che la videochiamata lo mette un po’ a disagio e di non chiederglielo. Non esterna ciò che sente o prova ma nei rari vocali che mi manda in risposta ai miei percepisco comunque un piacere nel contatto con me. Vuole essere poco raggiungibile e ha questo alone di mistero nella propria vita. Come posso mostrarmi diversa e mettermi nella sua frequenza? A volte mi mancano anche gli argomenti da trattare oltre al lavoro considerata la scarsa conoscenza che ho di lui e si finisce sempre di parlare di cinema o di lavoro o di libri ma il tutto in maniera molto sporadica e breve senza intavolarci un vero e proprio discorso. Mi sento molto limitata nella comunicazione con lui e a volte mi sembra di accontentarmi delle briciole. Vorrei creare anche io un alone di mistero intorno a me così da essere più interessante ma da dove si comincia? Come posso stimolare nell’altro il desiderio di una conoscenza più profonda? Sto cercando di usare la mente maschile ma è molto difficile. Una volta mi disse odio tutte le donne tranne te, ha un concetto dell’uomo come superiore alla donna, e non comprendo bene come leggere questa affermazione. Sono anni che cerco di stringere l’amicizia con questa persona ma il suo essere irraggiungibile me lo impedisce e non voglio mostrami bisognosa o in attaccamento chiedendo di rivederlo in foto o altro.. non dovrebbe essere una cosa spontanea? Ho sempre preferito una rara chiamata accanto alla chat ma sempre essere sfuggente al riguardo nonostante per il compleanno sia riuscito a sentirlo.
Mi colpisce molto il modo in cui descrive questa dinamica, quasi come se stesse camminando su un filo sottile: da un lato il desiderio di avvicinarsi a questa persona, dall’altro la paura di sembrare troppo bisognosa o invadente. È come se cercasse costantemente un equilibrio tra farsi sentire e trattenersi, tra voler creare una connessione autentica e adattarsi al suo modo di essere sfuggente.
Le chiederei: quanto spazio sta lasciando a sé stessa in questa relazione? Perché, mentre si sforza di “mettersi sulla sua frequenza” e di costruire un alone di mistero, sembra quasi che stia silenziosamente mettendo da parte le sue emozioni, i suoi bisogni, la sua spontaneità.
Quella frase — "odio tutte le donne tranne te" — è potente e ambigua. Da un lato, può sembrare una forma di esclusività che la fa sentire speciale, ma dall’altro lascia una scia di interrogativi. Che immagine ha questa persona delle relazioni? E lei, come si è sentita a essere l’"unica eccezione"? È stata una carezza o una gabbia dorata?
Forse, più che cercare modi per stimolare la sua curiosità o attrarlo, sarebbe interessante chiedersi: cosa cerca davvero da questa persona? È attratta dal suo mistero o dalla speranza che, prima o poi, lui possa aprirsi e offrirle quello che desidera?
Le chiederei: quanto spazio sta lasciando a sé stessa in questa relazione? Perché, mentre si sforza di “mettersi sulla sua frequenza” e di costruire un alone di mistero, sembra quasi che stia silenziosamente mettendo da parte le sue emozioni, i suoi bisogni, la sua spontaneità.
Quella frase — "odio tutte le donne tranne te" — è potente e ambigua. Da un lato, può sembrare una forma di esclusività che la fa sentire speciale, ma dall’altro lascia una scia di interrogativi. Che immagine ha questa persona delle relazioni? E lei, come si è sentita a essere l’"unica eccezione"? È stata una carezza o una gabbia dorata?
Forse, più che cercare modi per stimolare la sua curiosità o attrarlo, sarebbe interessante chiedersi: cosa cerca davvero da questa persona? È attratta dal suo mistero o dalla speranza che, prima o poi, lui possa aprirsi e offrirle quello che desidera?
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Buongiorno,
La situazione che descrivi evidenzia una dinamica comunicativa complessa, in cui l'altra persona sembra mantenere una distanza emotiva e relazionale, pur mostrando un certo piacere nel contatto con te.
Alcune persone hanno una modalità di interazione più riservata, sia per caratteristiche di personalità che per esperienze pregresse. Il fatto che abbia fatto un lungo percorso terapeutico potrebbe indicare che ha difficoltà relazionali o emotive che lo portano a gestire i rapporti in modo più distaccato.
Nel tuo caso, il desiderio di entrare più in sintonia con lui è comprensibile, ma è importante valutare quanto questa relazione sia equilibrata e soddisfacente per te. potresti provare ad adattarti alla sua modalità comunicativa, evitando pressioni e lasciando spazio a una comunicazione più leggera e spontanea, ma al tempo stesso è essenziale chiederti se questo tipo di rapporto ti fa stare bene o se ti porta frustrazione.
Se il tuo intento è stimolare il desiderio di una conoscenza più profonda, potresti variare il tipo di interazioni, proponendo spunti nuovi e stimolanti che esulino dagli argomenti consueti. Tuttavia, il mistero non è qualcosa che si costruisce artificialmente, ma nasce da un'autenticità che suscita curiosità nell'altro.
Riguardo alla sua affermazione sulla superiorità dell'uomo rispetto alla donna, è utile considerare che questo tipo di pensiero può riflettere sue convinzioni profonde o esperienze passate. È importante capire se si tratta di una provocazione, di una visione rigida o di un modo per tenere le persone a distanza.
In generale, nelle relazioni è fondamentale che ci sia reciprocità. Se senti di dover sempre essere tu a cercare il contatto e che ricevi poco in cambio, potresti domandarti se questa amicizia rispecchia davvero le tue esigenze ei tuoi desideri.
Per approfondire meglio questi aspetti e capire come gestire al meglio questa dinamica relazionale, sarebbe utile e consigliato rivolgersi a uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
La situazione che descrivi evidenzia una dinamica comunicativa complessa, in cui l'altra persona sembra mantenere una distanza emotiva e relazionale, pur mostrando un certo piacere nel contatto con te.
Alcune persone hanno una modalità di interazione più riservata, sia per caratteristiche di personalità che per esperienze pregresse. Il fatto che abbia fatto un lungo percorso terapeutico potrebbe indicare che ha difficoltà relazionali o emotive che lo portano a gestire i rapporti in modo più distaccato.
Nel tuo caso, il desiderio di entrare più in sintonia con lui è comprensibile, ma è importante valutare quanto questa relazione sia equilibrata e soddisfacente per te. potresti provare ad adattarti alla sua modalità comunicativa, evitando pressioni e lasciando spazio a una comunicazione più leggera e spontanea, ma al tempo stesso è essenziale chiederti se questo tipo di rapporto ti fa stare bene o se ti porta frustrazione.
Se il tuo intento è stimolare il desiderio di una conoscenza più profonda, potresti variare il tipo di interazioni, proponendo spunti nuovi e stimolanti che esulino dagli argomenti consueti. Tuttavia, il mistero non è qualcosa che si costruisce artificialmente, ma nasce da un'autenticità che suscita curiosità nell'altro.
Riguardo alla sua affermazione sulla superiorità dell'uomo rispetto alla donna, è utile considerare che questo tipo di pensiero può riflettere sue convinzioni profonde o esperienze passate. È importante capire se si tratta di una provocazione, di una visione rigida o di un modo per tenere le persone a distanza.
In generale, nelle relazioni è fondamentale che ci sia reciprocità. Se senti di dover sempre essere tu a cercare il contatto e che ricevi poco in cambio, potresti domandarti se questa amicizia rispecchia davvero le tue esigenze ei tuoi desideri.
Per approfondire meglio questi aspetti e capire come gestire al meglio questa dinamica relazionale, sarebbe utile e consigliato rivolgersi a uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Gentilissima, ha provato a domandarsi come mai sente il bisogno di dare attenzioni a una persona che non ne dà a lei? Lei scrive che "le sembra di accontentarsi delle briciole", altrochè!!....perchè non sente di meritare l'amore, l'affetto e le attenzioni da qualcuno che la possa far sentire importante? le consiglierei di partire da questi interrogativi piuttosto che arrovellarsi per diventare interessante per una persona che non sembra considerarla più di tanto.
Cordiali Saluti
Dott.sa Elena Saporiti
Cordiali Saluti
Dott.sa Elena Saporiti
Salve, nella situazione che racconta sembra essere lei a spendersi per avere un contatto con questa persona, se il su desiderio è quello di essere ricambiata può provare a esprimere chiaramente come si sente in questa situazione comunicando all'altro ciò che rappresenta per lei. Quando mettiamo in chiaro le cose lasciamo meno spazio di interpretazione del comportamento dell'altro, cosa che ci può aiutare a trovare la giusta distanza.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriele Boccardi
Cordiali saluti,
Dott. Gabriele Boccardi
Cosa succederebbe se ti comportassi semplicemente in maniera autentica e non ti preoccupassi di far andare bene la conversazione né forzare questa conoscenza? Sappi che dall'altra parte viene percepito l'"essere bisognosa" e questo tipo di persona, percependolo, permane nella sua chiusura, che già ha di base. Se vuoi stargli vicino accettalo così com'è oppure lascialo andare. Mi rendo disponibile per parlarne in un incontro online :)
Gentile utente,
da quanto descrive, sembra che questa persona abbia un forte bisogno di mantenere il controllo sulla propria disponibilità emotiva e comunicativa, preservando uno spazio personale piuttosto rigido. Il suo atteggiamento di distacco potrebbe derivare da diversi fattori: un’abitudine consolidata, un tratto caratteriale, o anche una strategia difensiva maturata nel tempo.
Il fatto che lei sia sempre la prima a scrivere e che le risposte siano sporadiche e circoscritte a temi neutri suggerisce che il suo interlocutore stabilisca dei limiti precisi nella relazione, lasciando poco spazio a una conoscenza più profonda.
Per comunicare al meglio con lui, potrebbe essere utile adattarsi al suo stile senza forzare un’intimità che lui stesso sembra evitare. Potrebbe provare a ridurre l’iniziativa nei contatti per osservare se emerge da parte sua un maggiore interesse a mantenere la comunicazione e lasciare a lui lo spazio di chiedere, se lo desidera. Se, tuttavia, dopo anni di tentativi la relazione rimane in uno schema rigido e distante, potrebbe chiedersi cosa la spinge a investire così tanto in questo legame e se sta ricevendo ciò che desidera.
Infine, il bisogno di non mostrarsi bisognosa è comprensibile, ma non significa dover rinunciare a esprimere le proprie esigenze relazionali. Ogni rapporto dovrebbe essere uno scambio equilibrato, in cui entrambi trovano piacere e arricchimento. Se si sente limitata e insoddisfatta, potrebbe essere utile chiedersi se valga la pena proseguire su questa strada o se sia più sano accettare i confini che questa persona ha posto, spostando la sua attenzione su relazioni più reciproche.
Cordiali saluti.
da quanto descrive, sembra che questa persona abbia un forte bisogno di mantenere il controllo sulla propria disponibilità emotiva e comunicativa, preservando uno spazio personale piuttosto rigido. Il suo atteggiamento di distacco potrebbe derivare da diversi fattori: un’abitudine consolidata, un tratto caratteriale, o anche una strategia difensiva maturata nel tempo.
Il fatto che lei sia sempre la prima a scrivere e che le risposte siano sporadiche e circoscritte a temi neutri suggerisce che il suo interlocutore stabilisca dei limiti precisi nella relazione, lasciando poco spazio a una conoscenza più profonda.
Per comunicare al meglio con lui, potrebbe essere utile adattarsi al suo stile senza forzare un’intimità che lui stesso sembra evitare. Potrebbe provare a ridurre l’iniziativa nei contatti per osservare se emerge da parte sua un maggiore interesse a mantenere la comunicazione e lasciare a lui lo spazio di chiedere, se lo desidera. Se, tuttavia, dopo anni di tentativi la relazione rimane in uno schema rigido e distante, potrebbe chiedersi cosa la spinge a investire così tanto in questo legame e se sta ricevendo ciò che desidera.
Infine, il bisogno di non mostrarsi bisognosa è comprensibile, ma non significa dover rinunciare a esprimere le proprie esigenze relazionali. Ogni rapporto dovrebbe essere uno scambio equilibrato, in cui entrambi trovano piacere e arricchimento. Se si sente limitata e insoddisfatta, potrebbe essere utile chiedersi se valga la pena proseguire su questa strada o se sia più sano accettare i confini che questa persona ha posto, spostando la sua attenzione su relazioni più reciproche.
Cordiali saluti.
Buonasera anonimo,
ho letto la sua domanda e proverò a risponderle considerando che non conoscendo la persona, posso solo fare delle ipotesi a riguardo.
Quest'uomo non ama parlare di sè e di cosa prova perchè potrebbe avere una difficoltà concreta nel farlo.
Potrebbe sembrare scontato ma alcune persone non riescono a entrare in contatto con alcune parti di sé, a volte perché farlo, significherebbe andare a toccare delle aree di sofferenza importanti.
Inoltre potrebbe soffrire di misantropia (“odio tutte le donne tranne te”) o di fobia sociale.
Potrebbe avere un rapporto conflittuale con la madre o potrebbe trascinarsi una profonda sofferenza non elaborata nei confronti di una donna che l’ha segnato a tal punto da portarlo a categorizzare la maggior parte delle donne come “odiabili”. Lei però è riuscita a occupare un posto privilegiato nel momento in cui lui afferma: “tranne TE”. Quel che mi colpisce è come mai lei chiede consigli su come creare un alone di mistero ed essere più interessante ai suoi occhi. Lei è solita cambiare per gli altri? Se sì, da quanto tempo? Che vantaggio ha dall’essere chi non è, ma chi gli altri si aspettano che Lei sia? Ha mai pensato che se quest’uomo la lascia fuori dalla categorizzazione è perché magari lei è già interessante ai suoi occhi e che se cambiasse magari perderebbe quell’unico punto di contatto? Ma soprattutto, se sono briciole che lei sente di stare ricevendo significa che questa relazione amicale/sentimentale non è gratificante. Non siamo uccelli che devono accontentarsi di quel che le mani altrui elargiscono, né tantomeno strumenti radio da riuscire a collegarsi alle “frequenze altrui”. La mente umana è molto più complicata e l’unico modo per riuscire a comunicare con qualcuno che non vuole farlo per vari motivi è domandarsi il senso di tutto ciò per Lei.
Non esiste una mente maschile e una femminile ma esistono parti maschili e femminili in ognuno di noi. Lei non dovrebbe accontentarsi, ma dovrebbe cercare rapporti in cui esiste una reciprocità e cercare di parlare con il suo amico in un rapporto alla pari per cui, se non trova risposte, potrebbe iniziare a pensare di cercare una relazione appagante in cui vi sia uno scambio di pani e non di briciole.
Inoltre credo che quest’uomo, le stia facendo un regalo (inconsciamente), perché attraverso di lui, lei sta scoprendo alcune parti di sè.
Spero di esserle stata d’aiuto.
Cari saluti.
ho letto la sua domanda e proverò a risponderle considerando che non conoscendo la persona, posso solo fare delle ipotesi a riguardo.
Quest'uomo non ama parlare di sè e di cosa prova perchè potrebbe avere una difficoltà concreta nel farlo.
Potrebbe sembrare scontato ma alcune persone non riescono a entrare in contatto con alcune parti di sé, a volte perché farlo, significherebbe andare a toccare delle aree di sofferenza importanti.
Inoltre potrebbe soffrire di misantropia (“odio tutte le donne tranne te”) o di fobia sociale.
Potrebbe avere un rapporto conflittuale con la madre o potrebbe trascinarsi una profonda sofferenza non elaborata nei confronti di una donna che l’ha segnato a tal punto da portarlo a categorizzare la maggior parte delle donne come “odiabili”. Lei però è riuscita a occupare un posto privilegiato nel momento in cui lui afferma: “tranne TE”. Quel che mi colpisce è come mai lei chiede consigli su come creare un alone di mistero ed essere più interessante ai suoi occhi. Lei è solita cambiare per gli altri? Se sì, da quanto tempo? Che vantaggio ha dall’essere chi non è, ma chi gli altri si aspettano che Lei sia? Ha mai pensato che se quest’uomo la lascia fuori dalla categorizzazione è perché magari lei è già interessante ai suoi occhi e che se cambiasse magari perderebbe quell’unico punto di contatto? Ma soprattutto, se sono briciole che lei sente di stare ricevendo significa che questa relazione amicale/sentimentale non è gratificante. Non siamo uccelli che devono accontentarsi di quel che le mani altrui elargiscono, né tantomeno strumenti radio da riuscire a collegarsi alle “frequenze altrui”. La mente umana è molto più complicata e l’unico modo per riuscire a comunicare con qualcuno che non vuole farlo per vari motivi è domandarsi il senso di tutto ciò per Lei.
Non esiste una mente maschile e una femminile ma esistono parti maschili e femminili in ognuno di noi. Lei non dovrebbe accontentarsi, ma dovrebbe cercare rapporti in cui esiste una reciprocità e cercare di parlare con il suo amico in un rapporto alla pari per cui, se non trova risposte, potrebbe iniziare a pensare di cercare una relazione appagante in cui vi sia uno scambio di pani e non di briciole.
Inoltre credo che quest’uomo, le stia facendo un regalo (inconsciamente), perché attraverso di lui, lei sta scoprendo alcune parti di sè.
Spero di esserle stata d’aiuto.
Cari saluti.
Ciao! Capisco che la situazione che descrivi possa essere davvero frustrante e carica di emozioni contrastanti. Ti trovi a voler mantenere un legame con questa persona, ma allo stesso tempo ti senti bloccata nella comunicazione e nella possibilità di approfondire la relazione.
La prima cosa che voglio dirti, come psicologa, è che la sua difficoltà nel condividere informazioni su di sé e la sua tendenza a mantenere le distanze potrebbero derivare da un suo modo di proteggersi. È possibile che la persona con cui hai a che fare abbia sviluppato una certa forma di riservatezza, anche legata a esperienze passate, e che non si senta completamente a suo agio nell’intimità emotiva. Non necessariamente questo significa che non ti voglia bene, ma potrebbe essere che abbia un modo diverso di vivere le relazioni. La sua tendenza a non rispondere frequentemente o ad evitare conversazioni più intime potrebbe essere una sua modalità di difesa, legata a una difficoltà a esprimere o esplorare i propri sentimenti.
In merito al fatto che ti sembri sempre tu ad iniziare la conversazione e che la comunicazione tenda a rimanere superficiale, ti consiglio di riflettere su come puoi accogliere il suo modo di comunicare senza forzare la situazione. In altre parole, accettare che forse non sarà mai una persona che si apre facilmente, e provare a rispettare il suo spazio. A volte, invece di cercare di approfondire ogni aspetto della sua vita, potrebbe essere utile concentrarti su quei piccoli momenti di connessione che ci sono. Quando parli di cinema, libri o lavoro, prova a creare dei piccoli spazi di curiosità, magari facendo domande più aperte, senza aspettarti risposte lunghe o personali, ma accogliendo con gratitudine anche i suoi brevi messaggi.
Per quanto riguarda il desiderio di stimolare una conoscenza più profonda, è importante ricordare che non possiamo forzare nessuno a voler condividere di più. La spontaneità e la profondità in una relazione nascono dal rispetto dei limiti dell'altro, e cercare di stimolare un’altra persona ad aprirsi quando non è pronta potrebbe portare più frustrazione che soddisfazione. Dunque, forse la chiave è essere autentica nella tua comunicazione, rispettare i suoi tempi e la sua zona di comfort, ma anche non rinunciare a te stessa nel processo. Puoi scegliere di rivelare qualcosa di più di te stessa, senza però cedere alla tentazione di sembrare "misteriosa" o "sfuggente" solo per attirare la sua attenzione. Piuttosto, lascia che il tuo essere genuina emerga, anche se è difficile.
Per quanto riguarda la sua affermazione sulla superiorità dell'uomo rispetto alla donna, potrebbe essere utile riflettere su come questa visione influenzi la dinamica tra voi. La sua frase potrebbe indicare un'idea un po' datata o una difficoltà a comprendere e rispettare l'uguaglianza nelle relazioni, ma sarebbe interessante parlarne se ti senti di affrontare l'argomento. Se lo fai, cerca di mantenere un tono non giudicante, ma più che altro curioso, per cercare di comprendere meglio il suo punto di vista.
Infine, capisco che a volte ti senta come se ti accontentassi delle "briciole" e che desideri una connessione più profonda e spontanea. Tuttavia, ti consiglio di essere gentile con te stessa: le relazioni, in particolare quelle che si sviluppano lentamente e in modo non convenzionale, richiedono pazienza e comprensione. Prova a trovare un equilibrio tra il dare spazio all'altro e il non rinunciare alle tue esigenze emotive. La qualità della comunicazione può migliorare nel tempo, se c'è una base di rispetto e comprensione reciproca.
In conclusione, il consiglio che ti do è quello di rimanere autentica e aperta, ma senza forzare la relazione. Lascia che l'altro si apra a suo ritmo, e rispetta i suoi limiti. Allo stesso tempo, non dimenticare di curare anche il tuo benessere e le tue esigenze emotive, cercando di non farti risucchiare da una dinamica che potrebbe non essere sana o soddisfacente per te.
La prima cosa che voglio dirti, come psicologa, è che la sua difficoltà nel condividere informazioni su di sé e la sua tendenza a mantenere le distanze potrebbero derivare da un suo modo di proteggersi. È possibile che la persona con cui hai a che fare abbia sviluppato una certa forma di riservatezza, anche legata a esperienze passate, e che non si senta completamente a suo agio nell’intimità emotiva. Non necessariamente questo significa che non ti voglia bene, ma potrebbe essere che abbia un modo diverso di vivere le relazioni. La sua tendenza a non rispondere frequentemente o ad evitare conversazioni più intime potrebbe essere una sua modalità di difesa, legata a una difficoltà a esprimere o esplorare i propri sentimenti.
In merito al fatto che ti sembri sempre tu ad iniziare la conversazione e che la comunicazione tenda a rimanere superficiale, ti consiglio di riflettere su come puoi accogliere il suo modo di comunicare senza forzare la situazione. In altre parole, accettare che forse non sarà mai una persona che si apre facilmente, e provare a rispettare il suo spazio. A volte, invece di cercare di approfondire ogni aspetto della sua vita, potrebbe essere utile concentrarti su quei piccoli momenti di connessione che ci sono. Quando parli di cinema, libri o lavoro, prova a creare dei piccoli spazi di curiosità, magari facendo domande più aperte, senza aspettarti risposte lunghe o personali, ma accogliendo con gratitudine anche i suoi brevi messaggi.
Per quanto riguarda il desiderio di stimolare una conoscenza più profonda, è importante ricordare che non possiamo forzare nessuno a voler condividere di più. La spontaneità e la profondità in una relazione nascono dal rispetto dei limiti dell'altro, e cercare di stimolare un’altra persona ad aprirsi quando non è pronta potrebbe portare più frustrazione che soddisfazione. Dunque, forse la chiave è essere autentica nella tua comunicazione, rispettare i suoi tempi e la sua zona di comfort, ma anche non rinunciare a te stessa nel processo. Puoi scegliere di rivelare qualcosa di più di te stessa, senza però cedere alla tentazione di sembrare "misteriosa" o "sfuggente" solo per attirare la sua attenzione. Piuttosto, lascia che il tuo essere genuina emerga, anche se è difficile.
Per quanto riguarda la sua affermazione sulla superiorità dell'uomo rispetto alla donna, potrebbe essere utile riflettere su come questa visione influenzi la dinamica tra voi. La sua frase potrebbe indicare un'idea un po' datata o una difficoltà a comprendere e rispettare l'uguaglianza nelle relazioni, ma sarebbe interessante parlarne se ti senti di affrontare l'argomento. Se lo fai, cerca di mantenere un tono non giudicante, ma più che altro curioso, per cercare di comprendere meglio il suo punto di vista.
Infine, capisco che a volte ti senta come se ti accontentassi delle "briciole" e che desideri una connessione più profonda e spontanea. Tuttavia, ti consiglio di essere gentile con te stessa: le relazioni, in particolare quelle che si sviluppano lentamente e in modo non convenzionale, richiedono pazienza e comprensione. Prova a trovare un equilibrio tra il dare spazio all'altro e il non rinunciare alle tue esigenze emotive. La qualità della comunicazione può migliorare nel tempo, se c'è una base di rispetto e comprensione reciproca.
In conclusione, il consiglio che ti do è quello di rimanere autentica e aperta, ma senza forzare la relazione. Lascia che l'altro si apra a suo ritmo, e rispetta i suoi limiti. Allo stesso tempo, non dimenticare di curare anche il tuo benessere e le tue esigenze emotive, cercando di non farti risucchiare da una dinamica che potrebbe non essere sana o soddisfacente per te.
Grazie per aver condiviso il suo vissuto. Capisco quanto possa essere frustrante cercare di costruire un legame profondo con qualcuno che invece sembra preferisca mantenere le distanze. Dal suo racconto sembra che questa persona abbia un modo di relazionarsi che la fa apparire distante e poco coinvolta...ma bisogna ricordarsi che ogni persona ha il proprio stile comunicativo e il proprio modo di gestire le relazioni che può essere stato influenzato da esperienze, bisogni e limiti personali. E' chiaro il suo desiderio di avvicinarsi a questa persona ma è importante chiedersi se questa relazione la fa sentire bene e se si sente valorizzata ed apprezzata. Più che provare strategie per adattarsi al modo di comunicare di questa persona, più che cambiare aspetti di se stessa, potrebbe essere utile spostare l'attenzione su cosa desidera lei da questo rapporto. Si concentri suoi suoi bisogni, non solo su quelli dell'altro in modo da comprendere se questa persona è in grado di offrirle il tipo di connessione, di amicizia , di relazione che desidera. Le relazioni dovrebbero essere reciproche e dovrebbero arricchirci, non devo essere una continua rincorsa.
Se vuole approfondire, resto a disposizione!
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Buonasera,
Tra tutte le domande che lei giustamente fa, io mi sento di darli un consiglio: di vivere a modo tuo questo relazione sensa avere delle aspettative dal altra parte. Perché se lui è "fatto" così, le possibilità di cambiare qualcosina nel sue carattere saranno poche.
Tra tutte le domande che lei giustamente fa, io mi sento di darli un consiglio: di vivere a modo tuo questo relazione sensa avere delle aspettative dal altra parte. Perché se lui è "fatto" così, le possibilità di cambiare qualcosina nel sue carattere saranno poche.
Buonasera, la sua riflessione mi colpisce perché emerge con chiarezza il desiderio di avvicinarsi a questa persona, ma anche il senso di frustrazione nel non riuscire a stabilire una connessione più profonda. È comprensibile che, quando si prova affetto per qualcuno, si voglia trovare un modo per comunicare in sintonia, ma è altrettanto importante riconoscere i limiti imposti dall’altro e capire quanto sia possibile realmente colmare questa distanza. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, è utile partire da alcune domande: quali sono i bisogni che questa relazione soddisfa in lei? Si sente apprezzata e valorizzata in questo rapporto o si trova a rincorrere costantemente qualcosa che non arriva mai? Il fatto che lui sia così sfuggente, che non ricambi con lo stesso entusiasmo il desiderio di comunicare, e che mantenga una barriera tra la sua vita e la sua, potrebbe portarci a ipotizzare che il suo stile relazionale sia improntato a una forma di evitamento emotivo. Alcune persone hanno difficoltà nell’entrare in intimità, perché percepiscono la vicinanza come qualcosa di invadente o che li mette a disagio. Questo può derivare da esperienze passate, da schemi di attaccamento sviluppati nell’infanzia o da una tendenza caratteriale a mantenere il controllo attraverso la distanza. Lei si chiede come poter “entrare nella sua frequenza” o “creare un alone di mistero” per rendersi più interessante ai suoi occhi. Tuttavia, prima di cercare strategie per suscitare in lui più interesse, forse sarebbe utile chiedersi se sia davvero una questione di attrattiva o se, più semplicemente, lui non sia disposto a cambiare il suo modo di relazionarsi. A volte investiamo energie nel tentativo di smuovere qualcuno, sperando che prima o poi apra uno spiraglio, ma questo ci porta solo a sentirci sempre più in disequilibrio. Dalle sue parole emerge anche una disparità nel rapporto: lei è sempre quella che scrive per prima, è sempre in attesa di una risposta o di un segnale di apertura. È come se ci fosse un forte sbilanciamento, con il rischio che questa dinamica la porti a sentirsi poco considerata. Si domanda come stimolare in lui il desiderio di una conoscenza più profonda, ma, affinché questo avvenga, deve esserci una reciprocità di intenti. Lui sembra aver posto dei confini molto netti, sia nella comunicazione sia nella possibilità di incontrarsi. Le ha detto più volte che la informerà di un ritorno, ma non lo ha mai fatto. Ha escluso la possibilità di una videochiamata e preferisce conversazioni brevi, senza approfondire aspetti personali. A questo punto, la domanda che potrebbe porsi è: cosa la spinge a rimanere in questa dinamica? Potrebbe essere interessante esplorare se in altre relazioni ha vissuto situazioni simili, in cui ha sentito il bisogno di conquistare l’attenzione di qualcuno che tendeva a sfuggire. In alcuni casi, quando siamo attratti da persone irraggiungibili, può esserci un sottostante schema di attaccamento che ci porta a cercare di colmare il vuoto lasciato da relazioni precedenti. Per quanto riguarda la frase che le ha detto (“odio tutte le donne tranne te”), sarebbe importante capire come l’ha vissuta. È possibile che si tratti di una provocazione, di una modalità per mettersi in una posizione di superiorità o di una convinzione radicata. Se lui ha questa visione del rapporto uomo-donna, potrebbe essere utile chiedersi se sia un tipo di mentalità che lei è disposta ad accettare e con cui vuole confrontarsi. Forse, invece di cercare di “cambiarlo” o di adattarsi al suo modo di comunicare, potrebbe essere più utile provare a guardare questa relazione con più distacco. Si chieda: cosa le dà davvero questa connessione? La fa sentire bene o le genera più frustrazione? Sente di essere vista e apprezzata per quello che è, o ha la sensazione di dover sempre dimostrare qualcosa? La comunicazione tra due persone dovrebbe essere spontanea, non una continua ricerca di strategie per suscitare interesse. Potrebbe provare a invertire il meccanismo: invece di scrivere per prima, vedere cosa accade se smette di cercarlo. Se lui avrà davvero piacere di mantenere il contatto, sarà lui a farsi avanti. Se invece la sua assenza passerà inosservata, forse è il segnale che il suo coinvolgimento è molto diverso dal suo. In ogni caso, merita una relazione in cui non debba accontentarsi delle “briciole”, ma in cui possa sentirsi scelta, considerata e valorizzata. Le auguro il meglio. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno,
mi chiedo a cosa le serva star dietro ad una persona che non ricambia così come lei vorrebbe? Credo sia questo un tema centrale su cui dovrebbe soffermarsi e lavorare. Un percorso psicoterapico la aiuterebbe a dare un senso a tutto questo e le consentirebbe di guardare avanti con fiducia.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
mi chiedo a cosa le serva star dietro ad una persona che non ricambia così come lei vorrebbe? Credo sia questo un tema centrale su cui dovrebbe soffermarsi e lavorare. Un percorso psicoterapico la aiuterebbe a dare un senso a tutto questo e le consentirebbe di guardare avanti con fiducia.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Gentile utente, da quanto racconta si evince una forte idealizzazione di un rapporto che nella realtà le sta dando poco. Sta investendo tantissime energie per cercare di comprendere una persona che risulta essere sfuggente. Forse potrebbe aiutarla chiedersi il motivo di questo attaccamento e magari, lavorando su di sé, può trovare la giusta strada per stare bene senza la necessità di cambiare per una persona di cui sa poco. Il mio consiglio è di rivolgersi ad uno psicologo (online o in presenza) per iniziare un percorso che la possa aiutare a fare chiarezza dentro di sé. Le auguro un grande in bocca al lupo!
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Gentile utente, le dinamiche a cui fa riferimento, riflettono una parte di sé dipendente. La relazione epistolare a cui fa riferimento ha connotati molto disfunzionali che hanno spinto un'altra parte di sé ad allarmarsi, ma piuttosto che accettare la realtà, sembra che lei abbia appositamente voluto costruire o meglio stia cercando di costruire un'immagine di sé che sia degna di attenzioni da parte di questo signore che al contrario sembrerebbe sfruttare le sue attenzioni per appagare il suo ego narcisistico mi verrebbe da pensare non tanto in termini strettamente diagnostici quanto funzionali, nel senso di funzionamento di personalità. Vorrei invitarla a riflettere su i lati positivi di questa relazione da remoto che vive con quest'uomo da anni ormai mi pare di intendere e i lati negativi, affinché lei stessa possa realizzare in termini percentuali una corretta analisi di quanto funzionale sia per lei vivere tale esperienza. Nel frattempo credo che le sarebbe molto più d'aiuto rivolgersi ad un professionista con la finalità di rivedere assieme la vicenda così da trovare un modo per elaborarla correttamente. Cordialità Dott. M.M.
Buongiorno, sono diversi i punti del suo racconto che mi hanno colpita. La prima domanda che mi sorge spontanea e che se potessi vorrei farle, è: “che bisogno crede di avere lei di questa persona, perché sente di doverla avere nella sua vita nonostante i segnali da parte sua siano di una comunicazione limitata e una presenza ambigua?”.
Si chiede: “ Come posso mostrarmi diversa e mettermi nella sua frequenza?” oppure “Vorrei creare anche io un alone di mistero intorno a me così da essere più interessante ma da dove si comincia? Come posso stimolare nell’altro il desiderio di una conoscenza più profonda?” . Ed io le chiedo perchè dovrebbe modellarsi sull’altro al punto di diventare diversa da ciò che è pur di ottenere cosa? E perché dovrebbe essere una sua responsabilità stimolare il desiderio nell’altro? Un altro che oltretutto tiene le distanze e si impegna poco nell’avvicinarsi a lei, essendo lei principalmente a cercarlo? Cosa rappresenta per lei ricevere l’attenzione e l’interesse proprio di questa persona poco disponibile?
Le ho risposto con una lunga serie di domande che non possono certo esaurirsi in risposte semplici e immediate, sono solo input e occorrerebbe avere più informazioni, ma la invito a concentrarsi più su come questa persona la fa sentire e perché, piuttosto che su come agire su di lui. Spesso è partendo da noi che si snodano i nodi esterni apparentemente più incancreniti.
Se ha piacere resto a disposizione.
Buongiorno,
la ringrazio moltissimo per aver condiviso la sua situazione. Immagino quanto la comunicazione con questa persona possa risultare difficile, specialmente se desidera una connessione più profonda, ma si trova a fronteggiare la sua riservatezza e la sua difficoltà a mantenere un dialogo continuativo.
Nel rispondere a questa situazione, credo che sia importante innanzitutto partire da come lei si sente nel vivere questa situazione. Le difficoltà che sta vivendo nella relazione, il suo desiderio legittimo di connessione e questa apparente barriera che l'altro sembra voler mantenere. È comprensibile che questo possa farla sentire insoddisfatta o forse anche ignorata. La frustrazione che prova, insieme al desiderio di una maggiore apertura, sono emozioni che meritano di essere esplorate, accolte e comprese nel loro senso.
In questa fase, un equilibrio tra il rispetto per l’altro e il prendersi cura di sé è fondamentale.
Per perseguire il suo desiderio di connessione, consiglio, come detto, innanzitutto di accogliere il suo stato d'animo e di accettare la possibilità che l'altro, per sue difficoltà, possa desiderare mantenere una distanza. A questo punto, potrebbe essere utile adottare con l'altra persona un atteggiamento più autentico, cercando di rispettare il suo ritmo e la sua distanza, ma senza rinunciare alla sincerità. Creare un “mistero” intorno a sé, come suggerisce, potrebbe funzionare come strumento per attrarre interesse, ma è importante che sia qualcosa di naturale e non forzato. La reciprocità si costruisce nel tempo, passo dopo passo. Come le sembra questa prospettiva?
Un consulto professionale potrebbe supportarla in questo processo e aiutarla ad ampliare il suo repertorio di strategie per far fronte a questa situazione.
Se desidera esplorare più in profondità queste dinamiche relazionali o come gestire i suoi vissuti in relazione a questa persona, sono a disposizione per accompagnarla in questo percorso.
Un caro saluto,
Dott.ssa Stella Gelli
la ringrazio moltissimo per aver condiviso la sua situazione. Immagino quanto la comunicazione con questa persona possa risultare difficile, specialmente se desidera una connessione più profonda, ma si trova a fronteggiare la sua riservatezza e la sua difficoltà a mantenere un dialogo continuativo.
Nel rispondere a questa situazione, credo che sia importante innanzitutto partire da come lei si sente nel vivere questa situazione. Le difficoltà che sta vivendo nella relazione, il suo desiderio legittimo di connessione e questa apparente barriera che l'altro sembra voler mantenere. È comprensibile che questo possa farla sentire insoddisfatta o forse anche ignorata. La frustrazione che prova, insieme al desiderio di una maggiore apertura, sono emozioni che meritano di essere esplorate, accolte e comprese nel loro senso.
In questa fase, un equilibrio tra il rispetto per l’altro e il prendersi cura di sé è fondamentale.
Per perseguire il suo desiderio di connessione, consiglio, come detto, innanzitutto di accogliere il suo stato d'animo e di accettare la possibilità che l'altro, per sue difficoltà, possa desiderare mantenere una distanza. A questo punto, potrebbe essere utile adottare con l'altra persona un atteggiamento più autentico, cercando di rispettare il suo ritmo e la sua distanza, ma senza rinunciare alla sincerità. Creare un “mistero” intorno a sé, come suggerisce, potrebbe funzionare come strumento per attrarre interesse, ma è importante che sia qualcosa di naturale e non forzato. La reciprocità si costruisce nel tempo, passo dopo passo. Come le sembra questa prospettiva?
Un consulto professionale potrebbe supportarla in questo processo e aiutarla ad ampliare il suo repertorio di strategie per far fronte a questa situazione.
Se desidera esplorare più in profondità queste dinamiche relazionali o come gestire i suoi vissuti in relazione a questa persona, sono a disposizione per accompagnarla in questo percorso.
Un caro saluto,
Dott.ssa Stella Gelli
Salve,
dalle sue parole ho l'impressione che questa "amicizia" non abbia una base solida e soprattutto continuità, e che non le lasci sensazioni piacevoli.
Lei fin dove vuole spingere un qualcosa che non si muove? La vive bene? Più che pensare a lui, io penserei a come sta lei ... La invito a farsi delle domande affinchè possano arrivare risposte che la rendano libera di andare oltre.
Un abbraccio
Dott.ssa Sabrina Rodogno
dalle sue parole ho l'impressione che questa "amicizia" non abbia una base solida e soprattutto continuità, e che non le lasci sensazioni piacevoli.
Lei fin dove vuole spingere un qualcosa che non si muove? La vive bene? Più che pensare a lui, io penserei a come sta lei ... La invito a farsi delle domande affinchè possano arrivare risposte che la rendano libera di andare oltre.
Un abbraccio
Dott.ssa Sabrina Rodogno
Non insegua ciò che non vuole essere inseguito. Così è come fare la caccia ad un fantasma che non vuole essere disturbato. Si chieda come mai insiste nel trovare una modalità con una persona che tende a scappare. Cosa la fa legare a questa fuga?
Buongiorno gentile Utente, la relazione che descrive sembra essere caratterizzata da un forte sbilanciamento nei modi e nei tempi della comunicazione. Da un lato, c’è il suo desiderio di costruire un legame più profondo e significativo, dall’altro c’è una persona che sembra voler mantenere le distanze, sia fisiche che emotive. Questo può generare in lei una sensazione di insoddisfazione e incertezza, perché, nonostante l'affetto che prova, si trova spesso a dover interpretare i segnali dell'altro e a gestire il senso di mancanza senza una reale reciprocità.
È importante chiedersi quali siano i suoi reali bisogni all'interno di questo rapporto. Se sente che la comunicazione è limitata e che la sua presenza viene accettata solo nei termini stabiliti dall’altro, potrebbe essere utile riflettere su quanto questa dinamica la faccia stare bene o se, invece, alimenti una frustrazione che la porta a cercare strategie per "attirare" l’interesse dell’altra persona. Creare un "alone di mistero" o cercare di adattarsi al suo modo di comunicare potrebbe non portare al risultato sperato, perché l’apertura e il coinvolgimento in un rapporto non dovrebbero dipendere da giochi di distanza o da strategie, ma da un autentico interesse reciproco.
Il fatto che questa persona non voglia esporsi e mantenga una certa chiusura emotiva può dipendere da molteplici fattori personali, ma ciò che conta è capire se questa modalità di relazione è per lei soddisfacente o se la fa sentire sempre in attesa di qualcosa che forse non arriverà mai. Le relazioni, siano esse di amicizia o di altro tipo, dovrebbero offrire uno spazio in cui entrambi si sentano riconosciuti e valorizzati, senza la sensazione di dover sempre rincorrere l’altro.
Se avverte che questa dinamica le sta creando più dubbi e insicurezze che benessere, potrebbe essere utile chiedersi cosa si aspetta realmente da questo rapporto e se valga la pena continuare a investire energie in una relazione in cui l’altro sembra voler rimanere irraggiungibile.
Resto a disposizione per ogni ulteriore approfondimento.
Dott. Luca Vocino
È importante chiedersi quali siano i suoi reali bisogni all'interno di questo rapporto. Se sente che la comunicazione è limitata e che la sua presenza viene accettata solo nei termini stabiliti dall’altro, potrebbe essere utile riflettere su quanto questa dinamica la faccia stare bene o se, invece, alimenti una frustrazione che la porta a cercare strategie per "attirare" l’interesse dell’altra persona. Creare un "alone di mistero" o cercare di adattarsi al suo modo di comunicare potrebbe non portare al risultato sperato, perché l’apertura e il coinvolgimento in un rapporto non dovrebbero dipendere da giochi di distanza o da strategie, ma da un autentico interesse reciproco.
Il fatto che questa persona non voglia esporsi e mantenga una certa chiusura emotiva può dipendere da molteplici fattori personali, ma ciò che conta è capire se questa modalità di relazione è per lei soddisfacente o se la fa sentire sempre in attesa di qualcosa che forse non arriverà mai. Le relazioni, siano esse di amicizia o di altro tipo, dovrebbero offrire uno spazio in cui entrambi si sentano riconosciuti e valorizzati, senza la sensazione di dover sempre rincorrere l’altro.
Se avverte che questa dinamica le sta creando più dubbi e insicurezze che benessere, potrebbe essere utile chiedersi cosa si aspetta realmente da questo rapporto e se valga la pena continuare a investire energie in una relazione in cui l’altro sembra voler rimanere irraggiungibile.
Resto a disposizione per ogni ulteriore approfondimento.
Dott. Luca Vocino
Salve,
E' interessante come la sua domanda metta in luce un gioco di distanze e vicinanze che sembra caratterizzare questo rapporto. Si è mai chiesta cosa accadrebbe se, per una volta, le "briciole" che riceve, invece di essere fonte di frustrazione, diventassero il punto di partenza per una nuova interpretazione di sé e dell'altro? Che significato potrebbe avere per lei cercare di comprendere meglio la sua distanza, anziché "colmare" il vuoto con ulteriori richieste? Un'ulteriore curiosità potrebbe nascere dal chiedersi: cosa accadrebbe se il mistero dell'altro fosse anche un'opportunità per scoprire nuovi lati di sé?
Se queste riflessioni le danno spunto per nuove domande o se ha bisogno di un aiuto per esplorare meglio la situazione, sono qui per una consulenza.
Un caro saluto,
Dr. De Giorgi Giorgio
E' interessante come la sua domanda metta in luce un gioco di distanze e vicinanze che sembra caratterizzare questo rapporto. Si è mai chiesta cosa accadrebbe se, per una volta, le "briciole" che riceve, invece di essere fonte di frustrazione, diventassero il punto di partenza per una nuova interpretazione di sé e dell'altro? Che significato potrebbe avere per lei cercare di comprendere meglio la sua distanza, anziché "colmare" il vuoto con ulteriori richieste? Un'ulteriore curiosità potrebbe nascere dal chiedersi: cosa accadrebbe se il mistero dell'altro fosse anche un'opportunità per scoprire nuovi lati di sé?
Se queste riflessioni le danno spunto per nuove domande o se ha bisogno di un aiuto per esplorare meglio la situazione, sono qui per una consulenza.
Un caro saluto,
Dr. De Giorgi Giorgio
Per comunicare con una persona che non ama le corrispondenze, è importante rispettare i suoi limiti, evitando di forzare la comunicazione. Mostrati empatica e presente senza essere invadente. Lascia che la relazione si sviluppi in modo naturale, senza creare un "mistero" artificiale. Sii discreta e lascia spazio alla curiosità, senza cercare di essere sempre disponibile. Per quanto riguarda l’affermazione sulle donne, cerca di comprenderla senza giudicarla, mantenendo un dialogo equilibrato. La chiave è adattarsi al suo stile, senza perdere di vista il tuo benessere emotivo.
Gentile Utente, buongiorno.
La ringrazio per aver scelto di aprirsi qui, e di portare le sue riflessioni e preoccupazioni con apertura e trasparenza.
Le chiedo una prima informazione in quanto colgo interesse da parte sua nei confronti dell'altro, ma una certa difficoltà nel coltivare la relazione tra di voi. In base a quanto si coglie dal suo messaggio infatti, emergono due approcci distinti, e tra questi il suo appare colmo di curiosità e motivato ad approfondire la conoscenza.
Le chiedo quindi cosa pensa in merito alla modalità relazionale dell'altro, proprio perchè appare diversa dalla sua, e soprattutto come si sente relativamente al modo di rapportarsi a lei da parte del suo partner.
Anticipo tutte queste domande in quanto a volte, presi da mille pensieri, paure e preoccupazioni, facilmente spostiamo la nostra attenzione da ciò che vorremmo per noi davvero, ed è questo ciò che le chiedo, ovvero: si sta ascoltando? sta cercando di cogliere ciò che il suo sentire le dice? questo la aiuterà ad acquisire maggior chiarezza e ad accettare l'altro così com'è, oppure a lasciarlo andare e a intraprendere nuove strade.
Resti sè stessa e questo la aiuterà a capire cosa vuole davvero e ad accettare il fiorire o meno di questo rapporto.
Resto a disposizione e le auguro ogni bene. Dott.ssa Letizia Turchetto
La ringrazio per aver scelto di aprirsi qui, e di portare le sue riflessioni e preoccupazioni con apertura e trasparenza.
Le chiedo una prima informazione in quanto colgo interesse da parte sua nei confronti dell'altro, ma una certa difficoltà nel coltivare la relazione tra di voi. In base a quanto si coglie dal suo messaggio infatti, emergono due approcci distinti, e tra questi il suo appare colmo di curiosità e motivato ad approfondire la conoscenza.
Le chiedo quindi cosa pensa in merito alla modalità relazionale dell'altro, proprio perchè appare diversa dalla sua, e soprattutto come si sente relativamente al modo di rapportarsi a lei da parte del suo partner.
Anticipo tutte queste domande in quanto a volte, presi da mille pensieri, paure e preoccupazioni, facilmente spostiamo la nostra attenzione da ciò che vorremmo per noi davvero, ed è questo ciò che le chiedo, ovvero: si sta ascoltando? sta cercando di cogliere ciò che il suo sentire le dice? questo la aiuterà ad acquisire maggior chiarezza e ad accettare l'altro così com'è, oppure a lasciarlo andare e a intraprendere nuove strade.
Resti sè stessa e questo la aiuterà a capire cosa vuole davvero e ad accettare il fiorire o meno di questo rapporto.
Resto a disposizione e le auguro ogni bene. Dott.ssa Letizia Turchetto
Gentile utente,
la persona che descrive mostra un profilo relazionale molto chiuso: difficoltà a mantenere contatti, bisogno di distanza, scarsa disponibilità a condividere aspetti personali e tendenza a controllare in modo rigido ciò che dell’intimità lascia trapelare. In questi casi non si tratta di mancanza di interesse verso l’altro, ma di un modello di funzionamento che privilegia la protezione di sé attraverso il distacco.
Il fatto che comunichi solo su temi neutri, che eviti chiamate e video, che lasci passare molto tempo tra un contatto e l’altro e che mantenga un’aura di mistero sono indicatori di una soglia molto bassa di tolleranza alla vicinanza emotiva. È probabile che la terapia da lui svolta abbia lavorato proprio su aspetti legati al controllo, al pudore emotivo o a un vissuto complesso nelle relazioni.
A fronte di questo Suo bisogno di “mettersi sulla stessa frequenza”, è importante notare che tentare di imitare il suo modo di fare — essere misteriosa, meno raggiungibile, parlare poco di sé — rischia di produrre il contrario: ulteriore distanza e una comunicazione ancora più superficiale. Non si tratta di trovare la strategia giusta per “attirarlo”, ma di riconoscere che il livello di profondità che Lei desidera non è facilmente raggiungibile con lui.
La frase da lui usata (“odio tutte le donne tranne te”) va letta come un’espressione difensiva, non come un reale segnale di intimità: esprime difficoltà nel mondo relazionale, non una posizione di privilegio per Lei.
Per costruire un legame più stabile servirebbero, da parte sua, continuità e disponibilità, ma questi aspetti non si possono ottenere “stimolandolo”. L’unica strada consiste nel rimanere autentica, comunicare senza pressioni e capire con onestà se il tipo di rapporto che lui può offrire coincide con ciò che Lei realmente desidera.
Dott.ssa Sara Petroni
la persona che descrive mostra un profilo relazionale molto chiuso: difficoltà a mantenere contatti, bisogno di distanza, scarsa disponibilità a condividere aspetti personali e tendenza a controllare in modo rigido ciò che dell’intimità lascia trapelare. In questi casi non si tratta di mancanza di interesse verso l’altro, ma di un modello di funzionamento che privilegia la protezione di sé attraverso il distacco.
Il fatto che comunichi solo su temi neutri, che eviti chiamate e video, che lasci passare molto tempo tra un contatto e l’altro e che mantenga un’aura di mistero sono indicatori di una soglia molto bassa di tolleranza alla vicinanza emotiva. È probabile che la terapia da lui svolta abbia lavorato proprio su aspetti legati al controllo, al pudore emotivo o a un vissuto complesso nelle relazioni.
A fronte di questo Suo bisogno di “mettersi sulla stessa frequenza”, è importante notare che tentare di imitare il suo modo di fare — essere misteriosa, meno raggiungibile, parlare poco di sé — rischia di produrre il contrario: ulteriore distanza e una comunicazione ancora più superficiale. Non si tratta di trovare la strategia giusta per “attirarlo”, ma di riconoscere che il livello di profondità che Lei desidera non è facilmente raggiungibile con lui.
La frase da lui usata (“odio tutte le donne tranne te”) va letta come un’espressione difensiva, non come un reale segnale di intimità: esprime difficoltà nel mondo relazionale, non una posizione di privilegio per Lei.
Per costruire un legame più stabile servirebbero, da parte sua, continuità e disponibilità, ma questi aspetti non si possono ottenere “stimolandolo”. L’unica strada consiste nel rimanere autentica, comunicare senza pressioni e capire con onestà se il tipo di rapporto che lui può offrire coincide con ciò che Lei realmente desidera.
Dott.ssa Sara Petroni
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