Buongiorno, Assumo Mirtazapina da ormai 10 mesi per insonnia e attacchi di panico/ansia.
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Buongiorno,
Assumo Mirtazapina da ormai 10 mesi per insonnia e attacchi di panico/ansia.
Tuttavia 2 effetti collaterali che ritengo siano causati proprio dalla Mirtazapina.
1) grosse difficoltà a svegliarmi la mattina (in particolare perché la assumo molto tardi e ho appreso che assumendolo prima posso ridurre quella sensazione da anestesia mattutina).
2) ho dei leggeri ma duraturi (nel che durano anche ore) capogiri, molto leggeri ma duraturi appunto e ho letto che potrebbe essere proprio la Mirtazapina il colpevole.
Nei prossimi mesi mi aspettano mesi di studio per esami a Maggio e Giugno, e sono diviso fra la voglia di interrompere la Mirtazapina e la paura del ritorno degli attacchi di panico.
Che fare?
Assumo Mirtazapina da ormai 10 mesi per insonnia e attacchi di panico/ansia.
Tuttavia 2 effetti collaterali che ritengo siano causati proprio dalla Mirtazapina.
1) grosse difficoltà a svegliarmi la mattina (in particolare perché la assumo molto tardi e ho appreso che assumendolo prima posso ridurre quella sensazione da anestesia mattutina).
2) ho dei leggeri ma duraturi (nel che durano anche ore) capogiri, molto leggeri ma duraturi appunto e ho letto che potrebbe essere proprio la Mirtazapina il colpevole.
Nei prossimi mesi mi aspettano mesi di studio per esami a Maggio e Giugno, e sono diviso fra la voglia di interrompere la Mirtazapina e la paura del ritorno degli attacchi di panico.
Che fare?
Buon pomeriggio, nessuno può rispondere alla sua domanda, se non lei. Dalle sue parole posso immaginare si trovi alle prese con una carriera da costruire e aspettative alte che spesso possono trascinarsi paure legate al fallimento. Suggerisco di prestare attenzione al rapporto tra paura/bisogno di riuscita - performance eccellente e spettro del fallimento.
Le consiglierei di mettere tutto questo in relazione con il sintomo di attacchi di panico. La priorità è probabilmente chiudere una sessione di esami efficacemente e in serenità, con la massima concentrazione sulla materia d’esame e non con la massima attenzione all’ansia! Le consiglio pertanto di consultare un medico psichiatra in merito all’articolazione della Mirtazapina e soprattutto di sciogliere eventuali paure e sintomatologia ansiosa, da performance, con alcune sessioni di psicoterapia. Rimango a disposizione, un cordiale saluto
Le consiglierei di mettere tutto questo in relazione con il sintomo di attacchi di panico. La priorità è probabilmente chiudere una sessione di esami efficacemente e in serenità, con la massima concentrazione sulla materia d’esame e non con la massima attenzione all’ansia! Le consiglio pertanto di consultare un medico psichiatra in merito all’articolazione della Mirtazapina e soprattutto di sciogliere eventuali paure e sintomatologia ansiosa, da performance, con alcune sessioni di psicoterapia. Rimango a disposizione, un cordiale saluto
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Buongiorno,
quello che descrive è una situazione piuttosto frequente nelle persone che assumono Mirtazapina, soprattutto per periodi medio-lunghi.
Gli effetti collaterali che segnala sono effettivamente compatibili con il farmaco:
Difficoltà marcata al risveglio e senso di “anestesia” mattutina
La Mirtazapina ha un effetto sedativo, più evidente se assunta a dosaggi bassi e/o molto tardi la sera. Anticiparne l’assunzione (ad esempio nel tardo pomeriggio o prima serata) può ridurre questo effetto, ma va valutato caso per caso.
Capogiri lievi ma prolungati
Anche questo è un possibile effetto collaterale, legato sia all’azione sul sistema nervoso centrale sia a possibili variazioni pressorie, soprattutto nei cambi di posizione.
Il punto centrale della sua domanda però non è solo il farmaco, ma il dubbio comprensibile tra sospenderlo e il timore del ritorno degli attacchi di panico, soprattutto in un periodo impegnativo come quello degli esami.
È importante sapere che interrompere autonomamente la Mirtazapina non è consigliabile, né dal punto di vista medico né psicologico: una sospensione brusca può peggiorare ansia, insonnia e generare sintomi da sospensione.
In questi casi, le strade possibili (da valutare con uno specialista) possono essere:
una modifica dell’orario o del dosaggio,
una riduzione graduale e controllata,
oppure l’integrazione o il potenziamento di un percorso psicologico, particolarmente efficace nel trattamento del panico e dell’ansia, anche per ridurre nel tempo la dipendenza dal farmaco.
Visto il momento delicato che sta affrontando, il consiglio è di non decidere da solo, ma di approfondire la situazione con il medico prescrittore e con uno psicologo/psicoterapeuta, così da trovare un equilibrio tra benessere, studio e gestione dell’ansia.
Un confronto specialistico può davvero fare la differenza.
Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
quello che descrive è una situazione piuttosto frequente nelle persone che assumono Mirtazapina, soprattutto per periodi medio-lunghi.
Gli effetti collaterali che segnala sono effettivamente compatibili con il farmaco:
Difficoltà marcata al risveglio e senso di “anestesia” mattutina
La Mirtazapina ha un effetto sedativo, più evidente se assunta a dosaggi bassi e/o molto tardi la sera. Anticiparne l’assunzione (ad esempio nel tardo pomeriggio o prima serata) può ridurre questo effetto, ma va valutato caso per caso.
Capogiri lievi ma prolungati
Anche questo è un possibile effetto collaterale, legato sia all’azione sul sistema nervoso centrale sia a possibili variazioni pressorie, soprattutto nei cambi di posizione.
Il punto centrale della sua domanda però non è solo il farmaco, ma il dubbio comprensibile tra sospenderlo e il timore del ritorno degli attacchi di panico, soprattutto in un periodo impegnativo come quello degli esami.
È importante sapere che interrompere autonomamente la Mirtazapina non è consigliabile, né dal punto di vista medico né psicologico: una sospensione brusca può peggiorare ansia, insonnia e generare sintomi da sospensione.
In questi casi, le strade possibili (da valutare con uno specialista) possono essere:
una modifica dell’orario o del dosaggio,
una riduzione graduale e controllata,
oppure l’integrazione o il potenziamento di un percorso psicologico, particolarmente efficace nel trattamento del panico e dell’ansia, anche per ridurre nel tempo la dipendenza dal farmaco.
Visto il momento delicato che sta affrontando, il consiglio è di non decidere da solo, ma di approfondire la situazione con il medico prescrittore e con uno psicologo/psicoterapeuta, così da trovare un equilibrio tra benessere, studio e gestione dell’ansia.
Un confronto specialistico può davvero fare la differenza.
Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buonasera, è sicuramente molto importante mettere al corrente lo psichiatra che la segue degli effetti avversi esperiti. Successivamente, se non è già stato intrapreso, potrebbe essere tuttavia interessante iniziare un percorso di sostegno psicologico.
Buongiorno, prima di tutto comprendo quanto tali sintomi possano essere per lei difficili da gestire. Non leggo da chi è seguita per la cura psicofarmacologica e magari è già in cura dallo specialista, se non lo fosse le consiglierei prima di tutto di farsi seguire da uno psichiatra. Le suggerirei poi in parallelo alla cura farmacologica di intraprendere un percorso psicologico che possa aiutarla a gestire al meglio la sua sintomatologia ansiosa. Se avesse bisogno sono a sua disposizione in presenza o online, per una terapia di tipo relazionale integrata, con il supporto di varie tecniche personalizzate in base al paziente, ai suoi bisogni ed obiettivi con evidenza scientifica. Dott.ssa Susanna Scainelli
Buongiorno, si rivolga allo psichiatra che l'ha in cura e che quindi conosce la sua storia clinica. Cordiali saluti.
Buongiorno e grazie per la sua condivisione :)
Non so se contemporaneamente sta affianco un percorso psicoterapeutico al percorso farmacologico, ma eventualmente le consiglierei di avviare un sostegno per gestire al meglio gli attacchi di panico.
Le faccio un grande augurio,
dott.ssa Francomano Ilaria
Non so se contemporaneamente sta affianco un percorso psicoterapeutico al percorso farmacologico, ma eventualmente le consiglierei di avviare un sostegno per gestire al meglio gli attacchi di panico.
Le faccio un grande augurio,
dott.ssa Francomano Ilaria
Gli attacchi di panico, come quelli di ansia, possono essere trattati con un percorso psicologico che ti potrebbe permettere di capirne l'origine e quindi di far sparire i sintomi. In un primo momento il percorso psicologico potrebbe essere accompagnato dalle medicine che assumi, più avanti potresti persino, sempre seguita dallo psichiatra, interrompere completamente i medicinali. Ti consiglio di iniziare il prima possibile un percorso psicologico e ti assicuro che in breve tempo starai meglio. Un saluto
Buonasera, per gli effetti collaterali del farmaco deve contattare chi gliel'ha prescritto e valutare il da farsi. Per quanto riguarda gli attacchi di panico è necessario iniziare un percorso di psicoterapia.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buongiorno. Le suggerisco di interfacciarsi con il medico che le ha fatto la prescrizione e da cui è in cura. È fondamentale segnalare eventuali effetti collaterali e confrontarsi con il medico, in modo tale da valutare un eventuale aggiustamento di terapia.
I farmaci non vanno mai interrotti in modo brusco e in autonomia senza Consulto medico.
Parlare con i curanti è anche un modo per instaurare un rapporto di dialogo e di fiducia, oltre ad essere protettivo per la propria salute.
Inoltre, le suggerisco di accompagnare la terapia farmacologica con un percorso di psicoterapia per il trattamento degli attacchi di panico. Affinché abbia un ventaglio più ampio di strumenti per la loro gestione e cura.
Rimango a sua disposizione qualora volesse iniziare con una prima consulenza psicologica.
Un caro saluto.
Dott.ssa Martina Orzi
I farmaci non vanno mai interrotti in modo brusco e in autonomia senza Consulto medico.
Parlare con i curanti è anche un modo per instaurare un rapporto di dialogo e di fiducia, oltre ad essere protettivo per la propria salute.
Inoltre, le suggerisco di accompagnare la terapia farmacologica con un percorso di psicoterapia per il trattamento degli attacchi di panico. Affinché abbia un ventaglio più ampio di strumenti per la loro gestione e cura.
Rimango a sua disposizione qualora volesse iniziare con una prima consulenza psicologica.
Un caro saluto.
Dott.ssa Martina Orzi
Salve, suggerirei di cominciare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta poiché i farmaci attenuano la sintomatologia legata alle problematiche descritte (con più o meno effetti collaterali), la terapia psicologica invece va a lavorare sulle cause che determinano quelle problematiche e a modificarne i funzionamenti, pertanto, posto che sarebbe meglio seguire sia la terapia farmacologica che quella psicologica, l'una senza l'altra rischiano di non essere comunque efficaci.
Nel suo caso, qualora volesse ridurre o togliere le medicine, senza terapia psicologica dovrebbe aspettarsi delle recidive di ansia e attacchi di panico.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Nel suo caso, qualora volesse ridurre o togliere le medicine, senza terapia psicologica dovrebbe aspettarsi delle recidive di ansia e attacchi di panico.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Gentile utente, per quanto riguarda i farmaci le consiglio di parlare con il medico che ha prescritto la terapia. Le consiglio di associare anche supporto psicologico in modo da capire le cause ed apprendere strategie utili per avere maggiori risultati e più duraturi nel tempo.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Buongiorno,
le consiglio di fare una visita dallo specialista che le ha prescritto la Mirtazapina e confrontarsi rispetto a questi effetti collaterali, per valutare come proseguire la terapia.
Può valutare di associare alla terapia farmacologica un percorso di supporto psicologico che la aiuti a gestire l'ansia e il periodo più stressante di studio.
Le auguro il meglio
Dott. Domenico Samele
le consiglio di fare una visita dallo specialista che le ha prescritto la Mirtazapina e confrontarsi rispetto a questi effetti collaterali, per valutare come proseguire la terapia.
Può valutare di associare alla terapia farmacologica un percorso di supporto psicologico che la aiuti a gestire l'ansia e il periodo più stressante di studio.
Le auguro il meglio
Dott. Domenico Samele
Buonasera cara/o
grazie per aver scritto e per aver descritto con tanta chiarezza quello che sta vivendo. I due effetti collaterali che segnala (sonnolenza mattutina e capogiri lievi ma persistenti) sono effettivamente compatibili con la mirtazapina, soprattutto se assunta tardi, ed è comprensibile che in una fase di studio intenso questo le crei preoccupazione.
Mi colpisce molto il punto centrale del suo messaggio: il desiderio di sentirsi più lucido e performante, contrapposto alla paura del ritorno degli attacchi di panico. È un conflitto molto comune e delicato, che spesso non si risolve semplicemente “continuando o sospendendo” il farmaco, ma lavorando su ciò che mantiene l’ansia e la paura delle sensazioni corporee.
In questi casi, un supporto psicologico di orientamento cognitivo-comportamentale può essere particolarmente utile, sia per aiutarla a gestire l’ansia e il panico durante i mesi di studio, sia per accompagnare eventuali scelte future sul piano farmacologico in modo più sereno e consapevole (sempre in accordo con il medico).
Se lo desidera, possiamo fissare un primo colloquio per valutare insieme la situazione e capire come aiutarla concretamente in questo momento. Io sono la dott.ssa Ilaria Redivo e può trovarmi su Mio Dottore.
Grazie mille Un caro saluto
grazie per aver scritto e per aver descritto con tanta chiarezza quello che sta vivendo. I due effetti collaterali che segnala (sonnolenza mattutina e capogiri lievi ma persistenti) sono effettivamente compatibili con la mirtazapina, soprattutto se assunta tardi, ed è comprensibile che in una fase di studio intenso questo le crei preoccupazione.
Mi colpisce molto il punto centrale del suo messaggio: il desiderio di sentirsi più lucido e performante, contrapposto alla paura del ritorno degli attacchi di panico. È un conflitto molto comune e delicato, che spesso non si risolve semplicemente “continuando o sospendendo” il farmaco, ma lavorando su ciò che mantiene l’ansia e la paura delle sensazioni corporee.
In questi casi, un supporto psicologico di orientamento cognitivo-comportamentale può essere particolarmente utile, sia per aiutarla a gestire l’ansia e il panico durante i mesi di studio, sia per accompagnare eventuali scelte future sul piano farmacologico in modo più sereno e consapevole (sempre in accordo con il medico).
Se lo desidera, possiamo fissare un primo colloquio per valutare insieme la situazione e capire come aiutarla concretamente in questo momento. Io sono la dott.ssa Ilaria Redivo e può trovarmi su Mio Dottore.
Grazie mille Un caro saluto
Buonasera, il punto non è solo il farmaco ma la funzione che ha per lei: la mirtazapina oggi fa da argine all’angoscia. Toglierla ora, in un momento carico di studio e richieste, rischierebbe di essere una risposta dettata dalla paura più che da una scelta.
Gli effetti collaterali segnalano che qualcosa nel corpo chiede una regolazione, non per forza una rottura. In questo momento è più sensato aggiustare (orario, dose, confronto con il medico) che interrompere.
La questione non è “tenerla o smettere”, ma evitare decisioni drastiche quando l’angoscia è ancora troppo presente. Prima stabilità, poi – a tempo opportuno – si potrà pensare a ridurre il farmaco senza che tutto ritorni addosso. Un caro saluto
Gli effetti collaterali segnalano che qualcosa nel corpo chiede una regolazione, non per forza una rottura. In questo momento è più sensato aggiustare (orario, dose, confronto con il medico) che interrompere.
La questione non è “tenerla o smettere”, ma evitare decisioni drastiche quando l’angoscia è ancora troppo presente. Prima stabilità, poi – a tempo opportuno – si potrà pensare a ridurre il farmaco senza che tutto ritorni addosso. Un caro saluto
Gentile utente di mio dottore,
in merito all'effetto dei farmaci deve consultare il medico prescrivente. In genere da ansia e attacchi di panico è possibile guarire attraverso l'ausilio integrato di farmacoterapia e psicoterapia. Intraprenda un percorso psicologico, vedrà che con il tempo potrà guardare ad un benessere più a lungo termine.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
in merito all'effetto dei farmaci deve consultare il medico prescrivente. In genere da ansia e attacchi di panico è possibile guarire attraverso l'ausilio integrato di farmacoterapia e psicoterapia. Intraprenda un percorso psicologico, vedrà che con il tempo potrà guardare ad un benessere più a lungo termine.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno dopo aver letto con attenzione la sua lettera, le consiglierei una visita con uno psichiatra, in modo che possa condividere queste sue difficoltà con un serio professionista. E importantissimo non modificare o interrompere una terapia farmacologica in autonomia, potrebbero presentarsi gravi problemi.
Sperando di esserle stata utile, la saluto cordialmente.
Sperando di esserle stata utile, la saluto cordialmente.
Buonasera, sono la psicologa Cannova Angelica, le chiedo se sta seguendo anche un percorso di psicoterapia associato al farmaco? E' consigliato farlo in quanto aiuta ad affrontare i momenti più critici.
Salve,
quanto descrive è una situazione piuttosto comune in chi assume mirtazapina, soprattutto quando il farmaco viene preso alla sera tardi: la sonnolenza e la difficoltà a svegliarsi possono essere accentuate, così come possono comparire vertigini o sensazioni di “testa leggera”, spesso transitorie ma fastidiose.
Considerando che nei prossimi mesi avrà impegni di studio importanti, interrompere bruscamente la mirtazapina potrebbe esporla al ritorno di ansia e attacchi di panico. Una strategia possibile, da discutere con il medico che la segue, è una temporanea modifica dell’orario di assunzione, anticipandola alla sera presto, in modo da ridurre la sonnolenza mattutina, senza compromettere gli effetti ansiolitici e sul sonno. In alternativa, se si valuta la sospensione, questa deve avvenire in maniera graduale, monitorando attentamente ansia e attacchi di panico, possibilmente supportata da tecniche psicologiche CBT o mindfulness per la gestione dello stato ansioso.
È fondamentale non interrompere il farmaco in autonomia, soprattutto in un periodo di impegni cognitivi elevati, ma pianificare insieme al medico un percorso sicuro che possa ridurre gli effetti collaterali senza rischiare ricadute. Un approccio integrato con strategie di gestione dell’ansia potrebbe essere molto utile in questo frangente.
Saluti, resto a disposizione.
quanto descrive è una situazione piuttosto comune in chi assume mirtazapina, soprattutto quando il farmaco viene preso alla sera tardi: la sonnolenza e la difficoltà a svegliarsi possono essere accentuate, così come possono comparire vertigini o sensazioni di “testa leggera”, spesso transitorie ma fastidiose.
Considerando che nei prossimi mesi avrà impegni di studio importanti, interrompere bruscamente la mirtazapina potrebbe esporla al ritorno di ansia e attacchi di panico. Una strategia possibile, da discutere con il medico che la segue, è una temporanea modifica dell’orario di assunzione, anticipandola alla sera presto, in modo da ridurre la sonnolenza mattutina, senza compromettere gli effetti ansiolitici e sul sonno. In alternativa, se si valuta la sospensione, questa deve avvenire in maniera graduale, monitorando attentamente ansia e attacchi di panico, possibilmente supportata da tecniche psicologiche CBT o mindfulness per la gestione dello stato ansioso.
È fondamentale non interrompere il farmaco in autonomia, soprattutto in un periodo di impegni cognitivi elevati, ma pianificare insieme al medico un percorso sicuro che possa ridurre gli effetti collaterali senza rischiare ricadute. Un approccio integrato con strategie di gestione dell’ansia potrebbe essere molto utile in questo frangente.
Saluti, resto a disposizione.
Prendere il sintomo come una richiesta di attenzione e quindi non puntare a toglierlo ma ad ascoltarlo. Anche qualora volessi interrompere la Mirtazapina avresti comunque bisogno di un percorso graduale per evitare indesiderati. Il mio consiglio è di affiancare alla terapia farmacologica, di intervento sul sintomo, un percorso psicologico che ti aiuti ad attraversare il sintomo per liberarti sia di lui che dei farmaci e, quindi, dei loro effetti collaterali. Prenota pure un appuntamento cercando uno spazio disponibile sul mio calendario. Non conosco il tuo dosaggio di Mirtazapina ma, in accordo con il tuo medico o psichiatra, potremmo iniziare a lavorare per il tuo benessere.
Salve ne deve parlare con lo specialista che gliel'ha prescritta e capire se sono gli effetti collaterali del farmaco. Comunque la sonnolenza mattutina potrebbe dipendere dall'ora di assunzione, provi ad anticipare. comunque è indispensabile che lo faccia presente allo psichiatra o al neurologo che gliel'ha prescritta.
Gentile studente, partiamo dalla premessa che noi psicologi e psicoterapeuta non prescriviamo farmaci e non abbiamo competenza riguardo gli aspetti farmacologici che sono di esclusiva competenza degli psichiatri. Posso però darle dei consigli. Lei ha uno psichiatra che le ha prescritto questo farmaci? Se si, tratti con il suo psichiatra questi aspetti perchè lui più di tutti ha ben chiaro il giusto piano farmacologico per aiutarla perchè la conosce e perchè la sta seguendo. Se le posso dare un consiglio, non interrompa i farmaci di sua iniziati, consulti il suo psichiatra e faccia decidere a lui se scalare i farmaci, cambiare i farmaci o se ridurre i dosaggi. E' possibile che i sintomi da lei prescritti possano essere dovuti ai farmaci ma non è detto, consideri che i sintomi sono anche collegati ad aspetti emotivi ed alla fase di vita che lei sta vivendo. per questo le consiglio di consultare il suo psichiatra per fare luce su questi aspetti. Le consiglio di non decidere da solo e d'affrontare da solo la cosa, l'aspetto farmacologico è competenza del suo psichiatra e agire in autonomia non è protettivo per il suo benessere anche perchè sospensioni repentine del farmaco tra le altre cose causano malessere e anche problemi di concentrazione e visto che lei deve affrontare mesi di duro studio è giusto che si faccia aiutare a ritrovare uno stato interno sereno e questo le faciliterà anche lo studio. Le consiglio anche di seguire se può un percorso psicologico individuale per poter affrontare i suoi problemi di ansia e di panico. Le consiglio di associare quindi il supporto psicologico con un supporto farmacologico in cui sia il suo psichiatra il solo a decidere se: cambiare farmaco, mantenere farmaco, cambiare i dosaggio o sospendere i farmaci. Sospendere il farmaco di sua iniziativa senza consultare il suo psichiatra è la cosa più sbagliata che può fare perchè non è protettiva per lei. In bocca al lupo per gli esami
Buongiorno, ti consiglio di parlare con lo psichiatra che ti ha prescritto le medicine per aggiustare la terapia. Non è consigliato interrompere i farmaci di colpo.
Buongiorno, suggerisco di contattare lo psichiatra o il medico che le ha prescritto la Mirtazapina e valutare insieme eventuali modifiche del dosaggio o della molecola, in vista del periodo di studio intenso e onde evitare di gestire in autonomia il farmaco. Potrebbe anche considerare, qualora non lo stia facendo, di intraprendere un percorso psicologico a sostegno della terapia farmacologica, prezioso alleato in questo caso per le difficoltà relate all'ansia.
Dott.ssa Giorgia Graiani
Dott.ssa Giorgia Graiani
Sicuramente consultare un medico.
Assumere o decidere l'interruzione senza questo consulto, può arrecare disagi sia fisici che sbalzi d'umore.
Sicuramente i ritmi circadiani, il ritmo sonno/veglia, dipende dalle dosi del farmaco, dagli orari di assunzione e tendenzialmente tutti necessitano di un tempo soggettivo congruo al nuovo equilibrio.
Gli attacchi di panico si gestiscono sia con il farmaco, che con un buon percorso terapeutico. Non esiste un farmaco salvavita, senza lavorare sulla gestione delle emozioni, in casi di panico e ansia.
Assumere o decidere l'interruzione senza questo consulto, può arrecare disagi sia fisici che sbalzi d'umore.
Sicuramente i ritmi circadiani, il ritmo sonno/veglia, dipende dalle dosi del farmaco, dagli orari di assunzione e tendenzialmente tutti necessitano di un tempo soggettivo congruo al nuovo equilibrio.
Gli attacchi di panico si gestiscono sia con il farmaco, che con un buon percorso terapeutico. Non esiste un farmaco salvavita, senza lavorare sulla gestione delle emozioni, in casi di panico e ansia.
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