Buongiorno, Assumo Mirtazapina da ormai 10 mesi per insonnia e attacchi di panico/ansia.
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risposte
Buongiorno,
Assumo Mirtazapina da ormai 10 mesi per insonnia e attacchi di panico/ansia.
Tuttavia 2 effetti collaterali che ritengo siano causati proprio dalla Mirtazapina.
1) grosse difficoltà a svegliarmi la mattina (in particolare perché la assumo molto tardi e ho appreso che assumendolo prima posso ridurre quella sensazione da anestesia mattutina).
2) ho dei leggeri ma duraturi (nel che durano anche ore) capogiri, molto leggeri ma duraturi appunto e ho letto che potrebbe essere proprio la Mirtazapina il colpevole.
Nei prossimi mesi mi aspettano mesi di studio per esami a Maggio e Giugno, e sono diviso fra la voglia di interrompere la Mirtazapina e la paura del ritorno degli attacchi di panico.
Che fare?
Assumo Mirtazapina da ormai 10 mesi per insonnia e attacchi di panico/ansia.
Tuttavia 2 effetti collaterali che ritengo siano causati proprio dalla Mirtazapina.
1) grosse difficoltà a svegliarmi la mattina (in particolare perché la assumo molto tardi e ho appreso che assumendolo prima posso ridurre quella sensazione da anestesia mattutina).
2) ho dei leggeri ma duraturi (nel che durano anche ore) capogiri, molto leggeri ma duraturi appunto e ho letto che potrebbe essere proprio la Mirtazapina il colpevole.
Nei prossimi mesi mi aspettano mesi di studio per esami a Maggio e Giugno, e sono diviso fra la voglia di interrompere la Mirtazapina e la paura del ritorno degli attacchi di panico.
Che fare?
Buon pomeriggio, nessuno può rispondere alla sua domanda, se non lei. Dalle sue parole posso immaginare si trovi alle prese con una carriera da costruire e aspettative alte che spesso possono trascinarsi paure legate al fallimento. Suggerisco di prestare attenzione al rapporto tra paura/bisogno di riuscita - performance eccellente e spettro del fallimento.
Le consiglierei di mettere tutto questo in relazione con il sintomo di attacchi di panico. La priorità è probabilmente chiudere una sessione di esami efficacemente e in serenità, con la massima concentrazione sulla materia d’esame e non con la massima attenzione all’ansia! Le consiglio pertanto di consultare un medico psichiatra in merito all’articolazione della Mirtazapina e soprattutto di sciogliere eventuali paure e sintomatologia ansiosa, da performance, con alcune sessioni di psicoterapia. Rimango a disposizione, un cordiale saluto
Le consiglierei di mettere tutto questo in relazione con il sintomo di attacchi di panico. La priorità è probabilmente chiudere una sessione di esami efficacemente e in serenità, con la massima concentrazione sulla materia d’esame e non con la massima attenzione all’ansia! Le consiglio pertanto di consultare un medico psichiatra in merito all’articolazione della Mirtazapina e soprattutto di sciogliere eventuali paure e sintomatologia ansiosa, da performance, con alcune sessioni di psicoterapia. Rimango a disposizione, un cordiale saluto
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Buongiorno,
quello che descrive è una situazione piuttosto frequente nelle persone che assumono Mirtazapina, soprattutto per periodi medio-lunghi.
Gli effetti collaterali che segnala sono effettivamente compatibili con il farmaco:
Difficoltà marcata al risveglio e senso di “anestesia” mattutina
La Mirtazapina ha un effetto sedativo, più evidente se assunta a dosaggi bassi e/o molto tardi la sera. Anticiparne l’assunzione (ad esempio nel tardo pomeriggio o prima serata) può ridurre questo effetto, ma va valutato caso per caso.
Capogiri lievi ma prolungati
Anche questo è un possibile effetto collaterale, legato sia all’azione sul sistema nervoso centrale sia a possibili variazioni pressorie, soprattutto nei cambi di posizione.
Il punto centrale della sua domanda però non è solo il farmaco, ma il dubbio comprensibile tra sospenderlo e il timore del ritorno degli attacchi di panico, soprattutto in un periodo impegnativo come quello degli esami.
È importante sapere che interrompere autonomamente la Mirtazapina non è consigliabile, né dal punto di vista medico né psicologico: una sospensione brusca può peggiorare ansia, insonnia e generare sintomi da sospensione.
In questi casi, le strade possibili (da valutare con uno specialista) possono essere:
una modifica dell’orario o del dosaggio,
una riduzione graduale e controllata,
oppure l’integrazione o il potenziamento di un percorso psicologico, particolarmente efficace nel trattamento del panico e dell’ansia, anche per ridurre nel tempo la dipendenza dal farmaco.
Visto il momento delicato che sta affrontando, il consiglio è di non decidere da solo, ma di approfondire la situazione con il medico prescrittore e con uno psicologo/psicoterapeuta, così da trovare un equilibrio tra benessere, studio e gestione dell’ansia.
Un confronto specialistico può davvero fare la differenza.
Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
quello che descrive è una situazione piuttosto frequente nelle persone che assumono Mirtazapina, soprattutto per periodi medio-lunghi.
Gli effetti collaterali che segnala sono effettivamente compatibili con il farmaco:
Difficoltà marcata al risveglio e senso di “anestesia” mattutina
La Mirtazapina ha un effetto sedativo, più evidente se assunta a dosaggi bassi e/o molto tardi la sera. Anticiparne l’assunzione (ad esempio nel tardo pomeriggio o prima serata) può ridurre questo effetto, ma va valutato caso per caso.
Capogiri lievi ma prolungati
Anche questo è un possibile effetto collaterale, legato sia all’azione sul sistema nervoso centrale sia a possibili variazioni pressorie, soprattutto nei cambi di posizione.
Il punto centrale della sua domanda però non è solo il farmaco, ma il dubbio comprensibile tra sospenderlo e il timore del ritorno degli attacchi di panico, soprattutto in un periodo impegnativo come quello degli esami.
È importante sapere che interrompere autonomamente la Mirtazapina non è consigliabile, né dal punto di vista medico né psicologico: una sospensione brusca può peggiorare ansia, insonnia e generare sintomi da sospensione.
In questi casi, le strade possibili (da valutare con uno specialista) possono essere:
una modifica dell’orario o del dosaggio,
una riduzione graduale e controllata,
oppure l’integrazione o il potenziamento di un percorso psicologico, particolarmente efficace nel trattamento del panico e dell’ansia, anche per ridurre nel tempo la dipendenza dal farmaco.
Visto il momento delicato che sta affrontando, il consiglio è di non decidere da solo, ma di approfondire la situazione con il medico prescrittore e con uno psicologo/psicoterapeuta, così da trovare un equilibrio tra benessere, studio e gestione dell’ansia.
Un confronto specialistico può davvero fare la differenza.
Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buonasera, è sicuramente molto importante mettere al corrente lo psichiatra che la segue degli effetti avversi esperiti. Successivamente, se non è già stato intrapreso, potrebbe essere tuttavia interessante iniziare un percorso di sostegno psicologico.
Buongiorno, prima di tutto comprendo quanto tali sintomi possano essere per lei difficili da gestire. Non leggo da chi è seguita per la cura psicofarmacologica e magari è già in cura dallo specialista, se non lo fosse le consiglierei prima di tutto di farsi seguire da uno psichiatra. Le suggerirei poi in parallelo alla cura farmacologica di intraprendere un percorso psicologico che possa aiutarla a gestire al meglio la sua sintomatologia ansiosa. Se avesse bisogno sono a sua disposizione in presenza o online, per una terapia di tipo relazionale integrata, con il supporto di varie tecniche personalizzate in base al paziente, ai suoi bisogni ed obiettivi con evidenza scientifica. Dott.ssa Susanna Scainelli
Buongiorno, si rivolga allo psichiatra che l'ha in cura e che quindi conosce la sua storia clinica. Cordiali saluti.
Buongiorno e grazie per la sua condivisione :)
Non so se contemporaneamente sta affianco un percorso psicoterapeutico al percorso farmacologico, ma eventualmente le consiglierei di avviare un sostegno per gestire al meglio gli attacchi di panico.
Le faccio un grande augurio,
dott.ssa Francomano Ilaria
Non so se contemporaneamente sta affianco un percorso psicoterapeutico al percorso farmacologico, ma eventualmente le consiglierei di avviare un sostegno per gestire al meglio gli attacchi di panico.
Le faccio un grande augurio,
dott.ssa Francomano Ilaria
Gli attacchi di panico, come quelli di ansia, possono essere trattati con un percorso psicologico che ti potrebbe permettere di capirne l'origine e quindi di far sparire i sintomi. In un primo momento il percorso psicologico potrebbe essere accompagnato dalle medicine che assumi, più avanti potresti persino, sempre seguita dallo psichiatra, interrompere completamente i medicinali. Ti consiglio di iniziare il prima possibile un percorso psicologico e ti assicuro che in breve tempo starai meglio. Un saluto
Buonasera, per gli effetti collaterali del farmaco deve contattare chi gliel'ha prescritto e valutare il da farsi. Per quanto riguarda gli attacchi di panico è necessario iniziare un percorso di psicoterapia.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buongiorno. Le suggerisco di interfacciarsi con il medico che le ha fatto la prescrizione e da cui è in cura. È fondamentale segnalare eventuali effetti collaterali e confrontarsi con il medico, in modo tale da valutare un eventuale aggiustamento di terapia.
I farmaci non vanno mai interrotti in modo brusco e in autonomia senza Consulto medico.
Parlare con i curanti è anche un modo per instaurare un rapporto di dialogo e di fiducia, oltre ad essere protettivo per la propria salute.
Inoltre, le suggerisco di accompagnare la terapia farmacologica con un percorso di psicoterapia per il trattamento degli attacchi di panico. Affinché abbia un ventaglio più ampio di strumenti per la loro gestione e cura.
Rimango a sua disposizione qualora volesse iniziare con una prima consulenza psicologica.
Un caro saluto.
Dott.ssa Martina Orzi
I farmaci non vanno mai interrotti in modo brusco e in autonomia senza Consulto medico.
Parlare con i curanti è anche un modo per instaurare un rapporto di dialogo e di fiducia, oltre ad essere protettivo per la propria salute.
Inoltre, le suggerisco di accompagnare la terapia farmacologica con un percorso di psicoterapia per il trattamento degli attacchi di panico. Affinché abbia un ventaglio più ampio di strumenti per la loro gestione e cura.
Rimango a sua disposizione qualora volesse iniziare con una prima consulenza psicologica.
Un caro saluto.
Dott.ssa Martina Orzi
Salve, suggerirei di cominciare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta poiché i farmaci attenuano la sintomatologia legata alle problematiche descritte (con più o meno effetti collaterali), la terapia psicologica invece va a lavorare sulle cause che determinano quelle problematiche e a modificarne i funzionamenti, pertanto, posto che sarebbe meglio seguire sia la terapia farmacologica che quella psicologica, l'una senza l'altra rischiano di non essere comunque efficaci.
Nel suo caso, qualora volesse ridurre o togliere le medicine, senza terapia psicologica dovrebbe aspettarsi delle recidive di ansia e attacchi di panico.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Nel suo caso, qualora volesse ridurre o togliere le medicine, senza terapia psicologica dovrebbe aspettarsi delle recidive di ansia e attacchi di panico.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Gentile utente, per quanto riguarda i farmaci le consiglio di parlare con il medico che ha prescritto la terapia. Le consiglio di associare anche supporto psicologico in modo da capire le cause ed apprendere strategie utili per avere maggiori risultati e più duraturi nel tempo.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
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Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
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