Buongiorno a chi risponderà a questo messaggio. Ho un problema e vorrei un parere su di esso: mastu
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Buongiorno a chi risponderà a questo messaggio.
Ho un problema e vorrei un parere su di esso: masturbazione.
Per anni, mi interessai di tutto: dai grembiuli di scuola fino alle uniformi della polizia, sono un fetish di esse.
Passando ad argomenti più oscuri tipo articoli per cani, camici da laboratorio, abiti femminili e il BDSM.
Questo argomento, BDSM, rappresenta un mondo espanso: dai giochi di ruoli alla pelle in generale tipo le camicie di forza. Sviluppai questo argomento sapendo poco, ma più crescevo iniziai a non ignorarlo più perché mi sembrava un cattivo gesto. Tuttora lo è.
Vorrei interessarmi alle uniformi della polizia (per via del potere e dalla eleganza) come forma di masturbazione e usare articoli spinti per l'occasione. (Ne comprai tanti: molti sono tutti finiti nella spazzatura o rimborsati).
Vorrei, se è possibile, un parere perché sono combattuto: a provare di nuovo o di abbandonare il tutto.
Anche perché la masturbazione, fatto parecchie volte, mi ha causato sensi di colpa. Invece con il fetish non mi causa problemi, anzi mi sembra normale e mi sento bene. Come se avessi un ostacolo di abitudini. E c'è un problema grave: considero la masturbazione come unica forma di sesso. Quest'ultimo mi fa schifo.
Grazie mille.
Ho un problema e vorrei un parere su di esso: masturbazione.
Per anni, mi interessai di tutto: dai grembiuli di scuola fino alle uniformi della polizia, sono un fetish di esse.
Passando ad argomenti più oscuri tipo articoli per cani, camici da laboratorio, abiti femminili e il BDSM.
Questo argomento, BDSM, rappresenta un mondo espanso: dai giochi di ruoli alla pelle in generale tipo le camicie di forza. Sviluppai questo argomento sapendo poco, ma più crescevo iniziai a non ignorarlo più perché mi sembrava un cattivo gesto. Tuttora lo è.
Vorrei interessarmi alle uniformi della polizia (per via del potere e dalla eleganza) come forma di masturbazione e usare articoli spinti per l'occasione. (Ne comprai tanti: molti sono tutti finiti nella spazzatura o rimborsati).
Vorrei, se è possibile, un parere perché sono combattuto: a provare di nuovo o di abbandonare il tutto.
Anche perché la masturbazione, fatto parecchie volte, mi ha causato sensi di colpa. Invece con il fetish non mi causa problemi, anzi mi sembra normale e mi sento bene. Come se avessi un ostacolo di abitudini. E c'è un problema grave: considero la masturbazione come unica forma di sesso. Quest'ultimo mi fa schifo.
Grazie mille.
Buonasera,
Comprendo quanto possa essere faticoso sentirsi combattuto tra ciò che le procura piacere e i sensi di colpa che emergono successivamente.
Da quello che racconta, mi sembra che il punto centrale non sia tanto la presenza di alcuni fetish o interessi specifici, quanto il rapporto che lei ha costruito nel tempo con la sessualità e con il significato che attribuisce ad essa. I fetish, di per sé, non rappresentano necessariamente un problema, diventano fonte di sofferenza quando vengono vissuti con forte disagio, vergogna, senso di colpa o quando limitano in modo significativo la propria vita.
Sarebbe importante comprendere meglio da dove nascano questi sensi di colpa, quali esperienze, valori o messaggi ricevuti nel corso della sua storia possano aver contribuito a farle vivere la masturbazione come qualcosa di "sbagliato", mentre il fetish viene percepito come più accettabile. Allo stesso modo, meriterebbe di essere esplorato il fatto che lei descriva la masturbazione come l'unica forma possibile di sessualità e che l'idea di un rapporto sessuale con un'altra persona le susciti disgusto. Anche questo non va giudicato, ma compreso nel contesto della sua storia personale, delle sue relazioni e del modo in cui ha imparato a vivere l'intimità.
Più che chiedersi se sia giusto riprendere o abbandonare determinati comportamenti, credo possa essere più utile chiedersi che funzione abbiano nella sua vita, che cosa rappresentino per lei e quali bisogni soddisfino. Infatti i comportamenti vengono considerati anche come modalità attraverso cui la persona cerca un equilibrio all'interno della propria storia e delle proprie relazioni.
Se questa situazione le provoca sofferenza o confusione, un percorso psicologico potrebbe offrirle uno spazio sicuro in cui approfondire questi aspetti senza giudizio, aiutandola a costruire un rapporto più sereno con la sua sessualità e con se stesso. Non tanto per eliminare ciò che prova, quanto per comprenderlo e integrarlo in modo più consapevole.
Spesso comprendere il significato di ciò che viviamo è il primo passo per sentirsi meno in conflitto con noi stessi.
Spero di esserle stato di supporto e le auguro una buona serata.
Comprendo quanto possa essere faticoso sentirsi combattuto tra ciò che le procura piacere e i sensi di colpa che emergono successivamente.
Da quello che racconta, mi sembra che il punto centrale non sia tanto la presenza di alcuni fetish o interessi specifici, quanto il rapporto che lei ha costruito nel tempo con la sessualità e con il significato che attribuisce ad essa. I fetish, di per sé, non rappresentano necessariamente un problema, diventano fonte di sofferenza quando vengono vissuti con forte disagio, vergogna, senso di colpa o quando limitano in modo significativo la propria vita.
Sarebbe importante comprendere meglio da dove nascano questi sensi di colpa, quali esperienze, valori o messaggi ricevuti nel corso della sua storia possano aver contribuito a farle vivere la masturbazione come qualcosa di "sbagliato", mentre il fetish viene percepito come più accettabile. Allo stesso modo, meriterebbe di essere esplorato il fatto che lei descriva la masturbazione come l'unica forma possibile di sessualità e che l'idea di un rapporto sessuale con un'altra persona le susciti disgusto. Anche questo non va giudicato, ma compreso nel contesto della sua storia personale, delle sue relazioni e del modo in cui ha imparato a vivere l'intimità.
Più che chiedersi se sia giusto riprendere o abbandonare determinati comportamenti, credo possa essere più utile chiedersi che funzione abbiano nella sua vita, che cosa rappresentino per lei e quali bisogni soddisfino. Infatti i comportamenti vengono considerati anche come modalità attraverso cui la persona cerca un equilibrio all'interno della propria storia e delle proprie relazioni.
Se questa situazione le provoca sofferenza o confusione, un percorso psicologico potrebbe offrirle uno spazio sicuro in cui approfondire questi aspetti senza giudizio, aiutandola a costruire un rapporto più sereno con la sua sessualità e con se stesso. Non tanto per eliminare ciò che prova, quanto per comprenderlo e integrarlo in modo più consapevole.
Spesso comprendere il significato di ciò che viviamo è il primo passo per sentirsi meno in conflitto con noi stessi.
Spero di esserle stato di supporto e le auguro una buona serata.
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Buongiorno.
Da quello che racconti non emerge che il problema siano i tuoi fetish in sé, quanto il conflitto e i sensi di colpa che vivi rispetto alla masturbazione e alla sessualità. I fetish fanno parte della variabilità della sessualità umana e diventano un problema solo se provocano sofferenza significativa, compromettono la vita quotidiana o coinvolgono situazioni non consensuali.
Il fatto che tu consideri la masturbazione come unica forma di sessualità e che il sesso ti susciti disgusto merita però un approfondimento. Ti suggerisco di parlarne con uno psicologo o uno psicoterapeuta, così da comprendere meglio l'origine di questi vissuti, dei sensi di colpa e del conflitto che descrivi, senza giudizio e con l'obiettivo di aiutarti a vivere la tua sessualità in modo più sereno
Un cordiale saluto
Fabián Gabriel Beneitez
CPBA
Da quello che racconti non emerge che il problema siano i tuoi fetish in sé, quanto il conflitto e i sensi di colpa che vivi rispetto alla masturbazione e alla sessualità. I fetish fanno parte della variabilità della sessualità umana e diventano un problema solo se provocano sofferenza significativa, compromettono la vita quotidiana o coinvolgono situazioni non consensuali.
Il fatto che tu consideri la masturbazione come unica forma di sessualità e che il sesso ti susciti disgusto merita però un approfondimento. Ti suggerisco di parlarne con uno psicologo o uno psicoterapeuta, così da comprendere meglio l'origine di questi vissuti, dei sensi di colpa e del conflitto che descrivi, senza giudizio e con l'obiettivo di aiutarti a vivere la tua sessualità in modo più sereno
Un cordiale saluto
Fabián Gabriel Beneitez
CPBA
Salve, se la sua sessualità la fa sentire in colpa o le fa schifo, come dice lei, é il momento di cambiare forma di sessualità. Si rivolga ad un esperto, le si apriranno nuovi mondi.
Un caro saluto
Un caro saluto
Buongiorno,
da ciò che racconta, la sofferenza sembra derivare più dai sensi di colpa e dal conflitto interiore che dal fetish in sé. Gli interessi legati a uniformi, dinamiche di potere o BDSM non sono necessariamente problematici, soprattutto se vissuti in modo consapevole e non causano disagio significativo.
Meriterebbe invece un approfondimento il fatto che la masturbazione le provochi malessere e che consideri questa l'unica forma di sessualità accettabile. Un percorso di consulenza psicologica potrebbe aiutarla a comprendere meglio il significato che attribuisce alla sessualità e a vivere questi aspetti con maggiore serenità.
Un caro saluto.
da ciò che racconta, la sofferenza sembra derivare più dai sensi di colpa e dal conflitto interiore che dal fetish in sé. Gli interessi legati a uniformi, dinamiche di potere o BDSM non sono necessariamente problematici, soprattutto se vissuti in modo consapevole e non causano disagio significativo.
Meriterebbe invece un approfondimento il fatto che la masturbazione le provochi malessere e che consideri questa l'unica forma di sessualità accettabile. Un percorso di consulenza psicologica potrebbe aiutarla a comprendere meglio il significato che attribuisce alla sessualità e a vivere questi aspetti con maggiore serenità.
Un caro saluto.
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso un aspetto così personale della sua vita. Dal suo messaggio emerge una buona capacità di riflettere su ciò che prova, anche se questa riflessione sembra accompagnata da molta conflittualità e senso di colpa.
La prima cosa che mi colpisce è che lei distingue chiaramente due esperienze: da una parte il "fetish", che descrive come qualcosa che le dà benessere e che vive con naturalezza; dall'altra la "masturbazione", che invece sembra associata a vergogna, colpa e all'idea di stare facendo qualcosa di sbagliato. Questo suggerisce che il problema potrebbe non essere tanto il fetish in sé, quanto il significato che attribuisce alla masturbazione e alla sessualità.
I fetish sono una variante della sessualità umana e, di per sé, non rappresentano un disturbo. Diventano problematici quando provocano una sofferenza significativa, compromettono la vita della persona o coinvolgono altre persone senza consenso.
Da quello che racconta, il suo interesse per uniformi, indumenti o dinamiche di potere non è necessariamente il problema principale.
Quello che invece merita attenzione è il conflitto interno che descrive.
Da una parte desidera esplorare questi interessi, dall'altra sente il bisogno di eliminarli, arrivando a buttare via gli oggetti acquistati. Questo continuo alternarsi tra desiderio e rifiuto può alimentare ulteriormente il senso di colpa e mantenere il disagio.
Mi soffermerei anche su un'altra frase che ha scritto: "considero la masturbazione come unica forma di sesso. Quest'ultimo mi fa schifo." È un'affermazione importante, perché lascia intendere che la sessualità condivisa susciti in lei un forte rifiuto. Sarebbe utile comprendere da dove nasce questo disgusto: è legato a esperienze passate, a convinzioni morali, all'ansia, oppure semplicemente al fatto che non rappresenta ciò che desidera? Non è possibile rispondere a questa domanda attraverso un messaggio, ma è un tema che meriterebbe di essere esplorato.
Lei chiede se sia meglio "riprovare" oppure "abbandonare tutto". Credo che la scelta non debba essere guidata dal senso di colpa, ma dalla comprensione di ciò che realmente le fa stare bene e del motivo per cui alcune esperienze le provocano disagio. Eliminare forzatamente un interesse spesso non risolve il conflitto, così come assecondarlo senza comprenderlo non sempre porta serenità.
Per questo motivo potrebbe essere utile un percorso con uno psicologo esperto di sessuologia. Non con l'obiettivo di "togliere" il fetish, ma di aiutarla a capire il suo rapporto con la sessualità, con il piacere e con il senso di colpa, così da poter vivere questi aspetti in modo più libero e consapevole.
Il fatto che lei si stia ponendo queste domande dimostra che desidera comprendersi meglio, e questo rappresenta già un buon punto di partenza.
Le auguro di trovare risposte che le permettano di vivere la sua sessualità con maggiore serenità.
Le mando un caloroso saluto.
Dott. Michele Basigli Perugia
la ringrazio per aver condiviso un aspetto così personale della sua vita. Dal suo messaggio emerge una buona capacità di riflettere su ciò che prova, anche se questa riflessione sembra accompagnata da molta conflittualità e senso di colpa.
La prima cosa che mi colpisce è che lei distingue chiaramente due esperienze: da una parte il "fetish", che descrive come qualcosa che le dà benessere e che vive con naturalezza; dall'altra la "masturbazione", che invece sembra associata a vergogna, colpa e all'idea di stare facendo qualcosa di sbagliato. Questo suggerisce che il problema potrebbe non essere tanto il fetish in sé, quanto il significato che attribuisce alla masturbazione e alla sessualità.
I fetish sono una variante della sessualità umana e, di per sé, non rappresentano un disturbo. Diventano problematici quando provocano una sofferenza significativa, compromettono la vita della persona o coinvolgono altre persone senza consenso.
Da quello che racconta, il suo interesse per uniformi, indumenti o dinamiche di potere non è necessariamente il problema principale.
Quello che invece merita attenzione è il conflitto interno che descrive.
Da una parte desidera esplorare questi interessi, dall'altra sente il bisogno di eliminarli, arrivando a buttare via gli oggetti acquistati. Questo continuo alternarsi tra desiderio e rifiuto può alimentare ulteriormente il senso di colpa e mantenere il disagio.
Mi soffermerei anche su un'altra frase che ha scritto: "considero la masturbazione come unica forma di sesso. Quest'ultimo mi fa schifo." È un'affermazione importante, perché lascia intendere che la sessualità condivisa susciti in lei un forte rifiuto. Sarebbe utile comprendere da dove nasce questo disgusto: è legato a esperienze passate, a convinzioni morali, all'ansia, oppure semplicemente al fatto che non rappresenta ciò che desidera? Non è possibile rispondere a questa domanda attraverso un messaggio, ma è un tema che meriterebbe di essere esplorato.
Lei chiede se sia meglio "riprovare" oppure "abbandonare tutto". Credo che la scelta non debba essere guidata dal senso di colpa, ma dalla comprensione di ciò che realmente le fa stare bene e del motivo per cui alcune esperienze le provocano disagio. Eliminare forzatamente un interesse spesso non risolve il conflitto, così come assecondarlo senza comprenderlo non sempre porta serenità.
Per questo motivo potrebbe essere utile un percorso con uno psicologo esperto di sessuologia. Non con l'obiettivo di "togliere" il fetish, ma di aiutarla a capire il suo rapporto con la sessualità, con il piacere e con il senso di colpa, così da poter vivere questi aspetti in modo più libero e consapevole.
Il fatto che lei si stia ponendo queste domande dimostra che desidera comprendersi meglio, e questo rappresenta già un buon punto di partenza.
Le auguro di trovare risposte che le permettano di vivere la sua sessualità con maggiore serenità.
Le mando un caloroso saluto.
Dott. Michele Basigli Perugia
Salve, la ringrazio per aver condiviso un argomento così personale. Comprendo che non sia semplice parlare apertamente della propria sessualità, soprattutto quando si provano dubbi, sensi di colpa o ci si sente combattuti rispetto a ciò che si desidera. Il fatto che abbia scelto di chiedere un confronto è già un passo importante verso una maggiore comprensione di sé. Da ciò che racconta emerge che il problema, più che essere rappresentato dai suoi interessi o dai suoi fetish, sembra riguardare il conflitto che vive nei loro confronti e, soprattutto, il significato che attribuisce alla masturbazione e alla sessualità. Sono due aspetti diversi. Avere fantasie o interessi particolari non è di per sé indice di qualcosa che non va. La sessualità umana è molto ampia e può comprendere preferenze estremamente diverse tra loro. Ciò che merita attenzione è piuttosto il livello di sofferenza che queste esperienze provocano e il modo in cui influenzano la qualità della vita. Lei descrive un'alternanza continua tra il desiderio di approfondire questi interessi e il bisogno di eliminarli, arrivando a comprare oggetti per poi buttarli o restituirli. Questo movimento continuo tra avvicinamento e allontanamento fa pensare a una lotta interiore che probabilmente le consuma molte energie. Inoltre racconta che il fetish, di per sé, le appare naturale e non le crea disagio, mentre è la masturbazione a essere accompagnata da forti sensi di colpa. Questo suggerisce che forse il nodo principale non è tanto il contenuto delle fantasie, quanto il modo in cui interpreta alcuni aspetti della propria sessualità. Anche il fatto che consideri la masturbazione come l'unica forma di sessualità e provi disgusto nei confronti dei rapporti sessuali è un elemento che meriterebbe di essere esplorato con curiosità e senza giudizio. Non tanto per stabilire cosa sia giusto o sbagliato, ma per comprendere come si sia costruita nel tempo questa rappresentazione della sessualità, quali esperienze, convinzioni o emozioni possano aver contribuito a darle questa forma e se questa modalità la faccia realmente stare bene oppure rappresenti, almeno in parte, una limitazione che le provoca sofferenza. Da un punto di vista cognitivo comportamentale, il lavoro non si concentrerebbe sul cercare di eliminare i suoi interessi, ma sul comprendere quali pensieri, convinzioni, emozioni e comportamenti ruotano intorno ad essi. Molto spesso non è la fantasia in sé a creare il problema, ma il conflitto che nasce quando la persona interpreta ciò che prova come inaccettabile, pericoloso o incompatibile con l'immagine che ha di sé. Proprio perché descrive questo senso di lotta interiore e questi continui dubbi, potrebbe essere utile valutare un percorso psicologico. Un percorso cognitivo comportamentale potrebbe aiutarla a comprendere meglio il funzionamento di questi meccanismi, a distinguere ciò che appartiene ai suoi reali desideri da ciò che invece è alimentato dal senso di colpa o dalla paura, e a costruire un rapporto più sereno e consapevole con la propria sessualità. L'obiettivo non sarebbe dirle cosa dovrebbe fare o cosa dovrebbe desiderare, ma aiutarla a capire meglio sé stesso e le ragioni profonde del suo disagio. Credo che questa sia la direzione più utile, perché dalle sue parole emerge il desiderio di trovare una risposta definitiva sul fatto che sia meglio continuare o abbandonare tutto. Tuttavia, prima ancora di prendere una decisione, potrebbe essere importante comprendere cosa rappresentano davvero per lei queste esperienze e perché oggi le fanno vivere un conflitto così intenso. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile utente di mio dottore,
lei qui porta un tema delicato che meriterebbe l' attenzione di un sessuologo. Si affidi ad uno specialista, potrà aiutarla a trovare le risposte che cerca.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
lei qui porta un tema delicato che meriterebbe l' attenzione di un sessuologo. Si affidi ad uno specialista, potrà aiutarla a trovare le risposte che cerca.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Lavorerei sulla sua frase: il sesso mi fa schifo. La masturbazione mi procura sensi di colpa.
Indagherei queste sue posizioni anzitutto
Indagherei queste sue posizioni anzitutto
Buongiorno, la definizione di se stessi e della propria identità di genere non è mai un processo facile. Probabilmente avrebbe bisogno di capire meglio la sua identità di genere. Le consiglio di fare un percorso psicoterapico per arrivare a una definizione di sè che la rappresenti veramente
Buongiorno,
ti ringrazio per aver descritto la tua situazione con tanta sincerità. Da quello che racconti emergono diversi aspetti che è utile distinguere.
Innanzitutto, avere un fetish o un interesse erotico per determinati oggetti, uniformi o dinamiche non significa di per sé avere un disturbo. Molte persone hanno fantasie o preferenze sessuali specifiche. Diventano un problema solo se causano una sofferenza significativa, portano a comportamenti non consensuali o impediscono di vivere la propria sessualità o la propria vita in modo soddisfacente.
Nel tuo caso, però, non sembra essere il fetish a farti soffrire maggiormente. Mi colpiscono soprattutto tre elementi:
dici che la masturbazione ti provoca spesso sensi di colpa;
scrivi che consideri la masturbazione come l'unica forma di sessualità, mentre il rapporto sessuale ti "fa schifo";
racconti di essere combattuto, acquistando oggetti, poi buttandoli o restituendoli, come se oscillassi continuamente tra il desiderio e il rifiuto.
Questo fa pensare che il conflitto principale non sia tanto cosa ti eccita, ma come vivi la tua sessualità. I sensi di colpa possono derivare da convinzioni personali, educazione ricevuta, esperienze passate o da un disagio più profondo rispetto al desiderio sessuale.
Un'altra cosa importante è la tua affermazione sul sesso. Se con "mi fa schifo" intendi che non provi alcun interesse per avere rapporti con altre persone e questa condizione non ti fa soffrire, potrebbe semplicemente rappresentare il tuo modo di vivere la sessualità. Se invece questa avversione ti crea disagio o limita la tua vita affettiva, allora vale la pena approfondirla con un professionista.
Alla tua domanda se sia meglio "riprovare o abbandonare tutto", non credo esista una risposta valida per tutti. Ti chiederei piuttosto:
quando utilizzi questi fetish, ti senti sereno oppure subito dopo emergono vergogna e colpa?
i sensi di colpa derivano dal fatto che pensi che queste fantasie siano "sbagliate", oppure dal fatto che senti di non avere il controllo sui tuoi comportamenti?
Se questo conflitto è presente da anni e ti fa stare male, potrebbe esserti molto utile parlare con uno psicologo o un sessuologo.
ti ringrazio per aver descritto la tua situazione con tanta sincerità. Da quello che racconti emergono diversi aspetti che è utile distinguere.
Innanzitutto, avere un fetish o un interesse erotico per determinati oggetti, uniformi o dinamiche non significa di per sé avere un disturbo. Molte persone hanno fantasie o preferenze sessuali specifiche. Diventano un problema solo se causano una sofferenza significativa, portano a comportamenti non consensuali o impediscono di vivere la propria sessualità o la propria vita in modo soddisfacente.
Nel tuo caso, però, non sembra essere il fetish a farti soffrire maggiormente. Mi colpiscono soprattutto tre elementi:
dici che la masturbazione ti provoca spesso sensi di colpa;
scrivi che consideri la masturbazione come l'unica forma di sessualità, mentre il rapporto sessuale ti "fa schifo";
racconti di essere combattuto, acquistando oggetti, poi buttandoli o restituendoli, come se oscillassi continuamente tra il desiderio e il rifiuto.
Questo fa pensare che il conflitto principale non sia tanto cosa ti eccita, ma come vivi la tua sessualità. I sensi di colpa possono derivare da convinzioni personali, educazione ricevuta, esperienze passate o da un disagio più profondo rispetto al desiderio sessuale.
Un'altra cosa importante è la tua affermazione sul sesso. Se con "mi fa schifo" intendi che non provi alcun interesse per avere rapporti con altre persone e questa condizione non ti fa soffrire, potrebbe semplicemente rappresentare il tuo modo di vivere la sessualità. Se invece questa avversione ti crea disagio o limita la tua vita affettiva, allora vale la pena approfondirla con un professionista.
Alla tua domanda se sia meglio "riprovare o abbandonare tutto", non credo esista una risposta valida per tutti. Ti chiederei piuttosto:
quando utilizzi questi fetish, ti senti sereno oppure subito dopo emergono vergogna e colpa?
i sensi di colpa derivano dal fatto che pensi che queste fantasie siano "sbagliate", oppure dal fatto che senti di non avere il controllo sui tuoi comportamenti?
Se questo conflitto è presente da anni e ti fa stare male, potrebbe esserti molto utile parlare con uno psicologo o un sessuologo.
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