Buonasera, vorrei capire se ho qualcosa di sbagliato io o comunque sbaglio qualcosa nel mio atteggia
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Buonasera, vorrei capire se ho qualcosa di sbagliato io o comunque sbaglio qualcosa nel mio atteggiamento poiché nel corso dei miei anni (dai 6 ai 18) mia mamma solleva spesso l'argomento di mio papà, che ci ha abbandonato. Verso i 10 anni, quando stavo iniziando a convivere con questa situazione, lui mi ha cercata tramite i social (lei tutt'ora controlla la chat). Mi sento frustrata quando mia mamma assume che io pensi di stare meglio con mio padre, ignorando i miei veri sentimenti senza ascoltarmi e facendo silenzio punitivo se le rispondo. Ad esempio, oggi le ho mostrato un tatuaggio che volevo fare, in cui c'era anche una tigre. Lei è diventata subito rossa di rabbia dicendomi che faceva schifo e che non aveva senso. Dopo che le ho chiesto spiegazioni del perché non le piacesse, alla fine ha sputato il rospo... anche mio papà aveva una tigre tatuata e diceva che la volevo fare per lui, quando sinceramente non me lo ricordo neanche.
Vorrei capire come agire
Vorrei capire come agire
Gentilissima, queste sembrano dinamiche molto complesse e consolidatesi nel tempo. Ha valutato l'idea di analizzare la cosa con uno psicoterapeuta? Sa, noi non possiamo darle consigli su come gestire la sua vita, ma insieme ad uno specialista può trovare uno spazio tutto per lei per esprimere ed elaborare tutti quei vissuti che non la fanno star bene. I miei più cordiali saluti, Paolo Mirri
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Salve, immagino la complessità della situazione che si trova ad affrontare, sta crescendo e diventando più indipendente e sente che sua mamma fatica ad accoglierla e sostenerla.
Certe volte si può avere il timore di ferire i propri cari prendendo le proprie strade ma è importante portare avanti le proprie aspirazioni e desideri, anche se portano in conflitto con i propri affetti. Nel tempo si impara a porre confini e le relazioni non possono che giovarne. E' importante che comunichi a sua mamma la fatica per questi comportamenti di controllo e di scarsa accettazione e che impari a tollerare che certe sue posizioni (avere privacy, recuperare un rapporto con suo padre), possano ferire sua madre... questo è un pezzo di sua madre del quale non è sua responsabilità prendersene cura! Infatti se lei sta riuscendo ad avere un rapporto sano con suo padre non può che farle bene.
Valuti la possibilità di effettuare alcuni colloqui psicologici per essere supportata in questo passaggio.
Certe volte si può avere il timore di ferire i propri cari prendendo le proprie strade ma è importante portare avanti le proprie aspirazioni e desideri, anche se portano in conflitto con i propri affetti. Nel tempo si impara a porre confini e le relazioni non possono che giovarne. E' importante che comunichi a sua mamma la fatica per questi comportamenti di controllo e di scarsa accettazione e che impari a tollerare che certe sue posizioni (avere privacy, recuperare un rapporto con suo padre), possano ferire sua madre... questo è un pezzo di sua madre del quale non è sua responsabilità prendersene cura! Infatti se lei sta riuscendo ad avere un rapporto sano con suo padre non può che farle bene.
Valuti la possibilità di effettuare alcuni colloqui psicologici per essere supportata in questo passaggio.
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Gentilissima buongiorno, la situazione che ci descrive è delicata, satura di bisogni e probabilmente di ferite non guarite. Posso solo ipotizzare come sua madre possa sentirsi tradita, o comunque ferita, da questo riavvicinamento di lei a suo padre. D'altro canto lei ha tutti i diritti di avvicinarsi a lui e ben venga il fatto che lui si sia rifatto vivo con lei. Vorrebbe capire come agire; mi è difficile risponderle perché non so in che modo ha agito fino ad adesso. Penso, e mi dica se sbaglio, che la vostra comunicazione sull'argomento sia molto alterata, lei si sente minacciata da sua madre nel suo desiderio di stare con suo padre, sua madre si sente tradita da questo desiderio. Quando vi confrontate sull'argomento vi comportate come due nemiche: è così? Per riuscire a comunicare con sua madre dovrebbe comprendere il suo stato d'animo e trattarlo con cura, solo se sua madre si sentirà rassicurata nell'amore incondizionato che continua a provare per lei, riuscirà a essere serena sulla questione. Mi rendo conto che ci sono emozioni forti in gioco, se sentisse il bisogno di un sostegno psicologico in questo momento della sua vita io sono disponibile. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa
Buonasera, capisco che vivi una situazione complessa e frustrante. Potrebbe essere utile affrontare questo tema delicato con tua madre in modo aperto e rispettoso. Esprimi i tuoi sentimenti e spiega che il tuo desiderio di fare un tatuaggio non è legato a tuo padre, ma piuttosto rappresenta una scelta personale che ha significato per te.
Chiedi di poter discutere della tua esperienza e dei tuoi sentimenti in merito a tuo padre senza essere giudicata o sentirti punita. La comunicazione aperta potrebbe aiutare a creare una comprensione reciproca. Se ritieni che la situazione stia influenzando negativamente il tuo benessere emotivo, potrebbe essere utile coinvolgere un professionista, come uno psicologo o uno psicoterapeuta ad orientamento cognitivo-comportamentale, che possa guidarti attraverso questo processo di comunicazione e offrire supporto.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento o supporto
Un caro saluto
Dott. Moro
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Ciao, comprendo molto la tua confusione. Probabilmente tua madre è ferita e ancora sente quella sofferenza e rabbia legata al passato con papà. E' semplicemente spaventata che tu possa preferire lui a lei e di conseguenza questo significherebbe annullare i sacrifici che ha fatto. Ovviamente questa è la nostra mente che quando avvertiamo il pericolo ci porta a determinati pensieri e di conseguenza a determinate emozioni e comportamenti. Prova a rassicurarla e vedrai che anche lei gestirà ed esprimerà meglio i suoi pensieri. Resto a disposizione. Buona serata
Buongiorno, sembra che il comportamento di sua madre generi in lei molta confusione... Sicuramente non è facile trovarsi nella sua posizione dato che sembra che il tema di suo padre sia ancora molto scottante per sua madre. Ciò che potrebbe fare è comunicarle che i suoi comportamenti così impulsivi e/o carichi di rabbia ogni volta che il tema emerge la fanno sentire in difficoltà.
Dott. Marco Cenci
Dott. Marco Cenci
Questa dolorosa situazione che lei ha appena descritto potrebbe aver riattivato vissuti di abbandono in sua madre che le impediscono di vedere la sofferenza che sta causando a lei come figlia.
Un percorso psicologico le sarebbe utile a prendere maggiore consapevolezza degli schemi mentali che lei utilizza per rappresentare i ruoli di se stessa e di sua madre in questa dinamica, e delle modalità di interazione che ha appreso per affrontare questi momenti sicuramente molto difficili.
Resto a disposizione per ulteriori dubbi
Saluti
Dott. Giacomo Ginestrone
Un percorso psicologico le sarebbe utile a prendere maggiore consapevolezza degli schemi mentali che lei utilizza per rappresentare i ruoli di se stessa e di sua madre in questa dinamica, e delle modalità di interazione che ha appreso per affrontare questi momenti sicuramente molto difficili.
Resto a disposizione per ulteriori dubbi
Saluti
Dott. Giacomo Ginestrone
Buonasera gentile utente. La situazione che descrive lascia intendere la presenza di una ferita molto profonda che innesca dinamiche familiari molto complesse e che è quindi bene sia rielaborata all’interno di una relazione terapeutica. Mi sento quindi di suggerirle di rivolgersi ad uno/a psicologo/a o psicoterapeuta.
Dott. Iacopo Curzi
Dott. Iacopo Curzi
Salve probabilmente sua mamma ha qualcosa di irrisolto con suo papà ma questo non deve interferire nel rapporto che ha con suo papà o che vorrebbe costruire con lui. Quando ci si lascia come coppia teoricamente si dovrebbe continuare a collaborare come genitori per i figli. Quello che posso dire a lei è che non ha nulla di sbagliato ma semplicemente è vittima.di un rapporto irrisolto. Un caro saluto Rossella Chiusolo
Buona sera. Non è lei che sta sbagliando s', ma sua madre nel fare terra bruciata intorno alla ripresa dei contatti con il papà, con un eccesso di controll e con i silenzi punitivi ai quali non deve farsi ricattare.
Inizi a rassicurare la madre sul fatto che riprendere i contatti non significa preferire una persona rispetto all'altra.
Un training di comunicazione assertiva nei confronti della mamma un po' invadente potrebbe risollevare la situazione piuttosto pesante.
A disposizione
Dr. Gianpietro Rossi
Inizi a rassicurare la madre sul fatto che riprendere i contatti non significa preferire una persona rispetto all'altra.
Un training di comunicazione assertiva nei confronti della mamma un po' invadente potrebbe risollevare la situazione piuttosto pesante.
A disposizione
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Gentile utente, lei non ha assolutamente nulla di sbagliato. Il fatto che a prescindere da apparenti vissuti irrisolti di sua madre con suo padre, lei desideri avvicinarsi a suo padre e avere un rapporto con lui è del tutto legittimo. Evidentemente la mamma manifesta una profonda sofferenza che non le consente di essere 'lucida' ed accogliere i suoi bisogni. Potrebbe essere utile per lei parlare con un professionista per individuare il migliore approccio comunicativo da adottare con sua madre per farle comprendere quanto è importante per lei coltivare il rapporto con il suo papà. Le faccio un grande in bocca al lupo.
Gentile utente, la situazione che sta vivendo è delicata e ci sono diversi "fuochi" che ancora non sono stati spenti su più versanti. Sicuramente sua madre non nutre un sentimento positivo nei confronti si duo padre (ed è probabile che ne abbia tutte la ragioni del mondo) e questo sentimento percepisco sia ancora forte in lei, talmente tanto da non riuscire a vedere e sentire le emozioni di sua figlia. Finché sua madre non placherà il risentimento verso suo padre, difficilmente avrà le giuste lenti per osservare altri punti di vista. Provi ad accogliere il suo dolore, facendola sentire capita.. a volte basta poco per aprire una connessione più profonda con i nostri cari. Potrebbe succedere che anche sua madre, di riflesso, abbracci i suoi dolori.
Un caro saluto,
Stefania La Torre
Un caro saluto,
Stefania La Torre
Salve gentile utente, grazie per aver condiviso la sua situazione. Credo che nella sua situazione sia importante ridefinire gli spazi e i confini nel rapporto con sua madre. Lei sta crescendo ed è normale che la sua maggiore autonomia nella scelte delle sue relazioni possa essere vissuta con allarme da sua madre, in special modo se queste hanno a che fare con l'uomo che l'ha fatta soffrire. Alla luce di questo sua periodo di trasformazione e crescita, suppongo che lei abbia bisogno di ricostruire il rapporto con sua madre sulla base di queste nuove esigenze e potrebbe essere utile farlo con un professionista che possa garantire un luogo protetto, riflessione profonde e una comunicazione efficace. Qualora lo volesse sono a sua disposizione anche online, il primo colloquio è gratuito
Cara utente, che fatica per te stare in mezzo a questi due fuochi.
Sicuramente il comportamento di tua mamma è spinto da una forte rabbia nei confronti di tuo papà, ma non tiene in considerazione la sofferenza che può generare in te. Ti consiglio di pensare a intraprendere un percorso di psicoterapia per te, al fine di trattare questi temi tanto faticosi. Nel caso in cui avessi bisogno, io sono qua. Un caro saluto
Sicuramente il comportamento di tua mamma è spinto da una forte rabbia nei confronti di tuo papà, ma non tiene in considerazione la sofferenza che può generare in te. Ti consiglio di pensare a intraprendere un percorso di psicoterapia per te, al fine di trattare questi temi tanto faticosi. Nel caso in cui avessi bisogno, io sono qua. Un caro saluto
Buongiorno,
Sembra che sua madre non abbia accettato la separazione da suo padre e che proietti su di lei la frustrazione e la sua difficoltà nel superarlo. Le consiglio di confrontarsi con sua madre con calma e serenità esprimendo in modo assertivo ciò che prova e come la fa sentire. Potrebbe essere utile per entrambe intraprendere un percorso psicologico per affrontare le dinamiche del vostro rapporto e del rapporto con suo padre.
La ringrazio della condivisione
Rimango a disposizione per qualsiasi informazione
Cordiali saluti
Dott.ssa Giorgia Sapienza
Sembra che sua madre non abbia accettato la separazione da suo padre e che proietti su di lei la frustrazione e la sua difficoltà nel superarlo. Le consiglio di confrontarsi con sua madre con calma e serenità esprimendo in modo assertivo ciò che prova e come la fa sentire. Potrebbe essere utile per entrambe intraprendere un percorso psicologico per affrontare le dinamiche del vostro rapporto e del rapporto con suo padre.
La ringrazio della condivisione
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Cordiali saluti
Dott.ssa Giorgia Sapienza
Sembra che tu stia affrontando una situazione difficile con tua madre e il modo in cui reagisce alle tue decisioni o ai tuoi sentimenti riguardo a tuo padre. È normale avere sentimenti complessi e ambigui quando si tratta di genitori separati o di una figura genitoriale assente.
Ecco alcuni suggerimenti su come affrontare questa situazione:
1. Comunicazione aperta: Cerca di parlare apertamente con tua madre dei tuoi sentimenti. Spiega come ti senti quando lei assume automaticamente cosa pensi o senti riguardo a tuo padre. La comunicazione aperta può aiutare entrambi a comprendere meglio le rispettive prospettive.
2. Ascolto reciproco: Chiedi a tua madre di ascoltarti senza giudizio e cerca di ascoltarla a sua volta. Potrebbe essere utile cercare di capire perché reagisce in determinati modi o ha determinate preoccupazioni riguardo a tuo padre.
3. Terapia familiare: Se la situazione è molto difficile e la comunicazione continua a essere problematica, potresti considerare la possibilità di coinvolgere uno psicoterapeuta o uno psicologo specializzato in terapia familiare. Un professionista può aiutare a facilitare la comunicazione e a lavorare su questioni familiari complesse.
4. Autonomia e decisioni personali: Ricorda che hai il diritto di prendere decisioni personali sulla tua vita, inclusa la scelta di fare un tatuaggio. Le tue decisioni non dovrebbero necessariamente essere influenzate da esperienze passate o da aspettative degli altri. È importante fare scelte che riflettano te stesso e le tue preferenze.
5. Supporto esterno: Se ti senti sopraffatta dalla situazione o hai bisogno di qualcuno con cui parlare, potresti cercare supporto da amici di fiducia, altri familiari o uno psicologo che possa aiutarti a gestire le tue emozioni e prendere decisioni più consapevoli.
Ricorda che la tua relazione con tua madre può migliorare con il tempo e con la comunicazione aperta. Cerca di essere paziente e di lavorare insieme per affrontare queste sfide familiari.
Ecco alcuni suggerimenti su come affrontare questa situazione:
1. Comunicazione aperta: Cerca di parlare apertamente con tua madre dei tuoi sentimenti. Spiega come ti senti quando lei assume automaticamente cosa pensi o senti riguardo a tuo padre. La comunicazione aperta può aiutare entrambi a comprendere meglio le rispettive prospettive.
2. Ascolto reciproco: Chiedi a tua madre di ascoltarti senza giudizio e cerca di ascoltarla a sua volta. Potrebbe essere utile cercare di capire perché reagisce in determinati modi o ha determinate preoccupazioni riguardo a tuo padre.
3. Terapia familiare: Se la situazione è molto difficile e la comunicazione continua a essere problematica, potresti considerare la possibilità di coinvolgere uno psicoterapeuta o uno psicologo specializzato in terapia familiare. Un professionista può aiutare a facilitare la comunicazione e a lavorare su questioni familiari complesse.
4. Autonomia e decisioni personali: Ricorda che hai il diritto di prendere decisioni personali sulla tua vita, inclusa la scelta di fare un tatuaggio. Le tue decisioni non dovrebbero necessariamente essere influenzate da esperienze passate o da aspettative degli altri. È importante fare scelte che riflettano te stesso e le tue preferenze.
5. Supporto esterno: Se ti senti sopraffatta dalla situazione o hai bisogno di qualcuno con cui parlare, potresti cercare supporto da amici di fiducia, altri familiari o uno psicologo che possa aiutarti a gestire le tue emozioni e prendere decisioni più consapevoli.
Ricorda che la tua relazione con tua madre può migliorare con il tempo e con la comunicazione aperta. Cerca di essere paziente e di lavorare insieme per affrontare queste sfide familiari.
Gentilissima, una dinamica dififcile da gestire e radicata nel tempo alla quale non sa come reagire. Comprendo il suo dispiacere, la rabbia ed il disorienramento. Una possibilità potrebbe essere quella di farvi aiutare insieme in modo da avere uno spazio sicuro in cui esprimervi ? Altrimenti un sostegno psicologico per lei sarebbe fondamentale per poter elaborare e risolvere il rapporto con sua madre e per apprendere ad uno stile comunicatico efficace ed assertivo. Cordiali Saluti, Dr.ssa Claudia Quaglieri
Buongiorno, mi dispiace molto per il disagio che sta provando. Comprendo la sua preoccupazione e quanto questo si ripercuota nella sua vita quotidiana. Dalle sue parole sembrerebbe emergere un certo grado di consapevolezza dettata dal suo desiderio di voler esprimere i suoi sentimenti senza avere paura di farlo e senza sentirsi in colpa. Le suggerire, pertanto, di intraprendere un percorso piscologico che la aiuti a esplorare il suo vissuto emotivo e le sue relazioni primarie. Inoltre, potrebbe essere importante approfondire la relazione che ha con sua madre per trovare un nuovo modo per affrontare queste situazioni. Uno spazio che le permetta di esprimere ciò che sente andando alle origini delle dinamiche relazioni attuali potrebbe darle l’opportunità di evolvere e di migliorare la sua qualità di vita. Un caro saluto Dott.ssa Giulia Mauri
La tua frustrazione è comprensibile. Sembra che tua madre stia vivendo ancora il dolore dell’abbandono da parte di tuo padre e, inconsapevolmente, riversi su di te questa paura, come se temesse di essere lasciata anche da te. Il suo modo di reagire—controllare la chat, interpretare le tue scelte in funzione di tuo padre, usare il silenzio punitivo—potrebbe essere un tentativo di mantenere il controllo sulla relazione con te, perché teme di perderti.
Quando lei assume che tu voglia stare meglio con tuo padre o interpreta le tue scelte in base a lui, in realtà sta esprimendo il suo timore, più che una verità su di te. Per questo, discutere razionalmente potrebbe non funzionare: per lei non è solo una questione di logica, ma di emozioni profonde.
Il punto chiave è che non sei sbagliata e non stai facendo nulla di male. Stai solo cercando di vivere la tua vita in modo autentico, mentre tua madre sta lottando con ferite che non ha ancora elaborato. Trovare un equilibrio tra comprensione e protezione di te stessa sarà fondamentale.
Quando lei assume che tu voglia stare meglio con tuo padre o interpreta le tue scelte in base a lui, in realtà sta esprimendo il suo timore, più che una verità su di te. Per questo, discutere razionalmente potrebbe non funzionare: per lei non è solo una questione di logica, ma di emozioni profonde.
Il punto chiave è che non sei sbagliata e non stai facendo nulla di male. Stai solo cercando di vivere la tua vita in modo autentico, mentre tua madre sta lottando con ferite che non ha ancora elaborato. Trovare un equilibrio tra comprensione e protezione di te stessa sarà fondamentale.
Cara,
Capisco che la situazione che stai vivendo sia molto dolorosa e complessa, e posso immaginare quanto sia difficile sentirsi fraintesa e non ascoltata, soprattutto quando si tratta di un tema così emotivamente carico come il rapporto con tuo padre. Quello che descrivi riguarda un conflitto non solo con tuo padre, ma anche con tua madre, il che può generare confusione e frustrazione.
Prima di tutto, voglio sottolineare che i tuoi sentimenti sono validi e meriti di essere ascoltata senza giudizi, tanto da parte di tua madre quanto da parte di chi ti circonda. È del tutto naturale che, quando hai vissuto una situazione di abbandono o separazione da una figura importante come il padre, si creino emozioni contrastanti che a volte nemmeno tu stessa riesci a comprendere appieno. Tuttavia, è essenziale che tu abbia lo spazio per esplorare e comprendere i tuoi sentimenti senza sentirti condizionata dalle opinioni degli altri.
Cosa sta accadendo nella tua relazione con tua madre?
Dal racconto che fai, sembra che tua madre abbia difficoltà ad accettare la tua indipendenza emotiva dal padre, o forse le sue emozioni riguardo al suo abbandono influenzano la sua percezione del tuo rapporto con lui. Il fatto che lei sollevi frequentemente il tema del tuo papà e reagisca in modo così forte quando tu esprimi te stessa (come nel caso del tatuaggio) indica che il suo vissuto emotivo non è completamente elaborato, e questo può portarla a cercare di imporre la sua visione della situazione a te. La sua reazione potrebbe anche essere una forma di protezione: non vuole che tu soffra per l’assenza di tuo padre o che tu sembri "preferire" lui, ma in realtà, questa modalità comunicativa sembra non permetterti di esprimere liberamente i tuoi sentimenti.
Perché tua madre reagisce così?
1. Proiezione dei suoi sentimenti: Il comportamento di tua madre può essere una forma di proiezione, cioè lei sta proiettando su di te i suoi stessi sentimenti di abbandono, dolore e rabbia nei confronti di tuo padre. Se lei ha sofferto molto per il comportamento di tuo padre, potrebbe essere difficile per lei accettare che tu, come figlia, possa avere sentimenti diversi o anche ambivalenti nei confronti di lui.
2. Controllo e protezione: In alcuni casi, quando una persona ha subito un trauma o una ferita profonda, come nel caso dell'abbandono, può cercare di controllare il comportamento degli altri, specialmente dei propri figli, per proteggerli dal dolore. Questo può manifestarsi nel tentativo di "proteggerti" da un rapporto che considera problematico o che non vuole che tu idealizzi.
Cosa puoi fare in questa situazione?
1. Comunica apertamente i tuoi sentimenti: Potresti provare a parlare con tua madre in un momento calmo, lontano da discussioni emotive forti, e spiegare quanto sia importante per te che lei rispetti i tuoi sentimenti riguardo a tuo padre. Usa un linguaggio che metta in luce le tue emozioni senza accusarla: "Mamma, capisco che tu stia soffrendo per quello che è successo con papà, ma io ho il diritto di sentirmi come mi sento, senza che questo ti faccia arrabbiare. Vorrei che mi ascoltassi quando ti parlo di lui o delle cose che mi riguardano, come il tatuaggio. Non lo faccio per lui, ma per me."
2. Definisci i tuoi confini: Se tua madre continua a forzare delle idee su di te che non corrispondono ai tuoi sentimenti, è importante imparare a stabilire dei confini. Puoi fare questo in modo gentile, ma fermo. Ad esempio, se ti chiede continuamente del tuo rapporto con tuo padre, puoi dire: "Mamma, io non voglio discutere di questa cosa ogni volta. Ho bisogno di parlare di come mi sento senza sentirti arrabbiata o giudicante."
3. Cerca supporto esterno: Potrebbe essere utile parlare con qualcuno al di fuori della tua famiglia, come un terapeuta, per esplorare i tuoi sentimenti riguardo a tuo padre e per trovare un modo sano per affrontare la relazione con tua madre. Un professionista potrebbe aiutarti a comprendere meglio le dinamiche familiari e come comunicare efficacemente i tuoi bisogni emotivi.
4. Accetta la tua storia e i tuoi sentimenti: È importante che tu accetti i tuoi sentimenti verso tuo padre senza sensi di colpa. Anche se non ricordi bene certi dettagli o se il tuo legame con lui è complicato, hai il diritto di esplorare la tua relazione con lui nel tuo tempo, senza che nessun altro ti dica come dovresti sentirti. Ogni persona ha il proprio modo di elaborare le esperienze di abbandono o separazione, e questo percorso è unico per ognuno.
In sintesi, il tuo atteggiamento non è sbagliato. La frustrazione che provi è comprensibile dato il contesto emotivo difficile. L’importante è che tu continui a trovare il modo di esprimere te stessa e a mettere in primo piano i tuoi bisogni emotivi, pur cercando di proteggere il tuo rapporto con tua madre, che sembra essere radicato in un dolore che potrebbe ancora non essere completamente elaborato.
Con affetto e comprensione,
Dott.ssa Panaro
Capisco che la situazione che stai vivendo sia molto dolorosa e complessa, e posso immaginare quanto sia difficile sentirsi fraintesa e non ascoltata, soprattutto quando si tratta di un tema così emotivamente carico come il rapporto con tuo padre. Quello che descrivi riguarda un conflitto non solo con tuo padre, ma anche con tua madre, il che può generare confusione e frustrazione.
Prima di tutto, voglio sottolineare che i tuoi sentimenti sono validi e meriti di essere ascoltata senza giudizi, tanto da parte di tua madre quanto da parte di chi ti circonda. È del tutto naturale che, quando hai vissuto una situazione di abbandono o separazione da una figura importante come il padre, si creino emozioni contrastanti che a volte nemmeno tu stessa riesci a comprendere appieno. Tuttavia, è essenziale che tu abbia lo spazio per esplorare e comprendere i tuoi sentimenti senza sentirti condizionata dalle opinioni degli altri.
Cosa sta accadendo nella tua relazione con tua madre?
Dal racconto che fai, sembra che tua madre abbia difficoltà ad accettare la tua indipendenza emotiva dal padre, o forse le sue emozioni riguardo al suo abbandono influenzano la sua percezione del tuo rapporto con lui. Il fatto che lei sollevi frequentemente il tema del tuo papà e reagisca in modo così forte quando tu esprimi te stessa (come nel caso del tatuaggio) indica che il suo vissuto emotivo non è completamente elaborato, e questo può portarla a cercare di imporre la sua visione della situazione a te. La sua reazione potrebbe anche essere una forma di protezione: non vuole che tu soffra per l’assenza di tuo padre o che tu sembri "preferire" lui, ma in realtà, questa modalità comunicativa sembra non permetterti di esprimere liberamente i tuoi sentimenti.
Perché tua madre reagisce così?
1. Proiezione dei suoi sentimenti: Il comportamento di tua madre può essere una forma di proiezione, cioè lei sta proiettando su di te i suoi stessi sentimenti di abbandono, dolore e rabbia nei confronti di tuo padre. Se lei ha sofferto molto per il comportamento di tuo padre, potrebbe essere difficile per lei accettare che tu, come figlia, possa avere sentimenti diversi o anche ambivalenti nei confronti di lui.
2. Controllo e protezione: In alcuni casi, quando una persona ha subito un trauma o una ferita profonda, come nel caso dell'abbandono, può cercare di controllare il comportamento degli altri, specialmente dei propri figli, per proteggerli dal dolore. Questo può manifestarsi nel tentativo di "proteggerti" da un rapporto che considera problematico o che non vuole che tu idealizzi.
Cosa puoi fare in questa situazione?
1. Comunica apertamente i tuoi sentimenti: Potresti provare a parlare con tua madre in un momento calmo, lontano da discussioni emotive forti, e spiegare quanto sia importante per te che lei rispetti i tuoi sentimenti riguardo a tuo padre. Usa un linguaggio che metta in luce le tue emozioni senza accusarla: "Mamma, capisco che tu stia soffrendo per quello che è successo con papà, ma io ho il diritto di sentirmi come mi sento, senza che questo ti faccia arrabbiare. Vorrei che mi ascoltassi quando ti parlo di lui o delle cose che mi riguardano, come il tatuaggio. Non lo faccio per lui, ma per me."
2. Definisci i tuoi confini: Se tua madre continua a forzare delle idee su di te che non corrispondono ai tuoi sentimenti, è importante imparare a stabilire dei confini. Puoi fare questo in modo gentile, ma fermo. Ad esempio, se ti chiede continuamente del tuo rapporto con tuo padre, puoi dire: "Mamma, io non voglio discutere di questa cosa ogni volta. Ho bisogno di parlare di come mi sento senza sentirti arrabbiata o giudicante."
3. Cerca supporto esterno: Potrebbe essere utile parlare con qualcuno al di fuori della tua famiglia, come un terapeuta, per esplorare i tuoi sentimenti riguardo a tuo padre e per trovare un modo sano per affrontare la relazione con tua madre. Un professionista potrebbe aiutarti a comprendere meglio le dinamiche familiari e come comunicare efficacemente i tuoi bisogni emotivi.
4. Accetta la tua storia e i tuoi sentimenti: È importante che tu accetti i tuoi sentimenti verso tuo padre senza sensi di colpa. Anche se non ricordi bene certi dettagli o se il tuo legame con lui è complicato, hai il diritto di esplorare la tua relazione con lui nel tuo tempo, senza che nessun altro ti dica come dovresti sentirti. Ogni persona ha il proprio modo di elaborare le esperienze di abbandono o separazione, e questo percorso è unico per ognuno.
In sintesi, il tuo atteggiamento non è sbagliato. La frustrazione che provi è comprensibile dato il contesto emotivo difficile. L’importante è che tu continui a trovare il modo di esprimere te stessa e a mettere in primo piano i tuoi bisogni emotivi, pur cercando di proteggere il tuo rapporto con tua madre, che sembra essere radicato in un dolore che potrebbe ancora non essere completamente elaborato.
Con affetto e comprensione,
Dott.ssa Panaro
Buonasera,
intanto ti ringrazio per aver condiviso con tanta lucidità e profondità una situazione familiare complessa e dolorosa. Le tue parole mostrano un alto livello di consapevolezza, e il fatto che tu stia cercando di capire se c’è “qualcosa di sbagliato” in te, in realtà dimostra quanto tu sia disposta a metterti in discussione per migliorare i rapporti con chi ami. Ma permettimi di dirti subito una cosa importante: non sei tu quella “sbagliata”.
Quello che descrivi sembra un legame madre-figlia carico di tensione emotiva irrisolta, in cui tua madre, forse inconsapevolmente, ti attribuisce emozioni, pensieri o intenzioni che in realtà appartengono a lei, alla sua ferita di donna abbandonata, al suo dolore non elaborato. Questo accade spesso quando un genitore non ha avuto modo o strumenti per elaborare davvero la propria sofferenza: finisce per portarla nel rapporto con i figli, mescolando i piani, confondendo il “tu” con il “lei”. Tu, in questo contesto, vieni vissuta, anche se non lo meriti, come un possibile "ponte" o "pericolo" nel suo dolore irrisolto verso tuo padre.
La rabbia esplosa per il tatuaggio della tigre ne è un esempio molto forte. Tu esprimi un tuo desiderio, probabilmente legato a significati tuoi, ma lei lo interpreta automaticamente come un "tradimento", come se stessi scegliendo tuo padre anziché lei. Questo meccanismo si chiama proiezione emotiva, e purtroppo può ferire molto chi lo subisce, soprattutto un figlio o una figlia che sta ancora cercando di costruire la propria identità, in modo libero e indipendente.
Il silenzio punitivo di cui parli è una forma di comunicazione passivo-aggressiva che ti nega il confronto, la possibilità di chiarire, di esprimere il tuo punto di vista.
È profondamente frustrante, e può lasciare una sensazione di colpa anche quando non si è fatto nulla di male. Questo tipo di dinamica, ripetuta nel tempo, può portare a dubitare di sé stessi, come stai facendo tu ora: “sono io che sbaglio?”, “sono io il problema?”. In realtà, tu stai cercando soltanto di essere ascoltata per ciò che sei davvero, non come specchio del passato dei tuoi genitori.
Quindi, come agire?
1.Riconosci ciò che è tuo e ciò che non lo è. I sentimenti di tua madre verso tuo padre non ti appartengono. Puoi provare empatia per la sua sofferenza, ma non devi fartene carico. Il tuo bisogno di esprimerti, di scegliere un tatuaggio, di vivere i tuoi rapporti (anche con tuo padre, se lo desideri) è legittimo e non devi giustificarlo.
2. Comunica in modo assertivo. Quando senti che lei sta fraintendendo le tue intenzioni, puoi provare a usare frasi come: “Capisco che tu possa aver provato qualcosa, ma quello che sento io è diverso e vorrei che anche il mio punto di vista fosse ascoltato”. Questo non garantisce una risposta positiva da parte sua, ma rafforza il tuo senso di identità.
3. Costruisci spazi tuoi. Se il clima familiare è troppo carico, cerca relazioni e ambienti in cui puoi essere accolta per quello che sei, senza essere letta attraverso filtri di dolore o sospetto. Un percorso con uno psicologo, se possibile, ti sarebbe molto utile per rafforzare il tuo senso di confine emotivo e per elaborare queste dinamiche familiari.
4. Non rinunciare a essere te stessa. Se il tatuaggio ha un significato per te, non permettere che venga oscurato da letture esterne che non ti appartengono. La tua storia può avere anche punti di contatto con quella di tuo padre, senza che questo significhi "sostituire" o "rifiutare" tua madre.
Infine, voglio dirti questo: non è colpa tua se tua madre non riesce a distinguere tra il suo dolore e il tuo bisogno d'amore e autonomia. Ma hai tutto il diritto di proteggerti da queste proiezioni e di iniziare a vivere con maggiore libertà emotiva. Se vuoi, posso aiutarti a riflettere su strategie più specifiche per affrontare questi momenti o suggerirti un percorso per rafforzare la tua autostima.
Meriti ascolto, rispetto, e relazioni dove non sei “in mezzo” ma al centro. Di te stessa.
Un caloroso saluto.
Dott. Michele Basigli
Psicologo Clinico
intanto ti ringrazio per aver condiviso con tanta lucidità e profondità una situazione familiare complessa e dolorosa. Le tue parole mostrano un alto livello di consapevolezza, e il fatto che tu stia cercando di capire se c’è “qualcosa di sbagliato” in te, in realtà dimostra quanto tu sia disposta a metterti in discussione per migliorare i rapporti con chi ami. Ma permettimi di dirti subito una cosa importante: non sei tu quella “sbagliata”.
Quello che descrivi sembra un legame madre-figlia carico di tensione emotiva irrisolta, in cui tua madre, forse inconsapevolmente, ti attribuisce emozioni, pensieri o intenzioni che in realtà appartengono a lei, alla sua ferita di donna abbandonata, al suo dolore non elaborato. Questo accade spesso quando un genitore non ha avuto modo o strumenti per elaborare davvero la propria sofferenza: finisce per portarla nel rapporto con i figli, mescolando i piani, confondendo il “tu” con il “lei”. Tu, in questo contesto, vieni vissuta, anche se non lo meriti, come un possibile "ponte" o "pericolo" nel suo dolore irrisolto verso tuo padre.
La rabbia esplosa per il tatuaggio della tigre ne è un esempio molto forte. Tu esprimi un tuo desiderio, probabilmente legato a significati tuoi, ma lei lo interpreta automaticamente come un "tradimento", come se stessi scegliendo tuo padre anziché lei. Questo meccanismo si chiama proiezione emotiva, e purtroppo può ferire molto chi lo subisce, soprattutto un figlio o una figlia che sta ancora cercando di costruire la propria identità, in modo libero e indipendente.
Il silenzio punitivo di cui parli è una forma di comunicazione passivo-aggressiva che ti nega il confronto, la possibilità di chiarire, di esprimere il tuo punto di vista.
È profondamente frustrante, e può lasciare una sensazione di colpa anche quando non si è fatto nulla di male. Questo tipo di dinamica, ripetuta nel tempo, può portare a dubitare di sé stessi, come stai facendo tu ora: “sono io che sbaglio?”, “sono io il problema?”. In realtà, tu stai cercando soltanto di essere ascoltata per ciò che sei davvero, non come specchio del passato dei tuoi genitori.
Quindi, come agire?
1.Riconosci ciò che è tuo e ciò che non lo è. I sentimenti di tua madre verso tuo padre non ti appartengono. Puoi provare empatia per la sua sofferenza, ma non devi fartene carico. Il tuo bisogno di esprimerti, di scegliere un tatuaggio, di vivere i tuoi rapporti (anche con tuo padre, se lo desideri) è legittimo e non devi giustificarlo.
2. Comunica in modo assertivo. Quando senti che lei sta fraintendendo le tue intenzioni, puoi provare a usare frasi come: “Capisco che tu possa aver provato qualcosa, ma quello che sento io è diverso e vorrei che anche il mio punto di vista fosse ascoltato”. Questo non garantisce una risposta positiva da parte sua, ma rafforza il tuo senso di identità.
3. Costruisci spazi tuoi. Se il clima familiare è troppo carico, cerca relazioni e ambienti in cui puoi essere accolta per quello che sei, senza essere letta attraverso filtri di dolore o sospetto. Un percorso con uno psicologo, se possibile, ti sarebbe molto utile per rafforzare il tuo senso di confine emotivo e per elaborare queste dinamiche familiari.
4. Non rinunciare a essere te stessa. Se il tatuaggio ha un significato per te, non permettere che venga oscurato da letture esterne che non ti appartengono. La tua storia può avere anche punti di contatto con quella di tuo padre, senza che questo significhi "sostituire" o "rifiutare" tua madre.
Infine, voglio dirti questo: non è colpa tua se tua madre non riesce a distinguere tra il suo dolore e il tuo bisogno d'amore e autonomia. Ma hai tutto il diritto di proteggerti da queste proiezioni e di iniziare a vivere con maggiore libertà emotiva. Se vuoi, posso aiutarti a riflettere su strategie più specifiche per affrontare questi momenti o suggerirti un percorso per rafforzare la tua autostima.
Meriti ascolto, rispetto, e relazioni dove non sei “in mezzo” ma al centro. Di te stessa.
Un caloroso saluto.
Dott. Michele Basigli
Psicologo Clinico
Quello che stai vivendo non significa affatto che tu stia sbagliando qualcosa. La reazione di tua madre sembra più legata alle sue ferite e alle sue paure che a ciò che provi davvero tu. La storia con tuo padre e l’abbandono che avete subito probabilmente le hanno lasciato un dolore irrisolto, e questo la porta a interpretare certi tuoi gesti come se fossero collegati a lui, anche quando non lo sono. È comprensibile quindi che tu ti senta frustrata e incompresa, perché i tuoi sentimenti non vengono ascoltati e ogni tua scelta rischia di essere letta attraverso il filtro della sua rabbia o della sua paura di perderti.
Per riuscire a gestire meglio questo rapporto e alleggerire il peso che senti, può esserti molto utile affidarti a una psicologa. Un supporto professionale ti permetterebbe di trovare il modo per esprimerti al meglio con tua mamma e migliorare il dialogo con lei senza sentirti in colpa.
Un abbraccio
Per riuscire a gestire meglio questo rapporto e alleggerire il peso che senti, può esserti molto utile affidarti a una psicologa. Un supporto professionale ti permetterebbe di trovare il modo per esprimerti al meglio con tua mamma e migliorare il dialogo con lei senza sentirti in colpa.
Un abbraccio
Buonasera, da ciò che racconta emerge con molta chiarezza quanto questa situazione la stia facendo sentire confusa, ferita e anche un po’ intrappolata tra emozioni che non sempre le appartengono. È comprensibile che lei voglia capire se c’è qualcosa di sbagliato nel suo modo di comportarsi, perché quando per anni una persona importante come la madre reagisce in maniera critica, impulsiva o la fraintende, può nascere l’idea che il problema sia dentro di sé. In realtà, dalle sue parole emerge qualcosa di diverso: sembra che sua madre abbia vissuto una ferita molto profonda legata all’abbandono, una ferita che nel tempo non si è rimarginata e che continua a influenzare i suoi comportamenti e le sue reazioni. E, senza volerlo, questa ferita viene riversata su di lei. Quando una madre collega ogni gesto, ogni scelta o ogni opinione della figlia alla figura del padre che se n’è andato, sta mostrando quanto quella storia per lei sia ancora viva e dolorosa. Non è una giustificazione, perché il peso di questo lo sta portando lei, ma aiuta a capire che le reazioni che riceve non parlano di lei come persona, ma del passato non elaborato di sua madre. In questo senso, il tatuaggio della tigre è solo un esempio: per lei era un’immagine che le piaceva, per sua madre è diventata un simbolo di un vecchio dolore, e questo ha scatenato una reazione emotiva sproporzionata e ingiusta nei suoi confronti. È possibile che in questi anni lei abbia imparato a stare molto attenta a cosa dire o fare, proprio per evitare questi scatti, queste interpretazioni sbagliate o questo silenzio punitivo che descrive. E questo può generare frustrazione, un senso di colpa che non le appartiene, ma anche una forma di stanchezza emotiva che con il tempo pesa molto. Lei invece sta cercando una cosa semplice e sana: essere vista per ciò che prova davvero, senza essere filtrata dalla storia dei suoi genitori. Chiedersi come agire è una domanda giusta, e la risposta non è mai semplice in queste dinamiche familiari. Un primo passo può essere riconoscere dentro di sé che non è responsabile dei sentimenti di sua madre né dei suoi collegamenti automatici al passato. Può provare a esprimere con calma, quando il clima lo permette, che le sue scelte non hanno alcuna intenzione nascosta, che non vuole ferirla, e che le dispiace quando si sente giudicata o non ascoltata. Non per convincere sua madre, ma per restituire voce ai suoi bisogni. È importante anche capire che non si può cambiare una persona che non desidera cambiare, ma si può cambiare il proprio modo di stare nella relazione. Limitare il peso che ciò che dice sua madre ha sull’immagine che lei ha di sé è già un modo per proteggersi. E può essere prezioso concedersi spazi in cui sentirsi riconosciuta e leggera, coltivando relazioni o attività in cui non debba giustificarsi per ogni cosa. Lei non sta sbagliando. Sta cercando di costruire la propria identità mentre gestisce emozioni che non dovrebbero essere sulle sue spalle. E il fatto che si ponga domande, che cerchi un confronto e che provi a capire come muoversi, racconta di una ragazza molto più consapevole e sensibile di quanto forse le sia stato fatto credere. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
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