Buonasera sono diverse settimane che ho dolore dietro la nuca e il collo che si espande per la testa

Buonasera sono diverse settimane che ho dolore dietro la nuca e il collo che si espande per la testa ho fatto tutte le analisi e una tac ed è uscito tutto negativo sono andato dal neurologo e mi ha dato una cura con xanax per i nervi che però non ho voluto seguire per scelta personale solo che da una settimana a questa parte ho sempre più spesso senso di confusione è un senso di irrealtà prolungato e volevo domandare se poteva essere qualche sintomo di malattia o tumore anche avendo fatto la tac oppure è solo uno stato dovuto all ansia e alla tensione muscolare perché mi comporta anche senso di nausea a volte è inappetito e volevo sapere se si può combattere questa cosa senza l assunzione di xnax grazie.

25 risposte


Buonasera, i sintomi che lei descrive potrebbero essere somatizzazioni dovute all'ansia e allo stress. Avendo già fatto gli esami strumentali, potrebbe rivolgersi ad uno psicologo. La terapia farmacologica è utile ad abbassare il volume dei sintomi per lavorare meglio in psicoterapia, assumerla o meno è una sua scelta. Rimango a sua disposizione per ulteriori informazioni, Cordiali saluti DM

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Salve, ritengo utile esporre la questione al medico che ha prescritto i farmaci, figura professionale più competente in materia. Tenga presente che la letteratura scientifica è concorde nel sostenere l'efficacia dell'intervento combinato ossia costituito da farmaco più psicoterapia dunque la invito, qualora non lo avesse fatto, a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive. Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL


 Salve, le racconto che in questo periodo sto vistando una paziente con questi tipo di sintomi, che sono apparsi di seguito a un conflitto con il suo capo. È molto probabile che anche nella sua vita si sia sbilanciato qualcosa che abbia aumentato la sua vulnerabilità. Sono sintomi molto frequenti negli stati ansiosi. Le consiglio di rivolgersi a uno psicoterapeuta per andare alla radice del suo problema.


Gentile utente, avendo fatto lei tutte le analisi ed essere risultate negative. Potrebbe essere una somatizzazione ansiosa. Ma non è possibile darle una risposta certa senza un adeguato inquadramento diagnostico. Rimango a sua disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo


Salve, quelli che lei a descritto, spesso sono somatizzazioni, ovvero manifestazioni fisiche di un disagio psicologico, nel suo caso presubilmente ansia o stress. Le consiglio di parlare con il suo medico per quanto riguarda lo Xanax e i suoi dubbi, ma nel frattempo affidarsi a uno psicologo. Ci tengo a precisare che, nelle forme molto invadenti le ricerche affermano che la combinazione di percorso psicologico e farmacologico è molto utile: possiamo dire a grandi linee che il farmaco colpisce il sintomo, il percorso psicologico lavora per capire la natura del disagio e cercare di estinguerlo. Rimango in attesa per ulteriori chiarimenti. Dott.ssa Linda Trogi


Gentile utente, considerando che ha già fatto gli esami medici che hanno escluso ogni possibile causa organica, quello che lei descrive potrebbe essere un'espressione sintomatologica di una condizione di ansia o stress emotivo che meriterebbe un approfondimento all'interno di uno spazio terapeutico. La invito pertanto a considerare la possibilità di intraprendere un percorso psicologico che le consenta di analizzare e affrontare le tematiche che le procurano difficoltà in questo momento della sua vita. Resto a disposizione e le auguro di ritrovare presto la serenità. Un saluto!


Buongiorno, non essendo medico non mi è possibile escludere che si tratti di malattia organica, ma lei ha già effettuato tutte le analisi del caso, quindi è probabile che il dolore che sente sia dovuto a una tensione di origine psicologica. Le consiglio quindi di rivolgersi a uno specialista per intraprendere un percorso di terapia psicologica, che la potrà senz'altro aiutare. In bocca al lupo

Dott.ssa Federica Tessaro

Dott.ssa Federica Tessaro

psicologo

Palazzolo sull'Oglio

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Buongiorno, quelli che descrive sembrano sintomi dovuti ad ansia, avendo escluso con gli esami medici cause organiche. Può, se lo deisdera, valutare un percorso un uno specialista. Cordialmente


Gentile utente, i sintomi che riferisce, come detto dai colleghi possono essere comuni in diverse patologie, fisiche e/o psicologiche. Credo che la cosa migliore sia affidarsi a qualcuno di fiducia: il medico per l'esclusione di eventuali cause organiche, lo psicologo qualora non ci sia causa organica. In entrambe le possibilità, il corpo le sta comunicando qualcosa e prendersene cura è ciò che potrà farla stare concretamente meglio. Un caro saluto

Dott.ssa Erika Antonucci

Dott.ssa Erika Antonucci

psicoterapeuta

Quartu Sant'Elena

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Onestamente, le direi di cercare ancora una terapia nell'ambito medico\fisioterapico\osteopatico, prima di un percorso psicoterapeutico o, tanto meno, psicofarmacologico


Buongiorno, pare trattarsi di un disturbo psicosomatico, un po' come se il suo corpo le stesse dicendo che c'è qualcosa che non va nel suo stile di vita. La mia esperienza come psicologo clinico in reparto di Gastrointerologia, mi fa toccare con mano come molti disturbi di tipo psicologico vengono convertiti in sintomi fisici, che possono essere trattati con metodologie specifiche come l'ipnosi e la terapia sistemica relazionale. Allora è utile affiancare al supporto farmacologico quello psicoterapeutico.

Dr. Giuseppe Fichera

Dr. Giuseppe Fichera

psicologo

San Vittore Olona

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Buonasera. Capisco il problema che riporta, e penso che un percorso psicologico possa essere utile per comprendere nel dettaglio i motivi per cui, nonostante non sia emerso nulla a livello medico, ha questi problemi fisici e psicologici. Resto a disposizione sia in presenza che online. Dott. Fabio Sebastiano Bellasio


Buonasera. Comprendo la sua preoccupazione che non svanisce dall’esclusione di esami e accertamenti, in quanto sintomi e fastidi permangono. Anche le relazioni diventano più complicate perché chi sta vicino potrebbe non comprendere fino in fondo il suo malessere. Resto a disposizione sia in presenza che online per un percorso di supporto, il mio approccio è psico-corporeo. Dott.ssa M.Tiziana Maricchiolo

Dr. Maria Tiziana Maricchiolo

Dr. Maria Tiziana Maricchiolo

psicologo

San Giovanni la Punta

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Gentile utente, grazie di aver condiviso con tutti noi il suo disagio emotivo. I sintomi che lei descrive potrebbero essere somatizzazioni dovute all'ansia e allo stress. Rimango a sua disposizione anche online . Cordialmente Dott.ssa Rosa Argenti


Gentile utente, innanzitutto la ringrazio per aver condiviso con noi la sua esperienza. Mi spiace molto per la situazione che descrive e posso immaginare il disagio connesso alla sintomatologia descritta. Effettivamente potrebbe avere una base psicosomatica, ma dovrebbe discuterne in primis con il medico che le ha prescritto la terapia, poichè i farmaci sono di competenza medico/psichiatrica. Le suggerirei inoltre di valutare un consulto psicologico al fine di rielaborare il suo vissuto e le emozioni connesse, sviluppando insieme al professionista strategie utili per far fronte a situazioni di difficoltà e ricercare possibili spiegazioni che stiano alla base della sua sintomatologia. Nella speranza che questo confronto possa esserle utile, resto a disposizione anche online. Un caro saluto. Dott.ssa Elena Sinistrero


Sono lieta che le analisi e la tac siano risultate negative, ma è importante prendere sul serio i sintomi che sta sperimentando. La confusione e il senso di irrealtà possono essere correlati all'ansia e alla tensione muscolare. Tuttavia, è essenziale discutere di questi sintomi con il suo medico, che potrebbe suggerire alternative alla cura con Xanax, come terapie non farmacologiche o altri farmaci adatti al tuo caso. La tua salute è prioritaria, quindi non esiti a cercare ulteriore consulenza medica. Un saluto Dott.ssa Giulia Cosi


Mi dispiace sentire che stai attraversando questo periodo di disagio e preoccupazione per la tua salute. È importante sottolineare che non posso fare diagnosi o fornire consulenza medica specifica, ma posso darti alcune informazioni generali che potrebbero essere utili. Prima di tutto, è positivo che tu abbia cercato assistenza medica e che le analisi e la TAC siano risultate negative per problemi fisici evidenti. Questo suggerisce che potrebbe esserci un componente di ansia e tensione muscolare coinvolto nei tuoi sintomi. I sintomi che hai descritto, come dolore al collo, senso di confusione, sensazione di irrealtà, nausea e inappetenza, possono essere associati all'ansia e allo stress. In particolare, il senso di confusione e di irrealtà è noto come "depersonalizzazione" e può essere una risposta all'ansia e alla tensione emotiva. Ecco alcune considerazioni: Stress e ansia: L'ansia e lo stress possono manifestarsi con sintomi fisici, tra cui tensione muscolare, dolore al collo e alla testa, sensazioni di confusione e irrealtà, nausea e cambiamenti nell'appetito. Consapevolezza: È importante riconoscere e accettare che questi sintomi possono essere legati all'ansia. L'ansia può avere un impatto significativo sul corpo e sulla mente, ma è una condizione trattabile. Opzioni di trattamento: Esistono molte opzioni di trattamento per l'ansia e i sintomi correlati. Alcuni individui trovano beneficio dalla terapia cognitivo-comportamentale (TCC), dalla terapia di rilassamento, dalla meditazione o dalla mindfulness. È importante parlare con uno psicologo o uno psichiatra per valutare il trattamento più adatto alle tue esigenze. Evitare l'automedicazione: È comprensibile che tu non voglia assumere il farmaco prescritto (Xanax) per motivi personali. Tuttavia, è fondamentale discutere le tue preoccupazioni con il medico o lo specialista che te l'ha prescritto. Possono esplorare altre opzioni terapeutiche o regimi di trattamento che rispondano meglio alle tue esigenze e preferenze. Supporto emotivo: Parla con persone di fiducia o considera il supporto di uno psicologo o terapeuta per esplorare le tue preoccupazioni e affrontare l'ansia in modo efficace. Stile di vita: Un'alimentazione sana, l'esercizio fisico regolare e il riposo sufficiente possono contribuire a migliorare il benessere generale e a ridurre l'ansia. Ricorda che la tua salute mentale è altrettanto importante quanto la tua salute fisica, quindi non esitare a cercare il supporto di professionisti qualificati per affrontare l'ansia e migliorare il tuo benessere complessivo.


Gentile utente, quelli che lei ci descrive possono essere sintomi fisici associati all'ansia. Un primo passo è sicuramente quello di escludere una causa fisiologica, cosa che mi sembra lei abbia fatto con esami e visite specialistiche. Un supporto farmacologico può aiutare a gestire il sintomo della tensione, ma non ciò che le causa tensione. Un percorso psicologico può aiutarla ad affrontare quei nodi che le portano tensione. A volte quando la tensione è forte per andare a lavorare su quei nodi è fondamentale il supporto farmacologico, ma per questo le consiglio di attenersi a quanto riferito da un medico e ad esprimere con lui eventuali dubbi a riguardo. Resto a disposizione, anche online, qualora volesse approfondire. Un caro saluto, Dott.ssa Sonia Castagnolo


Buonasera, È incoraggiante che le analisi e la TAC non abbiano rilevato nulla di negativo. I sintomi che descrivi, come senso di confusione, irrealtà, nausea e inappetenza, potrebbero essere correlati all'ansia e alla tensione muscolare. È importante affrontare l'ansia e la tensione attraverso approcci specifici, la gestione dello stress e tecniche di rilassamento. Consultare uno psicologo specializzato può essere utile per affrontare questi sintomi in modo efficace. Rimango a disposizione per ulteriori informazioni o chiarimenti. Dott.ssa Francesca Gottofredi


Buonasera, se il medico le ha prescritto il farmaco probabilmente ritiene utile per lei che lo assuma. In ogni caso io escluderei la causa organica e mi concentrerei sulla causa psichica. A prescindere dalla terapia farmacologica, potrebbe giovarsi di un intervento di tipo psicologico/psicoterapico. Saluti, Dott.ssa GT.


Caro utente, può seguire la prescrizione dello psichiatra e assumere lo Xanax e valutare il decorso del dolore. Senz'altro l'ansia e lo stress possono causare situazioni di conversione somatica che si manifestano con sintomi corporei come cefalee, mal di testa, mal di stomaco, tensioni muscolari ecc... Il mio consiglio è di seguire la terapia del neurologo ed eventualmente rivolgersi presso un collega psicologo, se ritiene che il suo sintomo possa scaturire da problematiche legate all'ansia o ipocondria. Un caro saluto.

Dott. Massimiliano Pompa

Dott. Massimiliano Pompa

psicologo

San Nicolò a Tordino

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questa dolenzia spesso estremamente dolorosa è generata dallo stress, sono contratture che possono generare emicranie muscolo-tensive e parestesia delle dita delle mani. oltre ad essere uno psicologo sono anche un naturopata, e ho trattato diverse persone, portando loro sollievo.


Salve, capisco bene la preoccupazione che sta vivendo e il peso che certi sintomi possono avere nella quotidianità. Quando si sperimentano dolori persistenti, tensione muscolare, senso di confusione e quella spiacevole sensazione di irrealtà, è naturale che la mente cerchi spiegazioni e che compaia la paura di avere qualcosa di grave, come una malattia o un tumore. Il fatto che lei abbia già fatto controlli accurati, comprese analisi e TAC con esito negativo, è un dato rassicurante che indica come non ci siano segnali organici evidenti a sostegno di una patologia di quel tipo. Nonostante questo, i sintomi che descrive sono reali e il loro impatto non va minimizzato. Dal punto di vista psicologico ciò che sta vivendo può essere compreso attraverso il legame tra ansia, corpo e pensieri. La tensione muscolare prolungata, in particolare a livello di collo e nuca, può generare dolori che si estendono alla testa, creando un circolo in cui il disagio fisico alimenta la preoccupazione e la preoccupazione intensifica a sua volta la tensione muscolare. In più, stati di ansia sostenuti possono portare a sintomi come confusione, difficoltà di concentrazione, nausea e alterazioni della percezione come il senso di irrealtà che lei descrive. Sono fenomeni che il corpo può generare quando resta a lungo in allerta, e che spesso vengono interpretati come segnali di malattie gravi, finendo per aumentare ancora di più la paura. Una parte del lavoro utile da fare consiste proprio nel riconoscere che queste sensazioni, per quanto disturbanti, non indicano necessariamente un pericolo imminente, ma possono essere espressione di un meccanismo ansioso che ha trovato nel corpo la sua via di manifestazione. Questo non significa sottovalutare il disagio, ma darle la possibilità di interpretarlo in modo diverso, così da ridurre l’ansia secondaria che nasce dall’idea che possa trattarsi di qualcosa di irreversibile o minaccioso. Il percorso non passa esclusivamente attraverso i farmaci. In ottica cognitivo comportamentale si lavora molto sulla consapevolezza del legame tra pensieri, emozioni e corpo. Tecniche di rilassamento muscolare, esercizi di respirazione lenta e profonda e strategie di gestione dell’ansia possono diventare strumenti concreti per ridurre la tensione e alleviare i sintomi. Un altro aspetto importante è allenarsi a osservare i pensieri catastrofici che si attivano di fronte ai sintomi fisici, imparando a riconoscerli per quello che sono, ovvero ipotesi della mente e non certezze, così da ridurne l’impatto. Comprendo la sua scelta di non assumere la cura farmacologica proposta, ed è legittimo che voglia cercare strade alternative. Quello che può esserle utile è affiancare ai controlli medici già fatti un percorso psicologico in cui imparare a gestire questi vissuti, perché il solo tempo e la sola forza di volontà spesso non bastano a interrompere il circolo ansia–tensione–sintomi fisici. Con un supporto adeguato, è possibile ridurre sia i sintomi che la paura ad essi collegata, ritrovando un senso di maggiore equilibrio. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero


Salve, grazie per aver condiviso un suo vissuto attuale. Attraversare un periodo stressante, può portare a vivere in mood amplificato ogni situazione. Iniziando sin da subito un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutarla a gestire meglio lo stato ansioso, conoscendone le cause, e imparando poi a gestire la sua quotidianità. Resto a sua disposizione.


Buonasera, capisco la preoccupazione: quando un dolore alla testa e al collo dura settimane e si aggiungono confusione, nausea e senso di irrealtà, la mente va facilmente verso l’ipotesi peggiore. Un dato però è importante: lei ha già fatto analisi, TAC e visita neurologica, e tutto è risultato negativo. Questo non significa “ignorare” i sintomi, ma dare il giusto peso al fatto che una prima valutazione medica specialistica è già stata fatta. Il senso di irrealtà, la confusione e la nausea possono comparire anche in stati di ansia intensa, tensione muscolare prolungata, ipervigilanza sul corpo e paura di avere qualcosa di grave. A volte più si controlla il sintomo, più il corpo resta in allarme; più il corpo resta in allarme, più i sintomi sembrano confermare la paura. Detto questo, non sospenda o rifiuti una cura senza parlarne con il medico che l’ha prescritta. Se non se la sente di assumere Xanax, può dirlo apertamente al neurologo o al medico curante e chiedere alternative o un chiarimento sul perché le è stato indicato. Sul piano psicologico, invece, sarebbe utile lavorare proprio sul circuito: dolore → paura → controllo continuo → aumento della tensione → nuovi sintomi. Non per dire “è tutto nella testa”, ma perché anche quando il corpo manda segnali reali, il modo in cui li inseguiamo può mantenerli accesi. Se i sintomi dovessero peggiorare nettamente, comparire deficit neurologici, febbre alta, vomito persistente, perdita di forza, disturbi della vista o linguaggio, è corretto rivalutare subito la situazione con un medico. Può continuare a scrivere o confrontarsi con un professionista per capire come gestire questa paura senza restarne intrappolato. Un caro saluto.

Dott. Roberto Barbieri

Dott. Roberto Barbieri

psicologo

Montecchio Precalcino

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Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.