Buonasera mi rivolgo ai professionisti della psicoterapia e affini. Ho un trascorso abbastanza tra

20 risposte
Buonasera mi rivolgo ai professionisti della psicoterapia e affini.
Ho un trascorso abbastanza traumatico tra morte di mio padre in circostanze violente e una madre completamente disinteressata alla cura dei propri figli.
Mi sono ritrovata in giovane età a dover gestire la casa e badare ai miei fratelli più piccoli.
Arrivata a 26 anni ora mi sembra di aver completamente bruciato tutte le tappe ( adolescenza non vissuta, prima età adulta con responsabilità più grandi di me).
Difatti mi sento molto frustrata e provo rabbia e invidia per i miei coetanei che hanno avuto e continuano ad avere condizioni di sviluppo più favorevoli.
Sono già seguita da qualche anno da uno psicologo ma questo vuoto interiore mi divora.
La noia e la demotivazione aumentano sempre più unendosi alla frustrazione di non avere passioni e talenti.
Mi sono accorta di non aver mai vissuto ma di essere sempre sopravvissuta ai vari eventi della vita.
Cosa potrei provare oltre alla psicoterapia che non sembra aiutarmi completamente? Grazie
Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Cara utente, posso solo immagina cosa possa significare tutto ciò che lei ha dovuto affrontare. Prima di tutto credo possa essere utile per lei portare questo suo sentirsi demotivata in terapia, oltre a condividere con il suo terapeuta che non sente di star migliorando. A fronte di ciò, potrebbe riflettere su ciò che le piacerebbe fare, che tipo di esperienze le piacerebbe provare. Le crede di aver perso parte del suo tempo, e forse in parte questo è vero perchè gli anni che sono passati non torneranno, tuttavia lei può oggi ricominciare a scrivere la sua storia, ora che ha consapevolezze di cosa vorrebbe che ci fosse scritto nei capitoli del libro della sua vita. Non è mai troppo tardi per cambiare le regole del gioco, anche quando abbiamo giocato per anni ad un gioco che non potevano scegliere noi. Rimango a sua disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo

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Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Carissima utente, ad appena 26 anni ha già sulle spalle dolori, lutti e difficoltà che l'hanno certamente fatta crescere più in fretta dei suoi coetanei. E' perfettamente normale che si senta così come descrive nel suo messaggio e che provi invidia, quasi del rancore, nei confronti dei suoi coetanei con una vita meno complicata della sua. Il primo passo verso una possibile guarigione, è la presa di coscienza del proprio disagio, e lei a questo punto ci è arrivata. Il passo successivo è quello di chiedere aiuto ad un professionista, ed anche questo lei lo ha fatto. Il percorso di psicoterapia è lungo e a volte ci si sente frustrati perché si ha l'impressione di non vederne i risultati. Tuttavia, se si resiste alla tentazione di mollare e si ha la perseveranza giusta, è sicuramento uno strumento valido per migliorare la nostra qualità di vita. Abbi fiducia nel processo. In bocca al lupo.
Dott.ssa Elisa Manfredi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Gentilissima utente, si direbbe proprio che per la prima volta nella sua vita, non essendo più in situazioni di emergenza, può finalmente dedicarsi a decidere che tipo di persona vuole diventare. La aspetta un interessantissimo viaggio, e sono certa che il collega possa incoraggiarla e aiutarla in questo. Un caro saluto.
Dott. Fabio Romano
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Buonasera! La Sua storia appare caratterizzata da eventi che Le sono piombati addosso, lasciandola senza possibilità di scelta e privandola di esperienze tanto necessarie quanto preziose. La rabbia, la frustrazione, l'invidia, il senso di vuoto sono comprensibili. La decisione di rivolgersi ad un* terapeuta è importante, perché sembra rompere lo schema del "dover gestire problemi... del dover badare ad altri...". Adesso, finalmente, c'è qualcuno che può pensare A Lei, che può pensare CON Lei. Chissà se questa sorta di insoddisfazione (nei confronti della terapia) non sia, in qualche modo, il frutto di una dinamica interna che ha bisogno di far seguire alla terapia la stessa sorte di quelle esperienze perdute/bruciate. Lei è arrivata fin qui (ha superato difficoltà, si è presa cura dei suoi fratelli, credo abbia un lavoro) rinunciando/bruciando/saltando, ma ha sempre fatto del Suo meglio. Finalmente, tocca a Lei e questo può fare anche un pò paura. Alcune esperienze, è vero, non si recuperano, ma tante altre potranno essere risignificate, sognate e giocate nella stanza della terapia. Condivida con il/la collega i dubbi che qui cerca di dipanare, si sentirà meno sola. In bocca al lupo
Cara ragazza,
sicuramente è dovuta crescere tanto in fretta e bruciare le tappe dello sviluppo.
Vuol dire che qualcosa è rimasto incompiuto e sicuramente il suo terapeuta la sta facendo lavorare sulle consapevolezze e su un personalità che deve completarsi, non sulla base dei bisogni altrui, ma sui suoi.
Ma, nella sua vita, ci sono anche eventi traumatici che possono bloccare questa evoluzione.
Per questo, come hanno già detto altri colleghi, le consiglio l'EMDR, che potrebbe aiutarla a gestire il trauma per poi passare al resto.
Un caro saluto.
Dr. Fabio Cinque
Psicoterapeuta, Osteopata
Bassano del Grappa
In realtà non sembra vuota, bensì è ricca di emotività, per il momento dal sapore aspro, tuttavia da quel che dice sta già cercando delle alternative, questo è il primo passo, vedrà che qualcosa troverà.
Dott. Massimo Martucci
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Per la mia esperienza, EMDR e ipnosi possono essere di grande aiuto.
Un grande incoraggiamento!
Massimo Martucci, Psicologo e Ipnoterapeuta a Milano e online
Dott.ssa Francesca Gigliarelli
Psicologo clinico, Psicoterapeuta
San Benedetto del Tronto
Buonasera, che tipo di psicoterapia fa?
Dr. Andrea Ferella
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Monza
I traumi che lei ha vissuto in giovane età, hanno determinato probabilmente nella sua personalità dei congelamenti, dei blocchi, degli impedimenti oggettivi che non le hanno permesso di vivere pienamente una gradualità evolutiva di cui aveva bisogno per strutturare pienamente un suo equilibrio. Non si scoraggi, perché è normale provare quello che dice. Continui la sua psicoterapia che fondamentalmente è un processo che richiede tempo e lavoro, indispensabili per ottenere i risultati di crescita e di benessere personale. Un caro saluto
Buonasera. Il viaggio ed il cambiamento personale che promuove una psicoterapia efficace richiede un tempo personale che varia a seconda delle persone; il tempo necessario potrebbe essere maggiore quando, ad esempio, nel corso della vita di una persona si sono strutturate idee e rappresentazioni di se stessi, degli altri e della vita in generale molto forti. Condivide di provare molti sentimenti spiacevoli attraverso la sua nota, tra i quali la frustrazione di non avere passioni e talenti, la rabbia e l'invidia per chi ha avuto avuto condizioni più favorevoli, un senso di vuoto che la divora ecc. Il mio suggerimento è quello di condividere apertamente con il professionista con cui lavora i vissuti che descrive in questo spazio, compresa la sensazione di non sentirsi aiutata completamente attraverso il percorso psicologico che sta svolgendo, valutando insieme le migliori direzioni possibili per se stessa in questo viaggio. A mio avviso, infine, la sfida sembra essere quella di trasformare una vita in cui ha avuto la necessità di sopravvivere in una vita pienamente vissuta, nella quale lei possa essere il protagonista principale. In bocca al lupo e un saluto, Dott. Felice Schettini
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, l'età è relativa e lei può sempre recuperare il tempo perduto, in termini di desiderio e di esperienze da fare. Mi sembra però che il fulcro da ricostruire sia la sua identità più profonda, dove potrà scoprire i suoi talenti e le sue passioni. Se il percorso non la soddisfa ne parli con chi la segue e può sempre cambiare terapeuta se sente che quella relazione non le restituisce qualcosa. Al percorso può unire l'utilizzo di rimedi floreali come i fiori di Bach o i fiori australiani. Cordiali saluti Dott.ssa Valeria Randisi
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Salve,
sarebbe importantissimo che parlasse col suo terapista dei dubbi qui espressi e di questa sua rabbia nei confronti dei suoi coetanei e della vita in generale. Sarebbero un importante spunto di riflessione su cui lavorare e da cui far ripartire la psicoterapia.
Non perda la fiducia!!

Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Maria Lombardo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Meta
Buonasera, le consiglio di parlarne con il suo terapeuta di questo momento che come lo chiamiamo é di stallo, da qui può partire per un grande viaggio. Già nel raccontarsi ho trovato un buon punto di riavvio per rigenerarsi ed attivare pe sue risorse. Ha mai usato il trattamento EMDR? Ci pensi. Saluti dott.ssa Maria Lombardo
Dott. Matteo Mossini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Parma
Buongiorno, più che essere sopravvissuta contrapposto al non aver vissuto, dovrebbe ragionare all'interno del suo percorso sul fatto che ha imparato a darsi un significato occupandosi degli altri, ed ora che potrebbe dedicarsi a se stessa non sa da che parte iniziare. Probabilmente non si conosce nemmeno benissimo, quindi inizierei da lì.
Dott. Stefano Ventura
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Gentile Amica,

leggendo le sue vicende, ho pensato a quale ruolo hanno o hanno avuto le sue relazioni sentimentali e amicali. Sembra che abbia vissuto le relazioni solo doveri imposti da una sorte amara e ingiusta, e mi chiedo se quello che manca non sia proprio questo: aprirsi alla sorpresa di conoscere altri, di lasciarsi coinvolgere PER SCELTA E AFFETTO nelle loro vite, di costruire per se stessa una famiglia di affetti e amori - perché in fondo siamo nati per dare e ricevere affetto, giocare, costruire e imparare. Tutte cose che facciamo al meglio solo insieme ad altri.

con i migliori auguri,
dr. Ventura
Dott.ssa Silvia Ragni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile giovane ragazza, hai ragione, le esperienze che ti sono successe ti hanno fatto crescere troppo in fretta, non avendo lo spazio e il tempo per vivere tutte le tappe, ma sei comunque giovanissima e con tutto il tempo per realizzarti. Ottimo che sei in terapia, starai già lavorando su questi temi, per i quali ci vuole tempo. Prenditelo, ora te lo puoi permettere. Esiste un vuoto che diventa fertile se lo abitiamo con la nostra creatività. Sei molto resiliente ed "assennata" (una parola un po' antica, ma rende l'idea), lasciati attraversare da questo stato interiore per far sbocciare qualcos’altro. Se ti piace l'arte o la musica, guarda in che consistono i corsi di arteterapia o musicoterapia. Sono corsi creativi che formano alla relazione d’aiuto attraverso la mediazione artistica. Rimango a disposizione per informazioni, cordiali saluti dott.ssa Silvia Ragni
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Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova

Mi dispiace molto sentire della tua situazione e della frustrazione che stai vivendo. È chiaro che hai affrontato molte difficoltà fin da giovane, e il senso di "vuoto interiore" che descrivi è una reazione comprensibile a una vita che ti ha costretto a crescere troppo in fretta. Oltre alla psicoterapia, che è già un passo importante, potresti considerare approcci complementari, come la psicoterapia breve strategica, che aiuta a risolvere situazioni problematiche in tempi relativamente rapidi, agendo sui comportamenti e sugli schemi di pensiero che alimentano il malessere. Inoltre, pratiche come la mindfulness o la meditazione potrebbero aiutarti a ristabilire un contatto più profondo con te stessa e a ridurre l’ansia, creando uno spazio per la consapevolezza e l’introspezione. Talvolta, anche percorsi di consulenza vocazionale potrebbero supportarti nella scoperta di passioni o interessi nascosti, che ti aiutino a ritrovare motivazione.
Dott.ssa Alberta Cimitan
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Verona
Buongiorno, è importante che riesca ad esprimere queste sensazioni al suo terapeuta in modo che si possa indagare se sono presenti sintomi di tipo depressivo e se si ritenga utile unire alla psicoterapia anche una terapia farmacologica.
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, la storia che racconta è segnata da eventi molto intensi e da responsabilità precoci che possono aver lasciato ferite profonde, non solo emotive ma anche identitarie. Sentirsi frustrata, arrabbiata, persino invidiosa di chi ha avuto condizioni più favorevoli, è una reazione umana e comprensibile, soprattutto quando si è dovuta occupare degli altri prima ancora di poter costruire uno spazio per sé.
Quando la psicoterapia sembra non bastare a colmare quel senso di vuoto o apatia, può essere utile valutare approcci più focalizzati sull’elaborazione del trauma. L’EMDR, ad esempio, si è dimostrato particolarmente efficace nel lavorare su vissuti traumatici legati all’infanzia e agli eventi non risolti, aiutando a ridurre l’impatto emotivo di quei ricordi che ancora condizionano il presente.
Anche attività che coinvolgono il corpo e il contatto con se stessi, come per esempio la mindfulness, possono aiutare a risvegliare un senso di presenza e vitalità che spesso viene messo da parte nei lunghi periodi di sopravvivenza emotiva. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli

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