Buona sera, son Cinzia ed ho 73 anni. Da 3 sono molto stressata e stanca a causa della fase grave di

20 risposte
Buona sera, son Cinzia ed ho 73 anni. Da 3 sono molto stressata e stanca a causa della fase grave di demenza senile di mia mamma. Ho dei forti malori soprattutto a metà mattina e pomeriggio. Ho pensato anche ad ipoglicemie dato che ho sempre 80 ma mi dicono che è solo stress. Son seguita dal geriatra di mia mamma che mi da xanax. Non prendo antidepressivi perché mi hanno sempre fatta stare male. Mi scuso se mi son dilungata, ma un parere mi sarebbe di aiuto. Grazie. Cinzia
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, la stanchezza profonda e i malori che descrive sono comprensibili, considerando il carico emotivo e fisico che comporta l’assistenza a un familiare con demenza senile. Lo stress cronico da caregiver può avere un impatto importante sul corpo, anche con sintomi simili a quelli da ipoglicemia. Lo Xanax può dare un sollievo temporaneo, ma non affronta il nucleo emotivo della sofferenza. Potrebbe essere utile un supporto con uno psicologo psicoterapeuta, anche breve, magari orientato alla psicoterapia umanistica o alla mindfulness, per aiutarla a ritrovare uno spazio personale dentro questa fatica costante. Non è sola, e prendersi cura di sé è un atto necessario, non egoistico. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli

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Signora faccia una terapia di supporto psicologico per caregiver ( parenti che si occupano di malati di demenza) ne parli con il suo medico di base , il geriatra o con il centro dove viene seguita sua mamma
Ha bisogno di un supporto
In bocca al lupo
Dott lorenzini Maria Santa psicoterapeuta
Dott.ssa Arianna Moroni
Psicoterapeuta, Psicologo
Trieste
Gentile Cinzia, la ringrazio per aver condiviso con sincerità la sua esperienza. È comprensibile che si senta stanca e sotto pressione: prendersi cura della propria madre in una fase avanzata della demenza è un compito carico di responsabilità emotiva e fisica, soprattutto se portato avanti da tanto tempo e quasi sempre in silenzio.
I malesseri che riferisce, specie nelle ore centrali della giornata, potrebbero davvero essere espressione di uno stress prolungato e intenso. Anche se gli esami non rilevano ipoglicemie, il corpo trova comunque modi per segnalare che sta vivendo una situazione di sovraccarico. Lo Xanax può offrire un sollievo temporaneo ma forse non è sufficiente ad affrontare tutto ciò che sta vivendo in profondità. Comprendo bene le sue riserve rispetto agli antidepressivi, soprattutto se ha avuto esperienze negative in passato.Potrebbe valutare, se lo desidera, di confrontarsi con uno specialista, per esplorare insieme percorsi alternativi o complementari, anche non farmacologici, che potrebbero aiutarla a trovare un po’ di respiro. Spesso uno spazio dedicato solo a sé, con un professionista, può essere molto utile per rimettere a fuoco i propri bisogni e recuperare energie. Inoltre esistono realtà e gruppi di sostegno pensati proprio per chi, come lei, si prende cura di una persona con demenza. Condividere il proprio vissuto con chi sta affrontando esperienze simili può offrire un grande senso di sollievo e comprensione.
Ha fatto bene a scrivere. Non si è affatto dilungata: le sue parole meritano ascolto e rispetto.
Cordialmente, AM
Dott.ssa Marika Fiori
Psicologo, Psicoterapeuta
Forlì
Buongiorno Cinzia credo che la cosa migliore sia una valutazione psichiatrica a livello farmacologico e perché no anche un supporto psicologico vista la situazione
Un abbraccio
Dottssa Marika Fiori
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Gentilissima Cinzia, grazie per la condivisione. Capisco la situazione che descrive, e posso solo immaginare quanta fatica e sofferenza la malattia di suo madre, e il sostegno che lei continua ad offrirle, possano causarle stress e disagio psicologico. Credo che intraprendere dei colloqui di terapia possa aiutarla ad esplorare e provare a comprendere le motivazioni sottostanti queste sue fatiche, individuando insieme allo specialista delle strategie funzionali per affrontarle.
Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV
Dott. Simone Ciuffi
Psicoterapeuta, Psicologo, Terapeuta
Sambuceto
Cinzia buongiorno. Quello che si prova quando si seguono e si aiutano persone con demenza ci segna profondamente sia da un punto di vista fisico sia, e soprattutto, psichico. Con lo Xanax si sente meglio?
Dott.ssa Nunzia D'Anna
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Cara Cinzia, la situazione che sta attraversando è un vero e proprio lutto da elaborare. Infatti, oltre al carico di cose pratiche da fare per una madre con la demenza, c’è anche tutto il carico emotivo del vedere il proprio caro venire meno nelle sue capacità principali, guardarlo negli occhi e non riconoscerlo. Il mio suggerimento è di prendersi cura di questa fase così delicata della sua vita affidandosi ad un professionista che possa accompagnarla ad accettare e gestire con più lucidità la fase di vita che sta attraversando.
Dott.ssa Laura Delvago
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera Cinzia,
è comprensibile il carico psicologico derivante dalla situazione difficile che sta attraversando. Personalmente, in base alla mia esperienza in psicogeriatria, trovo che i colloqui psicologici di supporto siano di grande aiuto per affrontare insieme al professionista periodi di vita così complessi, alleggerendo di conseguenza anche lo stress percepito. Le auguro di trovare dei momenti suoi di tranquillità.
Dott.ssa Giulia Solinas
Psicologo, Psicoterapeuta
Quartu Sant'Elena
Buonasera Cinzia; quando ci troviano in età matura a doverci prendere cura di una persona con grave deterioramento cognitivo è inevitabile riscontrare un incremento dei sintomi somatici anche in assenza di una patologia. Concordo fortemente su un quadro di stress e per evitare di cadere in un Burn Out tipico dei caregiver delle persone dementi le consiglio subito di cercare di ritagliarsi uno spazio personale tutti i giorni da dedicare alla cura di sè ( con pratiche joga, pilates, pratiche di tai chi ecc) in modo da connettere la mente con il corpo e ritrovare uno spazio mentale e fisico rigenerante
Potrebbe giovare anche partecipare ad un protocollo MBSR di Minfulness proprio per la gestione dello stress. Prenda in coraggio di prendersi cura di sè e le assicuro che anche la relazione con sua madre nè avrò un giovamento. ( le cose non cambiano ma cio che cambia è come noi viviamo quegli eventi)
Dott. Salvatore Augello
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Salve, oltre ad assumere un ansiolitico sarebbe bene iniziare un percorso di psicoterapia. Il farmaco da solo non è risolutivo.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,
affianchi all assunzione di Xanax un supporto psicologico, la aiuterebbe a gestire i vissuti in questo momento delicato della sua vita.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Federica Bellò
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Treviso
1.⁠ ⁠Cerca supporto: Partecipare a gruppi di sostegno per caregiver può offrire un senso di comunità e comprensione.
2.⁠ ⁠Prenditi del tempo per te stessa: Anche brevi momenti di pausa possono fare la differenza.
3.⁠ ⁠Consulta un professionista: Un terapeuta o uno psicologo può aiutarti a sviluppare strategie per gestire lo stress e le emozioni.
4.⁠ ⁠Valuta l'assistenza esterna: Coinvolgere un assistente domiciliare o considerare strutture di assistenza può alleviare parte del carico.
5.⁠ ⁠Pratica tecniche di rilassamento: Attività come la meditazione, la respirazione profonda o lo yoga possono aiutare a ridurre lo stress.
Riflessioni finali
Ricorda che prendersi cura di sé non è un atto egoistico, ma una necessità. Solo mantenendo il tuo benessere potrai continuare a offrire il supporto necessario a tua madre. Non esitare a cercare aiuto e a utilizzare le risorse disponibili nella tua comunità.

Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buongiorno, credo che le possa essere utile una valutazione di uno psicoterapeuta. Può darsi che la demenza della mamma stimoli vissuti emotivo difficili da gestire, che provocano malessere emotivo. Se gli esami sono negativi, l'indicazione del percorso è adeguata. Inoltre i soli farmaci possono attutire il malessere ma non risolverlo.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Daniela Chiaviello
Psicologo, Psicoterapeuta
Serre
Cara Cinzia, comprendo la fatica che sta attraversando: prendersi cura di una persona cara in una fase così delicata è un compito che assorbe moltissime energie, fisiche ed emotive!. È naturale sentirsi stanchi, provati e a volte anche spaventati dai propri malesseri. Già il fatto che lei abbia condiviso qui la sua esperienza è un segnale di forza: significa che riconosce il suo bisogno di sostegno. È importante che lei possa ritagliarsi spazi, anche piccoli, per prenderti cura di se e del suo benessere. Avere un luogo di ascolto e supporto può aiutarla a sentirti meno sola e alleggerire un po’ il carico che porta da tempo.
Dott. Marco De Fonte
Psicologo, Psicoterapeuta
Bari
Cara Cinzia,

grazie per aver condiviso la tua situazione così delicata. Quello che descrivi è molto comprensibile: accudire una persona cara con demenza, specialmente quando la malattia è in fase avanzata, comporta un carico emotivo e fisico enorme, spesso sottovalutato. Lo stress cronico può effettivamente manifestarsi con sintomi fisici come stanchezza intensa, malori a metà giornata, sensazione di debolezza o giramenti di testa.

Alcuni punti che possono esserti utili:

I valori glicemici che citi (80 mg/dl) rientrano nella norma e, se non ci sono cali improvvisi o diagnosi specifiche, difficilmente spiegano da soli i tuoi malori.

Lo stress e l’ansia prolungata possono generare sintomi molto simili all’ipoglicemia (tremori, debolezza, palpitazioni), anche in assenza di un problema metabolico.

L’uso di Xanax può aiutare sul momento, ma come sai non è una soluzione a lungo termine: può ridurre l’ansia acuta, ma non agisce sulle radici dello stress né sulla stanchezza cronica.

Gli antidepressivi non sono sempre tollerati bene, ma esistono molecole diverse con profili differenti: se in passato ti hanno dato effetti collaterali importanti, è giusto essere prudenti, ma parlarne con un medico psichiatra (non solo con il geriatra di tua mamma) potrebbe aprire ad altre opzioni terapeutiche più tollerabili.

Cosa puoi fare per aiutarti concretamente

Cerca di ritagliarti dei momenti di respiro: anche brevi pause regolari, passeggiate, o attività piacevoli sono importanti per interrompere il ciclo stress–malore.

Valuta di attivare sostegni esterni (badante, centri diurni, aiuto di familiari) se possibile: la cura costante logora e nessuno può reggere da solo a lungo.

Un percorso psicologico di sostegno per caregiver potrebbe darti spazio di contenimento emotivo e strumenti pratici per gestire meglio ansia e fatica.

Ti consiglio di condividere con il tuo medico di base questi malori ricorrenti: anche se con ogni probabilità sono legati allo stress, è bene escludere altre cause (pressione arteriosa, tiroide, carenze vitaminiche).

Non sei “solo stressata”: sei una persona che da anni porta un carico enorme, e il tuo corpo ti sta dicendo che ha bisogno di attenzione e sollievo.
Dott.ssa Chiara Ronchi
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Buonasera Cinzia, innanzitutto non devi scusarti: prendersi cura di una persona cara in una fase così complessa è estremamente faticoso, e già il fatto che tu lo riconosca è un segno di grande consapevolezza. È comprensibile che il tuo corpo risponda con malori, perché lo stress prolungato consuma energie fisiche ed emotive.

Io non sono un medico, quindi non posso entrare nel merito dei farmaci, ma quello che può aiutarti è creare dei piccoli spazi solo per te, anche di pochi minuti. Ad esempio, potresti provare un esercizio semplice: chiudi gli occhi, appoggia una mano sul petto e una sulla pancia, e per un minuto segui solo il ritmo del respiro, senza cambiarlo. Questo “ancoraggio” può diventare un momento di ristoro che ti aiuta a ricaricarti.

Vorrei lasciarti una domanda: quali piccole cose, anche molto semplici, ti hanno fatto sentire bene negli ultimi tempi e che potresti provare a ripetere più spesso?
Dott.ssa Valeria Laganà
Psicoterapeuta, Psicologo
Guidonia Montecelio
Buongiorno, la sofferenza psicologica è importante tanto quanto quella fisica ed è per questo che la invito a prendere appuntamento per intraprendere un percorso di psicoterapia in presenza per la risoluzione delle sue problematiche riportate. La attendiamo a braccia aperte. Un caro saluto e Le auguro buon tutto!
Dott.ssa Elena Epilotti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Lovere
Buongiorno Cinzia, chi si prende cura di una persona anziana svolge un "lavoro" fisicamente e psicologicamente molto impegnativo. Con il tempo questo può portare a stress, ansia, sensi di colpa, problemi di salute e persino bornout. Anche lei come caregiver può aver bisogno di supporto, oltre alla terapia farmacologica (che già assume su indicazione del geriatra) le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per trovare uno spazio accogliente e non giudicante dove può sentirsi ascoltata e aiutata a trovare strumenti per affrontare la situazione.
Dott.ssa Livia Sterza
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buon pomeriggio Cinzia, grazie per la sua condivisione.
Ha fatto bene a valutare la componente organica, in modo da poter escludere eventuali cause di questo tipo.
In questo momento così faticoso (avendo escluse la componente organica) potrebbe forse essere utile un percorso di sostegno psicologico che la possa aiutare ad affrontare la fase di vita che sta attraversando.
Cordialmente,
Dottoressa Livia Sterza
Dott.ssa Cristina Schirato
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Vicenza
Buonasera Cinzia,
grazie per aver condiviso la sua situazione così delicata. Capisco quanta fatica e stress comporti prendersi cura di una mamma in una fase così complessa, ed è naturale che questo si ripercuota anche sul suo benessere fisico ed emotivo. È importante continuare a parlare con i medici che la seguono, ma può esserle utile anche avere uno spazio di sostegno psicologico solo per lei, per elaborare lo stress e trovare strategie che la aiutino a sentirsi meno sola e sopraffatta. Sta già facendo molto, è comprensibile sentire il bisogno di supporto. Se vuole io sono disponibile sia in presenza sia online per una consulenza.
Le auguro una buona continuazione,
Dott.ssa Cristina Schirato

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