Assumo psicofarmaci da 30anni ho 61 anni e ne prendo 4 pastiglie al giorno di un milligrammo.non so
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Assumo psicofarmaci da 30anni ho 61 anni e ne prendo 4 pastiglie al giorno di un milligrammo.non so cosa fare per togliere questi psicofarmaci inoltre prendo una pastiglia al giorno per il colesterolo e trigliceridi e una per la pressione. Cosa consigliate?
Buongiorno
le posso solo consigliare di fissare un appuntamento con uno psichiatra che possa valutare il suo attuale stato psichico e medico così da poterla aiutare nell'eventuale diminuzione dei farmaci che sta prendendo e forse la sostituzione con altri farmaci maggiormente efficaci.
Mi raccomando vada da uno psichiatra e non faccia da sola perchè potrebbe incorrere in rebound farmacologico e stare male fisicamente.
Cordiali saluti
dott.ssa Letizia Muzi
le posso solo consigliare di fissare un appuntamento con uno psichiatra che possa valutare il suo attuale stato psichico e medico così da poterla aiutare nell'eventuale diminuzione dei farmaci che sta prendendo e forse la sostituzione con altri farmaci maggiormente efficaci.
Mi raccomando vada da uno psichiatra e non faccia da sola perchè potrebbe incorrere in rebound farmacologico e stare male fisicamente.
Cordiali saluti
dott.ssa Letizia Muzi
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Comprendo la tua preoccupazione nel prendere i psicofarmaci da così tanto tempo. Tuttavia, il processo di smaltimento di questi farmaci dovrebbe essere seguito sotto stretto controllo medico. È importante che tu discuta con il tuo medico il desiderio di interrompere la somministrazione di psicofarmaci, a prescindere dal tuo desiderio di farlo o meno.
In quanto al colesterolo e alla pressione alta, è fondamentale che tu continui a prenderli e seguire le indicazioni del medico in quanto sono patologie che possono causare gravi conseguenze sanitarie.
Ti consiglio vivamente di parlare con il tuo medico di fiducia, discutere della tua decisione e di stabilire un piano di interruzione graduale della somministrazione dei psicofarmaci in modo che il tuo organismo possa adattarsi alla variazione senza effetti avversi. Inoltre, chiedi al medico consigli su cosa fare per migliorare il tuo stato emotivo e mentale senza la necessità di questi farmaci, come ad esempio l'attività fisica, la meditazione e altre tecniche di rilassamento.
Ricorda che non dovresti mai fermare la somministrazione di psicofarmaci senza il consenso e la supervisione del tuo medico e che la decisione di interrompere la somministrazione dovrebbe essere presa basandosi sulla valutazione clinica più appropriata per te e la tua salute in generale. Spero che queste informazioni ti siano state d'aiuto.
In quanto al colesterolo e alla pressione alta, è fondamentale che tu continui a prenderli e seguire le indicazioni del medico in quanto sono patologie che possono causare gravi conseguenze sanitarie.
Ti consiglio vivamente di parlare con il tuo medico di fiducia, discutere della tua decisione e di stabilire un piano di interruzione graduale della somministrazione dei psicofarmaci in modo che il tuo organismo possa adattarsi alla variazione senza effetti avversi. Inoltre, chiedi al medico consigli su cosa fare per migliorare il tuo stato emotivo e mentale senza la necessità di questi farmaci, come ad esempio l'attività fisica, la meditazione e altre tecniche di rilassamento.
Ricorda che non dovresti mai fermare la somministrazione di psicofarmaci senza il consenso e la supervisione del tuo medico e che la decisione di interrompere la somministrazione dovrebbe essere presa basandosi sulla valutazione clinica più appropriata per te e la tua salute in generale. Spero che queste informazioni ti siano state d'aiuto.
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Buongiorno e grazie per essersi rivolto a noi professionisti. Il consiglio che posso darle è di parlarne direttamente con lo psichiatra che la sta seguendo in quanto la sua terapia farmacologica è costruita ad hoc per lei.
Codialmente, dottor Moraschini.
Codialmente, dottor Moraschini.
Buongiorno, grazie per la condivisione, sono temi delicati ed è importante rivolgersi a professionisti. Penso che la cosa migliore sia prenotare una visita psichiatrica per valutare se sia necessario procedere con il farmaco o se si può pensare a una sospensione. Le auguro di poter trovare ciò che cerca. Buona giornata. Dott.ssa Rota
Gentile utente, rispetto il dosaggio farmacologico sarà il medico che la segue a stabilire un eventuale scalaggio. Ha mai pensato di abbinare alla terapia farmacologica una psicoterapia? Magari avendo il supporto psicoterapeutico potrà in accordo con il medico, rimodulare la terapia farmacologica.
Mi auguro di averle dato uno spunto di riflessione
Se ha bisogno di un ulteriore confronto terapeutico mi può contattare anche online.
Dott.ssa Melania Filograna
Mi auguro di averle dato uno spunto di riflessione
Se ha bisogno di un ulteriore confronto terapeutico mi può contattare anche online.
Dott.ssa Melania Filograna
caro utente...sono poche le informazioni a disposizione per cercare di capire come eliminare parzialmente o totalmente i farmaci che assume. Sicuramente sono importanti per lei, se qualcuno glieli ha prescritti ma se vuole possiamo esaminare insieme, attraverso una consultazione, dell'origine del suo disagio che l'ha portata ad assumere questi farmaci in modo che grazie ad un elaborazione profonda possiamo, insieme al medico capire come gestire la situazione.
Eugenio Di Giovanni
Eugenio Di Giovanni
Gentile utente, con queste poche informazioni risulta difficile darle una risposta. Credo che, oltre la cura farmacologica che sta seguendo, potrebbe esserle utile intraprendere un percorso di terapia, in modo da provare ad individuare le cause del suo malessere
Resto a disposizione
AV
Resto a disposizione
AV
Buongiorno le consiglio un percorso integrato con uno psichiatra e uni psicoterapeuta. Il primo professionista può seguirla sul piano farmacologico mentre con il secondo può indagare le cause più profonde del suo malessere.
Resto a sua disposizione
Resto a sua disposizione
Salve, ritengo maggiormente utile esporre la questione al medico, figura professionale più competente in materia.
Cordialmente, dott FDL
Cordialmente, dott FDL
Gentile utente, le consiglio di affrontare la questione con il medico che la segue. Cordialmente, dott.ssa Andreoli
Gent.mo,
Le consiglio di rivolgersi al suo psichiatra per questioni sulla farmacoterapia, è la figura professionale specializzata in questo che potrà esserle d’aiuto nel fare chiarezza sui suoi dubbi.
Un caro saluto,
dott. Dimitri Abate
Le consiglio di rivolgersi al suo psichiatra per questioni sulla farmacoterapia, è la figura professionale specializzata in questo che potrà esserle d’aiuto nel fare chiarezza sui suoi dubbi.
Un caro saluto,
dott. Dimitri Abate
Gentile utente, ritengo che sia essenziale parlare della questione farmacologica con il suo psichiatra/medico di riferimento e NON fare da sé per la diminuzione o la sospensione degli stessi. Un altro consiglio che le darei è quello di iniziare una psicoterapia (se non l'ha già fatto in questi anni), che la aiuterebbe a ricostruire la propria storia personale, ad elaborare le proprie difficoltà e ad indagare più in profondità le ragioni del suo malessere. Rimango a disposizione, un caro saluto. Dott.ssa Valentina Terruzzi
Buongiorno e grazie per la condivisione, il mio consiglio è di rivolgersi direttamente al suo psichiatra.
Ricordi di non sospendere o diminuire da sé la terapia. Resto a disposizione, un saluto!
Ricordi di non sospendere o diminuire da sé la terapia. Resto a disposizione, un saluto!
Salve, ritengo che ci sono davvero pochi elementi utili per comprendere a fondo la sua situazione che però sembra davvero dura.
Quello che potrebbe fare è parlarne col suo psichiatra ma anche iniziare un percorso di psicoterapia per vedere le cose da entrambi i punti di vista, può solo fare bene.
Se vuole ci sono anche online.
Dott. Salvucci Matteo
Quello che potrebbe fare è parlarne col suo psichiatra ma anche iniziare un percorso di psicoterapia per vedere le cose da entrambi i punti di vista, può solo fare bene.
Se vuole ci sono anche online.
Dott. Salvucci Matteo
Gentile utente, innanzitutto la ringrazio per aver condiviso con noi la sua esperienza e mi spiace che le crei disagio nella quotidianità. Le suggerirei di parlare con uno psichiatra per rivalutare la terapia farmacologica e una eventuale presa in carico psicoterapeutica per sviluppare strategie adattive che le permettano di valutare una riduzione delle terapie assunte.
Un caro saluto.
Dott.ssa Elena Sinistrero
Un caro saluto.
Dott.ssa Elena Sinistrero
Buonasera, mi sento di suggerirle di condividere con il suo psichiatra ciò che sta vivendo in questo momento rispetto alla terapia. Anche la relazione con lo psichiatra può divenire uno spazio di ascolto del suo sentire e dei suoi pensieri rispetto alla terapia farmacologica.
sapere come si sentono i pazienti è un pezzo fondamentale anche per ogni professionista che opera nell’ambito della salute mentale.
Un caro saluto, Dott.ssa Martina Orzi
sapere come si sentono i pazienti è un pezzo fondamentale anche per ogni professionista che opera nell’ambito della salute mentale.
Un caro saluto, Dott.ssa Martina Orzi
Gentile utente, per quale problematica assume psicofarmaci? Le consiglio di prendere un appuntamento con un bravo psichiatra, che possa analizzare la sua situazione e possa valutare se sia il caso di continuare la cura farmacologica o meno. Se gli psicofarmaci non sono più necessari, la dose andrà diminuita nel corso del tempo. Per questo è fondamentale rivolgersi ad un professionista. Per il resto, può parlare con il suo medico di base. Un caro saluto.
Dott.ssa Roberta Parrilli
Dott.ssa Roberta Parrilli
Buongiorno gentile utente,
l'unica cosa che le posso consigliarle è quella di fissare un appuntamento con il suo psichiatra e parlare con lui della sua volontà di ridurre i farmaci. Le ricordo di non scalarli da solo per non incorrere negli effetti collaterali.
Cordiali saluti
Dott.ssa Erika Castagneri
l'unica cosa che le posso consigliarle è quella di fissare un appuntamento con il suo psichiatra e parlare con lui della sua volontà di ridurre i farmaci. Le ricordo di non scalarli da solo per non incorrere negli effetti collaterali.
Cordiali saluti
Dott.ssa Erika Castagneri
Buongiorno, la domanda per me essenziale e chiederle se viene seguito da uno psicologo o uno psicoterapeuta che potrebbero supportare, assistere ed ascoltare ma anche dar voce al suo vissuto emotivo e ai pensieri. La cura farmacologica prescritta è importante come lo è anche il supporto psicologico per l'elaborazione di tutto ciò che comporta assumere farmaci, i motivi, la sua storia di vita, il contesto in cui vive e le sue dinamiche relazionali. Cosa significa per lei per esempio mantenere benessere? Saluti
Buongiorno, consideri di fare una visita con uno psichiatra per comprendere bene se e come sospendere gli psicofarmaci e ridurne l'assunzione. Non tolga i farmaci da solo, perché questo può causare problemi molto importanti, a seconda del tipo di farmaco che assume e altri parametri.
Buonasera,
la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Comprendo il desiderio di voler ridurre o sospendere l'assunzione dei farmaci dopo tanti anni, ma è fondamentale non prendere iniziative in autonomia: ogni modifica alla terapia psicofarmacologica va sempre valutata insieme ad uno psichiatra, che potrà considerare attentamente il suo quadro clinico e guidarla, se opportuno, in un percorso di riduzione graduale e sicuro.
Resto a disposizione per qualsiasi approfondimento.
Un caro saluto,
Dott. Tiberio Toccaceli
la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Comprendo il desiderio di voler ridurre o sospendere l'assunzione dei farmaci dopo tanti anni, ma è fondamentale non prendere iniziative in autonomia: ogni modifica alla terapia psicofarmacologica va sempre valutata insieme ad uno psichiatra, che potrà considerare attentamente il suo quadro clinico e guidarla, se opportuno, in un percorso di riduzione graduale e sicuro.
Resto a disposizione per qualsiasi approfondimento.
Un caro saluto,
Dott. Tiberio Toccaceli
caro utente, leggendo il suo messaggio le posso dire innanzitutto che le informazioni fornite sono poche, rimango a sua disposizione per cercare di capire come eliminare parzialmente o totalmente i farmaci che assume. ritengo che i farmaci siano senz'altro importanti per lei se glieli hanno prescritti. Rimango a sua disposizione qualora desidererebbe una consultazione per esaminare insieme la causa sin dell'origine del suo disagio che con il decorso del tempo l'ha portata ad assumere questi farmaci, attraverso l'ausilio del suo medico.
Dottoressa Rosamaria Lombardo
Dottoressa Rosamaria Lombardo
Gentile utente,
le consiglierei di confrontarsi direttamente con il suo il suo medico curante/psichiatra per un approfondimento.
Saluti
le consiglierei di confrontarsi direttamente con il suo il suo medico curante/psichiatra per un approfondimento.
Saluti
La sua situazione merita attenzione e rispetto: trent'anni di terapia farmacologica rappresentano un percorso lungo e complesso, e il desiderio di ridurre o sospendere i farmaci è comprensibile e legittimo.
Il primo passo fondamentale è rivolgersi allo psichiatra che segue il suo caso, poiché qualsiasi modifica della terapia farmacologica deve essere valutata e gestita da un medico specialista, con un piano di riduzione graduale e attentamente monitorato. La sospensione improvvisa di psicofarmaci dopo un utilizzo così prolungato può comportare effetti di discontinuazione significativi sul piano fisico e psicologico.
Dal punto di vista psicologico, un percorso cognitivo-comportamentale può essere un valido supporto in questa fase, aiutandola a sviluppare strumenti per gestire le difficoltà emotive, rafforzare le sue risorse personali e affrontare la transizione in modo più sereno e consapevole.
Un caro saluto,
Dr. Vittorio Penzo
Il primo passo fondamentale è rivolgersi allo psichiatra che segue il suo caso, poiché qualsiasi modifica della terapia farmacologica deve essere valutata e gestita da un medico specialista, con un piano di riduzione graduale e attentamente monitorato. La sospensione improvvisa di psicofarmaci dopo un utilizzo così prolungato può comportare effetti di discontinuazione significativi sul piano fisico e psicologico.
Dal punto di vista psicologico, un percorso cognitivo-comportamentale può essere un valido supporto in questa fase, aiutandola a sviluppare strumenti per gestire le difficoltà emotive, rafforzare le sue risorse personali e affrontare la transizione in modo più sereno e consapevole.
Un caro saluto,
Dr. Vittorio Penzo
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