Domande del paziente (28)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, le consiglio di affidarsi al servizio per le dipendenze da gioco del suo territorio, sanno prendersi a carico con interventi mirati e specifici ad ogni situazione personale. I servizi possono intervenire... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve signora, si rivolta ai servizi per le dipendenze da gioco. Sapranno sicuramente aiutarla
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile signora, mi dispiace profondamente per la complessità della situazione che ha descritto, poiché comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. È evidente... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, la sua esperienza racconta un momento di grande complessità emotiva, e le emozioni che descrive sono più che comprensibili. La fine di una relazione così profonda e significativa può lasciare un... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, capisco la sua preoccupazione per il suo amico, ed è evidente che le sta molto a cuore. Da quanto racconta, sembra che stia attraversando un momento di grande confusione e cambiamento, cercando... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve. Capisco quanto sia importante per lei mantenere questo legame e trovare un modo per avvicinarsi senza risultare invadente. Da ciò che racconta, questa persona sembra vivere i rapporti in modo riservato,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, la sintomatologia da lei espressa è un campanello di allarme che indica che qualcosa non va. La invito a parlarne e ad articolare queste questioni in privato con uno specialista.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, ho potuto leggere con attenzione la sua situazione e ho compreso la sua sofferenza. Le consiglio di considerare un percorso di supporto psicologico per gestire le emozioni anche in situazioni simili.... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Direi che non c'è una scelta giusta e sbagliata. Mi chiederei, "Io cosa desidero realmente?". "Al di là di tutte le parole dette dagli altri, io dove mi sento bene? dove mi sento che viva?"
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, le problematiche che descrive sono complesse, articolate ed indice di qualcosa di interiore che vuole essere dolcemente e con pazienza visto. Le consiglio un percorso psicologico, vedrà che aprendosi... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, le consiglio di intraprendere un percorso terapeutico con uno specialista per poter indagare ciò che lo fa soffrire, come ad esempio la sua frase "mi sono dedicato ogni giorno purtroppo dimenticando... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, capisco la sua difficoltà e di quanto sia difficile avere delle risposte. Il mondo della sessualità è molto particolare, delicato e "fuori logica", nel senso che ha una logica ma è una logica diversa... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, quello che scrive e ci ha appena condiviso è importante e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa sintomatologia ansiosa. come dice lei l'ansia è una ma le prende... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile anonimo, lei purtroppo sta descrivendo uno dei sintomi più diffusi tra i giovani nella contemporaneità di oggi. Ovvero l'ansia sociale che si mischia con una forte necessità di ritiro dal mondo.... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno e grazie per la tua apertura e sincerità.
Da una prospettiva psicoanalitica, quello che descrivi sembra essere legato a un conflitto inconscio dentro di te, tra il tuo desiderio e il modo in...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno e grazie per aver condiviso la tua esperienza. Prima di tutto, è importante sottolineare che i sogni, in particolare quelli che coinvolgono temi così delicati, non vanno mai interpretati letteralmente.... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che emerge dalle sue parole è una grande fatica emotiva: il tentativo di fare “la cosa giusta”, di non ferire nessuno, e allo stesso tempo un senso profondo di solitudine che ritorna.
Si percepisce...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrive non va letto solo come un problema “organico” o da risolvere con un prodotto: il desiderio non è una funzione meccanica, ma qualcosa che risente profondamente della relazione, dei pensieri... Altro
Buongiorno, sono una ragazza di 20 anni e ho sempre sofferto di un sonno disturbato a causa dell’ansia. Diciamo che ho sempre avuto difficoltà a prendere sonno e alcune volte a mantenerlo, ma soprattutto a riuscire ad addormentarmi. Recentemente, circa 2-3 mesi fa, ho avuto una crisi d’ansia (non saprei come chiamarla) che mi ha portato a soffrire di insonnia pesante, a causa della quale per 2 settimane non ho chiuso occhio o comunque sono andata avanti a microsonni. La situazione era devastante, mi sembrava di impazzire, quindi ho sentito il medico e mi ha prescritto circadin (1 volta prima di dormire) e lexotan (potevo usarlo anche nel corso della giornata per 3 volte in quantità 5 gocce). Per fortuna ho superato questa crisi, ma ho continuato a usare il lexotan (ne prendo in genere 10 gocce prima di dormire) anche combinandolo con un po’ di melatonina in camomilla (meno di 1 grammo) perché comunque il mio sonno rimane quello che è, cioè veramente difficoltoso. Dopo questo preambolo, aggiungo il mio problema principale: il mio sonno è disturbatissimo, faccio sogni strani e disturbanti, ne faccio anche molteplici a notte e quando mi sveglio spesso mi sento turbata e insoddisfatta del sonno, che non è quasi mai ristoratore. Mi capita anche di risvegliarmi brevemente e poi cadere nel sonno di nuovo, il che è molto fastidioso perché è un risveglio “scomodo”, accompagnato da una sensazione sgradevole. Volevo chiedervi come potrei intervenire a riguardo, perché non so più cosa fare. Vorrei dormire anche solo una notte senza sogni, in un sonno profondo.
Ps. Alcune volte vedendo che non riuscivo a dormire ho preso altre 5 gocce, sommandole quindi a quelle prese precedentemente per prepararmi a dormire.
Grazie per le eventuali risposte.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrive è molto faticoso, e la sensazione di “impazzire” per la mancanza di sonno è qualcosa che molte persone, in situazioni simili, riferiscono.
Dal punto di vista analitico, però, il sogno non è un “disturbo” da eliminare. Sigmund Freud lo definiva come una via privilegiata dell’inconscio: anche quando appare disturbante, il sogno è un tentativo della mente di elaborare qualcosa, non un nemico.
Il punto non è quindi smettere di sognare, ma comprendere perché, in questo momento della sua vita, questi sogni sono così intensi e il sonno così fragile. L’ansia che descrive sembra trovare proprio nella notte uno spazio in cui esprimersi.
Anche l’uso continuativo del farmaco, soprattutto se aumentato nei momenti di difficoltà, è qualcosa che andrebbe monitorato con attenzione insieme al medico.
Un percorso psicologico può aiutarla non tanto a “forzare” il sonno, ma a lavorare su ciò che lo disturba, restituendo nel tempo una maggiore continuità e tranquillità.
Se desidera approfondire, può contattarmi.
Un cordiale saluto.
Vado da uno psicoterapeuta (anche psichiatra) da quando ho 19 anni, ora ne ho 33. All'inizio non uscivo di casa e mi coricavo alle 4 per poi alzarmi tardi, avevo molti pensieri e impiegavo tanto tempo per vestirmi perché pensavo.
Ora continuo a non vedermi sciolto, certo non è come prima, ma le difficoltà nelle relazioni sono evidenti, la rigidità si vede anche quando mi muovo: cerco sempre di non far spostare i vestiti specialmente quando mi abbasso per esempio per prendere qualcosa.
Anche il rimuginio si è ridotto, ma continua a non farmi stare sereno.
All'ultimo appuntamento ho chiesto esplicitamente un piano operativo, degli esercizi pratici tra una seduta e l'altra.
Il terapeuta dice che per la rigidità non c'è un esercizio ma una volontà di lasciar andare determinati pensieri.
Poi ha fatto questo discorso: da un lato devo rispettare chi sono (di essere in un certo modo). La rigidità non la devo cambiare ma modellare perché non è sbagliata, mi aiuta a raggiungere degli obiettivi che le persone che non sono così rigide non riescono ad ottenere.
Poi ha detto che molte volte ho perso occasioni per la mia rigidità e ha fatto un esempio: se esco con gli amici e vanno a ballare in discoteca e fanno le 3 di notte, ovviamente ho replicato che poi mi rovinerei il giorno dopo e dunque uscirei e me ne tornerei prima. Secondo lui potrei anche tornare all'una a casa, come se non riuscisse a rendersi conto che se mi corico tardi, anche solo una volta, il giorno dopo non riesco a fare niente, nemmeno andare in palestra.
Non ho mai capito perché omologarmi possa farmi risolvere i miei problemi che mi hanno portato dallo psicoterapeuta.
Ho come la sensazione che continuare con l'attuale terapeuta non potrà mai portarmi ad un cambiamento perché mi viene chiesto ciò che è impossibile.
Non capisco cosa devo fare per cambiare quella che definisco rigidità.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrive non è semplicemente una “rigidità” da correggere, ma qualcosa che per lei ha avuto — e ha ancora — una funzione importante nel tenere insieme il suo equilibrio.
In un’ottica analitica, non si tratta di omologarsi o fare esercizi per cambiare, ma di comprendere il senso di questa modalità e il rapporto che ha con i suoi pensieri, il corpo e le relazioni. Da lì può emergere un cambiamento possibile, non imposto.
Se sente che il lavoro attuale è fermo o le viene chiesto qualcosa di “impossibile”, è un punto importante da ascoltare.
Se desidera approfondire, può contattarmi.
Un cordiale saluto.