Dott.ssa
Veronica Ruffato
Psicologa
·
Psicoterapeuta
Psicologa clinica
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sulle specializzazioni
Castelfranco Veneto 1 indirizzo
Esperienze
Sono psicologa e psicoanalista a Castelfranco Veneto. La mia pratica clinica, di orientamento psicoanalitico, integra il pensiero della psicoanalisi con le trasformazioni della società odierna, per offrire un ascolto terapeutico in grado di far fronte alla sofferenza e al disagio psicologico contemporaneo.
Nel lavoro terapeutico mi occupo di accogliere e comprendere le diverse forme di sofferenza e di disagio psicologico che caratterizzano il nostro tempo, accompagnando la persona in un percorso di riflessione e cambiamento.
Mi rivolgo ad adolescenti, giovani adulti e adulti.
Aree di competenza principali:
- Psicoterapia psicoanalitica
Principali patologie trattate
- Psiconevrosi
- Attacco di panico
- Disturbi del pensiero
- Disturbo Ossessivo Compulsivo
- Insonnia
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Prestazioni e prezzi
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Consulenza online
60 € -
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Colloquio psicologico
Da 50 € -
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Colloquio psicologico clinico
Da 50 € -
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Psicoterapia
60 € -
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Psicoterapia individuale
Da 50 € -
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Indirizzi (2)
Piazza Europa Unita 5, Castelfranco Veneto 31033
Disponibilità
Pagamento online
Accettato
Telefono
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Assicurazioni non accettate
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che accetti la tua assicurazione
Recensioni
17 recensioni
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E
Elisa
Una professionista attenta e competente, capace di creare un ambiente sicuro e accogliente. Grazie al suo supporto mi sento ascoltata nel mio percorso di crescita.
• Studio di Psicologia • colloquio psicologico •
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S
sofia M
Ho iniziato un percorso con la Dott.ssa Ruffato in un momento molto delicato della mia vita e sin dal primo incontro mi sono sentita ascoltata senza giudizio. La sua professionalità, unita a grande empatia e sensibilità, mi ha aiutato a trovare strumenti concreti per affrontare le difficoltà quotidiane.
• Studio di Psicologia • colloquio psicologico •
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F
Franco
È un percorso che prosegue da diverso tempo e con la dottoressa mi sento ascoltato e capito.
• Studio di Psicologia • colloquio psicologico •
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C
C.D.
Mi sono sentita compresa e motivata ad affrontare le mie resistenze
• HUB 0.5.22 • •
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J
J. L
La dottoressa mi ha aiutato in un momento molto difficile della mia vita. Con lei mi sono sentito capito ma soprattutto ascoltato. La ringrazio molto.
• HUB 0.5.22 • •
Dott.ssa Veronica Ruffato
Caro J.L. grazie a lei.
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F
F.T.
Ho trovato un ascolto molto attento e delle chiavi di lettura nuove che mi hanno cambiato prospettiva su alcune cose, facendomi stare molto meglio.
• HUB 0.5.22 • •
Dott.ssa Veronica Ruffato
Gentile F.T. Grazie per la recensione. Un caro saluto
Dott.ssa Veronica Ruffato
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R
Rosi
Veronica è stata una piacevole sorpresa, mi sono sentita accolta e subito a mio agio.
Veronica ha proprio la capacità di trasmettere la calma. La consiglio vivamente!• HUB 0.5.22 • •
Dott.ssa Veronica Ruffato
Grazie Rosi, felice di poterti accompagnare in questo percorso
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C
C. Simioni
Ho trovato disponibilità, empatia ma professionalità e supporto
• HUB 0.5.22 • •
Dott.ssa Veronica Ruffato
Gentile C. Simioni, la ringrazio per la recensione. Un saluto
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F
FG
La Dott.ssa Ruffato è una professionista la cui tranquillità e la capacità di ascolto rappresentano i punti di forza.
Mi ha permesso di conoscere le parti più silenziose di me• HUB 0.5.22 • •
Dott.ssa Veronica Ruffato
Grazie F., accompagnarti in questo viaggio di scoperta è per me un onore.
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F
Francesco
Veronica è una dottoressa splendida e sempre attenta au dettagli. Consigliatissima, davvero brava
• HUB 0.5.22 • •
Dott.ssa Veronica Ruffato
Francesco, la ringrazio per la recensione. Un saluto,
Dott.ssa Veronica Ruffato
Risposte ai pazienti
ha risposto a 28 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, sono una ragazza di 20 anni e ho sempre sofferto di un sonno disturbato a causa dell’ansia. Diciamo che ho sempre avuto difficoltà a prendere sonno e alcune volte a mantenerlo, ma soprattutto a riuscire ad addormentarmi. Recentemente, circa 2-3 mesi fa, ho avuto una crisi d’ansia (non saprei come chiamarla) che mi ha portato a soffrire di insonnia pesante, a causa della quale per 2 settimane non ho chiuso occhio o comunque sono andata avanti a microsonni. La situazione era devastante, mi sembrava di impazzire, quindi ho sentito il medico e mi ha prescritto circadin (1 volta prima di dormire) e lexotan (potevo usarlo anche nel corso della giornata per 3 volte in quantità 5 gocce). Per fortuna ho superato questa crisi, ma ho continuato a usare il lexotan (ne prendo in genere 10 gocce prima di dormire) anche combinandolo con un po’ di melatonina in camomilla (meno di 1 grammo) perché comunque il mio sonno rimane quello che è, cioè veramente difficoltoso. Dopo questo preambolo, aggiungo il mio problema principale: il mio sonno è disturbatissimo, faccio sogni strani e disturbanti, ne faccio anche molteplici a notte e quando mi sveglio spesso mi sento turbata e insoddisfatta del sonno, che non è quasi mai ristoratore. Mi capita anche di risvegliarmi brevemente e poi cadere nel sonno di nuovo, il che è molto fastidioso perché è un risveglio “scomodo”, accompagnato da una sensazione sgradevole. Volevo chiedervi come potrei intervenire a riguardo, perché non so più cosa fare. Vorrei dormire anche solo una notte senza sogni, in un sonno profondo.
Ps. Alcune volte vedendo che non riuscivo a dormire ho preso altre 5 gocce, sommandole quindi a quelle prese precedentemente per prepararmi a dormire.
Grazie per le eventuali risposte.
Quello che descrive è molto faticoso, e la sensazione di “impazzire” per la mancanza di sonno è qualcosa che molte persone, in situazioni simili, riferiscono.
Dal punto di vista analitico, però, il sogno non è un “disturbo” da eliminare. Sigmund Freud lo definiva come una via privilegiata dell’inconscio: anche quando appare disturbante, il sogno è un tentativo della mente di elaborare qualcosa, non un nemico.
Il punto non è quindi smettere di sognare, ma comprendere perché, in questo momento della sua vita, questi sogni sono così intensi e il sonno così fragile. L’ansia che descrive sembra trovare proprio nella notte uno spazio in cui esprimersi.
Anche l’uso continuativo del farmaco, soprattutto se aumentato nei momenti di difficoltà, è qualcosa che andrebbe monitorato con attenzione insieme al medico.
Un percorso psicologico può aiutarla non tanto a “forzare” il sonno, ma a lavorare su ciò che lo disturba, restituendo nel tempo una maggiore continuità e tranquillità.
Se desidera approfondire, può contattarmi.
Un cordiale saluto.
Vado da uno psicoterapeuta (anche psichiatra) da quando ho 19 anni, ora ne ho 33. All'inizio non uscivo di casa e mi coricavo alle 4 per poi alzarmi tardi, avevo molti pensieri e impiegavo tanto tempo per vestirmi perché pensavo.
Ora continuo a non vedermi sciolto, certo non è come prima, ma le difficoltà nelle relazioni sono evidenti, la rigidità si vede anche quando mi muovo: cerco sempre di non far spostare i vestiti specialmente quando mi abbasso per esempio per prendere qualcosa.
Anche il rimuginio si è ridotto, ma continua a non farmi stare sereno.
All'ultimo appuntamento ho chiesto esplicitamente un piano operativo, degli esercizi pratici tra una seduta e l'altra.
Il terapeuta dice che per la rigidità non c'è un esercizio ma una volontà di lasciar andare determinati pensieri.
Poi ha fatto questo discorso: da un lato devo rispettare chi sono (di essere in un certo modo). La rigidità non la devo cambiare ma modellare perché non è sbagliata, mi aiuta a raggiungere degli obiettivi che le persone che non sono così rigide non riescono ad ottenere.
Poi ha detto che molte volte ho perso occasioni per la mia rigidità e ha fatto un esempio: se esco con gli amici e vanno a ballare in discoteca e fanno le 3 di notte, ovviamente ho replicato che poi mi rovinerei il giorno dopo e dunque uscirei e me ne tornerei prima. Secondo lui potrei anche tornare all'una a casa, come se non riuscisse a rendersi conto che se mi corico tardi, anche solo una volta, il giorno dopo non riesco a fare niente, nemmeno andare in palestra.
Non ho mai capito perché omologarmi possa farmi risolvere i miei problemi che mi hanno portato dallo psicoterapeuta.
Ho come la sensazione che continuare con l'attuale terapeuta non potrà mai portarmi ad un cambiamento perché mi viene chiesto ciò che è impossibile.
Non capisco cosa devo fare per cambiare quella che definisco rigidità.
Quello che descrive non è semplicemente una “rigidità” da correggere, ma qualcosa che per lei ha avuto — e ha ancora — una funzione importante nel tenere insieme il suo equilibrio.
In un’ottica analitica, non si tratta di omologarsi o fare esercizi per cambiare, ma di comprendere il senso di questa modalità e il rapporto che ha con i suoi pensieri, il corpo e le relazioni. Da lì può emergere un cambiamento possibile, non imposto.
Se sente che il lavoro attuale è fermo o le viene chiesto qualcosa di “impossibile”, è un punto importante da ascoltare.
Se desidera approfondire, può contattarmi.
Un cordiale saluto.
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.