Domande del paziente (9)

    Domande su sessuologia

    Ho 3 domande in merito alla masturbazione femminile:
    1. perché preferisco strusciarmi piuttosto che la penetrazione quando mi masturbo ma durante i rapporti di coppia invece mi piacciono entrambe le cose?
    2. Perché quando mi masturbo (sempre strofinandomi) lo faccio per pochi secondi e poi mi fermo? Anche se non mi sento soddisfatta non riesco a capire come il mio corpo vorrebbe che continuassi e desidererei solo avere un rapporto.
    3. Non sono sicura di quando raggiungo l'orgasmo, quando lo faccio da sola ci metto tantissimo tempo ad arrivarci e non sono comunque sicura al 100% di esserci arrivata, mentre durante i rapporti non mi rendo nemmeno conto di quando ci sto arrivando e così per capire se l'ho raggiunto o meno, mi baso sull'avere ancora desiderio dopo il rapporto o meno. Mi date un parere? Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Stefania Loi

    Carissima, la sessualità femminile è estremamente soggettiva e quello che descrive è molto più comune di quanto si pensi e non indica necessariamente alcun problema.
    Per quanto riguarda la prima domanda, Il fatto che durante la masturbazione lei preferisca lo strusciamento alla penetrazione è assolutamente normale. Molte donne provano maggiore eccitazione e raggiungono più facilmente l’orgasmo attraverso la stimolazione esterna del clitoride o della zona vulvare, mentre la penetrazione da sola può risultare meno coinvolgente. Nei rapporti di coppia, invece, entrano in gioco anche altri elementi come per esempio: coinvolgimento emotivo, desiderio verso l’altra persona e stimolazioni multiple contemporanee, per questo potrebbe vivere bene entrambe le modalità.
    2: anche l'interruzione della stimolazione dopo pochi secondi può avere diverse spiegazioni e non è necessariamente “sbagliato”. A volte il corpo tende a interrompere automaticamente l’eccitazione quando si fa fatica a lasciarsi andare completamente, oppure quando si vive la masturbazione più come una ricerca di sollievo o tensione che come un’esperienza da esplorare con calma. Ad ogni modo, la variabilità individuale gioca un ruolo importante e le motivazioni sottostanti potrebbero essere le più varie.
    3: l’orgasmo femminile può essere molto variabile: intenso o lieve, improvviso o graduale, localizzato o diffuso. Il fatto che lei non riesca sempre a identificarlo con certezza non significa necessariamente che non ci sia stato.
    Spero che le sue domande siano state soddisfatte almeno in parte. In ogni caso un percorso di consulenza sessuologica potrebbe aiutarla a risolvere eventuali altri dubbi e vivere la sessualità con maggiore consapevolezza e serenità.
    Rimango a disposizione, un saluto.
    Dott.ssa Stefania Loi


    È un periodo che mi masturbo almeno una volta al giorno. Spero sia normale poiché da poco mi sono separato dalla mia compagna. Non mi era mai capitato una frequenza così . Spero sia normale

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Stefania Loi

    Gentilissimo, quella che descrive è una situazione che può rappresentare senza dubbio la normalità. Se però dovesse accorgersi che questo comportamento diventa l’unico modo per affrontare le emozioni, oppure che le crea disagio, senso di colpa o perdita di controllo, potrebbe essere utile approfondire il momento che sta attraversando con un o una professionista esperto/a in sessuologia.
    Un saluto
    Dott.ssa Stefania Loi


    Salve dottori a volte porgo domande su curiosità e dubbi in forum del genere cerco appunto dei forum di professionisti mi chiedevo quando basti scrivere su forum del genere oppure quando c’è bisogno di un incontro reale ? Spesso dove aver ricevuto risposte alle mie domande comunque mi risolvono il dubbio , ma quando è attendibile ? Grazie per una vostra risposta

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Stefania Loi

    Buonasera, è importante ricordare che una risposta online, per quanto professionale, non potrà mai equivalere a un percorso strutturato. All’interno di uno spazio terapeutico, infatti, il professionista ha la possibilità di conoscere più a fondo la persona, la sua storia, il contesto emotivo e relazionale e le dinamiche che possono essere alla base di un determinato vissuto. Inoltre, nel tempo, si può costruire una vera e propria alleanza terapeutica, elemento fondamentale affinché la persona possa sentirsi compresa, accolta e supportata in modo più autentico e approfondito.
    Per questo motivo, i forum possono rappresentare un primo aiuto o uno spunto di riflessione, ma quando un dubbio tende a ripresentarsi frequentemente o un disagio inizia a influenzare il proprio benessere, può essere importante valutare un confronto diretto con un professionista.

    Resto a disposizione, un saluto.
    Dott.ssa Stefania Loi


    Buongiorno sono passati quasi 7 mesi da mio intervento di isterectomia e tolto anche le tube… volevo sapere se è normale non sentire il desiderio e avere paura di avere rapporti? Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Stefania Loi

    Carissima, sì, ciò che sta vivendo può essere una reazione del tutto comprensibile dopo un intervento importante come l’isterectomia. Un’operazione di questo tipo, infatti, non coinvolge solamente il piano fisico, ma può avere un impatto anche sulla dimensione emotiva, sull’immagine corporea, sulla percezione della propria femminilità e sul modo di vivere l’intimità e la sessualità.
    È possibile che il corpo abbia bisogno di tempo per recuperare, ma anche che la mente debba lentamente riacquistare un senso di sicurezza e serenità rispetto ai rapporti. Paura, blocco o calo del desiderio non sono aspetti insoliti in situazioni come questa e non devono essere vissuti con senso di colpa o preoccupazione eccessiva.
    In questi casi, un percorso di supporto psicologico o psico-sessuologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio ciò che sta provando, a ritrovare fiducia nel proprio corpo e a vivere la sessualità con maggiore tranquillità e consapevolezza, rispettando i suoi tempi e le sue emozioni.
    Spero che le mie parole le possano essere utili, un saluto cordiale.
    Dott.ssa Stefania Loi


    Buonasera
    Sto vivendo un momento un po' doloroso
    Mi piace molto una ragazza, una mia collega di lavoro.
    Siamo caratterialmente diversi lo ammetto, però abbiamo ammesso ieri di provare un interesse reciproco ma c'è un enorme problema che blocca tutto.
    Ci sono stati diversi litigi, soprattutto per mancanza di onestà da parte di lei, che mi hanno fatto alterare e reagire un po' troppo.
    Questi litigi a lei le hanno fatto capire che non possiamo stare insieme, non potremo mai, che ha già vissuto una situazione del genere e che non vuole caderci di nuovo.
    Ha già pensato diverse volte se tra noi poteva andare oltre ma non ce la fa, non è ancora pronta per una relazione e perché siamo colleghi e se già litighiamo così spesso prima di iniziare dopo diventerebbe peggio, anche se secondo me meglio litigare all'inizio che nel mezzo.
    Ho provato a farle capire che io sono disposto a provare e a migliorare in primis per me stesso e sarei disposto a farle vedere più avanti che sono migliorato (davvero) ma lei non vuole neanche provarci.
    Le ho confessato che è la cosa più bella che mi sia capitata da quando lavoro in questa azienda(ed è vero) e sono felice tutte le volte che la vedo... Questo discorso l'ha fatta emozionare e mi ha preso anche le mani.
    Resta il fatto che ha dato un no definitivo e non vuole fare neanche un tentativo perché siamo troppo diversi e ci sono troppi litigi.
    Secondo voi, ci potrà mai essere un ripensamento da parte sua e quindi un cambiamento di scelta?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Stefania Loi

    Carissimo, capisco che questa situazione la stia facendo soffrire molto, anche perché da quello che racconta il sentimento tra voi sembra esserci davvero. Però credo che il punto centrale non sia tanto chiedersi “cambierà idea?”, quanto capire cosa succede tra voi quando entrate in conflitto. Il fatto che ci siano stati litigi frequenti ancora prima di iniziare una relazione non è un dettaglio secondario. I litigi, in sé, non sono necessariamente un problema: tutte le relazioni sane attraversano momenti di tensione. La vera domanda è come litigate e cosa si attiva emotivamente in ciascuno di voi.
    Tu parli di mancanza di onestà da parte sua che ti ha portato a reagire in modo molto forte; lei, invece, sembra aver vissuto quelle reazioni come qualcosa che l’ha fatta sentire poco al sicuro emotivamente, tanto da collegarle a esperienze passate che non vuole rivivere. Questo significa che probabilmente i vostri conflitti non riguardano solo il presente, ma toccano ferite, paure e modalità relazionali più profonde.
    C’è poi un altro aspetto importante su cui fare attenzione: quando una persona dà un “no” molto netto, soprattutto dopo aver ammesso un interesse reciproco, nell’altra persona può attivarsi un forte bisogno di rincorrere, convincere, dimostrare. Psicologicamente è molto comune: più qualcosa ci sfugge, più rischiamo di idealizzarla e di percepirla come indispensabile. In questi casi, però, bisogna stare attenti perché il “gioco” dell’inseguimento può togliere lucidità.
    A volte non stiamo più lottando per costruire davvero una relazione sana, ma per ottenere una conferma, per cambiare l’esito, per non sentirci rifiutati. E sono due cose molto diverse. Per questo credo sia importante fermarsi un momento e chiedersi:
    “Se lei oggi fosse completamente disponibile, i problemi che ci hanno portato a questi litigi sarebbero davvero risolti? Oppure esistono dinamiche che andrebbero comprese meglio da entrambe le parti?”
    Infine, rispetto al suo desiderio di migliorarsi, penso che sia una cosa molto positiva, ma solo se fatta per se stesso. Cambiare per paura di perdere qualcuno spesso porta a trasformazioni fragili, guidate dall’ansia e dal bisogno di approvazione. Un cambiamento autentico nasce invece quando una persona sente che certi aspetti del proprio modo di reagire meritano attenzione indipendentemente da quella relazione.
    Se un giorno la sua collega dovesse rivedere la sua posizione, accadrebbe molto più facilmente vedendo una persona che ha lavorato su di sé in modo reale e spontaneo, non qualcuno che si è modellato per essere scelto. E anche per lei sarebbe importante capire che il suo valore personale non dipende dal riuscire o meno a convincere qualcuno a restare.
    Spero che queste parole possano esserle utili.
    Rimango a disposizione, un saluto.
    Dott.ssa Stefania Loi


    Buongiorno, vivo in una città del nord da 21 anni, insieme a mio marito e 2 splendidi figli adolescenti.
    Io e mio marito siamo, di un paesino del sud Italia
    io ho una storia familiare non facile, mio padre assente, mia madre anaffettiva, controllante, giudicante
    a 23 anni ho conosciuto mio marito, appena la nostra unione è diventata ufficiale, sono caduta in depressione, una brutta depressione che ho curato con farmaci e tanta psicoterapia..alla fine del percorso sono arrivata alla conclusione che per stare bene, dovevo scappare dai miei posti..così ho lasciato il lavoro e sono partita, lui con me...
    nella città in cui viviamo sono stata benissimo da subito, ci siamo sistemati, sposati, abbiamo due lavori ottimi e due figli che ci danno grandi soddisfazioni, ci sono comunque delle cose di questa città che mi pesano, la considero non del tutto la mia città...mio marito non si è mai ambientato, infatti dice sempre che quando andrà in pensione trascorreremo periodi giù, dove abbiamo una splendida casa.

    Abbiamo sempre paragonato la città in cui viviamo a quella vicina al nostro paese d'origine e sempre detto che la nostra vita ideale sarebbe stata lì, conducendo una vita come quella che facciamo ora ma con meno spese e più svaghi, nei fine settimana avremmo potuto goderci la casa, gli amici e i parenti al paese, complici il clima, il mare, i paesaggi, facendo tutte le cose che ora non facciamo, e avendo anche il supporto dei parenti
    circa 10 anni fa abbiamo avuto l'occasione di poter rientrare definitivamente ma erano lavori precari, mio marito voleva tornare a tutti i costi, ma io sono di nuovo caduta in grave depressione, ricurata con farmaci. Abbiamo rinunciato

    2 anni fa ennesima occasione, appagante per me, ma stavolta è mio marito a rinunciare, in preda all'ansia

    ora io sono stata chiamata a colloquio tra un mese per un posto di lavoro al mio paese, un buon posto di lavoro, ci vorrei andare perchè vedo la vita che vorremmo, vivremo in città, io mi sposterei tutti i giorni in attesa di una destinazione più vicina, i ragazzi sono felici di un eventuale trasferimento, mio marito pure...ma io sono in ansia, dormo male, una volta lì penso che la mia mente vada a rivivere tutto il percorso depressivo della pre-partenza di 21 anni fa, il tutto accentuato dal fatto che non conosco bene la nuova città, temo di non riuscire ad ambientarmi e temo di lasciare ciò che ho perchè, in caso di fallimento, non posso poi tornare sui miei passi

    sono cresciuta tanto, caratterialmente, emotivamente, lavorativamente, vorrei riuscire a gestire il tutto ma non so, ho bisogno di un parere

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Stefania Loi

    Gentile signora, dalla sua storia emerge chiaramente quanto il tema del “luogo” sia intrecciato non solo a una scelta pratica di vita, ma anche a vissuti emotivi profondi e delicati. Il trasferimento di 21 anni fa sembra aver rappresentato, per lei, non soltanto un cambiamento geografico, ma anche un modo per prendere distanza da un contesto familiare che le aveva provocato molta sofferenza.
    È comprensibile quindi che l’idea di un eventuale ritorno oggi possa riattivare paure, ansia e ricordi legati a quel periodo difficile della sua vita. Allo stesso tempo, però, mi sembra importante sottolineare un aspetto: lei oggi non è più la persona di allora. In questi anni è cresciuta, ha costruito una famiglia, una stabilità lavorativa, relazioni significative e soprattutto maggiori risorse personali ed emotive.
    Mi colpisce anche il fatto che, nonostante il benessere costruito nella città in cui vive attualmente, racconti di non averla mai sentita completamente “sua”. Questo suggerisce quanto dentro di lei convivano bisogni diversi: da una parte il desiderio di sicurezza e stabilità, dall’altra quello di appartenenza, vicinanza affettiva e qualità della vita.
    In questo momento forse il rischio maggiore è quello di cercare già ora una risposta definitiva a qualcosa che definitivo ancora non è. Al momento c’è un colloquio, non una scelta irrevocabile. Potrebbe quindi aiutarla provare a vivere questo passaggio un passo alla volta, senza sentirsi obbligata fin da subito a decidere tutto il suo futuro. A volte l’ansia porta la mente a proiettarsi immediatamente nello scenario peggiore (“e se fallisse?”, “e se stessi male?”), ma questo può impedire di valutare la situazione con maggiore lucidità e gradualità.
    Credo inoltre che, considerando la sua storia personale e i precedenti episodi depressivi collegati ai grandi cambiamenti, un supporto psicologico potrebbe esserle molto utile proprio in questa fase di transizione. Non perché ci sia necessariamente qualcosa che non va, ma perché avere uno spazio in cui elaborare paure, aspettative e conflitti interiori potrebbe aiutarla a prendere una decisione più consapevole e serena, qualunque essa sia.
    Resto a disposizione per qualsiasi necessità,
    Un saluto
    Dott.ssa Stefania Loi


    Buongiorno, è molto tempo che sogno una persona che per me è stata importante in passato ma tra noi non c'è stato nulla se non un'amicizia. Nei sogni alle volte siamo felici, altre c'è nostalgia, altre ancora mi consola/mi da affetto e in altre provo a dire che mi dispiace non averci dato una possibilità nel passato. Quando mi sveglio poi non ho una buona giornata e alle volte sento una sensazione di vuoto.
    Questa persona non fa più parte della mia vita da molti anni. Mi date un parere in merito? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Stefania Loi

    Buonasera,
    il fatto che al risveglio provi vuoto, malinconia o che la giornata ne risenta suggerisce che questi sogni stiano toccando qualcosa di significativo sul piano emotivo, forse legato non solo a quella persona in sé, ma anche a ciò che rappresentava per lei in quel periodo della vita. Naturalmente, con così pochi elementi, non è possibile dare interpretazioni definitive. Tuttavia, se questi vissuti sono frequenti, intensi o le creano sofferenza, un percorso psicologico potrebbe essere molto utile. Questo potrebbe permetterle di comprendere meglio il significato emotivo che stanno assumendo nella sua vita attuale, dare spazio a eventuali bisogni affettivi non espressi e ridurre quel senso di vuoto che rimane al risveglio.
    Rimango a disposizione
    Un saluto
    Dott.ssa Stefania Loi


    Domande su sessuologia

    Sono una ragazza di 22 anni e ho qualche problema di natura sessuale:
    - Sono in una relazione con un ragazzo della mia età da 4 anni
    - Non ho mai avuto un orgasmo, ci sono andata vicina più volte ma lì sul momento non sono mai riuscita
    - Soffro di ansia sociale e generalizzata + depressione e prendo psicofarmaci che ho cambiato più volte nella durata della relazione. Al momento prendo Zoloft e Tavor. Mentre prendevo questi due ho comunque avuto periodi in cui non avevo problemi durante i rapporti mentre anche altre volte e ultimamente spesso si.
    - Con problemi intendo: scarsa voglia, poco piacere sessuale, a volte anche leggermente doloroso
    Volevo chiederti se avevate qualche consiglio grazie mille

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Stefania Loi

    Gentilissima,
    con così pochi elementi è difficile poter dare consigli davvero utili e precisi, perché le difficoltà sessuali possono avere origini molto diverse e spesso sono il risultato di più fattori insieme: emotivi, relazionali, psicologici e anche farmacologici. Proprio per questo, più che cercare soluzioni generiche, sarebbe opportuno iniziare un percorso di consulenza sessuologica, possibilmente con una professionista che sia anche psicologa o psicoterapeuta. Questo permetterebbe di definire con maggiore precisione cosa sta mantenendo ciò che sta succedendo: se il peso maggiore deriva dall’ansia, dagli effetti collaterali farmacologici, dalla componente relazionale, dal modo in cui vive il rapporto con il piacere e con il Suo corpo, oppure da una combinazione di questi aspetti.
    Le mando un caro saluto e rimango a disposizione
    Dott.ssa Stefania Loi


    Salve
    Ho quasi 40 anni , sono sposata, Amo mio marito e amo la mia famiglia.
    Da quando sono ragazza più o meno dall' età di 10 /11 anni ho avuto un trauma che è restato nell' inconscio per tanti anni , come se non fosse mai successo .
    Una mia cugina , nel giocare, sperimentava giochi che si avvicinavano al sesso.
    Baci sulla bocca con la mano davanti alla bocca.
    Simulare l' atto sessuale con i vestiti o l' intimo addosso.
    Io essendo più piccola di lei non conoscevo nulla del sesso
    E all' inizio era strano e mi chiedevo che cosa stesse facendo.
    Continuando a fare questi giochi alla fine piaceva anche a me e desideravo farli ancora.
    Fino a che ho guardato per la prima volta un video lesbico girando un canale alla televisione e mi ha eccitata.
    Non c'era internet e spesso sulla TV si vedevano solo donne nude o video con donne.
    Da lì ho sempre guardato dei video porno ma sono sempre stata attratta dalla diversità.
    Video lesbici
    Video di trans
    Video gay
    Ma quelli che mi fanno eccitare e arrivare all' orgasmo sono sempre quelli lesbici.
    Io voglio fare la parte dell' "uomo "se mi immedesimo.
    Per tutta la vita ho avuto il dubbio di essere lesbica e ancora ce l' ho.
    Solo che nella vita reale il pensiero di andare con una donna mi sembra strano e sono sempre stata attratta dagli uomini.
    Durante il sesso e durante la masturbazione però io raggiungo l' orgasmo solo pensando a video porno di lesbiche.
    Oppure immagino parti del corpo femminili.
    Prima di scoprire che solo in questo modo riuscivo a raggiungere l' orgasmo non lo raggiungevo mai.
    Nella mia vita avrei però voluto provare a fare sesso con una donna per capire se le mie erano solo fantasie ma nella realtà non ho mai avuto il coraggio di farlo e in più la cosa mi creava disagio e ribrezzo.
    L attrazione mi sembra solo sessuale.
    Non mi sono mai innamorata di una donna nella mia vita
    Ho sempre provato stima
    E una repulsione negli abbracci o nella vicinanza fisica
    Tranne in un occasione in cui mi sono sentita attratta fisicamente da una amica che era molto sexy.
    Quando ero single ho sperimentato sessualmente ma mai con le donne eppure sentivo il bisogno di farlo per scoprirmi ma non sono mai riuscita ad arrivare a questo step.
    Non so cosa pensare di me
    So solo che mi sento sbagliata molte volte .
    Il sesso con mio marito mi piace ma con nessun uomo ho provato un orgasmo senza pensare ad altro.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Stefania Loi

    Carissima, quello che descrive non la rende sbagliata, né definisce automaticamente la suo orientamento sessuale in modo rigido o definitivo. La sessualità umana è molto più complessa di quanto spesso si creda: fantasie, eccitazione, immaginazione erotica e orientamento affettivo non sempre coincidono perfettamente tra loro.
    Più che cercare un’etichetta definitiva, forse oggi sarebbe importante aiutarla a vivere questa parte di sé con meno angoscia, meno senso di colpa e meno bisogno di sentirsi “giusta” o “sbagliata”. Un percorso consulenziale con una sessuologa che sia anche psicologa potrebbe aiutarla molto: non per dirle chi è, ma per permetterle di osservare la sua storia, le sue fantasie, il suo rapporto con il corpo e con il desiderio in una prospettiva diversa, più serena e integrata. Potrebbe aiutarla a conoscersi meglio, comprendere il significato emotivo delle sue fantasie e, soprattutto, ad abbandonare quelle emozioni negative e il senso di conflitto che oggi la fanno soffrire.
    Rimango a disposizione e le porgo un cordiale saluto.
    Dott.ssa Stefania Loi


Autore

psicologo clinico, sessuologo, psicologo

Domande più frequenti

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