Salve Ho quasi 40 anni , sono sposata, Amo mio marito e amo la mia famiglia. Da quando sono ragazz
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Salve
Ho quasi 40 anni , sono sposata, Amo mio marito e amo la mia famiglia.
Da quando sono ragazza più o meno dall' età di 10 /11 anni ho avuto un trauma che è restato nell' inconscio per tanti anni , come se non fosse mai successo .
Una mia cugina , nel giocare, sperimentava giochi che si avvicinavano al sesso.
Baci sulla bocca con la mano davanti alla bocca.
Simulare l' atto sessuale con i vestiti o l' intimo addosso.
Io essendo più piccola di lei non conoscevo nulla del sesso
E all' inizio era strano e mi chiedevo che cosa stesse facendo.
Continuando a fare questi giochi alla fine piaceva anche a me e desideravo farli ancora.
Fino a che ho guardato per la prima volta un video lesbico girando un canale alla televisione e mi ha eccitata.
Non c'era internet e spesso sulla TV si vedevano solo donne nude o video con donne.
Da lì ho sempre guardato dei video porno ma sono sempre stata attratta dalla diversità.
Video lesbici
Video di trans
Video gay
Ma quelli che mi fanno eccitare e arrivare all' orgasmo sono sempre quelli lesbici.
Io voglio fare la parte dell' "uomo "se mi immedesimo.
Per tutta la vita ho avuto il dubbio di essere lesbica e ancora ce l' ho.
Solo che nella vita reale il pensiero di andare con una donna mi sembra strano e sono sempre stata attratta dagli uomini.
Durante il sesso e durante la masturbazione però io raggiungo l' orgasmo solo pensando a video porno di lesbiche.
Oppure immagino parti del corpo femminili.
Prima di scoprire che solo in questo modo riuscivo a raggiungere l' orgasmo non lo raggiungevo mai.
Nella mia vita avrei però voluto provare a fare sesso con una donna per capire se le mie erano solo fantasie ma nella realtà non ho mai avuto il coraggio di farlo e in più la cosa mi creava disagio e ribrezzo.
L attrazione mi sembra solo sessuale.
Non mi sono mai innamorata di una donna nella mia vita
Ho sempre provato stima
E una repulsione negli abbracci o nella vicinanza fisica
Tranne in un occasione in cui mi sono sentita attratta fisicamente da una amica che era molto sexy.
Quando ero single ho sperimentato sessualmente ma mai con le donne eppure sentivo il bisogno di farlo per scoprirmi ma non sono mai riuscita ad arrivare a questo step.
Non so cosa pensare di me
So solo che mi sento sbagliata molte volte .
Il sesso con mio marito mi piace ma con nessun uomo ho provato un orgasmo senza pensare ad altro.
Ho quasi 40 anni , sono sposata, Amo mio marito e amo la mia famiglia.
Da quando sono ragazza più o meno dall' età di 10 /11 anni ho avuto un trauma che è restato nell' inconscio per tanti anni , come se non fosse mai successo .
Una mia cugina , nel giocare, sperimentava giochi che si avvicinavano al sesso.
Baci sulla bocca con la mano davanti alla bocca.
Simulare l' atto sessuale con i vestiti o l' intimo addosso.
Io essendo più piccola di lei non conoscevo nulla del sesso
E all' inizio era strano e mi chiedevo che cosa stesse facendo.
Continuando a fare questi giochi alla fine piaceva anche a me e desideravo farli ancora.
Fino a che ho guardato per la prima volta un video lesbico girando un canale alla televisione e mi ha eccitata.
Non c'era internet e spesso sulla TV si vedevano solo donne nude o video con donne.
Da lì ho sempre guardato dei video porno ma sono sempre stata attratta dalla diversità.
Video lesbici
Video di trans
Video gay
Ma quelli che mi fanno eccitare e arrivare all' orgasmo sono sempre quelli lesbici.
Io voglio fare la parte dell' "uomo "se mi immedesimo.
Per tutta la vita ho avuto il dubbio di essere lesbica e ancora ce l' ho.
Solo che nella vita reale il pensiero di andare con una donna mi sembra strano e sono sempre stata attratta dagli uomini.
Durante il sesso e durante la masturbazione però io raggiungo l' orgasmo solo pensando a video porno di lesbiche.
Oppure immagino parti del corpo femminili.
Prima di scoprire che solo in questo modo riuscivo a raggiungere l' orgasmo non lo raggiungevo mai.
Nella mia vita avrei però voluto provare a fare sesso con una donna per capire se le mie erano solo fantasie ma nella realtà non ho mai avuto il coraggio di farlo e in più la cosa mi creava disagio e ribrezzo.
L attrazione mi sembra solo sessuale.
Non mi sono mai innamorata di una donna nella mia vita
Ho sempre provato stima
E una repulsione negli abbracci o nella vicinanza fisica
Tranne in un occasione in cui mi sono sentita attratta fisicamente da una amica che era molto sexy.
Quando ero single ho sperimentato sessualmente ma mai con le donne eppure sentivo il bisogno di farlo per scoprirmi ma non sono mai riuscita ad arrivare a questo step.
Non so cosa pensare di me
So solo che mi sento sbagliata molte volte .
Il sesso con mio marito mi piace ma con nessun uomo ho provato un orgasmo senza pensare ad altro.
difficile darle un consiglio, se non fosse sposata le consiglierei di provare un rapporto diverso e togliersi il dubbio, ma credo che questo tentativo potrebbe compromettere il suo matrimonio. Quindi meglio sottoporsi a sedute di analisi ed approfondire il problema
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Carissima, quello che descrive non la rende sbagliata, né definisce automaticamente la suo orientamento sessuale in modo rigido o definitivo. La sessualità umana è molto più complessa di quanto spesso si creda: fantasie, eccitazione, immaginazione erotica e orientamento affettivo non sempre coincidono perfettamente tra loro.
Più che cercare un’etichetta definitiva, forse oggi sarebbe importante aiutarla a vivere questa parte di sé con meno angoscia, meno senso di colpa e meno bisogno di sentirsi “giusta” o “sbagliata”. Un percorso consulenziale con una sessuologa che sia anche psicologa potrebbe aiutarla molto: non per dirle chi è, ma per permetterle di osservare la sua storia, le sue fantasie, il suo rapporto con il corpo e con il desiderio in una prospettiva diversa, più serena e integrata. Potrebbe aiutarla a conoscersi meglio, comprendere il significato emotivo delle sue fantasie e, soprattutto, ad abbandonare quelle emozioni negative e il senso di conflitto che oggi la fanno soffrire.
Rimango a disposizione e le porgo un cordiale saluto.
Dott.ssa Stefania Loi
Più che cercare un’etichetta definitiva, forse oggi sarebbe importante aiutarla a vivere questa parte di sé con meno angoscia, meno senso di colpa e meno bisogno di sentirsi “giusta” o “sbagliata”. Un percorso consulenziale con una sessuologa che sia anche psicologa potrebbe aiutarla molto: non per dirle chi è, ma per permetterle di osservare la sua storia, le sue fantasie, il suo rapporto con il corpo e con il desiderio in una prospettiva diversa, più serena e integrata. Potrebbe aiutarla a conoscersi meglio, comprendere il significato emotivo delle sue fantasie e, soprattutto, ad abbandonare quelle emozioni negative e il senso di conflitto che oggi la fanno soffrire.
Rimango a disposizione e le porgo un cordiale saluto.
Dott.ssa Stefania Loi
salve, talvolta le scelte che si fanno, si compiono soprattutto per esigenze di tipo morale, per ti more del giudizio, per convenzione. Tutti noi abbiamo una parte più maschile ed una femminile senza necessariamente avere tendenze omosessuali. credo che l'importante sia non reprimere il desiderio ma ascoltarlo per capire cosa ci comunica.
Salve,
da ciò che racconta emerge una grande sofferenza legata non tanto ai suoi comportamenti reali, quanto ai dubbi, ai sensi di colpa e alla paura di “essere sbagliata”. È importante dirle, prima di tutto, che fantasie sessuali, immaginazione erotica e orientamento affettivo-sessuale non coincidono necessariamente tra loro.
Le esperienze vissute nell’infanzia, soprattutto quando avvengono in un’età in cui non si hanno ancora strumenti per comprendere ciò che accade, possono lasciare tracce profonde nel modo in cui la mente associa eccitazione, curiosità, desiderio e sessualità. Questo non significa automaticamente che il suo orientamento sessuale sia definito da quei vissuti, né che ciò che prova oggi sia “anormale”.
Molte persone presentano fantasie erotiche che non desiderano realmente mettere in pratica nella vita concreta. La fantasia sessuale ha spesso una funzione simbolica, immaginativa e psicologica molto diversa dal desiderio relazionale reale. Nel suo racconto, infatti, emerge chiaramente che:
ha sempre costruito relazioni affettive con uomini;
ama suo marito e prova piacere nel rapporto con lui;
non riferisce innamoramenti verso donne;
la componente che la confonde riguarda soprattutto l’eccitazione mentale e immaginativa.
Anche il fatto di immedesimarsi nel “ruolo maschile” durante le fantasie non definisce necessariamente identità o orientamento: nella sessualità mentale possono entrare in gioco dinamiche di potere, identificazione, curiosità, controllo o semplicemente schemi eccitatori appresi nel tempo.
Inoltre, quando per anni il cervello collega l’orgasmo a determinati stimoli specifici (fantasie, immagini, categorie pornografiche), può diventare difficile raggiungerlo senza quel tipo di attivazione mentale. È un meccanismo abbastanza frequente e non indica automaticamente un’incompatibilità con il partner o un orientamento diverso da quello vissuto nella realtà.
Mi colpisce molto il fatto che lei parli spesso di disgusto, paura, vergogna e senso di errore. Questo probabilmente è il nucleo più importante da comprendere: non tanto “che etichetta darle”, ma perché viva questa parte di sé con tanta ansia e conflitto interno.
Probabilmente dentro di lei convivono:
curiosità e fantasia erotica;
attrazione prevalentemente eterosessuale nella vita reale;
paura del giudizio e bisogno di capire “chi è davvero”.
Non è obbligatorio definirsi in modo rigido. La sessualità umana è spesso più complessa e sfumata di quanto vorremmo.
Credo che per lei sarebbe molto utile approfondire questi aspetti con un professionista, in uno spazio protetto e non giudicante, per comprendere meglio il legame tra il trauma infantile, le fantasie sessuali, il bisogno di controllo e il modo in cui vive oggi la sua identità e la sua intimità.
Un percorso psicologico o sessuologico potrebbe aiutarla a ridurre il senso di colpa e a vivere la sua sessualità con maggiore serenità e consapevolezza.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
da ciò che racconta emerge una grande sofferenza legata non tanto ai suoi comportamenti reali, quanto ai dubbi, ai sensi di colpa e alla paura di “essere sbagliata”. È importante dirle, prima di tutto, che fantasie sessuali, immaginazione erotica e orientamento affettivo-sessuale non coincidono necessariamente tra loro.
Le esperienze vissute nell’infanzia, soprattutto quando avvengono in un’età in cui non si hanno ancora strumenti per comprendere ciò che accade, possono lasciare tracce profonde nel modo in cui la mente associa eccitazione, curiosità, desiderio e sessualità. Questo non significa automaticamente che il suo orientamento sessuale sia definito da quei vissuti, né che ciò che prova oggi sia “anormale”.
Molte persone presentano fantasie erotiche che non desiderano realmente mettere in pratica nella vita concreta. La fantasia sessuale ha spesso una funzione simbolica, immaginativa e psicologica molto diversa dal desiderio relazionale reale. Nel suo racconto, infatti, emerge chiaramente che:
ha sempre costruito relazioni affettive con uomini;
ama suo marito e prova piacere nel rapporto con lui;
non riferisce innamoramenti verso donne;
la componente che la confonde riguarda soprattutto l’eccitazione mentale e immaginativa.
Anche il fatto di immedesimarsi nel “ruolo maschile” durante le fantasie non definisce necessariamente identità o orientamento: nella sessualità mentale possono entrare in gioco dinamiche di potere, identificazione, curiosità, controllo o semplicemente schemi eccitatori appresi nel tempo.
Inoltre, quando per anni il cervello collega l’orgasmo a determinati stimoli specifici (fantasie, immagini, categorie pornografiche), può diventare difficile raggiungerlo senza quel tipo di attivazione mentale. È un meccanismo abbastanza frequente e non indica automaticamente un’incompatibilità con il partner o un orientamento diverso da quello vissuto nella realtà.
Mi colpisce molto il fatto che lei parli spesso di disgusto, paura, vergogna e senso di errore. Questo probabilmente è il nucleo più importante da comprendere: non tanto “che etichetta darle”, ma perché viva questa parte di sé con tanta ansia e conflitto interno.
Probabilmente dentro di lei convivono:
curiosità e fantasia erotica;
attrazione prevalentemente eterosessuale nella vita reale;
paura del giudizio e bisogno di capire “chi è davvero”.
Non è obbligatorio definirsi in modo rigido. La sessualità umana è spesso più complessa e sfumata di quanto vorremmo.
Credo che per lei sarebbe molto utile approfondire questi aspetti con un professionista, in uno spazio protetto e non giudicante, per comprendere meglio il legame tra il trauma infantile, le fantasie sessuali, il bisogno di controllo e il modo in cui vive oggi la sua identità e la sua intimità.
Un percorso psicologico o sessuologico potrebbe aiutarla a ridurre il senso di colpa e a vivere la sua sessualità con maggiore serenità e consapevolezza.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Il tema delle fantasie sessuali è un aspetto molto importante e interessante nella vita sessuale di ognuno di noi. Nulla è giusto o sbagliato e avere delle fantasie non per forza poi deve trovare una corrispondenza con la realtà. Anzi queste possono restare all'interno del proprio giardino personale a cui attingiamo all'interno del rapporto, a volte anche coinvolgendo il partner nelle condivisioni delle fantasie oppure no. Tuttavia, se questo le provoca disagio potrebbe pensare di parlarne con un professionista, come un sessuologo, che la potrà aiutare a superare questo malessere
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