Sono una ragazza di 22 anni e ho qualche problema di natura sessuale: - Sono in una relazione con u
Sono una ragazza di 22 anni e ho qualche problema di natura sessuale: - Sono in una relazione con un ragazzo della mia età da 4 anni - Non ho mai avuto un orgasmo, ci sono andata vicina più volte ma lì sul momento non sono mai riuscita - Soffro di ansia sociale e generalizzata + depressione e prendo psicofarmaci che ho cambiato più volte nella durata della relazione. Al momento prendo Zoloft e Tavor. Mentre prendevo questi due ho comunque avuto periodi in cui non avevo problemi durante i rapporti mentre anche altre volte e ultimamente spesso si. - Con problemi intendo: scarsa voglia, poco piacere sessuale, a volte anche leggermente doloroso Volevo chiederti se avevate qualche consiglio grazie mille
5 risposte
i suoi problemi appartengono agli effetti collaterali dei farmaci indicati, e quindi fini a che li assume i problemi possono diminuire o aumentare, ma scomparire resta difficile
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Gentilissima, con così pochi elementi è difficile poter dare consigli davvero utili e precisi, perché le difficoltà sessuali possono avere origini molto diverse e spesso sono il risultato di più fattori insieme: emotivi, relazionali, psicologici e anche farmacologici. Proprio per questo, più che cercare soluzioni generiche, sarebbe opportuno iniziare un percorso di consulenza sessuologica, possibilmente con una professionista che sia anche psicologa o psicoterapeuta. Questo permetterebbe di definire con maggiore precisione cosa sta mantenendo ciò che sta succedendo: se il peso maggiore deriva dall’ansia, dagli effetti collaterali farmacologici, dalla componente relazionale, dal modo in cui vive il rapporto con il piacere e con il Suo corpo, oppure da una combinazione di questi aspetti. Le mando un caro saluto e rimango a disposizione Dott.ssa Stefania Loi
Buongiorno, quello che descrivi è più comune di quanto possa sembrare: ansia, depressione e farmaci possono influenzare profondamente il desiderio e il piacere sessuale, così come la sensazione di difficoltà nel raggiungere l’orgasmo. Spesso è una combinazione di fattori fisici, psicologici e relazionali. È anche importante ricordare che farmaci come lo Zoloft possono interferire con il desiderio e l’orgasmo, ma non in maniera identica per tutte le persone e in tutti i momenti. Quindi vale la pena parlarne con lo psichiatra, potrebbe esserci modo di aggiustare la terapia o trovare strategie per ridurre gli effetti collaterali sessuali. Inoltre, se il dolore o il disagio durante i rapporti persiste, un controllo ginecologico può aiutare a escludere cause fisiche o trovare soluzioni pratiche. Se ti senti pronta, un percorso con un sessuologo può essere molto utile: ti offrirebbe uno spazio sicuro per esplorare desideri, blocchi e piacere, senza giudizio e con strategie concrete per migliorare la tua esperienza sessuale. restando a disposizione. Dott.ssa Giulia Raiano
Gentile ragazza, quello che descrive è più comune di quanto si possa pensare e non significa affatto che ci sia “qualcosa che non va” in lei. La sessualità femminile è influenzata da molti fattori: emotivi, relazionali, psicologici e anche farmacologici. Nel suo caso ci sono alcuni aspetti importanti da considerare: Ansia e depressione possono incidere molto sul desiderio, sul rilassamento corporeo e sulla capacità di lasciarsi andare durante il rapporto. Spesso il corpo rimane in uno stato di tensione che rende più difficile provare piacere pienamente o raggiungere l’orgasmo. Anche alcuni farmaci antidepressivi, tra cui lo Zoloft, possono provocare effetti collaterali sessuali come calo del desiderio, difficoltà orgasmica, minore sensibilità o lubrificazione ridotta. Il fatto che lei abbia avuto periodi migliori e peggiori suggerisce che probabilmente entrano in gioco sia i farmaci sia il suo stato psicologico/emotivo del momento. Il fatto che a volte il rapporto risulti “leggermente doloroso” può essere collegato a tensione muscolare, ansia, scarsa eccitazione/lubrificazione o ad altri fattori fisici che meritano attenzione. Rispetto all’orgasmo, è importante sapere che molte donne non lo raggiungono facilmente attraverso il solo rapporto penetrativo e che spesso serve una maggiore conoscenza del proprio corpo, dei propri tempi e delle modalità di stimolazione più piacevoli. Inoltre, quando ci si concentra troppo sul “dover riuscire”, si crea facilmente un circolo di pressione e controllo che ostacola ulteriormente il piacere. Alcuni suggerimenti che potrebbero aiutarla: cercare di vivere l’intimità senza focalizzarsi sull’obiettivo dell’orgasmo; dare spazio a gradualità, comunicazione e tranquillità durante i rapporti; osservare se ci sono momenti in cui si sente più rilassata o più coinvolta emotivamente; parlare apertamente con il partner delle sue sensazioni senza sentirsi “sbagliata”; evitare di colpevolizzarsi o confrontarsi con aspettative irrealistiche. Potrebbe inoltre essere utile confrontarsi anche con il medico/psichiatra che la segue per valutare insieme l’impatto dei farmaci sulla sfera sessuale, senza modificarli autonomamente. Vista la presenza di più fattori coinvolti (ansia, depressione, farmaci e difficoltà sessuali), le consiglierei di approfondire con uno specialista psicoterapeuta/sessuologo, così da comprendere meglio le cause e trovare un percorso adatto a lei. Un caro saluto, Dottoressa Silvia Parisi – Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buonasera, grazie per il messaggio. I farmaci che prende possono incidere in modo reale su desiderio, piacere e orgasmo e vale la pena portarlo a chi segue la sua terapia farmacologica, perché spesso ci sono margini. Tuttavia quello che colpisce di più nella sua storia è quella sensazione di andarci vicina e poi fermarsi. Di essere lì, e poi non esserci più. È un dettaglio che dice molto, perché il corpo spesso sa cosa fare. Qualcosa, in quel momento, potrebbe interromperlo. L'ansia che porta con sé da tempo potrebbe tendere a insegnare a stare in guardia, a monitorare, a non mollare il controllo. E il piacere chiede esattamente il contrario: chiede di fidarsi. Potrebbe essere che in quei momenti il suo sistema faccia esattamente quello che ha imparato a fare, proteggerla. Con un racconto che, forse, si può riscrivere. Se sente che potrebbe esserle utile uno spazio in cui iniziare a farlo, sono disponibile per un primo colloquio. Un caro saluto, Dott.ssa Stella Gelli
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.


